Carlo V mise al bando Lutero dopo la Dieta di Worms

La Dieta di Worms fu il momento in cui Martin Lutero, convocato per ritrattare i propri scritti, rifiutò di abiurare davanti all’imperatore Carlo V e ai principi del Sacro Romano Impero. Il 18 aprile 1521 Lutero dichiarò di non poter revocare le proprie convinzioni se non fosse stato convinto dalle Scritture o da ragioni evidenti, perché la sua coscienza era prigioniera della parola di Dio.

In seguito al rifiuto, Carlo V mise Lutero al bando dall’Impero. Con l’Editto di Worms, promulgato a maggio, il riformatore fu dichiarato fuorilegge e i suoi scritti vennero banditi, ma il provvedimento non riuscì a fermare la diffusione delle sue dottrine.

La Dieta di Worms e la convocazione di Lutero

Solitamente le diete imperiali venivano convocate per assolvere funzioni prettamente legislative, ma quella del 1521 a Worms risultò essere un evento per l’epoca di una portata mediatica eclatante, le cui conseguenze furono un punto di non ritorno nella storia europea e mondiale. L’aspetto storicamente più rilevante della dieta fu l’audizione del teologo e riformatore Martin Lutero, convocato affinchè pubblicamente ritrattasse i suoi scritti che mettevano in dubbio l’autorità della Chiesa di Roma.

Martin Lutero arriva a Worms, dove da gennaio è in corso la Dieta, assemblea dei principi del Sacro Romano Impero, insieme a Carlo V. L’assise ha come punto centrale di dibattito la Causa Lutheri, la discussione sulle tesi del monaco agostiniano, convocato per la ritrattazione di quanto reso pubblico oramai più di tre anni prima, il 31 ottobre 1517.

La Dieta di Worms, Lutero convocato per ritrattare, si trasformò così in un confronto pubblico tra l’autorità imperiale, il potere papale e un teologo che contestava diversi aspetti dell’insegnamento e della pratica della Chiesa di Roma.

Il ruolo dei principi tedeschi

La cosa interessante da sottolineare è che papa Leone X aveva già scomunicato Lutero con la bolla “Decet Romanum Pontificem” il 3 gennaio 1521, allora come mai il potere secolare, a cui spettava il compito di rendere esecutivo il provvedimento di scomunica nei confronti di un eretico già messo al bando, ebbe la necessità di ascoltarlo di fronte ai grandi signori dell’impero, nonostante l’imperatore stesso avesse già manifestato in modo chiaro la propria opinione contraria nei confronti di Lutero?

Fu il peso politico dei membri della Dieta la ragione che indusse Carlo V ad ascoltare il riformatore, il potente nunzio pontificio, il cardinale Girolamo Aleandro, desideroso di ottenere un’immediata condanna dell’eretico, dovette perciò arrendersi; i principi tedeschi, ai quali Lutero nel suo scritto “Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca” aveva attribuito grande responsabilità, pretesero la sua comparizione prima della condanna.

Una prima ammonizione papale, comminata con la precedente bolla “Exsurge Domine” del 15 giugno 1520, era stata bruciata sulla pubblica piazza dallo stesso Lutero. Pertanto, l’ex monaco agostiniano - già scomunicato per le sue tesi da papa Leone X con la bolla “Decet Romanum Ponteficem” del 3 gennaio 1521 - non abiurò.

Il viaggio da Wittenberg a Worms

Il Principe Elettore di Sassonia, Federico II detto il Saggio, di cui Lutero era suddito, ottenne un salvacondotto affinchè il teologo potesse comparire dinanzi l’imperatore senza correre pericoli durante il tragitto da Wittenberg a Worms. Delle spese di viaggio se ne incaricò l’Università di Wittenberg dove Lutero insegnava, accompagnato dal collega e amico Nicolaus von Amsdorf.

I due, scortati da un araldo imperiale, fecero sosta a Lipsia, Erfurt, Eisenach, Francoforte prima di giungere a Worms il 16 aprile 1521, dove Lutero fu acclamato a gran voce dal popolo. Partito da Wittenberg, dopo un faticoso viaggio durato due settimane, Lutero fece il suo ingresso a Worms il 16 aprile 1521, accolto da una grande folla.

Martin Lutero arriva a Worms 1521

Il primo confronto con l’imperatore

Il pomeriggio del 17 aprile gli si chiese la ritrattazione integrale dei propri scritti. Il nunzio pontificio e l’imperatore ritenevano che in quanto scomunicato non avrebbe avuto l’ardire di giustificarsi e che il bando di condanna avrebbe dato immediatamente seguito alla scomunica.

Ma le cose presero una piega diversa. Lutero cercò di guadagnare tempo con la richiesta di ventiquattro ore di ulteriore riflessione, tempo che gli venne accordato. Carlo V lasciando la sala esclamò ai suoi consiglieri «Non sarà costui a farmi eretico».

Il rifiuto di abiurare del 18 aprile 1521

La sera del 18 aprile, Lutero venne introdotto davanti il parlamento e tenne un breve discorso, distinguendo i propri scritti in diverse categorie: semplici ed evangelici, scritti di edificazione, bellicose discussioni con il papato e scritti contro singole persone. Solo per quest’ultimo caso ammise di aver scritto più aspramente di quanto non convenisse ad un cristiano e ad un monaco.

Da lui però si esigeva una chiara ritrattazione in cambio dell’intervento dell’imperatore presso il papa per un benevolo trattamento. La risposta di Lutero spiazzò tutti, sprezzante della situazione e del pericolo che correva, con voce ferma dichiarò:

«A meno che non venga convinto da testimonianze delle Scritture o da ragioni evidenti - poiché non confido né nel Papa, né nel solo Concilio, poiché è certo che essi hanno spesso errato e contraddetto loro stessi - sono tenuto saldo dalle Scritture da me addotte, e la mia coscienza è prigioniera dalla parola di Dio, ed io non posso né voglio revocare alcunché, vedendo che non è sicuro o giusto agire contro la coscienza. Dio mi aiuti. Amen».

Furono le parole che cinquecento anni fa il riformatore Martin Lutero (1483-1546) - Hier stehe ich, ich kann nicht anders - rivolse all'imperatore Carlo V d’Asburgo e ai prìncipi del Sacro Romano Impero riuniti a Worms, in Germania, nella sala del Palazzo vescovile.

A questo punto l’avvocato imperiale si spazientì e incalzò Lutero chiedendogli se la Chiesa allora avesse errato fino a quel momento, Lutero con fare di sfida rispose: «Ebbene sì ha sbagliato e per molti articoli; è chiaro come il sole e lo dimostrerò. Che Dio mi aiuti: sono pronto». A quelle parole Carlo V ne ebbe abbastanza e abbandonò la seduta.

Ritornando nella sua stanza d’albergo, racconta un testimone del tempo, Lutero “alzò le braccia in alto come fanno i vincitori nel torneo” esclamando: «Ce l’ho fatta!».

La coscienza e l’autorità delle Scritture

Fu in occasione della Dieta di Worms che si consumò la definitiva rottura fra la “vecchia” chiesa cattolica romana e la “nuova” chiesa riformata. E forse nacque lì anche il moderno concetto della libertà di coscienza: Lutero si dichiarò pronto alla ritrattazione, a condizione di essere persuaso con scritti o parole riferite all'evangelo, poiché egli non poteva andare contro la sua stessa coscienza mettendo a rischio la salvezza della sua anima.

Il rifiuto di Lutero di abiurare segnò di fatto lo scisma tra cattolici e protestanti, molto più dell'affissione sul portone della chiesa del castello di Wittenberg delle sue 95 tesi contro le indulgenze, il cui Cinquecentenario fu ampiamente celebrato nel 2017 in tutto il mondo.

Carlo V convoca i principi elettori

Il 19 aprile l’imperatore convocò i sette principi elettori e i maggiori signori e disse: «Voi sapete che io discendo da un lungo lignaggio di imperatori cristiani di questa nobile nazione tedesca, dai re cattolici di Spagna, dagli arciduchi d’Austria e dai duchi di Borgogna.

Essi sono stati tutti fedeli sino alla morte alla Chiesa di Roma e hanno difeso la fede cattolica e l’onore di Dio. Ho deciso di seguire i loro passi. Sono perciò risoluto ad attenermi a tutto quanto è avvenuto dopo il concilio di Costanza.

Giacchè è certo che, quando un solo frate si pone contro l’opinione dell’intera cristianità, egli sbaglia o altrimenti la cristianità intera avrebbe dovuto sbagliare per mille anni e anche di più. Sono perciò deciso ad impegnare le mie terre, i miei amici, il mio corpo, il mio sangue, la mia vita e la mia anima.

Non lo ascolterò più. Venga accompagnato fuori, ma d’ora in poi lo tratterò come un eretico notorio e non soltanto io, ma spero anche voi, da buoni cristiani di questa nobile nazione tedesca, su cui cadrebbe eterna vergogna se per negligenza vostra dovesse sopravvivervi non dico l’eresia, ma il mero sospetto di eresia».

Carlo V bandì Lutero dall'Impero, ma non poté frenare la diffusione delle sue dottrine. L’incontro a Worms tra Lutero e Carlo V è considerato un momento chiave della storia del cristianesimo.

L’Editto di Worms

Si chiude in Renania la Dieta di Worms, presieduta dall’Imperatore Carlo V d’Asburgo, con l’emanazione dell’editto che condanna Martin Lutero come fuorilegge e lo bandisce dall’Impero.

Con l’Editto di Worms, promulgato a maggio, Lutero fu dichiarato fuori legge, e i suoi scritti banditi. Il discorso del Riformatore in difesa delle sue convinzioni ebbe tuttavia un ruolo decisivo per la diffusione delle sue idee.

Carlo V mise al bando Lutero perché il riformatore, già scomunicato dal papa, aveva rifiutato di ritrattare pubblicamente i propri scritti. La condanna imperiale rese illegale proteggerlo, ospitarlo e diffondere le sue opere, anche se nella pratica diversi principi tedeschi continuarono a sostenerlo.

Il secondo interrogatorio e la partenza da Worms

Lutero non aveva ceduto alla soverchiante morsa del potere e addirittura ottenne che i rappresentanti della Dieta potessero compiere un altro interrogatorio, il 24 e 25 aprile; un fatto eccezionale se si tiene conto della già manifesta volontà dell’imperatore.

Anche in questa circostanza Lutero resistette alla tentazione di cedere in qualche cosa, di addolcire qualche posizione, di ritrattare almeno quelle affermazioni che erano chiaramente rivolte contro il magistero romano.

Il 26 aprile, verso mezzogiorno, Lutero partì da Worms verso l’Elettorato di Sassonia. Alcuni nobili sassoni gli fecero da scorta per un lungo tratto di viaggio.

Il finto rapimento e il rifugio nella Wartburg

Il principe Federico, preoccupato che dopo la condanna potesse succedere qualcosa al suo monaco e docente universitario, organizzò un finto rapimento per tenere al sicuro Lutero. Il riformatore fu nascosto per dieci mesi, dal 4 maggio 1521 al 3 marzo 1522, nel castello di Wartburg, dove si dedicò alla sua più importante opera: la monumentale traduzione del Nuovo Testamento in lingua tedesca.

Castello di Wartburg rifugio di Lutero

Anni dopo, in uno sguardo retrospettivo su Worms Lutero scrisse: «Io non ho fatto nulla; tutto è stato fatto e disposto dalla Parola di Dio. Se avessi voluto impiegare la forza, avrei potuto provocare in Germania un grande spargimento di sangue; a Worms avrei potuto iniziare una tale azione che neppure l’imperatore sarebbe stato al sicuro.

Non l’ho fatto e ho lasciato che agisse la parola divina! Che cosa credete che pensi il diavolo, quando si vuole agire con la violenza? Egli siede nell’angolo più remoto dell’inferno e pensa: “Oh, i pazzi ne fanno delle belle!”.

Ma il diavolo sarà sconfitto se ci atterremo unicamente alla Parola di Dio. Essa è onnipotente e incatena i cuori. E una volta raggiunti i cuori, tutti gli altri effetti seguono poi da soli».

Le conseguenze della Dieta di Worms

Quel discorso si trasformò presto in un mito eroico, spiega al “Sonntagsblatt” lo storico della chiesa Thomas Kaufmann dell'Università di Göttingen. La Dieta di Worms, sostiene lo storico, è addirittura il primo evento trasformato con successo in un “evento politico” grazie ai mezzi di comunicazione dell’epoca: la stampa e i pamphlet.

Dopo Worms, la Riforma si diffuse a macchia d'olio. Il rifiuto di Lutero di abiurare fu una tappa decisiva nel processo di avvio della Riforma protestante, le cui idee già stavano incontrando grande attenzione fra le popolazioni tedesche.

La Dieta di Worms segnò di fatto lo scisma tra cattolici e protestanti e rese evidente che la controversia non poteva più essere risolta soltanto attraverso una condanna ecclesiastica. Il confronto coinvolse ormai i principi dell’Impero, l’autorità imperiale, la stampa e ampie fasce della popolazione.

Il significato storico dell’evento

La Dieta di Worms fu un “Momento chiave della storia della Riforma“, secondo il professor Lothar Vogel della Facoltà valdese di Teologia. Stiamo parlando del 16-18 aprile 1521 di 500 anni fa.

L’incontro a Worms tra Lutero e Carlo V è considerato un momento chiave della storia del cristianesimo. La scelta di Lutero di rimanere fedele alla propria coscienza trasformò l’udienza prevista per ottenere una ritrattazione in un episodio destinato a influenzare la storia religiosa e politica dell’Europa.

La Dieta di Worms risultò essere un evento per l’epoca di una portata mediatica eclatante, le cui conseguenze furono un punto di non ritorno nella storia europea e mondiale. Il discorso del Riformatore in difesa delle sue convinzioni ebbe tuttavia un ruolo decisivo per la diffusione delle sue idee.

La scomunica di Lutero; la Dieta di Worms

Le commemorazioni del Cinquecentenario

In Germania il prossimo fine settimana sarà caratterizzato da commemorazioni, culti, spettacoli per ricordare l’evento. Venerdì 16, è prevista una celebrazione, trasmessa dal canale televisivo Swr, vedrà coinvolti il presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier, il presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD), vescovo Heinrich Bedford-Strohm, e il vescovo cattolico di Magonza Peter Kohlgraf.

Sabato 17, sulla pagina Facebook dell’emittente Swr, sarà trasmesso un elaborato spettacolo multimediale relativo proprio alla visita di Lutero a Worms. Cinquecento anni dopo, venerdì prossimo, la città di Worms e la Chiesa evangelica di Hessen-Nassau, daranno il via alle celebrazioni del Cinquecentenario: senza partecipazione di pubblico - a causa della pandemia -, ma in presenza delle istituzioni.

All’inaugurazione del Giubileo wormsiano sono attesi il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, la presidente del Land Renania-Palatinato Malu Dreyer, il presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD), vescovo Heinrich Bedford-Strohm, e il vescovo cattolico di Magonza Peter Kohlgraf.

I festeggiamenti e molti eventi si svolgeranno in modalità multimediale. L’inaugurazione della mostra nazionale “Qui sto. Coscienza e protesta - dal 1521 al 2021” è stata fatta slittare al 3 luglio, mentre la prima mondiale della rappresentazione multimediale “Der Luther-Moment” (Il momento di Lutero) potrà essere seguita sabato 17 aprile alle 23 in streaming: nella Dreifaltigkeitskirche (Chiesa della Santissima Trinità) verrà inscenata la storia della Dieta di Worms e le conseguenze che quell'evento ebbe in Europa.

Domenica 18 aprile, alle 9.30, la rete televisiva ZDF trasmetterà un culto per il Giubileo della Dieta, dalla Magnuskirche di Worms. Nella seconda metà di luglio il Festival dei Nibelunghi di Worms presenterà un evento speciale dedicato al Cinquecentenario della Dieta: l'opera teatrale LUTHER dell'autore e drammaturgo svizzero Lukas Bärfuss, vincitore del Büchner-Preis.

Sotto la direzione di Nico Hofmann, il “caso Lutero” - un emozionante affare di stato, tra intrighi di potere e lotta religiosa - sarà raccontato nel suo luogo originale. La regia è affidata all’ungherese Ildikó Gáspár.

LUTHER, dice la regista, è un racconto “sull'Europa, sulla libertà di pensiero, sull'impotenza e sulla resistenza. E su noi stessi”.

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