La TAC eseguita sulla statuetta della Madonna di Trevignano e sul quadro raffigurante Cristo non ha rilevato la presenza di meccanismi o artifici finalizzati alla fuoriuscita di liquidi. Le analisi genetiche sulle principali tracce ematiche hanno invece identificato il DNA di Maria Giuseppa Scarpulla, nome all’anagrafe di Gisella Cardia.
Il caso riguarda una statuetta acquistata a Medjugorje, secondo il racconto dei coniugi Cardia, divenuta il centro di presunti fenomeni soprannaturali, tra cui lacrime di acqua e sangue e la fuoriuscita di olio profumato. Gli accertamenti sono stati svolti nell’ambito dell’indagine per truffa aggravata avviata dalla Procura di Civitavecchia.
Perché la statuetta è stata sottoposta alla TAC
Nella prima puntata della nuova stagione de “Le Iene“ l’inviato Gaston Zama ‘indaga’ sulla Madonna di Trevignano, e sulle statue di Gisella Cardia da mesi al centro dell’attenzione mediatica per le presunte lacrimazioni miracolose. Per stabilire se dagli occhi scendano o meno lacrime truccate, l’inviato del programma di Italia 1 ha convinto i coniugi Cardia ad effettuare una TAC.
Accuratamente riposte all’interno di una valigia, le due statuette vengono trasportate in un laboratorio di radiologia ed analizzate nel dettaglio da un’equipe di medici, che si avvale dell’apposita apparecchiatura usata per gli esami tramite “raggi X”. Il test aiuta a comprendere la composizione del materiale delle statuette della Madonna ed è una “procedura analoga a quella seguita per esaminare mummie e sarcofagi”, spiega il dottor Biscotti.
Il medico poggia la madonnina in vetro resina sul lettino, assicurandola con due cuscinetti, avviando poi il macchinario per la scansione. L’esame rivela l’assenza di buchi o manomissioni all’interno delle statue. Dichiarazioni che rendono visibilmente felici Gisella e suo marito: “Abbiamo risolto il mistero della pompetta”, scherza la sedicente veggente.

La TAC eseguita nell’ambito dell’inchiesta
Lunedì 2 dicembre scorso una delle statuette lacrimanti di Gisella Cardia e il quadro del Cristo trasudante sono stati sottoposti a tac. Gli esami sono avvenuti alla Fondazione Santa Lucia a Roma, alla presenza di una decina di persone tra le quali il consulente nominato dal gip Emiliano Giardina, gli avvocati dei coniugi Cardia Solange Marchignoli e Giuseppe Marazzita, la perita di parte Marina Baldi e i medici.
Si tratta di alcuni degli oggetti religiosi sequestrati dai carabinieri ad ottobre scorso nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Civitavecchia per truffa aggravata in concorso nei confronti dei coniugi Cardia sulla vicenda che riguarda le donazioni e gli incontri di preghiera a Trevignano Romano.
Il sottoscritto ha inoltre sottoposto la statua raffigurante la Madonna e il quadro riproducente l'effigie di Cristo ad una tac con lo scopo di individuare la presenza di eventuali meccanismi artificiosi finalizzati alla fuoriuscita di liquidi. Eseguita con tomografo computerizzato a 128 strati sulla statua raffigurante la Madonna e sul quadro riproducente l'effigie di Cristo - precisa Giardina - non ha rilevato la presenza di eventuali meccanismi o artifici finalizzati alla fuoriuscita di liquidi in entrambi i reperti.
Il primo esame televisivo sulle statuette
Il medico poggia la madonnina in vetro resina sul lettino assicurandola con due cuscinetti, dopo di che avvia il macchinario per la scansione. L'esame rivela l'assenza di tagli o manomissioni all'interno delle statuette come micro pompette che azionano le lacrime a comando.
All’improvviso però, mentre è ancora distesa sul lettino della TAC, i presenti notano che la seconda “madonnina” stia iniziando a trasudare un olio profumato, tra lo stupore e l’incredulità di tutti, soprattutto perché il gesso trattiene e difficilmente rilascia i liquidi (come spiegato dal medico Biscotti).
I presenti riferiscono poi che la madonna ancora coricata sul lettino starebbe espellendo materiale liquido profumato dal manto in gesso. "Di solito il gesso trattiene e non trasuda", dice perplesso il radiologo che poi annuncia di aver notato un'imperfezione sulla statua "all'altezza dell'orecchio".
Un’ultima analisi del radiologo evidenzia un’imperfezione simile a un foro “all’altezza dell’orecchio destro della statuina”…
Che cosa ha mostrato la perizia genetica
Perizia definitiva sul sangue della Madonna di Trevignano: quelle tracce rosse, ematiche, appartengono Gisella Cardia. Lo dice il documento depositato in Procura dal professor Emiliano Giardina, genetista esperto che si è occupato anche del caso di Yara Gambirasio, e che in questa indagine per truffa è stato incaricato di analizzare il materiale rinvenuto sul volto della statuina col velo bianco e confrontarlo col Dna di Cardia, la presunta veggente di origini siciliane che, dopo un viaggio a Medjugorje, ha traslocato la sua Madonnina piangente a Trevignano, alle porte di Roma, attirando pellegrini da tutta Italia.
La super-perizia di Giardina è un’analisi puntale e approfondita - 135 pagine - che considera e confronta le tracce di sangue ritrovate sulla Madonnina, e che nelle sue conclusioni appare inequivocabile. La perizia analizza sia la statuina sia il quadro con l'effigie di Cristo, sequestrato dai carabinieri a inizio ottobre e già sottoposto ad accertamenti dei colleghi del Ris, incaricati di reperire eventuali sostanze.
«Sono state condotte - scrive Giardina - le analisi genetiche sui reperti oggetto dell'indagine sui campioni di riferimento degli indagati per effettuare le opportune comparazioni. Il sottoscritto ha inoltre sottoposto la statua raffigurante la Madonna e il quadro riproducente l'effigie di Cristo ad una tac con lo scopo di individuare la presenza di eventuali meccanismi artificiosi finalizzati alla fuoriuscita di liquidi».
Il DNA rilevato nelle tracce di sangue
«Le analisi - continua il professore - condotte sui campioni denominati 24-894 (tamponatura presunta sostanza ematica sulla guancia destra della statua raffigurante la Madonna), 24495 (tamponatura presunta sostanza ematica sulla guancia sinistra della statua raffigurante la Madonna), 24896 (tamponatura presunta sostanza ematica sul volto del quadro riproducente Cristo) e 244197 (tamponatura presunta sostanza ematica sulla veste del quadro riproducente Cristo) hanno fornito esito positivo alla diagnosi genetica mediante test "Hexagon Hobti" confermando la natura ematica di origine umana dalle tracce.
In tutte e quattro le tracce sopra citate è stato rilevato il Dna di Maria Giuseppa Scarpulla», nome all'anagrafe di Cardia. Poi, «la valutazione biostatistica dell'inclusione del profilo di Gianni Cardia (marito della veggente, ndr) ha fornito esito negativo».
Mentre «le ulteriori analisi condotte sul cromosoma Y hanno fornito profili negativi non utili a fini comparitivi». Un appiglio, questo cromosoma Y, cui aveva tentato di agganciarsi la difesa di Cardia, che aveva sostenuto la tesi del rinvenimento della traccia mista. Un secondo Dna che, dal loro punto di vista, avrebbe «scagionato» Cardia.
C'è solo ed esclusivamente Dna di Gisella anche su un terzo reperto, tre porzioni di batuffolo di cotone. Anche in questo caso, Giardina esclude tracce del marito e, le analisti sul cromosoma Y, hanno fornito profili negativi.
| Reperto | Esito indicato nella perizia |
|---|---|
| Guancia destra della statuetta | Sangue umano e DNA di Maria Giuseppa Scarpulla |
| Guancia sinistra della statuetta | Sangue umano e DNA di Maria Giuseppa Scarpulla |
| Volto del quadro raffigurante Cristo | Sangue umano e DNA di Maria Giuseppa Scarpulla |
| Veste del quadro raffigurante Cristo | Sangue umano e DNA di Maria Giuseppa Scarpulla |
| Tre porzioni di batuffolo di cotone | DNA di Gisella; nessuna traccia del marito |
Gli altri campioni analizzati
Non tutte le tracce raccolte durante le perquisizioni avrebbero però restituito risultati certi. In alcuni casi - ad esempio su tamponi prelevati dai proprietari della statua - non sarebbe stato possibile estrarre un profilo autosomico utile a fini comparativi. Altre analisi, condotte su presunte macchie ematiche rilevate nel 2016, avrebbero dato esito negativo alla presenza di sangue umano.
Per quanto riguarda poi le altre analisi agli atti non condotte da Giardina, il genetista conclude che: «Dalle analisi molecolari condotte sul campione denominato 24-901 (porzione tampone effettuato dai proprietari per prelevare materiale ematico sulla statua) non è stato estrapolato un profilo autosomico utile a tini comparativi; le analisi condotte sui campioni denominati 24-902 (porzione tampone effettuato dai proprietari per prelevare materiale ematico sul quadro) e 24-903 (porzione tampone di presunta sostanza ematica sul petto della statua acquisito dal Ris di Roma in data 14/09/2016) hanno fornito esito negativo alla diagnosi di sangue umano.
La valutazione biostatistica dell'inclusione del profilo di Scarpulla e del profilo di Gianni Cardia ha fornito esito negativo. Le ulteriori analisi condotte sul cromosoma Y hanno fornito un aplotipo parziale utile a fini comparativi».
Infine, «le analisi condotte sul campione denominato 24-904 (porzione tampone di presunta sostanza ematica sul volto del quadro acquisito dal Ris di Roma in data 14/09/2016) hanno fornito esito negativo alla diagnosi di sangue umano. Nella traccia sopra citata è stato rilevato il Dna di Scarpulla, mentre la valutazione biostatistica dell'inclusione del profilo di Gianni Cardia ha fornito esito negativo. Le ulteriori analisi condotte sul cromosoma Y hanno fornito un aplotipo parziale utile a fini comparativi».
Il sangue era umano, ma la TAC non ha spiegato l’origine dei liquidi
«Sangue umano sulla statuetta di Gisella» Sui risultati c'è il segreto istruttorio, l'elaborato peritale contenente anche le immagini dell'interno della statua, sarà accessibile alle parti intorno ai primi di gennaio 2025 e con esse arriveranno anche le risposte scientifiche ai quesiti presentati dagli avvocati di Gisella sugli accertamenti nell'ambito dell'incidente probatorio.
«La statuetta della Madonna che è stata analizzata ha una serie di macchie di sangue nella zona perioculare, solo quelle sono state oggetto di campionamento da parte del professor Giardina - ha spiegato intervistata da Storie Italiane su Rai 1 la genetista forense Baldi - Sangue che dalle analisi è risultato umano, ma non è possibile definire le modalità con le quali è stato messo.
I campionamenti non hanno invece riguardato le sostanze oleose presenti sulle statue. Tracce presenti su un pezzetto di cotone già esaminato dal professor Giardina non hanno trovato dna umano, ma si tratterebbe di un olio profumato».
La TAC, quindi, ha escluso la presenza di dispositivi interni individuabili nei reperti esaminati, ma non ha stabilito da sola come siano state prodotte o applicate le tracce liquide e ematiche. La genetica ha invece collegato le principali tracce di sangue analizzate al profilo di Gisella Cardia.
Le domande della difesa sul DNA
«Siamo in attesa di conoscere se la traccia di sangue sia singola o mista, ossia se sia presente un solo dna o più di uno - ha spiegato contattata da Fanpage.it l'avvocato Solange Marchignoli - Inoltre, si cercherà di capire, comparandolo con i dati presenti nella banca dati nazionale, a chi il dna appartenga, se sia femminile o maschile.
La tac effettuata alla statua della Madonna è stata incredibilmente emozionante, ed è stato un sentimento condiviso da tutti i presenti. Nella sala ospedaliera c'era un silenzio tangibile, un clima di rispetto ossequioso a prescindere dalle idee del singolo».
Da ambienti vicini alla difesa della donna si apprende che si era inizialmente cercato di sostenere l’ipotesi di un "miscuglio genetico", nel tentativo di spostare l’attenzione su un possibile secondo soggetto femminile. Ma le ultime analisi sembrano smentire anche questa pista.
La vicenda di Trevignano Romano
Nella provincia di Roma, tra i campi verdi che circondano Trevignano Romano, da anni una piccola statua della Madonna attira pellegrini e curiosi. Lacrime, sangue, presunti miracoli. Ma ora, dopo mesi di analisi scientifiche, il caso potrebbe aver imboccato una strada molto diversa da quella della fede.
Dal 2016, Gisella Cardia sostiene di avere visioni della Madonna e di ricevere da lei messaggi ogni terzo giorno del mese. Attorno alla sua figura è nato un vero e proprio culto: a Trevignano Romano, alle porte di Roma, migliaia di fedeli si sono radunati per anni in un santuario allestito davanti a una statuetta della Madonna che, secondo la presunta veggente, avrebbe versato lacrime di sangue.
Puntuale, il terzo giorno di ogni mese, Gisella Cardia, veggente di Trevignano, parla ai suoi fedeli. Dopo la statua con la Madonna innalzata in cielo con il drone, che aveva stupito gli adepti - radunati lo scorso mese presso il campo delle Rose - questa volta a far discutere sono le presunte parole che Gesù ha rivolto alla veggente: il figlio di Dio si sarebbe rivolto a lei come «figlia mia», riporta Gisella Cardia sul suo sito web.
L'attenzione, poi, torna sulla statua della Madonna dopo che Le Iene l'hanno portata ad analizzare con una Tac: ecco cosa è emerso.
Madonna di Trevignano, rinviata a giudizio per truffa Gisella Cardia - Ore 14 del 11/11/2025
Fede, testimonianze e accertamenti
Quella che per molti era un’esperienza spirituale intensa, per altri era solo illusione. O peggio, inganno. Ora, con il DNA che parla con voce propria, sarà la giustizia a scrivere l’ultimo capitolo. Ma il dibattito - tra scienza, fede e suggestione - è tutt’altro che chiuso.
FarWest ha raccolto le testimonianze dei protagonisti di una vicenda che per quasi un decennio ha incuriosito l’Italia, dimostrando quanto il confine tra fede e credulità possa essere sottile. Ma perché le istituzioni hanno impiegato così tanto tempo per intervenire? FarWest lo ha chiesto direttamente all’attuale sindaco.
Un movimento di persone, sempre crescente, desideroso di seguire gli appelli della Madonna e vivere con impegno la vita cristiana si è formato intorno ai messaggi e alle manifestazioni della Madonna di Trevignano Romano. La prima urgente risposta alle richieste della Madre celeste è la preghiera praticata in maniera personale e la conversione.
Inizialmente attirato per curiosità, poi per l'Amore del Signore che traspare dalla testimonianza e apostolato di Gisella e Gianni, vi torno tuttora. Ho assistito a tanti avvenimenti speciali e soprannaturali durante i cenacoli di preghiera a Trevignano, Verona e Rimini: sole che pulsa, nubi con la forma che richiama Maria Santissima, statue che lacrimano e trasudano olio profumato, stigmate ed emografie sul corpo di Gisella, ecc.
Gli sviluppi giudiziari
Le indagini sono chiuse. Il gip non ha concesso proroghe, che pure il pm aveva chiesto, ritenendo così che gli atti in possesso degli inquirenti fossero sufficienti. Tra questi c'è appunto il documento firmato da Giardina.
Il procedimento ruota intorno a un'accusa di truffa, nata dopo che numerosi ex fedeli avevano sollevato dubbi sulla veridicità dei presunti fenomeni mistici. Tra questi, anche Luigi Avella, uno dei primi seguaci a prendere pubblicamente le distanze dalla veggente.
Intanto è archiviato il procedimento contro Luigi Avella, uno dei primi seguaci «pentiti» della veggente, denunciato per diffamazione dal marito di Gisella per alcune sue dichiarazioni su Fb e in alcuni salotti televisivi. La gip, il 13 giugno, ha riconosciuto ad Avella l’esercizio del diritto di critica nei limiti della continenza del linguaggio e dunque il caso è chiuso.
Nei suoi confronti era stata presentata una querela per diffamazione, poi archiviata: il giudice ha ritenuto legittimo il suo diritto di critica, anche alla luce del contesto e del linguaggio utilizzato.
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