Lenti di Naruto eremita volpe: aspetto, significato e legame con Kurama

Le lenti di Naruto eremita volpe richiamano l’aspetto di Naruto Uzumaki quando il protagonista manifesta il potere della Volpe a Nove Code, Kurama. Il riferimento principale è il colore giallo del chakra, che nella modalità Kurama appare etereo e trasparente, insieme alla simbologia della volpe, delle nove code e dello sguardo trasformato.

Per comprendere l’aspetto delle lenti ispirate a Naruto è necessario conoscere il rapporto tra il ninja biondo e Kurama, una creatura leggendaria sigillata dentro di lui fin dalla nascita. Le lenti possono quindi essere interpretate non solo come elemento estetico, ma anche come richiamo alla trasformazione psicofisica del personaggio e al percorso con cui Naruto impara a controllare la propria forza interiore.

Che cosa rappresentano le lenti di Naruto eremita volpe

Naruto, prima manga e poi anime, narra le avventure dell’omonimo protagonista, un ninja di dodici anni del Villaggio della Foglia (Konoha) con il sogno di diventare un giorno Hokage, la figura più importante del villaggio. Nel corso delle moltissime avventure, oltre a sviluppare e consolidare legami interpersonali in quello che potremmo chiamare “percorso esterno”, Naruto Uzumaki approfondisce - e noi con lui - un legame interiore e solo successivamente interiorizzato: quello con la Volpe a Nove Code (Kyuubi), Kurama.

Un’evoluzione psicofisica che si configura dunque come “percorso interno” e che si modella sulle esperienze vissute dal giovane ninja. Le lenti ispirate alla modalità eremita volpe rimandano proprio a questa evoluzione: non rappresentano semplicemente un colore degli occhi, ma il momento in cui Naruto porta all’esterno una forza che per molto tempo è rimasta sigillata dentro di lui.

Kurama fa parte di Naruto sin dalla nascita, quando suo padre Minato, Quarto Hokage, nel gesto estremo di salvare il Villaggio dalla furia del demone a nove code sacrificò se stesso - così come fece sua moglie e madre di Naruto, Kushina - sigillando parte del chakra della Volpe all’interno del neonato e facendone ipso facto una Forza Portante (jinchūriki).

Occhi di Naruto modalità Kurama

Il significato della Volpe a Nove Code

Naruto è una bellissima storia e nonostante Kishimoto abbia disegnato, pensato e creato un mondo tutto nuovo, anch’esso si è ispirato a qualcosa di esterno, come accaduto con il concetto e l’impostazione della storia riguardante la Volpe a nove code. Questa complesso personaggio leggendario apparso nelle storie della mitologia orientale, come ben sapete è la colonna portante della storia del ninja biondo, dato che il suo spirito risiede all’interno di esso.

La Volpe a nove code è un personaggio leggendario e compare spesso in tantissimi racconti dell’Asia Orientale, come ad esempio in Cina, ove è detta Jiǔwěihú, oppure in Corea dove prende il nome di Gumiho o Kumiho. Da come potevate immaginare la creatura compare anche in alcuni testi giapponesi, dove prende il nome di Kyūbi no Kitsune.

Masahi Kishimoto ha deciso d’ispirarsi a queste storie ma nonostante tutto è riuscito a raccontare di “suo pungo” una storia molto particolare, descrivendo e usufruendo appunto del rapporto che la creatura leggendario potrebbe avere con Naruto. Kishimoto ha basato la sua storia traendo il succo e il concetto dalle varie rivisitazioni all’interno della mitologia orientale ma allo stesso tempo è comunque riuscito a creare qualcosa di suo, rendendo la sua versione della Volpe a nove code abbastanza diversa da quella rappresentata nel corso degli anni.

Le diverse rappresentazioni nella cultura orientale

Tornando alla sfaccettata e complessa leggenda della Volpe, rammentiamo che la sua rappresentazione è malvagia ma in alcune storie quest’ultima può regalare anche dei momenti felici, e la sua presenza può anche rivelarsi positiva (quindi da qui possiamo carpire il suo valore narrativo ndr). Quindi non è solamente un presagio di sventura o sfortuna come molti pensano, ma spesso porta anche fortuna, protezione ed è anche capace di alimentare la forza d’animo e il benessere generale della popolazione o semplicemente di chi si pone sul suo cammino.

Nella versione cinese ad esempio la Volpe viene rappresentata in maniera positiva, dato che spesso descrivevano il suo arriva come benevolo, amarevole, estirpatore del malessere umano. Quindi in parole povere la Volpe era anche capace di cancellare il male che risiedeva nell’uomo, portandolo a un nuovo stato d’animo che lo poteva salvare da brutte decisioni oppure da giornate totalmente disastrose e deprimenti, potenziali conduttrici di scelte abbastanza discutibili per la persone.

Nella cultura cinese era addirittura descritta come protettrice del sangue reale, come ad esempio della Dinastia Han. I testi che la rappresentavano in questo modo erano maggiormente Libro di Zhou e la raccolte di narrazioni come il Taiping Guangji.

Nella versione coreana invece era rappresentata come simbolo del male, e quindi era presagio di sventura, di malessere, quindi totalmente opposta alla raffigurazione precedente. Addirittura nelle leggende la Volpe prendeva le sembianze di una donna e scendeva in strada per sedurre gli uomini per divorargli gli organi.

A tal opposizione subentra poi la descrizione nipponica dove quest’ultima viene dipinta come sfaccettata, divisa, dato che alcuni racconti parlano della sua bontà e altre della sua cattiveria. Kishimoto si è ispirato maggiormente a questa molto probabilmente, dato che stiamo parlando della versione giapponese appunto.

Qui possiamo percepire una concezione diversa della Volpe perché in Giappone dovrebbe esserci una concentrazione maggiore della creatura, quindi per forza di cose non possono essere solamente buone o cattive. Tra le storie e i racconti più importanti riguardanti la Volpe a nove code troviamo quelli di Tamamo no Mae, che furono scritti e raccolti nell’Otogizōshi del Periodo Muromachi, e furono pure menzionate da Toriyama Sekien nel Konjaku hyakki shūi.

Tra i vari poteri che sono rappresentati in queste storie troviamo quelle del mutaforma, spesso rappresentato anche nella versione teatrale, che anche qui ha visto una raffigurazione altamente sfaccettata. Da come avete potuto intuire di certo Naruto si cimenta e raccoglie le testimonianze e la costruzione delle diverse leggende, fondendo il tutto con la sua fantasia e il suo personaggio inteso come Naruto Uzumaki.

Kurama e la nascita del rapporto con Naruto

«C’era una volta uno spirito malvagio dalle sembianze di una gigantesca Volpe a Nove Code. Con il solo movimento delle sue code, la Volpe poteva spianare montagne e provocare maremoti.” (Inizio del manga)

Si dall'inizio di Naruto i avevano capito che presto o tardi il protagonista avrebbe fatto i conti con la Volpe a Nove Code, una creatura sigillata dentro di lui. A causa di questo, con un mostro che solo qualche anno prima avevo messo a ferro e fuoco Konoha, Naruto venne emarginato da tutti.

Il vigore e la brutalità di una simile rappresentazione sono ancora più efficaci se si pensa che quello provato dalla Volpe verso Naruto e verso l’umanità è un odio che il giovane ninja assorbe inconsapevolmente. È l’odio verso chi giudica e ostracizza un ragazzino colpevole solo di aver dentro di sé il mostro che quasi distrusse il Villaggio della Foglia.

L’odio verso un mondo che lo ha abbandonato, proprio come i suoi genitori. Un odio verso le regole, è un odio verso se stesso. Questo odio latente diviene manifesto ogni volta che Naruto perde il controllo, come se quello fosse l’unico modo per liberarsene, salvo poi riaccumularlo.

Il colore giallo della modalità Kurama

Ma per quale motivo Naruto in modalità Kurama è di colore giallo? In realtà, non esiste alcuna spiegazione ufficiale e Masashi Kishimoto non si è mai sbilanciato a riguardo.

Al contrario degli altri Cercoteri, che possono assumere anche forma fisica, la Volpe di Naruto al contrario si manifesta nelle sue sembianze solo con un chakra di colore giallo, etereo e trasparente. Inizialmente, si credeva che ciò fosse dovuto al fatto che Naruto possedeva soltanto una metà del vero corpo di Kurama, diviso in due da Minato dopo lo scontro con Obito, tuttavia al termine della Grande Guerra le due parti si fondono e la Volpe torna ad essere completa.

In Boruto, infatti, vediamo che la trasformazione di Naruto in modalità Kurama resta sempre la stessa, sintomo che probabilmente si tratti di una scelta di design, forse un modo per distinguere il protagonista da tutti gli altri Cercoteri. Dopotutto, ci sono delle eccezioni come abbiamo visto con il Monocoda di Gaara.

ElementoSignificato nella storia
Chakra gialloManifestazione eterea e trasparente di Kurama
Volpe a nove codeForza sigillata all’interno di Naruto
SigilloBarriera che impedisce a Kurama di prendere il sopravvento
Modalità KuramaAccesso consapevole al potere della Volpe
Unione dei chakraSuperamento della separazione tra Naruto e Kurama

Lenti e trasformazione: dallo sguardo umano a quello della volpe

Le lenti di Naruto eremita volpe possono richiamare diverse fasi della trasformazione del protagonista. L’aspetto più immediatamente riconoscibile è lo sguardo associato alla Volpe a Nove Code, ma il significato più profondo riguarda la progressiva trasformazione del rapporto tra Naruto e la creatura.

Kurama è segregata, anzi sigillata dentro Naruto. Egli la sfrutta di tanto in tanto per ottenere un po’ del suo potere ma… la teme! La forza che c’è in noi è troppo forte se utilizzata al momento sbagliato.

Proprio come Naruto che perde la sua personalità quando usa le quattro code. Come si può controllare allora una forza così prepotente? Allenandosi! Ecco il modo! Alla fine, ogni volta che Naruto torna a parlare con Kurama la Volpe a Nove Code, è più forte, preparato, sicuro.

Qualunque sia la nostra missione, il nostro obiettivo, l’importante è allenarsi e prepararsi. Bisogna avere braccia robuste per tenere al guinzaglio la nostra forza interiore!

Il sigillo e il mondo interiore di Naruto

È interessante provare a riflettere sulla sinergia che lega un personaggio immaginario a una delle teorie più rivoluzionarie della storia, dove non solo Naruto può essere (ri)definito alla luce di tale teoria, ma la stessa teoria freudiana può catturare il modello di sviluppo psichico del personaggio.

Naruto sprigiona inconsapevolmente il chakra della Volpe ogni volta che è in preda ad un’emozione negativa così forte da dover in quale modo lasciarla fluire. Collera, terrore, impotenza, sono tutte sensazioni che creano le condizioni per il sacrificio della coscienza di Naruto in favore della forza devastatrice della Volpe.

Il primo incontro tra i due sarà infatti in un momento di necessità dovuto all’impossibilità di Naruto di eseguire la tecnica del richiamo usando il suo solo chakra. Il piccolo ninja si trova catapultato nei meandri più reconditi della propria mente, in un luogo che viene rappresentato in modo tetro.

Per la prima volta Naruto si trova davanti questo enorme demone saturo di odio che è dentro di sé, separato da un enorme cancello e, soprattutto, da un Sigillo Ottogonale, in grado di confinare Kurama la Volpe e impedirle di prendere il sopravvento.

Un sigillo che richiama simbolicamente la cesura, una funzione psichica che, nella teoria psicoanalitica, impedisce ai contenuti inconsci l’accesso alla coscienza. Il senso di smarrimento provato dal ragazzo è del tutto legittimo davanti a quella che si configura come un’azzeccatissima metafora dell’inconscio.

Sigillo ottagonale di Kurama

La perdita del controllo e le quattro code

Questo leitmotiv della lotta intrapsichica subirà un primo punto di svolta sul finire dello scontro con Pain, quando ormai Naruto, in preda alla più totale collera, è soggiogato dal potere distruttivo della Volpe. Il sigillo sta per essere spezzato in modo definitivo, ma improvvisamente si manifesta Minato, che, insieme a quello della Volpe Kurama, aveva sigillato anche una piccola parte del proprio chakra, sicuro che un giorno il figlio ne avrebbe avuto bisogno.

Il Quarto dà nuovamente energia al sigillo, permettendo a Naruto di riprendere il controllo di se stesso. Interessante che nell’apparizione di Minato possa essere scorto l’emergere di un flusso di coscienza sin lì assopito, come un contenuto psichico non presente alla coscienza, ma suscettibile di divenirlo.

Spesso infatti l’errore che commettiamo (io per primo) è quello di ignorare questa risorsa interiore, e di attingervi (involontariamente, quando la vita strappa i sigilli che la tengono ferma) solo in rare occasione. E dopo averla liberata… stiamo male. Il contraccolpo è duro.

Il controllo di Kurama con l’aiuto di Killer Bee

Il successivo punto di svolta nell’evoluzione interiore del personaggio è costituito dal tentativo di Naruto di controllare la Volpe a Nove Code, Kurama, grazie all’aiuto di Killer Bee, anch’egli Forza Portante.

Non è solo un punto di svolta, è il momento cruciale: Naruto toglie il sigillo e quello che fino a quel momento era stato uno scontro psichico si cristallizza in una lotta simil-fisica mentale, la perfetta metafora di un ossimoro.

La coscienza (Naruto) lotta contro l’inconscio (Kurama) e lo sconfigge, ma non senza l’aiuto della madre Kushina, il cui chakra era stato sigillato in piccola quantità insieme a quelli della Volpe e di Minato, ed esattamente come quest’ultimo si rivela al figlio.

Kushina, forse ancor più del Quarto, agisce come una funzione psichica, quella dell’Io - andando a scomodare la seconda topica freudiana - che da una parte media fra l’istanza dall’Es (Volpe) e quella del Super-Io (Naruto) e dall’altra impedisce che la prima sopraffaccia la seconda.

Dalla paura alla collaborazione

Naruto adesso controlla parte del chakra di Kurama, stabilendo un accesso privilegiato a quella porzione del proprio inconscio e richiamando quel potere ogni volta che ne ha bisogno, senza tuttavia sacrificare la propria consapevolezza.

Ma il ninja di Konoha fa ancora di più: promette a una Volpe colma di rabbia per la sconfitta che un giorno sarebbe riuscito a raschiare via quell’odio di cui è satura, convinzione maturata anche dall’essere riuscito a compiere questa catarsi verso se stesso, dopo lo scontro con Pain.

Con l'arrivo di Boruto: Naruto Next Generations è diventato evidente il cambiamento di Kurama nei confronti del protagonista e della sua famiglia, ormai lui stesso parte integrante della quotidianità della sua forza portante.

Dopotutto, il loro rapporto è stato fondamentale anche per la risoluzione della Quarta Grande Guerra Ninja che ha fatto del settimo Hokage un eroe per il Villaggio della Foglia.

L’unione totale tra Naruto e Kurama

E così sarà. L’ultimo step dell’evoluzione psichica di Naruto è rappresentato dall’unione totale del suo chakra con quello della Volpe, che in seguito a una serie di eventi e riflessioni era arrivata alla conclusione che non avrebbe mai potuto avere una Forza Portante più valida di quella attuale.

Naruto spezza il sigillo e diventa tutt’uno con Kurama accendendo alla globalità del suo enorme potere. Senza delegittimare la teoria freudiana del suo status, è interessante scorgere uno slittamento di prospettiva nel quale non è l’inconscio che, agendo nell’ombra, incatena la coscienza senza che questa se ne accorga, ma è la coscienza che fa luce sull’inconscio schiarendone quegli impulsi primordiali, in modo da trovare un terreno comune.

Quell’odio inconscio che un tempo si cristallizzava in un’oscura e oscurante forza devastatrice, senza consapevolezza, ora viene distillato dalla coscienza in modo che possa spegnersi completamente in un inconscio ormai illuminato.

Coscienza e inconscio si fondono in un continuum psichico dove non c’è controllo della prima sul secondo né prevaricazione del secondo sulla prima. Nell’equilibrio armonico che viene a crearsi non c’è più bisogno di usare categorie come luce e oscurità, bene e male, razionalità e irrazionalità.

Le parti assumono forma e sostanza solo in funzione del tutto, ogni distinzione viene meno in un rapporto simbiotico governato senza governanti. Prende vita una forma di coscienza che proietta senza filtri il proprio Io sul mondo esterno ed esperisce la realtà del mondo incanalandola nell’omogeneità di un senso interno svuotato dall’odio e dal dolore.

Perché scegliere un design ispirato a Naruto eremita volpe

Le lenti ispirate a Naruto eremita volpe funzionano soprattutto quando riprendono in modo coerente gli elementi visivi legati a Kurama: la tonalità gialla del chakra, l’idea della trasformazione e il contrasto tra l’aspetto umano di Naruto e la potenza della creatura sigillata.

Il loro valore simbolico nasce dalla progressione narrativa del personaggio. All’inizio Kurama è una presenza minacciosa, associata all’emarginazione e alla perdita di controllo; in seguito diventa una forza che Naruto impara a comprendere, accettare e utilizzare senza rinunciare alla propria consapevolezza.

Per tanto tempo ho tenuto segregato, se non addirittura ignorato, il potenziale che ho dentro e per molto tempo l’ho anche temuto. E’ giusto ed è normale. Non ero pronto, e non lo sono ancora.

Ma l’allenamento consiste proprio nell’uscire dalla zona di comfort, andare oltre le nostre comode abitudini. Dobbiamo, purtroppo, sentirci a disagio per poter uscire da quella “zona” che non ci permette di affinare la nostra preparazione. E’ facile? No! E’ utile? Sì!

Naruto attiva la Baryon Mode | L'ultima carta Sub ITA

Le lenti di Naruto eremita volpe richiamano quindi uno degli aspetti più riconoscibili dell’universo di Naruto, ma il loro significato più completo emerge dal percorso di Kurama: una forza che non è soltanto distruzione, bensì una parte complessa dell’identità del protagonista, trasformata attraverso controllo, allenamento e comprensione.

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