Luciano Monari è un vescovo italiano, nato a Sassuolo il 28 marzo 1942 e vescovo emerito della Diocesi di Brescia. È stato vescovo di Piacenza-Bobbio dal 1995 al 2007, vescovo di Brescia dal 2007 al 2017 e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana per l’Italia del Nord dal 30 maggio 2005 al 25 maggio 2010.
La sua formazione biblica e teologica, l’insegnamento in seminario, l’impegno nell’Azione Cattolica e il ministero episcopale hanno caratterizzato un percorso pastorale centrato sulla Sacra Scrittura, sulla formazione del clero e dei laici, sulla visita alle comunità e sulla trasmissione della fede alle nuove generazioni.
Origini familiari e formazione a Sassuolo
Monsignor Luciano Monari è nato il 28 marzo 1942 a Sassuolo. Il padre Moisè Arturo era meccanico. La madre, Giuliana Ruini, casalinga.
Ha compiuto i primi studi nel luogo d’origine, ha frequentato il Liceo Classico “Muratori” a Modena negli anni 1955-60 e, conseguita la maturità nel 1960, è entrato in Seminario a Reggio Emilia, sua diocesi di appartenenza.
In precedenza aveva percorso l’itinerario formativo nell’oratorio “Don Bosco” di Sassuolo, al temine del quale ha maturato gradualmente la decisione di diventare sacerdote.
Nato a Sassuolo, provincia di Modena e diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, il 28 marzo 1942 - il padre Moisè Arturo era meccanico e la mamma Giuliana Ruini casalinga - ha frequentato il liceo classico “Muratori” a Modena negli anni 1955-1960; la sua formazione spirituale si è svolta nell’oratorio sassolese “Don Bosco”.
Gli studi teologici e biblici a Roma
Nel 1960 fa quindi il suo ingresso nel seminario reggiano, ma vi resta solo un anno. Con altri due studenti viene inviato a Roma dove frequenta per quattro anni i corsi di Teologia e per altri tre Sacra Scrittura.
Dal 1961 al 1965 è all’Università Gregoriana. Dopo la maturità classica entra in Seminario a Reggio Emilia nel 1960; l’anno successivo è inviato a Roma dove dal 1961 al 1965 frequenta la Pontificia Università Gregoriana.
Il 20 giugno 1965, il vescovo mons. Gilberto Baroni lo ordina sacerdote. Dal 1965 al 1968, è di nuovo a Roma: consegue prima la licenza in Teologia all’Università Gragoriana (1965) e poi al Pontificio Istituto Biblico in Sacra Scrittura (1968).
È sacerdote da 55 anni: è stato infatti ordinato presbitero il 20 giugno 1965 nella chiesa di San Giorgio in Sassuolo dal vescovo Gilberto Baroni.
Dopo l’ordinazione, don Monari ha fatto ritorno a Roma dove ha conseguito la licenza in Teologia all’Università Gregoriana e in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico.
Il ministero dell’insegnamento e la formazione sacerdotale
Rientra quindi nella propria diocesi e subito si dedica all’insegnamento in seminario. è titolare della cattedra di Sacra Scrittura, ma tiene anche corsi di Teologia dogmatica e di Teologia spirituale.
Rientrato in diocesi, si dedica all’insegnamento in Seminario. Insegna allo “Stab”, lo Studio Teologico Accademico Bolognese, e al seminario regionale di Bologna.
Mons. Monari ha insegnato anche allo STAB, lo Studio Teologico Accademico Bolognese e al Seminario Regionale di Bologna. A Reggio è stato saggia guida di tanti giovani.
Sotto la sua sapiente guida e il suo prezioso insegnamento si sono formati nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla tanti sacerdoti; predicatore ancora molto ricercato per corsi di esercizi spirituali, è autore di numerosi testi di esegesi biblica.
Ha sempre saputo coniugare profondità di pensiero, indiscussa competenza in campo biblico, chiarezza nell’esposizione, afflato pastorale.
L’impegno nell’Azione Cattolica
Accanto all’impegno nell’insegnamento, vi è quello nell’Azione Cattolica. Nel 1968 viene nominato vice-assistente diocesano e dal 1970 al 1980 è assistente diocesano.
Inizia intanto anche l’impegno nell’Azione Cattolica, di cui è vice-assistente diocesano dal 1968 e assistente diocesano dal 1970 al 1980.
Notevole il suo impegno nell’Azione Cattolica diocesana: nel 1968 viene nominato vice-assistente diocesano e dal 1970 al 1980 è assistente diocesano.
Nel 1980 viene nominato direttore spirituale del seminario reggiano. Nel 1980 il vescovo Baroni lo ha nominato direttore spirituale del Seminario reggiano.
Assai frequentati e apprezzati i corsi di formazione svolti da mons. Monari per i docenti, organizzati dall’UCIIM presso il Centro Giovanni XXIII.
L’ordinazione episcopale e la diocesi di Piacenza-Bobbio
VESCOVO NEL 1995. Mons. Monari è stato ordinato vescovo dal cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, da monsignor Gilberto Baroni, vescovo emerito di Reggio Emilia, deceduto il 14 marzo 1999, e da monsignor Paolo Gibertini, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla (emerito dal 1998), il 2 settembre 1995 presso il Palazzetto dello Sport di Reggio Emilia.
Il giorno 3 settembre ha fatto l’ingresso nella diocesi di Piacenza-Bobbio. Mons. Monari è stato eletto da papa Giovanni Paolo II alla sede vescovile di Piacenza-Bobbio il 23 giugno 1995.
Esattamente trent’anni oro sono il 2 settembre 1995 in un palazzetto dello sport gremito di fedeli veniva consacrato vescovo Mons. Luciano Monari, sassolese, classe 1942, chiamato da papa Giovanni Paolo II alla guida della diocesi di Piacenza-Bobbio.
Consacranti furono il cardinale Camillo Ruini e i vescovi Giovanni Paolo Gibertini e Gilberto Baroni.
La consacrazione episcopale si svolse nel palazzetto dello sport gremito di fedeli, amici e confratelli.
| Incarico | Periodo |
|---|---|
| Vescovo di Piacenza-Bobbio | 23 giugno 1995 - 19 luglio 2007 |
| Vicepresidente della CEI per l’Italia del Nord | 30 maggio 2005 - 25 maggio 2010 |
| Vescovo di Brescia | 19 luglio 2007 - 12 luglio 2017 |
| Vescovo emerito di Brescia | Dal 2017 |
Le iniziative pastorali a Piacenza-Bobbio
Durante il governo della diocesi di Piacenza Bobbio ha promosso diverse iniziative pastorali: la Scuola della Parola in Cattedrale; la visita pastorale alle 428 parrocchie della diocesi; numerosi viaggi pastorali (Brasile, Canada, Inghilterra, Albania, Croazia, Bangladesh-Sri Lanka ed altri); si é impegnato nella predicazione di esercizi spirituali per il clero, per le famiglie, per i giovani e per le associazioni.
Nell’anno giubilare del 2000 ha promosso una grande missione popolare diocesana; ha avviato la riforma territoriale della diocesi con l’istituzione di sette vicariati e 39 unità pastorali; molti i documenti per guidare l’attività diocesana.
La sua azione pastorale nella diocesi piacentina-bobbiese si è sviluppata attraverso la predicazione, la formazione, la visita alle parrocchie, la riorganizzazione territoriale e l’accompagnamento delle diverse componenti ecclesiali.
Gli incarichi nella Conferenza Episcopale Italiana
Nell’ambito degli incarichi extradiocesani, è stato membro della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi. A livello regionale è stato vescovo incaricato dell’Ufficio Catechistico.
Il 30 maggio 2005 è stato eletto dalla 54a assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana vicepresidente per l’Italia del Nord. Il mandato é quinquennale.
Dal 30 maggio 2005 al 25 maggio 2010 è vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana per il Nord Italia; è stato inoltre vicepresidente del Comitato preparatorio al Convegno ecclesiale nazionale tenutosi a Verona nel 2006.
A fine gennaio 2007 insieme ai vescovi della Regione Emilia Romagna è stato ricevuto dal Papa in vista ad limina.
Il trasferimento alla diocesi di Brescia
Il 19 luglio 2007 papa Benedetto XVI lo ha trasferito alla sede di Brescia. Ha fatto l’ingresso solenne nella Cattedrale di Brescia il 14 ottobre 2007, alla presenza del cardinale Camillo Ruini.
Vengo a una Chiesa per me nuova, che conosco però come Chiesa di grande tradizione cristiana, la chiesa di Paolo VI. Sono consapevole dei limiti che porto con me e vengo quindi con un po’ di timore.
Ma vengo con grande libertà; non ho fatto nulla per avere questo servizio e posso quindi fare appello alla fedeltà del Signore; lui mi manda e sarà lui a guidarmi e a sostenermi.
L’8 novembre 2009 accoglie e accompagna papa Benedetto XVI in visita a Botticino (Bs) al sepolcro di San Arcangelo Tadini, a Brescia per la messa in Piazza Paolo VI e a Concesio (BS) per la visita ai luoghi natali di papa Paolo VI, al nuovo museo Collezione Paolo VI di Arte Contemporanea e all’Istituto Paolo VI.
Il 10 aprile 2010 inaugura a Brescia la nuova Casa di Formazione del Centro Oratori Bresciani dedicata al suo predecessore, mons. Bruno Foresti, presenti le autorità locali e lo stesso vescovo emerito di Brescia Bruno Foresti.
Il Sinodo diocesano e la rinuncia all’incarico
Nel 2012 celebra il XXIX sinodo diocesano; nel marzo 2013 ne approva il documento finale.
Il 12 luglio 2017 papa Francesco accoglie la sua rinuncia, presentata per raggiunti limiti di età; gli succede Pierantonio Tremolada.
Luciano Monari è vescovo emerito della Diocesi di Brescia dal 2017.
Il primo messaggio alla Chiesa bresciana
Con gioia e riconoscenza ho accettato la nomina del Papa a vescovo della Chiesa bresciana. Ora prego il Signore che mi aiuti a vivere questa scelta come atto di amore.
Amore a Lui, anzitutto, perché il servizio pastorale nasce sempre dall’amore concreto per Gesù. Con le parole di Pietro gli dico: “Signore, tu sai tutto; tu sai che, nonostante le mie debolezze, e forse ancor più proprio per queste, ti amo”.
Mi doni il Signore di vivere il ministero pastorale in piena obbedienza a Lui: “Pascii mieiagnelli…le miepecore.”
So bene che la Chiesa bresciana appartiene al Signore; che Lui è il vero e unico pastore perché ha dato la vita per le sue pecore: di Lui desidero solo essere un piccolo segno trasparente poiché vengo non per realizzare un mio progetto, ma come mandato.
Nello stesso tempo chiedo al Signore che mi doni un autentico amore per ciascuno di voi, fratelli carissimi, presbiteri, diaconi, religiosi, laici tutti, un amore che sia pronto a servire senza recriminazioni e senza rimpianti.
Ripeto con convinzione le parole di san Paolo ai Corinzi: “Noi non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, poiché nella fede voi siete già saldi.” (2Cor 1,24)
Proprio così. Il Signore mi ha reso partecipe della sua gioia e mi manda per confermare in tutti voi, fratelli carissimi, la consolazione e la speranza che vengono dal suo amore.
Ne abbiamo un bisogno immenso. Nonostante le apparenze, infatti, fatichiamo anche solo a comprendere che cosa sia la gioia e dove la si possa davvero trovare.
Inseguiamo chimere, sogniamo piaceri senza limiti, poi si troviamo ad aver bisogno di anestetici che tradiscono la nostra tristezza.
Vorrei, fratelli carissimi, cercare insieme con voi la gioia che viene non dal possesso di molte cose, non dalla conquista di posti di prestigio, ma dalla costruzione di relazioni rispettose, amicali, fraterne secondo la logica del vangelo.
Se Gesù ha ragione, infatti, la gioia non sta nel liberarsi da tutti i pesi, ma nel portare i pesi gli uni degli altri, nel vivere gli uni per gli altri.
Lascio una Chiesa alla quale sono immensamente affezionato: la chiesa piacentina-bobbiese mi ha accolto con grande disponibilità dodici anni fa e mi ha insegnato con pazienza a essere vescovo.
Le sono grato e porto nel mio cuore una memoria incancellabile dei volti, delle persone, delle esperienze vissute.
Mi affido alla vostra preghiera e alla vostra bontà. In particolare saluto con affetto mons. Sanguineti che in questi anni ha servito la diocesi con tutto il suo amore e la sua testimonianza di fede.
Saluto mons. Beschi, vescovo ausiliare: dovrà proprio aiutarmi a conoscere la Chiesa bresciana.
Saluto con rispetto grande il presbiterio, i diaconi, i religiosi e le religiose; so che l’efficacia del mio ministero dipende soprattutto da loro.
Dio ci benedica e ci doni coraggio nel cammino non facile ma entusiasmante che abbiamo davanti. “La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.”
Piacenza, 19 luglio 2007.
La predicazione e gli esercizi spirituali
Si é impegnato nella predicazione di esercizi spirituali per il clero, per le famiglie, per i giovani e per le associazioni.
È ricercato relatore in corsi di esercizi spirituali e di formazione.
Predicatore ancora molto ricercato per corsi di esercizi spirituali, è autore di numerosi testi di esegesi biblica.
La sua attività pastorale ha unito l’approfondimento delle Scritture alla predicazione e all’accompagnamento spirituale di sacerdoti, famiglie, giovani, docenti e associazioni.
Esercizi Spirituali: Servire il Dio, come Santa Maria è stata Serva del Signore
Le pubblicazioni e la produzione biblica
Ha pubblicato alcuni volumi soprattutto di Sacra Scrittura. Particolarmente ricca è la bibliografia di mons. Monari.
Scritti e studi biblici
- 1982: Creazione e storia della salvezza, in AA.VV., “Un Dio che libera, Studi sull’Antico Testamento”, Torino, pagg. 13 - 25.
- 1983: Il messaggio del Vangelo di Marco, Bologna.
- 1986: La rilettura cristiana dell’Antico Testamento, in AA.VV., “Dalle Scritture alla liturgia”, Roma, pagg. 29 - 49; Figure giovanili nella Bibbia, in “Parole di vita”, 31, 20-27.
- 1987: Paternità e maternità di Dio, in “Parole di Vita”, 32, 17-22.
- 1988: Ezechiele, un sacerdote profeta, Brescia; Il profeta come sentinella. Riflessioni su Ezechiele 33, 1 - 9, in “Presiedere alla carità” - Studi in onore di Mons. G.Baroni, Genova, pagg. 3 - 15; Recensione di J. A. Soggin. Introduzione all’Antico Testamento, in “Rivista Biblica Italiana” 36, 411 - 414.
- 1989: La casa sulla roccia. Meditazioni su Matteo 5 - 7, Reggio Emilia; . perché ti vergogni! Riflessioni su Ezechiele 16, in “Parola Spirito e Vita” 20, 63 - 74.
- 1990: Meditazioni sul Padre Nostro e l’Ave Maria, Reggio Emilia; Il ritorno del Signore: Ezechiele 43, 1 - 9, in “Parola Spirito Vita” 22, 51 - 60; L’amore come forma dell’Antico Testamento, in “Credere Oggi” 57, 29 - 41.
- 1991: Gesù edifica la sua comunità. Meditazioni su Matteo 16 - 18, Reggio Emilia; Ezechiele 16 e le tradizioni d’Israele, in “Parola Spirito e Vita” 24, 31 - 42.
- 1993: Cammino in Terra Santa, Reggio Emilia.
- 1994: Vi annuncio una grande gioia. Meditazioni sul Vangelo di Luca, Reggio Emilia.
Testi pastorali e meditazioni
- 1997: Il discorso di Paolo di Mileto. Esercizi spirituali al clero, pagg. 120, Ed. Berti, Piacenza; Tu sei prezioso ai miei occhi. Esercizi spirituali ai giovani, pagg. 120, Ed.Berti, Piacenza; Coraggio sono io, non temete. Lectio divina sul Vangelo di Marco, pagg. 80, Ed. Berti, Piacenza.
- 1999: Alle radici della missione. Raccolta di testi curati dalla “Comunità di Preghiera Contemplativa, pagg. 64, Ed. Berti, Piacenza.
- 2001: Perché il mondo creda. Lettera pastorale, pagg.64, Ed. Berti, Piacenza; Come profumo d’incenso. Lectio divina sui Salmi, pagg. 210, Ed. Berti, Piacenza; Meditazione sulla cattedrale, pagg. 71, Ed. Berti, Piacenza.
- 2002: Sarà chiamato ‘Emmanuele’. Lectio divina sul tempo di Avvento, pagg. 61, Ed. Berti, Piacenza.
- 2003: Dio al di sopra dei cieli. Meditazioni da un pellegrinaggio in Turchia, pagg. 140, Ed. Berti, Piacenza; Il Signore aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Meditazioni da un pellegrinaggio in Grecia, Ed. Berti, Piacenza.
- 2004: Perché mi cercavate? Lettera pastorale alla diocesi di Piacenza-Bobbio per l’anno 2004-2005, Ed. Berti, Piacenza.
- 2005: Una generazione narra all’altra. Iniziare alla fede: il compito della comunità cristiana, Orientamenti pastorali per l’anno 2005-06.
- 2006: Debitori del Vangelo. Trasmettere la fede alle nuove generazioni. Orientamenti pastorali per l’anno 2006-07.
Lo stemma episcopale e il motto
Il motto episcopale di monsignor Luciano Monari è “EVANGELIUM NON ERUBESCO”, tratto dalla lettera di San Paolo ai Romani (1,16): “Non enim erubesco Evangelium”.
Il senso è: “So quanto sia grande il valore del vangelo, per questo non mi vergogno di esserne servo e amministratore”.
Arma: d’argento, al Vangelo aperto e scritto IN PRINCIPIO AMEN di nero, foderato di rosso; cappato ricurvo, a destra d’azzurro, alla croce diminuita d’argento; a sinistra di rosso, ad un pane spezzato d’oro, ripieno d’argento.
Lo scudo, dalla forma che ricorda un calice, è timbrato dal cappello prelatizio, con cordoni, nodi e dodici nappe disposte su tre file (1.2.3) pendenti per ciascuno lato.
Il tutto è di colore verde. Lo scudo è accollato in palo a una croce d’oro.
La forma dello scudo, a calice, è senza alcun dubbio lo stemma più appropriato per un ecclesiastico.
La scelta del cappato per le partizioni, da qui la somiglianza con lo stemma papale, è ricondotta al desiderio di onorare il Santo Padre Benedetto XVI.
I metalli: oro e argento. I colori: azzurro e rosso.
L’argento, rappresentato dal bianco, ad indicare il candore, l’innocenza e la purezza; metallo appropriato per elevare il testo più prezioso della Santa Madre Chiesa: il Vangelo.
Il libro ha la copertina di rosso, colore che rappresenta l’Amore professato dalla Fede Cristiana, il colore della Passione di Cristo, rosso come il sangue di Cristo, ma anche amore verso Dio e verso il prossimo.
Porta la scritta: “IN PRINCIPIO AMEN”. “In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum” ovvero: “In principio era il Verbo, e il Verbo era con Dio e il Verbo era Dio”.
Così inizia la il Vangelo dell’evangelista Giovanni. Il Verbo, ovvero Dio, il principio di tutte le cose.
Amen è la parola usata da Gesù nel Nuovo Testamento quando, per introdurre principi fondamentali, li faceva precedere dalla parola Amen, a significare: “In verità vi dico; Ciò che dico è vero e certo”.
Usata anche alla fine delle preghiere liturgiche, Amen assume nel nostro caso la valenza della fine delle cose: “In Principio, Amen - Inizio e Fine”.
“In principio” sono le prime parole della Bibbia; “Amen” è l’ultima.
L’azzuro del campo e il bianco (argento) della croce della cappa a sinistra dell’osservatore (destra araldica) sono anche i colori dell’Assunta, alla cui Gloria è dedicata la Cattedrale di Brescia.
Gli stessi sono anche i colori della brescianità.
Oltre ai numerosi significati simbolici della Croce, occorre ricordare che una delle reliquie più amate dai bresciani sono le Sante Croci conservate nel Duomo Vecchio, o Rotonda.
L’oro è rappresentato dal giallo; metallo considerato il più nobile, vuol significare la Luce, la Fede e la ricchezza.
D’oro è il pane spezzato, contenuto nella cappa su campo rosso a destra dell’osservatore (sinistra araldica).
Nell’Oriente antico il pane non era tagliato ma spezzato: questo gesto figurato voleva significare il desiderio di condividere con altri il cibo.
Il colore rosso del campo è il colore di Piacenza, nella cui diocesi l’Episcopus ha svolto in precedenza il suo ministero episcopale.

Genealogia episcopale
La genealogia episcopale di Luciano Monari comprende il cardinale Scipione Rebiba, il cardinale Giulio Antonio Santorio, il cardinale Girolamo Bernerio O.P., l’arcivescovo Galeazzo Sanvitale, il cardinale Ludovico Ludovisi, il cardinale Luigi Caetani, il cardinale Ulderico Carpegna, il cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni, papa Benedetto XIII O.P., papa Benedetto XIV, papa Clemente XIII, il cardinale Bernardino Giraud, il cardinale Alessandro Mattei, il cardinale Pietro Francesco Galleffi, il cardinale Giacomo Filippo Fransoni, il cardinale Carlo Sacconi, il cardinale Edward Henry Howard, il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, il cardinale Gennaro Granito Pignatelli di Belmonte, il cardinale Pietro Boetto S.J., il cardinale Giuseppe Siri, il cardinale Giacomo Lercaro, il vescovo Gilberto Baroni, il cardinale Camillo Ruini e il vescovo Luciano Monari.
Successione degli incarichi episcopali
Per la sede di Piacenza-Bobbio, Luciano Monari ha ricoperto l’incarico dal 23 giugno 1995 al 19 luglio 2007; il successore è stato Gianni Ambrosio.
Per la sede di Brescia, ha ricoperto l’incarico dal 19 luglio 2007 al 12 luglio 2017; il predecessore è stato Giulio Sanguineti e il successore Pierantonio Tremolada.
Il 3 settembre 2018 è stato ricevuto da papa Francesco.
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