L’Abbazia benedettina di Santa Maria del Monte è una delle peculiari caratteristiche del panorama di Cesena ed anche del patrimonio spirituale dei suoi abitanti, credenti o laici. La collezione di ex voto dell’abbazia, composta da oltre 700 tavolette dipinte dal Quattrocento ai giorni nostri, rappresenta la più eloquente testimonianza del culto e della devozione alla Madonna del Monte.
Gli ex voto sono tavolette di ringraziamento dedicate alla Beata Vergine per una grazia ricevuta, una malattia svanita o una disgrazia evitata. Le immagini raccontano incidenti, malattie, naufragi, terremoti, incendi, guerre, episodi di violenza e pericoli della vita quotidiana, offrendo nello stesso tempo una straordinaria documentazione storica e antropologica della società romagnola.

Dove si trova l’Abbazia di Santa Maria del Monte
Questa imponente abbazia dedicata a Santa Maria del Monte si trova sulla sommità di un colle, il colle Spaziano, a pochi passi dal centro di Cesena. Il complesso abbaziale è facilmente raggiungibile attraverso una comoda strada ben segnalata sin dal centro città e si conclude su un comodo parcheggio panoramico.
Da secoli la vista del grandioso edificio che si erge sul colle Spaziano, nel luogo dove, intorno all’anno 1.000, fu l’eremo di San Mauro, conforta l’animo dei Cesenati come una presenza protettrice.
La storia dell’abbazia
I primi documenti che testimoniano la presenza di un monastero benedettino risalgono all’anno mille. Gli storici fanno risalire la nascita del primo nucleo del complesso architettonico del Monastero di Cesena tra il 1001 e il 1027 ed ha raggiunto l’aspetto attuale al termine dei successivi restauri tra il XV ed il XVI secolo.
Come normalmente avviene, la sua evoluzione nel tempo ha visto momenti più o meno propizi, tra questi il periodo positivo in occasione del dominio malatestiano dell’area riminese e cesenate. Il settecento fu invece un periodo di profonda crisi aggravato da un terremoto che distrusse parte della cupola della basilica.
Il momento peggiore l’abbazia lo visse quando l’intero complesso, ormai in decadenza, venne posto in vendita nel 1812 e solo grazie all’intervento di un benefattore non andò distrutto o riconvertito ma da costui acquisito e poi donato alla Chiesa. Un altro momento critico fu quello della seconda guerra mondiale, periodo in cui subì un pesante bombardamento che comportò molte ferite alla struttura.
Nel corso dei lavori di restauro della Sala Capitolare è stata rinvenuta una scheggia di granata conficcata nel soffitto. Sono stati inoltre illustrati i lavori di consolidamento e restauro della struttura, resi possibili anche grazie a importanti risorse stanziate dal governo, sia per la messa in sicurezza del complesso, sia per gli interventi legati ai danni dell’alluvione del maggio 2023.
Il complesso abbaziale e i chiostri
L’ingresso al complesso abbaziale avviene attraverso un piccolo portico posto sul fianco della basilica. In effetti la facciata principale della chiesa è inserita e rivolta verso un chiostro interno, per cui si entra in chiesa da una porta laterale.
Sempre nello stesso portico d’ingresso, sulla sinistra si trova una grande porta che permette l’accesso al primo chiostro interno ristrutturato, molto curato e pulito chiamato chiostro piccolo. Si tratta di un portico quattrocentesco, sostenuto da colonnine, con variegati capitelli e con un pozzo al centro sormontato da una struttura in ferro battuto.

Sempre nel chiostro piccolo è presente un importante laboratorio di restauro del libro, una realtà di recente costituzione. Il locale, attrezzato di tutta la strumentazione necessaria per il recupero e la conservazione dei testi antichi in carta o pergamena.
Una porta sempre in legno in un angolo del chiostro permette l’accesso ad un secondo chiostro del complesso, quello più interno che viene definito come chiostro grande, anche questo inevitabilmente ristrutturato, meno elegante rispetto a quello piccolo e contraddistinto da pilastri di laterizio con un antico pozzo d’acqua al centro.
Il Chiostro Grande cinquecentesco è uno degli spazi architettonici più affascinanti dell’intero complesso monastico. Il complesso conserva anche la biblioteca e la Sala Capitolare, interessata da un cantiere di restauro dei preziosi affreschi.
L’interno della basilica
Entrando nella basilica, subito sorprende la vastità degli spazi che esternamente non appaiono così evidenti. L’interno è a unica navata con alcune cappelle laterali, domina il colore giallo paglierino con finiture, stucchi e decorazioni in colore bianco.
Nella parte superiore, prima della volta, una serie di immagini dipinte e poste in sequenza, come un lungo fregio, raccontano la vita della Madonna. A queste si intervallano immagini di Santi, profeti e angeli.
Decisamente imponente è il presbiterio, che si erge ad una certa altezza rispetto al piano della chiesa a cui si accede attraverso un grande scalone. Sotto il presbiterio si trova la cripta, che è stata completamente ristrutturata secondo criteri moderni.
Una volta salito lo scalone appare nella sua interezza l’altare maggiore, alle cui spalle predomina il grande coro ligneo in noce scuro, un vero capolavoro risalente al 1500. Avvicinandosi si apprezza la fine lavorazione dei vari elementi, dove sono presenti bassorilievi raffiguranti Santi, Beati e religiosi posti all’interno di chiese tutte diverse, il tutto realizzato dando profondità e prospettiva all’osservatore.

Sopra il coro si trova la bella statua in stucco e legno della Madonna risalente al XII secolo, statua con bambino racchiusa in una teca. Il dramma non diventa mai tragedia grazie all’intervento della Madonna che porta in braccio il Bambino, come nella grande statua venerata in Basilica, un’opera in legno e stucco dipinto risalente probabilmente al XIII secolo.
Sul capo di Maria è la corona posta da Pio VII Chiaramonti nel 1814, al suo ritorno in patria dopo l’esilio francese. Nella semi cupola superiore, il catino dell’abside, un grande dipinto rappresenta l’incoronazione della Vergine da parte della SS Trinità con una moltitudine di angeli.
Alzando gli occhi si vede la grande cupola riccamente affrescata: molte sono le immagini rappresentate, come angeli, apostoli e santi, con al centro la Madonna nel momento dell’Assunzione in cielo.
La galleria degli ex voto
Alle spalle dell’altare maggiore si sviluppa un corridoio a semicerchio, il deambulatorio, con tante teche piene di ex voto. Si tratta di tante piccole tavolette dipinte a mano rappresentanti momenti tragici che le persone hanno vissuto, momenti dai quali i protagonisti sono riusciti ad uscirne vivi dopo aver invocato la Madonna del Monte.
La più eloquente testimonianza del culto e della devozione alla Madonna del Monte sono le oltre 700 tavolette votive, esposte in Basilica fin dal 1400. Purtroppo molte furono distrutte durante la guerra del 1915-18, altre andarono perdute per incuria o per l’usura del tempo.
Restaurate, ordinate e catalogate, sono distribuite secondo un criterio di antichità, in 14 bacheche, iniziando dalla sagrestia. La collezione si compone di circa 700 tavolette votive che documentano la devozione dei fedeli a questo luogo di preghiera.
Il corpus straordinario di ex voto conservato all’interno dell’abbazia, oltre settecento dal XV secolo ad oggi, rappresenta un unicum in Europa. La collezione è una delle più antiche e complete di tutta Europa.
Che cosa significa ex voto
Gli ex voto, dal latino “ex voto suscepto”, per impegno preso, sono un tributo a Maria il cui provvidenziale intervento salva il fedele in grave pericolo. Si tratta di ex voto di ringraziamento per una malattia svanita, per una disgrazia evitata o per una grazia ottenuta.
Le immagini votive possono essere divise in tre grandi categorie:
- Malattia svanita;
- Disgrazia evitata;
- Preghiera esaudita.
In tutte le raffigurazioni, la Vergine è visibile in alto, in posizione sospesa, a dare supporto e salvezza ai fedeli. I dipinti votivi, realizzati sui più diversi supporti, servivano e servono a ringraziare la Beata Vergine per una grazia ricevuta.
L’arco cronologico particolarmente ampio, dal ’400 ai giorni nostri, offre inoltre una chiara visione delle trasformazioni sociali che si evince dall’analisi dell’iconografia. Le tavolette danno visione di uno spaccato sociale e antropologico sulla storia quotidiana delle sofferenze e delle speranze di uomini e donne della Romagna, passando attraverso malattie, catastrofi naturali, incidenti sul lavoro o stradali.
Malattie, pericoli e disgrazie raffigurati nelle tavolette
Si vede di tutto: tentati assassini, incidenti stradali, incidenti sul lavoro, cadute rovinose, naufragi, malattie, una rilevante testimonianza della fede verso la Beata Vergine di questa abbazia nel corso dei secoli.
Molte tavolette presentano un malato che dal letto invoca la grazia, spesso con rivoli di sangue che scendono dalla bocca, oppure la città intera durante una pestilenza. Alcune malattie sono di natura interiore: come un ex voto di tentazione o un altro con una ragazza legata al letto e accanto la scritta “posseduta dal demonio” o un altro ancora con i diavoletti che volano via dalla bocca dell’indemoniato.
Ci sono scene di tortura, con malcapitati appesi a corde che scendono dal soffitto, i corpi striati di sangue, oppure di fucilazione, interrotta all’ultimo istante. In altre tavole sono raffigurati gli incidenti della campagna e della caccia: la caduta da un albero, l’imbizzarrirsi del cavallo, il difficile guado di un fiume, l’esplodere del fucile in faccia a chi spara.
Numerosi ex voto mostrano gli effetti del fuoco o del terremoto, come quello che distrusse parte del teatro nel 1820. Un’altra categoria di tavole raffigura assalti di briganti, mentre altre più moderne presentano scene di bombardamenti, campi di sterminio e incidenti della strada.
Gli incidenti con carrozze, carri e cavalli
La tavoletta “Per Grazia Ricevuta”, del 1897, ricorda l’incidente di una carrozza sul porto canale di Cesenatico. Fortunatamente tutto si risolse con un gran spavento, con una carrozza e i suoi passeggeri, bambini compresi, in bilico sul porto canale di Cesenatico quell’estate del 1897.
Sembra la scena d’un film dal vero la tavoletta poi dipinta “Per Grazia Ricevuta”, uno degli ex voto più suggestivi della grande raccolta di tavolette votive conservata e visibile nella nostra Abbazia del Monte.

Le stanghe della carrozza si sono staccate: il cocchiere insegue il cavallo che un paesano cerca di fermare, altri hanno le mani alzate, mentre la carrozza fuori controllo è in bilico sul bordo del canale ancora privo di muretti protettivi.
Tutto lo scenario del porto canale è descritto con fedele verosimiglianza dal felice pennello del pittore: sappiamo il suo nome, Paolo Grilli, pittore di paese, antenato dei “naif”. C’è un clima di “suspense” in quest’opera: la carrozza cadde in acqua o fu fermata dai soccorritori?
In ogni caso l’ex voto di ringraziamento alla Madonna del Monte rassicura: non ci furono vittime. Abbiamo dunque ampliato l’indagine conoscitiva contando, nella raccolta di ex voto, una sessantina di incidenti di carri agricoli, incidenti sul lavoro, e di calessi e carrozze: questi ultimi si fanno sempre più numerosi durante l’Ottocento.
Incidenti stradali erano dovuti a più cause: ad esempio insidie naturali, strade ghiacciate o alle acque del fiume Savio per piene improvvise. E sono poi una trentina gli ex voto dedicati a incidenti e cadute da cavallo senza tuttavia esiti infausti, nei casi raffigurati.
Il valore artistico e documentario
Non può sfuggire l’ingenuità e nello stesso tempo la ricchezza di cromatismo ed espressione di queste piccole opere d’arte: se in molte si nota il carattere artigianale, contento dell’immediatezza d’espressione, in non poche si scorge la mano di autentici pittori, soprattutto nelle più antiche del ’400-’500.
Le composizioni perfette, dal disegno semplice ma sicuro, ricordano autentiche pale d’altare. Né può sfuggire la loro importanza storico-documentaria e particolarmente la testimonianza di una fede profonda e sincera sempre emergente nei casi più vari della vita.
Molti ex voto sono dipinti in modo ingenuo ma spesso appaiono opera di mani esperte. È il caso di una tela datata 1827, che raffigura uno dei tanti pericoli del mare: due grandi navi sono avvolte da tempestosi flutti spumeggianti e sembrano quasi scontrarsi tra loro, mentre una scialuppa cerca disperatamente di raggiungere la riva sullo sfondo di alte scogliere.
In primo piano, a destra, due uomini osservano sgomenti mentre sulle rocce si aggirano enormi granchi scuri. Una scena di grande effetto, come anche l’ex voto che raffigura l’incidente capitato, sulla fine del 1800, ad una famiglia che percorreva in carrozza il porto canale di Cesenatico.
La tavoletta è stata realizzata dal pittore e scultore cesenate Paolo Grilli così come altri ex voto sono stati eseguiti da artisti quali Fortunato Teodorani, Giannetto Malmerendi e Werther Morigi. Altri autori contemporanei hanno realizzato ex voto esposti a cura della Società “Amici del Monte”, che da 60 anni promuove la valorizzazione del patrimonio dell’Abbazia.
Gli ex voto contemporanei
La raccolta va dal 1400 ai nostri giorni e il numero delle tavolette aumenta continuamente. Tra i dipinti votivi più recenti e particolarmente caratteristici vi è quello dedicato all’investimento del compianto Marco Pantani, dal quale risorse più forte di prima.
Un altro ex voto ricorda il ringraziamento dei Cesenati per la visita di papa Giovanni Paolo II, che visitò e soggiornò in abbazia nel 1986. Le tavolette illustrano nei dettagli i drammi quotidiani e le paure dell’essere umano attraverso le varie epoche.
La visita istituzionale e la valorizzazione della collezione
Tre quarti d’ora alla scoperta dei luoghi davvero suggestivi e pieni di fascino dell’Abbazia del Monte di Cesena, la visita del ministro della Cultura Alessandro Giuli ad uno dei simboli culturali e religiosi della città ha richiamato l’attenzione sul patrimonio conservato nel complesso.
Puntuale l’arrivo sul colle Spaziano alle 10:45, all’ingresso dell’Abbazia il ministro è stato accolto dalla parlamentare di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, dal capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami e da altri esponenti locali di Fratelli d’Italia.
Guidato dall’abate dom Mauro Maccarinelli, Giuli ha potuto ammirare le tante bellezze custodite nell’abbazia. Presenti anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e alcuni rappresentanti della diocesi, con l’economo don Marco Muratori in rappresentanza del vescovo, oltre al professor Marino Mengozzi, studioso della storia religiosa e culturale del territorio.
Nel corso del tour il ministro ha visitato anche il cantiere aperto di restauro dei preziosi affreschi nella Sala Capitolare dell’Abbazia, reso possibile da una generosa raccolta fondi sostenuta a livello locale con ben 200mila euro. Dopo la vista panoramica, è stato ammirato anche il Chiostro Grande cinquecentesco, uno degli spazi architettonici più affascinanti dell’intero complesso monastico.
Il ministro si è soffermato particolarmente sulla collezione degli ex voto, una delle più importanti e antiche d’Europa. Per gli ex voto Giuli ha preso in considerazione la possibilità di avviare un percorso di valorizzazione anche in chiave Unesco.
Cesena “Svelata” Parte 2 Abbazia del monte di Cesena
Perché la collezione è importante
La collezione degli ex voto del Monte è uno dei tesori storico-artistici di Cesena, da sola vale un museo e merita una visita che riserverà sorprese ed emozioni. Il suo interesse non dipende soltanto dal valore religioso delle tavolette, ma anche dalla capacità di mostrare come sono cambiate le paure, le malattie, i lavori, i mezzi di trasporto e le forme della devozione.
Ogni immagine conserva il ricordo di un pericolo superato e mette in relazione la vita quotidiana con la protezione della Madonna del Monte. Nel loro insieme, le tavolette compongono una lunga narrazione per immagini della storia sociale della Romagna, dal Quattrocento fino all’età contemporanea.
| Elemento | Caratteristiche |
|---|---|
| Numero della collezione | Oltre 700 tavolette |
| Periodo documentato | Dal 1400 ai giorni nostri |
| Collocazione | Deambulatorio, sagrestia e altri ambienti della basilica |
| Organizzazione | 14 bacheche ordinate secondo un criterio di antichità |
| Temi principali | Malattie, incidenti, naufragi, guerre, terremoti, incendi e grazie ricevute |
| Valore | Religioso, artistico, storico e antropologico |
La Basilica è anche uno scrigno di tesori d’arte: gli affreschi del capitolo, della navata e della cupola, le pale d’altare e il coro ligneo. La collezione di ex voto, collocata sulle pareti della galleria dietro l’altare e in altri ambienti, costituisce una straordinaria opportunità di conoscenza e di emozionante visione.