Le 10 fasi della Cresima: significato, rito e doni dello Spirito Santo

La Cresima, o Confermazione, è il sacramento che completa il Battesimo e, insieme all’Eucaristia, forma l’insieme dei sacramenti dell’iniziazione cristiana. Attraverso l’imposizione delle mani e l’unzione con il sacro Crisma, il cresimando riceve una speciale effusione dello Spirito Santo, viene unito più saldamente a Cristo e rafforzato per vivere e testimoniare la fede.

Il rito della Confermazione comprende dieci momenti fondamentali: la preparazione, la rinnovazione delle promesse battesimali, la professione di fede, l’invocazione dello Spirito Santo, l’imposizione delle mani, l’unzione con il Crisma, la formula sacramentale, la risposta del cresimato, il segno di pace e la partecipazione piena alla vita della Chiesa.

1. La preparazione alla Cresima

La preparazione alla Confermazione deve mirare a condurre il cristiano verso una più intima unione con Cristo, verso una familiarità più viva con lo Spirito Santo, la sua azione, i suoi doni e le sue mozioni, per poter meglio assumere le responsabilità apostoliche della vita cristiana. Di conseguenza la catechesi della Confermazione si sforzerà di risvegliare il senso dell’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo, sia alla Chiesa universale che alla comunità parrocchiale.

La Cresima è in stretta continuità con il Battesimo, al quale è legata in modo inseparabile. Questi due Sacramenti, insieme con l’Eucaristia, formano un unico evento salvifico, che si chiama «iniziazione cristiana»: grazie a questi Sacramenti veniamo inseriti in Gesù Cristo morto e risorto e diventiamo nuove creature e membra della Chiesa.

In questi anni siete cresciuti e avete imparato tante cose; avete cominciato a conoscere personalmente il Signore Gesù e il suo Vangelo; avete ricevuto il dono dell’Eucaristia e avete imparato lo stile della vita cristiana; siete cresciuti non solo di statura, di età e di conoscenza; siete maturati anche nella fede.

Ora è il momento di una vostra libera e responsabile scelta: guidati dai genitori, dagli educatori e dagli amici, voi scegliete di continuare a camminare nella Chiesa con Gesù verso la pienezza della vita cristiana. Per questo chiedete il sacramento della Confermazione.

Condizioni spirituali e accompagnamento

Per ricevere la Confermazione si deve essere in stato di grazia. È opportuno accostarsi al sacramento della Penitenza per essere purificati in vista del dono dello Spirito Santo.

Una preghiera più intensa deve preparare a ricevere con docilità e disponibilità la forza e le grazie dello Spirito Santo. Per la Confermazione, come per il Battesimo, è conveniente che i candidati cerchino l’aiuto spirituale di un padrino o di una madrina.

Questa figura assume un ruolo significativo, offrendo sostegno spirituale e guidando il cresimando nella sua crescita religiosa. È importante scegliere una persona che sia un esempio di fede e che possa essere di ispirazione per il cresimando.

2. La convocazione dei cresimandi e la liturgia della Parola

La celebrazione della Cresima si svolge normalmente durante la Santa Messa domenicale. La Liturgia della Parola può essere quella della Domenica del Tempo ordinario, con la possibilità di cambiare la seconda lettura o tutte quante con un testo tratto dal Lezionario per le Messe rituali.

La Liturgia della Parola prevede, dopo il Vangelo, una chiamata - facoltativa - dei singoli cresimandi per nome, accompagnati da padrino o madrina. Segue l’omelia.

La celebrazione può mettere in evidenza il legame della Confermazione con il Battesimo. Ai Riti di introduzione, per sottolineare il legame stretto con il Battesimo, di cui la Cresima e la Prima Communio sono compimento di Iniziazione, sarà molto opportuno sostituire l’atto penitenziale con il rito di aspersione domenicale con l’acqua lustrale.

3. La rinnovazione delle promesse battesimali

Quando la Confermazione viene celebrata separatamente dal Battesimo, come avviene nel rito romano, la liturgia del sacramento ha inizio con la rinnovazione delle promesse battesimali e con la professione di fede da parte dei cresimandi. In questo modo risulta evidente che la Confermazione si colloca in successione al Battesimo.

Prima di ricevere l’unzione spirituale che conferma e rafforza la grazia del Battesimo, i cresimandi sono chiamati a rinnovare le promesse fatte un giorno da genitori e padrini.

Per questo prima del rito sacramentale voi cresimandi sarete invitati a rinnovare le promesse del vostro Battesimo: accettate l’impegno che un giorno hanno assunto i vostri genitori, adesso che siete cresciuti dite la vostra decisione di seguire Gesù e di credere in lui; anzi affermate il desiderio di impegnarvi ad essere suoi testimoni per tutta la vita.

La liturgia del sacramento inizia con una rinuncia a Satana e quattro domande di professione di fede, una delle quali è specifica sullo Spirito Santo. Il dialogo è tra il celebrante e i soli cresimandi.

4. La professione personale della fede

Ora sono loro stessi a professare la fede della Chiesa, pronti a rispondere credo alle domande rivolte dal Vescovo; pronti, in particolare, a credere nello Spirito Santo.

La professione di fede esprime il passaggio dalla fede ricevuta nella famiglia e nella comunità alla scelta personale e responsabile di seguire Cristo. La Confermazione non sostituisce il Battesimo, ma ne sviluppa la grazia e rende più consapevole l’appartenenza alla Chiesa.

Ricevere la Cresima vuol dire assumere il compito di professare pubblicamente la fede cristiana, quasi per un incarico ufficiale: i cresimati sono chiamati ad essere testimoni, convinti e contenti, del Signore Gesù in tutte le realtà della vita.

La Cresima è il sacramento della testimonianza. Il cresimato è chiamato alla costruzione del regno di Dio, in famiglia, nel campo di scuola o di lavoro, in parrocchia.

5. L’invocazione dello Spirito Santo e dei suoi sette doni

Dopo la preghiera silenziosa della comunità, il Vescovo, tenendo le mani stese sui cresimandi, supplica Dio di infondere in loro il suo santo Spirito Paraclito con i suoi doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e santo Timore.

Questi sette doni sono la Sapienza, l’Intelletto, il Consiglio, la Fortezza, la Scienza, la Pietà e il Timore di Dio. E questi doni ci sono dati proprio con lo Spirito Santo nel sacramento della Confermazione.

Dono dello Spirito SantoSignificato nel cammino cristiano
SapienzaAiuta a riconoscere il valore delle realtà alla luce di Dio.
IntellettoRende più profonda la comprensione della fede.
ConsiglioOrienta nelle scelte secondo il Vangelo.
FortezzaDona coraggio e perseveranza nella testimonianza.
ScienzaAiuta a comprendere il significato cristiano delle realtà create.
PietàAlimenta un rapporto filiale con Dio e una disposizione fraterna verso gli altri.
Timore di DioEsprime rispetto, adorazione e disponibilità alla volontà del Signore.

Il profeta Isaia aveva annunciato che il futuro Messia sarebbe stato ricolmato di ogni qualità spirituale: «Su di lui si poserà lo Spirito del Signore, Spirito di sapienza e d’intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di conoscenza e di pietà. Si compiacerà del timore del Signore» (Is 11,2-3).

Queste caratteristiche appartengono nella loro pienezza a Gesù, che è il Cristo, il vero Re erede delle promesse fatte da Dio a Davide. La tradizione catechistica della Chiesa ha riconosciuto in questo elenco i sette doni dello Spirito Santo, conferiti ai cristiani attraverso il sacramento della Cresima.

L’unico Spirito distribuisce i molteplici doni che arricchiscono l’unica Chiesa: è l’Autore della diversità, ma allo stesso tempo il Creatore dell’unità.

6. L’imposizione delle mani

Nel rito romano, il Vescovo stende le mani sul gruppo dei cresimandi: gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è il segno del dono dello Spirito.

La tradizione cattolica considera l’imposizione delle mani da parte degli Apostoli la prima origine del sacramento della Confermazione. Questa prassi dura fino ad oggi, rendendo perenne nella Chiesa la grazia della Pentecoste.

Quelli che accettavano la predicazione degli Apostoli e aderivano con la fede a Gesù, riconoscendolo il Cristo e il Figlio di Dio, venivano battezzati; poi, attraverso l’imposizione delle mani, ricevevano il dono dello Spirito.

Dopo una breve introduzione, i cresimandi si inginocchiano e si compie una prima imposizione delle mani collettiva su tutti quanti, con orazione di epiclesi dello Spirito Santo.

Questa preghiera viene fatta dal Vescovo o dal presbitero celebrante, mentre gli altri presbiteri concelebranti stendono le mani in silenzio. Questa preghiera epicletica esprime l’effusione dei sette doni dello Spirito Santo.

Il ruolo del Vescovo

Ministro originario della Confermazione è il Vescovo. Ricevendo il dono dello Spirito Santo dalle mani del Vescovo, voi diventate cristiani maturi e manifestate pienamente la comunione con il vostro Pastore, dal momento che il Vescovo è garante e servo dell’unità della Chiesa diocesana.

La pratica della Chiesa latina evidenzia più nettamente la comunione del nuovo cristiano con il proprio Vescovo, garante e servo dell’unità della sua Chiesa, della sua cattolicità e della sua apostolicità, e, conseguentemente, il legame con le origini apostoliche della Chiesa di Cristo.

La Cresima è uno dei sette sacramenti della Chiesa cattolica e viene amministrata dal vescovo o da un sacerdote autorizzato.

7. L’unzione con il sacro Crisma

Per meglio esprimere l’effusione dello Spirito che pervade quanti la ricevono, si è ben presto aggiunta una unzione di olio profumato, chiamato crisma, rimasta in uso fino ad oggi, sia in Oriente che in Occidente.

La parola “Cresima” significa “unzione”. Assomiglia al nome “Cristo”, che è un termine greco, adoperato per tradurre l’ebraico “Messia”: entrambi vogliono dire “Unto”, cioè consacrato.

Gesù è l’unico vero Unto, il Messia, il Santo di Dio. Ma noi - credendo in lui - diventiamo partecipi della sua consacrazione: attraverso l’olio detto “sacro Crisma” veniamo conformati a Cristo, cioè diventiamo simili a Lui.

Il Crisma è l’olio usato per le consacrazioni e richiama l’idea di potenza e di missione: per questo venivano unti i re, i profeti, i sacerdoti nel popolo di Israele.

Vescovo unge fronte con sacro Crisma

Il legame con il Vescovo si ha pure attraverso l’uso del sacro Crisma, un olio profumato, che viene consacrato ogni anno, il Giovedì Santo, durante la Messa crismale, da ogni Vescovo per tutta la sua diocesi.

La consacrazione del sacro crisma è un momento importante che precede la celebrazione della Confermazione, ma che, in un certo senso, ne fa parte. È il Vescovo che, il Giovedì Santo, durante la Messa crismale, consacra il sacro crisma per tutta la sua diocesi.

Così, anche se per qualche necessità è un presbitero a conferire il sacramento della Confermazione, grazie al Crisma è garantito lo stretto vincolo con il successore degli Apostoli.

Il simbolismo dell’olio

Nel simbolismo biblico e antico, l’unzione presenta una grande ricchezza di significati: l’olio è segno di abbondanza e di gioia, purifica, rende agile, è segno di guarigione, poiché cura le contusioni e le piaghe e rende luminosi di bellezza, di salute e di forza.

L’olio ha la caratteristica di penetrare delicatamente nella pelle e di lasciare una macchia sui vestiti. Perciò raffigura l’opera dello Spirito Santo, che penetra dolcemente nella nostra vita e lascia un segno indelebile della sua presenza e della sua azione.

Questi significati dell’unzione con l’olio si ritrovano tutti nella vita sacramentale. In particolare l’unzione con il sacro Crisma nella Confermazione è segno di consacrazione: ci fa “cristiani”, cioè maggiormente partecipi alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la nostra vita effonda il profumo di Cristo.

8. Il segno della croce e il sigillo dello Spirito Santo

Lo Spirito Santo è il dono invisibile elargito e il crisma ne è il sigillo visibile.

Dopo aver invocato lo Spirito Santo, il Vescovo ripete l’imposizione della mano destra sul capo di ciascuno e con il pollice intinto nel Crisma fa un segno di croce sulla fronte.

Nel rito latino, «il sacramento della Confermazione si conferisce mediante l’unzione del crisma sulla fronte, che si fa con l’imposizione della mano, e mediante le parole: “Accipe signaculum doni Spiritus Sancti” - “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”».

Il sacramento della Confermazione imprime un sigillo spirituale indelebile chiamato carattere. Ne segue che il cresimato è consacrato per sempre a Cristo e appartiene a lui.

Il sigillo è il simbolo della persona, il segno della sua autorità e della sua proprietà su un oggetto; il sigillo autentica un atto giuridico o un documento e, in certi casi, lo rende segreto.

Perciò il sigillo dello Spirito Santo segna l’appartenenza totale a Cristo, l’essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nelle prove della nostra vita.

Gesù stesso adopera per sé questa immagine, dicendo di appartenere pienamente a Dio, perché il Padre ha messo su di Lui il suo sigillo (Giovanni 6,27).

L’apostolo Paolo poi ci insegna che il cristiano è segnato con un sigillo: «È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori» (2Corinzi 1,21-22).

9. La formula sacramentale e la risposta «Amen»

Il sacramento si realizza attraverso l’unzione individuale sulla fronte con il santo Crisma, che si compie imponendo contemporaneamente la mano destra sul capo del cresimando.

Nel concreto, quattro dita del celebrante sono poggiate sul capo del cresimando mentre con il pollice unge la sua fronte con il santo Crisma dicendo: “N., ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”.

Rispondendo «Amen», ciascuno dice di accettare quel dono, esprime la propria fede e manifesta la volontà di farla fruttificare.

Ricevendo in fronte il segno della croce con l’olio profumato, il confermato riceve dunque una impronta spirituale indelebile, il “carattere”, che lo configura più perfettamente a Cristo e gli dà la grazia di spandere tra gli uomini il suo buon profumo.

La Confermazione si riceve una sola volta

Come il Battesimo, di cui costituisce il compimento, la Confermazione è conferita una sola volta. Essa infatti imprime nell’anima un marchio spirituale indelebile, il «carattere».

La Confermazione costituisce il compimento del Battesimo; come il Battesimo si riceve una sola volta, perché come il Battesimo conferisce il «carattere», cioè imprime nell’anima un segno spirituale indelebile.

Con questo sacramento dunque Gesù Cristo segna ciascuno di noi con il sigillo del suo Spirito, rivestendoci di potenza dall’alto, perché possiamo diventare suoi testimoni.

10. Il segno di pace e la vita cristiana dopo la Cresima

Il bacio di pace che conclude il rito del sacramento significa ed esprime la comunione ecclesiale con il Vescovo e con tutti i fedeli.

Qui il Vescovo o il presbitero dà il segno di pace del Risorto, come fece Gesù nella sera di Pasqua prima di soffiare sugli apostoli lo Spirito Santo.

La Confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale: ci radica più profondamente nella filiazione divina grazie alla quale diciamo «Abbà, Padre»; ci unisce più saldamente a Cristo; aumenta in noi i doni dello Spirito Santo; rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa.

La Cresima ci unisce più strettamente a Cristo Gesù e tra di noi. Ci rende capaci di essere testimoni coraggiosi e gioiosi di Cristo.

La Cresima ci comunica l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo, in particolare comunica i doni della sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio, che ci danno la possibilità di raggiungere la santità alla quale siamo tutti chiamati.

Dalla celebrazione alla testimonianza

La Confermazione accorda una speciale forza dello Spirito Santo per diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede, come veri testimoni di Cristo, per confessare coraggiosamente il nome di Cristo e per non vergognarci mai della sua croce.

Quando accogliamo lo Spirito Santo nel nostro cuore e lo lasciamo agire, Cristo stesso si rende presente in noi e prende forma nella nostra vita; attraverso di noi, sarà Lui lo stesso Cristo a pregare, a perdonare, a infondere speranza e consolazione, a servire i fratelli, a farsi vicino ai bisognosi e agli ultimi, a creare comunione, a seminare pace.

La testimonianza cristiana non sorge allora da un impegno preso, ma dalla sovrabbondanza di quanto si è avuto in dono da Dio.

La Cresima è il sacramento della testimonianza. Il cresimato è chiamato alla costruzione del regno di Dio, in famiglia, nel campo di scuola o di lavoro, in parrocchia.

Il rapporto con la Chiesa

La preparazione alla Confermazione deve mirare anche a risvegliare il senso dell’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo, sia alla Chiesa universale che alla comunità parrocchiale.

Il cresimato riceve il potere di professare pubblicamente la fede cristiana, quasi per un incarico ufficiale. Questo incarico si esprime nella partecipazione alla vita della comunità, nella preghiera, nel servizio e nella vicinanza alle persone più fragili.

In parrocchia cerchiamo continuamente chi sappia e voglia stare con i ragazzi, chi faccia esperienza di condivisione con gli anziani, gli ammalati, chi sappia dare un po' di tempo per tanti piccoli servizi.

La Liturgia eucaristica completa la celebrazione secondo le indicazioni previste. È bene che i cresimati compiano la loro ammissione per la prima volta alla Comunione eucaristica in questa celebrazione, secondo le indicazioni diocesane previste dall’Ufficio per l’Annuncio e la Catechesi.

Il significato della Cresima nella storia della salvezza

Nell’Antico Testamento, i profeti hanno annunziato che lo Spirito del Signore si sarebbe posato sul Messia atteso in vista della sua missione salvifica.

La discesa dello Spirito Santo su Gesù, al momento del suo Battesimo da parte di Giovanni, costituì il segno che era lui che doveva venire, che egli era il Messia, il Figlio di Dio.

Questa pienezza dello Spirito non doveva rimanere soltanto del Messia, ma doveva essere comunicata a tutto il popolo messianico. Più volte Cristo ha promesso l’effusione dello Spirito, promessa che ha attuato dapprima il giorno di Pasqua e in seguito, in modo più stupefacente, il giorno di Pentecoste.

Negli Atti gli Apostoli, al capitolo 2, si racconta l’evento della Pentecoste, cinquantesimo giorno dopo la Pasqua, quando sui discepoli riuniti insieme nel cenacolo è disceso lo Spirito Santo con fenomeni che richiamavano la rivelazione del Sinai.

Pieni di Spirito Santo gli apostoli uscirono all’aperto e cominciarono ad annunciare a tutti le meraviglie compiute da Dio nella vita di Gesù e nella loro stessa esperienza.

CHE COS'È la PENTECOSTE? || Breve Spiegazione

La Cresima è per ogni fedele ciò che per tutta la Chiesa è stata la Pentecoste. Nella Pentecoste lo Spirito Santo è sceso sugli Apostoli ed ha donato loro forza, coraggio, li ha aiutati a comprendere chi è Gesù e ad amarlo fino al martirio per Lui.

Dunque con i segni sacramentali dell’imposizione delle mani e dell’unzione con il sacro Crisma viene data a voi una speciale effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste.

Oriente e Occidente: due tradizioni della Confermazione

Nei primi secoli la Confermazione costituisce in genere una celebrazione unica con il Battesimo, formando con questo, secondo l’espressione di san Cipriano, un «sacramento doppio».

In Occidente, poiché si preferisce riservare al Vescovo il portare a compimento il Battesimo, avviene la separazione temporale dei due sacramenti. L’Oriente ha invece conservato uniti i due sacramenti, così che la Confermazione è conferita dal presbitero stesso che battezza.

La storia della Chiesa occidentale, a differenza della Chiesa orientale, cattolica o ortodossa, che cresima i bambini appena battezzati, ha portato a separare i due sacramenti, Battesimo e Cresima.

L’Occidente affida solo il Battesimo al presbitero e attende invece il Vescovo per completare l’Iniziazione cristiana. L’Oriente vede l’esercizio apostolico del Vescovo, che dà la grazia dell’incorporazione alla Chiesa, nel segno del Crisma da lui consacrato, per cui i presbiteri in un unico momento battezzano e cresimano.

La pratica delle Chiese Orientali sottolinea maggiormente l’unità dell’iniziazione cristiana. Quella della Chiesa latina evidenzia più nettamente la comunione del nuovo cristiano con il proprio Vescovo.

Presso le Chiese Orientali di rito bizantino, l’unzione con il myron viene fatta, dopo una preghiera di epiclesi, sulle parti più significative del corpo: la fronte, gli occhi, il naso, le orecchie, le labbra, il petto, il dorso, le mani e i piedi.

Chi può ricevere la Confermazione

Può e deve ricevere il sacramento della Confermazione ogni battezzato, che non l’abbia ancora ricevuto.

Dal momento che Battesimo, Confermazione ed Eucaristia costituiscono un tutto unitario, ne deriva che «i fedeli sono obbligati a ricevere tempestivamente questo sacramento»; senza la Confermazione e l’Eucaristia, infatti, il sacramento del Battesimo è certamente valido ed efficace, ma l’iniziazione cristiana rimane incompiuta.

La consuetudine latina da secoli indica come punto di riferimento per ricevere la Confermazione «l’età della discrezione». Quando fossero in pericolo di morte, tuttavia, i bambini devono essere cresimati anche se non hanno ancora raggiunto tale età.

Se talvolta si parla della Confermazione come del «sacramento della maturità cristiana», non si deve tuttavia confondere l’età adulta della fede con l’età adulta della crescita naturale.

La Confermazione, come ogni Sacramento, non è opera degli uomini, ma di Dio, il quale si prende cura della nostra vita in modo da plasmarci ad immagine del suo Figlio, per renderci capaci di amare come Lui.

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