Lazzaretto Santa Rita a Roccaporena: storia, architettura e affreschi

Il Lazzaretto di Roccaporena, conosciuto anche come antico Ospedale, era un luogo di accoglienza per i forestieri che attraversavano il borgo e, secondo un’antica tradizione, uno spazio in cui Santa Rita si recava spesso per assistere i malati. Ai tempi della Santa era posto sotto la protezione della Madonna della Concezione ed era amministrato da una compagnia di donne guidate da una badessa.

La struttura aveva anche una probabile funzione sanitaria durante le epidemie di peste che colpirono l’Umbria, come suggerisce il nome “Lazzaretto”. Originariamente composto da tre ambienti, oggi conserva due vani e importanti affreschi del Cinquecento, restaurati nel corso del tempo.

Lazzaretto di Roccaporena esterno

Il Lazzaretto ai tempi di Santa Rita

Al tempo di Santa Rita, il Lazzaretto di Roccaporena era amministrato da una compagnia di donne, dirette da una badessa, sotto il titolo della Madonna della Concezione. Questa piccola struttura offriva ricovero ai forestieri di passaggio, ospitandoli per tre giorni.

Ai tempi della Santa, il Lazzaretto era posto sotto la protezione della Madonna della Concezione. Vi trovavano ospitalità i forestieri che passavano per il borgo. Secondo un’antica tradizione, Rita vi si recava spesso per assistere i malati.

Il Lazzaretto di Roccaporena non era solo un luogo di accoglienza fisica, ma anche di conforto spirituale. Le donne che amministravano la struttura, guidate dalla badessa, incarnavano i valori della carità e dell’ospitalità cristiana.

Il nome “Lazzaretto” suggerisce l’uso della struttura sanitaria durante le epidemie di peste che flagellarono l’Umbria. La denominazione collega quindi il complesso alla storia dell’assistenza ai malati e alle esigenze di isolamento e ospitalità proprie dei periodi segnati dalle epidemie.

La funzione di accoglienza e cura

Il Lazzaretto era destinato ai forestieri che transitavano per Roccaporena, offrendo loro un riparo temporaneo nel corso del viaggio. L’ospitalità aveva una durata stabilita di tre giorni, secondo la funzione originaria attribuita alla piccola struttura.

Secondo la tradizione locale, Santa Rita frequentava il Lazzaretto per assistere le persone malate. La memoria della Santa è quindi legata non soltanto alla preghiera e alla vita familiare, ma anche alla cura dei sofferenti e all’attenzione verso i viandanti.

La presenza di una compagnia di donne sotto la guida di una badessa evidenzia il carattere organizzato dell’accoglienza. La gestione femminile della struttura si inseriva in una pratica di carità cristiana fondata sull’ospitalità, sull’assistenza e sul conforto spirituale.

La struttura originaria e gli ambienti conservati

Originariamente composto di tre vani, oggi ne restano due, ma la sua funzione di luogo di accoglienza e cura è ancora ben evidente. Dei tre ambienti che originariamente componevano questo complesso, oggi ne restano due.

ElementoDescrizione
DenominazioneLazzaretto, conosciuto anche come antico Ospedale
ProtezioneMadonna della Concezione
FunzioneAccoglienza dei forestieri e assistenza ai malati
OspitalitàTre giorni per i forestieri di passaggio
Ambienti originariTre
Ambienti conservatiDue
DecorazioneAffreschi del Cinquecento

Architettura e restauri

La struttura del Lazzaretto, nonostante le modifiche e i restauri nel corso degli anni, mantiene intatta la sua essenza storica. Nel 1952, l’architetto Cesanelli guidò un importante progetto di ripristino che preservò le caratteristiche originali dell’edificio.

Il progetto di ripristino del 1952 ebbe l’obiettivo di conservare l’impianto storico del complesso. Le modifiche intervenute nel tempo non hanno cancellato la funzione originaria del Lazzaretto né il valore delle sue testimonianze artistiche.

Interno storico del Lazzaretto Roccaporena

Gli affreschi del Cinquecento

Gli affreschi del Lazzaretto sono opere d’arte di grande valore storico e spirituale. Gli affreschi del luogo risalgono al Cinquecento.

Gli affreschi del XVI secolo, che adornano le pareti, sono stati tutti restaurati, rendendo il Lazzaretto un vero e proprio scrigno di arte sacra. Questi affreschi, restaurati con cura, offrono uno sguardo sulla devozione e l’arte religiosa del XVI secolo.

Sulla parete frontale del primo ambiente, si possono ammirare diverse rappresentazioni sacre come l’immagine di San Montano e di Santa Lucia ed una suggestiva Annunciazione. Le immagini testimoniano la ricchezza della devozione che caratterizzava il luogo e ne accompagnano la funzione di assistenza e accoglienza.

La presenza di San Montano, di Santa Lucia e dell’Annunciazione riunisce diversi aspetti della tradizione religiosa locale: la protezione dei santi, la devozione mariana e la rappresentazione del mistero cristiano.

Affresco dell Annunciazione nel Lazzaretto

Il Lazzaretto nel contesto di Roccaporena

Il paese di Roccaporena è ubicato alle falde del Monte Rucino nel Comune di Cascia. Abitato fin dai tempi precedenti il cristianesimo, nella geografia sacra degli Umbri godeva di uno speciale prestigio.

Nei Regesta di Farfa è annotato che nel Medioevo Roccaporena era parte del Castaldato Equano, a sua volta parte del Ducato di Spoleto. Gli abitanti erano dediti alla pastorizia e al lavoro dei campi: allevavano pecore e capre, praticavano un’agricoltura prevalentemente cerealicola.

Nel 1080 i monaci di Farfa hanno diviso il Castaldato in undici “celle” o comunità monastiche. La quarta, che aveva un Priore e sei monaci, era a Roccaporena.

Il monastero è stato poi dedicato a S. Montano ed era organizzato secondo la Regola di S. Benedetto. In questo contesto storico e religioso si sviluppò la rete di luoghi che ancora oggi caratterizza Roccaporena, tra cui il Lazzaretto legato alla memoria di Santa Rita.

Roccaporena e la memoria di Santa Rita

Fino al 1900, anno della canonizzazione di Santa Rita, Roccaporena è rimasta quasi identica a ciò che era nei secoli XIV e XV, completamente isolata dal resto del mondo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale è stata realizzata la strada che collega Roccaporena con Cascia, rendendo così possibile l’accoglienza di migliaia di pellegrini.

Il Lazzaretto costituisce uno dei luoghi della Santa conservati nel borgo insieme alla Casa Natale, alla Casa Maritale, alla Chiesa di San Montano, all’Orto del Miracolo, allo Scoglio della Preghiera e al Santuario di Roccaporena.

La sua importanza deriva dall’incontro tra storia locale, assistenza ai malati, ospitalità ai viandanti e devozione ritiana. Secondo la tradizione, Santa Rita frequentava questo luogo nell’esercizio concreto della carità verso le persone malate e bisognose.

Gli altri luoghi legati a Santa Rita

La Casa Natale

Gli atti del processo di beatificazione non forniscono dati certi circa la casa in cui Rita è venuta alla luce. Il Cardinale Fausto Poli - di Usigni e uomo di fiducia di Urbano VIII - per istituire a Roccaporena un luogo di culto pubblico in cui venerare Rita, ha fatto riadattare a cappella la casa maritale.

È un segno evidente che quella natale non esisteva più, forse distrutta dal sisma del 1599. Il primo a fare menzione della «casa dove nacque la Beata» è padre Nicola Simonetti da Maltignano, biografo della Santa.

Nella Casa Natale è conservato il Manto di Santa Rita quando abitava a Roccaporena: una veste fatta di pelle che le partorienti indossavano pro facuilitandu partu e gli ammalati pro recuperanda santitate.

La Casa Maritale

Qui Rita è vissuta dall’anno del matrimonio fino al giorno in cui è stata ammessa a vestire l’abito monastico nell’Ordine di S. Agostino. Rimasta incolume al devastante terremoto del 1599.

Nella generale devastazione provocata dal terremoto del 1599, che ha raso al suolo Roccaporena, la casa maritale non ha subito alcun danno. I giudici del processo di beatificazione, nel 1626, hanno raccolto testimonianze chiare e univoche concernenti questa abitazione, appartenuta alla famiglia del marito di Rita.

Nel 1629 il Cardinale Fausto Poli, che ha perorato la causa di beatificazione di Rita presso Papa Urbano VIII, ha finanziato con cinquecento scudi la trasformazione del piccolo edificio in cappella aperta al pubblico culto.

All’interno è conservato il celebre dipinto che raffigura Rita nell’atto di ricevere la spina: risale alla metà del Seicento ed è stato commissionato dal Cardinale Poli al pittore napoletano Luca Giordano.

La Chiesa di San Montano

La chiesa di S. Montano risale al XII secolo ed ha avuto un ruolo importante nei trentasei anni trascorsi da Rita a Roccaporena: qui, infatti, ha ricevuto la prima istruzione religiosa, qui si recava per partecipare alla Messa e alle altre celebrazioni, qui ha sposato Paolo di Ferdinando.

Secondo la tradizione, Montano è venuto a Roccaporena dall’Asia Minore per predicare il Vangelo. S. Montano è morto a Roccaporena con fama di santità e il popolo lo ha proclamato suo protettore, intitolandogli la chiesa parrocchiale.

La costruzione attuale è frutto di vari rifacimenti: la chiesa più antica era ad una sola navata, corrispondente all’odierna di sinistra; nel Trecento è stata aggiunta la navata destra. Nella chiesa sono sepolti Paolo, Giangiacomo e Paolo Maria, marito e figli di Santa Rita.

L’Orto del Miracolo

L’Orto del Miracolo è situato in un fazzoletto di terra scosceso, denso di cespi di rose. All’interno c’è un bronzo dello scultore romano Rodolfo Maleci che rappresenta la Santa gravemente malata con la cugina china su di lei che ascolta dalla sua flebile voce l’ultimo desiderio: «Portami una rosa e due fichi dal mio orticello di Roccaporena»!

La parente sorride a simile richiesta: nel mese di gennaio, infatti, non è possibile trovare a Roccaporena una rosa fiorita e dei fichi. Ma, recatasi nell’Orto, trova veramente quanto Rita desiderava.

Lo Scoglio della Preghiera

Lo Scoglio è alto 827 metri; sulla cima un tempo sorgeva la “Rocca del Barone”, forse una torre di guardia tardo-romana distrutta durante le invasioni barbariche del VI secolo.

La memoria di Rita è profondamente legata a questo luogo; in esso la voce popolare ha come materializzato il messaggio della Santa, la ragione profonda del suo agire: la preghiera.

Lo Scoglio è il “segreto” di Rita: una vita come tutte, eppure capace di elevarsi; un’esistenza segnata dalla durezza, eppure in grado di sbocciare come rosa profumata e di produrre frutti dolcissimi.

Rita è stata una donna di preghiera, che nella relazione con Dio ha trovato la forza di trasfigurare la realtà senza fuggirla e di viverla intensamente con sapienza e amore. Lo Scoglio è quindi il simbolo della spiritualità ritiana di Roccaporena.

La chiesetta sulla cima risale al 1919; è stata restaurata nel 1941 e nel 1979 è stata ricostruita integralmente a seguito del violento terremoto.

Il Santuario di Roccaporena

Consacrato nel 1948, il Santuario di Roccaporena è una meta irrinunciabile per qualsiasi viaggiatore. Costruito su disegno dell’architetto torinese Oreste Della Piana, è stato consacrato nel 1948.

Nel mosaico dell’abside, eseguito da Righini-Politi ed inaugurato il 18 giugno 1967, troviamo: il Crocifisso, l’Addolorata, Sant’Agostino, San Nicola da Tolentino, Santa Rita, San Giovanni Battista e San Montano.

Due cappelle affiancano la navata centrale: in quella sinistra c’è il Santissimo Sacramento, in quella destra è esposta una statua di Santa Rita. Nel quadriportico antistante la facciata c’è la statua di Santa Rita vestita da popolana, opera dello scultore Venanzo Crocetti di Roma.

Il valore storico e spirituale del Lazzaretto

Il Lazzaretto conserva la memoria di una forma di ospitalità rivolta a chi attraversava Roccaporena e di un’assistenza destinata ai malati. La sua storia è inseparabile dalla protezione della Madonna della Concezione e dalla presenza della compagnia di donne guidata dalla badessa.

La tradizione che ricorda Santa Rita impegnata nell’assistenza ai malati conferisce al luogo un significato particolare. Gli affreschi del Cinquecento, la struttura composta originariamente da tre ambienti e i restauri che ne hanno preservato l’essenza storica rendono il Lazzaretto una testimonianza della vita religiosa e sociale di Roccaporena.

Il complesso rappresenta così un punto di incontro tra devozione, arte sacra, cura dei malati e accoglienza dei forestieri. Ancora oggi, i due ambienti conservati e le immagini sacre sulle pareti permettono di riconoscere la funzione storica del luogo e il legame profondo con la spiritualità di Santa Rita.

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