La resurrezione di Lazzaro di Rembrandt: l’incisione

La Resurrezione di Lazzaro è un’incisione realizzata da Rembrandt Harmenszoon van Rijn intorno al 1632, nella quale Gesù chiama a gran voce Lazzaro e il morto, ancora legato da fasce, emerge dalla sua tomba. La scena illustra il momento descritto dal Vangelo e concentra l’attenzione sul contrasto tra la figura di Cristo, rappresentata di spalle con il braccio sollevato, e lo stupore delle persone che assistono al miracolo.

Rembrandt mostra invece i volti e i gesti di Marta e Maria, le sorelle, sbalordite di fronte al miracolo. L’uso sapiente del chiaroscuro accentua la drammaticità della scena e consente all’artista di trasformare la luce in uno strumento narrativo, capace di guidare lo sguardo dalla tomba verso i testimoni dell’evento.

Rembrandt Resurrezione di Lazzaro incisione

Soggetto e fonte evangelica

La scena rappresenta la resurrezione di Lazzaro, uno dei più importanti episodi della vita di Gesù. Il racconto evangelico descrive Lazzaro di Betania, morto ormai da quattro giorni, e l’arrivo di Cristo presso il sepolcro, dove la pietra viene rimossa prima del miracolo.

La scena illustra il momento descritto dal Vangelo quando Gesù chiama Lazzaro a gran voce e il morto, ancora legato da fasce, emerge dalla sua tomba. Lazzaro è l’amico di Cristo che torna alla vita davanti alle sorelle e agli altri testimoni, in un passaggio dalla più profonda oscurità alla luce.

La composizione dell’incisione

Gesù è rappresentato di spalle, con il braccio sollevato, non si vede l’espressione del suo viso. Questa scelta concentra l’attenzione sul gesto del miracolo e sulla reazione degli astanti, invece di affidare la forza della scena all’espressione di Cristo.

L’artista mostra invece i volti e i gesti di Marta e Maria, le sorelle, sbalordite di fronte al miracolo. I loro atteggiamenti e le loro espressioni rendono visibile la sorpresa davanti a un evento che supera l’esperienza ordinaria.

La composizione è costruita intorno al rapporto tra la figura di Gesù, la tomba e Lazzaro che riemerge dalle tenebre. L’attenzione si sposta dal gesto di Cristo al corpo del morto e quindi ai volti delle persone che assistono all’evento.

Il chiaroscuro e la tecnica incisoria

Rembrandt incidendo con maggiore o minore profondità una complessa rete di linee, crea un’ampia gamma di grigi e neri, pone in piena luce Lazzaro e le persone che lo circondano, mentre fa scendere gradualmente la luminosità fino a una densa oscurità.

Nel campo dell’incisione il grande pittore fiammingo ottiene effetti di luce e di profondità efficacissime e inusuali. Il chiaroscuro non svolge soltanto una funzione estetica, ma accentua la drammaticità dell’episodio e suggerisce il passaggio dalla morte alla vita.

La luce mette in risalto Lazzaro e i testimoni più vicini, mentre le zone scure avvolgono progressivamente il resto della scena. La variazione nella densità delle linee produce una profondità intensa e contribuisce a rendere la tomba come uno spazio di oscurità dal quale il corpo del resuscitato emerge con evidenza.

Le incisioni di Rembrandt "un'introduzione" presentata dallo storico dell'arte Nicholas Usherwood

Acquaforte e bulino

La stampa è realizzata mediante acquaforte e bulino. La tecnica consente a Rembrandt di combinare linee di diversa intensità, ottenendo passaggi tonali, contrasti netti e una grande varietà di effetti atmosferici.

L’acquaforte permette di costruire la scena attraverso una rete di segni che varia per profondità e densità. Il bulino contribuisce alla definizione di alcuni particolari e rafforza il contrasto tra le parti illuminate e quelle immerse nell’ombra.

ElementoDati
AutoreVan Rijn Rembrandt Harmenszoon (1606/ 1669)
TitoloLa resurrezione di Lazzaro
TecnicaAcquaforte e bulino
Cronologia1632 circa
SoggettoResurrezione di Lazzaro

Rapporto con il dipinto del 1630-1631

La stampa riprende un dipinto di analogo soggetto realizzato dall’artista nel 1630-1631. L’incisione conserva il tema della resurrezione, ma lo sviluppa attraverso gli strumenti specifici della grafica, affidando alla linea e al chiaroscuro la costruzione della scena.

La versione incisa non punta sulla visibilità dell’espressione di Cristo, poiché Gesù è raffigurato di spalle. Il peso emotivo dell’episodio ricade quindi sul suo gesto, sulla figura di Lazzaro e sulle reazioni di Marta, Maria e degli altri testimoni.

Dati materiali e misure

L’opera è una stampa su carta realizzata con la tecnica dell’acquaforte. Le dimensioni indicate per l’esemplare della Galleria Sabauda sono di 152 mm di altezza e 118 mm di larghezza.

CaratteristicaInformazione
Oggettostampa
Materia e tecnicacarta/ acquaforte
Altezza152 mm
Larghezza118 mm
Soggetti sacriresurrezione di Lazzaro

L’esemplare della Galleria Sabauda

Un esemplare è conservato presso la Galleria Sabauda, nel Fondo Grafica, con collocazione al Palazzo dell’Accademia delle Scienze, Via Accademia delle Scienze, 6, Torino (TO). La stampa appartiene allo Stato ed è sottoposta alla tutela dei Musei Reali-Galleria Sabauda.

La stampa oggetto della presente scheda è dono del duca Alfonso di Sartirana. E' stata esposta alla mostra "Le collezioni di Giovanni Vico di Ferdinando di Breme e Giovanni Volpato".

CampoDati dell’esemplare
Luogo di conservazioneGalleria Sabauda, Fondo Grafica
LocalizzazionePalazzo dell’Accademia delle Scienze
Numero d’inventario3047
Codice di catalogo nazionale0100216202
Ente competente per la tutelaMusei Reali-Galleria Sabauda
Data di compilazione2010
Data di aggiornamento2010

La piccola incisione del Fondo Corsini

Un’altra versione è identificata come La resurrezione di Lazzaro piccola e appartiene al Fondo Corsini, conservato presso il Gabinetto Disegni e Stampe. L’opera è attribuita a Rembrandt, nato a Leida nel 1606 e morto ad Amsterdam nel 1669.

La cronologia della matrice è indicata come Sec. XVII. L’esemplare è collocato nella scatola 41BIS del Fondo Corsini e presenta una materia e tecnica identificata come acquaforte.

CaratteristicaDati
Titolo proprioLA RESURREZIONE DI LAZZARO PICCOLA
InventarioS-FC121914
AutoreRembrandt (1606/ 1669)
Ambito culturalefiammingo
Misuremm. 150 x 115
Misure fogliomm. 151 x 116
Materia e tecnicaacquaforte
Stato di conservazionediscreto (foxing)

La provenienza dell’opera è indicata come deposito dell’Accademia dei Lincei nel 1895. La condizione giuridica è proprietà dell’Accademia dei Lincei.

Attribuzione e conservazione

Le opere sono attribuite a Rembrandt Harmenszoon van Rijn, artista indicato con le date 1606/ 1669 e appartenente all’ambito culturale fiammingo. La presenza di più esemplari testimonia la circolazione del soggetto della resurrezione di Lazzaro nella produzione grafica dell’artista.

L’esemplare del Fondo Corsini è descritto in stato di conservazione discreto, con foxing. L’esemplare della Galleria Sabauda è documentato all’interno del fondo di arti grafiche relativo alle scuole fiamminga, olandese e tedesca.

Il significato della luce nella scena

La luce dell’incisione rende percepibile il miracolo senza mostrarlo come un evento astratto o distante. Lazzaro viene posto in piena luce insieme alle persone che lo circondano, mentre l’oscurità si concentra intorno alla tomba e si diffonde gradualmente nello spazio.

Il passaggio tra i grigi e i neri crea una tensione visiva continua. La luce non illumina uniformemente la scena, ma seleziona i protagonisti e stabilisce una gerarchia tra il gesto di Gesù, il corpo di Lazzaro e lo stupore dei testimoni.

La drammaticità nasce anche dal contrasto tra l’immobilità della tomba e il movimento improvviso del corpo che ne emerge. Le linee dell’acquaforte rendono visibili le fasce, gli abiti, i gesti e le reazioni, trasformando il miracolo in un momento di forte partecipazione emotiva.

La forza narrativa dell’incisione

La scelta di raffigurare Gesù di spalle permette di evitare una lettura centrata esclusivamente sul suo volto. Il gesto del braccio sollevato diventa il segno visibile della sua autorità, mentre i volti di Marta e Maria rendono immediatamente percepibile la portata dell’evento.

La scena non presenta soltanto il risultato del miracolo, ma conserva la tensione dell’istante in cui esso si compie. Lazzaro è ancora legato dalle fasce e sta emergendo dalla tomba, mentre gli astanti reagiscono con stupore e incredulità.

Attraverso la variazione della luce, la densità delle ombre e la disposizione dei personaggi, Rembrandt costruisce una scena in cui la resurrezione appare come un passaggio concreto dalle tenebre alla luce. L’incisione dimostra così la particolare efficacia dell’artista nel rendere profondità, movimento e intensità spirituale con i soli strumenti della grafica.

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