Materiale per la prima confessione e i manoscritti di Qumran

La preparazione alla prima confessione richiede materiali adatti all’età dei bambini, capaci di spiegare il peccato, il perdono, il sacramento della Riconciliazione, l’esame di coscienza e il rito, mentre i manoscritti di Qumran appartengono a un ambito storico e biblico del tutto diverso. Nell’anno 1947 nel Wadi Qumràn vicino al Mar Morto, furono rinvenuti in alcune grotte, undici in totale, delle giare che contenevano un gran numero di documenti scritti, in ebraico, aramaico e greco.

Perciò è utile distinguere i due argomenti: da una parte si trovano schede, libretti, percorsi catechistici e strumenti liturgici per accompagnare i bambini alla prima confessione; dall’altra si studiano testi antichi che documentano la varietà del giudaismo tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C. e aiutano a comprendere l’ambiente religioso e sociale nel quale nacque il cristianesimo.

Materiale per la preparazione alla prima confessione

Il materiale per la prima confessione è pensato soprattutto per bambini della scuola primaria e propone un cammino graduale verso il sacramento della Riconciliazione. Percorso catechistico con i bambini di terza elementare che si preparano al sacramento della Riconciliazione. Fa riferimento al catechismo 'Io sono con voi'.

Per aiutare i bambini a comprendere quali sono i comportamenti giusti e quelli sbagliati, che tutti noi possiamo sbagliare, ma che Dio è sempre con noi e che ci aspetta per accoglierci a braccia aperte. Per ogni argomento una scheda con un’attività, un momento di preghiera ed un impegno per la settimana.

Le principali tipologie di sussidi

Schede catechistiche e attività

Le schede costituiscono uno degli strumenti più flessibili per il cammino di preparazione. Venticinque schede utili per il cammino di preparazione alla Prima Confessione seguendo il Catechismo 'Io sono con voi'. Con disegni, riflessioni, attività e giochi.

Il percorso comprende i seguenti temi: 1 - Nella fatica sei con noi 2- Saremo sempre con te 3- Madonna Immacolata 4- Lo Spirito di Gesù ci fa pregare 5- Anno liturgico 6 - Oggi è nato per noi il salvatore 7 - I sette sacramenti 8 - Il Battesimo 9 - La tombola (con riferimenti al rito del battesimo) 10- I battezzati - Da dove viene il male 11- Liberi di scegliere 12 - Le regole e i dieci comandamenti 13 - Gesù e la legge dell'amore 14 - Il perdono degli amici 15 - Il perdono di Gesù 16- Cosa è il peccato (pensieri, parole, opere e omissioni) 17 - La parabola della pecora smarrita 18 - La parabola del padre buono 19 -Il sacramento del perdono 20 - Esame di coscienza 21- Per una bella confessione 22- Coraggio rialzati e L'incontro con il sacerdote 23 - Il rito del sacramento 24- L'impegno (Il proposito) io sono la vite e voi i tralci 25- Frase conclusiva (puzzle).

Sono disponibili anche schede e attività per i bambini che si preparano alla prima confessione. L'itinerario segue il catechismo Venite con Me: 0 Invito genitori 1 Copertina 2 Preghiera Signore noi ci siamo 3 I pescatori del lago 4 La chiamata di Levi 5 Il giovane ricco 6 Il Vangelo 7 Avvento 8 Attività Corona di Avvento 9 La storia della salvezza 10 Dio è fedele 11 Abramo 12 Giuseppe e i suoi fratelli 13 Mosè 14 I dieci comandamenti 15 Amare Dio 16 Amare il prossimo 17 Beatitudini 18 Come ho fatto io 19 Pace a voi 20 Gesù ci parla di Dio amore che perdona 21 Gesù ci dà il perdono del Padre 24 Esame di coscienza.

Percorsi strutturati

Un progetto sperimentato per la preparazione alla Prima Confessione è strutturato in 27 incontri e basato su 3 macro-argomenti: Battesimo, Dieci Comandamenti e Perdono, intervallato da attività sull'anno liturgico. Il file zip contiene una guida per il catechista e le schede per i bambini.

Un altro percorso prende in esame i Dieci Comandamenti attraverso semplici schede per il cammino in preparazione alla prima confessione. I disegni e le domande per il lavoro personale sono state prese dall'opuscolo "I dieci Comandamenti" di Bruno Ferrero-Elledici.

Un percorso catechistico con i bambini di terza elementare si prepara al sacramento della Riconciliazione e propone, per ogni argomento, una scheda con un’attività, un momento di preghiera ed un impegno per la settimana. Il percorso aiuta i bambini a comprendere quali sono i comportamenti giusti e quelli sbagliati, che tutti noi possiamo sbagliare, ma che Dio è sempre con noi e che ci aspetta per accoglierci a braccia aperte.

Spiegare il peccato e la confessione

Le schede sul Peccato e la Confessione sono adatte a bambini di terza elementare che stanno per ricevere il sacramento della riconciliazione. Nel primo file è spiegato cos'è il peccato con alcuni esempi concreti in riferimento ai bambini.

Nel secondo file viene presentato il sacramento della Confessione, spiegandone il significato e assieme ai 5 elementi importanti per fare una buona riconciliazione. Una sintesi catechistica presenta in maniera semplice ma precisa la dottrina della Chiesa sul Sacramento della Riconciliazione e sui peccati mortali e veniali.

Il materiale è adatto alla fase finale della preparazione alla Prima Riconciliazione. Stile: domande/risposte. Linguaggio: comprensibile ai bambini di 10 anni. Ispirato a quanto dice il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica sull'argomento.

I Dieci Comandamenti

La preparazione alla Prima Confessione può partire dai Dieci Comandamenti, presentati attraverso dispense, pieghevoli, schede illustrate e giochi. Breve scheda con i 10 comandamenti e il loro significato, illustrati con le immagini di Fano. Pensato per i bambini che si preparano alla Prima Confessione.

I Dieci Comandamenti possono essere collegati alla libertà di scegliere, alle regole, all’amore di Dio e all’amore del prossimo. In questo modo il bambino è aiutato a comprendere che l’esame della propria vita non consiste soltanto nel ricordare divieti, ma anche nel riconoscere le proprie responsabilità e il modo in cui le proprie scelte influenzano il rapporto con Dio e con gli altri.

Le parabole del perdono

La parabola del Padre misericordioso è uno dei riferimenti più utilizzati nella preparazione alla prima confessione. Attività pensata per una giornata di approfondimento nell’itinerario della riconciliazione. Un’attenzione particolare viene rivolta a “vivere” la parabola del Padre misericordioso, che può far da guida al cammino della riconciliazione e anche alla celebrazione della “prima confessione” o festa del perdono.

Una scheda per parlare ai ragazzi che si preparano alla prima confessione affronta il peccato e la misericordia attraverso la parabola del Figlio prodigo e del Padre misericordioso. Un piccolo fascicolo spiega invece la parabola “La pecorella smarrita e ritrovata” ai bambini che si preparano al Sacramento della Riconciliazione.

Il libretto per la prima confessione può contenere una lettura dialogata della parabola del Figlio prodigo, una preghiera di ringraziamento, lo spazio per i nomi dei bambini e una copertina a colori. Altri libretti propongono il brano evangelico della pecora perduta (Lc 15,4-7), una traccia per l’esame di coscienza, un gesto e una preghiera di ringraziamento.

La celebrazione penitenziale può essere focalizzata sulla parabola del padre misericordioso, adatta ai bambini che si preparano a vivere il sacramento della riconciliazione, soprattutto per quelli che lo ricevono per la prima volta. Si articola in tre momenti con alcuni gesti simbolici, che ruotano attorno a uno dei brani del vangelo di Luca più noti e più incisivi: la parabola del padre misericordioso e dei suoi due figli (Lc 15,11-32).

Altri racconti e personaggi biblici

La preparazione può utilizzare anche il racconto di Zaccheo. Scheda per la celebrazione della prima confessione con il brano evangelico di Zaccheo (Luca 19,1-10), uno schema per l'esame di coscienza e un gesto.

Un incontro con i bambini del catechismo presenta il peccato come malattia che Gesù guarisce, tenuto in preparazione alla festa del Perdono. Nel corso della preparazione alla Festa del perdono, i bambini di 3^ elementare ricevono una lettera dall'apostolo Pietro che si rivolge a loro per fargli capire che nessun peccato ci può separare dall'amore di Cristo.

In questo dialogo l'apostolo invita i ragazzi a confidare sempre in Dio con parole adatte alla loro età. Sono inoltre disponibili due racconti molto semplici con domande finali per la riflessione, per aiutare i bambini a comprendere l'importanza del sacramento della confessione per la 'salute' dell'anima: - I due sassi - La storia di Luca.

L’esame di coscienza

L’esame di coscienza aiuta il bambino a rileggere con sincerità i propri pensieri, le proprie parole, le proprie opere e le proprie omissioni. Piccolo vademecum utile per ricordare i 5 punti salienti del rito della riconciliazione e dare ai bambini uno strumento per poter fare i loro primi esami di coscienza in preparazione alla prima riconciliazione (ed alla prima comunione).

Tra gli strumenti proposti si trovano schede personalizzabili, un cubo da stampare su cartoncino, un origami a fiore pentagono e domande collegate alla parabola del Padre misericordioso. Un libretto molto semplice per la prima confessione può contenere esame di coscienza e preghiera finale.

La guida all’esame di coscienza può essere inserita nel libretto della celebrazione insieme alle letture bibliche, alle domande, al gesto simbolico e alla preghiera di ringraziamento. In alcuni percorsi l’esame di coscienza è collegato ai cinque momenti della celebrazione: esame di coscienza, pentimento, proposito di non peccare più, confessione, gioia e ringraziamento.

Il rito della prima confessione

Una breve traccia sul rito della Prima Confessione è adatta ai bambini di 2/3 elementare. Un’altra scheda molto semplice presenta il Rito della Riconciliazione spiegato ai bambini.

Il rito può essere organizzato in cinque momenti, ognuno introdotto dal catechista: 1. Esame di coscienza 2. Pentimento 3. Proposito di non peccare più 4. Confessione 5. Gioia e ringraziamento.

Alcuni materiali organizzano la celebrazione in tre momenti: confessio laudis - confessio vitae - confessio fidei. Altri libretti seguono invece le parole “Permesso, Scusa, Grazie” e propongono la celebrazione della prima confessione dei bambini in tre tempi, a partire dal legame tra Confessione e Battesimo.

La celebrazione comunitaria può comprendere l’ingresso dei bambini e delle loro famiglie, il Vangelo del “padre misericordioso”, la preghiera dei fedeli, il ringraziamento dei genitori, quattro gruppi di preghiere con letture sacre e testi vari da leggere durante le confessioni individuali, i riti di conclusione e il rinnovo delle promesse battesimali. Sono compresi i testi dei canti.

Lib libretti, preghiere e simboli celebrativi

I libretti per la celebrazione della prima confessione possono includere una meditazione per l’esame di coscienza, il Vangelo, brevi domande adatte ai bambini, preghiere, canti e uno spazio per il ricordo della celebrazione. Alcuni propongono anche la partecipazione dei genitori, dei catechisti e dell’intera comunità.

Un libretto per un ritiro per bambini in preparazione alla Prima Confessione parte dalla parabola del tesoro nascosto e della perla preziosa (Mt 13,44-52). Le perle sono 5: bene, gioia, vita, dono, riconciliazione, ognuna offre disegni, preghiera, giochi, esame di coscienza.

Altri libretti utilizzano i simboli della luce, dell’acqua e della pietra. I genitori che riconsegnano la candela ricevuta nel battesimo del figlio rappresentano il fatto che con la Penitenza possono far risplendere la Luce di Cristo nelle scelte di vita.

Il peccato, simboleggiato dalla pietra che viene avvolta in carta stagnola, con il sacramento della Penitenza fa diventare il ragazzo una pietra preziosa. In un’altra celebrazione un grande cartellone raffigurava un arcobaleno colorato, presentato sull’altare coperto da un telo semitrasparente bianco che raffigurava il peccato.

Il peccato copre i nostri colori, i colori che Dio ci ha donato. Il gesto simbolico aiuta così i bambini a collegare il perdono alla gioia, alla luce, alla vita rinnovata e alla possibilità di ricominciare.

Materiali per genitori e inclusione

La preparazione coinvolge anche la famiglia. Un sussidio per un incontro con i genitori intende sensibilizzarli ed aiutarli a vivere la prima confessione dei figli. Un percorso in tre tappe rivolto sia ai genitori che ai ragazzi propone tre diverse storie che i genitori, dopo un’analisi in gruppo, leggeranno o racconteranno a casa ai loro figli e che, successivamente, commenteranno insieme.

Negli incontri di catechesi, i ragazzi si confrontano su quanto emerso dalle discussioni in famiglia. Sono disponibili anche libretti per i genitori che accompagnano i loro figli alla prima confessione e materiali per la celebrazione con la partecipazione delle mamme, dei papà e dei catechisti.

Il testo in Comunicazione Aumentativa Alternativa realizzato dall'Ufficio Catechistico della Diocesi di Prato è dedicato alla preparazione della prima confessione, utile per rendere accessibile l'incontro di catechesi anche a bambini con bisogni comunicativi complessi, autismo, ma non solo.

Quiz e strumenti di verifica

Un test di “autovalutazione” può essere proposto ai ragazzi nell’ultimo incontro antecedente la prima confessione. E' stato un modo per riprendere alcuni concetti in forma di gioco.

Si tratta di 24 domande, alcune già presenti in Qumram. Il test è sia in pdf che in power point. E' allegata anche la scheda dei punteggi da consegnare ad ogni ragazzo.

I manoscritti di Qumran: scoperta e conservazione

Nel Deserto di Giuda sono stati scoperti alcuni siti contenenti manoscritti molto antichi, primo dei quali quello di Qumran nel 1947. Nell’anno 1947 nel Wadi Qumràn vicino al Mar Morto, furono rinvenuti in alcune grotte, undici in totale, delle giare che contenevano un gran numero di documenti scritti, in ebraico, aramaico e greco.

Si sa che furono redatti fra il II secolo a.C. e l’anno 70 d.C., in cui ebbe luogo la distruzione di Gerusalemme. Oltre ai pochi che si sono conservati in modo integro, ne sono stati ricomposti circa altri 800, dalle varie migliaia di frammenti ritrovati.

Via via che i manoscritti venivano reperiti e trascritti, gli studiosi avevano già posto, con prudenza, delle ipotesi sulla loro origine. Nei primi anni di lavoro le teorie sugli autori di questi scritti sono state molto diverse l’una dall’altra e spesso anche contraddittorie, soprattutto riguardo alle opere sconosciute.

Inoltre, per datare i manoscritti, c’era bisogno primariamente dello studio paleografico di questi scritti e, avendo a disposizione scarso materiale coevo, le datazioni che sono risultate hanno avuto bisogno dei dati degli altri manoscritti che intanto venivano alla luce, soprattutto di quelli che presentavano notizie storiche interne.

Negli anni la scienza paleografica applicata ai manoscritti di Qumran ha raggiunto un grado di certezza molto alto, suffragato poi anche da conferme di tipo fisico come il Carbonio 14 e nuove tecniche di laboratorio più sofisticate.

Per cui oggi la datazione di questi testi è ormai fuori discussione: a Qumran sono stati trovati testi scritti tra il III secolo a.C. e il I d.C. Ciò significa evidentemente che non sono frutto di un unico gruppo.

ElementoInformazione
Luogo della scopertaWadi Qumràn, vicino al Mar Morto
Anno della prima scoperta1947
Numero delle grotteundici
Lingue dei documentiebraico, aramaico e greco
Datazione dei testitra il III secolo a.C. e il I d.C.
Documenti ricomposticirca altri 800

Contenuto dei manoscritti

Ci sono parti di tutti i libri dell’Antico Testamento, eccetto Ester, di molti libri giudaici non canonici già conosciuti e anche di altri fino allora sconosciuti; si sono trovati sono anche scritti originali del gruppo di esseni che si era ritirato nel deserto.

I documenti più importanti sono senza dubbio i testi della Bibbia. Fino alla scoperta dei testi di Qumràn, i manoscritti in ebraico più antichi che si possedevano erano dei secoli IX-X d.C. per cui si poteva sospettare che si fossero operati tagli, aggiunte o che fossero state modificate parole o frasi scomode degli originali.

Con le nuove scoperte si è verificato che i testi trovati coincidono con quelli medioevali, sebbene siano precedenti di quasi mille anni, e che le poche varianti che presentano coincidono in gran parte con varianti già testimoniate dalla versione greca chiamata dei Settanta e dal Pentateuco samaritano.

Non si tratta solo di testi biblici, ma anche di testi provenienti da una tradizione che oggi è stata denominata come enochica. Ora si può asserire che ci sono stati, in un determinato periodo storico, gruppi di fedeli che hanno reputato gli scritti realizzati prima della loro formazione come autorevoli e che, di conseguenza, dovessero essere custoditi e studiati.

Qumran e le correnti del giudaismo

Altri documenti hanno contribuito a dimostrare che c’era un modo di interpretare la Scrittura, e le norme legali, differente da quanto facevano i sadducei o i farisei. Chi fossero le persone che hanno avuto così cura di tutta questa letteratura, che praticamente comprende quasi tutta la produzione del pensiero giudaico fino al I secolo a.C. e anche qualcosa del I secolo d.C., non è dato saperlo con certezza.

Sicuramente a Qumran non sono state rinvenute opere che si possano collegare direttamente a correnti di pensiero come quella dei sadducei o dei farisei o, tanto meno, dei cristiani. Secondo quanto è stato accertato, si può comunque dire che in base a certe opere trovate nelle grotte, come la Regola della Comunità o il Documento di Damasco, ci dovevano essere gruppi di fedeli che in qualche modo si avvicinavano al pensiero degli esseni, almeno per quanto ne sappiamo dalle testimonianze di Plinio, Flavio Giuseppe e Filone Alessandrino.

L’ipotesi oggi più accreditata è quella detta di Groningen, che spiega come coloro che oggi chiamiamo per comodità “qumranici” appartenevano originariamente al movimento degli esseni, il quale era molto vasto e dal quale si sarebbero resi in qualche modo autonomi.

Gli esseni si sarebbero infatti costituiti in Palestina molto prima della nascita del gruppo, o dei gruppi, di fedeli che poi si sono insediati nei pressi di Qumran. Oggi si parla, per tale motivo, di «essenismo qumranico».

Grotte di Qumran e Mar Morto

Qumran e il Nuovo Testamento

Nei ritrovamenti di Qumràn non c’è nessun testo del Nuovo Testamento né alcuno scritto cristiano. Alcuni anni fa è stato oggetto di discussione tra gli studiosi se alcune parole scritte in greco su due piccoli frammenti di papiro lì ritrovati potessero appartenere al Nuovo Testamento, in particolare al Vangelo di Marco, ma la maggioranza degli esegeti si è espressa in modo negativo su questo possibile collegamento.

Al di fuori di questo caso controverso, in quelle grotte non furono rinvenuti reperti attribuibili a nessuna possibile fonte cristiana canonica o gnostica. Non sembra nemmeno che si possano rilevare influenze degli scritti rinvenuti a Qumran sull’insieme dei libri che compongono il Nuovo Testamento.

Oggi gli specialisti sono d’accordo che questo gruppo non influì per nulla sulle origini del cristianesimo, giacché era esclusivista, minoritario, e appartato dalla società, mentre Gesù e i primi cristiani vissero immersi nella società del loro tempo, giudaica ed ellenistica, e dialogarono con i loro contemporanei.

Questi documenti sono serviti soprattutto per chiarire alcuni termini o espressioni abituali in quell’epoca. Nel loro insieme i manoscritti di Qumran sono una fonte inestimabile di dati sull’ambiente religioso e sociale del I secolo d.C., così variegato, in cui nacque il cristianesimo.

I miti moderni sui manoscritti

Nella prima metà degli anni novanta del XX secolo, si diffusero due miti che con il tempo si sono completamente dissolti. Uno, che i manoscritti contenessero dottrine che contraddicevano o il giudaismo o il cristianesimo e che, di conseguenza, il Gran Rabbinato e il Vaticano si sarebbero messi d’accordo per impedirne la pubblicazione.

Ora che sono stati pubblicati tutti i documenti, è risultata evidente la falsità di quelle notizie e si è preso atto che le difficoltà di pubblicazione non erano frutto dell’ennesimo complotto del Vaticano, ma erano di ordine tecnico e organizzativo.

Il secondo mito legato a Qumran è più sottile, data la sua apparente scientificità: la prof. Barbara Thiering di Sydney e il prof. Robert Eisenman della State University di California hanno sostenuto in vari libri che, confrontando i documenti qumranici con il Nuovo Testamento, si arriva alla conclusione che entrambi furono scritti in codice, e quindi non dicono quello appare, ma che bisogna scoprirne il significato segreto.

I due autori azzardarono l’ipotesi che il Maestro di Giustizia, fondatore del gruppo di Qumràn, sia stato Giovanni Battista e il suo “oppositore” Gesù, secondo B. Thiering, o che il Maestro di Giustizia sia stato Giacomo e il suo “oppositore” Paolo.

Questi due studiosi hanno basato le loro tesi sul fatto che nei documenti originali della setta che abitò Qumran e li depositò nelle grotte in cui furono rinvenuti, vengono designati personaggi con termini il cui significato ci sfugge, come il Maestro di Giustizia, il Sacerdote empio, il Bugiardo, il Leone furioso, i cercatori di interpretazioni facili, i figli della luce e i figli delle tenebre, la casa della abominazione, ecc.

Attualmente nessuno specialista condivide tali affermazioni. Se non conosciamo il significato di questa terminologia non è perché contenga dottrine esoteriche, ma perché ci mancano informazioni.

È evidente che, per i contemporanei dei qumraniti, queste espressioni risultavano familiari e che i documenti del Mar Morto, sebbene contengano dottrine e norme differenti da quelle osservate dal giudaismo ufficiale, non hanno nessun codice segreto né nascondono teorie inconfessabili.

Il rapporto tra i due ambiti

Il materiale per la prima confessione appartiene alla catechesi e alla celebrazione cristiana: comprende schede, libretti, racconti, attività, preghiere, esami di coscienza, giochi, percorsi per i genitori e strumenti per rendere accessibile la preparazione anche a bambini con bisogni comunicativi complessi.

I manoscritti di Qumran appartengono invece alla ricerca storica, biblica e archeologica. Sono documenti antichi scritti in ebraico, aramaico e greco, comprendono testi biblici e giudaici, e offrono informazioni sulla pluralità delle correnti religiose e sociali dell’epoca.

Il collegamento tra i due temi può essere affrontato soltanto in modo storico e culturale: Qumran aiuta a comprendere il contesto religioso del giudaismo antico, mentre i materiali catechistici traducono nella formazione dei bambini i temi cristiani del peccato, della misericordia, della conversione e del perdono.

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