Gerico, la città biblica costruita sotto il livello del mare

Gerico è la città collocata all’altitudine più bassa del pianeta: si trova nella depressione del Mar Morto, a circa 240-250 metri sotto il livello del mare, vicino al fiume Giordano. È anche una delle città più antiche mai esistite e, superando i 10.000 anni di storia, si contende con Damasco il primato di città più antica del mondo.

Oggi Gerico è una piccola città della Cisgiordania, attualmente sotto il controllo dell’Autorità nazionale palestinese. La sua posizione, tra l’oasi del deserto di Giuda, il Giordano e il Mar Morto, spiega la continuità dell’insediamento: la presenza dell’acqua rese possibile la vita in una regione arida e trasformò Gerico in un centro agricolo, commerciale e strategico.

Perché Gerico è la città più bassa del mondo

Con i suoi 250 metri sotto il livello del mare è la città costruita nel luogo più basso della Terra, oltre ad essere una delle più antiche città mai esistite. Una caratteristica importante di questa città è la posizione. Situata nella depressione del Mar Morto, a -240 metri sul livello del mare, Gerico è la città al mondo che è collocata all’altitudine più bassa del pianeta.

Gerico si trova ai confini del deserto di Giuda, vicino al fiume Giordano e a pochi chilometri dal Mar Morto. Il caldo, soprattutto d’estate, è difficile da sopportare: infatti, il caldo unito all’umidità possono far arrivare la temperatura percepita intorno ai 50 gradi.

Il Mar Morto è in realtà un lago caratterizzato da un’elevatissima quantità di sale; nessun essere vivente può sopravvivere dentro al lago, non vi si trovano pesci, né altri animali. Ampio oltre 600 chilometri quadrati, si trova a circa 400 metri sotto il livello del mare, nel punto più basso del pianeta.

Gerico e Mar Morto mappa altimetrica

Una città antichissima nata in un’oasi

Si ipotizza, infatti, che i primi insediamenti risalgano a circa diecimila anni fa. Gerico è la città fortificata più antica al mondo; la sua fondazione risale infatti a 8000 anni prima della nascita di Cristo e superando i 10000 anni di storia si contende con Damasco il primato di città più antica del mondo.

Situata in un punto particolarmente favorevole grazie alla presenza di acqua, Gerico è stata sede di diversi antichi insediamenti. Il nome deriva dal cananeo “Reah”, profumato. Altri affermano derivi da Yareah, luna, e lo si deduce dalla celebrazione di un antico rito dedicato alla luna.

Nella Bibbia è indicata anche come “città delle palme”, in quanto situata dentro un’enorme oasi. Ancora oggi il paesaggio del Mar Morto è caratterizzato dalla presenza di palme da dattero, la cui coltivazione ha contribuito alla storia economica e culturale della regione.

Le prime fasi archeologiche di Gerico

Importanti scavi sono stati effettuati a due chilometri dal centro attuale, nelle zone di Tell es-Sultan e Tulul Abu el-’Alayiq. In queste zone in particolare sono emerse tracce del periodo epipaleolitico, reperti della cultura natufiana e reperti del periodo neolitico preceramico.

Durante l’età del bronzo fu un importante centro e probabilmente in questo periodo fu dotata di mura difensive. Gerico raggiunse la sua massima estensione tra il 1700 e il 1550 a.C.

ElementoInformazione
PosizioneDepressione del Mar Morto, vicino al fiume Giordano
AltitudineCirca 240-250 metri sotto il livello del mare
Antichità stimataOltre 10.000 anni di storia
Siti archeologici principaliTell es-Sultan e Tulul Abu el-’Alayiq
Massima estensione nell’età del bronzoTra il 1700 e il 1550 a.C.

Gerico e il racconto biblico della conquista

Gerico è certamente una meta imperdibile per chi decide di fare un pellegrinaggio in Terra Santa per l’importanza che ha avuto questo antichissimo centro nella Bibbia. Gerico è molto importante sia nell’Antico sia nel Nuovo Testamento.

È la città che Giosuè, intorno al 1200 a.C., conquistò abbattendo le sue mura con il suono di tromba. Il racconto biblico, secondo cui Giosuè la conquistò miracolosamente grazie al ripetuto suono delle trombe dei Leviti che fecero in tal modo crollare le sue mura, non ha alcuna conferma, né storica, né temporale.

L’episodio della conquista narrato nel libro di Giosuè è collocabile attorno al 1250 a.C., quando, in realtà, la città era già abbandonata da almeno un secolo. Da allora e fino al IX secolo a.C. non si ha riscontro di altri insediamenti umani in quell’oasi nei pressi del Mar Morto.

Gli agiografi, che nell’VIII, se non nel VII secolo a.C., stesero il testo biblico, attribuirono all’esercito israelita la sua conquista e distruzione, grazie all’intervento divino, ma ciò non può che rimanere nei confini della tradizione o della fede.

La storia biblica di Gerico non trova dunque riscontro nell’archeologia. Il racconto religioso conserva un valore fondamentale per la tradizione ebraica e cristiana, ma la cronologia della conquista non coincide con ciò che emerge dagli scavi.

La storia successiva della città

Intorno al XIII secolo a.C. la città fu rasa al suolo dagli ebrei guidati da Giosuè e successivamente fu parte del Regno di Israele. Caduta in mani assire fu poi conquistata dai persiani, poi dai macedoni e infine dai romani; di questo periodo restano alcune sporadiche tracce come quelle del palazzo di Erode.

Intorno al VII secolo d.C. fu territorio degli Omayyadi. L’area di Gerico continuò così a essere occupata e trasformata da diverse popolazioni, lasciando testimonianze appartenenti a epoche e culture differenti.

Il Palazzo di Hisham

Nell’area archeologica di Gerico, a 1,5 km da Tell es-Sultan, sono visibili i resti del Palazzo di Hisham. Purtroppo la struttura è stata colpita da un terremoto, ma vi sono ancora i bellissimi mosaici che adornavano la sontuosa dimora.

La costruzione del Palazzo di Hisham iniziò sotto il califfo Hisham ibn ‘Abd al-Malik, proprio nel primo periodo arabo-musulmano, nell’VIII secolo d.C. Il complesso testimonia l’importanza assunta dall’oasi anche durante la prima epoca islamica.

Gerico nel Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento Gerico è ricordata per gli incontri di Gesù con due personaggi: Zaccheo e Bartimeo. Verso il centro della città si trova ancora oggi un sicomoro secolare: secondo alcuni è proprio l’albero dove Zaccheo, un pubblicano piccolo di statura, si arrampicò per vedere Gesù che passava tra la folla.

Il racconto di Zaccheo collega Gerico ai temi della conversione e dell’incontro personale con Gesù. La città appare inoltre inserita nel paesaggio attraversato da Gesù tra Gerusalemme, il Giordano e il Mar Morto.

Il Monastero della Tentazione

Pochi chilometri a nord dagli scavi archeologici si trova il monastero greco-ortodosso della tentazione, o delle tentazioni, abbarbicato sul Monte Quruntul. La struttura originaria risale al XII secolo e, secondo alcuni, fu costruita nel luogo dove Gesù fu tentato dal Diavolo durante i 40 giorni di digiuno nel deserto.

Da questo episodio biblico deriva il nome del luogo sacro. Chi non ha paura di faticare può raggiungere il monastero a piedi; l’alternativa è servirsi della teleferica. Vale decisamente la pena raggiungerlo in quanto il panorama è mozzafiato.

Monastero della Tentazione Monte Quruntul

Il Monastero di San Giorgio a Koziba

A 9 chilometri dalla città si trova il monastero di Koziba dedicato a San Giorgio, stretto tra le rocce del Wadi el-Kelt. Sembra che le grotte scavate nel costone roccioso fossero già abitate da monaci.

Gerico si trova ai confini del deserto di Giuda e uno dei modi più diffusi di fare un’escursione in questo territorio estremo è di andarci a dorso di un mulo. Il paesaggio del Wadi el-Kelt mostra con particolare evidenza il contrasto tra le rocce aride, le gole profonde e le sorgenti che hanno reso abitabile questa parte del deserto.

Qumran e gli Esseni

Le rovine di un insediamento poco lontano da Gerico sono state identificate come quelle di Qumran, databili tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., quando fu distrutto dalla X Legione Fretensis romana. Si tratta del sito dove si ritiene vivesse un gruppo di ebrei aderenti alla corrente religiosa degli Esseni.

All’apparenza è un sito archeologico non diverso da molti altri di quelle terre. Tuttavia, se si accostano i ritrovamenti sul terreno con quelli degli scritti rinvenuti nelle grotte tutt’attorno a partire dal 1947 fino ai nostri giorni, emerge l’eco di una comunità specifica, chiusa, con regole sue, suoi riti e modi di vivere, talvolta divergenti dalla corrente principale del Giudaismo dell’epoca.

I manoscritti ritrovati a Qumran sono di grande interesse, poiché stanno fornendo nuovi spunti interpretativi sia dell’Antico come del Nuovo Testamento. Gli Esseni erano presenti anche a Gerusalemme e ad Emmaus e non pochi, ormai, ritengono che anche Gesù, che fu discepolo di quel Giovanni, possa in parte aver fatto propri i loro insegnamenti.

Gli ambienti della comunità di Qumran

La visita del sito, preceduta da una qualche conoscenza della storia degli Esseni, permette di meglio coglierne la spiritualità, l’intento morale di purificazione. A tal proposito sono evidenti le tante vasche adibite ai bagni rituali.

A quel tempo, il modo per esternare, rendere visibile e tangibile, a sé e agli altri, la purificazione era bagnarsi nell’acqua pulita. Altri ambienti caratterizzano quel luogo: il refettorio comune, la sala di studio, il laboratorio di ceramiche.

Un ritrovamento invece inusuale è stato quello dell’area dove si lavoravano i datteri, forse per farne una sorta di conserva. I datteri erano una riserva di energia e una risorsa tipica delle oasi affacciate sul Mar Morto.

Sarà forse anche per questi motivi che il loro nome ebraico, Tamar, divenne anche nome di donna.

Qumran vasca rituale essena

Giovanni Battista tra Qumran e il deserto

Nel documentario compare la figura di un certo Giovanni, che normalmente viveva da eremita, predicava nel deserto lì attorno e frequentava però anche quella comunità essenica. Se il Cristianesimo ufficiale rimane prudente nella sua identificazione, gli storici locali lo indicano come il Battista.

Le vicende di Giovanni e di Gesù, che erano parenti, nel deserto sono racchiuse in un triangolo di pochi chilometri quadrati: quello fra Gerico, il fiume Giordano e Qumran, situato accanto alla punta settentrionale del Mar Morto.

Di eremiti predicatori itineranti non ve ne dovevano essere stati molti in pieno deserto e dovevano comunque rimanere nei pressi di fonti di acqua e di presenze umane.

I Rotoli del Mar Morto

I manoscritti ritrovati nelle grotte di Qumran sono noti come Rotoli, o manoscritti, del Mar Morto. La loro scoperta ha dato nuove informazioni sulla vita religiosa e intellettuale delle comunità ebraiche dell’epoca.

La cena pasquale di Gesù con i suoi discepoli, l’Ultima Cena, ebbe luogo nel quartiere di Gerusalemme dove a quel tempo vivevano gli Esseni e lo stesso rito di quella cena, in alcuni aspetti divergeva da quello praticato dal Giudaismo ufficiale.

Aspetti che si leggono invece nelle regole degli Esseni, ritrovate a Qumran. Infine, il Gesù risorto si diresse proprio a Emmaus.

Il Mar Morto: lago salato e paesaggio biblico

Il termine “Mar Morto” non compare nella Bibbia: la Bibbia parla del “Mare di Sale” e anche del “Lago di Asfalto”, mentre la tradizione musulmana parla del “Mare di Lot”. In ebraico è indicato come “Yam haMelach”, mar di sale.

In mezzo al deserto della Giudea si trova un immenso lago dall’alta concentrazione di sale: è il Mar Morto. Sono circa 400 i metri sotto il livello del mare che separano la superficie del lago dal livello convenzionale del mare.

Abbiamo appena raggiunto il Mar Morto da nord. Ormai siamo a 400 metri sotto il livello del mare, circondato a est dall’attuale Giordania e a ovest da ripidi costoni di roccia arida in pieno deserto di Giuda.

Sono un po’ come i bordi di un enorme catino, dentro cui una miscela di acqua e sali sobbolle, sempre calda ad ogni stagione dell’anno. Andando ancora più su, sempre verso ovest, sempre avendo Giuda con i suoi accampamenti beduini come paesaggio circostante, sappiamo esserci Gerusalemme, a circa 800 metri sul livello del mare e a una ventina di chilometri in linea d’aria.

Le acque del lago e il loro abbassamento

Fare il bagno nel Mar Morto è un’esperienza decisamente unica: infatti è possibile stare seduti in acqua senza affondare, proprio per l’alta concentrazione di sale nell’acqua. Sulle sponde del lago sono presenti numerosi stabilimenti balneari attrezzati, inoltre il fondale è costituito da fanghi caldi che portano i benefici di un centro termale.

È necessario prendere le dovute precauzioni, perché l’acqua negli occhi potrebbe essere un ricordo spiacevole. Osservando come ogni volta che si passa di lì le acque di quello strano “mare” si siano ulteriormente ritirate, ci si può chiedere se, oltre alla scarsità di acqua che lo alimenta ormai in modo insufficiente, anche la continua estrazione dei fondali per la produzione di sali minerali contribuisca al graduale e inesorabile abbassamento del suo livello.

Ein Gedi e le storie bibliche intorno al Mar Morto

Malgrado il nome “Morto”, sono molti gli episodi narrati nella Bibbia che si sono svolti in questa regione: storie apparentemente nascoste, che si rivelano nella Sacra Scrittura. Numerosi fatti biblici sono avvenuti vicino al Mar Morto, nella città di Ein Gedi.

“Ein Gedi” significa “Fonte della Capra”, e due testi importanti ne parlano. Il primo è il Primo libro di Samuele, che racconta la lotta tra Saul, il primo re di Israele, e Davide. Il Salmo 63 parla invece di quando Davide si nascose nel deserto di Ein Gedi.

Nel Primo libro di Samuele, capitolo 24, Davide fuggì e andò a vivere nelle caverne di Ein Gedi. A questo luogo sono legate analogie e poesie di alcuni libri della Bibbia.

Il libro di Ezechiele, capitolo 47, descrive acque che risanano e un torrente lungo il quale tutto rivivrà. Il testo descrive la nuova città di Gerusalemme con il nuovo tempio: sotto l’altare del tempio sgorga una piccola sorgente d’acqua, che si dirige verso l’Aravà e diventa sempre più grande, fino a diventare un fiume.

Il Cantico dei Cantici, ai capitoli 1-4, ricorda che c’erano le viti all’epoca di Salomone: le viti di Ein Gedi, che erano famosissime in quel periodo. Il libro del Siracide 24,13 parla della sapienza e si legge: “io sono come la palma di Ein Gedi”.

Sappiamo anche da altri autori che a Ein Gedi c’era il balsamo, che era famosissimo. Più a sud si trovavano inoltre le città di Sodoma e Gomorra.

La Giordania e i luoghi biblici del Mar Morto

In Giordania, dall’altra parte del lago, si trovano due luoghi importantissimi: Macheronte, luogo del martirio di Giovanni Battista, e il Monte Nebo, dove morì Mosè. Per questo si può dire che la Terra Santa continua anche in Giordania.

Madaba, nel cuore della Giordania, è una città affascinante dove la storia antica convive con la vita moderna. Conosciuta come la “città dei mosaici”, conserva testimonianze religiose, archeologiche e artistiche legate alla storia della regione.

La mappa di Madaba

La Chiesa di San Giorgio custodisce un tesoro degli albori della cristianità. Il mosaico scoperto nel 1884 rappresenta la più antica cartina della Palestina tuttora esistente e fornisce numerose informazioni storiche sulla regione.

Realizzato nel 560 d.C., il mosaico è corredato da 157 scritte in greco che indicano i principali luoghi biblici del Medio Oriente, dall’Egitto alla Palestina. In origine era lungo da 15 a 25 metri e largo 6 metri, ed era formato da oltre due milioni di tessere.

Mosaico di Madaba mappa Palestina antica

Umm al-Rasas e gli altri siti della regione

A seguito degli accurati lavori di restauro e scavo condotti all’inizio degli anni ’90, è stato possibile istituire il Parco Archeologico di Madaba, un museo all’aperto che ospita una collezione di rovine e pregevoli mosaici rinvenuti nella zona.

Un’altra tappa importante è Umm al-Rasas, sito Patrimonio UNESCO che conserva rovine romane, bizantine e islamiche, tra cui spettacolari mosaici ben conservati in una chiesa dell’VIII secolo.

Gerusalemme tra il deserto e il Mar Morto

Gerusalemme è una città situata sulla cresta dei Monti di Giuda, nella regione di Giudea, in terra d’Israele o Palestina. Si trova a più di settecento metri sopra il livello del mare, a una cinquantina di chilometri dalle coste del Mediterraneo e a circa 30 km dal Mar Morto.

Gerusalemme si trova sul confine fra le alture rivolte a occidente, verso il Mediterraneo, coperte di boschi e della tipica macchia, e il deserto di Giudea, che comincia esattamente dove la città finisce a oriente e scende fino al Mar Morto e al fiume Giordano.

Sin dalla remota antichità questa posizione privilegiata ha fatto di Gerusalemme una meta ambita: da sempre essa è un luogo di confine fra le civiltà più antiche, da una parte i pastori erranti per il deserto, dall’altra i popoli del mare e gli agricoltori della piana costiera.

La distanza geografica tra Gerico e Gerusalemme è ridotta, ma il dislivello è notevole: dal punto più basso della depressione del Mar Morto si risale verso i Monti di Giuda, dove sorge la città santa.

Gerusalemme, città santa delle tre religioni

Gerusalemme non è soltanto una città, non è soltanto l’attuale capitale dello Stato d’Israele. È un simbolo, ma è stata anche e soprattutto un luogo di incontro fra diverse civiltà e diversi modi di pensare.

È la città santa per eccellenza, dove le tre religioni del ceppo biblico ritrovano le proprie origini e le proprie verità. Anche per questo a Gerusalemme si è tanto combattuto, in nome di un’idea di fede che esclude le altre.

La Città Vecchia è divisa in quattro quartieri: cristiano, armeno, ebraico e arabo. La spianata del Tempio, in arabo al-Haram ash-Sharif, domina non solo la Città Vecchia ma tutto il magnifico panorama.

Qui si trovano la Cupola della Roccia, rivestita d’oro, e la moschea al-Aqsa. Il cristianesimo ha invece un altro percorso nel tessuto della città, che culmina nel Santo Sepolcro.

Gerico come punto d’incontro tra archeologia e tradizione

Gerico è una città in cui la tradizione biblica, la ricerca archeologica e la geografia del Mar Morto si sovrappongono senza coincidere sempre. La sua antichità è sostenuta dalle tracce degli insediamenti preistorici, mentre il racconto della conquista di Giosuè appartiene soprattutto alla dimensione della tradizione e della fede.

La città conserva comunque un ruolo centrale nel paesaggio biblico: è vicina al Giordano, a Qumran, al deserto di Giuda, a Ein Gedi e alla strada che conduce a Gerusalemme. Questa posizione riunisce in pochi chilometri luoghi legati alla storia degli Esseni, alla predicazione di Giovanni Battista, agli episodi del ministero di Gesù e alle narrazioni dell’Antico Testamento.

Gerico non è quindi soltanto la città costruita sotto il livello del mare. È il centro più basso di un territorio nel quale oasi, deserto, lago salato, montagne e siti archeologici formano uno dei paesaggi storici e religiosi più complessi della Terra Santa.

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