Il polittico della Crocifissione di Jacques de Baerze è una delle opere più significative della scultura fiamminga della fine del XIV secolo. Realizzato in legno scolpito e policromo per la certosa di Champmol presso Digione, rappresenta l’Adorazione dei Magi, la Crocifissione e la Sepoltura di Cristo.
La complessa struttura, le figure densamente raggruppate, la ricca decorazione dorata e gli sportelli dipinti da Melchior Broederlam fanno dell’opera un esempio fondamentale dell’affermarsi del polittico ligneo scolpito nell’arte fiamminga e del gotico internazionale.

Jacques de Baerze: artista e contesto storico
BAERZE (Baers, Barse), Jacques de. Scultore fiammingo della fine del sec. XIV. Probabilmente era l'autore delle due pale d'altare in legno scolpito e policromo, che Filippo l'Ardito, duca di Borgogna, avendole vedute l'una nella chiesa di Termonde e l'altra all'abbazia della Biloke a Gand, volle riprodotte per la certosa di Champmol presso Digione.
BAERZE, Jacques de (o Baers, Barse). Scultore fiammingo attivo a Termonde nelle Fiandre orientali tra il 1370 e il 1399. Su commissione del conte di Fiandra Luigi di Mâle, B. eseguì due polittici in legno, oggi perduti: l'uno già nell'abside maggiore della cappella del castello di Termonde, l'altro donato all'abbazia cistercense femminile di Bijloke a Gand e qui collocato nella cappella dell'ospedale.
Alla morte di Luigi di Mâle (1384) ereditò la contea sua figlia Margherita, moglie di Filippo l'Ardito, duca di Borgogna, che, venuto anche a Termonde in occasione di un viaggio nei propri domini fiamminghi, commissionò a B., nel 1390, due polittici simili a quelli realizzati dallo scultore su commissione del conte di Fiandra per la certosa di Champmol, la cui costruzione era iniziata nel 1383.
Il lavoro fu affidato al Baerze per la somma di 400 franchi; egli allora abitava a Termonde. La supervisione complessiva e la finale coloritura pittorica dei due polittici furono affidate al pittore fiammingo Melchior Broederlam di Ypres.
La commissione per la certosa di Champmol
Le due opere, realizzate nella loro ossatura plastica a Termonde, vennero trasportate pezzo a pezzo presso la bottega di Broederlam, per essere poi ricomposte alla fine della lavorazione in complessi unitari. Le riquadrature lignee furono portate da prima a Digione e quindi, nel 1391, a Ypres per ordine del duca.
Nel corso dell'impresa si verificarono ritardi anche perché uno dei polittici venne realizzato senza attenersi esattamente al progetto originario: il duca chiese pertanto a B. di rielaborarlo e lo scultore vi lavorò fino al 1398.
Nell'agosto del 1399 le due opere vennero trasportate a Digione da Melchior Broederlam per essere sottoposte al giudizio di una commissione di cui facevano parte lo scultore Claus Sluter, il pittore Jean Malouel e l'orafo Hennequin de Haacht.
Il polittico della Crocifissione venne collocato nella certosa di Champmol sull'altare dell'abside retrostante l'altare maggiore, in una posizione ben calcolata che ripeteva quella del primo polittico di Termonde. Il polittico dei Santi e dei Martiri fu posto sull'altare del Capitolo, adiacente alla sacrestia e dunque nelle immediate vicinanze del presbiterio.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Artista | Jacques de Baerze |
| Attività | Termonde nelle Fiandre orientali, tra il 1370 e il 1399 |
| Committente | Filippo l'Ardito, duca di Borgogna |
| Destinazione | Certosa di Champmol presso Digione |
| Collaboratore pittorico | Melchior Broederlam di Ypres |
| Materiale | Legno scolpito, dorato e policromo |
| Altezza del polittico della Crocifissione | m. 1,67 |
| Larghezza complessiva del polittico della Crocifissione | m. 3,02 |
Struttura e materiali del polittico
Conservati a Digione nel Mus. des Beaux-Arts e sostanzialmente integri, i due polittici hanno una profondità di cm. 10 e sono chiusi esternamente da sportelli ruotanti su perni.
Ad ante aperte, mostrano nella parte superiore una complessa decorazione a tabernacoli e intagli a traforo, mentre in quella inferiore si trovano scene narrative che nel pannello centrale sono inquadrate da cornici a battenti in cui sono inserite cinque statuette di santi, alte cm. 41, sormontate da elaborati baldacchini.
Tutte le superfici delle strutture architettoniche sono dorate mentre le figure sono policrome. La specifica committenza è dimostrata in entrambi i casi dalle iniziali del duca e della duchessa, P e M, punzonate sulla cornice del polittico della Crocifissione e invece dipinte, insieme agli stemmi, su un fregio intagliato al di sotto delle sculture del polittico dei Santi e dei Martiri.

Le scene del polittico della Crocifissione
Nella più complessa delle due opere, il polittico della Crocifissione, sono rappresentate l'Adorazione dei Magi, la Crocifissione e la Sepoltura.
Una rappresenta al centro la Crocifissione tra l'Adorazione dei Magi e il Seppellimento di Cristo. La composizione riunisce dunque tre episodi della storia sacra in una struttura unitaria, nella quale la scena centrale assume il ruolo visivo e teologico dominante.
Il polittico della Crocifissione ha un'altezza di m. 1,67 e una larghezza complessiva di m. 3,02. L'originale della figura di Cristo si trova oggi a Chicago, presso l'Art Institute.
L’Adorazione dei Magi
L’Adorazione dei Magi occupa una delle scene narrative principali del polittico. Le figure sono inserite in una composizione affollata, secondo il carattere tipico di questi altari intagliati, nei quali i personaggi si raggruppano fittamente.
La ricchezza dell’insieme non dipende soltanto dal numero delle figure, ma anche dalla relazione tra la scena narrativa, le cornici architettoniche, i tabernacoli, gli intagli a traforo e le superfici dorate.
La Crocifissione
La Crocifissione costituisce il pannello centrale e il fulcro dell’intero complesso. La figura di Cristo, originariamente parte della composizione scolpita, si trova oggi a Chicago, presso l’Art Institute.
Le sculture dell’altare sono caratterizzate da eleganza, sentimento e verità, anche se la loro espressione non ha ancora la vivacità e la spontaneità che un realismo esperto e più sviluppato diede a opere posteriori.
La Sepoltura di Cristo
La Sepoltura completa il ciclo cristologico accanto alla Crocifissione e all’Adorazione dei Magi. La scena appartiene alla serie di rappresentazioni narrative scolpite nella parte inferiore del polittico.
La disposizione delle tre scene crea un percorso visivo continuo, nel quale l’osservatore passa dalla manifestazione della regalità di Cristo alla sua morte e quindi alla deposizione e sepoltura.
Gli sportelli dipinti da Melchior Broederlam
Sulla superficie esterna degli sportelli si conservano i dipinti di Broederlam: l'Annunciazione e la Visitazione, la Presentazione al Tempio e la Fuga in Egitto.
Sulla parte esteriore degli sportelli, Melchior Broederlam dipinse l'Annunciazione, la Visitazione, la Presentazione al tempio e la Fuga in Egitto, pitture di valore inestimabile per lo studio degl'inizî della scuola fiamminga.
La collaborazione tra la scultura di Jacques de Baerze e la pittura di Melchior Broederlam conferisce al polittico una natura complessa, nella quale le immagini scolpite e quelle dipinte appartengono a un unico progetto devozionale e decorativo.

Il secondo polittico: Santi e Martiri
Il secondo polittico, detto “dei santi e dei martiri”, presenta tre raffigurazioni: la Decapitazione di san Giovanni Battista, il Martirio delle sante Caterina e Barbara e la Tentazione di sant’Antonio Abate.
Le sculture dell'altra pala rappresentano la Decollazione di S. Giovanni Battista, il Martirio di S. Caterina e di S. Barbara e la Tentazione di S. Antonio. Gli sportelli hanno perduto le pitture del Broederlam nella faccia esterna; nell'interno recano scolpite cinque figure di santi.
Il polittico dei Santi e dei Martiri ha un’altezza di m. 1,59 e una larghezza complessiva di m. 5,02. Le iniziali del duca e della duchessa, insieme agli stemmi, sono dipinte su un fregio intagliato al di sotto delle sculture.
| Polittico | Scene principali | Dimensioni |
|---|---|---|
| Della Crocifissione | Adorazione dei Magi, Crocifissione, Sepoltura | Altezza m. 1,67; larghezza complessiva m. 3,02 |
| Dei Santi e dei Martiri | Decapitazione di san Giovanni Battista, Martirio delle sante Caterina e Barbara, Tentazione di sant’Antonio Abate | Altezza m. 1,59; larghezza complessiva m. 5,02 |
Caratteristiche stilistiche
Questo tipo di altare intagliato, caratterizzato dalla elaborata struttura “a palcoscenico” e da composizioni in cui le figure si raggruppano fittamente, così come avviene nei più piccoli pannelli eburnei, rappresentava alla fine del sec. XIV una innovazione.
Si trattava di opere il cui scopo era evidentemente quello di impressionare per il loro splendore e la raffinata eleganza e che sotto questo aspetto costituiscono uno dei contributi più significativi dell'arte fiamminga allo stile gotico internazionale.
Di fatto un unicum, nel quadro europeo possono considerarsi prototipi degli altari scolpiti nei decenni successivi in Brabante e nelle Fiandre.
Le opere del Baerze hanno un interesse essenziale per lo studio delle prime produzioni di quei narratori popolari che furono gli scultori delle pale da altare in legno, che dovevano acquistare sempre maggior importanza nel sec. XV e mantenersi in voga fino alla metà del XVI.
Sono i più antichi monumenti del genere che ci rimangono: e se la loro espressione non ha ancora la vivacità e la spontaneità che un realismo esperto e più sviluppato diede a opere posteriori, le loro figure hanno doti di eleganza, di sentimento e di verità, che non si trovano sempre in consimili sculture di arte più tarda.
Architettura gotica - i caratteri generali
Conservazione e restauri
Fragili e dotate di superfici vulnerabili all'umidità, già nel 1404 entrambe le opere dovettero essere restaurate dal pittore della corte ducale Jean Malouel.
Un secondo restauro si ebbe nel 1841-1843, dopo che i polittici, già trasferiti nel 1792 nella chiesa di Saint-Bénigne, erano divenuti proprietà del Mus. des Beaux-Arts di Digione.
Le opere sono conservate a Digione nel Musée des Beaux-Arts e sono sostanzialmente integre. La loro conservazione consente di studiare l’integrazione tra architettura lignea, scultura policroma, doratura e pittura su sportelli.
Importanza nella storia dell’arte
Il polittico della Crocifissione documenta una fase decisiva dell’arte fiamminga, quando l’altare scolpito in legno si trasformò in una struttura monumentale, teatrale e narrativa.
La presenza di tabernacoli, baldacchini, trafori, cornici mobili e gruppi di figure densamente organizzati mostra come la scultura fosse concepita non come una serie di statue indipendenti, ma come un insieme scenografico destinato a essere osservato in rapporto all’architettura dell’altare e al mutare della posizione degli sportelli.
L’opera di Jacques de Baerze anticipa così la grande diffusione degli altari lignei scolpiti nei decenni successivi in Brabante e nelle Fiandre. La sua importanza risiede tanto nella qualità delle singole figure quanto nella concezione unitaria dell’intero complesso.
Il rapporto con le pitture di Melchior Broederlam amplia inoltre il significato del polittico, mettendo in dialogo la plasticità delle figure scolpite, la brillantezza delle superfici dorate e la narrazione dipinta degli sportelli.
Confronto tra i due polittici
I due polittici appartengono allo stesso progetto per la certosa di Champmol, ma sviluppano programmi iconografici differenti. Il polittico della Crocifissione è organizzato intorno al ciclo cristologico, mentre quello dei Santi e dei Martiri riunisce episodi di decapitazione, martirio e tentazione.
Nel primo caso, gli sportelli esterni conservano un importante ciclo pittorico di Broederlam; nel secondo, le pitture della faccia esterna sono perdute, mentre l’interno degli sportelli reca cinque figure di santi scolpite.
Entrambi condividono la struttura a palcoscenico, la presenza di decorazioni architettoniche dorate e l’uso di figure policrome. In entrambi i casi, l’apparato monumentale è inseparabile dalla funzione narrativa e devozionale dell’altare.