Invito a partecipare al servizio liturgico

Partecipare al servizio liturgico significa condividere un’esperienza di fede e di fraternità attraverso il servizio nelle celebrazioni della Chiesa. Il servizio all’altare, la proclamazione delle letture, il canto, la musica, l’accoglienza e gli altri ministeri liturgici sono forme concrete di partecipazione alla vita della comunità.

La proposta è rivolta ai giovani e agli adulti che desiderano mettere a disposizione della comunità i propri doni, vivendo il servizio liturgico come spazio di crescita umana e spirituale. L’azione liturgica è essenzialmente «azione comunitaria» e la varietà dei ministeri aiuta tutta l’assemblea a partecipare in modo consapevole, attivo e fruttuoso.

Il significato del servizio liturgico

Il servizio liturgico non è soltanto un incarico pratico, ma una forma di corresponsabilità ecclesiale. La celebrazione coinvolge l’intera comunità e valorizza la pluralità dei ministeri e dei ruoli tipici dell’atto liturgico.

Una avveduta divisione dei compiti particolari di ciascuno nella celebrazione, che valorizzi la pluralità dei ministeri e dei ruoli tipici dell’atto liturgico. Si tratta di preparare l’ambiente e l’altare, svolgere l’ufficio di cantare nel coro, di suonare gli strumenti musicali, proclamare le letture, fare da interlocutore durante l’omelia, pronunciare le intenzioni della preghiera universale, portare i doni all’altare e a altri uffici del genere, secondo le consuetudini dei diversi popoli (n. 22-24).

Una celebrazione, quindi, non solo per i preti e i diaconi ma che deve vedere la presenza numerosa di tutte le forme di vita consacrata e di tutti i membri della comunità apostolica: lettori, catechisti, ministri straordinari della Comunione, animatori dell’annuncio, della liturgia e della carità, membri dei Consigli Pastorali parrocchiali e vicariali, appartenenti ad associazioni e movimenti, laici impegnati in ogni forma di vita associativa…ma l’elenco potrebbe continuare.

Il servizio liturgico è anche un modo concreto per rafforzare il senso di appartenenza ecclesiale e per incoraggiare ciascuno a vivere con gioia il proprio cammino di fede. Per le comunità parrocchiali, la Giornata Diocesana Ministranti rappresenta anche un’opportunità preziosa per rafforzare il senso di appartenenza ecclesiale dei più piccoli e per incoraggiarli a vivere con gioia il proprio cammino di fede.

Un invito rivolto ai ministranti

Una giornata di incontro, preghiera, formazione e fraternità per i ministranti della diocesi. Sabato 25 aprile 2026, al Seminario Arcivescovile di Cagliari, si terrà la Giornata Diocesana Ministranti, promossa dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale delle Vocazioni.

L’appuntamento, rivolto ai ragazzi e alle ragazze impegnati nel servizio liturgico nelle comunità parrocchiali, si inserisce nel cammino di accompagnamento vocazionale della Chiesa di Cagliari e sarà scandito dal tema: “Aspirate alla santità ovunque siate”.

La proposta vuole offrire ai partecipanti un’occasione concreta per vivere insieme un’esperienza di Chiesa fatta di ascolto, condivisione, gioco e preghiera, aiutando i più giovani a riscoprire il valore del proprio servizio all’altare come spazio di crescita umana e spirituale.

L’iniziativa richiama i ministranti a riconoscere la bellezza della chiamata cristiana nella vita ordinaria: la santità, infatti, non è una meta lontana o riservata a pochi, ma un cammino possibile per tutti, da vivere “ovunque siate”, nella semplicità del quotidiano, anche attraverso il servizio fedele e generoso nelle celebrazioni liturgiche.

Giovani ministranti durante celebrazione liturgica

Il programma della giornata

OrarioMomento
9.00Accoglienza
9.45Catechesi
10.30Attività e giochi
11.50Preparazione alla celebrazione eucaristica
12.15Santa Messa
13.15Pranzo al sacco
14.30Premiazioni e saluti finali

La giornata si aprirà alle ore 9.00 con l’accoglienza, per poi proseguire alle 9.45 con la catechesi. Alle 10.30 sono previste attività e giochi, mentre alle 11.50 ci sarà la preparazione alla celebrazione eucaristica.

La Santa Messa sarà celebrata alle 12.15, seguita dal pranzo al sacco alle 13.15. La conclusione è prevista alle 14.30 con le premiazioni e i saluti finali.

Il percorso è già iniziato con gli incontri di zona a Guasila, l’1 marzo, e a Uta, l’8 marzo, nei quali i chierichetti hanno conosciuto le figure di San Josè Sanchez del Rio e del Servo di Dio Manuel Foderà; due “piccoli-grandi” testimoni della fede.

Il servizio liturgico come cammino vocazionale

L’esperienza del ministrante si inserisce nel cammino di accompagnamento vocazionale della Chiesa. Attraverso il servizio, i ragazzi possono scoprire la bellezza della chiamata cristiana e imparare a vivere la fede nella semplicità delle responsabilità quotidiane.

La celebrazione vissuta insieme aiuta i più giovani a comprendere che la Chiesa è una comunità fatta di ascolto, condivisione, gioco e preghiera. Il servizio fedele e generoso nelle celebrazioni liturgiche può diventare uno spazio di maturazione personale e spirituale.

Dal Sacro Speco la solenne processione d’ingresso si è snodata verso il prato all’esterno della basilica, all’altare del Crocifisso. A prestare servizio liturgico - coordinato dal cerimoniere vescovile don Matteo Bottesini e dal responsabile dell’Ufficio liturgico don Francesco Gandioli - sono stati i giovani ministranti dell’unità pastorale di Cassano d’Adda.

Un passaggio importante richiamato già dal vescovo a inizio Messa: «Qualcuno dirà: uno solo? Lui è tutta la sua vita, quindi oggi conta la sua vita, non è un numero. Però posso dirvi che non mancano i giovani che stanno bussando alla porta del Seminario come anche di forme di vita consacrata, perché il Signore non si stanca mai di affascinare, di chiamare, di coinvolgere, a maggior ragione in questo tempo che ha infinito bisogno di misericordia e di salvezza».

Ministranti, accoliti e lettori

La Basilica Papale di San Pietro apre le selezioni per il Servizio Liturgico, che accoglie ministranti e accoliti per ragazzi di età superiore ai 18 anni, e lettori per ragazze e ragazzi.

L’invito è rivolto ai giovani che risiedono a Roma - anche solo per motivi di studio - e che desiderano condividere un’esperienza di fede e di fraternità attraverso il servizio nelle celebrazioni della Basilica.

Chi entrerà a far parte del gruppo avrà la possibilità di svolgere il servizio liturgico nel cuore della cristianità, accanto alla Tomba dell’Apostolo Pietro, e di partecipare a momenti di formazione liturgica e spirituale.

In occasione del Giubileo della Speranza del 2025, la Basilica papale di San Pietro avvia le selezioni per il nuovo servizio liturgico, composto da ministranti, accoliti e lettori. Il programma è aperto a tutti i ragazzi dai 18 anni in su che vivono a Roma.

I giovani che aderiranno all’iniziativa svolgeranno un servizio gratuito di animazione liturgica (in qualità di ministranti, accoliti e lettori) nel cuore della Chiesa cattolica, dove è custodito il sepolcro dell’apostolo Pietro. Inoltre, come comunità di fratelli nella fede, riceveranno una formazione liturgica e spirituale.

La partecipazione alla Messa crismale

La messa del Crisma, che il vescovo concelebra con i presbiteri e durante la quale benedice il sacro crisma e gli altri oli, è considerata una delle principali manifestazioni della pienezza del sacerdozio del vescovo e un segno della stretta unione dei presbiteri con lui.

La nuova fisionomia, attribuita dalla riforma post-conciliare alla messa crismale, rende ancor più evidente il clima di una vera festa del sacerdozio ministeriale all’interno di tutto il popolo sacerdotale e orienta l’attenzione verso il Cristo, il cui nome significa «consacrato per mezzo dell’unzione».

La Messa crismale ci appare quale vera e propria epifania della Chiesa locale, radunata attorno al suo Vescovo, continuazione e pienezza di quanto vissuto in Cattedrale con il giubileo delle ministerialità.

Il rito della benedizione degli oli, inserito nella celebrazione eucaristica sottolinea il mistero della Chiesa come sacramento globale del Cristo, che santifica ogni realtà e situazione di vita.

Ecco perché, insieme al Crisma, sono benedetti anche l’olio dei catecumeni per quanti lottano per vincere lo spirito del male in vista degli impegni del Battesimo e l’olio degli infermi per l’unzione sacramentale di coloro che nella malattia compiono in sé ciò che manca alla passione redentrice del Cristo.

Così dal Capo si diffonde in tutte le membra della Chiesa e si espande nel mondo il buon odore di Cristo.

Anche in mezzo alle mille incombenze di questa Quaresima giunge l’ invito ai fedeli laici, per una partecipazione piena e fruttuosa, anche a costo di qualche sacrificio.

Per tanti il Giovedì Santo è giorno lavorativo: sarà occasione di vivere la celebrazione nella Cena del Signore nelle nostre parrocchie. Per tanti altri membri delle associazioni e dei movimenti vi sarà invece la concreta possibilità di partecipare alla Messa Crismale.

Credo che, anche a costo di qualche sacrificio, possa essere davvero un concreto segno di unità e una testimonianza generosa di un fattivo legame con la nostra Chiesa locale.

La preparazione della celebrazione

PREPARAZIONE Anche quest’anno, per favorire chi viene da più lontano, tenendo anche presenti le limitazioni di parcheggio e di accesso dei mezzi, perdurando inoltre il cantiere per la Basilica di San Giacomo, tutti i sacerdoti e i fedeli della diocesi sono invitati a ritrovarsi direttamente in Duomo.

Si chiede di giungere comunque per tempo per non provocare ritardi all’inizio della celebrazione. I concelebranti (e i diaconi) sono invitati a portare camice e stola bianca.

Alle ore 09.55 si comporrà la processione di inizio della celebrazione che si dirigerà verso l’altare. Alla processione parteciperà anche il servizio liturgico e i diaconi permanenti.

Per tutti i fedeli laici l’ingresso in Cattedrale avverrà liberamente dalle varie porte. Si avrà l’accortezza di seguire le indicazioni del servizio d’ordine per prendere posto.

La presenza dei ministranti

Si chiede la gentilezza di segnalare all’indirizzo di posta elettronica , oppure via messaggio sul cellulare a don Simone Piani, entro il lunedì santo sera, il numero dei ministranti che le parrocchie porteranno in Duomo per la messa crismale, al fine di predisporre al meglio i posti.

Per i ministranti si chiede di portare il proprio abito liturgico: camice, tarcisiana o veste con cotta semplice.

A conclusione della celebrazione i Santi Olii saranno consegnati a ciascuna comunità. Sarà possibile ritirarli in Duomo o dopo la celebrazione o nel pomeriggio del Giovedì o il Venerdì Santo mattina, fino alle ore 12.00.

Accoglienza e invito alla partecipazione

Servizio di accoglienza: un “ministero” per le nostre chiese. Vogliamo fare esperienza della crisi sanitaria che abbiamo vissuto, per creare un esercizio stabile di accoglienza e di invito alla partecipazione nelle nostre assemblee eucaristiche, soprattutto quelle festive.

Nel sussidio alcune considerazioni e suggerimenti pratici per aiutare le nostre assemblee nella loro capacità di accogliere i fedeli, specie se più periferici.

La partecipazione liturgica inizia ancora prima della celebrazione, attraverso un’accoglienza attenta, discreta e fraterna. L’assemblea cristiana è chiamata a essere una comunità viva e ospitale, capace di pregare e di ascoltare.

Nelle meditazioni dei misteri gloriosi si sono intrecciati i punti cardine del cammino che attende la diocesi: dall’urgenza di far diventare le comunità «case della pace» alla necessità di una trasmissione della fede che passa attraverso comunità «vive e ospitali, capaci di pregare e di ascoltare», fino al valorizzare la partecipazione come «esigenza della comunione e della missione».

«Siamo in comunione con tutta la Chiesa perché la Chiesa è così: colorata, variopinta, multiforme, sinfonica. Vogliamo essere una Chiesa più accogliente, più fiduciosa, più parabola di pace per il mondo».

Il servizio nelle celebrazioni esequiali

A seguito delle modifiche apportate alla legislazione regionale in materia funeraria e di polizia mortuaria, approvate lo scorso 14 giugno 2024, si prevedono significativi cambiamenti nel costume e nella mentalità.

Sono infatti possibili “case del commiato” private, cimiteri e anche cinerari gestiti da privati, con conseguente rischio di perdita della celebrazione comunitaria ed ecclesiale del senso cristiano della vita e della morte.

Vogliamo cogliere questi cambiamenti come una opportunità di riscoprire, anzitutto noi stessi, e poi di annunciare la speranza della risurrezione fondata sulla Pasqua del Signore Gesù.

Accanto ai sussidi già predisposti dall’Ufficio Liturgico diocesano, è stata costituita un’apposita Commissione diocesana ed è stato 40 incaricato un gruppo sinodale di raccogliere tutte le indicazioni utili per proporre modalità adeguate ad assistere i morenti e i loro famigliari, per animare le liturgie esequiali, per testimoniare la vicinanza della comunità ecclesiale». (Cominciarono a parlare, n. 45 d)

Accompagnare i fedeli nel lutto

I fedeli in lutto hanno bisogno di essere accompagnati ad esprimere il congedo dai loro cari. Allo stesso tempo anche la comunità deve poter esprimere la sua maternità con necessario il saluto e arrivederci ai suoi figli.

Nel sussidio ci sono alcune idee e approfondimenti per celebrare le esequie con dignità e partecipazione.

Nelle esequie, questi consigli sono ancora più necessari per la qualità dell’assemblea che partecipa ai nostri funerali.

Il servizio liturgico nelle esequie può comprendere l’accoglienza, la preparazione dello spazio celebrativo, la proclamazione delle letture, il canto, l’accompagnamento dei familiari e la cura dei diversi momenti rituali.

Canti e letture per le esequie

Repertorio di canti. Con il direttore del Coro della Cattedrale, una proposta di canti che siano adeguati alla liturgia esequialie.

Formulari di letture a scelta nelle liturgie esequiali. Uno studio che può illuminare nella scelta delle letture per un annuncio della Risurrezione nella celebrazione esequiale.

Le letture, i canti e le preghiere contribuiscono a esprimere la fede della Chiesa e ad accompagnare l’assemblea nel passaggio dal dolore alla speranza cristiana.

Preghiera per i morenti e per i defunti

Preghiere laicali per accompagnare i morenti. È l’invito, dopo l’esperienza della pandemia, a rendere tutti i fedeli responsabili dei propri fratelli, ministri della Chiesa per i familiari, gli amici e i vicini che fossero vicini alla morte.

Proprio quando le parole umane appaiono vuote e inutili, il credente ha una speranza di risurrezione da proporre, fondata sulla Parola di Dio.

Preghiere laicali per i defunti. Dopo il decesso, accanto alla manifestazione della propria condoglianza, i discepoli di Cristo hanno lo Spirito del Risorto che invita a pregare il Padre.

Con tutta la Chiesa, il discepolo sa di poter invocare la misericordia di Dio. Queste preghiere aiutano ad associarsi alla fede e all’orazione della Chiesa.

Veglie di preghiera

VEGLIE DI PREGHIERA: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte. Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta.

Due tracce di veglia di preghiera che, venute dall’esperienza delle parrocchie, possono proporre occasioni di annuncio della speranza cristiana nella risurrezione.

La veglia permette alla comunità di raccogliersi nella preghiera e di condividere con i familiari il dolore, la memoria e la speranza. La partecipazione dei laici rende visibile la vicinanza della Chiesa anche nei momenti in cui la sofferenza rende difficili le parole.

La partecipazione dei bambini alla liturgia

Chiaramente la preferenza del Direttorio - nella celebrazione domenicale - è data alla Messa di tutta la comunità parrocchiale, con la partecipazione dei fanciulli.

Questa scelta viene privilegiata se alla comunità adulta, partecipano gli stessi genitori dei bambini. La chiara preferenza è motivata dal fatto che «l'Eucaristia è sempre un'azione di tutta la Comunità ecclesiale» (n. 21) e dalla positività della interazione che si stabilisce fra l'impegno di testimonianza degli adulti e la partecipazione attiva dei piccoli; ciò può essere di stimolo agli adulti stessi e di invito a valorizzare i doni dei piccoli all'interno del popolo di Dio.

Questa presenza dei ragazzi deve però essere «decisamente avvertita e convenientemente valorizzata». Negativamente «evitando con cura di lasciar trasparire anche la semplice impressione di trascurarli e, positivamente, facendoli partecipi a quanto in essa si fa e si dice.

Come coinvolgere i ragazzi

Occorre quindi tener conto della loro presenza:

  • Con una sistemazione atta a vedere l'azione liturgica.
  • Rivolgendosi direttamente a loro in particolari momenti, come possono essere le invocazioni.
  • Richiamando la loro attenzione durante l'omelia, con un discorso che obbedisca alle esigenze della Parola, ma anche a quelle del ragazzo.
  • Affidando loro il servizio dell'altare e l'esecuzione dei canti.

Qualora ci fosse una prevalenza di ragazzi sugli adulti, l'omelia può essere indirizzata a loro, sicuri che, evitando il pericolo dell'infantilismo, essa servirà anche agli adulti.

Con il consenso del Vescovo, si potranno inoltre introdurre gli ulteriori adattamenti che il Direttorio prevede per il secondo contesto, cioè quello delle Messe con la partecipazione dei fanciulli, presenti alcuni adulti.

Le Messe con la partecipazione dei fanciulli

Sono le Messe dove l’assemblea convocata è fatta in prevalenza da ragazzi. II Direttorio non nasconde le sue preferenze per la Messa di tutta la comunità parrocchiale, alla quale partecipano con gli adulti anche i fanciulli.

Sa tuttavia che questa scelta «non è possibile sempre e dappertutto». Suggerisce allora la opportunità (meglio «raccomanda») di fare durante la settimana celebrazioni di Messe per i soli fanciulli, con opportuni e «necessari adattamenti».

Chiarissima però deve essere la finalità di queste Messe: al di là del loro valore intrinseco, non hanno altro scopo che quello di «condurre e guidare i fanciulli alle Messe degli adulti».

Inoltre gli adattamenti non sono nella linea di un radicale cambiamento della struttura della Messa, che differisca troppo dal resto della celebrazione con il popolo, neppure però sono nella linea di una identità piena ed assoluta.

Compiti e ministeri dei ragazzi

Il Documento, invitando ad una partecipazione attiva e consapevole dei ragazzi, richiama con insistenza alla «partecipazione interna» e a questo scopo dà alcuni suggerimenti concreti.

Si tratta di preparare l'ambiente e l'altare, svolgere l'ufficio di cantare nel coro, di suonare gli strumenti musicali, proclamare le letture, fare da interlocutore durante l'omelia, pronunciare le intenzioni della preghiera universale, portare i doni all'altare e a altri uffici del genere, secondo le consuetudini dei diversi popoli (n. 22-24).

È caratteristico il ruolo dato alla presenza di alcuni adulti, visti non tanto come «sorveglianti», ma «compagni di preghiera» (interessante notazione per i nostri educatori d'oratorio!).

Di particolare rilievo e novità è la possibilità che un laico, dopo la lettura del Vangelo, rivolga ai fanciulli la parola, specialmente se il sacerdote riesce difficilmente ad adattarsi alla mentalità dei piccoli ascoltatori (n. 48).

Per attuare questo si richiede:

  • l'assenso del Parroco o del Rettore della Chiesa;
  • l'osservanza delle norme della S. Congregazione per il Clero a tale proposito.

Non è infatti né una sostituzione del Sacerdote, né una conquista di spazio da parte dei laici; mi pare invece di doverlo leggere come una valorizzazione della capacità propria del laico, in particolare se si tratta di un educatore o di un genitore, di «situare» l'annuncio della Parola di sempre, nell'«oggi» del ragazzo, nella sua situazione di esperienza concreta di vita.

Preparare una celebrazione partecipata

Il Direttorio dà le caratteristiche di questa preparazione: sia fatta a tempo e con cura. Le cose fatte all'ultimo momento non sono certamente segno di fede nel mistero e di rispetto dei ragazzi.

È bandita ogni «improvvisazione» mentre è prevista una «partecipazione alla formulazione delle orazioni, dei canti, delle letture, delle intenzioni della preghiera universale».

Una cura particolare va data al luogo, al servizio dell'altare.

Non è un richiamo irrilevante: si pensi a quanto tempo si dedica nei nostri gruppi alla preparazione del gioco, degli incontri e quanto poco alla preparazione della preghiera.

Il luogo e il tempo della celebrazione

Luogo primario e perciò normale è la Chiesa. C'è tuttavia la possibilità di una scelta all'interno di essa di uno spazio determinato (attorno all'altare, al Battistero, all'altare dell'Eucaristia?), scelto in corrispondenza al numero dei partecipanti e al trovarsi a loro agio.

Non è mania di estrosità, come può dire qualcuno, ma è ripetere, fino alla noia, quanto dice il Direttorio, che è esigenza di una «liturgia viva e adatta all'età».

Luogo occasionale e a volte «opportuno», può essere anche fuori da quello sacro, purché adatto e «degno di un così grande mistero».

Si scelga nella giornata il momento che meglio rientri nel ritmo di vita dei fanciulli», per avere «la massima disponibilità all'ascolto della Parola e alla celebrazione dell'Eucaristia».

Questa osservazione che può apparire banale, dice ad esempio che non basta siano i sacerdoti a decidere, ma anche vengano sentite le necessità dei fedeli.

Canto e musica

«Il canto deve essere curato con il massimo impegno», data anche la predisposizione che i ragazzi denotano per esso. Possono essere di grande utilità gli strumenti musicali, specialmente se suonati dai ragazzi stessi».

Occorre però osservare:

  • la musica non soffochi il canto;
  • non sia distraente;
  • sia adatta ai vari momenti della celebrazione.

Si può introdurre anche musica riprodotta (dischi, registrazioni). Tutto il n. 32 sembra però pervaso da timore di pareri e reazioni discordi: in solo tre righe parla di «cautele, dovuta precauzione, particolare discrezione, attenzione alle norme stabilite dalle Conferenze Episcopali».

I laboratori sono finalizzati al servizio dell'animazione liturgico musicale, tecnica vocale per il canto liturgico, conoscenza e apprendimento di un repertorio al servizio del rito, approfondimento di aspetti teorici, liturgici, spirituali e teologici.

Il corso è indirizzato principalmente agli operatori liturgico-musicali, animatori del canto liturgico, cantori, direttori di coro, strumentisti e a tutti coloro che desiderano riscoprire la Bellezza della Liturgia.

Gesti, segni e silenzio

I gesti sono richiesti dalla liturgia stessa, che è «azione di tutto l'uomo», dalle esigenze psicologiche del fanciullo.

Gesti significativi sono le processioni all'inizio, al Vangelo, prima dell'offertorio e della Comunione.

L'adattamento tenuto valido per il «carattere particolare di un dato popolo», lo è anche per la situazione del mondo infantile.

Si devono riscoprire quelli che già sono patrimonio tradizionale della liturgia, come l'adorazione alla Croce, il cero pasquale, i colori e i diversi paramenti.

Altri particolarmente adatti potranno essere introdotti, affermando che la «liturgia non deve mai apparire qualcosa di arido e di meramente intellettualistico» (n. 30).

Essi possono essere immagini e disegni, preparati da fanciulli stessi, lavagne, cartelloni, slogans, ecc.

Il silenzio è la riaffermazione dell'interiorità della partecipazione che si richiede ai ragazzi e la riconosciuta capacità di meditazione dei medesimi.

I tre grandi momenti per i ragazzi dovrebbero essere: il momento della confessione, dopo l'omelia, e il ringraziamento dopo la comunione.

La liturgia della Parola e l’Eucaristia

Le ultime parti del Direttorio e precisamente i numeri decorrenti dal 38 al 55 hanno delle osservazioni interessanti sulle parti fondanti la liturgia Eucaristica.

Esse sono, per i ragazzi, la liturgia della Parola, quella eucaristica e alcuni riti di apertura e di chiusura della celebrazione stessa. Sono chiaramente le stesse parti per gli adulti.

Viene comunque data la possibilità di adattamenti, ma all'interno di questa struttura generale della l'essa. Anzi si fa esplicito riferimento ad alcuni riti e testi che devono rimanere intoccabili.

Sono le acclamazioni e le risposte dei fedeli ai saluti del sacerdote, il Padre Nostro, la formula trinitaria della benedizione eucaristica.

Per quanto riguarda il Credo è possibile la formulazione di quello «Apostolico», riportato dal catechismo, sforzandosi di iniziare il ragazzo al Simbolo Niceno-Costantinopolitano.

I riti introduttivi

Elencandoli sono cinque, nelle messe per gli adulti e nel nostro Direttorio: l’introito il saluto, l'atto penitenziale, il Gloria, la colletta.

Per i fanciulli è prevista la riduzione di alcuni momenti e una amplificazione di altri, mentre conclusiva e d'obbligo è sempre la «colletta» o «orazione sopra a popolo».

A questo proposito per noi è di somma importanza riuscire a mettere il ragazzo nella situazione di maggior accoglienza del «dono di Dio» e per questo ci pare che l'elemento più importante sia quello penitenziale, che rende coscienti del bisogno immenso che ciascuno ha di Dio che ci invita ancora una volta a celebrare il suo Amore e insieme la nostra radicale per povertà.

La proclamazione della Parola

Il direttorio dedica ben nove numeri, dal 41 al 49, a trattare della «Lettura e spiegazione della parola di Dio».

Affermazione categorica è questa: «Nelle messe per i fanciulli mai deve mancare la lettura biblica».

La proclamazione delle letture è quindi un servizio particolarmente importante, che richiede preparazione, chiarezza e consapevolezza del valore della Parola annunciata.

Formazione e catechesi

Linee di catechesi a cura dell’Ufficio catechistico diocesano. Per fondare la propria speranza sulla roccia della fede, è necessario non tanto andare a cercare le ispirazioni più diverse, ma attingere alla sorgente della rivelazione, proposta dalla Chiesa.

Si tratta di seguire un metodo nuovo di approccio per conoscere la fede di sempre, che ha dato speranza agli apostoli, ai martiri, ai santi di tutte le generazioni cristiane.

La formazione liturgica e spirituale accompagna il servizio e aiuta a comprendere il significato dei gesti, delle parole, dei simboli e dei ministeri svolti durante la celebrazione.

La proposta vuole offrire ai partecipanti un’occasione concreta per vivere insieme un’esperienza di Chiesa fatta di ascolto, condivisione, gioco e preghiera, aiutando i più giovani a riscoprire il valore del proprio servizio all’altare come spazio di crescita umana e spirituale.

Il canto mariano e l’animazione liturgico-musicale

La Chiesa non si stancherà mai di cantare a Maria come colei che ci insegna ad essere veri discepoli del suo Figlio Gesù.

Lei è la casa nella quale entrare e sostare per conoscere e contemplare in profondità il Mistero di Cristo Gesù che sostiene il nostro cammin e ci fa essere pellegrini di speranza.

Maria accoglie e sustodisce il Mistero della vita di Dio, un mistero che si realizza nella pienezza attraverso l'Incarnazione e risuona in ogni aspetto della vita cristiana.

Un invito a lasciarci ispirare dalla figura di Maria, nostra Madre Celeste, Casa del Mistero, guida e sostegno nel nostro cammino.

La musica e il canto, quando sono al servizio del rito, aiutano l’assemblea a esprimere la fede e a vivere la celebrazione come un’azione comune.

Medley di brani per l'animazione liturgica della cerimonia del matrimonio - duo saCRal

Un’esperienza di Chiesa

Ad animare la liturgia con i canti è stato il coro della comunità cattolica di origine africana e lingua francese presente in diocesi, composta prevalentemente da fedeli della Costa d’Avorio.

Un’animazione che ha sorpreso e commosso l’assemblea: «Sembrava di essere un po’ a Lourdes, vi siete accorti?», ha sottolineato il vescovo introducendo la celebrazione.

«Siamo in comunione con tutta la Chiesa perché la Chiesa è così: colorata, variopinta, multiforme, sinfonica. Vogliamo essere una Chiesa più accogliente, più fiduciosa, più parabola di pace per il mondo».

Il servizio liturgico diventa così una forma concreta di comunione: ciascuno offre il proprio contributo, secondo il proprio ministero e le proprie capacità, perché l’assemblea possa ascoltare, pregare, cantare e celebrare insieme.

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