CEI e beni culturali ecclesiastici: inventari, censimenti e strumenti digitali

La Conferenza Episcopale Italiana promuove e coordina un sistema organico per la conoscenza, la tutela, la conservazione, la gestione e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici. Il sistema comprende l’inventariazione dei beni storici e artistici, il censimento degli edifici di culto, il riordino degli archivi ecclesiastici e il catalogo collettivo delle biblioteche ecclesiastiche.

Le attività sono sviluppate dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI e confluiscono progressivamente nel portale BeWeB - Beni ecclesiastici in web. Le banche dati sono realizzate secondo metodologie uniformi e, nei diversi ambiti, rispettano gli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, dell’Istituto Centrale per gli Archivi e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche.

Il sistema CEI per i beni culturali ecclesiastici

Il patrimonio culturale ecclesiastico comprende edifici di culto, opere d’arte mobili, archivi storici, biblioteche, strumenti musicali e altri beni legati alla storia delle diocesi, delle parrocchie, degli ordini religiosi e degli istituti culturali. La sua conoscenza ordinata costituisce una premessa per efficaci azioni di tutela, conservazione e valorizzazione di significati e ruoli simbolici, sociali e culturali rivolte a un patrimonio legato da secoli alle comunità.

Oltre agli obblighi derivanti dal diritto canonico e dalla normativa dello Stato, l’inventario dei beni culturali della Chiesa riveste carattere di urgente necessità, in quanto premessa per efficaci azioni di tutela, conservazione e valorizzazione di significati e ruoli simbolici, sociali e culturali rivolte a un patrimonio legato da secoli alle comunità, ma spesso soggetto a condizionamenti e ad azioni che ne compromettono la sua stessa identità.

AmbitoProgettoAvvioFunzione principale
Beni storici e artisticiCEI-OAA partire dal 1996Inventariazione informatizzata delle opere mobili
Beni architettoniciCEI-ANel 2008Censimento delle chiese delle diocesi italiane
Archivi ecclesiasticiCEI-ArA partire dal 2004Riordino e descrizione della documentazione archivistica
Biblioteche ecclesiasticheCEI-BibNel 2006Catalogo collettivo e partecipazione al Servizio Bibliotecario Nazionale

Inventario dei beni storici e artistici: il progetto CEI-OA

A partire dal 1996 le diocesi italiane sono impegnate in una imponente e capillare campagna di inventariazione informatizzata dei beni storici e artistici di loro proprietà. Il servizio è promosso e coordinato dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana (BCE).

Il rilevamento del patrimonio ecclesiastico integra, rispettando gli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), quello promosso da decenni per scopi di tutela e conservazione dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT). L’inventario delle diocesi ha portato ad uniformare il rilevamento sul territorio, completandolo e aggiornandolo ed ha inoltre favorito l’evidenza delle specificità ecclesiastiche del patrimonio.

L’uniformità delle banche dati realizzate è garantita dall’applicazione di un metodo uniforme di descrizione e dall’uso di un unico strumento di data entry e gestione dei dati. L’inventario delle diocesi nasce informatizzato e correla ai dati descrittivi dei beni le relative immagini.

Il metodo adottato è aderente agli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione per il livello inventariale, ma arricchito da elementi descrittivi dello standard di livello catalogo e da informazioni specifiche e caratterizzanti del patrimonio ecclesiastico.

Inventario digitale opere d’arte ecclesiastiche

Che cosa viene inventariato

Sono state schedate le opere mobili presenti in tutte le chiese, parrocchiali e sussidiarie, e -quando ritenuto opportuno ai fini conservativi - di musei diocesani, palazzi vescovili e seminari ecclesiastici, senza limiti cronologici per garantire la documentazione di oggetti anche di recente realizzazione.

L’inventario diocesano ha infatti finalità patrimoniali, gestionali e culturali. Tant’è che vengono censiti attraverso schede documentarie anche quei beni, oggetto di campagne di catalogazione precedenti, non rinvenuti durante i sopralluoghi.

La descrizione non riguarda quindi soltanto le opere di particolare pregio storico o artistico, ma mira a documentare in modo sistematico il patrimonio mobile appartenente agli enti ecclesiastici. L’inventario consente di correlare l’identificazione dell’oggetto con le informazioni descrittive, le immagini e gli elementi utili alla gestione.

Le équipe diocesane

Le diocesi che hanno intrapreso questo lavoro hanno costituito delle equipe composte da personale specializzato e competente. Intorno al responsabile diocesano del progetto si muovono schedatori qualificati, fotografi professionisti, storici dell’arte o docenti universitari chiamati a fare da responsabili scientifici ed indispensabili per verificare la correttezza dei contenuti.

La presenza di competenze differenziate permette di affiancare alla raccolta dei dati una verifica scientifica dei contenuti e una documentazione fotografica professionale. Il lavoro di inventariazione si configura così come un’attività coordinata, nella quale rilevamento, descrizione, fotografia e controllo dei dati concorrono alla costruzione della banca dati.

Consultazione, tutela e gestione

Copia dell’inventario concluso viene consegnata dalla diocesi ai propri parroci (mediante un servizio di consultazione online dedicato) e, secondo accordi, alla competente Soprintendenza e all’ICCD (per il tramite dell'Ufficio BCE).

Il beneficio che deriva dalla descrizione ordinata ed uniforme del patrimonio, non si ferma ai più evidenti aspetti riguardanti la conoscenza, la sicurezza e la tutela dei beni (la banca dati nazionale è accessibile in tempo reale al Comando dei Carabinieri di tutela del patrimonio culturale) ma si estende anche alla sua necessaria ed efficiente gestione (can. 1283 del Codice di Diritto Canonico).

Proprio per garantire un costante monitoraggio del patrimonio, una volta concluso il rilevamento sul territorio e la digitalizzazione del materiale raccolto, le diocesi hanno la possibilità di aggiornare o integrare costantemente le informazioni, per esempio in occasione di eventi particolari come le periodiche visite pastorali del Vescovo nelle parrocchie, l’avvicendarsi dei parroci (tenuti alla verifica del patrimonio affidatogli quando subentrano nella responsabilità di una parrocchia), la creazione o soppressioni di enti parrocchiali proprietari dei beni, la revisione dell’attribuzione culturale degli oggetti.

L’attività di aggiornamento e integrazione dei dati è supportata da un sistema di registrazione dello storico degli interventi che conserva traccia delle manutenzioni a beneficio di tutti i fruitori del sistema. Inoltre è possibile arricchire il tracciato catalografico con materiali diversi, come contributi audio, video, ecc.

BeWeB e la pubblicazione dei dati

Oltre la metà delle diocesi italiane ha concluso la fase di rilevamento territoriale e le banche dati prodotte sono ora fruibili su BeWeB - Beni ecclesiastici in web (di seguito BeWeB) che sarà progressivamente aggiornato e integrato, contestualmente all’avanzamento dell’attività diocesana di rilevamento o revisione dei dati.

I contenuti dell’ambito. Scopri oltre di opere e oggetti d’arte presenti negli edifici di culto e nelle collezioni appartenenti alla Rete territoriale dei beni culturali ecclesiastici (diocesi, ordini religiosi, istituti culturali)

La collocazione dei beni storici e artistici è un dato sensibile, ma anche l’informazione più richiesta. Gli enti ecclesiastici promotori dei censimenti stanno rendendo progressivamente disponibile la collocazione dei beni non a rischio.

Le banche dati possono essere esplorate attraverso il catalogo, le mappe tematiche e le pagine dedicate agli autori dei beni storici e artistici. Sono disponibili anche percorsi e approfondimenti che propongono nuove chiavi di lettura del contesto e dei significati delle opere presenti in catalogo.

Mappa dei beni culturali ecclesiastici italiani

Censimento dei beni architettonici: il progetto CEI-A

Nel 2008 è stato avviato il Censimento delle Chiese delle Diocesi italiane. Queste hanno preventivamente prodotto e pubblicato un elenco delle chiese del proprio territorio e gradualmente, attraverso la realizzazione dei progetti diocesani di censimento, stanno costituendo una banca dati nazionale degli edifici di culto cattolico italiani.

Lo strumento online per il censimento informatizzato delle chiese messo a disposizione delle diocesi vuole rispondere nelle sue caratteristiche tecniche a tali obiettivi. In questa prospettiva sono stati sviluppati strumenti complementari quali il Forum, quelli per la gestione della banca dati centrale presso l’Ufficio Nazionale, servizi di e-learning per gli operatori, oltre alla pubblicazione in rete del censimento in progress, che adesso trova in BeWeB la sua vetrina preferenziale.

Il livello standard del censimento

La necessità dell’immediata efficacia dell’azione intrapresa ha comportato la scelta di realizzare il censimento limitandolo ai soli luoghi di culto e con un livello di compilazione che si limita ai campi obbligatori indicati nello standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, e che detto Istituto ha validato quale livello standard Ufficiale CEI.

La scelta di concentrarsi sui luoghi di culto consente di costruire una base informativa nazionale omogenea e immediatamente utilizzabile. La compilazione dei campi obbligatori assicura un livello minimo comune per l’identificazione, la descrizione e la localizzazione degli edifici censiti.

Gli obiettivi informativi

Gli obiettivi informativi perseguiti dal sistema sono riconducibili ai tre seguenti aspetti.

Individuazione dell’entità patrimoniale globale

Individuazione dell’entità patrimoniale globale: da intendersi anzitutto come individuazione elencativa e quantitativa che renda una visione d’insieme (o di sottoinsiemi significativi quali quelli macroregionali, regionali, diocesani, parrocchiali, o quelli tipologici per natura o funzione dei beni, . ) tale da permettere la corretta programmazione di qualsiasi iniziativa volta alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio.

Informazioni per tutela, conservazione e restauro

Disponibilità dei dati minimi indispensabili per una corretta azione di tutela, conservazione e restauro: nella scheda censimento uno spazio è dedicato a informazioni sugli interventi di adeguamento liturgico, natura e stato degli impianti, lo stato di conservazione e la storia degli interventi di restauro.

Le aree riservate alla titolarità del bene, alla sua inequivocabile individuazione fisica (supportata anche da dati catastali, dalla documentazione in immagini e dalla georeferenziazione) completano un insieme di solidi elementi sui quali basare ogni necessaria azione di diritto.

Ricerca, studio, cultura e turismo

Realizzare una base di conoscenza sulla quale fondare una istruita e completa opera di divulgazione, rivolta al mondo della ricerca, dello studio, della cultura e del turismo.

Il rapporto tra chiese e opere d’arte

Il patrimonio architettonico delle chiese costituisce inoltre la sede naturale in cui le opere d’arte nate per la liturgia e il culto trovano la loro collocazione originale e primaria e pertanto il legame alla banca dati dei beni artistici mobili sarà uno degli aspetti che più verrà favorito in futuro dalla programmazione dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto (fatti salvi problemi specifici di sicurezza e tutela dei beni), soprattutto al fine di ricreare i contesti originari delle opere e la storia della devozione e della fede.

Il collegamento tra dati architettonici e dati storico-artistici permette di leggere gli oggetti nel loro contesto originario. Una chiesa, infatti, non è soltanto un contenitore edilizio, ma il luogo nel quale opere, arredi, immagini, strumenti liturgici e pratiche devozionali hanno assunto significato nel corso del tempo.

Riordino e inventariazione degli archivi: il progetto CEI-Ar

A partire dal 2004 gli archivi storici diocesani e di altri enti ecclesiastici che chiedono di partecipare a questo progetto, dispongono di un servizio per la migliore gestione e organizzazione del loro patrimonio. Poiché il riordino e la descrizione della documentazione conservata in archivio è il presupposto imprescindibile per poterne favorire la corretta conservazione, tutela e fruizione, l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della CEI promuove e sostiene un progetto orientato in tal senso.

Gli istituti aderenti hanno a disposizione, oltre al software CEIAr per il riordino e la descrizione archivistica, diversi servizi di coordinamento, consulenza, formazione, e assistenza specialistica sia sui contenuti che tecnico-informatica.

BeWeB, oltre a garantire la fruizione più ampia dei materiali, garantirà man mano l’implementazione dei servizi interni all’archivio. Tra questi e fra i primi, la gestione della sala studio, la gestione immagini, ecc.

Archivio storico ecclesiastico descrizione digitale

Accordi istituzionali e integrazione dei sistemi

Il progetto dedicato agli archivi storici è maturato nell’ambito dell’Intesa tra CEI e MiBACT del 18 aprile 2000 riguardante la conservazione e la consultazione degli archivi d’interesse storico e delle biblioteche degli enti e istituzioni ecclesiastiche e più di recente ha trovato nuovo impulso con la Convenzione per il dialogo tra il Sistema Archivistico Nazionale (SAN) - di cui l’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR) del MiBACT è il responsabile della gestione, manutenzione e sviluppo - e BeWeB, gestito dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della CEI.

La collaborazione tra sistemi consente di collegare le attività di riordino degli archivi ecclesiastici ai principali strumenti nazionali di descrizione e consultazione. Il progetto conserva così una dimensione ecclesiastica specifica e, nello stesso tempo, dialoga con le infrastrutture archivistiche nazionali.

Struttura informativa di CEIAr

CEIAr permette una dettagliata descrizione multilivello, strutturata con diverse tipologie di scheda (complesso di fondi, fondo, aggregazione logica e unità archivistica), e garantisce un’adeguata rappresentazione dei legami intrinseci tra i documenti attraverso l’utilizzo di una struttura informativa ad albero.

Caratteristica peculiare del software è quella di permettere la descrizione del materiale attraverso più alberi archivistici in modo tale da poter confrontare più interventi archivistici succedutisi nel tempo sulle carte. Alle schede di descrizione archivistica è possibile inoltre collegare le relative immagini.

CEIAr consente la rilevazione di voci d’indice tratte direttamente dalla documentazione e di uniformarle agli standard per la descrizione di record d’autorità, attraverso la compilazione di schede entità persona, famiglia, ente.

Standard e formati di esportazione

CEIAr rispetta gli standard internazionali ISAD (G) - International Standard Archival Description (General) per la descrizione archivistica, e ISAAR (CPF) - International Standard Archival Authority Records (Corporate, Bodies, Persons, Families) per la creazione di record d’autorità.

CEIAr, oltre ai più comuni formati di esportazione, dispone anche di esportazione compatibile con il Sistema unificato informativo delle soprintendenze archivistiche (SIUSA), oltre a permettere la generazione di file XML basati sugli standard EAD/EAC.

Attualmente il software CEIAr viene fornito agli archivi aderenti al progetto con il nuovo sistema online Terminal Server (CEIAr TS), con la conseguente immediata possibilità della pubblicazione delle banche dati realizzate in questi anni di lavoro sul portale BeWeB - Beni ecclesiastici in web, integrate con la scheda anagrafica dell’istituto culturale (soggetto conservatore).

Partecipando al portale BeWeB gli archivi conservano sempre la proprietà e la piena disponibilità dei propri dati.

Catalogo collettivo delle biblioteche ecclesiastiche: il progetto CEI-Bib

Il progetto di mediazione, tutela e valorizzazione dei beni librari delle biblioteche diocesane e di altri istituti ecclesiastici è stato avviato nel 2006. Gli obiettivi che da subito sono stati individuati e hanno motivato l’intero progetto sono:

  • Operare in rete, valorizzando l’identità delle realtà bibliotecarie.
  • Fornire strumenti e soluzioni informatiche alle diocesi.
  • Facilitare l’accesso al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) a tutte le biblioteche ecclesiastiche.
  • Creare e gestire un sistema di authority file per la comunicazione tra ambiti culturali diversi.
  • Permettere la ricerca e la consultazione integrata dei dati dei quattro ambiti dei beni culturali ecclesiastici: architettonici, archivistici, librari e storico artistici.

Il progetto non si limita quindi alla catalogazione dei volumi, ma mira a mettere in relazione le biblioteche con gli altri ambiti del patrimonio culturale ecclesiastico. La ricerca integrata permette di accostare libri, documenti d’archivio, edifici e opere d’arte all’interno di un sistema informativo comune.

Il Polo SBN di Biblioteche Ecclesiastiche

A partire dal 2010 la rete di biblioteche è confluita nel Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) sostenuto dall’ICCU e l'Ufficio BCE è diventato il coordinatore del Polo SBN di Biblioteche Ecclesiastiche (PBE).

Si tratta di un polo extraterritoriale (il più grande di SBN), che si fonda su presupposti di individuazione tipologica e funzionale.

Il software di catalogazione utilizzato (CEIBib, basato sul sistema EOSWeb -MARC21 nativo- e certificato al 3° livello di SBN) non è esclusivamente un programma di catalogazione, ma un sistema integrato che consente il trattamento delle diverse tipologie documentarie, la gestione dei prestiti e dei servizi di circolazione.

CEIBib permette la catalogazione di materiale antico e moderno.

Catalogazione digitale libri antichi biblioteca ecclesiastica

Manoscritti, incunaboli e authority file

Nel tempo il Polo PBE ha aderito a progetti altamente specializzati rispettivamente dedicati alla descrizione di manoscritti e di incunaboli, ha favorito la nascita di un Gruppo per l’incremento dei termini di ambito religioso nel Nuovo soggettario in collaborazione con la Biblioteca nazionale centrale di Firenze.

Il Polo partecipa inoltre ai lavori del Gruppo Utenti italiani del Marc21 al fine di diffondere e far conoscere meglio le caratteristiche del formato Marc21.

Per le biblioteche in possesso di un coerente e qualificato catalogo informatizzato pregresso, il Polo ha predisposto un software detto CEI-Importer che supporta e facilita le operazioni di riversamento all’interno del catalogo di Polo, in allineamento diretto con SBN.

Accordi e collegamenti con SBN

Il progetto dedicato alle biblioteche è maturato nell’ambito dell’Intesa tra CEI e MiBACT del 18 aprile 2000 riguardante la conservazione e la consultazione degli archivi d’interesse storico e delle biblioteche degli enti e istituzioni ecclesiastiche.

L’Intesa è stata nel tempo arricchita da numerosi accordi specifici: l’Accordo in materia di descrizione bibliografica con la Direzione Generale per i beni librari del 2006; la Convenzione del 2008 firmata con l’ICCU che ha dato vita al Polo poi concretizzatosi nel 2010; la Convenzione sempre con l’ICCU del 2011 per la trattazione dei manoscritti attraverso Manus online e in ultimo l’accettazione da parte del Consortium of European Research Libraries (CERL), del 2013, delle biblioteche del Polo nel progetto Material Evidence of Incunabula (MEI).

BeWeB: catalogo, mappe e strumenti di fruizione

BeWeB costituisce la vetrina preferenziale per la pubblicazione in rete del censimento in progress e per la fruizione delle banche dati relative ai beni culturali ecclesiastici. Il portale integra progressivamente informazioni sui beni architettonici, archivistici, librari e storico-artistici.

Esplora la storia e il patrimonio delle regioni ecclesiastiche e delle diocesi italiane

Il portale propone cataloghi, mappe tematiche, percorsi di approfondimento, visite virtuali e contenuti dedicati ad artisti, architetti, scrittori, personaggi, famiglie e istituzioni che hanno contribuito alla formazione del patrimonio culturale ecclesiastico.

  • Mappe tematiche
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  • Edifici con informazioni sull'accessibilità
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Percorsi, approfondimenti e visite virtuali

Percorsi e approfondimenti Naviga tra racconti che propongono nuove chiavi di lettura del contesto e dei significati delle opere presenti in catalogo Tutti i percorsi e approfondimenti

  • Un crocevia di linguaggi. Tavole e polittici nel Levante genovese (XIV-XVI secolo)
  • Per diventare grandi occorre essere piccoli: Margherita Antoniazzi (La Devota della Costa)
  • Il Beato Don Giuseppe Beotti: carità e sacrificio
  • Homo Viator. Una mappa artistica e spirituale per il Giubileo

Visite virtuali Scopri contenuti inediti che ti consentono di immergerti nei beni architettonici e nelle collezioni degli istituti culturali Tutte le visite virtuali

  • Il Museo Oratorio San Rocco a Trapani. Un luogo, un’idea, un’esperienza
  • La Cattedrale di San Lorenzo martire a Viterbo
  • LA CONCATTEDRALE DI SAN TOMMASO APOSTOLO DI ORTONA
  • La Cattedrale della Madonna del Ponte: storia, arte, devozione
  • Tra assenza e presenza. Le opere delle chiese scomparse di Lanciano raccontate nel museo diocesano
  • La con-cattedrale del Santo Sepolcro di Acquapendente

Visite guidate virtuali agli Uffizi

Accesso e gestione dei contenuti

Registrati al portale per accedere ai servizi dedicati agli affezionati di BeWeB! Potrai gestire agevolmente i tuoi dati personali, salvare le ricerche di tuo interesse, creare liste dei contenuti preferiti e prenotare prestiti e consultazioni dei volumi conservati nelle biblioteche ecclesiastiche.

La consultazione dei dati è accompagnata da strumenti per l’esplorazione territoriale e tematica. La ricerca può essere condotta attraverso la regione civile, la regione ecclesiastica, la diocesi, la tipologia del bene e la sua collocazione.

Conservazione, aggiornamento e responsabilità dei dati

La digitalizzazione non conclude il lavoro di tutela, ma crea una base continuamente aggiornabile. Le informazioni possono essere integrate in occasione delle visite pastorali, del cambio dei parroci, della costituzione o soppressione di enti proprietari e della revisione dell’attribuzione culturale degli oggetti.

Nel caso degli archivi, la struttura multilivello permette di rappresentare i rapporti tra complessi documentari, fondi, aggregazioni logiche e unità archivistiche. Nel caso delle biblioteche, l’adesione a SBN assicura il dialogo con una rete bibliografica nazionale. Nel caso degli edifici e delle opere d’arte, immagini, dati catastali e georeferenziazione rafforzano l’identificazione e la tutela.

La possibilità di collegare immagini, contributi audio e video amplia la documentazione dei beni e rende disponibili materiali diversi per la ricerca, la divulgazione e la fruizione culturale. Lo storico degli interventi conserva inoltre traccia delle manutenzioni e degli aggiornamenti effettuati.

Contributi CEI per i beni culturali e l’edilizia di culto

Il Consiglio Episcopale Permanente, nella sessione del 18-20 marzo 2024, ha approvato la nuova stesura del “Regolamento applicativo” delle “Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della Conferenza Episcopale Italiana per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto”.

Il nuovo “Regolamento applicativo”, promulgato con decreto del Presidente della CEI in data 21 marzo 2024, protocollo n. 1071/2024 entra in vigore all’atto della pubblicazione sul sito istituzionale della CEI, alla pagina dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto.

I contributi CEI si configurano come concorso nella spesa che le diocesi italiane e gli altri enti ecclesiastici riconosciuti debbono affrontare per la realizzazione dei nuovi complessi, la tutela e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza.

Interventi finanziabili

È possibile accedere ai contributi derivati dai fondi dell’otto per mille a favore della Chiesa Cattolica per il restauro e consolidamento statico di edifici di culto e adeguamento delle relative pertinenze, per il restauro di organi a canne di interesse storico-artistico (oltre 70 anni) e per l’installazione di impianti antifurto negli edifici di culto.

Per i Beni Culturali è possibile chiedere il contributo CEI 8X1000 per i seguenti interventi:

  • Impianti di sicurezza per edifici di culto e le loro dotazioni storico-artistiche.
  • Restauro di organi a canne di interesse storico-artistico.
  • Interventi su edifici esistenti costruiti da più di 20 anni.
  • Nuova edilizia di culto.
  • Interventi di consolidamento statico o antisismico o di adeguamento a norma degli impianti e/o delle strutture.

Impianti di sicurezza

1. Sono ammessi a contributo progetti per l’installazione e messa a norma di impianti di sicurezza per edifici di culto costruiti da più di 20 anni, di proprietà di diocesi, seminari, chiese cattedrali, capitoli, parrocchie, chiese rettorie, santuari, confraternite; per altri edifici di culto che siano sede di parrocchia o che svolgano stabile, continuativa e documentabile funzione sussidiaria alla chiesa parrocchiale da almeno 20 anni; per i musei diocesani o di interesse diocesano, gli archivi diocesani e le biblioteche diocesane.

2. Il contributo assegnabile è fino a € 19.000,00. 4. La richiesta è annuale. 5. I lavori non possono essere iniziati prima della presentazione della richiesta. 6. Il contributo è erogato in un’unica soluzione.

Restauro degli organi a canne

Sono ammessi a contributo interventi di restauro di organi a canne di interesse storico-artistico di proprietà di diocesi, seminari, chiese cattedrali, capitoli, parrocchie, chiese rettorie, santuari, confraternite. L’organo deve essere collocato all’interno di un edificio aperto al culto pubblico.

Il contributo assegnabile è fino al 50% del costo totale preventivato ammissibile nel limite di €200.000,00 per ciascuna richiesta. Ogni diocesi può presentare annualmente fino a due progetti. La richiesta è annuale.

I lavori non possono essere iniziati prima della data del decreto di assegnazione del contributo. §5. Il progetto deve essere stato approvato dalla competente Soprintendenza non prima di cinque anni dalla presentazione della richiesta di contributo. §6. Il contributo è erogato in due rate: 50% inizio lavori 50% fine lavori.

Interventi su edifici esistenti

Sono ammessi a contributo interventi su: edifici di culto di proprietà di diocesi, seminari, chiese cattedrali, capitoli, parrocchie, chiese rettorie, santuari, confraternite; altri edifici di culto che siano sede di parrocchia o che svolgano stabile, continuativa e documentabile funzione sussidiaria alla chiesa parrocchiale da almeno 20 anni; edifici che abbiano le seguenti destinazioni d’uso: casa canonica, ministero pastorale (aule di catechismo, salone parrocchiale), di proprietà di diocesi, seminari, chiese cattedrali, capitoli, parrocchie, chiese rettorie, santuari, confraternite.

Per le sole parrocchie sarà possibile destinare adeguati locali ad attività caritative e oratoriali; episcopio, uffici di curia, casa per il clero in servizio attivo di proprietà della diocesi.

Sono esclusi interventi di importo inferiore a € 50.000,00 o di manutenzione ordinaria.

Per un singolo intervento il contributo assegnabile è fino al 70% del costo preventivato ammissibile nel limite di € 800.000,00, pari a € 560.000,00. Per due o più interventi il contributo assegnabile è fino al 70% del costo preventivato ammissibile nel limite di € 900.000,00, pari a € 630.000,00.

La richiesta è annuale. I lavori non possono essere iniziati prima della data del decreto di assegnazione del contributo, salvo giustificati casi di urgenza, per i quali è indispensabile concordare modalità e tempi con l’Ufficio.

Per quanto riguarda gli edifici esistenti soggetti a tutela il progetto deve essere stato approvato dalla competente Soprintendenza non prima di cinque anni dalla presentazione della richiesta di contributo.

Il contributo è erogato in tre rate quando è superiore a € 100.000,00: 30% inizio lavori 40% al 60% della spesa indicata dal decreto 30% fine lavori. Nei rimanenti casi il contributo è erogato in due rate: 50% inizio lavori 50% fine lavori.

Possono essere richiesti contributi sullo stesso edificio per più anni, anche non consecutivi, purché riguardanti interventi funzionali ben definiti e distinti tra di loro, su parti diverse.

Il Vescovo, con l’accettazione del contributo, si impegna a non modificare la destinazione d’uso dell’immobile per vent’anni. Il proprietario degli immobili di cui al punto b) deve costituire un vincolo ventennale di mantenimento della destinazione d’uso da trascrivere presso gli uffici competenti prima della erogazione della rata a saldo del contributo.

Nuova edilizia di culto

Per la Nuova Edilizia di Culto l’arcidiocesi può presentare una sola domanda all’anno.

Trattasi di contributi:

  • in via ordinaria: per realizzazione di nuove strutture di servizio religioso (chiese, canoniche, opere di ministero pastorale), completamento di lavori iniziati con fondi propri o con finanziamenti previsti da leggi statali o regionali e ampliamenti che comportino un adeguamento delle superfici non oltre i limiti parametrali stabiliti dalla CEI: contributo pari al 75% della spesa ammissibile;
  • in via straordinaria: per opere di trasformazione di edifici esistenti per la loro riqualificazione e adattamento a esigenze ambientali (quando è dimostrata l’impossibilità di acquisizione di una nuova area per la costruzione); lavori di consolidamento statico o antisismico o di adeguamento a norma degli impianti e/o delle strutture: contributo pari al 50% della spesa.

Il Servizio Nazionale per l’edilizia di culto

Il Servizio Nazionale per l’edilizia di culto è l’organismo operativo, istituito presso la Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana, a servizio delle diocesi italiane e dell’omonimo Comitato in materia di edilizia di culto.

Nell’ottica di un supporto efficace alle diocesi, elabora linee guida per la programmazione, la progettazione, la realizzazione e la gestione dei nuovi complessi parrocchiali.

Tra le sue funzioni il Servizio Nazionale istruisce le pratiche di finanziamento con i fondi stanziati dall’Assemblea Generale della CEI, curando direttamente, ove occorra, i rapporti con gli Ordinari diocesani, o loro delegati, sia nella fase istruttoria che in quella esecutiva; verifica la regolarità della documentazione con facoltà di richiederne l’integrazione, se ritenuto utile a fini istruttori; collabora fraternamente con le diocesi per la corretta predisposizione dei progetti; dà indicazioni circa i limiti dell’intervento finanziario della CEI.

I contributi vengono concessi per la costruzione di nuovi edifici da adibire a chiese parrocchiali e sussidiarie, case canoniche, locali di ministero pastorale e straordinariamente per interventi di modifica degli edifici esistenti con finalità di culto e di ministero pastorale.

A seguito di presentazione della domanda all’Ordinario Diocesano (rif. MR02_senza copertura finanziaria - BENI MOBILI ED IMMOBILI) e relativa accettazione, la pratica viene istruita dall’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiasti - Edilizia di Culto cui si rimanda per ogni altra informazione.

E’ possibile per ogni Diocesi presentare istanza di contribuzione ogni anno entro la prima metà del mese di febbraio; tale istanza deve essere trasmessa dall’Ordinario Diocesano attraverso il sistema informatico WeBce.

Si rimanda al sito dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto per la consultazione delle Disposizioni per la concessione dei contributi finanziari e dei relativi Regolamenti applicativi.

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