Il 13 settembre si celebra a Tolentino la Festa del Perdono di San Nicola, occasione nella quale i fedeli possono ottenere l’indulgenza plenaria visitando in pellegrinaggio il Cappellone della Basilica di San Nicola e venerando le reliquie del santo, alle condizioni stabilite dalla Chiesa.
L’indulgenza, applicabile per sé o per i defunti, richiede di osservare alcune condizioni fissate dalla Chiesa: la confessione sacramentale, la partecipazione alla santa Messa, la professione di fede, la recita del Padre nostro, la preghiera secondo le intenzioni del papa e l’impegno a seguire un cammino di conversione cristiana.
Che cos’è l’indulgenza plenaria
L’indulgenza è la remissione davanti a Dio della pena temporale dovuta per i peccati già perdonati attraverso la confessione. Trova la sua giustificazione nella comunione dei santi, nel tesoro dei meriti di Cristo e di tutti i giusti.
La Chiesa concede l’indulgenza attingendo a tale tesoro, a beneficio spirituale dei fedeli vivi, battezzati e in grazia di Dio, e a suffragio per i defunti. Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati. (CCC 1498)
Lo Spirito Santo, attraverso la sua Chiesa, dà ai cristiani gli strumenti per raggiungere il cielo. Una di queste è l'Indulgenza plenaria.
L'indulgenza plenaria è un dono straordinario della Chiesa cattolica, che consente la remissione completa della pena temporale che rimane dopo che i peccati sono stati perdonati nella Chiesa. sacramento della confessione.
Dal 1983 il Codice di Diritto Canonico (can. 992) e il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1471) definiscono l'indulgenza come segue: "L'indulgenza è la remissione davanti a Dio della pena temporale per i peccati, già perdonati, per quanto riguarda la colpa, che un fedele volenteroso e che soddisfa determinate condizioni ottiene con la mediazione della Chiesa, la quale, come amministratrice della redenzione, distribuisce e applica con autorità il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi".
L’indulgenza è plenaria se riguarda l’intera pena temporale, perpetua se non prevede limitazione di tempo, parziale se è limitato ad un periodo di tempo specifico.
Nel Catechismo della Chiesa cattolica (nn. 1478-9) si legge: «L’ indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati.
Così la Chiesa non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità [Cfr. Paolo VI, Cost. Ap. Indulgentiarum doctrina, 8; Concilio di Trento: DS 1835].
Poiché i fedeli defunti in via di purificazione sono anch’ essi membri della medesima comunione dei santi, noi possiamo aiutarli, tra l’altro, ottenendo per loro delle indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati.
Il Perdono di San Nicola il 13 settembre
Dopo aver festeggiato la ricorrenza di San Nicola, Tolentino di prepara a vivere i tanti eventi programmati per la Domenica del Perdono.
Fu papa Bonifacio IX a concedere, il 1° marzo 1400, il dono dell’indulgenza plenaria, nella forma di quella della Porziuncola di Assisi, a tutti coloro che, giunti in pellegrinaggio nel Cappellone della Basilica di San Nicola, ne venerano le reliquie, la prima domenica successiva alla festa liturgica del santo taumaturgo che cade il 10 settembre.
L’indulgenza può essere applicata a se stessi oppure ai defunti in modo di suffragio, ma non ad altri che siano ancora in vita.
La celebrazione del 13 settembre è quindi legata alla tradizione del pellegrinaggio, alla venerazione delle reliquie di San Nicola e alla richiesta di una rinnovata conversione cristiana.
Condizioni per ottenere l’indulgenza plenaria
Per ottenere l’indulgenza plenaria sono richieste le consuete condizioni spirituali e sacramentali.
- Ricevere l’assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale.
- Partecipare alla Santa Messa e ricevere la Comunione eucaristica.
- Recitare la professione di fede.
- Recitare il Padre nostro.
- Pregare secondo le intenzioni del Papa.
- Coltivare un sincero impegno di conversione cristiana.
- Vivere nel distacco interiore dal peccato.
L’Indulgenza è strettamente connessa alla partecipazione alla Santa Messa, previa Confessione e preghiera secondo le “intenzioni del Papa” - che, ovviamente, sono relative all’unità della Chiesa e al progresso della fede.
Tutti i fedeli veramente pentiti, escludendo qualsiasi affetto al peccato e mossi da spirito di carità e che, nel corso dell’Anno Santo, purificati attraverso il sacramento della penitenza e ristorati dalla Santa Comunione, pregheranno secondo le intenzioni del Papa, potranno conseguire pienissima Indulgenza, remissione e perdono dei loro peccati, o per se stessi o, in forma di suffragio, per le anime del Purgatorio.
Il distacco totale dal peccato non richiede la perfezione, ma un desiderio sincero di rifiutare il peccato, anche quello veniale. È una chiamata a esaminare il nostro cuore e a vivere secondo la volontà di Dio.
La confessione e la Comunione
Confessione sacramentale: questo sacramento ci permette di essere in stato di grazia e di riconciliarci con Dio. Nell'atto di confessioneTroviamo l'abbraccio amorevole del Padre che è sempre pronto a perdonarci.
Comunione eucaristica: ricevere l'Eucaristia con devozione. Avvicinandoci all'altare, troviamo la forza di vivere in santità.
La professione di fede e le preghiere
La professione di fede rinnova l’identità cristiana, mentre il Padre nostro richiama la dignità di figli di Dio ricevuta nel Battesimo.
La preghiera secondo le intenzioni del Papa esprime l’appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.
Normalmente si recita un Pater, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Papa.
Programma religioso del 13 settembre
Domenica 13 settembre - Festa del Perdono di San Nicola.
- Sante Messe alle ore 8.30, 9.30, 10.30, 12.00, 17.00, 19.00 e 21.30.
- Alle ore 17.45: processione di San Nicola per le vie del centro storico.
- Alle ore 19.00: Santa Messa solenne presieduta da S.E. Card. Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore del Tribunale della Penitenzieria Apostolica, con la partecipazione dei Sindaci dell’Unione Montana dei Monti Azzurri.
La giornata unisce la celebrazione eucaristica, la processione e la venerazione del santo in un itinerario di preghiera, penitenza e conversione.
Gli appuntamenti dell’11 e del 12 settembre
Le celebrazioni del Perdono si aprono nei giorni precedenti la festa.
Venerdì 11 settembre, alle ore 21.15, alla Basilica di San Nicola, la Comunità Cenacolo presenta il Recital su: “La Parabola del Padre misericordioso”.
Sabato 12 settembre Sante Messe alle ore 8.30 - 11.00 - 15.30 (Unitalsi) - 16.30 - 18.30 - 21.30.
Alle ore 11.00 S. Messa solenne di apertura del Perdono di San Nicola presieduto da p. Gabriele Pedicino, Priore Provinciale degli Agostiniani.
Dal 4-13 settembre nei locali del convento ci sarà la tradizionale Pesca di San Nicola.
Il significato spirituale del Perdono
L’Indulgenza quindi è un dono spirituale per il cammino di fede, personale e comunitario insieme.
San Josemaría ha anche sottolineato la profondità spirituale delle indulgenze, affermando: "Le indulgenze sono una manifestazione dell'infinita misericordia di Dio" (Il Cammino, 310).
Papa Francesco, durante la sua Udienza Generale del 9 marzo 2016, ha spiegato chiaramente che "L'indulgenza plenaria è un dono che ci aiuta ad avvicinarci a Dio e a vivere una vita più santa.".
Ecco perché dobbiamo ricordare che le indulgenze plenarie sono un invito a camminare verso la santità con speranza e fiducia nella misericordia divina.
Ogni volta che ricorriamo alle indulgenze, rinnoviamo il nostro impegno alla conversione, confermiamo che l'amore di Dio è sempre pronto ad accoglierci e a darci una nuova possibilità.
Non è quindi una sorta di “sconto” sulla pena dovuta per il peccato, ma un aiuto per una conversione più radicale.
L’indulgenza è un’opportunità sincera per impegnarci nel cammino della santità e per rinnovare il nostro rapporto con Dio.
Indulgenza plenaria e indulgenza parziale
L'indulgenza plenaria e quella parziale sono espressioni dell'infinita misericordia di Dio. Sebbene differiscano nella portata, entrambe ci incoraggiano a ricercare la santità attraverso la fede, la preghiera e le opere di carità.
Il indulgenza plenaria è un dono straordinario, in quanto elimina completamente il dolore temporaneo che rimane dopo l'intervento. Mi dispiace dei peccati nel sacramento della confessione.
È un atto d'amore che ci permette di stare davanti a Dio purificati e liberi da qualsiasi macchia che ci allontana dalla Sua presenza.
D'altra parte, la indulgenza parziale rimette solo una parte di questo dolore, ma non è meno significativo.
È un passo importante che ci motiva a continuare il nostro cammino spirituale, offrendo le nostre preghiere, i nostri sacrifici e le nostre buone azioni come segni concreti di pentimento e di fede.
Le opere di preghiera, penitenza e carità
Soddisfare questi requisiti ci ricorda che la grazia di Dio è sempre disponibile per coloro che la cercano con umiltà e sincerità.
L’Indulgenza viene annessa anche alle opere di misericordia e di penitenza: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti.
Rientrano inoltre tra le opere spirituali: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.
Si ottiene l’Indulgenza giubilare quando ci si dedica agli infermi, ai carcerati, agli anziani in solitudine, ai disabili, ottemperando alle consuete condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera.
Infine, si può ottenere l’Indulgenza plenaria quando ci si astiene, in spirito di penitenza, almeno durante un giorno, da futili distrazioni e da consumi superflui, per esempio digiunando o praticando l’astinenza, nonché devolvendo una proporzionata somma in denaro per i poveri o per sostenere opere di carattere religioso o sociale, specialmente a favore della vita e della famiglia o delle persone bisognose.
Il rapporto con il Perdono di Assisi
Il Perdono di San Nicola richiama nella sua forma l’indulgenza della Porziuncola di Assisi.
Il 1° e 2 agosto nelle chiese parrocchiali e francescane si potrà ottenere l’indulgenza del Perdon di Assisi.
Anche quest’anno, dal mezzogiorno del 1° agosto a tutto il 2 agosto, nelle chiese parrocchiali e francescane della diocesi si potrà ottenere l’Indulgenza plenaria del “Perdon di Assisi”, chiamata della Porziuncola, con la visita alla chiesa, la preghiera per il Papa, la recita del Padre Nostro e del Credo, Confessione e Comunione entro gli otto giorni.
Proprio alla Porziuncola il Santo d’Assisi ebbe la divina ispirazione di chiedere a Papa Onorio III l’indulgenza.
Il Poverello la ottenne il 2 agosto 1216 dopo aver avuto un’apparizione presso la chiesetta.
In tutte le chiese parrocchiali e le chiese francescane sparse nel mondo si può ottenere l’indulgenza dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno.
Nel santuario della Porziuncola, ad Assisi, grazie anche ad uno speciale decreto della Penitenzeria Apostolica datato 15 luglio 1988 (Portiuncolae sacrae aedes) si può lucrare l’indulgenza, per sé o per i propri defunti, alle medesime condizioni, durante tutto l’anno, una sola volta al giorno.
Il 2 agosto 1216, dinanzi una grande folla, S. Francesco, alla presenza dei vescovi dell’Umbria con l’animo colmo di gioia, promulgò il Grande Perdono, per ogni anno, in quella data, per chi, pellegrino e pentito, avesse varcato le soglie del tempietto francescano.
Altre occasioni per l’indulgenza plenaria
Ci sono momenti particolarmente significativi per ottenere le indulgenze plenarie.
- Nell'Anno Santo o Giubileo: un'opportunità eccezionale per ricevere abbondanti grazie.
- Il 1 novembre, Festa di Ognissanti, visitando un cimitero e pregando per i defunti.
- Il 2 novembre, Giorno di Tutte le Anime, dedicato a intercedere per le anime in purgatorio.
- Durante la Pasqua, attraverso la Via Crucis e le celebrazioni della Passione di Cristo.
- Nella prima domenica dopo Pasqua, Festa della Divina Misericordia.
- In atti liturgici come la Via Crucis.
Oltre a queste date specifiche, il Papa può designare altre occasioni speciali per ottenere le indulgenze.
Durante l’Anno Santo si può ottenere l’Indulgenza plenaria anche partecipando agli esercizi spirituali o incontri di formazione sui testi del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica, da tenersi in una chiesa o altro luogo adatto.
L’Indulgenza si può ottenere in occasione di un pellegrinaggio ad una Chiesa giubilare, durante il quale si partecipa alla celebrazione della Messa, o alla recita del Santo Rosario, o alla Via Crucis, o alle Lodi o Vespri.
In alternativa, si è invitati a fermarsi un po’ in preghiera e meditazione, concludendo infine con la recita del “Padre nostro”, del “Credo” e dell’”Ave Maria”.
Il significato del pellegrinaggio
La visita alla Basilica di San Nicola non è un gesto puramente esteriore, ma un atto di fede che comprende la preghiera, la venerazione delle reliquie e il desiderio di vivere una conversione autentica.
L’Indulgenza è un dono spirituale per il cammino di fede, personale e comunitario insieme.
Così la Chiesa non solo aiuta il cristiano a redimersi, ma anche a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità.
La celebrazione del 13 settembre offre quindi ai fedeli l’occasione di accostarsi al sacramento della Riconciliazione, partecipare all’Eucaristia, pregare per le intenzioni del Papa e affidare a Dio il proprio cammino di conversione.

Tolentino. Grande folla alla festa del Perdono di San Nicola
tags: #indulgenza #plenaria #il #13 #settembre