L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi (n. 1471). L’indulgenza plenaria cancella completamente questa pena temporale, rendendo l’anima pronta per entrare in Paradiso.
È possibile ottenerla solo per i peccati già confessati e perdonati. L’indulgenza plenaria può essere ricevuta per sé stessi o offerta per un defunto, ma non per un’altra persona vivente.
Che cos’è l’indulgenza
Quando pecchiamo, ci sono due conseguenze principali: Colpa del peccato: Questo viene perdonato tramite la Confessione. Pena temporale: Anche se il peccato è perdonato, rimangono le conseguenze del male fatto (simile a una ferita che deve guarire).
Questa pena viene purificata sulla terra (attraverso preghiere, opere di carità e penitenza) o in Purgatorio. L’indulgenza plenaria cancella completamente questa pena temporale, rendendo l’anima pronta per entrare in Paradiso.
L'indulgenza si ottiene non per i propri meriti, ma grazie al "tesoro spirituale" della Chiesa, formato da: dai meriti di Gesù Cristo (soprattutto dalla Sua Passione), dai meriti della Vergine Maria, dai meriti dei santi. La Chiesa, per autorità ricevuta da Cristo, distribuisce questo tesoro spirituale ai fedeli tramite l'indulgenza.
Indulgenza plenaria e indulgenza parziale
Plenaria: Cancella tutta la pena temporale. Parziale: Riduce in parte la pena temporale.
L’indulgenza è una “grazia” finalizzata al rinnovamento interiore. Non deve essere la via facile o uno sconto, ma un aiuto di cui possiamo beneficiare entrando in comunione di fede e di amore con la Chiesa intera, attingendo nel tesoro di grazia che scaturisce dai meriti di Cristo e della Vergine Maria, e dalle preghiere e sofferenze dei Santi e di tutti i fedeli (vivere la comunione dei santi).
L’indulgenza plenaria è un atto di misericordia che ci aiuta a vivere una vita cristiana più piena, orientata alla santità. Ci ricorda che la grazia di Dio, trasmessa attraverso la Chiesa, ci sostiene nel cammino verso il Paradiso.
Le condizioni per ottenere un’indulgenza plenaria
Per guadagnare una indulgenza plenaria, oltre a voler evitare qualunque peccato mortale o veniale, è necessario adempiere tre condizioni: Confessione sacramentale - intorno alle date indicate -, Comunione Eucaristica e Preghiera per le intenzioni del Papa.
- Confessarsi (essere in stato di grazia).
- Ricevere la Comunione.
- Pregare secondo le intenzioni del Papa (ad esempio, Padre Nostro, Ave Maria, Gloria).
- Compiere l'opera specifica indicata dalla Chiesa.
- Avere il distacco da ogni peccato, anche veniale.
Come abbiamo detto, la prima cosa che è necessario fare per ottenere un’indulgenza plenaria è confessare i propri peccati e ricevere il sacramento della penitenza. Ciò significa che la persona deve essere in uno stato di grazia, cioè senza peccato mortale, al momento in cui la riceve.
Il secondo requisito è proprio quello di ricevere l’assoluzione sacramentale dal proprio confessore. L’assoluzione sacramentale è il perdono ufficiale dei peccati da parte della Chiesa, e deve essere ricevuta prima di poter ottenere l’indulgenza plenaria.
La terza cosa che necessaria è pregare per l’intenzione del Papa. Ciò può essere fatto recitando un’orazione come l’Ave Maria o il Padre Nostro, oppure partecipando alla Santa Messa e ricevendo l’Eucaristia.
Infine, per ottenere un’indulgenza plenaria è necessario compiere un’opera di pietà, di penitenza o di culto. Quest’opera può essere la visita a un luogo santo, la recita di un Rosario, la partecipazione a un’Adorazione Eucaristica, o anche semplicemente la lettura di un passo della Sacra Scrittura.
L’importante è che l’opera scelta sia fatta con l’intenzione di ottenere l’indulgenza plenaria e con un atteggiamento di fede e di contrizione.
Le condizioni per acquisire il dono delle indulgenze sono le seguenti: la confessione sacramentale, che porti ad una vera conversione del cuore e al rinnovamento della vita in Cristo; la Comunione eucaristica, che ci unisce a Gesù e a tutta la Chiesa; il pellegrinaggio, per ricordare che tutta la vita cristiana è come un gran pellegrinaggio verso la casa del Padre; le preghiere: Credo, Padre nostro, Ave Maria, Gloria e Salve Regina secondo le intenzioni del Papa.
Le feste dei santi legate alle indulgenze nell’Opus Dei
Due feste liturgiche sono particolarmente legate alla storia dell’Opera: Santa Maria Vergine, Madre del Bell’Amore (14 febbraio) e la solennità dei Santi Angeli Custodi (2 ottobre).
Ora la Penitenzieria Apostolica - il tribunale del Vaticano al quale compete l’amministrazione delle indulgenze -, per mandato del Santo Padre Francesco, ha indicato recentemente che in queste date anche i cooperatori dell’Opus Dei possano ottenere un’indulgenza plenaria, come già potevano fare i fedeli dell’Opera e i soci della Società Sacerdotale della Santa Croce.
Queste due date si aggiungono ad altre precedentemente indicate dalla Santa Sede. Ecco l’elenco dei giorni in cui è possibile ottenere le indulgenze, sempre che si adempiano le condizioni stabilite:
| Data | Ricorrenza |
|---|---|
| 14 febbraio | Anniversario dell’inizio dell’apostolato dell’Opus Dei con le donne e della Società Sacerdotale della Santa Croce. |
| 19 marzo | Solennità di San Giuseppe. |
| 29 giugno | Solennità degli Apostoli Pietro e Paolo. |
| 14 settembre | Festa dell’Esaltazione della Santa Croce. |
| 29 settembre | Festa degli Arcangeli San Michele, San Gabriele e San Raffaele. |
| 2 ottobre | Anniversario della Fondazione dell’Opus Dei. Festa dei Santi Angeli Custodi. |
| 27 dicembre | Festa di San Giovanni, Apostolo ed Evangelista. |
Inoltre, i fedeli che appartengono all’Opus Dei e i soci della Società Sacerdotale della Santa Croce possono ottenere indulgenze in altri giorni legati alla loro incorporazione nell’Opera.
Indulgenze nelle feste di San Giuseppe
Papa Francesco ha stabilito che dall’8 dicembre 2020 fino all’8 dicembre 2021, al fine di perpetuare l’affidamento di tutta la Chiesa al potentissimo patrocinio del Custode di Gesù, «sia celebrato uno speciale Anno di San Giuseppe, nel quale ogni fedele sul suo esempio possa rafforzare quotidianamente la propria vita di fede nel pieno compimento della volontà di Dio».
I fedeli, partecipando a quest’anno giubilare di San Giuseppe potranno beneficiare dell’Indulgenza Plenaria. Può ottenere l’indulgenza qualsiasi battezzato in stato di grazia, a meno che non sia stato scomunicato e, per poterla lucrare necessariamente bisogna adempiere tre condizioni di partenza: Accostarsi alla confessione sacramentale (se non si è in stato di grazia), alla comunione eucaristica (ogni volta che si desidera lucrare l’indulgenza) e offrire una preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre, tutto con il necessario animo distaccato da qualsiasi peccato e con il desiderio di lucrare l’indulgenza con.
Dopo aver adempiuto tali condizioni si potrà lucrare l’indulgenza plenaria compiendo uno di questi atti:
Meditare su San Giuseppe
Si concede l’Indulgenza plenaria a chi mediterà «per almeno 30 minuti la preghiera del Padre Nostro», oppure prenderà parte a un ritiro spirituale di almeno una giornata che preveda una meditazione su San Giuseppe».
«San Giuseppe, autentico uomo di fede, ci invita - si legge nel Decreto - a riscoprire il rapporto filiale col Padre, a rinnovare la fedeltà alla preghiera, a porsi in ascolto e corrispondere con profondo discernimento alla volontà di Dio».
Compiere un’opera di misericordia
Potrà ottenere l’Indulgenza chi compiendo «un’opera di misericordia corporale o spirituale», sull’esempio di San Giuseppe.
«Depositario del mistero di Dio» egli «ci sprona a riscoprire il valore del silenzio, della prudenza e della lealtà nel compiere i propri doveri».
La virtù della giustizia, praticata da Giuseppe, è «legge di misericordia» ed è «la misericordia di Dio che porta a compimento la vera giustizia».
Pregare il Rosario in famiglia
Recitare il Rosario in famiglia e tra fidanzati è uno dei modi per ottenere il dono dell’Indulgenza plenaria. San Giuseppe è stato sposo di Maria, padre di Gesù e custode della famiglia di Nazaret, lì è fiorita la sua vocazione.
Da qui l’invito alle famiglie cristiane a ricreare «lo stesso clima di intima comunione, di amore e di preghiera che si viveva nella Santa Famiglia».
Affidare il lavoro alla protezione di San Giuseppe
Potrà ottenere l’Indulgenza plenaria «chiunque affiderà quotidianamente la propria attività alla protezione di San Giuseppe e ogni fedele che invocherà con preghiere l’intercessione dell’Artigiano di Nazaret, affinché chi è in cerca di lavoro possa trovare un’occupazione e il lavoro di tutti sia più dignitoso».
Proprio il primo maggio 1955, Pio XII aveva istituito la festa di San Giuseppe lavoratore «con l’intento che da tutti si riconosca la dignità del lavoro, e che questa ispiri la vita sociale e le leggi, fondate sull’equa ripartizione dei diritti e dei doveri».
Pregare per la Chiesa perseguitata
Il Decreto della Penitenzieria Apostolica concede l’Indulgenza «ai fedeli che reciteranno le Litanie a san Giuseppe (per la tradizione latina), oppure l’inno Akathistos a San Giuseppe, per intero o almeno qualche sua parte (per la tradizione bizantina), oppure qualche altra preghiera a san Giuseppe, propria alle altre tradizioni liturgiche».
Preghiere che siano così a favore «della Chiesa perseguitata ad intra e ad extra e per il sollievo di tutti i cristiani che patiscono ogni forma di persecuzione» perché, si legge nel testo, «la fuga della Santa Famiglia in Egitto ci mostra che Dio è là dove l’uomo è in pericolo, là dove l’uomo soffre, là dove scappa, dove sperimenta il rifiuto e l’abbandono».
Compiere atti di pietà in onore di San Giuseppe
Altre occasioni per ottenere l’Indulgenza plenaria riguardando «qualsivoglia orazione legittimamente approvata o atto di pietà in onore di San Giuseppe» come, ad esempio, “A te, o Beato Giuseppe”, specialmente «nelle ricorrenze del 19 marzo e del 1º maggio, nella Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, nella Domenica di San Giuseppe (secondo la tradizione bizantina), il 19 di ogni mese e ogni mercoledì, giorno dedicato alla memoria del Santo secondo la tradizione latina».
Per chi non può uscire di casa
Particolare l’attenzione a chi soffre nell’attuale contesto di emergenza sanitaria, il dono dell’Indulgenza plenaria «è particolarmente esteso agli anziani, ai malati, agli agonizzanti e a tutti quelli che per legittimi motivi siano impossibilitati ad uscire di casa, i quali con l’animo distaccato da qualsiasi peccato e con l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, reciteranno un atto di pietà in onore di San Giuseppe, conforto dei malati e Patrono della buona morte, offrendo con fiducia a Dio i dolori e i disagi della propria vita».
L’esortazione finale è rivolta ai sacerdoti perché «si offrano con animo disponibile e generoso alla celebrazione del sacramento della Penitenza e amministrino spesso la Santa Comunione agli infermi».
Nel decreto si ricorda l’universalità del patrocinio di Giuseppe sulla Chiesa, riportando le parole di santa Teresa d’Avila che lo riteneva più di altri santi capace di soccorrere in moltissime necessità.
«Tutti», ha scritto Francesco nella lettera Patris corde, «possono trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà. San Giuseppe ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in seconda linea hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza. A tutti loro va una parola di riconoscimento e di gratitudine».
Indulgenza per Tutti i Santi e per i fedeli defunti
Sabato 1 novembre la Chiesa Cattolica celebra solennemente la festa di Tutti i Santi. Essendo giorno di precetto in tutte le chiese verrà osservato l’orario festivo delle Sante Messe.
Domenica 2 novembre, giorno dedicato alla Commemorazione dei Fedeli defunti, nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio (detta delle Anime Sante), da sempre dedicata alla preghiera per i morti, l’Arcivescovo alle presiederà ore 18,00 la concelebrazione in suffragio dei defunti dell’Arcidiocesi morti nel corrente anno.
Si ricorda che è concessa l’indulgenza plenaria, applicabile soltanto alle anime del Purgatorio, al fedele che, dopo essersi accostato al Sacramento della Riconciliazione, essersi comunicato e aver pregato secondo le intenzioni del Sommo Pontefice:
- nei singoli giorni dall’1 all’8 novembre, devotamente visita il cimitero e prega, anche soltanto mentalmente, per i defunti;
- nel giorno in cui si celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti (o, con consenso dell’Ordinario, la Domenica antecedente o susseguente, oppure nella solennità di Tutti Santi) visita piamente una chiesa o un oratorio e vi recita un Padre nostro e un Credo.
Si concede l’indulgenza parziale, applicabile soltanto alle anime del Purgatorio, al fedele che devotamente visita il cimitero e prega, anche soltanto mentalmente, per i defunti.
Si concede l’indulgenza parziale, applicabile soltanto alle anime del Purgatorio, al fedele che devotamente recita le Lodi o i Vespri dell’Ufficio dei defunti o l’invocazione L’eterno riposo.
La festività, anche se cade infrasettimanale, appartiene a quelle cosiddette di precetto. Ciò significa che è come se fosse, in tutto e per tutto, domenica, quindi siamo chiamati a venire in chiesa per partecipare alla Santa Messa.
La visita al cimitero dall’1 all’8 novembre
Altra possibilità di lucrare l’indulgenza plenaria per i defunti: Nei giorni dall’1 all’8 novembre chi visita il cimitero e prega per i defunti può lucrare una volta al giorno l’indulgenza plenaria, applicabile ai defunti, alle condizioni di cui sopra (Confessione, Comunione, Preghiere per il Santo Padre, Credo e Padre Nostro).
Dalle ore 12:00 del 1° Novembre alle ore 24 del 2 Novembre devi: 1. Fare una visita ad una Chiesa parrocchiale, recitando Il Padre Nostro e il Credo (vedi seguito) 2. Confessarti (ti puoi confessare anche nei giorni precedenti o seguenti). 3. Fare la Santa Comunione (puoi prendere la Comunione anche nei giorni precedenti o seguenti). 4. Pregare secondo le intenzioni del Papa.
Per evitare il rischio di lasciare le cose a metà, si consiglia di andare alla Santa Messa vespertina (cioè pomeridiana) del 1° Novembre oppure ad una delle S. Messe del 2° Novembre.
Il 2 novembre, nello specifico, la visita ad una chiesa o ad un oratorio recitando il Pater e il Credo costituisce la consuetudine codificata per l’indulgenza plenaria in suffragio dei defunti.
La disciplina speciale durante la pandemia
“Questo anno, nelle attuali contingenze dovute alla pandemia da “covid-19”, le Indulgenze plenarie per i fedeli defunti saranno prorogate per tutto il mese di Novembre, con adeguamento delle opere e delle condizioni a garantire l’incolumità dei fedeli”.
È quanto stabilito dal Decreto emanato dalla Penitenzieria Apostolica in risposta alle richieste di molti vescovi di fronte all’attuale situazione che prevede in molti casi restrizioni anticontagio.
La consuetudine codificata è quella dell'indulgenza plenaria in ogni giorno dell'ottavario dall'1 all'8 novembre per tutti quelli che visitano i cimiteri pregando per i defunti, e il 2 novembre, nello specifico, la visita ad una chiesa o ad un oratorio recitando il Pater e il Credo.
Si è pensato di diluire nel tempo la possibilità di fruire delle indulgenze e così per tutto novembre si potrà acquisire ciò che era previsto per i primi 8 giorni di novembre. Quindi la gente potrà dilazionare le visite senza creare resse.
L'indulgenza lucrabile il 2 novembre in chiesa può essere acquistata in qualsiasi giorno del mese con la recita del Padre Nostro e del Credo, lasciando la scelta libera del giorno ai fedeli.
Malati e anziani
Chi non può uscire, perché magari è in isolamento o perché è infermo, potrà conseguire l'indulgenza pregando davanti ad un'immagine di nostro Signore o della Beata Vergine, pregando ad esempio le Lodi, i Vespri dell'Ufficio dei defunti, il Rosario, la Coroncina della misericordia o preghiere più consuete a ciascuna tradizione o anche potranno procedere con la lettura meditata del Vangelo di una delle tre Messe previste per i fedeli defunti e, infine, offrendo opere di misericordia.
Per il resto le indicazioni sono quelle già emanate dalla Penitenzieria il 19 marzo scorso - per esempio nel caso di malati gravi - nella nota che andava incontro alla possibilità di un'assistenza più ravvicinata dei malati anche senza la presenza fisica.
Il compito dei sacerdoti
Poiché i sacerdoti il 2 novembre, sin dal 1915 per una Costituzione di Benedetto XV, hanno facoltà di celebrare tre Sante Messe, allora noi li esortiamo, per quanto possibile, a celebrarle tutte e tre e questo anche perché più Messe comporteranno meno assembramenti e questo potrebbe essere un modo per aiutare i fedeli.
I sacerdoti sono anche esortati ad essere generosi nel Ministero delle confessioni e nel recare la Santa Comunione agli infermi, in modo da aver più disponibilità per potere suffragare i loro defunti, sentirli vicini, per andare incontro insomma a tutti questi sentimenti nobili che vanno a comporre la Comunione dei Santi.
Il legame tra Tutti i Santi e la Commemorazione dei defunti
Sono molto unite, insieme infatti compongono la festa dell'essere famiglia di Dio. In Paradiso ci sono tutti i santi canonizzati che conosciamo ma ci sono anche tanti volti che non conosciamo, che hanno vissuto una vita cristiana nel silenzio, senza nessun clamore, sui quali non si sono posati i riflettori di questo mondo.
Quindi con tutti coloro, parenti, amici, vicini di casa, che fanno parte della famiglia in cielo, ci si ritrova nella famiglia di Dio. C'è un bellissimo passo di Isaia che dice che Dio ha scritto il nostro nome sul palmo della sua mano, per dire come ci tiene vicini, e la festa di Tutti i Santi esprime tutto questo.
Per di più tutti i nostri defunti possono essere nel popolo del Paradiso. Quindi la solennità dei Santi è un'apertura di visione che, accompagnata dalla commemorazione dei defunti e dalla visita ai sepolcri, ci dà il senso del legame.
Con la morte la vita non è tolta ma è trasformata e noi manteniamo un rapporto con chi muore, un rapporto che non è più fisico ma è un rapporto reale, anzi forse ancora più reale perché non c'è neanche il limite del tempo e dello spazio.
Nella Comunione dei santi la persona che è passata nell'eternità può essere in un legame tutto particolare con noi che siamo qui, quindi io credo che questo sia un altro aspetto da cercare di non perdere anzi da reinventare laddove risulti un po' opacizzato.
Invece, nel pensiero dei nostri defunti, noi traduciamo tutta la nostra fede in Cristo risorto: è la nostra speranza che i fratelli attualmente non visibili tra noi siano però in comunione con il Signore.
Siamo chiamati in questi giorni a ravvivare la nostra certezza nella gloria e nella beatitudine eterna e chiediamo con umiltà e fiducia il perdono per quanti ci hanno lasciati, per le loro piccole o grandi mancanze, loro che comunque sono già salvati nell'amore di Dio, e rinnoviamo il nostro impegno di fede.
Dove si possono ottenere altre indulgenze plenarie
Esistono diversi luoghi e occasioni in cui si possono ottenere indulgenze plenarie.
- i Santuari mariani, come Lourdes o Fatima, in cui è possibile ottenere l’indulgenza plenaria per chi visita il santuario e prega secondo le intenzioni del Papa;
- le basiliche papali, come San Pietro o San Giovanni in Laterano, anche in questo caso la visita deve essere accompagnata dalla preghiera secondo le intenzioni del Papa;
- le giornate di indulgenza plenaria, come la Giornata Mondiale del Malato o la Giornata per la Vita, occasione per le quali l’indulgenza plenaria è concessa a chi partecipa alle celebrazioni e prega secondo le intenzioni del Papa;
- i pellegrinaggi, come quello a Santiago di Compostela o a Roma, luoghi in cui è possibile ottenere l’indulgenza plenaria se si compie il pellegrinaggio con spirito di fede e di penitenza;
- il Giubileo.
Il Giubileo e l’indulgenza plenaria
Il Giubileo, o Anno Santo, nella Chiesa Cattolica rappresenta un periodo di profonda significazione spirituale, strettamente correlato al concetto di indulgenza plenaria. Questa tradizione, radicata nella fede cattolica, offre ai fedeli l’opportunità unica di ricevere una remissione totale dei peccati, sotto specifiche condizioni stabilite dalla Chiesa.
L’indulgenza plenaria, durante l’Anno Santo, si ottiene attraverso atti di fede, preghiera, penitenza, e opere di carità, dimostrando così un sincero pentimento e un impegno nel rinnovamento spirituale.
Il pellegrinaggio a luoghi sacri designati, come la Basilica di San Pietro in Vaticano, e l’attraversamento della Porta Santa, aperta solo durante questi anni, simbolizzano il passaggio dalla peccaminosità alla grazia divina.
In essenza, il Giubileo sottolinea la misericordia infinita di Dio e il desiderio della Chiesa di guidare i fedeli verso una più profonda conversione del cuore e la riconciliazione con Dio, sfruttando il potente mezzo dell’indulgenza plenaria.
L’indulgenza plenaria attraversando la Porta Santa
Preparati spiritualmente. Confessione: Vai a confessarti qualche giorno prima (o dopo) l’atto con cui intendi ottenere l’indulgenza. Devi essere in grazia di Dio, cioè senza peccati gravi.
Intenzione: Decidi se vuoi offrire l’indulgenza per te stesso o per un defunto. Visita una delle basiliche giubilari con una Porta Santa (es. Basilica di San Pietro, San Giovanni in Laterano).
Attraversa la Porta Santa con fede, come segno del tuo desiderio di conversione. Prendi parte a una celebrazione eucaristica e ricevi la Comunione con devozione.
Recita alcune preghiere secondo le intenzioni del Santo Padre, ad esempio: Padre Nostro Ave Maria Gloria al Padre. Puoi aggiungere altre preghiere personali.
Cerca di avere un cuore libero da ogni peccato, anche veniale, chiedendo a Dio la grazia di non voler offendere più.
Le opere di misericordia durante il Giubileo
Durante il Giubileo, puoi anche ottenere l’indulgenza plenaria facendo opere di misericordia, come: Visitare un malato o un anziano: Dedica tempo a chi soffre, offrendo il tuo aiuto e la tua vicinanza.
Dare da mangiare a chi ha fame: Aiutare i poveri, donare cibo o offrire un pasto a chi è in difficoltà. Dopo aver compiuto l’opera, segui i passaggi sopra: confessione, comunione, preghiera per il Papa.
Indulgenze nelle feste della Famiglia Paolina
Dietro richiesta dei singoli Istituti, componenti la Famiglia Paolina, la Sacra Penitenzieria Apostolica, in data 27-1-1968, ha concesso le seguenti indulgenze plenarie:
Società San Paolo e Figlie di San Paolo
- Per tutto l’Istituto. Nei seguenti giorni: festa del divin Maestro; Pentecoste; Regina degli Apostoli; Immacolata; Assunzione; san Paolo Apostolo; san Giuseppe; anniversario della fondazione.
- Per le singole case. Nelle seguenti ricorrenze: festa del patrono principale della casa; festa dei santi e beati di cui si conserva il corpo o una reliquia insigne; al termine della visita canonica.
- Per i singoli membri: il giorno dell’entrata in noviziato; il giorno della prima professione; il giorno della professione perpetua; anniversario 25°, 50°, 60°, 75° della prima professione.
Altri istituti della Famiglia Paolina
Per tutto l’Istituto delle Pie Discepole del Divin Maestro: festa del divin Maestro; Pentecoste; Regina degli Apostoli; Immacolata; san Paolo Apostolo; san Giuseppe; san Bernardo; anniversario della fondazione.
Per le singole case e i singoli membri: come per la Società San Paolo.
Per tutto l’Istituto Suore di Gesù Buon Pastore: Pentecoste; Ss.mo Corpo e Sangue di Cristo; Buon Pastore; Assunzione; san Giuseppe; santi Pietro e Paolo; san Pio X; san Gregorio Magno, anniversario della fondazione.
Per le singole case e i singoli membri: come per la Società San Paolo.
Per l’Istituto «Regina Apostolorum» valgono le stesse indulgenze della Società San Paolo, con la sostituzione della solennità di Pentecoste con quella del Ss.mo Corpo e Sangue di Cristo.
Agli istituti «Gesù Sacerdote», «Maria Santissima Annunziata», «San Gabriele Arcangelo», «Santa Famiglia» sono concesse le medesime indulgenze della Società San Paolo, con la sostituzione della solennità di Pentecoste con quella del rispettivo patrono e la solennità dell’Assunzione con quella dell’Annunciazione.
Cooperatori e associazioni
Ai cooperatori e agli iscritti alle associazioni «Società Biblica Cattolica Internazionale», «Ut unum sint», «Apostolato delle tecniche audiovisive», «Preghiera, Sofferenza e Carità per tutte le vocazioni», «Pia Opera Morti Improvvise», «Unione delle Famiglie cristiane» sono state concesse le indulgenze plenarie nelle seguenti feste: Gesù Cristo divino Maestro, Ss.mo Corpo e Sangue di Cristo, san Paolo Apostolo, Regina degli Apostoli, Immacolata, Assunzione, san Giuseppe.
Per l’acquisto delle suddette indulgenze, oltre le solite condizioni (confessione, comunione, preghiera secondo le intenzioni del sommo Pontefice), si richiede pure la emissione o la rinnovazione del proposito di fedeltà ai doveri propri del religioso.
Si tenga presente che è possibile acquistare una sola indulgenza plenaria al giorno.
Preghiere tradizionali associate alle indulgenze
Il Credo
Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre.
Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen
Il Padre Nostro
Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare alla tentazione ma liberaci dal male. Amen
L’Ave Maria
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte. Amen
Il Gloria
Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen
Atto di dolore
Mio Dio mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso Te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col Tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato, Signore misericordia, perdonami.

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