“Il re e i cancelli del Sacro Cuore” è uno dei testi e dei personaggi riconducibili all’universo satirico di Corrado Guzzanti, autore e interprete capace di trasformare voci, gesti, linguaggi e stereotipi italiani in strumenti di comicità corrosiva e di osservazione sociale. La sua satira mette in scena personaggi dall’irresistibile ironia e attraversa i vizi, i difetti e le contraddizioni del paese.
Il testo si colloca nel percorso di un artista che ha costruito la propria comicità attraverso maschere, monologhi, imitazioni e situazioni paradossali. Lorenzo, padre Pizzarro, Quèlo, il Massone, Vulvia, Aniene e le memorabili interpretazioni di Tremonti, Venditti e Rutelli; queste e altre le voci, vecchie e nuove, di Corrado Guzzanti, raccolte in un unico volume animato da ironia corrosiva e raffinata comicità.
Corrado Guzzanti, autore di personaggi e linguaggi
Corrado Guzzanti (Roma, 1965) diventa famoso nel 1991 interpretando nello show di Rai3 Avanzi vari personaggi satirici, tra cui l’ormai celeberrimo Rokko Smithersons, reggista de paura. Il fortunato connubio con Serena Dandini porta nei dieci anni successivi Guzzanti a realizzare programmi di satira politica e sociale come Tunnel, Pippo Chennedy Show e L’ottavo nano.
Attore, sceneggiatore, regista, autore satirico e inventore di molti personaggi televisivi e cinematografici, Corrado Guzzanti è figlio del giornalista e senatore Paolo e fratello delle attrici e autrici Sabina e Caterina. È divenuto famoso nel 1992 come comico dello show televisivo “Avanzi”. Ha a lungo collaborato con Serena Dandini, con la quale ha realizzato e prodotto programmi come “Tunnel”, “Pippo Chennedy Show” e “L’ottavo nano”.Nel 2019 ha vinto il 47.mo Premio di Satira Politica di Forte dei Marmi.
«È un genio. Autore e attore. Ruoli combinati in un nesso indissolubile e sublime. Il più bravo di tutti. Per sintesi e affondo: con un gesto e una battuta mette a fuoco e squaderna. Accende la scintilla di comicità e di pensiero critico. Guzzanti.

Il contesto televisivo e teatrale
Il percorso di Guzzanti si sviluppa soprattutto nella televisione satirica degli anni Novanta e dei primi anni Duemila. Nel 2003, dopo Il caso Scafroglia, le apparizioni televisive cessano drasticamente e Guzzanti si dà al cinema, dove nel 2006 ripropone le stranianti avventure dei Fascisti su Marte.
È poi ricomparso sul piccolo schermo interpretando Boris, sit-com satirica di culto sul cinema italiano trasmessa dal canale satellitare Fox e ha portato in giro per l’Italia lo spettacolo teatrale Recital. Per Feltrinelli, Aniene (dvd + libro, 2011).
Aniene Ogni risata che Guzzanti ci strappa è irrefrenabile o funebre, o le due cose insieme. Aldo Grasso “Riportare ordine tra gli umani affetti da bugiardìa”, è questo l’arduo compito di Aniene, un misterioso vichingo sceso sulla Terra “per riparare i torti e trionfare la giustizia”, il nuovo surre…
La satira come ritratto dell’Italia
“Il re e i cancelli del Sacro Cuore” può essere letto all’interno della più ampia vocazione di Guzzanti a rappresentare l’Italia attraverso figure deformate, voci riconoscibili e linguaggi portati all’eccesso. Una guida completa ai testi dei personaggi di Corrado Guzzanti che contiene il testo completo di “Aniene 2. Molto rigore per nulla” e il meglio delle battute storiche di uno degli attori di satira più amati in Italia.
Il viaggio satirico di Guzzanti attraversa gli ultimi vent'anni di storia italiana, uno specchio del paese immerso nella crisi, un ritratto della sua classe dirigente e dei “mostri” che ne popolano l'apparente normalità, una riflessione sui vizi e i difetti degli italiani attraverso personaggi dall'irresistibile ironia.
Una ricerca appassionata e ironica della realtà italiana attraverso le maschere paradossali di Tremonti, Bossi, Rutelli, il Mafioso, il Massone, Edward Luttwak, padre Boffo e tanti altri personaggi. A metà tra una striscia satirica, un telegiornale e un’inchiesta noir arriva in DVD un cult del piccolo schermo.
Le maschere dell’universo guzzantiano
Tra le figure più note c’è Don Florestano Pizzarro, imitazione di un cardinale dal forte accento romanesco, costruita come satira del conservatorismo tipico delle gerarchie ecclesiastiche. Comparve per la prima volta a L'ottavo nano nel 2001.
Tornò poi a Parla con me, Aniene 2 - Molto rigore per nulla, Propaganda Live e appare anche in Recital. Il personaggio mostra come Guzzanti utilizzi l’accento, la postura e il linguaggio per rendere immediatamente riconoscibile una figura sociale e per metterne in discussione l’autorità.
Un altro personaggio centrale è Lorenzo, eterno studente ignaro di tutto e inconsapevolmente cinico. Nata nel 1993 da una costola di Avanzi, la serie Maoddechéahò è un pratico corso per “secernere” agli esami di maturità.
“Se ce la fa l’immaturabile Lorenzo, ce la possono fare tutti!”, questo è il motto di Serena Dandini, inossidabile trainer del disadattato felice. Riuscirà il nostro buon selvaggio che si nutre di chèccia e videogiochi a raggiungere la maturità? La sua unica speranza è una domanda su Leopardi.
| Personaggio o opera | Caratteristica |
|---|---|
| Rokko Smithersons | Regista di film “de paura” |
| Don Florestano Pizzarro | Imitazione di un cardinale dal forte accento romanesco |
| Lorenzo | Eterno studente ignaro di tutto e inconsapevolmente cinico |
| Quèlo | Profeta e figura paradossale della comicità guzzantiana |
| Aniene | Misterioso vichingo sceso sulla Terra “per riparare i torti e trionfare la giustizia” |
| Fascisti su Marte | Satira retrofuturista sul revisionismo storico e sul linguaggio della propaganda |
“Il re e i cancelli del Sacro Cuore” nel repertorio scritto
Il testo si inserisce nella produzione composta da monologhi, dialoghi e battute pensati per essere pronunciati, interpretati e trasformati dalla presenza scenica dell’attore. Lorenzo, padre Pizzarro, Quèlo, il Massone, Vulvia, Aniene e le memorabili interpretazioni di Tremonti, Venditti e Rutelli; queste e altre le voci, vecchie e nuove, di Corrado Guzzanti, raccolte in un unico volume animato da ironia corrosiva e raffinata comicità.
Il libro raccoglie infatti i testi degli sketch più famosi, pubblicati in vari altri libri precedenti, e consente di rileggere sfogliando un solo volume i dialoghi di Lorenzo o del profeta di Quelo, i discorsi di Tremonti e gli annunci di Rieducational Channel, ma anche “grande raccordo anulare” di Guzzanti-Venditti ed i versi poetici di Brunello Robertti.
L'opera omnia di Guzzanti disponibile tutta insieme e direi finalmente! Il libro è la ristampa di tutti i precedenti libri di Guzzanti, molti dei quali ormai difficilemnte reperibili, in cui sono contenuti tutti i testi dei suoi spettacoli e dei suoi sketch ed è un vero piacere poterli leggere dopo averli visti negli spettacoli.
La distanza tra il testo e la performance
La scrittura permette di conservare le battute, i dialoghi e la struttura dei personaggi, ma la comicità di Guzzanti nasce anche dalla voce, dalle espressioni, dai movimenti e dai travestimenti. Premetto che sono un fan ambiguo, ambivalente, a fasi alterne del Guzzanti, nel senso che a volte lo adoro, a periodi lo detesto.
Mi sembra un'operazione insensata, la pubblicazione di questo libro: la trascrizione esatta dei testi delle sue parodie, spettacoli ecc. Ovvio che un fan non possa che avere a disposizione l'ennesimo feticcio per adorarlo; per un altro è inutile, perché Guzzanti va VISTO, OSSERVATO, con le sue espressioni, i suoi movimenti, i vari travestimenti.
Quindi assegno il massimo per i testi, ma solo in quanto io ho seguito i suoi spettacoli, il minimo per questa che a mio avviso, è solo un'operazione commerciale. La distinzione mette in evidenza un elemento fondamentale della satira guzzantiana: la battuta scritta conserva il meccanismo comico, mentre l’interpretazione ne determina il ritmo, il tono e l’impatto.
Corrado Guzzanti - Recital - Padre Pizzarro
Dalla televisione al cinema
Il caso Scafroglia rappresenta uno dei passaggi più significativi nella costruzione dell’universo satirico di Guzzanti. Che fine ha fatto Mario Scafroglia e cosa c'entra con la legge Cirami, la guerra in Iraq, il governo Berlusconi?
Cosa sta realmente succedendo all'interno di uno studio televisivo in cui improbabili angeli, camerieri filippini, padri pirituali e strane telefonate compongono un ritratto della Seconda Repubblica? La trasmissione si muove a metà tra una striscia satirica, un telegiornale e un’inchiesta noir.
Il primo lungometraggio di Corrado Guzzanti, selezionato nel 2003 al Festival di Venezia nella sezione fuori concorso “nuovi territori”, recentemente presentato alla Festa del cinema di Roma. Una serie di cinegiornali del Ventennio, miracolosamente sottratti alla censura dall'imperante storiografia marxista, riportano alla luce una vicenda straordinaria che rende onore e lustro all'era mussoliniana e all'Italia tutta: la conquista e la successiva colonizzazione del pianeta Marte per mano di un'indomita squadra fascista nell'anno 1939.
Nato in televisione all'interno del programma satirico “Il caso Scafroglia”, “Fascisti su Marte” è una satira retrofuturista sul revisionismo storico e sul linguaggio della propaganda di ieri e di oggi.
La logica del paradosso
Immaginate un uomo in fuga dal 2025. Decide di tornare indietro nel tempo, ai nostri giorni, e di chiedere asilo politico. Immaginate che a questo punto, attraverso una particolarissima presa applicata alla schiena, quest'uomo sia in grado di mostrare il futuro.
Il nostro futuro, quello che il presente sta generando, una specie di infezione morale che ha caratteri grotteschi e paradossali. Il degrado prossimo venturo sta tutto nella pirotecnica sfilata che il genio umoristico di Corrado Guzzanti, senz'altro il migliore interprete di questo tempo tragicomico, ha saputo pensare e proporre in trasmissioni come “Avanzi” e “Tunnel”.
Dagli eterni studenti ignari di tutto e inconsapevolmente cinici come Lorenzo agli improbabili artisti alla Rokko Smitherson, il memorabile regista di film “de paura”, fino a quella generazione di giornalisti showman, ovvero la triade Fede-Liguori-Funari.
“Aniene” e il ritorno della figura profetica
“Riportare ordine tra gli umani affetti da bugiardìa”, è questo l’arduo compito di Aniene, un misterioso vichingo sceso sulla Terra “per riparare i torti e trionfare la giustizia”. Il personaggio unisce l’estraneità di una figura proveniente da un altro mondo con la deformazione grottesca della realtà contemporanea.
Ogni risata che Guzzanti ci strappa è irrefrenabile o funebre, o le due cose insieme. La comicità conserva così una doppia natura: produce il riso e, nello stesso tempo, lascia emergere il carattere amaro delle situazioni rappresentate.
Il testo completo di “Aniene 2. Molto rigore per nulla” appartiene alla raccolta dei materiali che documentano le diverse fasi della carriera dell’autore. La raccolta consente di osservare la continuità tra i personaggi televisivi, gli spettacoli teatrali e le opere cinematografiche.
La satira politica e sociale
La comicità di Guzzanti non si limita all’imitazione di singoli personaggi pubblici. Le sue maschere diventano strumenti per rappresentare una classe dirigente, un sistema mediatico e una società immersa nella crisi.
Una ricerca appassionata e ironica della realtà italiana attraverso le maschere paradossali di Tremonti, Bossi, Rutelli, il Mafioso, il Massone, Edward Luttwak, padre Boffo e tanti altri personaggi. Il risultato è un repertorio in cui il riferimento politico convive con la deformazione linguistica e con il gusto per l’assurdo.
La satira osserva inoltre il modo in cui il potere comunica, si giustifica e costruisce la propria immagine. I discorsi di Tremonti, gli annunci di Rieducational Channel e le interpretazioni di figure pubbliche appartengono a una comicità che riconosce nel linguaggio una delle principali forme di autorità.
Il valore della raccolta dei testi
La pubblicazione riunisce testi degli spettacoli e degli sketch e permette di seguire sulla pagina personaggi costruiti originariamente per la televisione, il teatro o il cinema. Il volume offre una guida completa ai testi dei personaggi di Corrado Guzzanti e raccoglie il meglio delle battute storiche di uno degli attori di satira più amati in Italia.
La lettura consente di ritrovare i dialoghi di Lorenzo, le parole del profeta di Quelo, i discorsi di Tremonti, gli annunci di Rieducational Channel, il grande raccordo anulare di Guzzanti-Venditti e i versi poetici di Brunello Robertti. La trascrizione rende così visibile la struttura verbale di una comicità che, negli spettacoli, si affida anche alla presenza fisica dell’interprete.
Il DVD di “Lorenzo e la maturità” contiene il meglio del programma tv “Maddechéahò. Come secernere agli esami”. Con 15 minuti di materiale inedito: Lorenzo e Serena dieci anni dopo.