Harry Potter e i Doni della Morte è il settimo e ultimo romanzo della saga di Harry Potter, scritto da J. K. Rowling: la storia segue Harry, Ron ed Hermione nella ricerca degli Horcrux e nella lotta conclusiva contro Voldemort, fino alla battaglia di Hogwarts.
Il romanzo si distingue dagli altri volumi per l’assenza del consueto ritorno a Hogwarts, per il tono più maturo e cupo e per la centralità di temi come la morte, il sacrificio, l’amicizia, l’amore, il potere politico e la responsabilità delle proprie scelte.
Il romanzo e la sua pubblicazione
Harry Potter e i Doni della Morte è l’ultimo dei sette romanzi della serie di Harry Potter, scritta ed ideata dalla scrittrice britannica Joanne Kathleen Rowling. È uscito in lingua originale il 21 luglio 2007, mentre in Italia il 5 gennaio 2008. La Rowling ha dichiarato di aver terminato il libro l’11 gennaio 2007, in un albergo di Edimburgo.
Inizialmente il romanzo ha visto un’enorme impennata raggiungendo nelle primissime ore le 20 milioni di copie, che sono diventate 72 in pochi giorni, battendo ogni record precedentemente fissato sempre dal sesto volume della fortunatissima saga.
Il settimo libro è l’unico libro della saga a non iniziare con un imminente ritorno ad Hogwarts: non si assiste al viaggio in treno verso la scuola né alle lezioni che vi si svolgono; non vengono introdotti nuovi personaggi di rilievo, ed alcuni, come la professoressa Minerva McGranitt compariranno solo al trentesimo capitolo, altri faranno solo una fugace apparizione, come nel caso di Sibilla Cooman.
Trama di Harry Potter e i Doni della Morte
La fuga da Privet Drive
Il romanzo comincia con una riunione di Voldemort con i Mangiamorte a “Villa Malfoy”, durante la quale si discute su come agire per attaccare ed eliminare Harry Potter. Voldemort si lascia persuadere da Severus Piton, che lo convince che Harry lascerà la casa dei Dursley prima del suo compleanno.
Voldemort prende inoltre in prestito da Lucius Malfoy la sua bacchetta, in modo da aggirare il problema dei nuclei gemelli che impediva ai rispettivi proprietari, Harry e lo stesso Voldemort, di potersi ferire mortalmente a vicenda. Nel frattempo Harry si trova a casa dei Dursley e si sta preparando per la sua fuga.
Nel frattempo Voldemort uccide la Professoressa Charity Burbage, l’insegnante di Babbanologia a Hogwarts, perché ha scritto sulla “Gazzetta del Profeta” che i Babbani sono dopotutto simili ai maghi e che si può convivere pacificamente.
Mentre prepara i bagagli, Harry legge sulla Gazzetta del Profeta un elogio di Albus Silente, morto alla fine del precedente libro, scritto dal suo amico d’infanzia Elphias Doge. Harry nota anche un articolo riguardante la vita di Silente, che racconta di come suo padre finì ad Azkaban a causa delle sue molestie contro i Babbani e tante altre cose che Rita Skeeter promette di svelare nel suo prossimo libro: Vita e menzogne di Albus Silente.
Harry convince i suoi parenti Dursley a lasciare Privet Drive per evitare di essere catturati e torturati dai Mangiamorte. Prima di partire scortati da maghi dell’Ordine della Fenice, Dudley saluta Harry con un affetto mai mostrato fino ad allora, e anche la zia Petunia sembra volergli dire qualcosa, ma poi se ne va senza pronunciare parola.
Poco dopo l’Ordine della Fenice arriva a Privet Drive, con un piano per scortare Harry alla Tana senza che venga intercettato da Voldemort. I membri più giovani dell’Ordine bevono una Pozione Polisucco, prendendo così le sembianze di Harry, il quale inizialmente si oppone senza successo all’idea.
Ognuno di loro parte con un membro adulto dell’Ordine usando manici di scopa, Thestral e la moto volante di Sirius. Harry parte con Hagrid. Il piano incontrerà una serie di inconvenienti tra cui la perdita di un orecchio da parte di George Weasley e la morte di Moody.
I Mangiamorte nascosti nella notte, che grazie a Piton conoscevano il piano, attaccano il gruppo mentre è già in volo e Harry sfugge per un soffio all’attacco di Voldemort, dopo essere stato riconosciuto da Stan Picchetto sotto l’effetto della maledizione Imperius.
Non tutti riescono ad arrivare alla Tana: Edvige, la civetta di Harry, viene colpita da un’Avada Kedavra all’inizio del viaggio, e Alastor Moody muore per mano di Voldemort in seguito alla fuga di Mundungus Fletcher. George Weasley invece perde un orecchio a causa dell’incantesimo Sectumsempra di Severus Piton.
Lupin spiega ad Harry che i Mangiamorte l’hanno riconosciuto come l’Harry vero perché ha usato l’Expelliarmus, l’incantesimo che ormai è diventato un “segno distintivo” di Harry.
Harry ha poi una visione della furia di Voldemort dopo la sua ennesima fuga: infatti la sua bacchetta aveva reagito con la bacchetta che Voldemort aveva preso in prestito da Lucius Malfoy, spezzandola, e Voldemort ne chiede a Olivander, da lui rapito, il motivo. Ma l’anziano fabbricante di bacchette è sincero, e non ha idea di cosa possa essere accaduto.
Il testamento di Silente e il matrimonio di Bill e Fleur
Il giorno del diciassettesimo compleanno di Harry, il Ministro della Magia Rufus Scrimgeour arriva alla casa dei Weasley per consegnare a Harry, Ron e Hermione degli oggetti lasciatigli da Silente nel suo testamento.
| Personaggio | Oggetto ricevuto |
|---|---|
| Ron | Il Deluminatore |
| Hermione | Le fiabe di Beda il Bardo |
| Harry | Il primo Boccino d’Oro da lui catturato e la spada di Godric Grifondoro |
Ron riceve il Deluminatore, noto anche come Spegnino, strumento che ha il potere di risucchiare la luce, inventato dallo stesso Silente; Hermione riceve Le fiabe di Beda il Bardo, un libro di fiabe per bambini maghi; Harry riceve invece il primo Boccino d’Oro da lui catturato, quello che aveva quasi inghiottito, e la spada di Godric Grifondoro.
La spada, però, Scrimgeour non può consegnargliela in quanto importante manufatto storico. I tre cercano di scoprire a cosa servano gli oggetti lasciatigli, ma non vi riescono e sono costretti a interrompere le loro ricerche per i preparativi del matrimonio di Fleur Delacour e Bill Weasley.
Harry usa la Pozione Polisucco e si finge un cugino Weasley per non essere riconosciuto durante il matrimonio, come parte della sua protezione contro i Mangiamorte. Prima del matrimonio, Harry nota per la prima volta Xenophilius Lovegood, padre di Luna Lovegood, e lo strano simbolo che porta al collo.
Il simbolo viene indicato da Viktor Krum, anch’egli invitato alla festa, come il simbolo del mago oscuro Gellert Grindelwald. Durante il ricevimento, Harry assiste a una disputa sul passato di Silente tra zia Muriel, parente dei Weasley, ed Elphias Doge, poiché il libro di Rita Skeeter ha gettato molte ombre su Silente e sulla sua famiglia.
Muriel crede a ciò che Rita Skeeter scrive nel suo libro. Il passato di Silente diventa così uno dei grandi misteri del romanzo: Harry non vede più il vecchio preside soltanto come una guida infallibile, ma come un uomo complesso, capace di compiere errori e di nascondere aspetti dolorosi della propria giovinezza.
Proprio nel corso del matrimonio, Voldemort prende possesso del Ministero della Magia uccidendo Scrimgeour, e solo grazie a un tempestivo avvertimento di Kingsley Shacklebolt i partecipanti evitano un attacco dei Mangiamorte diretto alla cattura di Harry.
Harry, Ron e Hermione si Smaterializzano prima in un bar Babbano, ma dopo essere stati attaccati da due Mangiamorte fuggono al vecchio quartier generale dell’Ordine della Fenice, il numero 12 di Grimmauld Place, dove si nascondono.
La ricerca degli Horcrux
L’obiettivo principale del trio è trovare e distruggere gli Horcrux, oggetti nei quali Voldemort ha nascosto parti della propria anima per rendersi quasi immortale. La ricerca trasforma il romanzo in un viaggio attraverso luoghi conosciuti e sconosciuti, ma anche nella memoria della storia magica.
Lì i tre scoprono che Regulus Arcturus Black era il misterioso R.A.B., l’autore dello scambio dell’Horcrux del medaglione di Serpeverde. L’elfo domestico Kreacher racconta che Voldemort l’aveva portato con sé nella caverna dove era custodito l’Horcrux.
Kreacher e Regulus Black erano poi ritornati nella caverna; Regulus aveva scambiato i medaglioni, aveva ordinato a Kreacher di distruggere il medaglione originale ed era morto ucciso dagli Inferi che popolavano il grande lago nero della cavità sotterranea.
Kreacher ovviamente non è riuscito a distruggere il medaglione e lo ha conservato per tutti questi anni. Poi dice ai tre ragazzi che glielo ha rubato Mundungus Fletcher per rivenderlo.
Harry manda Kreacher a trovarlo e tre giorni dopo l’elfo ritorna con Fletcher, il quale racconta che glielo ha confiscato Dolores Umbridge. Dopo un mese di appostamenti al Ministero della Magia, il 2 settembre i tre amici tentano di infiltrarsi per recuperare l’Horcrux da Dolores Umbridge.
Attaccano tre maghi e usano la Pozione Polisucco per prendere le loro sembianze. Scoprono così che il Ministero della Magia è molto cambiato: maghi e streghe nati in famiglie Babbane sono perseguitati apertamente e il Ministero stesso cerca di dimostrare la superiorità dei maghi purosangue sui nati Babbani.
Harry, Ron e Hermione riescono a rubare l’Horcrux a Dolores Umbridge, mettendola al tappeto, e prendono anche l’occhio magico di Moody che la strega usava per spiare al di fuori del suo ufficio. Inoltre liberano svariati maghi e streghe nati Babbani, dicendo loro di fuggire all’estero.
Tuttavia il loro nascondiglio viene scoperto dal Mangiamorte Yaxley, ora capo del Dipartimento per l’Applicazione della Legge sulla Magia, che li stava inseguendo, e i tre sono costretti a nascondersi nelle campagne.
Non restano mai più di una nottata nello stesso posto e portano a turno il medaglione con l’Horcrux, che rende più difficile praticare magie. Dopo alcuni mesi di spostamenti tra le campagne, sentono una conversazione tra altri fuggiaschi, tra cui Dean Thomas.
In quella conversazione il folletto Unci-Unci rivela che la spada di Grifondoro in possesso di Piton, ora preside di Hogwarts, è un falso e che questi l’ha nascosta, dietro ordine di Voldemort, in una camera di sicurezza alla banca Gringott.
Alcuni studenti, fra cui Ginny Weasley, Neville Paciock e Luna Lovegood, avevano tentato di rubarla. Sentendo questo Harry è rincuorato e, dal ritratto di Phineas Nigellus che Hermione aveva preso da Grimmauld Place e che ora usa per avere notizie da Hogwarts, scopre che l’ultimo a usare la spada originale era stato Silente, per distruggere un altro Horcrux, l’anello dei Gaunt.
La fuga di Ron
Ron è contrariato dalla scoperta, sentendola come un’ulteriore difficoltà, e, reso più furioso dal medaglione che portava al collo, ha un litigio con Harry e se ne va, lasciando Harry e Hermione.
I due sono molto rattristati, ma decidono di recarsi a Godric’s Hollow nella speranza che Silente abbia lasciato lì la spada originale. La separazione mette in evidenza la fragilità del trio: Harry è concentrato sulla missione, Ron è consumato dalla paura e dall’influenza dell’Horcrux, mentre Hermione continua a sostenere l’amico nonostante i dubbi.
Harry appare sfiduciato e senza forze, con paura di non fare la cosa giusta. Ron è testardo e arrendevole e perde fiducia nel suo amico. Solo Hermione si mantiene ferma nelle sue decisioni: nonostante i dubbi continua a credere ad Harry e alla missione, dimostrando ancora una volta amicizia, lealtà e fiducia.
Godric’s Hollow e la verità su Silente
Arrivati a Godric’s Hollow la vigilia di Natale, i due ragazzi visitano il cimitero, dove sono seppellite le famiglie di Harry e di Silente. Lì notano inoltre la tomba di “Ignotus Peverell”, che riporta inciso un simbolo visto sia nel libro Le fiabe di Beda il Bardo ricevuto da Hermione, sia sotto forma di pendaglio al collo di Xenophilius Lovegood al matrimonio di Bill e Fleur, sia usato da Grindelwald, il mago oscuro sconfitto da Silente.
Girando per Godric’s Hollow, vedono le rovine della casa dei genitori di Harry, mantenuta magicamente nello stesso stato della sera della caduta di Voldemort. Sulla staccionata è appeso anche un cartello con un monito e con incise dediche incoraggianti a Harry.
Incontrano poi un’anziana donna, Bathilda Bath, vecchia amica di Silente e autrice di Storia della Magia. Credendo che sia in possesso della spada, i due la seguono fino a casa, dove trovano una foto del mago oscuro Grindelwald, parente della strega e un tempo migliore amico di Silente.
Si tratta però di una trappola: la signora è in realtà Nagini, il serpente di Voldemort, e Harry ed Hermione sfuggono per un pelo a Voldemort. Durante la lotta con Nagini, Hermione spezza accidentalmente la bacchetta di Harry.
Il giorno dopo Harry e Hermione leggono l’ultimo libro di Rita Skeeter, preso “in prestito” dalla casa di Bathilda Bath, Vita e Menzogne di Albus Silente, ed Harry è corroso dal dubbio che Silente lo abbia abbandonato al suo destino.
Nel romanzo, Harry e Hermione leggono un capitolo del libro di Rita Skeeter in cui scoprono che Silente e Grindelwald volevano riunire i tre Doni della Morte per conquistare il potere. Nel film, queste informazioni sono omesse.
La scoperta modifica l’immagine che Harry ha del suo mentore. Silente non è più soltanto la figura paterna che veglia su di lui, ma un uomo segnato dall’ambizione, dalle perdite e dalle responsabilità. La fiducia di Harry deve quindi ricostruirsi attraverso una comprensione più adulta e meno idealizzata.
La spada di Grifondoro e il ritorno di Ron
Dopo altri giorni di fuga, un Patronus in forma di cerva appare vicino alla tenda di Harry ed Hermione. Seguendolo, Harry trova la spada di Grifondoro sul fondo di un lago ghiacciato.
Tuffatosi per prenderla, Harry viene quasi strangolato dalla catena del medaglione Horcrux che porta al collo, ma viene salvato da Ron, che recupera anche la spada, dopo essere ritornato dai suoi amici grazie a un potere ignoto del Deluminatore.
Quindi Ron distrugge l’Horcrux, colpendolo con la spada, e lui ed Harry fanno ritorno alla tenda, al settimo cielo per essersi ritrovati, per aver trovato la spada di Grifondoro e per essersi finalmente liberati dell’Horcrux.
Hermione ha difficoltà a perdonare Ron per il suo allontanamento, ciò nonostante i tre pianificano la prossima mossa: parlare con Xenophilius Lovegood, padre di Luna, e chiedergli notizie sul marchio di Grindelwald, che egli aveva indosso come ciondolo al matrimonio di Bill e Fleur e che era più volte comparso nei viaggi dei tre ragazzi.
I tre Doni della Morte
Giunti in casa Lovegood, Xenophilius racconta loro una vecchia storia su tre fratelli che avevano ingannato la Morte, presente anche nel libro Le fiabe di Beda il Bardo di Hermione. Ognuno dei fratelli aveva ricevuto un premio: i tre Doni della Morte.
| Dono | Descrizione |
|---|---|
| Bacchetta di Sambuco | Una bacchetta invincibile |
| Pietra della Resurrezione | Una pietra in grado di riportare indietro i morti |
| Mantello dell’invisibilità | Un mantello che non si consuma con gli anni |
I tre Doni della Morte erano una bacchetta invincibile, chiamata Bacchetta di Sambuco, una pietra in grado di riportare indietro i morti, la Pietra della Resurrezione, che si scoprirà essere la pietra incastonata nell’anello di Orvoloson Gaunt, nonno di Voldemort, e un Mantello dell’invisibilità che non si consuma con gli anni.
Desta molta curiosità la scelta fatta da ognuno dei tre e il corrispettivo dono che invece si trova tra le mani. Harry è convinto che il suo sia il Mantello dell’Invisibilità della storia e si convince che solo trovando tutti i Doni della Morte potrà sconfiggere Voldemort.
La questione dei Doni e la ricerca degli Horcrux si intrecciano. È qui che si entra nel vivo del romanzo, perché ogni personaggio mostra un nuovo lato e la missione esterna si sovrappone al conflitto interiore.
I tre ragazzi si accorgono che Luna non è in casa e che il signor Lovegood li ha traditi, chiamando dei Mangiamorte dal Ministero: sua figlia Luna era stata imprigionata ed egli credeva che consegnando Harry Potter avrebbe potuto riaverla indietro.
Harry, Ron e Hermione sfuggono ancora alla cattura. La loro fuga continua fino alla cattura a Villa Malfoy, alla liberazione dei prigionieri e alla scoperta di nuovi elementi decisivi per la battaglia finale.
Villa Malfoy, la Gringott e Hogwarts
Nel corso della missione, Hermione viene torturata da Bellatrix Lestrange, che pretende di sapere dove i tre abbiano preso la spada di Grifondoro. Nel romanzo, la Mangiamorte usa la maledizione Cruciatus sulla ragazza per svariate ore, la prende a calci e la trascina per i capelli, mentre alla fine vorrebbe darla in pasto a Fenrir Greyback.
Interviene Dobby a salvare la situazione. La fuga da Villa Malfoy rappresenta uno dei momenti più drammatici del romanzo e comporta nuove perdite, ma consente al gruppo di recuperare la spada e di proseguire la ricerca degli Horcrux.
La missione conduce poi alla banca Gringott, dove Harry, Ron ed Hermione tentano di recuperare un altro Horcrux. L’infiltrazione alla banca mostra ancora una volta il carattere rischioso della loro impresa e la necessità di agire senza il sostegno delle istituzioni magiche.
Il Ministero è ormai controllato da Voldemort e la persecuzione dei Nati Babbani dimostra che la guerra non è soltanto uno scontro personale tra due maghi, ma anche una lotta contro un sistema politico fondato sulla discriminazione e sulla violenza.
La battaglia di Hogwarts
La battaglia finale non si basa soltanto sull’azione, ma sulla capacità di Harry di sacrificarsi per gli altri e di entrare a conoscenza della verità sul suo legame con Lord Voldemort.
La scoperta che una parte del terribile nemico che combatte da sempre giace dentro di lui e può essere eliminata solo con la propria morte trasforma chiaramente Harry in una figura para-cristologica. L’offerta volontaria della vita del giovane eroe per i propri amici porta a compimento il tema del sacrificio già presente dall’inizio della saga.
Harry comprende che deve consegnarsi a Voldemort. Il suo gesto non è una resa dettata dalla disperazione, ma una scelta consapevole: accettare la morte per proteggere gli altri e spezzare il legame che lo unisce al suo avversario.
È toccante il suo incontro con i suoi familiari, il saperli vicini e il discorso con Silente che gli fa comprendere la grandezza del suo gesto. Ma il momento di morire per Harry non è ancora giunto e quindi si ricongiunge con i suoi amici, distruggendo il nemico una volta per tutte.
Nel romanzo lo scontro tra Harry e Voldemort si svolge all’interno del castello, nella Sala Grande semidistrutta. Tutti i personaggi si sono spostati dentro Hogwarts e lo scontro è feroce; addirittura vi prendono parte gli elfi domestici, brandendo coltelli e mannaie contro i Mangiamorte, che vengono sopraffatti dalla furia degli avversari.
Harry è rimasto nascosto per tutto il tempo, celato alla vista degli altri, che ancora lo credono morto, sotto il Mantello dell’invisibilità, ma cerca di salvare più persone possibili, lanciando incantesimi scudo verso i suoi compagni in difficoltà.
Il momento per lui di venire allo scoperto è subito dopo la morte di Bellatrix, uccisa da una Molly inferocita, che lascia Voldemort furioso ma al tempo stesso smarrito. Lo scontro tra i due, accolto prima dal giubilo dei compagni che scoprono finalmente che Harry è vivo, avviene nel centro della folla riunita in Sala Grande.
I due si trovano l’uno di fronte all’altro e pian piano Harry rivela a Voldemort che non potrà mai vincere, che grazie a Silente e Piton verrà definitivamente sconfitto, perché la Bacchetta di Sambuco non gli è mai appartenuta e il vero proprietario è proprio Harry.
Dopo aver scagliato entrambi un incantesimo, l’Avada Kedavra di Voldemort gli si ritorce contro e lui, in un momento solenne, cade a terra morto. Il suo cadavere, umano e concreto, è la prova tangibile per tutti che sia stato finalmente sconfitto.
Un vibrante secondo di silenzio, lo stupore sospeso, poi il tumulto esplose attorno ad Harry, le urla, l’esultanza e i ruggiti dei presenti lacerarono l’aria. Harry non riusciva a capire una parola di quello che stavano urlando, né quali mani lo afferravano, lo tiravano, cercavano di abbracciarlo: erano in centinaia a premere contro di lui, tutti decisi a toccare il Ragazzo Che È Sopravvissuto, la ragione per cui era davvero finita.
I personaggi principali
Harry Potter
Harry è il protagonista della saga e il ragazzo sopravvissuto a Lord Voldemort. All’età di un anno i genitori di Harry, James e Lily, vengono uccisi da Lord Voldemort, che però non riesce ad uccidere Harry a causa di un incantesimo di protezione lanciato da Lily sul bambino.
Nel settimo romanzo Harry non è più soltanto il giovane mago coinvolto in avventure scolastiche. È un ragazzo costretto a prendere decisioni irreversibili, a dubitare delle proprie guide e a scegliere consapevolmente il sacrificio.
Harry vive la morte dei genitori come un vuoto da colmare, per poi riuscire, tramite le sue esperienze e le sfide che affronta, a rasserenarsi. L’iscrizione che il giovane mago trova nella tomba dei genitori nell’ultimo romanzo è un riferimento a un passo della Prima lettera ai Corinzi che recita “L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte”.
Ron Weasley
Come tutti i componenti della sua numerosa famiglia, Ron si riconosce per i capelli rossi; è un ragazzo timido e goffo, ma nel corso della serie andrà acquistando confidenza in sé stesso proprio grazie all’amicizia con Harry ed Hermione.
In Harry Potter e i Doni della Morte Ron mostra però anche la propria vulnerabilità. Il medaglione amplifica le sue paure e il senso di inferiorità, fino a spingerlo ad abbandonare gli amici.
Il ritorno di Ron e la distruzione dell’Horcrux segnano una fase decisiva della sua maturazione. Da ragazzino immaturo diventa un eroe premuroso, capace di preoccuparsi del destino degli elfi domestici del castello e di agire con coraggio.
Hermione Granger
Hermione è una giovane ragazza studiosa e brillante e per questo antipatica a molti, ma stringerà con Harry e Ron una forte amicizia. Nonostante la sua apparente freddezza, dimostrerà un grande affetto e una grande lealtà verso i due amici.
Nel settimo libro Hermione è il personaggio che mantiene maggiore continuità e fermezza. Anche quando Harry è sfiduciato e Ron si allontana, lei continua a credere nella missione e prepara con attenzione le strategie necessarie alla sopravvivenza del gruppo.
La sua intelligenza non è mai separata dalla sensibilità morale: il suo interesse per gli elfi domestici, la protezione dei genitori e la fedeltà agli amici mostrano che la conoscenza acquista valore soltanto quando viene messa al servizio degli altri.
Lord Voldemort
Lord Voldemort, anche chiamato Colui Che Non Deve Essere Nominato o Tu-Sai-Chi, è l’antagonista di Harry, un mago oscuro che tenta di conquistare il mondo magico e di imporre la superiorità dei purosangue.
La sua ricerca dell’immortalità lo porta a frammentare la propria anima negli Horcrux. In questo modo Voldemort tenta di sottrarsi alla morte, ma proprio il rifiuto della mortalità lo rende sempre più disumano e incapace di comprendere l’amore, la lealtà e il sacrificio.
Albus Silente
Silente è il preside della scuola di Hogwarts e funge da figura protettrice e paterna per Harry. Anche se in molti casi si dimostrerà duro con lui, Silente avrà sempre a cuore il bene e l’incolumità di Harry.
Nel settimo romanzo la sua figura viene messa in discussione. Harry scopre aspetti del suo passato legati a Grindelwald e all’ambizione di riunire i Doni della Morte, ma comprende anche che Silente aveva preparato la missione degli Horcrux e guidato il percorso necessario alla sconfitta di Voldemort.
Severus Piton
Piton è il professore di Pozioni e dimostra fin da subito la sua antipatia verso Harry, motivata dal cattivo rapporto che aveva con il padre del ragazzo. Nel settimo libro è colui che ne esce maggiormente trasformato agli occhi del lettore.
Solo alla fine del volume si comprende realmente il suo personaggio e la bontà che si cela dietro quell’aria così tirata e imbronciata. Piton è sempre stato attento ad Harry non perché volesse ucciderlo, ma perché voleva proteggerlo per la donna che ha sempre amato: Lily.
Grazie ai ricordi di Piton si scopre l’amore che egli ha nutrito per la madre di Harry sia fuori sia dentro la scuola, il dolore per non essere ricambiato e l’umiliazione subita da parte di James Potter.
Tuttavia il suo unico desiderio è sempre stato quello di proteggerla e di proteggere il piccolo in ricordo di lei. La rivelazione finale ridefinisce il significato delle sue azioni precedenti e mostra come l’amore possa sopravvivere alla perdita, trasformandosi in una promessa mantenuta per tutta la vita.
Neville Paciock
Neville Paciock nella saga è una sorta di “alter ego” di Harry: è nato lo stesso giorno di Harry e c’era il caso che la profezia che ha segnato la vita del predestinato si riferisse anche a lui.
Nel romanzo il suo ruolo nella battaglia finale è determinante. Neville non è soltanto l’imbranato di sempre che impugna la spada, fa saltare ponti e guida la riscossa: la sua crescita è una delle dimostrazioni più significative del modo in cui la saga trasforma la paura in coraggio.
Temi e analisi del romanzo
La morte e il sacrificio
Il tema centrale e fondamentale di tutti i romanzi è la morte, come riconosciuto dalla Rowling. Nel corso della saga Harry vive la morte dei genitori come un vuoto da colmare, per poi riuscire tramite le sue esperienze e le sfide che affronta, a rasserenarsi.
Il settimo libro porta questo tema al suo punto più alto. Harry non sconfigge Voldemort cercando di diventare più potente di lui, ma accettando la possibilità di morire per proteggere gli altri.
Questo passaggio porta a termine un confronto con il problema della morte, del suo senso in un’ottica di sacrificio e della sua definitività che attraversa tutta l’opera della Rowling.
Amore e protezione
James e Lily furono uccisi da Lord Voldemort la notte di Halloween del 1981, sacrificandosi per proteggere Harry. Il loro amore e il loro sacrificio permisero a Harry di sopravvivere all’attacco, rendendolo il “Bambino Sopravvissuto”.
L’amore è rappresentato come una forza concreta, capace di modificare gli effetti della magia e di proteggere anche dopo la morte. La protezione di Lily costituisce il primo elemento della sopravvivenza di Harry e trova un’eco nella scelta volontaria del protagonista di sacrificarsi per gli altri.
Amicizia e lealtà
La ricerca degli Horcrux mette a dura prova il legame tra Harry, Ron ed Hermione. La paura, la stanchezza e l’influenza del medaglione fanno emergere tensioni che nei libri precedenti erano rimaste nascoste.
La separazione di Ron non cancella il valore dell’amicizia, ma ne rivela la fragilità. Il suo ritorno dimostra che la lealtà non consiste nell’assenza di dubbi, bensì nella capacità di riconoscere i propri errori e di tornare accanto alle persone importanti.
Per Harry Potter è più di una saga di magia: è una saga che parla di coraggio, amicizia, amore e lotta. Sono libri che narrano problemi quotidiani celati dietro pozioni ed avventure fantastiche, di gelosie ed amori adolescenziali e soprattutto di perdite familiari.
Potere politico, razzismo e classismo
Il settimo romanzo rappresenta la degenerazione del Ministero della Magia, che perseguita apertamente maghi e streghe nati in famiglie Babbane e cerca di dimostrare la superiorità dei maghi purosangue sui nati Babbani.
La persecuzione mostra come il linguaggio della purezza possa diventare uno strumento di controllo sociale. La guerra contro Voldemort assume così una dimensione politica: combattere il suo regime significa opporsi alla discriminazione, alla propaganda e all’uso delle istituzioni per legittimare la violenza.
Nel corso della serie si passa ad affrontare gli aspetti adolescenziali, come le ribellioni e la fiducia in sé stessi, fino ad arrivare a elementi più maturi come il potere politico, le strumentalizzazioni mediatiche, il razzismo, il classismo e la depressione.
Il potere e la tentazione dell’invincibilità
I Doni della Morte sono simboli del desiderio umano di dominare la morte. La Bacchetta di Sambuco promette il potere assoluto, la Pietra della Resurrezione promette di restituire i morti e il Mantello dell’invisibilità offre protezione e libertà.
La storia dei tre fratelli consente di leggere il romanzo come una riflessione sulle diverse risposte alla mortalità. Chi cerca di possedere la morte viene distrutto dalla propria ambizione; chi accetta la condizione umana può invece attraversare la vita con maggiore consapevolezza.
La questione dei Doni si intreccia con quella degli Horcrux: Voldemort tenta di sconfiggere la morte attraverso la frammentazione dell’anima, mentre Harry affronta la morte senza cercare di dominarla.
Struttura e stile
Rispetto agli altri libri, il settimo volume non solo è il più lungo ma è anche pieno di avvenimenti e questioni da tenere a mente. I capitoli in tutto sono 39 e le parti riflessive sono in netta maggioranza.
Lo stile è completamente diverso, più maturo, articolato con un’attenzione dettagliata alla descrizione dei luoghi. L’azione non si svolge principalmente nelle aule e nei corridoi di Hogwarts, ma nelle campagne, nei rifugi, nei cimiteri, nelle case abbandonate e nei luoghi segnati dalla storia della magia.
Ogni personaggio mostra un lato più riflessivo rispetto agli altri volumi e un lato nascosto che non aveva mostrato, come Ron quando decide di fuggire e lasciare i suoi amici.
Il romanzo alterna la ricerca degli Horcrux, la scoperta dei Doni della Morte, le rivelazioni sul passato di Silente, i ricordi di Piton e la preparazione della battaglia finale. Questi elementi convergono nella parte conclusiva, dove i misteri della saga trovano una spiegazione.
Il film: Harry Potter e i Doni della Morte - Parte I e Parte II
Harry Potter e i Doni della Morte - Parte I e Parte II sono stati diretti da David Yates nel 2010 e 2011. Il settimo libro della saga è stato diviso in due film per portare sullo schermo la conclusione della storia.
Domandare ai fan di Harry Potter quale sia il migliore o, al contrario, il peggiore film della saga non riceverà mai una risposta univoca. C’è chi con i libri ci è cresciuto o chi li ha scoperti molto più tardi, dopo aver visto la saga cinematografica.
Il mondo magico creato da J. K. Rowling sulla carta e poi la sua versione cinematografica, a cui prendono parte attori del calibro di Alan Rickman e Maggie Smith, ha influenzato persone diverse in modi differenti, rendendo difficile redigere in modo obiettivo una classifica dei sette romanzi o degli otto film.
Le differenze principali tra romanzo e film
Nella trasposizione cinematografica dell’ultimo romanzo sono stati creati momenti e situazioni che nel libro non erano presenti, con la finalità di adattare il ritmo dei romanzi a quello cinematografico.
Un momento inedito è quello dell’“addio” tra Ron, Hermione ed Harry, quando Harry sta per consegnarsi a Voldemort nella Foresta Proibita. Nel romanzo Harry non dice nulla a nessuno e si allontana da solo; nel film lo vediamo accomiatarsi dai suoi migliori amici.
Nel libro, quando Harry deve scappare da casa sua a Privet Drive, prima di arrivare alla Tana finisce in casa dei genitori di Ninfadora Tonks, nella quale prenderanno una Passaporta per arrivare alla Tana; nel film invece Harry e Hagrid vanno direttamente alla Tana.
Nel libro Dudley è dispiaciuto del fatto che Harry non venga con loro; la scena era inizialmente prevista all’interno del film per poi essere tagliata ed inserita nei contenuti speciali. Nel film è inoltre omessa la parte in cui Dudley ringrazia Harry per averlo salvato due anni prima.
Durante il trasferimento di Harry da Privet Drive alla Tana, il vero Harry è in volo con Hagrid. Durante la fuga incontra Voldemort, che tenta di ucciderlo con la bacchetta di Lucius, ma la bacchetta di Harry si difende da sola, spezzando quella di Lucius.
Tale scena è stata del tutto esclusa nel film. Nel libro Edvige muore nella sua gabbia, colpita dall’Avada Kedavra scagliata da un Mangiamorte; nel film muore fuori dalla gabbia, dopo aver attaccato un Mangiamorte per difendere Harry, per poi essere colpita e precipitare morta.
Nel film, Harry e il Ministro della Magia Scrimgeour non litigano affatto quando si trovano alla Tana. Nel romanzo, quando Scrimgeour chiede di prendere in mano il Boccino d’Oro regalato da Albus Silente, non accade nulla; poco dopo Harry fa notare che il primo Boccino lo aveva preso con la bocca.
Il Boccino, una volta baciato, ha rivelato la frase: “Mi apro alla chiusura”. Nel film vengono ridotti o modificati anche diversi passaggi legati alla funzione degli oggetti lasciati da Silente.
Nel romanzo Harry e Hermione leggono un capitolo del libro di Rita Skeeter Vita e Menzogne di Albus Silente, in cui scoprono che Silente e Grindelwald volevano riunire i tre Doni della Morte per conquistare il potere. Nel film queste informazioni sono omesse.
Nel romanzo, durante il matrimonio di Bill e Fleur, grazie alla Pozione Polisucco, Harry prende le sembianze di un Babbano con i capelli rossi, facendo credere che il suo nome sia Barney Weasley nella speranza di confondersi tra la moltitudine dei Weasley presenti al matrimonio. Nel film Harry non cambia il suo aspetto.
Viene spiegato nel romanzo che il nome di Voldemort era stato incantato facendolo diventare Tabù e che chi lo avesse pronunciato sarebbe stato individuato dai Ghermidori. Nel film la cattura del trio è molto più semplificata.
Nel romanzo Hermione spiega come distruggere il medaglione perché l’anno precedente aveva preso dall’ufficio di Silente un libro che parlava degli Horcrux; nel film i ragazzi invece non hanno idea di come fare per distruggerlo.
Nel film Peter Minus non muore strangolato dalla sua stessa mano, controllata da Voldemort per aver provato pietà per Harry, come nel libro, ma viene semplicemente Schiantato e ucciso da Dobby durante la fuga da Villa Malfoy.
Mentre Hermione viene torturata, sul suo braccio appare scritto “Mudblood”, una ferita infertale da Bellatrix Lestrange. Nel romanzo la Mangiamorte usa invece la maledizione Cruciatus sulla ragazza per svariate ore, mentre la interroga pretendendo di sapere dove i tre abbiano preso la spada di Grifondoro.
Nel libro Hermione spiega a Harry e Ron che per paura dei Mangiamorte ha dovuto cancellare la memoria dei suoi genitori, cambiandone in seguito l’identità e facendo credere loro di non aver mai avuto figli e che il loro desiderio fosse andare a vivere in Australia.
Nella pellicola non è specificato niente di tutto ciò; inoltre la scena lascia dubbi allo spettatore sul fatto che Hermione si riunirà o meno con i suoi genitori.
Nel libro quando Harry e Hermione vanno a Godric’s Hollow hanno preso la Pozione Polisucco, diventando due Babbani; nel film non prendono nessuna pozione.
La morte di Harry e la reazione di Hogwarts
Nel romanzo, il corpo di Harry viene riportato a Hogwarts tra le braccia di Hagrid. Assumendo il punto di vista di Harry, il lettore partecipa alla sua angoscia nel non poter rivelare ai suoi amici di essere ancora vivo.
Harry non desiderava altro che gridare e rispondere, ma si costrinse a restare in silenzio. Le urla dei suoi amici diventano un segnale: la folla dei sopravvissuti si scatena, urlando ingiurie contro i Mangiamorte.
Neville è il primo a scagliarsi contro i Mangiamorte, ma il primo a parlare e a sfidare verbalmente Voldemort è Ron. Se nel film resta in silenzio ad assistere alla scena, nel libro Ron lo interrompe e gli si oppone.
La partecipazione emotiva di coloro che sono presenti a Hogwarts è molto più intensa nel libro rispetto al film. Leggere di come tutti reagiscono con furore alla morte di Harry rende questo passaggio della storia estremamente più potente e d’impatto.
Questa scena, che nel film si conclude con il rapido “risveglio” dell’eroe e Voldemort che parte all’inseguimento, nel libro è decisamente più spettacolare: Grop ed i centauri arrivano alla carica scatenandosi sui Mangiamorte, mentre Neville uccide Nagini con la spada di Godric Grifondoro, e ad Hogwarts scoppia il caos.
Il duello finale nel libro e nel film
Nel romanzo Harry e Voldemort si affrontano nella Sala Grande semidistrutta, davanti alla comunità di Hogwarts. Harry rivela a Voldemort che la Bacchetta di Sambuco non gli è mai appartenuta e che il suo vero proprietario è proprio Harry.
Nel film Voldemort ed Harry si ritrovano invece a combattere soli, al di fuori del castello, mentre nessuno assiste. Dopo che Harry rivela al Signore Oscuro perché non potrà mai vincere, i due cominciano a volteggiare attorno al castello.
È proprio nel momento in cui i due si ritrovano l’uno di fronte all’altro con le bacchette sguainate che Neville uccide finalmente Nagini, rendendo così Voldemort mortale. L’ultimo colpo tra i due è quello che per Voldemort risulta fatale.
Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato è finalmente sconfitto e pian piano si tramuta in polvere, scomparendo davanti agli occhi dell’unico testimone della sua morte.
La differenza modifica l’impatto emotivo della scena. Nel libro tutti assistono alla sconfitta di Voldemort e possono esultare con Harry per l’enormità di ciò che, con l’aiuto di tantissimi altri e con il loro sacrificio, è riuscito a realizzare.
Nel film Harry cammina per il castello e alcuni lo guardano da lontano, rivolgendogli mezzi sorrisi. Non c’è il momento di giubilo e di entusiasmo che caratterizza il romanzo, nel quale Harry è tanto stanco da dover persino nascondersi sotto il Mantello dell’invisibilità per non essere continuamente fermato dagli abbracci e dalle dimostrazioni d’affetto dei suoi amici.
Personaggi e storyline ridimensionati
Nel film si cerca di dare una maggiore importanza agli interessi romantici dei personaggi. Il primo bacio tra Ron ed Hermione è diverso da come accade nel libro, in cui Hermione bacia Ron dopo che lui le dimostra di essere sinceramente preoccupato per il destino degli elfi domestici del castello.
In questo momento si comprende anche quanto Ron sia cresciuto nel corso del tempo, da ragazzino immaturo a eroe premuroso. Nel film, invece, il bacio avviene dopo la distruzione di uno degli Horcrux e risulta più legato al ritmo spettacolare della scena.
La sottotrama Luna-Neville non era presente in questa forma nel romanzo. Luna e Neville non avevano mostrato alcun interesse reciproco prima del film e il loro avvicinamento può apparire irrealistico e forzato.
La morte di Tonks e Lupin, due personaggi estremamente amati, in Harry Potter e i Doni della Morte - Parte II viene lasciata quasi sullo sfondo. Dei loro corpi viene mostrata solo un’inquadratura veloce, senza inserire nella trama il fatto che i due avessero avuto un figlio, Teddy.
Un altro elemento che non viene inserito nel film è il ritorno di Percy, che riusciva a mostrare, con poche parole e pochi gesti in un momento estremamente emozionante, quanto i Weasley siano legati tra loro e quanto siano sempre disposti al perdono.
Un esempio significativo è Neville Paciock. Nella saga è una sorta di alter ego di Harry, è nato il suo stesso giorno e la profezia avrebbe potuto riferirsi anche a lui; nel film sembra più che altro l’esempio perfetto della rivincita del nerd, l’imbranato di sempre che impugna la spada, fa saltare ponti e guida la riscossa.
Sotto questa drastica scure cade anche una parte della fondamentale rivelazione su Severus Piton, uno dei personaggi più amati anche sullo schermo grazie all’interpretazione di Alan Rickman. Lo stesso vale per i molti morti che la battaglia lascia sul campo e ai quali è dedicato un veloce e poco significativo pensiero.
Il significato del finale
La conclusione del romanzo non presenta la vittoria di Harry come il risultato della sola forza individuale. La sconfitta di Voldemort dipende dall’insieme delle scelte compiute da molti personaggi, dal sacrificio di Lily alla fedeltà di Piton, dalla protezione degli amici alla resistenza della comunità di Hogwarts.
Harry non diventa il padrone della morte perché possiede tutti i Doni, ma perché accetta la mortalità e rinuncia al desiderio di controllarla. In questo senso, il Mantello dell’invisibilità è diverso dagli altri Doni: non serve a dominare la morte, ma consente a Harry di attraversare il pericolo senza trasformare la propria vita in una ricerca di potere.
La storia si chiude anche attraverso la trasformazione dei personaggi. Harry affronta la propria paura, Ron supera il senso di inferiorità e Hermione conferma la propria forza morale. Piton, Silente e Voldemort, invece, mostrano tre modi diversi di confrontarsi con il desiderio, la perdita e il potere.
Il settimo libro è ricco di colpi di scena, battaglie e conquiste e chiude il cerchio della saga, aggiungendo il tassello che mancava per dare l’immagine completa degli eventi e dei personaggi.
