Il primo incontro di catechismo dovrebbe dedicare la maggior parte del tempo alla conoscenza tra catechisti e bambini e tra bambino e bambino. I giochi di conoscenza aiutano a rompere il ghiaccio, favoriscono la formazione del gruppo e permettono ai bambini di vivere fin dall’inizio il catechismo come un’esperienza accogliente, gioiosa e condivisa.
Nel mondo dei piccoli il giocare rimane il modo migliore e più adatto per imparare, socializzare, adattarsi, crescere. Durante un incontro di catechismo il gioco non dovrebbe essere il momento di svago o il premio se i bambini si sono comportati bene, ma parte stessa della struttura, dovrebbe essere esso stesso un momento educativo.
Perché usare giochi di conoscenza al primo incontro
All’interno dell’attività di formazione dei bambini ho notato grande efficacia nel proporre giochi che, ripetuti parecchie volte, sono stati di aiuto a memorizzare, imparare e capire concetti che altrimenti sarebbero rimasti astratti. Giocare, quindi, non assume il significato di un passatempo come succede più avanti nell’età adulta.
La pazienza nell’aspettare il proprio turno, la delicatezza nei giochi dove non bisogna farsi scoprire, il saper perdere, il mettere a servizio i propri doni a favore di tutta la squadra. Gesti e riti che poi sono utilizzati anche nelle celebrazioni ma che durante i giochi sono puro divertimento, sperimentando anche la bellezza dello stare insieme.
Il gioco insegna a non essere il centro del mondo, perché chi vuole comandare o vuole che le cose vengano fatte a modo suo, rovina il gioco agli altri e lui è il primo a non divertirsi. Il gioco ristabilisce anche il rapporto con l’adulto che diventa l’arbitro imparziale del quale bisogna avere fiducia. E poi l’obbedienza alle regole; chi sta alle regole permette che il gioco possa realizzarsi.
Per esempio lo sviluppo delle virtù umane che noi di NET proponiamo come parte del cammino catechetico viene aiutato se proposte nei giochi. Il gioco può diventare così un primo strumento per conoscere i bambini, osservare le loro modalità di relazione e accompagnarli nella costruzione del gruppo.
Come preparare il primo incontro
Essendo il primo incontro ti consigliamo di dedicare la maggior parte del tempo alla conoscenza tra te e i bambini e tra bambino e bambino. Puoi fare alcuni giochi di conoscenza; farli disegnare; chiedere che cosa sia, secondo loro, il catechismo; concludendo, poi, il tutto con un confronto.
Il primo suggerimento che ti diamo è, se ne hai modo, di confrontarti con le altre catechiste che operano da più tempo, in modo tale da capire insieme a loro come di solito si incomincia con dei bambini che non hanno mai fatto catechismo.
Se siete in due ad occuparvi della formazione ciò è molto positivo, perché vi da modo di aiutarvi nei momenti d’impasse e programmare e gestire attività anche più elaborate.
E' sempre "cosa buona" accogliere i genitori, preparando per loro un ambiente festoso, con un po' di musica di sottofondo, offrendo loro una caramella o un caffè e non facendo mancare loro il nostro sorriso e le nostre parole di benvenuto!!!! E' davvero importante che tutti si sentano a proprio agio e si stupiscano di quanto la Comunità cristiana sia accogliente!!!!

Gioco del gomitolo
Il gioco del gomitolo è un’attività semplice per presentarsi e introdurre il tema delle relazioni. Un ragazzo si lega l’inizio di un gomitolo intorno al polso, si presenta brevemente (20sec) e lancia il gomitolo ad un altro un po’ distante da lui, anche questo si lega il filo al polso, si presenta, passa il gomitolo.
Quando tutti si sono presentati l’animatore fa notare che si è formata una ragnatela, sono le relazioni che ognuno di noi può avere con gli altri, se uno fa qualcosa (parla bene o male di un amico) è come se tirasse il filo (farlo fare a loro stando attenti che non diventi un casino) e anche gli altri ne risentono del suo gesto.
Oppure quando litighiamo con qualcuno è come se il filo si spezzasse (questo poi verrà ripreso durante la preghiera della sera). Il gioco permette quindi di collegare la presentazione personale a un primo messaggio sul valore dell’amicizia, dell’attenzione e della responsabilità verso gli altri.
Materiale e organizzazione
- 4 gomitoli.
- Uno spazio nel quale i bambini possano disporsi in cerchio.
- Un tempo indicativo di 30 minuti.
Divisi in 2 gruppi: per dividerli li raggruppiamo e diciamo: chi è nato nei primi 6 mesi dell’anno si siede. se c’è troppa differenza di numero nei 2 gruppi si fa sedere o alzare qualcuno a caso poi si porta un gruppo un po’ distante dall’altro ed entrambi fanno il gioco del gomitolo.
Scheda delle prove in coppia
La scheda delle prove aiuta i bambini a cercare compagni diversi e a conoscersi attraverso piccole attività. Riuniti i ragazzi si da ad ognuno una scheda con 7 prove da fare in coppia cercando di volta in volta un compagno diverso che soddisfi la “condizione” cioè la caratteristica che deve avere il compagno con cui fare la prova (es. stesso colore della maglia).
Trovato il compagno i 2 devono andare da un animatore libero e fare la prova che è indicata e, se viene superata, l’animatore metterà un bollino adesivo colorato sulle 2 schede. Le prove sono fatte per conoscersi e rompere il giaccio quindi se vi arrivano 2 ragazzi che sono molto amici cercate di respingerli se possibile.
Possibili condizioni per trovare il compagno
- Ha lo stesso colore della maglia.
- Ha un animale domestico.
- È nato nello stesso mese.
- Ha un fratello o una sorella.
- Preferisce lo stesso gioco.
- Ha un colore preferito uguale.
- Conosce già un altro bambino del gruppo.
Le condizioni possono essere adattate all’età dei bambini e alla composizione del gruppo. Il compito dell’animatore è favorire l’incontro tra bambini che normalmente non si sceglierebbero spontaneamente.
Il gioco “Quanti capelli hai?”
Se c’è ancora tempo si potrebbe fare questo gioco; la caratteristica è che non si dice mai il nome di una persona indicata ma quello dei 2 ragazzi alla sua destra e sinistra.
Inizia un animatore e dice indicando un ragazzo (es. Simone): “Tu, Marco-Luca, quanti capelli hai?” (Marco e Luca sono i vicini di Simone) e Simone risponde: “Io, Marco-Luca, ho zero capelli!” e poi lui stesso indicando un altro ragazzo dice: “tu, Claudia-Francesco, quanti capelli hai?” e così via.
Chi dice bene il suo nome (cioè la prima delle 2 frasi) si siede ed esce virtualmente (non fisicamente) dal gioco e chi rimane deve continuare come se lui non ci fosse. Il gioco richiede attenzione, favorisce la memorizzazione dei nomi e crea un clima di allegria.
Quattro cantoni delle caratteristiche
In realtà i cantoni sono 8, in ognuno c’è un animatore. Al via ogni animatore tira su un cartello con scritto: simpatico, generoso, allegro, testardo, bello, ottimista, casinaro e timido.
Ogni ragazzo deve scegliere qual è la caratteristica che gli si addice di più e andare da quel animatore. In 5 min l’animatore guida una piccola riflessione su come mai sono venuti lì, perché hanno scartato le altre, se sono contenti di questa loro caratteristica, ecc.
Il gioco può essere proposto senza trasformare le caratteristiche in etichette rigide. L’obiettivo è aiutare ciascun bambino a parlare un poco di sé e a scoprire che nel gruppo possono convivere qualità, sensibilità e modi di essere diversi.
Seconda manche: interessi e passioni
Poi si fa una seconda manche con queste scritte: pallavolo,calcio,basket,danza,ginnastica artistica,tennis, nessuno, altro. I bambini scelgono il gruppo che rappresenta maggiormente i loro interessi e possono spiegare brevemente la propria scelta.
Famiglie di carte
Il gioco delle famiglie di carte permette di formare piccoli gruppi in modo casuale e di far muovere i bambini nello spazio. Si distribuisce ad ogni ragazzo una carta del mazzo da scala 40 ma non in modo casuale (spiegato dopo).
Ogni ragazzo deve cercare tutti gli altri ragazzi che hanno la stesso seme (cuori, quadri, picche e fiori) sulla carta e anche lo stesso colore del retro (blu o rossa) e formano un gruppetto. Si spiega che questi sono i gruppi per le pulizie.
Il gioco può essere utilizzato per organizzare attività successive, perché consente di creare gruppi diversi da quelli formati spontaneamente dai bambini e di distribuire i compiti in maniera ordinata.
Il gioco del pistolero
Si uniscono 2 gruppi insieme e fanno il gioco del pistolero (quindi ci saranno 3 gruppi con 25 ragazzi circa che fanno il gioco contemporaneamente).
Un animatore sta al centro del cerchio e “spara” dicendo il nome ad un ragazzo a caso, questo si deve abbassare e i 2 ragazzi che gli stavano a fianco si devono sparare a vicenda dicendo il nome dell’altro. Che “viene colpito” esce dal cerchio.
Quando ne rimangono 2, duello finale: schiena contro schiena, fanno un passo in avanti ogni volta che l’animatore dice un nome di un frutto, quando l’animatore dice una cosa che non è un frutto si girano e si sparano con il nome.
Il gioco deve essere condotto in modo rapido e rispettoso, lasciando che l’eliminazione rimanga soltanto una regola del gioco e non diventi una valutazione del bambino. L’animatore può aiutare i più piccoli a ricordare i nomi e a comprendere i tempi dell’azione.
Giochi per formare le squadre
Ad ogni ragazzo viene distribuito un foglietto con scritto un oggetto (che ha un colore blu, rosso, verde o giallo), poi si spiega che devono trovare tutti i ragazzi che hanno un colore uguale a quello del proprio oggetto e queste saranno le squadre.
Divisi nelle squadre si pensa al nome della squadra, la canzone inno e chi vuole ha a disposizione un cartellone per disegnarci un simbolo della squadra, uno stemma o qualsiasi altra cosa piaccia al gruppo.
Alle 16.30 deve essere tutto fatto e ci si riunisce per la presentazione delle squadre. La presentazione consente ai bambini di raccontare il lavoro svolto e di ascoltare le idee degli altri gruppi.
Materiale
- Foglietti con oggetti-colore.
- Un cartellone e colori per ogni squadra.
- Spazio per lavorare in piccoli gruppi.
Il cartellone con i nomi
A conclusione dell'incontro, abbiamo consegnato ad ogni genitore un "cuore" , segno dell'Amore di Dio, sorgente della vita, e di quello dei genitori, a cui è affidato il dono di trasmettere la vita ai figli!!! Li abbiamo quindi invitati a portarlo a casa e a "parlare ai bambini di quanto ascoltato e ricevuto, così da cominciare a "condividere" - come dice Renato Zero nella sua canzone - l'annuncio ricevuto.
Abbiamo chiesto loro di conservare il cuore e di darlo ai bambini al primo incontro di catechismo, durante il quale si parlerà del dono della vita, del nome che hanno ricevuto, …!!!! Il cuore verrà utilizzato per fare il "cartellone di presentazione del gruppo", che li accompagnerà durante tutto l'anno, in ogni occasione in cui saranno "visibili" in Comunità.
Al primo incontro di catechismo, nello svolgimento della tappa 2 - tempo 1 - abbiamo invitato i bambini a portare i cuori che i loro genitori avevano ricevuto durante l'incontro di conoscenza e di presentazione del cammino. Abbiamo poi realizzato insieme ai bambini il cartellone de gruppo, con i loro nomi (vd. 1^ anno : 2^ elementare 2^ tappa - tracciando così il filo rosso con l'incontro fatto con i genitori.

Un primo gioco per imparare i nomi
Memo nomi Un semplice gioco per far imparare ai bambini il nome dei loro compagni. Il gioco può essere riproposto all’inizio degli incontri successivi, finché i nomi non saranno diventati familiari a tutti.
La ripetizione è utile soprattutto nei gruppi numerosi o quando alcuni bambini si conoscono già e altri arrivano per la prima volta. Il nome personale può diventare anche il punto di partenza per parlare del dono della vita e dell’accoglienza di ciascuno.
Disegnare e raccontare che cos’è il catechismo
Puoi fare alcuni giochi di conoscenza; farli disegnare; chiedere che cosa sia, secondo loro, il catechismo; concludendo, poi, il tutto con un confronto.
Il disegno permette ai bambini più timidi di esprimersi anche senza parlare subito davanti a tutti. Dopo l’attività, ciascuno può mostrare il proprio lavoro e raccontare una parola, un’immagine o un’esperienza che associa al catechismo.
Per quanto riguarda l'ambito cristiano, volete lavorare con i bambini sul conoscere Gesù e comprendere che è nostro amico? In questo caso potrete partire da alcuni brani del Vangelo, ma anche dalle azioni concrete che i bambini possono intraprendere come gruppo.
Giochi con immagini, memoria e simboli
Il gioco memory dell’Avvento è pensato per bambini delle prime classi elementari per famigliarizzare con i simboli del tempo di Avvento e del Natale. Il file è proposto in formato Publisher modificabile per poterlo personalizzare con scritte e immagini a piacimento, e in pdf. Basta stampare, ritagliare e plastificare.
Il gioco del memory pensato per rendere più avvincente un incontro con i bambini del catechismo sul brano di Vangelo della Presentazione di Gesù al Tempio (Lc 2,21-38). Stampare le carte, incollarle su cartoncino, ritagliarle e incollare sul retro le etichette.
Un gioco per pregare. Pregare con carta, forbici, colla e colori. 8 disegni in A4 da colorare e altrettanti di lettere da ritagliare. La preghiera dell’Ave Maria. I bambini si divertono nel lavoro e intanto. imparano e pregano la Madonna.
Un gioco per pregare. Pregare con carta, forbici, colla e colori. 6 disegni in A4 da colorare e altrettanti di lettere da ritagliare. La preghiera dell’Angelo di Dio. I bambini si divertono nel lavoro e intanto. imparano e pregano.
Il gioco come cammino di crescita
Per aiutare i bambini piccoli a vivere il gioco come tempo di crescita, ma anche per «mettersi in gioco» alla scuola di Gesù. Con un momento di catechesi in famiglia o in parrocchia e con attività pratiche spiegate passo dopo passo con due video-tutorial su YouTube.
Gesù viene ogni giorno nella nostra vita con l’amore, con il perdono… e noi continuiamo a fare i capricci. Sarebbe bello andare in quel luogo, dove egli si è fermato a raccontare…; sarebbe bello stare lì in silenzio, semplicemente ad ascoltare lui che ci parla.
Le cose buone che fai e che dici sono il modo più bello per stare vicino a Gesù e, soprattutto, per dimostrare il tuo amore a lui. Cerca su YouTube: La storia del Natale, la nascita di Gesù, Maestra Francesca.
Gioco di accoglienza: conosciamo i nostri nomi
Il gioco dei comportamenti
Papà e mamma dedicano del tempo per giocare, in maniera «diversa», con il proprio bambino. «Prendete due contenitori (quelli in plastica sono perfetti); ritagliate, da carta o cartoncino, diversi quadrati e coloratene alcuni in rosso e alcuni in verde, assieme al vostro bambino.
Invitatelo a mettere, in base al comportamento, i quadrati verdi nel primo contenitore e i rossi nell’altro. I quadrati rossi rappresentano le azioni negative (sono stato capriccioso, impaziente, prepotente…); i quadrati verdi le azioni buone (sono stato ubbidiente, paziente, attento…).
Alla fine del mese il bambino può rendersi conto di quali azioni prevalgono, per migliorare… L’attività può essere ripresa anche nel gruppo, collegandola alla capacità di ascoltare, aspettare il proprio turno, collaborare e prendersi cura degli altri.
Stabilire insieme le regole del gruppo
Per vivere bene questa settimana di camposcuola è necessario. L’animatore durante questa fase di “scrittura creativa” dovrà suggerire e indirizzare i ragazzi a scrivere i comportamenti da tenere durante la settimana, “le regole”.
Finita questa fase si legge a turno ciò che hanno scritto e l’animatore scriverà su un cartellone le regole più importanti per i ragazzi. Poi viene scelto un ragazzo o 2 che illustreranno alle altre squadre il proprio cartellone e quindi con l’aiuto degli animatori si farà una sintesi dei 4 lavori e si stilerà la “costituzione” del campo.
Alla fine gli animatori commenteranno la costituzione ed aggiungeranno, se necessario, alcune regole importanti e soprattutto la fondamentale: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato!
Che fatica facciamo a insegnare l’obbedienza? Eppure nei giochi è indispensabile seguire le regole. Le regole condivise aiutano i bambini a comprendere che la libertà di ciascuno è collegata al rispetto degli altri.
Proposta di scansione del primo incontro
| Orario | Attività |
|---|---|
| 10.00 ~ 12.00 | Giochi di conoscenza |
| 15.00 | Drammatizzazione, divisione in gruppi e “creazione” squadra |
| 16.30 | Presentazione squadre |
| 17.00 | Merenda |
| 17.30 | Attività regole |
| 18.45 | Preghiera |
I tempi circa dell’attività, che sicuramente subiranno variazioni e adattamenti, sono: 10.00 ~ 12.00 Giochi di conoscenza 15.00 Drammatizzazione, divisione in gruppi e “creazione” squadra 16.30 Presentazione squadre 17.00 Merenda 17.30 Attività regole 18.45 Preghiera.
Se piove: quasi tutta l’attività può essere adattata per farla dentro casa. Da vedere sul momento.
Materiale necessario
- 4 gomitoli.
- Scheda-prove per ogni ragazzo.
- 450bollini adesivi colorati.
- Nastro bianco rosso.
- I 16 cartelloni x il gioco dei 4 cantoni.
- Un mazzo di carte da scala 40.
- Foglietti con oggetti-colore.
- 1 cartellone e colori per ogni squadra.
- 60 fogli con frase per scrittura creativa.
- 60 penne.
- 5 cartelloni.
- Un filo da tagliare.
Concludere con un segno e una preghiera
Il gesto durante la preghiera può riprendere il simbolo del filo. 2 animatori sono legate da un filo e si spiega che, come abbiamo visto questa mattina, noi siamo legati alle altre persone e a Dio; possiamo immaginare questo legame come un filo.
Ma se litighiamo questo filo si rompe (viene tagliato il filo che unisce i 2 animatori). Questo capita sicuramente anche tra i migliori amici e tra noi e Dio, ma se riconosciamo i nostri errori e chiediamo scusa all’amico o ci confessiamo, questo filo viene riattaccato (legare i 2 pezzi di filo degli animatori) e sicuramente la corda si accorcia e noi ci avviciniamo all’amico e a Dio.
A conclusione dell'incontro dei genitori, abbiamo vissuto un momento di preghiera con i genitori ed i bambini. A conclusione dell'incontro con i genitori, abbiamo vissuto, nella cappella dell'oratorio, Genitori e Bambini insieme, la microcelebrazione del "Rito della Luce", con cui abbiamo concluso la Tappa 6.
Abbiamo fatto molta attenzione a preparare l'ambiente in modo adeguato, secondo le indicazioni date dalla Diocesi (G1 - Tappa 6 - Tempo 4). Oltre ai lumini, abbiamo anche posizionato, accanto al Vangelo, le "altre barche", realizzate con la tecnica origami (vd. 2^ elementare - Tappa 6 - Tempo 4). che i bambini, aiutati da una di noi catechiste, hanno preparato mentre i genitori erano impegnati nell'incontro.
Candele nei gusci di noci
Perché non sostituire i soliti lumini, con queste simpaticissime candele!!!!!
Prendere le noci e, utilizzando un coltellino, inserire la lama nel punto di unione dei gusci delle noci. Successivamente aprire le noci a metà, senza creparle o spaccarne il guscio, con delicatezza, e poi svuotarle accuratamente, eliminando i gherigli.
Riempire quindi i gusci delle noci svuotati con un po’ di cera, fatta fondere precedentemente a bagnomaria. Si possono usare senza problemi i residui di cera di una vecchia candela.
Con un po’ di pazienza, inserire lo stoppino e mantenerlo fermo in posizione verticale, magari aiutandosi con una molletta appoggiandola sul guscio, in attesa che la cera si sia solidificata del tutto e che lo stoppino possa restare in piedi da solo.
Infine, sistemare le candele su di un piatto o in una ciotola, dove eventualmente, mettere anche le barchette, realizzate con i bambini (vd. 2^ elementare - tappa 6 - le altre barche).
Ecco il testo del canto "Resta qui con noi", con cui abbiamo concluso il momento di preghiera. Abbiamo proiettato il testo del canto, accompagnandolo con una base musicale. Naturalmente, se c'è qualcuno che suona uno strumento musicale, sia esso un genitore o un membro della Comunità, ben venga!!!

Coinvolgere la famiglia
Hanno spiegato che i genitori hanno molto da dire e da dare nel percorso di Iniziazione Cristiana, in particolare nel normale svolgersi della vita quotidiana, nell'accoglienza attiva delle proposte familiari e nell'accompagnamento dei propri figli nel cammino di crescita.
Ma perché questa crescita sia davvero "fruttifera" è necessaria un'alleanza tra la famiglia e la Comunità cristiana!!!
Il camminare insieme a loro in questa Comunità sarà fonte di grande gioia per tutti, perché li vedrete crescere nella loro conoscenza di Gesù, che, se lo vorrete, colmerà ogni istante della Vostra vita di amore e la renderà felice!!
Per quanto riguarda i consigli su come gestire un anno di catechesi per bambini alla prima esperienza e senza un sussidio, ti consigliamo di delineare insieme al parroco, gli obiettivi formativi e cristiani che volete raggiungere durante l’anno.
Per esempio volete puntare, per quanto riguarda l'ambito formativo, su conoscenza e creazione del gruppo? Allora, deciso questo, dovrete iniziare a strutturare delle attività o degli interventi in questo senso.