La Rivista Geografica Italiana è una sede scientifica adatta allo studio geografico del pellegrinaggio perché analizza i rapporti tra spazio, territorio, mobilità, pratiche culturali, paesaggio, identità e trasformazioni urbane. La rivista, tuttavia, non presenta nel materiale disponibile un fascicolo specificamente dedicato alla geografia del pellegrinaggio.
Il pellegrinaggio può essere esaminato attraverso gli strumenti della geografia umana, culturale, sociale, storica ed economica: come pratica di mobilità, esperienza territoriale, forma di costruzione identitaria, processo di patrimonializzazione, modalità di produzione del paesaggio e fattore di sviluppo o pressione sui territori.
La Rivista Geografica Italiana: identità e ambito disciplinare
La Rivista Geografica Italiana sin dalla sua fondazione nel 1894 a Firenze, si propone come eminente espressione di un approccio rigorosamente scientifico ed aspira ad essere il principale luogo di confronto e di avanzamento della ricerca geografica in Italia. Da sempre aperta al dialogo internazionale, pubblica articoli e commentari in italiano, inglese, francese e castigliano, che abbiano rilevanza disciplinare e l’ambizione di fornire un contributo originale e visibile al dibattito internazionale dal punto concettuale, teorico, metodologico o applicativo.
La Rivista Geografica Italiana viene pubblicata ogni tre mesi per un totale di quattro numeri all’anno (marzo, giugno, settembre, dicembre). È divisa in due principali sezioni.
La sezione Articoli ospita sia articoli di ricerca - che presentano elaborazioni di materiali e analisi empiriche originali - sia articoli di rassegna - ovvero di riflessione critica su particolari filoni di ricerca o autori/autrici - di lunghezza massima pari a 50.000 battute (spazi inclusi), sottoposti ad una procedura di doppia revisione anonima tra pari (peer review).
La sezione Opinioni e dibattiti ha lo scopo di animare il dibattito scientifico su temi rilevanti per la geografia umana e le discipline affini. Ospita per questo contributi di diversa natura non sottoposti a peer review, bensì ad una valutazione da parte del comitato editoriale.
Perché il pellegrinaggio è un tema geografico
Il pellegrinaggio è una pratica spaziale che mette in relazione luoghi di partenza, itinerari, mete sacre, infrastrutture, comunità locali e paesaggi attraversati. La sua dimensione geografica non coincide soltanto con la posizione dei santuari, ma comprende l’insieme delle relazioni territoriali prodotte dal movimento dei pellegrini.
Lo studio geografico del pellegrinaggio può concentrarsi sulle forme di mobilità, sulla distribuzione delle destinazioni, sulle reti di accoglienza, sulla trasformazione degli spazi urbani e rurali, sulle narrazioni dei luoghi e sugli effetti economici, sociali, culturali e ambientali dei flussi.
Le categorie utilizzate dalla Rivista per affrontare temi di geografia culturale, urbana, sociale, ambientale e territoriale permettono di leggere il pellegrinaggio come fenomeno complesso, nel quale pratiche religiose, valori simbolici, politiche pubbliche, turismo, patrimonio e sviluppo locale si sovrappongono.
Mobilità, itinerari e reti territoriali
Il pellegrinaggio produce itinerari e connessioni tra luoghi diversi. Il percorso non è un semplice collegamento tra origine e destinazione, ma uno spazio vissuto nel quale il cammino, le soste, gli incontri e le pratiche di orientamento contribuiscono alla costruzione dell’esperienza territoriale.
La geografia può analizzare la struttura degli itinerari, la loro accessibilità, il rapporto con le reti di trasporto, la distribuzione dei servizi e la diversa capacità dei territori di accogliere flussi stagionali o permanenti.
Luoghi sacri, identità e patrimonio
I santuari, le chiese, i monasteri, le vie storiche e i paesaggi associati al pellegrinaggio sono luoghi nei quali si intrecciano memoria, appartenenza e rappresentazioni collettive. Il cibo e gli elementi identitari, affrontati dalla geografia contemporanea, offrono una chiave utile anche per comprendere le pratiche materiali e simboliche legate all’accoglienza dei pellegrini.
La patrimonializzazione può rafforzare il riconoscimento di un territorio, ma può anche selezionare alcune memorie, immagini e tradizioni a scapito di altre. Le narrazioni della tipicità, il cibo come ambito di costruzione identitaria, la patrimonializzazione e lo sviluppo locale sono temi che consentono di interpretare il pellegrinaggio nel rapporto tra cultura, territorio e rappresentazione.
Paesaggio e percezione dei territori
Il pellegrinaggio è anche un modo di percepire e attraversare il paesaggio. Il cammino rende visibili elementi naturali, insediamenti, infrastrutture, confini, luoghi di memoria e trasformazioni ambientali che possono rimanere meno evidenti nelle forme ordinarie della mobilità.
La riflessione sul paesaggio, presente tra i temi affrontati dalla rivista, permette di considerare il pellegrinaggio come una pratica capace di attribuire significati ai luoghi e di costruire immagini condivise dei territori.

Temi della rivista utili allo studio del pellegrinaggio
Sostenibilità e governo del territorio
Un itinerario religioso può contribuire alla sostenibilità locale quando sostiene economie diffuse, valorizza il patrimonio, promuove forme di mobilità non automobilistica e rafforza la cooperazione tra comuni e comunità. Può però produrre anche consumo di suolo, pressione sulle risorse, congestione, rifiuti e trasformazioni che alterano i caratteri dei luoghi.
Il fascicolo dedicato al rapporto tra cibo e spazio affronta il tema della sostenibilità, dello sviluppo locale, della giustizia socio-spaziale e della dimensione territoriale dei fenomeni complessi. Queste prospettive possono essere applicate anche allo studio dei servizi di accoglienza, delle economie locali e delle disuguaglianze prodotte lungo gli itinerari di pellegrinaggio.
Un’esplorazione riguardo al caso di studio di Brescia analizza il contributo che corrette politiche culturali urbane possono fornire a vantaggio della sostenibilità. La questione è rilevante anche per le città attraversate dai pellegrini, nelle quali le politiche culturali possono orientare la valorizzazione dei percorsi senza ridurli a semplici attrazioni turistiche.
Turismo, narrazioni digitali e autenticità
Le narrazioni digitali, le tradizioni alimentari e le pratiche turistiche sono analizzate attraverso una riflessione critica a partire dall’evento ‘Borgo diVino in Tour’ dell’Associazione ‘I Borghi più belli d’Italia’. Il riferimento alle narrazioni digitali è utile per comprendere come gli itinerari di pellegrinaggio vengano comunicati, visualizzati e trasformati in esperienze accessibili a pubblici diversi.
La promozione digitale può ampliare la conoscenza dei percorsi e facilitare l’organizzazione del viaggio, ma può anche semplificare la complessità dei luoghi, costruire immagini stereotipate e concentrare l’attenzione su alcune mete. La geografia può quindi studiare la distanza tra il territorio vissuto dai residenti, l’esperienza dei pellegrini e la rappresentazione proposta dalle piattaforme digitali.
Giustizia socio-spaziale e diritto all’accessibilità
La povertà alimentare, il right to food e le politiche locali del cibo sono oggetto di prime riflessioni critiche nel fascicolo monografico dedicato al rapporto cibo-spazio. Il tema della giustizia socio-spaziale può essere esteso all’accesso ai cammini, ai luoghi sacri, ai servizi e alle strutture di accoglienza.
Un pellegrinaggio realmente accessibile deve confrontarsi con le differenze economiche, fisiche, generazionali e culturali tra i partecipanti. La geografia sociale consente di osservare chi può percorrere un itinerario, quali ostacoli incontra, quali spazi risultano esclusivi e quali comunità sostengono i costi dell’accoglienza.
Pluralismo, regole e usi collettivi dello spazio
Una riflessione che, alla luce dei recenti sviluppi della geografia giuridica, mette alla prova il concetto di pluralismo giuridico sul caso degli assetti fondiari collettivi in Italia. Questo approccio è significativo anche per il pellegrinaggio, poiché molti itinerari attraversano territori regolati da forme diverse di proprietà, uso comune, tutela ambientale e gestione comunitaria.
La presenza dei pellegrini può confrontarsi con diritti di passaggio, pratiche locali, norme di tutela, usi civici e regolamenti degli enti territoriali. La geografia giuridica permette di analizzare come tali regole producano, consentano o limitino la mobilità lungo gli itinerari.
La produzione scientifica recente della Rivista
Il fascicolo di dicembre 2024
I tre articoli pubblicati nel numero di dicembre 2024 della Rivista geografica italiana spaziano su temi molto diversi, tutti di particolare interesse per le discipline geografiche: un’inchiesta sul terreno riguardante le conseguenze delle recenti politiche di austerità sull’assistenza sanitaria pubblica a gay, bisessuali e trans che vivono con HIV in Inghilterra; una riflessione che, alla luce dei recenti sviluppi della geografia giuridica, mette alla prova il concetto di pluralismo giuridico sul caso degli assetti fondiari collettivi in Italia; un’esplorazione - riguardo al caso di studio di Brescia - del contributo che corrette politiche culturali urbane possono fornire a vantaggio della sostenibilità.
Un quattro scritto, in forma di “Opinione”, intende gettare luce sulle direzioni di indagine che possono aprirsi per la geografia dopo l’approvazione da parte del Consiglio d’Europa della Nature restoration law (2024).
Segue un dibattito a più voci (compresa quella dell’autore) sull'innovativo volume di M. Lancione, For a liberatory politics of home (2023).
Infine le recensioni, in numero di sei, vertono sulle nuove forme di urbanità, su spazio urbano e genere, sulle attuali migrazioni transmediterranee, e ancora sulla storia del Brasile attraverso le mappe, sulla militarizzazione dello spazio in Sardegna, sul paesaggio nell’opera di Leopardi.
Nel complesso, il fascicolo mostra come la ricerca geografica possa collegare esperienza quotidiana, politiche pubbliche, diritto, ambiente, cultura urbana, mobilità e rappresentazioni dello spazio: tutte dimensioni centrali per una lettura articolata del pellegrinaggio.
Il fascicolo monografico sul rapporto cibo-spazio
Il fascicolo ospita otto articoli (più uno scritto introduttivo), ad opera di ben trentatré coautori in totale, attinenti all’approfondimento del rapporto cibo-spazio.
Si tratta di un tema ampiamente trattato nella geografia internazionale in anni recenti, e che in Italia viene per la prima volta posto al centro di un progetto di ricerca di interesse nazionale (PRIN); progetto del quale il presente numero della Rivista costituisce uno dei primi frutti.
Il progetto (e di conseguenza questo numero speciale della rivista) intende approfondire le differenti tematiche che intorno alla dimensione territoriale del cibo come fenomeno complesso si articolano, quali: cibo e giustizia socio-spaziale; cibo e sostenibilità; cibo ed elementi identitari; cibo e sviluppo locale.
Ognuna di queste tematiche è investita - più o meno centralmente - dall’uno o l’altro dei diversi articoli che compongono il numero, producendo un avanzamento del dibattito, che confidiamo i nostri lettori possano apprezzare.
Le otto recensioni del numero presentano la consueta varietà di tematiche, riferendosi sia a scritti di preminente valore epistemologico sia a volumi incentrati sui grandi temi dell’ambiente, dell’urbanesimo contemporaneo nelle sue diverse declinazioni, della geografia culturale.
Articoli scientifici del fascicolo cibo-spazio
- Emplacing food, ovvero ripensare il rapporto cibo-spazio. Prospettive di ricerca. Luca Battisti, Egidio Dansero, Federica Epifani, Teresa Graziani
- Le Food policy in una prospettiva multi e transcalare”. Giaime Berti, Federico Cuomo, Egidio Dansero, Saverio Di Benedetto, Francesca Galli, Simona Monteleone, Giacomo Pettenati
- Il rapporto cibo-spazio e la sfida della sostenibilità ambientale in Italia: una scoping review. Luca Battisti, Stefano Menegat, Francesca Silvia Rota, Chiara Lombardini, Rebecca Chiarello, Erika Maccarone, Marco Bagliani
- Sistemi agro-alimentari in transizione: gli effetti del cambiamento climatico in alcune regioni italiane. Daniel Delatin Rodrigues, Fausto Di Quarto
- Oltre la carne? Insostenibilità alimentari, (possibili) transizioni proteiche e paesaggi del futuro. Elena dell’Agnese, Marcella Schmidt di Friedberg
- Discorsi e pratiche della tipicità. Il cibo come ambito di costruzione identitaria, patrimonializzazione e sviluppo locale. Michela Lazzeroni, Giacomo Pettenati, Donatella Privitera, Sergio Zilli
- Narrazioni digitali, tradizioni alimentari e pratiche turistiche. Una riflessione critica a partire dall’evento ‘Borgo diVino in Tour’ dell’Associazione ‘I Borghi più belli d’Italia’. Fabio Pollice, Antonella Rinella, Antonietta Ivona, Francesca Rinella, Teresa Graziano, Federica Epifani
- Povertà alimentare, right to food e politiche locali del cibo. Prime riflessioni critiche. Alessia Toldo, Veronica Allegretti, Sabrina Arcuri, Maurizia Pierri
- Le regioni del cibo: processi, politiche, narrazioni1. Michela Lazzeroni, Giaime Berti, Riccardo Bruno, Adanella Rossi
Recensioni e prospettive culturali
- Augustin Berque, Pensare il paesaggio. Milano, Mimesis, 2022. (Michela Bonato)
- Marco Aime e Davide Papotti, Confini. Realtà e invenzioni. Torino, Edizioni GruppoAbele, 2023. (Raffaella Coletti)
- Philippe Pelletier, Clima, capitalismo verdee catastrofismo. Milano, Eleuthera, 2021 (Andrea Zinzani)
- Margherita Ciervo (a cura di), La strategia di bioeconomia è sostenibile? Territo-ri, impatti, scenari. SdT Edizioni, 2022. (Monica Bolognesi)
- Andrea Valeriani, La città di latta e la città di vetro. Utopie e distopie della me-tropoli brasiliana contemporanea. Milano, FrancoAngeli, 2023. (Teresa Isenburg)
- Serena Olcuire, Indecorose. Sex work e resistenza al governo dello spazio pubblico nella città di Roma. Verona, Ombre Corte, 2023 (Cesare Di Feliciantonio)
- Gianluca Gaias, Tra il qui e l’altrove. Situazioni e pratiche di cosmopolitismo ur-bano a Cagliari. Milano, FrancoAngeli open access, 2023 (Martino Haver Longo)
- Enrico Nicosia (a cura di), La Sicilia di celluloide. Dall’archeologia dei set al ci-neturismo. Milano, FrancoAngeli, 2022 (Patrizia Miggiano)
La geografia del pellegrinaggio tra città e aree rurali
Il pellegrinaggio coinvolge territori urbani e rurali con modalità differenti. Nelle città, i flussi possono concentrarsi intorno a santuari, chiese, piazze, stazioni, strutture ricettive e luoghi di memoria. Nelle aree rurali, il percorso può sostenere piccoli centri, economie locali e forme di valorizzazione del paesaggio, ma può anche accentuare la dipendenza da presenze stagionali.
Le nuove forme di urbanità, lo spazio urbano, il genere, le migrazioni e il cosmopolitismo urbano sono tra i temi presenti nelle recensioni della rivista. Questi ambiti consentono di interrogare il pellegrinaggio come fenomeno urbano plurale, capace di mettere in relazione residenti, visitatori, lavoratori dell’accoglienza, comunità religiose e soggetti in movimento.
Il volume Tra il qui e l’altrove. Situazioni e pratiche di cosmopolitismo urbano a Cagliari richiama il rapporto tra appartenenza locale e apertura verso l’altrove. Questa tensione è caratteristica anche dei luoghi di pellegrinaggio, nei quali la dimensione locale convive con arrivi provenienti da territori lontani.
Ambiente, cambiamento climatico e restauro della natura
Un quattro scritto, in forma di “Opinione”, intende gettare luce sulle direzioni di indagine che possono aprirsi per la geografia dopo l’approvazione da parte del Consiglio d’Europa della Nature restoration law (2024).
Il riferimento alla restaurazione della natura apre una prospettiva importante per gli itinerari di pellegrinaggio che attraversano paesaggi fragili, aree protette, territori agricoli e corridoi ecologici. L’analisi geografica può mettere in relazione tutela ambientale, accessibilità, manutenzione dei sentieri, pratiche di accoglienza e conflitti tra differenti usi del territorio.
Il fascicolo cibo-spazio affronta il rapporto tra sostenibilità ambientale, sistemi agro-alimentari in transizione, cambiamento climatico e paesaggi del futuro. Questi temi sono pertinenti anche allo studio delle vie di pellegrinaggio, spesso connesse a paesaggi agricoli, produzioni locali e risorse naturali.
CAMINO IGNACIANO - 1 PT (da Loyola a Logroño)
Metodi per una ricerca geografica sul pellegrinaggio
Ricerca sul terreno
Un’inchiesta sul terreno riguardante le conseguenze delle recenti politiche di austerità sull’assistenza sanitaria pubblica a gay, bisessuali e trans che vivono con HIV in Inghilterra mostra l’importanza attribuita dalla rivista alla ricerca empirica e all’analisi delle disuguaglianze spaziali.
La ricerca sul terreno può essere applicata al pellegrinaggio attraverso osservazioni lungo gli itinerari, interviste a pellegrini e residenti, rilevazioni dei servizi, mappature dell’accessibilità e analisi delle pratiche quotidiane di accoglienza.
Analisi delle politiche
Le politiche culturali urbane, le politiche locali del cibo, le strategie europee e le forme di governo del territorio costituiscono campi di ricerca utili per comprendere chi decide la valorizzazione degli itinerari, quali obiettivi vengono perseguiti e come vengono distribuiti costi e benefici.
La geografia del pellegrinaggio può quindi studiare piani urbani, strategie turistiche, progetti di sviluppo locale, politiche del patrimonio, norme ambientali e sistemi di gestione dei cammini.
Cartografia e rappresentazioni
La storia del Brasile attraverso le mappe, citata tra i temi delle recensioni, richiama il ruolo della cartografia nella costruzione delle immagini territoriali. Le mappe degli itinerari di pellegrinaggio non sono strumenti neutrali: selezionano luoghi, stabiliscono gerarchie, rendono visibili alcune connessioni e ne oscurano altre.
La cartografia può rappresentare percorsi, tempi, dislivelli, servizi, luoghi sacri, aree ambientali sensibili, confini amministrativi e forme di accessibilità. Può inoltre mettere a confronto il tracciato ufficiale con le pratiche effettivamente svolte dai pellegrini.
Geografia giuridica
La riflessione sul pluralismo giuridico e sugli assetti fondiari collettivi in Italia suggerisce di considerare il pellegrinaggio come una pratica regolata da sistemi normativi molteplici.
La ricerca può esaminare le relazioni tra proprietà privata, beni comuni, usi civici, tutela dei beni culturali, protezione ambientale e diritto alla mobilità. Può inoltre osservare come le norme vengano interpretate e negoziate dagli enti pubblici, dalle comunità locali, dalle organizzazioni religiose e dai gestori degli itinerari.
Struttura editoriale e possibilità di pubblicazione
La sezione Opinioni e dibattiti ospita contributi di diversa natura non sottoposti a peer review, bensì ad una valutazione da parte del comitato editoriale.
I commentari sono contributi di massimo 25.000 caratteri (spazi inclusi) contenenti prese di posizione su tematiche varie, siano esse di rilevanza scientifica o di rilevanza pubblica, per le quali si ritiene di lasciare più spiccatamente la responsabilità agli autori/autrici.
I forum sono collezioni di scritti sintetici di lunghezza compresa tra i 5.000 e i 15.000 caratteri ciascuno (spazi inclusi), da parte di diversi autori/autrici che dialogano a più voci su particolari temi, volumi di recente pubblicazione o eventi di particolare rilevanza.
Le recensioni critiche sono singoli commentari di massimo 25.000 caratteri (spazi inclusi) riguardanti libri di recente pubblicazione, il cui scopo non è descriverne i contenuti ma proporre una chiave di lettura critica e ragionata o ulteriori approfondimenti.
Le interviste sono contributi di massimo 25.000 caratteri (spazi inclusi) che riportano un dialogo nello stile dell’intervista con personalità di interesse per la comunità di riferimento della Rivista, e eventualmente una premessa di inquadramento.
Tali contributi possono essere promossi direttamente dal comitato editoriale, oppure proposti alla Rivista, la quale dovrà in ogni caso valutarli ed accettarli preventivamente.
Accessibilità e ruolo scientifico della rivista
La Rivista è stata inserita a partire dal 2013 nel repertorio Scopus della Elsevier, ed è rivista di classe A in geografia fin da quando tale classificazione è stata creata; oltre che, più recentemente, per la sociologia economica, del lavoro, del territorio e dell’ambiente.
Essa applica dal 2007 un rigoroso processo di peer review al fine di garantire elevati standard scientifici ai contenuti pubblicati e contribuire costruttivamente ad assicurarne la qualità e la rilevanza.
L’obiettivo della Rivista è fornire una tribuna di elevato livello qualitativo alle studiose e agli studiosi di geografia e discipline affini in Italia e all’estero. Il pubblico a cui la Rivista si rivolge è dunque un pubblico accademico, non necessariamente specializzato in discipline geografiche.
Dal 2021 la Rivista è pubblicata dall’editore Franco Angeli ed è disponibile in formato open access. La pubblicazione di contributi sulla Rivista non è vincolata ad alcun pagamento da parte degli autori/autrici.
Per lo studio del pellegrinaggio, questo profilo editoriale consente di connettere ricerche empiriche, riflessioni teoriche, analisi cartografiche, studi sul paesaggio, geografia giuridica, politiche urbane e prospettive sulla sostenibilità.
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