Francesco Basile è un imprenditore italiano attivo nell’innovazione digitale applicata alla ristorazione, al food retail e alle infrastrutture. Nato a Milano, ha lavorato in Cina e, dopo essere rientrato in Italia durante la pandemia di Covid, ha sviluppato Qromo, una soluzione all-in-one pensata per digitalizzare e semplificare la gestione dei locali.
Il suo percorso imprenditoriale comprende anche la gestione diretta di tre locali e l’attività di Amministratore Unico di Base House, azienda specializzata in infrastrutture, reti tecnologiche e costruzioni. Nel 2024 Francesco Basile è stato inoltre eletto Presidente del Comitato Giovani Imprenditori di Confindustria Campania per il quadriennio 2024/2028.
Chi è Francesco Basile
Nato a Milano, in Cina per lavorare, ritornato in Italia a causa del Covid, Francesco Basile è il nome dietro a Qromo e nella classifica Forbes Under 30. Traguardi raggiunti grazie a una profonda sensibilità per l'innovazione e la digitalizzazione, ora applicata al mercato Horeca e food retail.
L'obiettivo (condiviso con i soci Paolo Biglioli e Matteo Denti)? "Rivoluzionare la ristorazione attraverso un approccio full-digital, self-service e data-driven", afferma il manager ai microfoni di RM.
Francesco Basile ha costruito il proprio percorso combinando esperienza internazionale, gestione diretta di attività nella ristorazione e sviluppo di soluzioni tecnologiche rivolte alle piccole e medie imprese.
Qromo, la principale attività nel settore Horeca
Qromo nasce con l’obiettivo di risolvere uno dei problemi più complessi per gli imprenditori della ristorazione: la frammentazione degli strumenti software utilizzati nella gestione quotidiana dei locali.
Qual è il segreto dietro al successo di Qromo? Si tratta di una soluzione che sta risolvendo uno dei problemi più frustranti per gli imprenditori della ristorazione: la frammentazione delle soluzioni software adottate.
Grazie a Qromo, il ristoratore ha accesso a servizi che vanno dalla rendicontazione degli scontrini ai pagamenti, dalle integrazione con i kiosk alle prenotazioni, dalle informazioni sui kitchen display alle metriche di performance, ecc.
Insomma, cerchiamo di semplificare la filiera e le funzionalità digitali a disposizione dell’imprenditore ponendoci come un vero e proprio partner IT per quelle imprese small e medium business che faticano ad attivare o implementare sistemi software complessi, spesso anche molto costosi e che necessitano di continua manutenzione.

Una piattaforma all-in-one per la ristorazione
La soluzione sviluppata da Francesco Basile punta a riunire in un unico ecosistema diverse funzioni operative del locale. Il modello si basa su un approccio full-digital, self-service e data-driven, con l’obiettivo di ridurre la complessità tecnologica per l’imprenditore.
Alla fine abbiamo trovato la quadra grazie a un gestionale hardware agnostic e all-in-one.
L’integrazione tra pagamenti, casse, kiosk, prenotazioni, kitchen display e analisi delle performance consente di coordinare attività che spesso vengono gestite attraverso applicazioni e sistemi separati.
Una soluzione come quella di Qromo aiuta anche sotto questo punto di vista grazie a un'interfaccia semplice, intuitiva e una curva di apprendimento abbastanza rapida.
I risultati raggiunti da Qromo
E i numeri registrati dalla soluzione all-in-one sembrano dargli ragione: oltre 9 milioni di euro di transazioni finora, un round di finanziamento da un milione alle spalle e una valutazione di 8 milioni di euro nel presente.
| Indicatore | Dato |
|---|---|
| Transazioni registrate | oltre 9 milioni di euro |
| Round di finanziamento | un milione |
| Valutazione | 8 milioni di euro |
Ora ci aspettiamo un ulteriore boost dall'introduzione dell'obbligo di collegamento fra Pos e cassa avvenuto con l'ultima Legge di Bilancio.
L’esperienza in Cina e l’idea di digitalizzare il ristorante
L’esperienza professionale in Cina ha avuto un ruolo importante nella visione imprenditoriale di Francesco Basile. Il confronto con un mercato in cui gli strumenti digitali erano già integrati nell’esperienza quotidiana del ristorante gli ha permesso di individuare un’opportunità ancora poco sviluppata in Italia.
Quando sono arrivato per la prima volta in Cina il menu tramite QR Code sul tavolo era già una realtà. Lì ho capito quanto il digitale fosse integrato con l'esperienza fisica del ristorante.
Tornato in Italia, in pieno Covid, ho visto il fiorire di soluzioni simili, ma nessuna così integrata. Il motivo è che mancava una corretta comprensione delle possibilità.
La tecnologia, nella sua prospettiva, non dovrebbe limitarsi a risolvere singoli problemi, ma collegare i diversi momenti dell’esperienza del cliente e della gestione interna del locale.
Dalla prima versione di Qromo alla piattaforma integrata
Il progetto Qromo ha attraversato una fase iniziale di sperimentazione. La prima versione era stata concepita come un sistema per saltare la coda, ma il mercato non aveva ancora sviluppato sufficiente familiarità con la digitalizzazione dei processi.
Anche la prima versione di Qromo, nata come un sistema salta-coda, è stata accolta in questo modo: su 50 attività a cui l'avevamo proposta come test, tutte ci hanno risposto con feedback terribili perché poco avvezzi alla digitalizzazione dei processi.
Per i successivi sviluppi, quindi, ho deciso di provarci in prima persona rilevando un bar e testanto il software alla ricerca di soluzioni per scalare il business.
La gestione diretta di un’attività ha permesso di verificare sul campo le esigenze degli operatori, i limiti dei sistemi esistenti e le modalità con cui rendere il software più semplice da utilizzare.
E nel frattempo anche il mio impegno nella ristorazione è aumentato: ora possiedo tre locali dove basta davvero un minimo di personale per gestire senza problemi ogni fase. Un plus che alleggerisce ulteriormente i costi di gestione.

Le barriere alla digitalizzazione del food retail
Secondo Francesco Basile, la trasformazione digitale della ristorazione incontra ancora ostacoli culturali, organizzativi e formativi. Uno dei principali riguarda la tendenza ad aggiungere strumenti separati invece di adottare piattaforme capaci di integrare quelli già presenti.
Quali sono le attuali barriere da superare implementare modelli simili nel food retail? Innanzitutto, una barriera mentale consolidata in anni da concetti di sommatoria.
Detto diversamente: aggiungo un software in più per risolvere un problema piuttosto che cercare una soluzione che integri gli strumenti di cui già dispongo.
Questo è anche dovuto, secondo me, a un disallineamento tra prodotti venduti e prodotti richiesta sul mercato. Ora il rischio è che le aziende che si sono mosse pre-Covid siano schiave dell’ammortamento.
La crescita dell’alfabetizzazione digitale
Nonostante ciò, che il digitale sia ormai l'architrave di un business di successo nella ristorazione è un concetto molto diffuso.
C’è stato piccolo, quasi impercettibile, miglioramento nell’alfabetizzazione digitale della ristorazione.
La crescita di nuovi imprenditori più giovani ha contribuito a introdurre una mentalità diversa, meno legata ai modelli tradizionali e più attenta al valore complessivo della tecnologia.
Ho notato che si sono affacciati nuovi e più giovani imprenditori che non hanno esperienza pregressa nel food&beverage e quindi si portano dietro una forma mentis diversa, capace di valutare il valore intrinseco delle soluzioni digitali e non solamente la risposta che quest'ultime danno a un problema puntuale.
Formazione e ricambio del personale
Un’altra difficoltà riguarda la preparazione del personale. L’adozione di un software richiede infatti che gli addetti sappiano utilizzare correttamente gli strumenti e comprendano il loro ruolo all’interno dei processi del locale.
Diverso, invece, il tema della preparazione del personale ad utilizzare certi strumenti.
Superato il pregiudizio secondo cui l'implementazione di un software toglie lavoro a un addetto umano, il problema è la scarsa continuità e l'alto turnover della forza lavoro che costringe l'imprenditore a ricominciare la formazione daccapo ogni volta che è costretto a cambiare risorse.
Un’interfaccia intuitiva e una curva di apprendimento rapida possono ridurre il tempo necessario per formare i nuovi collaboratori e rendere più semplice la continuità operativa.
La visione sul futuro digitale della ristorazione
Francesco Basile immagina un’esperienza di acquisto in cui il pagamento non rappresenti più un momento separato e caratterizzato da code, attese e passaggi manuali.
Come si immagina, dunque, il futuro digitale dell'esperienza al ristorante? Già ora si sta costruendo una nuova esperienza di acquisto per i consumatori finali che ruota attorno al momento dell'incasso.
Detto diversamente, vedo un futuro prossimo in cui le code per pagare saranno abolite e sarà l'addetto di sala, in autonomia, a completare ogni fase.
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Dati, personalizzazione e gestione del locale
La digitalizzazione non riguarda soltanto il pagamento o l’interazione con il cliente. Un ruolo centrale è attribuito anche alla raccolta e alla connessione dei dati prodotti dalle attività del ristorante e dalle condizioni esterne.
A questo, poi, si aggiunge un’innovazione lato backend potenziata dalla capacità di saper leggere e connettere i dati generati dai clienti e dalle situazioni esogene come il meteo o la contemporaneità di altri eventi nella zona adiacente al punto vendita.
Questo permette di creare esperienze personalizzate per il cliente e generare offerte, di menu o di servizio, consone al suo stile di consumo focalizzandomi sulle sue preferenze.
In questa prospettiva, i dati diventano uno strumento per comprendere i comportamenti dei consumatori, migliorare l’organizzazione del locale e adattare l’offerta alle diverse condizioni operative.
Francesco Basile e Base House
Accanto all’attività nel settore Horeca e food retail, Francesco Basile ricopre il ruolo di Amministratore Unico di Base House, azienda attiva nel comparto delle infrastrutture e delle costruzioni.
Francesco Basile, Amministratore Unico della Base House - azienda specializzata in infrastrutture, reti tecnologiche, costruzioni civili, industriali e stradali - e Vice Presidente di ANCE Avellino, è stato eletto oggi Presidente del Comitato Giovani Imprenditori di Confindustria Campania per il quadriennio 2024/2028, subentrando a Vittorio Ciotola.
Base House opera quindi in ambiti differenti rispetto a Qromo, con attività legate alle infrastrutture, alle reti tecnologiche e alle costruzioni civili, industriali e stradali.
Il ruolo in Confindustria Campania
L’elezione a Presidente del Comitato Giovani Imprenditori di Confindustria Campania ha ampliato il raggio d’azione di Francesco Basile, collegando la sua esperienza imprenditoriale ai temi dello sviluppo economico regionale.
“Noi Giovani Imprenditori in Campania rappresentiamo un motore di crescita, soprattutto in settori emergenti come l’industria, la tecnologia, l’innovazione, la green economy, la formazione e tanti altri “ afferma il neo Presidente “la forza che ci contraddistingue e la capacità di avviare nuove imprese e portare sul mercato idee innovative è fondamentale per stimolare l’economia regionale, tuttavia, questo processo richiede un contesto favorevole, che può essere creato solo attraverso una sinergia efficace tra i giovani imprenditori e le istituzioni”.
Il nuovo Presidente propone tra le sue linee programmatiche, in particolare, di approfondire le seguenti macroaree: education formazione e cultura d’impresa, sostenibilità, infrastrutture, nuove tecnologie e startup e internazionalizzazione.
- education, formazione e cultura d’impresa;
- sostenibilità;
- infrastrutture;
- nuove tecnologie e startup;
- internazionalizzazione.
Le attività di Francesco Basile si sviluppano così su più piani: la trasformazione digitale della ristorazione con Qromo, la gestione diretta di tre locali, l’impegno nel settore delle infrastrutture attraverso Base House e la rappresentanza dei giovani imprenditori in Campania.
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