La Quaresima è un tempo favorevole per aiutare i ragazzi a tornare al Signore, riconoscere ciò che appesantisce il cuore e prepararsi alla confessione pasquale. Il cammino può unire ascolto del Vangelo, silenzio, esame di coscienza, confessione individuale, preghiera e un gesto concreto di cambiamento.
La confessione diventa così un incontro con Gesù che perdona, illumina e rialza: il ragazzo è invitato a lasciare ciò che lo allontana da Dio e dagli altri, ad accogliere la grazia della riconciliazione e a formulare un buon proposito da vivere in famiglia, a scuola, nel gioco e nel gruppo di catechismo.

Il significato della Quaresima per i ragazzi
Con l'arrivo della primavera, si aprono le finestre delle case. Entra il sole, svaniscono gli odori che sanno di chiuso e di stantio. Si toglie la polvere che si è accumulata, í colori ritrovano il loro splendore. Torna il tempo delle visite fra amici: la casa riacquista una gaiezza nuova.
C'è davvero voglia di respirare a pieni polmoni quanto di nuovo e di vivido c'è nell'aria. Anche gli amici di Gesù, ogni anno, sono invitati a trovare il tempo per aprire le finestre della loro anima alla luce di Dio, togliere la polvere che si è depositata negli angoli più nascosti dell'anima, là dove nascono pensieri e propositi, respirare a pieni polmoni la parola del Signore e la preghiera.
È il tempo della primavera dell'anima, del rinnovamento spirituale: i quaranta giorni del deserto. La Quaresima, per i grandi come per i più piccoli, è un'occasione favorevole per tornare al Signore.
Il cammino che ci proponiamo di fare con i nostri gruppi di catechismo nel tempo di Quaresima è quello di rileggere insieme la passione secondo Matteo. Vogliamo perseguire due obiettivi fondamentali che ogni gruppo di catechismo è invitato a realizzare.
Il primo è impostare il nostro cammino quaresimale in vista del Triduo il secondo è curare la nostra vita spirituale (quella dei catechisti dei ragazzi e le loro famiglie) e farlo in modo particolarmente significativo in questo tempo forte.
Lo possiamo fare educandoci ed educando alla relazione con Gesù Risorto; non si può scegliere cosa amare di lui e questi tre giorni liturgici, unico grande giorno di Pasqua, ce lo consegnano in tutta la sua pienezza perché lo possiamo amare, seguire e servire nelle persone che ci sono affidate e in quelle che incontriamo.
Obiettivi educativi della confessione
La Quaresima è un tempo in cui siamo invitati a portare frutti spirituali, l’occasione per imparare a scoprire, grazie all’ascolto del Vangelo, quali sono i sentimenti che nascono nel nostro cuore davanti alle scelte che fanno gli amici di Gesù nel momento cruciale della sua vita, o davanti agli oppositori che arrivano a condannarlo a morte, o davanti a Gesù stesso con il suo amore incrollabile per tutti gli uomini.
Guidare i nostri ragazzi nella lettura di queste pagine conclusive del racconto evangelico, dalla passione alla morte e resurrezione di Gesù, ha un duplice significato spirituale: conoscere la nostra umanità (nostra e altrui) e conoscere l’amore gratuito di Gesù; abbiamo bisogno di prendere posizione davanti a noi stessi e agli altri guardando come in uno specchio queste pagine del Vangelo.
Non si tratta di leggere soltanto ma di ascoltarci profondamente per accorgerci che il Vangelo parla di noi, con la nuova possibilità di vita che Gesù ci offre quando ci scopriamo traditori e poco coerenti, e parla anche degli altri che possiamo accogliere sempre nonostante tutto, anche quando sono antipatici o ancora di più antagonisti e nostri “nemici”.
Parla anche della nostra capacità di camminare insieme, scoprendoci alla pari, amici che si aiutano a riprendere il cammino. Infine, ed è la prima cosa, parla di Gesù del suo amore incondizionato che resta il nostro punto di riferimento cascasse il mondo.
È un nuovo modo di ascoltare che dovremo proporci in sintonia con il cammino sinodale: dentro di noi si muovono tanti sentimenti, stati d’animo, potenzialità che sono liberi di emergere oppure si rattrappiscono sotto le prove della vita.
Guardiamo a Gesù e alla sua passione per la vita e ci chiediamo e gli chiediamo come possiamo vivere anche noi con passione. Cioè disposti a donare, a vivere, morire, soffrire e gioire, esultare, correre di gioia per annunciare.
Come uscire da una fede anonima, rattrappita che ha così poco da donare agli altri e da testimoniare? Perché siamo chiusi in noi stessi e viviamo la nostra fede come un fatto privato?
Come condividere il cammino dell’altro e lasciare che l’altro condivida il nostro, sperimentando che è proprio la condivisione il primo frutto dell’ascolto vero; ascolto che comporta sempre il dialogo e la reciprocità?
Come vivere con passione? Questa è la nostra bella domanda su cui vogliamo lavorare con i nostri ragazzi e le nostre famiglie, consapevoli che - sulla scia del Sinodo - siamo chiamati a gesti nuovi di vita cristiana, per una ripresa piena di gioia del cammino di tutta la chiesa di Pistoia.
Come preparare una confessione per ragazzi
Una celebrazione penitenziale per ragazzi può essere costruita attorno a quattro passaggi: l’accoglienza e la preghiera iniziale, l’ascolto della Parola di Dio, l’esame di coscienza con un tempo di silenzio, la confessione individuale seguita dal ringraziamento e da un impegno concreto.
La Quaresima è un tempo favorevole per far rinnovare ai ragazzi propositi e gesti di bene sulle orme del loro amico e Maestro Gesù.
La proposta può essere adattata ai bambini delle elementari, ai ragazzi delle medie, agli adolescenti e ai giovani, scegliendo immagini, domande e attività adeguate all’età.
Materiale utile per la celebrazione
- un grande cartellone con il disegno di un mantello da collocare sotto l'altare;
- alcuni pezzi di stoffa;
- penne;
- foglietti con il disegno di una candela accesa;
- foglietti con disegnati un paio di occhiali;
- un mattoncino di cartone per ogni ragazzo;
- una struttura di cartone a forma di ponte;
- la Bibbia o il testo del Vangelo scelto;
- un luogo raccolto che favorisca il silenzio e la preghiera.
Il Vangelo come specchio della vita
La celebrazione penitenziale può ripercorrere i Vangeli del Mercoledì delle Ceneri e delle domeniche di Quaresima, oppure concentrarsi su un unico brano biblico.
Tra le proposte per bambini e ragazzi si trovano celebrazioni basate sui Vangeli delle domeniche di Quaresima dell’anno A, dell’anno B e dell’anno C, celebrazioni sul deserto e sulle tentazioni di Gesù, sul cieco Bartimeo, sul Padre misericordioso, su Zaccheo, sulla riconciliazione e sul cammino verso la Pasqua.
Una celebrazione penitenziale in preparazione alla Pasqua per ragazzi e adolescenti può prevedere, dopo l'ascolto del vangelo con Gesù che perdona i suoi crocifissori, un esame di coscienza che ripercorre i vangeli del mercoledì delle ceneri e delle domeniche di Quaresima dell'Anno A.
Dopo la confessione individuale, ogni ragazzo, davanti al tabernacolo, magari accompagnato da un catechista, può pregare con la preghiera proposta.

Una celebrazione penitenziale sul mantello di Bartimeo
Introduzione
Canto: Signore, tu sei nostro amico
Sacerdote: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
Catechista: Abbiamo mai visto Gesù? Certo noi non possiamo vederlo come vediamo le altre persone, tuttavia siamo sicuri che lui è con noi, che accompagna tutta la nostra giornata.
Ma come accorgerci della sua presenza e del suo affetto? Oggi vogliamo imparare ad aprire gli occhi per riconoscerlo, e pregare il Signore perché ci aiuti a farlo.
Ci facciamo accompagnare da un cieco, non quello di Betsàida che abbiamo incontrato a febbraio, ma da Bartimeo, quello di Gerico, che incontra Gesù e, dopo il miracolo, lo segue verso Gerusalemme per vivere con lui la sua Passione.
Anche se non poteva vederlo, lo ha riconosciuto. Ascoltiamo la sua storia e cerchiamo di accogliere qualche consiglio per la nostra vita.
In ascolto della Parola
Canto al Vangelo: Tempo di salvezza
Sacerdote: Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,46-52)
Mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.
Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!".
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!".
Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". Chiamarono il cieco, dicendogli: "Coraggio! Àlzati, ti chiama!".
Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". E il cieco gli rispose: "Rabbunì, che io veda di nuovo!".
E Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha salvato". E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Il simbolo del mantello
Catechista: Bartimeo, per incontrare Gesù, fa una cosa che sembra strana: abbandona il suo mantello.
Il mantello era molto importante per i contemporanei di Gesù: serviva per coprirsi dal freddo, per ripararsi la notte. , eppure egli lo lascia, per andare verso Gesù.
Esso diventa, per noi, segno di ciò che dobbiamo lasciare, toglierci di dosso, perché pesa e rallenta i nostri passi verso Gesù che, invece, passa nella nostra vita, ci vuole bene e ci chiama a stare con lui.
Breve riflessione del sacerdote
Il catechista chiede ai bambini di pensare a quell'atteggiamento, quel pensiero, quel sentimento, quell'evento che sentono «pesante», e che li ha fatti sentire tristi o addolorati.
Poi li aiuta a verificare la loro vita, a partire dalle indicazioni che seguono.
Esame di coscienza con Bartimeo
Sacerdote: Con la tua Parola, Signore, ci parli e ci indichi la direzione per giungere all'incontro con te.
Aiutaci, anche se siamo ciechi, a riconoscerti quando passi nella nostra vita. Come Bartimeo, anche noi, oggi, desideriamo lasciare tutti i nostri pesi.
Due catechisti si alternano, leggendo lentamente.
Signore, tu cammini sulle nostre strade. Approfitto di tutte le occasioni, come la Messa e gli incontri di catechesi, per conoscerti meglio e stare con te?
Sono capace di dedicare un po' di tempo alla preghiera? Mi chiedo dove posso incontrarti? Ti so ringraziare per le cose belle?
Dopo un tempo di silenzio, li invita a scrivere sul cartellone ciò che hanno individuato e ad attaccare, ciascuno sopra la sua scritta, il pezzo di stoffa, come simbolo del «mantello» di cui desiderano liberarsi per incontrare Gesù.
La confessione individuale
I bambini si accostano al sacerdote per celebrare il sacramento della riconciliazione, a partire da quello che hanno scritto.
I sacerdoti, dopo l'assoluzione, consegnano a ciascuno il foglietto con la candela.
Ogni bambino è invitato a scrivervi sul retro una preghiera. Si può già predisporre una scritta per aiutarli: Gesù, donami la tua luce per.
Canto: C'è qualcuno che mi ama
Sacerdote: Siamo nella gioia perché Dio, nostro Padre, ci ha donato Gesù, luce del mondo, e lui è sempre pronto a illuminarci, per indicarci il cammino della vita.
Al Padre ci affidiamo e, tenendoci per mano, preghiamo con le parole che Gesù, Figlio di Dio e nostro fratello, ci ha insegnato:
Tutti: Padre nostro.
Ringraziamento e impegno
Catechista: Ringraziamo il Signore che ci ama di un amore infinito, ci ha perdonato e vuole stare con noi; ci ha donato, per sua grazia, di lasciare «il nostro mantello».
Certamente ci aiuterà ad aprire gli occhi per riconoscere lui presente nel nostro quotidiano.
Tuttavia, alcune realtà ci possono aiutare a vederci meglio, così come gli occhiali fanno vedere chi non ci vede.
Ognuno riceverà in regalo, perciò, un paio di occhiali, come aiuto per conoscere meglio Gesù, e lasciarsi guidare da lui.
Il catechista distribuisce «gli occhiali» con diverse scritte: Vangelo, Preghiera, Gesti di aiuto. , che ognuno assume come impegno particolare per la sua vita.
Canto: Sei tu Signore il mio pastore
Benedizione
Sacerdote: Ti ringraziamo, Signore, perché tu cammini sempre con noi, ci liberi dai pesi e apri i nostri occhi per vederti. A te la lode e la gloria, nei secoli dei secoli.
Tutti: Amen.
Canto: La tua gioia sia con noi
Esame di coscienza per bambini e ragazzi
L’esame di coscienza aiuta i ragazzi a riconoscere con sincerità il bene da compiere, gli errori commessi e le relazioni da ricostruire. Le domande devono essere concrete, brevi e comprensibili, senza trasformarsi in un elenco di accuse o in un motivo di paura.
In famiglia
- Sono obbediente e rispettoso verso i genitori, nonni e gli altri familiari?
- Li aiuto volentieri?
- Seguo il loro consigli?
- Li assisto se anziani o malati?
- So chiedere scusa quando ferisco qualcuno?
- So perdonare chi mi fa un torto?
A scuola e nel tempo quotidiano
- Mi impegno nello studio anche quando mi costa fatica?
- Come uso il tempo e i diversi doni ricevuti dal Signore?
- Mi accontento del minimo senza cercare il meglio?
- Sono pigro?
- So essere leale e sincero con i compagni?
- Aiuto chi è in difficoltà oppure penso soltanto a me stesso?
Nella relazione con Dio
- Dialogo con Dio o prego solo quando ho bisogno?
- Partecipo alla messa ogni domenica e nelle feste?
- Frequento il catechismo?
- So ringraziare Dio per le cose belle?
- Mi rendo conto che il modo concreto di amare Dio consiste nell'amare il prossimo anche quando mi sta antipatico?
- Mi lascio guidare dal Vangelo?
Nelle relazioni con gli altri
- Sono leale e sincero, ho il coraggio di riconoscere i miei sbagli senza dire bugie o inventare scuse?
- So perdonare chi mi fa un torto?
- Rispetto chi è diverso da me?
- Ho partecipato a litigi, prese in giro o esclusioni?
- Ho saputo portare pace quando c'era discordia?
- Le mie parole hanno aiutato oppure hanno ferito?
Un esame di coscienza attraverso i Vangeli della Quaresima
Un’altra possibilità consiste nel collegare ogni domanda a un brano del Vangelo delle domeniche di Quaresima. Questo metodo aiuta i ragazzi a comprendere che il Vangelo parla della loro vita e non è soltanto un testo da ascoltare.
Esistono proposte di esame della coscienza per bambini e ragazzi sul tema del Vangelo delle Domeniche di Quaresima, anno A, con immagini.
Altre proposte sono pensate per i ragazzi dell'ACR di 9/11 e 12/14 anni, con i Vangeli delle domeniche di Quaresima dell'anno B, da utilizzare il sabato precedente la domenica delle Palme.
Per i ragazzi di prima media è possibile utilizzare una celebrazione penitenziale di Quaresima con brani di Vangelo delle domeniche di Quaresima dell’anno C ed esame di coscienza.
Un foglio per la confessione pasquale può ripercorrere le tappe della Quaresima e offrire ai ragazzi un percorso personale di preparazione.
| Età o gruppo | Possibile percorso | Momento indicato |
|---|---|---|
| Bambini delle elementari | Riflessione sul Vangelo della prima Domenica di Quaresima | Inizio della Quaresima |
| Ragazzi delle medie | Esame di coscienza sui Vangeli delle domeniche di Quaresima | Prima della domenica delle Palme |
| Ragazzi e adolescenti | Ascolto del Vangelo, esame di coscienza e confessione individuale | Preparazione alla Pasqua |
| Adolescenti e giovani | Veglia penitenziale con riflessione e confessione individuale | Tempo di Quaresima |
Racconti per introdurre la confessione
Per introdursi nel tema della Quaresima, possono rivelarsi utili anche queste brevi storie.
Il segreto del pastore
Un uomo aveva sempre il cielo dell'anima coperto di nere nubi. Era incapace di credere alla bontà. Soprattutto non credeva alla bontà e all'amore di Dio.
Un giorno mentre errava sulle colline che attorniavano il suo villaggio, sempre tormentato dai suoi scuri dubbi, incontrò un pastore. Il pastore era un brav'uomo dagli occhi limpidi.
Si accorse che lo sconosciuto aveva l'aria particolarmente disperata e gli chiese: «Che cosa ti turba tanto, amico?».
«Mi sento immensamente solo».
«Anch'io sono solo, eppure non sono triste».
«Forse perché Dio ti fa compagnia. ».
«Hai indovinato».
«Io invece non ho la compagnia di Dio. Non riesco a credere al suo amore. Com'è possibile che ami gli uomini uno per uno? Com'è possibile che ami me?».
«Vedi laggiù il nostro villaggio?», gli disse il pastore. «Ne vedi ogni casa? Vedi le finestre di ogni casa?».
«Vedo tutto questo,».
«Allora non devi disperare. Il sole è uno solo, ma ogni finestra della città, anche la più piccola e la più nascosta, ogni giorno viene baciata dal sole, nell'arco della giornata. Forse tu disperi perché tieni chiusa la tua finestra».
Il racconto può introdurre l’idea della confessione come apertura del cuore alla luce di Dio.
Le mani di Gesù
Maggio 1945. La Seconda Guerra Mondiale era finita. La Germania, sconfitta, era stata occupata dalle truppe americane, inglesi e russe.
In una cittadina tedesca, una compagnia di soldati americani aveva deciso di ricostruire la chiesa, completamente distrutta dalle bombe.
Durante lo sgombero delle macerie, un soldato trovò fra i calcinacci la testa di un Gesù crocifisso molto antico. Colpito dalla bellezza di quel volto, lo mostrò ai compagni.
«Cerchiamo gli altri pezzi e ricostruiamo il crocifisso», propose uno.
Si misero tutti a frugare con pazienza fra le macerie. Rovistando qua e là, soprattutto vicino all'altare, trovarono molti frammenti del crocifisso.
Con calma, due soldati tentarono di ricomporre il crocifisso frantumato. Ma nessuno riuscì a trovare le mani di Gesù.
Quando la chiesa fu ricostruita, anche il crocifisso riprese il suo posto sull'altare. Mancavano soltanto le mani.
Ma un soldato collocò ai piedi del crocifisso un cartello con queste parole: «Ich habe keine anderen Hände als Deine».
Cioè: «Ora ho soltanto più le tue mani».
Il racconto ricorda ai ragazzi che Gesù ha bisogno delle mani dei suoi amici per continuare a salvare il mondo. Ha bisogno di tante mani per toccare i malati, spezzare il pane dell'Eucaristia, accarezzare i bambini e i poveri.
Lo scompartimento
Eravamo in due nello stesso scompartimento del treno. La giornata era fredda e piovosa.
Dai finestrini si vedeva scorrere un paesaggio grigio e nelle stazioni i pochi passeggeri erano intabarrati in cappotti e sciarpe.
Ma lo scompartimento era confortevolmente riscaldato e il ritmico sferragliare del treno conciliava una quieta beatitudine.
Il passeggero che divideva lo scompartimento con me, invece, era stranamente inquieto. Ad ogni fermata del treno scattava in piedi, correva al finestrino e leggeva ad alta voce il nome della stazione.
Poi si sprofondava nel sedile emettendo un sospiro da strappare il cuore.
Dopo sette od otto stazioni, preoccupato gli chiesi: «C'è qualcosa che non va? Non si sente bene?».
Con un nuovo desolato sospiro, rispose: «Non proprio. È che sto andando nella direzione sbagliata. Avrei dovuto cambiare treno già da molte stazioni. Ma si sta così bene e al calduccio, qui.».
Il passeggero che ha sbagliato direzione e dovrebbe scendere dal treno riscaldato per tornare indietro è molto simile all'uomo che sa di doversi convertire, ma che non ha il coraggio di abbandonare il suo comodo stato di vita.
Così, senza accorgersene, si allontana sempre di più dalla stazione a cui era diretto. Piangere e sospirare non serve a niente. Convertirsi è «cambiare» con prontezza, anche se costa.
All'ultimo giudizio
Dopo la morte, un uomo si presentò davanti al Signore. Fieramente gli mostrò le mani: «Signore, guarda come sono pulite le mie mani!».
Il Signore gli sorrise, ma con una certa tristezza, e disse: «È vero, ma sono anche vuote».
La storia può aiutare i ragazzi a comprendere che la vita cristiana non consiste soltanto nell’evitare il male, ma anche nel riempire le mani di gesti di amore, servizio e misericordia.
Chi bussa alla porta?
L'aeroporto di una città dell'Estremo Oriente venne investito da un furioso temporale. I passeggeri attraversarono di corsa la pista per salire su un DC3 pronto al decollo per un volo interno.
Un missionario, bagnato fradicio, riuscì a trovare un posto comodo accanto a un finestrino. Una graziosa hostess aiutava gli altri passeggeri a sistemarsi.
Il decollo era prossimo e un uomo dell'equipaggio chiuse il pesante portale dell'aereo.
Il missionario guardava fuori. La pioggia continuava ad abbattersi sulla pista.
Improvvisamente si vide un uomo che correva verso l'aereo, riparandosi come poteva, con un impermeabile.
Il ritardatario bussò energicamente alla porta dell'aereo, chiedendo di entrare.
L'hostess gli spiegò a segni che era troppo tardi. L'uomo raddoppiò i colpi contro lo sportello dell'aereo.
L'hostess cercò di convincerlo a desistere. «Non si può. È tardi. Dobbiamo partire», cercava di farsi capire a segni dall'oblò.
Niente da fare: l'uomo insisteva e chiedeva di entrare.
Alla fine, l'hostess cedette e aprì lo sportello. Tese la mano e aiutò il passeggero ritardatario a issarsi nell'interno.
E rimase a bocca aperta. Quell'uomo era il pilota dell'aereo.
Durante la Quaresima, si deve creare un momento di silenzio e di quiete spirituale per scoprire che c'è qualcuno che bussa alla porta del nostro cuore, della nostra famiglia, della Chiesa: è Gesù.
«Io sto alla porta e busso. Se uno mi sente e mi apre, io entrerò e ceneremo insieme, io con lui e lui con me» (Apocalisse 3,20).
Gli apriremo e lo lasceremo entrare? Una vita con Gesù come pilota è certamente una vita «realizzata».
Il migliore ritratto del re
Un giorno il Gran Re di Persia bandì un concorso fra tutti gli artisti del suo vasto impero.
Una somma enorme sarebbe andata in premio a chi fosse riuscito a fare il ritratto più somigliante del Re.
Giunse per primo Manday l'indù, con meravigliosi colori di cui lui solo conosceva il segreto; quindi Aznavor l'armeno, portando una creta speciale; poi Wokiti l'egiziano, con scalpelli e ceselli mai visti e bellissimi blocchi di marmo.
Infine, per ultimo, si presentò Stratos il greco, munito soltanto di un sacchetto di polvere.
I dignitari di corte si mostrarono indispettiti per l'esiguità del materiale portato da Stratos il greco.
Gli altri artisti sogghignavano: «Che cosa può fare il greco con quel misero sacchetto di polvere?».
Tutti i partecipanti al concorso furono rinchiusi per varie settimane nelle sale del palazzo reale. Una sala per ogni artista.
Nel giorno stabilito, il Re cominciò a esaminare le opere degli artisti. Ammirò i meravigliosi dipinti dell'indù, i modelli in creta colorata dell'armeno e le statue dell'egiziano.
Poi entrò nella sala riservata a Stratos il greco. Sembrava che non avesse fatto niente: con la sua polvere minuta, si era limitato a smerigliare, levigare e lucidare la parete di marmo della sala.
Quando il Re entrò poté contemplare la sua immagine perfettamente riflessa.
Naturalmente, Stratos vinse il concorso. Solo uno specchio poteva soddisfare pienamente il Re.
La Quaresima ci è data come il tempo per «smerigliare» la nostra anima, ripulirla e lucidarla perché il Signore possa riconoscersi in noi e ritrovare in noi la sua immagine.
Il grande burrone
Un uomo sempre scontento di sé e degli altri continuava a brontolare con Dio perché diceva: «Ma chi l'ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!».
Il Buon Dio gli rispose con un sogno. Vide che la vita degli uomini sulla Terra era una sterminata processione.
Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l'altro.
Anche lui era nell'interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale.
Dopo un po' si accorse che la sua croce era troppo lunga: per questo faceva tanta fatica ad avanzare.
«Sarebbe sufficiente accorciarla un po' e tribolerei molto meno», si disse.
Si sedette su un paracarro e, con un taglio deciso, accorciò d'un bel pezzo la sua croce.
Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più spedito e leggero.
E senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione degli uomini.
Era un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però incominciava la «terra della felicità eterna».
Era una visione incantevole quella che si vedeva dall'altra parte del burrone. Ma non c'erano ponti, né passerelle per attraversare.
Eppure gli uomini passavano con facilità. Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l'appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra.
Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio.
Passavano tutti. Ma non lui.
Aveva accorciato la sua croce e ora essa era troppo corta e non arrivava dall'altra parte del baratro.
Si mise a piangere e a disperarsi: «Ah, se l'avessi saputo.».
Ma, ormai, era troppo tardi e lamentarsi non serviva a niente.
La storia richiama il valore delle piccole rinunce e della responsabilità quotidiana. Anche i ragazzi percepiscono il peso delle responsabilità quotidiane, anche loro sono consapevoli che vivere da amici di Gesù è una decisione carica di piccole rinunce.
La croce è la via della salvezza e non si può eliminare dal messaggio cristiano.
Attività e simboli per il gruppo
Tutti i racconti possono essere visualizzati con un po' di fantasia dai ragazzi stessi. Contengono tutti qualche elemento che può aiutare la riflessione di gruppo.
- una finestra spalancata;
- un sacchetto di polvere abrasiva distribuito a tutti durante una funzione penitenziale;
- il poster di un aereo con la scritta: «Chi è il tuo pilota?»;
- due mani stilizzate con la scritta: «Gesù ha solo più le tue mani»;
- un mantello da lasciare ai piedi dell’altare;
- una candela per rappresentare la luce ricevuta dopo la riconciliazione;
- un paio di occhiali con un impegno personale;
- un ponte costruito con i buoni propositi dei ragazzi.
Domande per il dialogo
- Che cosa vuole dire «tu disperi perché tieni chiusa la tua finestra»?
- Come si fa ad aprire la finestra a Dio?
- Occorre davvero polvere di smeriglio perché il Signore possa rispecchiarsi in noi?
- Secondo voi, che cosa dovrebbe «smerigliare» la gente del nostro tempo?
- È possibile scegliere Gesù come «pilota» della nostra vita?
- Che cosa comporta?
- Come possiamo fare per «prestare» le nostre mani a Gesù?
- Conoscete delle persone che lo fanno?
- È possibile avere le mani «pulite» e contemporaneamente le mani «piene»?
- Di che cosa dobbiamo riempire le nostre mani?
- Che cosa aspetterà di trovarci il Signore?
- Che cosa vuol dire che la croce è la «passerella» per la terra della felicità?
- Quali sono le nostre «croci» quotidiane?
- Chi vi ricorda il passeggero che aveva sbagliato direzione, ma stava troppo bene per cambiare?
- Vi succede a volte di capire che state sbagliando e di non avere la volontà di «tornare indietro»?
- Che cosa significa «convertirsi»?
Il ponte del perdono
Un’attività semplice può aiutare i ragazzi a collegare la confessione a un impegno concreto di riconciliazione.
Dopo la confessione ad ogni bambino verrà consegnato un mattoncino di cartone su cui dovrà scrivere un buon proposito che poi andrà ad incollare sulla struttura di un ponte costruito dalla catechista.
Mattone dopo mattone i buoni propositi costruiranno grandi ponti che ci aiuteranno a vivere come fratelli.
Il gesto può essere accompagnato da un breve momento di silenzio, durante il quale ogni ragazzo sceglie un impegno concreto da vivere nelle nostre case e famiglie, a scuola e quando stiamo con gli altri, nel gioco e a catechismo.

Preghiera di ringraziamento
Grazie o Padre, con riconoscenza infinita ti diciamo il nostro grazie.
Anche quando sbagliamo non ci abbandoni, ma vieni in cerca di noi e, con amore, ci carichi sulle tue spalle e ci porti a casa per la grande festa.
Il nostro grazie ora lo diciamo con Gesù che ci chiede di impegnarci per creare un mondo più bello e in armonia, nelle nostre case e famiglie, a scuola e quando stiamo con gli altri, nel gioco e a catechismo.
Vieni, risorgi in noi e sia la nostra vita il gioioso ringraziamento a te.
Benedizione finale e preghiera per la pace
Sacerdote: Dio Padre, che ci hai perdonati nel tuo immenso amore, guarda questi tuoi figli che oggi sono rinati alla vita nuova nel Sacramento della Riconciliazione.
Aiuta tutti noi a essere sempre attenti alla tua Parola e alla tua Grazia, così da rendere efficace la croce di Cristo, che ci ha amati per primo.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.
Signore, fa' di me uno strumento della tua pace.
Aiutami dove c'è odio, a portare amore; dove c'è offesa, a portare perdono; dove c'è discordia, a portare unione; dove c'è errore, a portare verità; dove c'è dubbio, a portare fede; dove c'è disperazione, a portare speranza; dove ci sono le tenebre, a portare luce; dove c'è tristezza, a portare gioia.
Canto finale: Apri le tue braccia
Altri percorsi per la Quaresima
Tra le proposte per ragazzi e adolescenti si trovano celebrazioni penitenziali in preparazione alla Pasqua, esami di coscienza sui Vangeli quaresimali, percorsi sul deserto, sulla conversione, sulla misericordia e sulla libertà.
Una celebrazione può essere ambientata nel tema dell’Esodo e presentare la riconciliazione come un cammino di libertà.
Un’altra proposta invita a togliere le maschere all’inizio della Quaresima, con riferimento al brano evangelico di Luca 4,1-13.
È possibile proporre anche un confronto con i vizi capitali da sradicare nella nostra vita affinché possa essere sempre più permeata dai doni dello Spirito.
Per adolescenti e giovani, una veglia penitenziale può svilupparsi attorno all’incontro biblico di Gesù con Zaccheo (Lc 19, 1-10), anche grazie a una rappresentazione iconica dell'episodio.
Altre veglie possono ispirarsi alla guarigione del lebbroso (Mc 1, 40-45), alla guarigione del paralitico (Mc 2, 1-12), alla misericordia di Dio (Lc 15, 1-10), al perdono (Mt 18, 21-35) o all’episodio dell’adultera (Gv 8, 2-11).
In ogni caso, la seconda parte della veglia può prevedere la confessione individuale.
tags: #quaresima #e #confessione #ragazzi