Le Sacre Scritture sono la Parola di Dio per la nostra salvezza. Sono libri sacri che raccontano ciò che Dio ha rivelato agli uomini attraverso parole e fatti intimamente connessi e che trovano la loro unità in Gesù, poiché in tutti i libri della Scrittura si parla di lui.
Le Scritture sono fondamentali per ricevere una testimonianza di Gesù Cristo e del Suo vangelo. Questi sacri libri portano testimonianza del Salvatore e ci conducono a Lui.
Che cosa significa «Sacre Scritture»?
Le Scritture dateci da Dio in questi ultimi giorni sono l’Antico Testamento, il Nuovo Testamento, il Libro di Mormon, Dottrina e Alleanze e Perla di Gran Prezzo. Tutti questi libri aiutano a conoscere Dio, il suo piano di salvezza e il modo in cui possiamo vivere per tornare a Lui.
Tutti i bambini hanno il diritto di conoscere ciò che il Padre ha voluto rivelare ai suoi figli e il diritto di sapere in che modo il Padre lo ha rivelato: con parole e con fatti intimamente connessi. I discorsi e i fatti che si leggono nella Bibbia trovano la loro unità in Gesù, poiché in tutti i libri della Scrittura si parla di lui.
La Bibbia è composta da 73 libri ed è un vastissimo repertorio dei più diversi generi letterari. La Genesi è stracolma di storie notissime, da quelle semplici e assolute come i miti classici (Caino e Abele, Abramo e Isacco), ad altre che sfoggiano una complessità quasi da romanzo, come l’avventurosa biografia di Giuseppe.
L’Esodo ci offre poi un esempio avvincente di epica: la storia di un eroe che libera il suo popolo con gesti prodigiosi, e che lo guida e lo costituisce in nazione. I Salmi e il Cantico dei Cantici vanno poi annoverati senz’altro fra i più grandi esempi della poesia lirica di tutti i tempi.
Quali sono i principali libri sacri?
| Libro o raccolta | Che cosa contiene |
|---|---|
| Antico Testamento | La storia dell’alleanza di Dio con il suo popolo, la legge, la preghiera e le profezie della venuta del Salvatore. |
| Nuovo Testamento | La vita, gli insegnamenti, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, insieme alla testimonianza degli apostoli. |
| Libro di Mormon | Una testimonianza di Gesù Cristo, il piano di salvezza e ciò che dobbiamo fare per trovare pace in questa vita e salvezza eterna nella vita a venire. |
| Dottrina e Alleanze | Una testimonianza della pienezza del Vangelo, che ora è sulla terra. |
| Perla di Gran Prezzo | Una testimonianza della pienezza del Vangelo, che ora è sulla terra. |
Il Vangelo dell’Antico Testamento è adempiuto nel Nuovo Testamento. Le profezie della Bibbia si avverano nel Libro di Mormon. Dottrina e Alleanze e Perla di Gran Prezzo rendono testimonianza della pienezza del Vangelo, che ora è sulla terra.
Dalla Genesi a Malachia e da Mosè ad Abrahamo, fu profetizzato che il Salvatore sarebbe venuto. Dal libro di Matteo all’Apocalisse, da Nefi a Moroni e da Joseph Smith al nostro amato profeta vivente, il presidente Gordon B. Hinckley, tutti i profeti attestano che Gesù Cristo, il tanto atteso Messia, è venuto e ritornerà.
Perché le Sacre Scritture sono importanti?
Quando Lehi scrutò le tavole, apprese ciò che tutti noi impariamo studiando le Scritture: chi siamo, chi possiamo diventare, le profezie che riguardano noi e la nostra posterità, i comandamenti, le leggi, le ordinanze e le alleanze che dobbiamo osservare per ottenere la vita eterna.
Le Scritture insegnano anche come dobbiamo vivere per poter perseverare fino alla fine e tornare dal nostro Padre celeste con onore. La Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
- Ci aiutano a conoscere Dio e il suo amore.
- Ci insegnano chi siamo e chi possiamo diventare.
- Ci mostrano il piano di salvezza.
- Ci parlano di Gesù Cristo.
- Ci insegnano i comandamenti e le alleanze.
- Ci aiutano a scegliere il bene.
- Ci danno forza nei momenti difficili.
- Ci guidano verso la vita eterna.
Questi principi sono talmente essenziali che il Padre celeste diede sia a Lehi che a Nefi delle visioni che rappresentavano vividamente la parola di Dio come una verga di ferro. Sia il padre che il figlio appresero che afferrare questa guida forte, salda e totalmente affidabile, è l’unico modo per rimanere sul sentiero stretto e angusto che conduce al nostro Salvatore.

La storia delle tavole di bronzo
A pagina uno di 1 Nefi, che è il primo libro del Libro di Mormon, apprendiamo che Lehi, intorno al 600 a.C., fu guidato da Dio a prendere la sua famiglia e scappare nel deserto.
Ma Lehi non andò molto lontano prima che il Signore gli comandasse di rimandare indietro i suoi figli. Perché? Per recuperare le Scritture, le tavole di bronzo, che erano così importanti che i figli di Lehi rischiarono la vita e persero tutti i loro possedimenti terreni per ottenerle!
Alla fine fu grazie all’aiuto del Signore e alla fede di Nefi che le tavole furono miracolosamente consegnate nelle sue mani. Quando Nefi e i suoi fratelli tornarono, Lehi gioì e iniziò a scrutare le sacre scritture «dall’inizio» e trovò che «erano indispensabili, sì, proprio di grandissimo valore… tanto che [Lehi e la sua posterità] avre[bbe] potuto preservare i comandamenti del Signore per i [loro] figlioli».
In verità le tavole di bronzo erano un resoconto degli antenati di Lehi, contenenti il loro linguaggio, la loro genealogia e, cosa ancor più importante, il Vangelo insegnato dai santi profeti di Dio.
Il Libro di Mormon riferisce di una serie di civiltà che presero o non presero in considerazione le Scritture, a partire dalla famiglia di Lehi. Il destino di queste civiltà, come riportato nelle Scritture, è una testimonianza a tutto il mondo: se non abbiamo la parola di Dio o non vi prestiamo attenzione, ci allontaneremo su strani sentieri e ci perderemo come individui, famiglie e nazioni.
Che cosa accadde a chi ascoltò o rifiutò la parola di Dio?
Coloro che seguirono il retto Nefi, ossia i Nefiti, ricordarono le Scritture e «la loro anima fu illuminata dalla luce della parola eterna» di Dio. Ma Laman e Lemuele, e i loro discendenti, i Lamaniti, rifiutarono le Scritture e camminarono nell’oscurità dell’ignoranza, della contesa e della distruzione.
Intorno al 400 d.C., anche i Nefiti rigettarono la parola di Dio, vissero nell’incredulità e furono distrutti, ponendo così fine ai mille anni di civiltà nefita.
Quando i Giarediti erano retti, venivano benedetti; quando rigettavano la parola del Signore e rifiutavano di pentirsi, lo Spirito del Signore cessava di lottare con loro. Alla fine si allontanarono dalle vie del Signore e si distrussero a vicenda intorno al 600 a.C., mettendo fine a 1.600 anni di civiltà giaredita.
I Mulechiti non avevano portato le Scritture; così quando circa quattrocento anni dopo Mosia e i Nefiti li scoprirono, il linguaggio dei Mulechiti si era corrotto, ed essi avevano perso la fede nel loro Creatore. Essi non sapevano chi erano.
Quando i Mulechiti vennero a sapere che il Signore aveva mandato i Nefiti con le tavole di bronzo, che contenevano gli annali dei Giudei, gioirono e si unirono alla civiltà dei Nefiti.
Le Scritture parlano di Gesù
Se oggi il Salvatore fosse tra noi nella carne, Egli ci insegnerebbe tramite le Scritture, come fece quand’era sulla terra. Nella sinagoga a Nazaret, «gli fu dato il libro del profeta Isaia… Ed egli prese a dir loro: Oggi, s’è adempiuta questa scrittura, e voi l’udite».
In seguito, quando i sadducei e i farisei posero una domanda difficile, «Gesù, rispondendo, disse loro: Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio».
E dopo la Sua risurrezione, sulla strada per Emmaus, i Suoi discepoli «dissero l’uno all’altro: Non ardeva il cuor nostro in noi mentr’egli ci parlava per la via, mentre ci spiegava le Scritture?»
Ai Suoi discepoli ora e allora, le Sue parole sono chiare: «Voi investigate le Scritture, perché… esse son quelle che rendon testimonianza di me», una testimonianza nata dallo Spirito Santo poiché «mediante il potere dello Spirito Santo voi potrete conoscere la verità di ogni cosa».
Nella persona di Gesù e nella sua storia i bambini hanno una prima intuizione d’insieme, per collegare i grandi personaggi biblici e gli avvenimenti di cui furono protagonisti. Questa prima intuizione costituisce un valido fondamento per le ulteriori e graduali presentazioni dei grandi temi della Bibbia.
Che cosa possiamo imparare dalla Bibbia?
La Bibbia racconta la storia della salvezza e insegna che Dio cammina con gli uomini. Attraverso le sue pagine possiamo conoscere la creazione, le alleanze, i profeti, la storia del popolo di Dio e la venuta di Gesù.
Isaia è il vero «classico» della Bibbia, di cui tutti riconoscono il valore di poeta anche se non lo considerano un profeta. «Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace».
Attraverso le sacre Scritture, il Suo vangelo nuovo ed eterno proclama: «Ama il tuo prossimo come te stesso». «Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano e pregate per coloro che si approfittano di voi». «A voi è richiesto di perdonare tutti».
Poiché questo è il vangelo del nostro Salvatore, che è stato unto per «evangelizzare i poveri… a bandir liberazione a’ prigionieri, ed… a rimettere in libertà gli oppressi».
Le Sacre Scritture e la vita di ogni giorno
La Parola di Dio parla anche agli uomini di oggi. Le Beatitudini del Vangelo di Matteo non hanno mai cessato di esercitare un grande richiamo, come esempio luminoso di utopia, di fiducia nella possibilità di veder scomparire dalla Terra il dolore, le ingiustizie, le violenze, di veder asciugate le lacrime e consolati i singhiozzi.
La Bibbia contiene pagine di valore universale, che parlano direttamente anche agli uomini di oggi. In un tempo come il nostro, così assediato dalla stupidità, dalla banalità, dalla chiacchiera senza importanza, la Bibbia è un’ancora di salvezza.
Non occorre credere, per sentire nelle sue pagine una profondità autentica, secolare, indiscutibile, davanti a cui il borbottio dei falsi profeti scompare come fumo al vento.
La Bibbia è il «grande codice» della nostra storia, nel senso che permette di decifrarla: permette di capire cosa è stato dipinto nelle chiese per due millenni, almeno fino a metà dell’Ottocento; permette di ascoltare e comprendere la musica, che si è intrecciata con le parole del testo sacro e della liturgia fino a tempi molto vicini a noi.
Come leggere la Bibbia con i bambini
I genitori e gli educatori sono chiamati a conoscerli e ad approfondirli, per saperli esprimere con la semplicità propria dei bambini. I genitori, i nonni possono fare questo discorso più e meglio di ogni altro, nel momento più propizio e nel modo più opportuno.
Nel momento più propizio, perché a volte i bambini sentono interesse per Gesù che nasce, anche se non è Natale; sentono l’interesse per Gesù che risorge, anche se non è Pasqua. Talvolta può accadere che le feste cristiane, così come si presentano, li lascino indifferenti mentre un film di soggetto biblico alla TV susciti la loro curiosità.
Nel modo più opportuno, perché l’esperienza dei bambini è legata al modo con cui è vissuta la realtà. Nella nostra cultura, nella nostra civiltà sono presenti tracce di Bibbia, di rivelazione cristiana, e di fronte a queste tracce i bambini possono avvertire interessi improvvisi per Gesù e per ciò che è scritto nella Bibbia.
Le feste cristiane, inserite organicamente nell’anno liturgico, offrono le prime e principali occasioni per parlare a molti bambini di ciò che i libri della Bibbia dicono di Gesù.
Si tratta di tradurre la Bibbia nel linguaggio dei bambini, senza tradirla: senza menomarla nella sua integrità, senza contaminarla con fiabe e leggende non autentiche, senza falsarla con interpretazioni di comodo.
Il racconto ha bisogno di un linguaggio ricco di immagini. Di tale linguaggio si trovano esempi nelle pagine stesse della Bibbia; ma nella mente di chi lo narra, deve essere presente il testo con la sua corretta interpretazione, perché il linguaggio non diventi favoloso: c’era una volta.
La narrazione dovrà essere adatta ai bambini, senza però scadere nell’infantilismo: anche ai bambini va presentato Gesù adulto, evidentemente in modo proporzionato alle loro capacità.
Nella presentazione dei fatti biblici, il catechismo segue a grandi linee la storia della salvezza e soprattutto fa riferimento, nella vita di Gesù, all’esperienza dell’anno liturgico della Chiesa. Anche gli episodi scelti dall’Antico Testamento andranno collegati sempre a Gesù e alle feste liturgiche.
Non si tratta di una «piccola Bibbia» per bambini. Anche loro hanno infatti diritto di conoscere tutta la Scrittura almeno nelle sue parti principali.
Perché pregare con le Sacre Scritture?
Le parole della Sacra Scrittura non sono state scritte per restare imprigionate sul papiro, sulla pergamena o sulla carta, ma per essere accolte da una persona che prega, facendole germogliare nel proprio cuore. La parola di Dio va al cuore.
La lettura della Sacra Scrittura dev’essere accompagnata dalla preghiera - la Bibbia non può essere letta come un romanzo -, affinché possa svolgersi il colloquio tra Dio e l’uomo.
Quel versetto della Bibbia è stato scritto anche per me, secoli e secoli fa, per portarmi una parola di Dio. È stato scritto per ognuno di noi.
A tutti i credenti capita questa esperienza: un passo della Scrittura, ascoltato già tante volte, un giorno improvvisamente mi parla e illumina una situazione che sto vivendo.
Ma bisogna che io, quel giorno, sia lì, all’appuntamento con quella Parola, sia lì, ascoltando la Parola. Tutti i giorni Dio passa e getta un seme nel terreno della nostra vita.
Dipende da noi, dalla nostra preghiera, dal cuore aperto con cui ci accostiamo alle Scritture perché diventino per noi Parola vivente di Dio.
Un semplice metodo per leggere e pregare
La tradizione cristiana è ricca di esperienze e di riflessioni sulla preghiera con la Sacra Scrittura. In particolare, si è affermato il metodo della «lectio divina», nato in ambiente monastico, ma ormai praticato anche dai cristiani che frequentano le parrocchie.
- Si tratta anzitutto di leggere il brano biblico con attenzione, di più, direi con «obbedienza» al testo, per comprendere ciò che significa in sé stesso.
- Successivamente si entra in dialogo con la Scrittura, così che quelle parole diventino motivo di meditazione e di orazione: sempre rimanendo aderente al testo, comincio a interrogarmi su che cosa «dice a me».
- E l’ultimo passo della lectio divina è la contemplazione.
È un passaggio delicato: non bisogna scivolare in interpretazioni soggettivistiche ma inserirsi nel solco vivente della Tradizione, che unisce ciascuno di noi alla Sacra Scrittura.
Qui le parole e i pensieri lasciano il posto all’amore, come tra innamorati ai quali a volte basta guardarsi in silenzio. Il testo biblico rimane, ma come uno specchio, come un’icona da contemplare.
Attraverso la preghiera, la Parola di Dio viene ad abitare in noi e noi abitiamo in essa. La Parola ispira buoni propositi e sostiene l’azione; ci dà forza, ci dà serenità, e anche quando ci mette in crisi ci dà pace.
Nelle giornate «storte» e confuse, assicura al cuore un nucleo di fiducia e di amore che lo protegge dagli attacchi del maligno. Così la Parola di Dio si fa carne in coloro che la accolgono nella preghiera.
Un invito per i bambini
E tra i piccoli, cari bambini, ci siete pure voi! Nessun cuore è più puro di quello di un bambino: noi grandi lo sappiamo bene, e sappiamo che nessuno meglio di voi sa farsi amico Gesù parlandogli cuore a cuore.
Sì, bambini: siete voi i veri maestri di preghiera per noi grandi che, a volte, ci dimentichiamo di ascoltare il Signore, proprio come i farisei.
Quindi cari bambini, è a voi che il Signore parla e dice ogni cosa, senza segreti, vi chiediamo di pregare con e per i grandi. Non serve fare molto: solo aprire il vostro cuore a Gesù e invitare i vostri genitori o parenti a fare lo stesso.
Non solo passerete bellissimi momenti insieme e da soli, ma aiuterete i «grandi» a riscoprire l’importanza di essere «piccoli».
Moroni scrive personalmente a noi, implorandoci di reclamare le benedizioni delle Scritture: «E quando riceverete queste cose, vorrei esortarvi a domandare a Dio, Padre Eterno, nel nome di Cristo, se queste cose non sono vere; e se lo chiederete con cuore sincero, con intento reale, avendo fede in Cristo, egli ve ne manifesterà la verità mediante il potere dello Spirito Santo».
Le Sacre Scritture sono un tesoro inesauribile. Il Signore ci conceda, a tutti noi, di attingervi sempre più, mediante la preghiera.