Fonte Acqua Santa Rita: storia, caratteristiche e rilancio in Val Graveglia

La Fonte Acqua Santa Rita si trova nel comune di Né, in Val Graveglia, nell’entroterra del golfo del Tigullio, in provincia di Genova. L’acqua nasce a circa 700 metri di altitudine, all’interno dell’area protetta del parco naturale di Aveto, ed è un’acqua minerale oligominerale, leggermente mineralizzata e povera di sodio.

La storia della fonte è caratterizzata da numerosi passaggi societari, crisi finanziarie e periodi di sospensione dell’attività. Dopo l’abbandono dello stabilimento e la revoca della concessione mineraria, l’imprenditore Andrea Tempofosco ha rilevato il sito e avviato un importante progetto di ristrutturazione, associando alla produzione dell’acqua anche quella di birra artigianale.

Fonte Santa Rita in Val Graveglia

Dove si trova la Fonte Santa Rita

L’acqua Santa Rita nasce nel 1952 nell’entroterra del golfo del Tigullio, nel comune di Né (GE) in Val Graveglia nell’area protetta del parco naturale di Aveto.

L'attività della Fonte Santa Rita ha segnato, sin dal lontano 1954, la storia del territorio ed è stata per lungo tempo l'acqua minerale più presente sulle tavole dei Liguri.

L'acqua minerale Santa Rita è un'acqua oligominerale, povera di sodio, che sgorga a 700 mt. di altezza in Provincia di Genova, nel Comune di Ne in Val Graveglia all'interno del territorio del Tigullio.

L’attività produttiva delle fonti Santa Rita fanno riferimento ad una superficie di circa 7.000 metri quadrati.

Le tre fonti da cui l’acqua viene attinta sono situate a circa 700 metri sul livello del mare ed hanno una portata complessiva di circa 2,1 milioni di metri cubi all’anno.

Lo stabilimento si trova in Via Statale 17/18, nel comune di Ne, in Val Graveglia.

Le caratteristiche dell’acqua Santa Rita

L’acqua minerale Santa Rita è un’acqua oligominerale, leggermente mineralizzata con un basso residuo fisso (65,9 mg/litro) e povera di sodio (solo 45 mg/litro).

Acqua Minerale Naturale, Oligominerale, Iposodica.

ParametroValore
Temperatura10 (°C)
Concentrazione ioni di idrogeno7,5
Residuo Fisso a 180°C65,9 (mg/l)
Conduttività a 25°C104 (µS/cm)
Durezza4,1 (°F)
Anidride Carbonica Libera3 (mg/l)
Calcio15
Magnesio2,9
Sodio4,5
Potassio0,24
Bicarbonato50,5
Solfato4,5
Cloruro5,4
Nitrato0,52
Silice4,5

La sorgente Santa Rita si trova a una quota indicata anche come 750 metri nella scheda dedicata alle caratteristiche dell’acqua.

La nascita delle Fonti Santa Rita

La nascita delle Fonti di Santa Rita risale al 1954.

La fonte Acqua Santa Rita, originariamente di proprietà della società Fonti Minerali del Tigullio, era entrata a far parte negli anni ’80 del gruppo Italfin che raggruppava numerose fonti italiane di acque minerali sotto il controllo dell’imprenditore laziale Giuseppe Ciarrapico.

Il primo fatale cambio di mano negli anni Ottanta quando venne acquistata dal gruppo Ciarrapico, facente capo al discusso senatore di destra Giuseppe Ciarrapico, prima costruttore poi editore infine rastrellatore di imprese, diventato il re dell’acqua minerale, grazie alle simpatie e vicinanze con partiti al potere.

Santa Rita fu una delle prime perle della sua corona a staccarsi.

Nel 1992 era in affanno, alcuni passaggi di mano peggiorarono la situazione.

I passaggi societari e la crisi finanziaria

A seguito dei numerosi problemi finanziari e giudiziari di Ciarrapico, la fonte fu messa in vendita sul mercato, unitamente alle altre acque minerali del gruppo.

Nel 2002 la fonte genovese passò sotto il controllo del gruppo San Paolo di Roma che, però, andò anch’esso in difficoltà e, quindi, l’azienda fu messa di nuovo in vendita ed acquistata dalla Minerali Investimenti srl.

Nel 2002 il controllo fu preso dal gruppo San Paolo di Roma che, però, andò anch’esso in difficoltà e, quindi, l’azienda fu messa di nuovo in vendita e acquistata dalla Minerali Investimenti srl che, dopo aver realizzato i lavori di ammodernamento e ristrutturazione dello stabilimento, riprese l’imbottigliamento e la distribuzione nel 2008.

I nuovi proprietari, dopo aver realizzato i lavori di ammodernamento e ristrutturazione dello stabilimento, hanno ripreso l’imbottigliamento e la distribuzione nel 2008 con l’obiettivo di rilanciare l’acqua storica della provincia genovese, ma già nel 2009 la società è entrata in crisi finanziaria.

Ma già nel 2009 la società era di nuovo in crisi finanziaria.

I lavoratori dell’azienda hanno già fatto istanza di fallimento.

I dipendenti, rimasti senza salario e timorosi di perdere anche il TFR, hanno fatto istanza di fallimento della società e la relativa udienza per la dichiarazione fallimentare dovrebbe essere effettuata il 20 settembre prossimo.

In seguito, il tribunale accolse l’istanza di fallimento presentata dai dipendenti.

La revoca della concessione mineraria

Nel luglio scorso, inoltre, la Regione Liguria, in via precauzionale, ha revocato la concessione mineraria.

La Regione Liguria nel 2010 revocò la concessione mineraria e lo stabilimento smise di imbottigliare l’acqua.

Ciò significa che la società Minerali Investimenti di Roma, proprietaria dello stabilimento, non potrà più sfruttare le fonti di acqua della Val Graveglia.

La produzione è ferma da dicembre perché i fornitori, non pagati, hanno smesso di consegnare.

L’ipotesi di acquisizione da parte di Ferrero

In data odierna, tuttavia, Milano Finanza dà notizia che Ferrero, il colosso alimentare di Alba, sarebbe in procinto di acquisire Acqua Santa Rita, storica etichetta ligure delle acque minerali.

Milano Finanza in data odierna dà notizia di un possibile interessamento all’acquisto della fonte ligure da parte del gruppo Ferrero, leader nel settore dolciario, ma operativa da tempo anche nel settore delle bevande, con il tè freddo (Estathè).

L’operazione, se fosse confermata, rappresenterebbe un grosso fatto di rilevo sullo scenario competitivo delle acque minerali italiane, che vedrebbe la discesa in campo di una grande multinazionale italiana, in grado di battagliare alla pari con altre multinazionali del settore come Nestlè Waters e Coca-Cola e con altri grandi gruppi italiani come San Benedetto, Cogedi e Sant’Anna.

Ferrero è già presente nel settore beverage con Estatè, leader nello specifico comparto del tè freddo.

Il rilancio dello stabilimento

Nel 2016 entra in scena l’imprenditore Andrea Tempofosco: broker, operatore di borsa, poi albergatore, proprietario di un albergo rinomato.

L’imprenditore Andrea Tempofosco ha rilevato lo stabilimento abbandonato nel 2011 e lo sta rilanciando.

Nel 2016 Tempofosco capita dalle parti del comune di Ne, e si innamora del sito e della fabbrica di acqua minerale che languiva in stato di totale abbandono e la rileva avviando una ristrutturazione importante all’esterno e all’interno, rimuovendo anche la copertura di amianto che si estendeva per i 4mila metri quadri della struttura.

«Mi sono innamorato dell’idea, del progetto e di questa valle - ammette l’imprenditore genovese -. Paradossalmente sarebbe stato meglio partire da zero, ma non per me. Siamo in posto bellissimo, nell’entroterra di Chiavari e Lavagna, a seicentocinquanta metri di altezza, vediamo il Monte di Portofino. Un posto magnifico».

La ristrutturazione ha interessato l’esterno e l’interno dello stabilimento e ha compreso anche la rimozione della copertura di amianto che si estendeva per i 4mila metri quadri della struttura.

Stabilimento Santa Rita ristrutturato

La produzione di birra artigianale

«Volevamo riprendere l’attività legata all’acqua ma volevamo anche fare qualcosa di nuovo: produrre birra. L’ingrediente principale di una buona birra è l’acqua, che è l’elemento che ci contraddistingue. Luppoli e malti alla fine sono sempre gli stessi, si comprano, non sono legati al territorio. Quest’acqua sì, così leggera e così buona ce l’abbiamo solo noi e si sposa benissimo con la produzione di una birra chiara».

La birra artigianale è prodotta con acque delle Fonti del Tigullio.

La nostra birra è non pastorizzata né microfiltrata.

Vogliamo darvi la possibilità di apprezzarne tutte le ottime qualità utilizzandola anche per la produzione della nostra Birra Artigianale in cui l'acqua Santa Rita, elemento principale e fondamentale nel ciclo di produzione della birra, ne esalterà ancor di più il sapore e la bevibilità.

«Finalmente dopo diversi anni di lavoro siamo partiti con la produzione di birra, che non c’era, e stiamo lavorando per riuscire già dalla prossima primavera/estate a ritornare sul mercato con l’acqua minerale».

Il possibile ritorno dell’acqua sul mercato

Per la prossima primavera/estate l’acqua minerale della Val Graveglia potrà ritornare sul mercato.

L’obiettivo di Tempofosco è lavorare per trovare distributori ed esercenti che credano e sostengano questo progetto fatto di rilancio e orgoglio, mentre la prima scommessa, quella della produzione di birra, è già stata vinta.

L’attività della fonte rappresenta una parte importante della storia produttiva della Val Graveglia e del territorio del Tigullio.

La sua identità combina l’origine locale dell’acqua, le caratteristiche oligominerali, il legame con il paesaggio dell’entroterra genovese e il tentativo di riportare in attività uno stabilimento rimasto a lungo abbandonato.

Il legame con il territorio

Il territorio metropolitano si evolve, e così il nostro portale.

Il progetto Aree Interne, promosso dal Dipartimento per lo Sviluppo Economico, è finalizzato al rilancio socio-economico delle valli dell’entroterra.

In particolare fornisce informazioni ed aggiornamenti sulla Strategia d'Area Antola-Tigullio, in collaborazione con Regione Liguria ed ANCI Liguria.

La Fonte Santa Rita rientra nella categoria dei prodotti tipici e locali della Val Graveglia.

La sua posizione nell’entroterra di Chiavari e Lavagna, la vicinanza al Monte di Portofino e l’inserimento nell’area del Tigullio contribuiscono a definire il contesto territoriale nel quale l’acqua viene raccolta e imbottigliata.

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