La Festa della Madonna di Castro a Oschiri è un rito antico che dura una settimana e termina la domenica con la festa vera e propria. Nel tardo pomeriggio del lunedì dell'Angelo il simulacro della Vergine viene accolto, all’ingresso del centro abitato, da una partecipata processione e condotto nella chiesa parrocchiale “Beata Vergine Immacolata” dove viene esposto per tutta la settimana.
Il sabato seguente, il simulacro, accompagnato all’uscita del paese, in processione dai fedeli e alla presenza di numerosi gruppi folk e di cavalieri a cavallo, fa ritorno al santuario per la celebrazione della festa solenne, che avviene l'indomani. La celebrazione si svolge attorno alla chiesa romanica di Nostra Signora di Castro, a cinque chilometri dall’abitato di Oschiri, nel territorio del Monte Acuto.

Il programma della festa
La festa si articola tra l’accoglienza del simulacro, le celebrazioni nella chiesa parrocchiale, la fiaccolata per le vie del centro abitato e il ritorno processionale al santuario. Il calendario delle celebrazioni religiose del 2025 si è svolto da lunedì 21 aprile a domenica 27 aprile.
| Data | Orario | Celebrazione |
|---|---|---|
| Lunedì 21 aprile 2025 | 19.00 | Accoglienza del simulacro di N.S. Castro all’ingresso del paese e accompagnamento in processione alla Chiesa Parrocchiale |
| Giovedì 24 aprile 2025 | 21.00 | Fiaccolata per le via del centro abitato |
| Venerdì 25 aprile 2025 | 18.30 | Celebrazione della S.Messa per i malati, con unzione degli infermi |
| Sabato 26 aprile 2025 | Al termine della Messa in parrocchia, h.19.00 circa | Accompagnamento, in processione, del simulacro della Madonna all’ingresso del paese per il ritorno al Santuario di Castro |
| Domenica 27 aprile 2025 | 09.00, 11.00 e 17.00 | Messe nella chiesa romanica del santuario; alle ore 11.00 Messa Solenne, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Ozieri Mons. Corrado Melis |
Tutti i giorni dal lunedì al sabato Rosario alle ore 18.00 e Messa alle ore 18.30. La Messa solenne della domenica alle ore 11.00 è presieduta dal Vescovo della Diocesi di Ozieri Mons. Corrado Melis.
Il percorso del simulacro
Nel tardo pomeriggio del lunedì dell'Angelo il simulacro ligneo di Nostra Signora di Castro è stato condotto dal santuario medioevale alla chiesa parrocchiale di Oschiri, al centro del paese. Un percorso di circa 5 chilometri, che ha trovato la sublimazione nella processione tra le vie cittadine, prima dell'ingresso in chiesa.
Il giovedì sera, durante la tradizionale fiaccolata in suo onore, la statua della Madonna viene portata nuovamente in processione per le vie del paese. Il sabato seguente, il simulacro viene ricondotto verso il santuario, accompagnato dai fedeli, da numerosi gruppi folk e da cavalieri a cavallo.
La processione è una manifestazione profondamente sentita dalla comunità locale, normalmente una festa di popolo che si celebra il giorno del Lunedì dell'Angelo, per tutti Pasquetta. I componenti della confraternita di Santa Croce, con i loro caratteristici colori bianco e rossi, hanno accolto la Madonna all'ingresso della chiesa.

Il santuario di Nostra Signora di Castro
In un altura nel Monte Acuto, una delle aree sarde più ‘romanizzate’, un castrum romano-bizantino e rovine medievali dominano dall’alto la piana bagnata da fiume e lago Coghinas. È lo scenario che troverai attorno a Nostra Signora di Castro, a cinque chilometri dall’abitato di Oschiri.
Risalendo il colle della piccola chiesa romanica, rivivrai la storia di XI e XII secolo, periodo in cui sorse l’edificio, eretto tra le sponde del lago, il castrum di Luguido, il villaggio e il castello di Castra, che danno nome al tempio. Nelle vicinanze del sito campestre in cui sorge, sull'alto di un colle, la chiesa di Nostra Signora si trovano i ruderi di un forte romano, noto con il toponimo di Castro, che ha dato il nome alla chiesa e alla diocesi di cui fu cattedrale nel Medioevo.
Fu cattedrale della diocesi di Castro, soppressa nel 1508 dopo più di quattro secoli di vita. Nostra Signora di Castro o Castra deve il suo nome alla diocesi, documentata tra il 1116 ed il 1503, ed è un esempio di come, in età medievale, le cattedrali non dovessero necessariamente possedere grandi dimensioni, ma potessero anche essere piccole, come in questo caso.
Storia e datazione della chiesa
La data di costruzione è incerta: il Liber judicum turritanorum la ritiene fondata da Mariano I di Torres nell’XI secolo, coeva di Nostra Signora del Regno di Ardara, della quale rispecchia lo stile romanico-lombardo; altre fonti riferiscono della sua consacrazione legata a quella della cattedrale di sant’Antioco di Bisarcio, nel 1164 o 1174.
La chiesa fu eretta alla metà del XII secolo in pietra vulcanica rossa, tagliata in cantoni ben squadrati. La sua storia si collega al castrum di Luguido, al villaggio e al castello di Castra, alla diocesi medievale e al più ampio paesaggio storico del Monte Acuto.

Architettura romanica
La chiesa ha pianta mononavata; le dimensioni in lunghezza sono ricavate dalla ripetizione del modulo quadrato basato sulla larghezza dell’aula stessa, che ha copertura lignea. La facciata è rinserrata da robuste paraste d'angolo.
Lo specchio è spartito da due sottili lesene raccordate da archetti in gruppi di tre. Due semicolonne sono addossate a lato delle lesene di facciata.
Nei fianchi e nell'abside si aprono monofore a doppio strombo; nel frontone dell'abside così come in facciata si aprono delle luci cruciformi. La pietra vulcanica rossa e la composizione delle superfici caratterizzano l’aspetto della piccola cattedrale romanica.
Il paesaggio storico e archeologico
Oschiri si trova nel Monte Acuto, nelle vicinanze del fiume Coghinas. Il territorio, molto vario dal punto di vista ambientale, ha restituito tracce archeologiche di continuità insediativi fin dall'epoca preistorica.
Il castrum romano-bizantino, i ruderi del forte romano, le rovine medievali e la chiesa romanica compongono un paesaggio nel quale la festa religiosa si inserisce in una lunga storia di frequentazione e insediamento. Dall’alto del colle, il santuario domina la piana bagnata da fiume e lago Coghinas.

Come arrivare
Si percorre la SS 597 da Sassari fino a pochi km prima dell'abitato di Oschiri, dove si incontra la deviazione per raggiungere il sito della chiesa di Nostra Signora di Castro.
Il luogo della celebrazione è indicato come P27X+67 Oschiri, Provincia di Sassari, Oschiri, CAP 07027 (SS). La festa è rivolta a tutti gli interessati e l’evento è gratuito.
La ricerca sulla cattedrale di Castro
La storiografia sulla cattedrale di Castro è ampia. Si parte dalla voce "Castra" (1837) di Vittorio Angius seguita dalla voce "Oschiri" (1845) dello stesso autore, entrambe inserite nel "Dizionario" del Casalis; circa cinquant'anni dopo si colloca il contributo di Dionigi Scano (1907) seguito da quello di Raffaello Delogu (1953).
Del 1981 è l'articolo di Aldo Sari; di tre anni successivo il lavoro di Francesco Amadu sulla diocesi di Castro (1984). In ultimo si segnalano le schede nei volumi di Renata Serra (1989) e di Roberto Coroneo (1993), entrambi sulla Sardegna romanica.
Bibliografia
- V. Angius, "Castra", in G. Casalis Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, III, Torino, G. Maspero, 1837, pp. 277-278.
- V. Angius, "Oschiri", in G. Casalis Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, XIII, Torino, G. Maspero, 1845, pp. 608-609.
- D. Scano, Storia dell'arte in Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari-Sassari, Montorsi, 1907, p. 334.
- R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, p. 72.
- A. Sari, "Nuove testimonianze architettoniche per la conoscenza del Medioevo in Sardegna", in Archivio Storico Sardo, XXXII, 1981, pp. 65-116.
- F. Amadu, La diocesi medievale di Castro, Ozieri, Il Torchietto, 1984, pp. 18-19.
- R. Serra, La Sardegna, collana "Italia romanica", Milano, Jaca Book, 1989, pp. 406-407.
- R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, Nuoro, Ilisso, 1993, scheda 18.
- R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana "Patrimonio artistico italiano", Milano, Jaca Book, 2004, pp. 279-280.
- R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 53.