Festa del Crocifisso: scopo, significato e tradizioni

La Festa del Santissimo Crocifisso è una celebrazione religiosa e comunitaria nella quale la devozione a Cristo, la memoria storica e le tradizioni popolari si intrecciano in processioni, riti votivi, preghiere e momenti di partecipazione collettiva.

Il suo significato principale è rinnovare il legame tra il Crocifisso e la comunità, esprimendo gratitudine per le grazie ricevute, invocando protezione per le persone, i raccolti e il lavoro e condividendo il dolore e la speranza rappresentati dalla Croce.

Scopo e significato della festa

La Festa del SS. Crocifisso è una delle più importanti e solenni celebrazioni religiose della comunità, durante la quale fede, storia e tradizione si intrecciano in un intenso momento di partecipazione popolare. La celebrazione ha inizio con l’esposizione del venerato Crocifisso nella Chiesa del SS. Crocifisso, seguita da una serie di processioni che vedono il sacro simulacro portato a spalla dai fedeli lungo le antiche strade acciottolate del paese.

Questo rito di passaggio simboleggia la condivisione del dolore e della speranza che il Crocifisso rappresenta. Il Santissimo Crocifisso non rappresenta soltanto un importante riferimento religioso, ma anche una preziosa testimonianza dell’identità e delle tradizioni che caratterizzano la comunità belicina.

È amore e sacrificio, l’amore incondizionato di Gesù per l’umanità intera. È redenzione per tutti, un invito a seguire Gesù, accettando le difficoltà della vita con pazienza, fede, speranza.

La fede, però scavalca questi sentimenti umani e pone al centro delle coscienze l’atto culminante della vita terrena di Gesù con la sua morte in croce che si conclude con il perdono dei suoi crocifissori, dimostrando quanto il peccato porta alla morte e l’amore invece conduce alla vita che si concretizza nella gioia dello stare insieme e nella letizia della comunione fraterna.

Il Crocifisso di Castelvecchio ci sprona al perdono, ci consola nel dolore, è sempre presente in mezzo a noi. Su questi temi il vescovo Giovanni ha concentrato la sua omelia, ricordandoci il nostro impegno per essere abbracciati a quelle braccia allargate di Gesù appeso alla croce, che ci dicono che Egli è morto per tutti, nessuno è respinto dal suo amore e dal suo perdono.

Quando si celebra

In molte comunità siciliane la Festa del Santissimo Crocifisso si svolge nella prima domenica di maggio, spesso con riti che iniziano il sabato precedente e proseguono nei giorni successivi.

ComunitàPeriodo o ricorrenzaTradizione principale
CiminnaPrima domenica di maggio e lunedì seguenteProcessione dalla chiesa di San Giovanni alla Chiesa Madre e ritorno
Santa Margherita di BelìcePrima domenica di maggio“Scinnuta di la Cruci” e processione sulla Vara Trionfale
Polizzi GenerosaDal 1 al 4 maggio“Scinnuta du Signuri”, raccolta della cera e processioni
Calatafimi SegestaPrimi tre giorni di maggio, con cadenza di tre, cinque o sei anniSfilate dei Ceti, muli e cavalli bardati, dolci e pani votivi
San Marco d’AlunzioUltimo venerdì di marzoProcessione dei Babbaluti
San MiniatoQuarta domenica di ottobreFesta di ringraziamento e accensione del cero votivo

Le origini storiche

La Festa del SS. Crocifisso “Patri ri li Grazij”, è una delle feste religiose più importanti per la comunità di Ciminna. Ha origini molto antiche, per la prima volta si svolse, infatti, nel maggio del 1651.

La Festa del Santissimo Crocifisso di Polizzi ha origine secolare e rappresenta uno degli eventi più sentiti e partecipati del borgo. A Calatafimi Segesta si tratta di una manifestazione che si svolge all’insegna dell’abbondanza per celebrare i miracoli operati alla metà del ‘600 da un piccolo Crocifisso di legno e per ringraziare del raccolto e del lavoro.

Questa raffigurazione lignea del XIII secolo non poteva non risiedere nel sontuoso, nobile Santuario del SS Crocifisso in San Miniato, scrigno di bellezza ed eleganza regale nella sua armoniosa pianta strutturale a croce greca. È una costruzione voluta dal vescovo e costruita dai cittadini tra il 1705 ed 1718, su progetto dell’architetto Antonio Ferri ed arricchito da magnifici affreschi del pittore fiorentino Antonio Domenico Bramberini.

Ad essere portato in spalla, dalla omonima Confraternita, è Gesù Crocifisso, statua risalente alla seconda metà del XIV sec, danneggiata dal sisma del gennaio1968, restaurata prima nel 1969 poi nel 1977.

La vigilia e i riti di preparazione

Il sabato precedente il giorno di festa si svolge la tradizionale “Scinnuta di la Cruci”: il popolo invoca il Canto in onore della Croce che viene calata per essere baciata dai fedeli. Dopo la recita dei Vespri del SS. Crocifisso, il popolo invoca il Canto in onore della Croce che viene calata per essere baciata dai fedeli.

Dopo i riti della vigilia, la devozione popolare prosegue con l’Intronizzazione del Crocifisso, uno dei momenti più suggestivi delle celebrazioni. La vigilia è quindi un momento di partecipazione straordinaria dei fedeli che si raccolgono all’interno della Chiesa Madre.

A Polizzi Generosa la celebrazione ha inizio con la “Scinnuta du Signuri” del primo maggio, cioè la Deposizione del Cristo dalla sua cappella e la temporanea collocazione all’aperto, rivolto verso le campagne affinché le benedica.

Il Crocifisso viene prelevato dalla sua cappella e portato nella piazza antistante la Chiesa del Carmine per benedire i campi e i raccolti. Al termine della benedizione, la statua del Crocifisso viene ricollocata sull'altare principale della chiesa.

La processione del Crocifisso

La processione rappresenta uno dei momenti centrali della festa e rinnova il legame tra il Crocifisso, la Chiesa Madre e l’intera comunità di Santa Margherita di Belìce. Di antica tradizione è la solenne processione del Cristo ligneo collocato sull’imponente Vara Trionfale che la domenica, per le vie del paese, si avvia all’alba concludendosi con spettacolari giochi pirotecnici.

Solenne processione, dalla Chiesa Madre, del Cristo ligneo collocato sull’imponente Vara Trionfale. Il rituale che ogni anno si ripete sempre con maggior fervore, coinvolge la città in un clima di festa, in cui si alternano alle celebrazioni religiose momenti di folklore, sport e spettacolo.

Processione del Crocifisso sulla Vara Trionfale

A Ciminna la domenica si celebra una messa solenne nella chiesa di San Giovanni, al cui interno si conserva il Cristo in croce che in quest’occasione viene portato in processione fino alla chiesa Madre dove resterà fino al lunedì per poi far ritorno.

Il Cristo, in processione, è preceduto dal simulacro di San Giovanni sorretto dai membri più giovani della Confraternita. A Polizzi Generosa il pomeriggio si potrà ammirare invece la processione del magnifico Crocifisso del XVII secolo portato a spalla dai fedeli al grido di “misericordia!”.

A San Marco d’Alunzio, finita la Messa delle undici, nella seicentesca Chiesa di Maria Santissima dell’Aracoeli, il simulacro del SS.Crocifisso con ai piedi il quadro della “Vergine dei Sette Dolori”, trafitta da sette spade, viene portato in processione dai babbaluti che procedono per le vie del paese con la lamentosa invocazione: “Signuri, Misericordia, Pietà”.

I Babbaluti e il valore del voto

I 33 babbaluti, tanti quanti sono gli anni di Cristo, indossano un saio blu con un cappuccio che lascia scoperti solo gli occhi e ai piedi, pesanti calze di lana o di cotone lavorate a mano (piruna). I babbaluti hanno l’esclusivo compito di condurre in spalla il fercolo; la loro comparsa, dunque, è limitata al tempo della processione.

Coloro che decidono di vestire il saio blu, adempiono ad un voto, ad una promessa e, nascondendo il proprio volto, è come se volessero cancellare per qualche ora la propria identità, sfuggire ad atteggiamenti di orgoglio ed esibizionismo, passare inosservati agli sguardi curiosi della gente e agli obiettivi dei fotografi, per raccogliersi finalmente in un intimo dialogo con Gesù, al quale affidarsi completamente.

Nel pomeriggio il Cristo viene posto nel Sapurcu (il sepolcro), un grande mausoleo allestito con drappi rossi e gialli, illuminato da centinaia di candele, che rievoca il Pretorio di Pilato. Il giorno seguente, alla fine della Messa dedicata alla sofferenza, dopo essere passato in mezzo al popolo in preghiera, tra decine di mani protese per toccarlo, il Cristo viene riportato nella sua cappella, dove sarà deposto per l’anno successivo.

La “furriata ri’ torci” di Ciminna

Uno dei momenti più caratteristici è la “furriata ri’ torci”, una manifestazione folkloristica che si volge in Piazza San Giovanni dove due gruppi di sette uomini, con un cero in mano, cavalcano muli bardati effettuando giri sincronizzati tra il lancio di dolci, la musica della banda del paese, il suono delle campane a festa e la gioia festosa dei fedeli.

Furriata dei torci con muli bardati

A Calatafimi Segesta la festa consiste in trasporti e processioni, in sfilate dei Ceti e di muli e cavalli riccamente bardati, rigorosamente accompagnate dal lancio di dolci, noccioline, confetti, cioccolatini e caratteristici cucciddati, pani votivi a forma di corona o di sole.

La raccolta dei ceri e le offerte votive

Alle prime luci dell’alba del 3 maggio invece avviene la “raccolta della cera”: le bande musicali del paese, seguite dalla popolazione, suonano lungo le vie e i quartieri del paese per raccogliere i ceri votivi e portarli in chiesa in offerta al Crocifisso.

Ogni donazione del cero sarà impreziosita da grandi tavolate imbandite di prodotti tipici offerti dalle famiglie, mentre risuonano allegre canzonette e brani musicali che coinvolgono tutti.

Alle 4:00 del mattino, una banda musicale sveglia il paese con motivi allegri. I fedeli accolgono i musicanti e la popolazione offrendo cibo e bevande e donano i ceri che verranno poi portati ai piedi del Crocifisso in Chiesa.

La ricorrenza della festa di ringraziamento che si ripete annualmente nella quarta domenica di ottobre è stata aperta, alle luci dell’alba, da una cerimonia solenne, sentita, accompagnata dal maestro Carlo Fermalvento all’organo, presieduta dal nostro vescovo Giovanni, con la presenza di tutti i componenti della Congregazione del Santissimo Crocifisso e i tre nuovi membri che hanno indossato la cappa indicante la loro adesione e dai fedeli mattutini convenuti.

Tra questi il sindaco Giglioli, che a nome della collettività ha acceso il cero votivo. È stata un’offerta di devozione, di preghiera, di fedeltà a quel Crocifisso, abbandonato da due viandanti, che nel 1628 salvò la città dalla peste, atto misericordioso ancora presente nel cuore dei sanminiatesi.

La festa di Polizzi Generosa: il programma dei quattro giorni

1 maggio

La mattina si svolgono la benedizione del pane, che poi sarà distribuito ai fedeli, e la “Scinnuta du Signuri”. Il Crocifisso viene prelevato dalla sua cappella e portato nella piazza antistante la Chiesa del Carmine per benedire i campi e i raccolti.

Nel pomeriggio, nella casa “du dipusitariu”, il responsabile dei festeggiamenti, viene benedetto il pane disposto a croce. Questo pane sarà distribuito ai fedeli nei giorni seguenti. A seguire la banda musicale percorre le vie principali del paese.

La sera, alle 21:00 circa, un simulacro del Crocifisso del XVII secolo, noto come “u nicu”, è portato in processione lungo un itinerario prestabilito. La giornata si conclude con uno spettacolo di fuochi d'artificio.

2 maggio

La mattina vengono celebrate le messe mattutine. La sera, alle 21:00 circa, un simulacro del Crocifisso del XVII secolo, noto come “u nicu”, è portato in processione lungo un itinerario prestabilito.

La giornata si conclude con uno spettacolo di fuochi d'artificio.

3 maggio

Prima dell’alba si svolge la “Furriata du Patri Nuastru”: alle 4:00 del mattino, una banda musicale sveglia il paese con motivi allegri. Al mattino si tiene l’“Arricugh iuta da cira”, la raccolta dei ceri votivi.

Nel pomeriggio, alle 17:00, il simulacro del Crocifisso, adornato con fiori e candele accese, è portato dai devoti “nudi”, vestiti di bianco con una fascia rossa al grido di “misericordia”.

4 maggio

La mattina si svolge la “Scinnuta du Signuri”, con l’ultima benedizione delle campagne e il saluto ai devoti con il Crocifisso portato nuovamente fuori dalla chiesa.

La festa si conclude con la ricollocazione del Crocifisso nella sua cappella. Viene celebrata la Santa Messa finale e proclamato il nuovo depositario, cioè il nuovo responsabile dei festeggiamenti per l'anno seguente.

Folklore, musica e partecipazione popolare

I festeggiamenti comprendono anche manifestazioni sportive, musicali, culturali e di intrattenimento. Durante i festeggiamenti hanno luogo manifestazioni collaterali di carattere sportivo, musicale, culturale e di intrattenimento.

  • Manifestazioni sportive.
  • Eventi musicali.
  • Iniziative culturali.
  • Momenti di folklore e spettacolo.
  • Giochi pirotecnici al termine della processione.

Il rituale religioso si inserisce così in un programma più ampio, capace di coinvolgere l’intero paese e di accompagnare le celebrazioni con occasioni di incontro e partecipazione. Durante i quattro giorni di festa, Polizzi Generosa si trasforma. Le strade si riempiono di colori, suoni e profumi tipici delle festività siciliane.

Le tradizioni enogastronomiche

Non meno importanti sono le tradizioni culinarie che accompagnano la festa. Visitatori e locali possono deliziarsi con piatti tradizionali come lo Sfoglio “u sfuagghiu”, un dolce ricco e aromatizzato tipico del luogo, oltre a godere di degustazioni di prodotti locali come formaggi, salumi e altri dolci tipici lungo le ricche tavolate dell’alba del 3 maggio.

Il lancio di dolci, noccioline, confetti, cioccolatini e caratteristici cucciddati, pani votivi a forma di corona o di sole, accompagna le sfilate e le processioni di Calatafimi Segesta.

Il rapporto tra festa, comunità e identità

Per capire l’importanza della festività basti pensare che ogni anno, durante la settimana che precede la prima domenica del mese di maggio, tornano a Ciminna molti degli emigranti ciminnesi per passare queste liete giornate coi propri cari o per promessa da realizzare in seguito a grazia ricevuta dal “Patri di li Grazij”.

Addirittura negli Stati Uniti, nella città di Chicago in cui vive una numerosa comunità di Ciminnesi, vengono organizzate manifestazioni simili, con processione e festeggiamenti, riproponendo quanto avviene nel paese di origine.

Il Santissimo Crocifisso è divenuto ancora più profondamente legato a un messaggio di fede, speranza e giustizia. Un momento particolarmente significativo della sua storia risale al 9 maggio 1993, quando il Crocifisso fu portato nella suggestiva cornice della Valle dei Templi di Agrigento in occasione della storica visita di Papa Giovanni Paolo II.

Dinanzi alla statua nel maggio del 1993, durante la visita pastorale ad Agrigento, Sua Santità Giovanni Paolo II celebrò messa e lanciò dalla Valle dei Templi di Agrigento il famoso anatema contro la Mafia.

Oggi il Santissimo Crocifisso è custodito nella Chiesa Madre di Santa Margherita di Belìce, dove continua a essere meta di devozione e punto di riferimento spirituale per la comunità e per i numerosi visitatori che ogni anno giungono in paese.

Durante le celebrazioni dedicate al Crocifisso, che si svolgono nella prima domenica di maggio, il paese si anima di colori, emozioni e partecipazione popolare, offrendo ai visitatori l’opportunità di vivere da vicino una delle manifestazioni religiose più sentite della Valle del Belìce.

Tra processioni, tradizioni secolari e momenti di intensa spiritualità, si rinnova ogni anno un legame profondo tra la comunità e il suo simbolo più amato.

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