Fatima: il libro di Francesco sulle apparizioni e il messaggio dei tre pastorelli

Nel 1917, il 13 maggio, la Vergine Maria appare ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta. Le apparizioni continueranno ogni mese e si concluderanno il 13 di ottobre dello stesso anno con il miracolo del sole, che adempirà la promessa fatta dalla Madonna del Rosario ai bambini.

Durante le apparizioni la Vergine Maria rivelerà ai fanciulli un segreto: sarà un messaggio di tristezza o di Speranza? Dopo tanti anni questo segreto si è concluso? Cercheremo di riflettere su questo tema.

Il contenuto del libro su Fatima

Apparizioni della Madonna a Lucia, Francesco e Giacinta. Apparizioni della Madonna a Lucia, Giacinta e Francesco, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917.

Nonostante il severo ammonimento, riguardo alle terribili punizioni per il peccato e la disobbedienza, contenuto nel messaggio della Madonna, Fatima resta fondamentalmente un'affermazione di vita e di Fede e un messaggio di speranza e di pace per tutti i cristiani e per tutti gli uomini di buona volontà in qualsiasi parte del mondo.

Il libro è integrato da un esaustivo glossario che aiuta il lettore per approfondimenti e ricerche e dalle note biografiche. Completa il volume una sezione illustrata di 8 pagine a colori.

La narrazione, sobria ed elegante, coinvolge il lettore in un appassionante salto geografico-temporale a contemplare da vicino i protagonisti di una storia irripetibile, per riportarne nel proprio ambiente la luminosa e salvifica essenzialità evangelica.

Tre pastorelli di Fatima in preghiera

Lucia, Francesco e Giacinta

Fatima: il segreto dei tre pastorelli L’Autore ripercorre con delicata sensibilità e attento rigore storico gli avvenimenti straordinari di quel lontano 1916-1917 a Fatima (Portogallo) che ebbero come testimoni privilegiati tre fanciulli, umili pastorelli, Lucia De Jesús, di 10 anni e i suoi cuginetti, Francesco e Giacinta Marto, rispettivamente di 9 e 7 anni: prima tre incontri “formativi” con l’Angelo della Pace e poi una serie di sei intensi appuntamenti mensili con la Vergine Maria, che rese i tre bambini suoi messaggeri di misericordia e di speranza per l’umanità intera e custodi fedeli di un grande segreto.

È la versione per bambini della storia dei tre pastorelli di Fatima: Lucia e i suoi due cuginetti Francesco e Giacinta.

Il 13 maggio del 1917 i tre bambini, mentre pascolavano le pecore, in una località vicina alla cittadina portoghese di Fatima, riferirono di aver visto scendere una nube e apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario.

La donna, che identificarono con Maria, diede loro appuntamento per il 13 del mese successivo, e così per altri cinque incontri.

In quegli appuntamenti la Madonna invitò i bambini a pregare per i peccatori, per gli ammalati e per la pace.

ProtagonistaEtà indicata nel materialeDestino
Lucia De Jesús10 anniLucia divenne monaca carmelitana scalza e scrisse le sue Memorie relative agli eventi accaduti a Fatima.
Francesco Marto9 anniFrancesco e Giacinta morirono in tenere età (rispettivamente nel 1919 e nel 1920) a causa dell’epidemia di “spagnola”.
Giacinta Marto7 anniFrancesco e Giacinta morirono in tenere età (rispettivamente nel 1919 e nel 1920) a causa dell’epidemia di “spagnola”.

L’Angelo della pace e la preparazione alle apparizioni

Nel 1916, un anno prima delle apparizioni della Madonna, i pastorelli di Fatima vedranno per tre volte l’Angelo della pace che preparerà i bambini per l’arrivo della Madonna e li inviterà a pregare, pregare molto.

"Non abbiate paura. Sono l'angelo della pace. Pregate con me". (Apparizione dell'Angelo della pace ai pastorelli, estate del 1916, prima delle apparizioni della Madonna)

Il messaggio dell’Angelo introduce alcuni temi che ritorneranno durante gli incontri con la Vergine Maria: la preghiera, la conversione e l’attenzione alla sorte dell’umanità.

13 maggio – Madonna di Fatima: l'apparizione che ha rinnovato la fede del mondo

Le sei apparizioni del 1917

Un culto che prima si afferma a livello nazionale e poi si dilata nel mondo per un secolo conquistando fedeli, vescovi, Papi.

E tutto che inizia con tre pastorelli analfabeti - Jacinta, Francisco e Lúcia -e il racconto dell’ apparizione di una “signora vestita di bianco”: che il 13 maggio 1917 li invita a dire il rosario per i peccatori e la fine della guerra; il 13 giugno ripete l’invito ed esorta Lúcia a imparare a leggere; il 13 luglio torna a chiedere preghiere per la fine della guerra, promettendo un miracolo entro tre mesi e rivelando loro un “segreto”; il 13 agosto dice di usare le donazioni per il culto; il 13 settembre insiste sulla preghiera per la fine del conflitto e chiede una cappella a Fatima; il 13 ottobre - ultima apparizione, durante la quale si verifica un fenomeno solare (il miracolo promesso?)- rivela come richiesta della Madonna del Rosario preghiere e penitenze, garantendo un rapido rientro dei soldati a casa.

13 maggio 1917

Il 13 maggio del 1917 i tre bambini, mentre pascolavano le pecore, in una località vicina alla cittadina portoghese di Fatima, riferirono di aver visto scendere una nube e apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario.

La donna, che identificarono con Maria, diede loro appuntamento per il 13 del mese successivo, e così per altri cinque incontri.

13 giugno 1917

Il 13 giugno ripete l’invito ed esorta Lúcia a imparare a leggere.

13 luglio 1917

Il 13 luglio torna a chiedere preghiere per la fine della guerra, promettendo un miracolo entro tre mesi e rivelando loro un “segreto”.

Nell’apparizione del 13 luglio 1917 a Fatima la Madonna infatti aveva annunciato ai tre pastorelli: “Verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati”.

13 agosto 1917

Il 13 agosto dice di usare le donazioni per il culto.

13 settembre 1917

Il 13 settembre insiste sulla preghiera per la fine del conflitto e chiede una cappella a Fatima.

"Continuate a recitare il Rosario, per ottenere la fine della guerra". (Nostra Signora, 13 settembre 1917)

13 ottobre 1917

Il 13 ottobre - ultima apparizione, durante la quale si verifica un fenomeno solare (il miracolo promesso?)- rivela come richiesta della Madonna del Rosario preghiere e penitenze, garantendo un rapido rientro dei soldati a casa.

L’ultimo incontro, il 13 ottobre 1917, molte migliaia di persone riferirono di aver assistito a un fenomeno che fu chiamato “miracolo del sole”.

il disco del sole ruotò intorno a un punto esterno, diventando multicolore e ingrandendosi, come per precipitare sulla terra.

Il segreto di Fatima

Durante le apparizioni la Vergine Maria rivelerà ai fanciulli un segreto: sarà un messaggio di tristezza o di Speranza? Dopo tanti anni questo segreto si è concluso? Cercheremo di riflettere su questo tema.

In questo periodo di estrema turbolenza socio-politica questa domanda sembra quasi spontanea, visto anche da quali orientamenti geografici arrivano queste problematiche.

Il segreto di Fatima, quindi, si è concluso o ancora è più vivo e più attuale che mai? Rispondere a questa domanda non è per nulla semplice e dare una risposta affrettata potrebbe essere anche banale.

Non è facile, quindi, comprendere le giuste prospettive in cui la storia sta muovendo i suoi passi!

Possiamo ribadire con certezza che al tempo della rivelazione del segreto di Fatima tante categorie socio-politiche ancora non si erano realizzate, o almeno in parte, e quindi lo scenario e le prospettive che annunciava questo segreto erano ancora tutte in divenire.

Se la Madonna ha rivelato ai poveri pastorelli di Fatima questo segreto, diviso in tre parti, ciò vuol dire che la Vergine è presente all'interno della storia e ha un ruolo ancor più superiore di quello che alcuni le vogliono attribuire.

Se la Madonna ha rivelato questo segreto e questi accadimenti che stiamo vivendo ancora noi oggi dopo tanti anni ciò vuol dire che la Vergine Maria non è una figura di pura fantasia ma manifesta, misteriosamente, con la sua presenza il soprannaturale in mezzo a noi.

Il messaggio di preghiera, penitenza e pace

Nonostante il severo ammonimento, riguardo alle terribili punizioni per il peccato e la disobbedienza, contenuto nel messaggio della Madonna, Fatima resta fondamentalmente un'affermazione di vita e di Fede e un messaggio di speranza e di pace per tutti i cristiani e per tutti gli uomini di buona volontà in qualsiasi parte del mondo.

"Se la Chiesa ha accolto il messaggio di Fatima è soprattutto perché esso contiene una verità e una chiamata, che nel loro fondamentale contenuto sono la verità e la chiamata del Vangelo stesso". (S. Giovanni Paolo II)

Dietro gli scenari visibili del mondo si muove una regia umile e misteriosa che è quella di Dio, che non opera negli eventi eclatanti ma nei gesti umili e silenziosi, delicati della sua Misericordia e che lascia anche alle sue creature, come fa un Padre con i propri figli, la possibilità di sbagliare, accettando il grave rischio, ma anche dono, della libertà.

Guardando lo scenario socio-politico che si sta muovendo in tutta Europa e nel mondo intero verrebbe quasi da rattristarsi, ma "la speranza Cristiana non delude" e anche in questi tempi così difficili ci invita ad alimentare ogni giorno la nostra speranza e la fiducia in Dio che non abbandona l'umanità, anzi ha inviato sua Madre per aiutarci in questo grave compito.

Fatima nel contesto storico e politico del Portogallo

Fermandosi solo sulle relazioni coeve alle apparizioni del ‘17, con le risposte semplici dei tre bambini, considerando che la guerra cessò solo alla fine del ‘18, non è facile capire la devozione popolare concentratasi subito su Fatima.

E forse ha ragione José Barreto nel suo saggio “I messaggi di Fatima tra anticomunismo, religiosità popolare e riconquista cattolica” pubblicato da poco su “Memoria e Ricerca” del Mulino, ad allargare lo sguardo anche alla cornice storica e socio-politica.

«Con Fatima - scrive - si aprì un canale di comunicazione con il sovrannaturale in un periodo tormentato della storia contemporanea portoghese, iniziato con la rivoluzione repubblicana del 1910 durante il quale si era verificata la maggiore offensiva contro la Chiesa mai registrata nel Paese».

Chiesa che nel precedente periodo del costituzionalismo monarchico (1834-1910), pur con il cattolicesimo come religione di Stato, aveva vissuto una situazione definita da Manuel Clemente «una gabbia e nemmeno dorata».

È dunque un periodo particolare quello che vede la diffusione dei messaggi di Fatima: di guerra, e in Portogallo di guerra di religione.

Con una imperante laicizzazione della società che vede scuole cattoliche chiuse, preti detenuti, beni ecclesiastici nazionalizzati, aule di culto e seminari trasformati in uffici pubblici, e vescovi importanti accusati di comportamenti contrari alle leggi e spediti in esilio persino durante le apparizioni del settembre e ottobre ’17.

«Il tentativo di connotare politicamente Fatima era inevitabile, e iniziò immediatamente a partire dal 1917», ha scritto Barreto.

Aggiungendo: «I repubblicani denunciarono lo sfruttamento della “superstizione” popolare da parte delle forze anti-repubblicane; quest’ultime interpretarono le apparizioni della Vergine come le precorritrici del “miracolo” dello schiacciamento della “serpe giacobina“ riferendosi al colpo di Stato del dicembre 1917 di Sidonio Pais che destituì i repubblicani radicali e instaurò un regime presidenzialista terminato nel dicembre successivo».

Se si può convenire che, nella regione di Fatima, nei confronti dell’offensiva antireligiosa non ci fu allora una vigorosa resistenza cattolica, né ci fu un immediato consenso del clero sulle apparizioni, così come non è corretto indicare in quel periodo una correlazione tra apparizioni e militanza antirepubblicana, successivamente invece, la trasformazione di Fatima in una “Lourdes portoghese” finì per riflettere nei fatti un’opposizione allo spirito della repubblica atea e massonica.

Senza dimenticare che le apparizioni potevano leggersi come un segno di salvezza per un Paese preda di angosce con le sue truppe in trincea a fianco dell’Intesa, preda di incertezze per la scarsità di beni primari e via dicendo.

Detto questo, restando sul fronte politico, è indubbio che è il golpe militare del dicembre ‘17 a riportare la riappacificazione tra il governo e la Chiesa e il riallacciamento delle relazioni diplomatiche con il Vaticano: che avranno pienezza con la dittatura militare (1926-1933) e larga parte dell’Estado Novo (1933-1968 con Salazar e 1968-1974 con Caetano nel segno delle “tre F”: fado, futbol, Fatima.

Il riconoscimento ecclesiale delle apparizioni

Ed è solo in questo arco cronologico che pare convincente l’affermarsi di una connotazione anche ideologica - in chiave anticomunista - dei messaggi mariani.

Del resto l’ufficializzazione del culto di Fatima passò attraverso tutte le indagini canoniche avviate nel 1922 e concluse ben otto anni dopo con il riconoscimento formale del carattere sovrannaturale dei fatti, mentre in attesa del verdetto si registrarono un impegno del clero nella ricostruzione ufficiale della storia delle apparizioni, una vasta propaganda sulla stampa cattolica, visite importanti, e persino - dopo che Benedetto XV non si era mai pronunciato - la “indiretta approvazione” di Fatima da parte di Pio XI che nel 1929 benedice una statua della Vergine di Fatima arrivata dal Portogallo al Pontificio Collegio Portoghese di Roma.

Quando nel 1930 il vescovo di Leiria-Fatima Correia da Silva dichiara le apparizioni «degne di essere credute», morti Francisco e Jacinta, è Lúcia l’unica testimone di esse.

Entrata nel frattempo tra le Suore dorotee di Porto e inviata in Spagna, nel monastero di Tuy ha continuato ad avere visioni e locuzioni interiori (nel ’25 la richiesta di diffondere la «comunione dei cinque primi sabati» in riparazione dei peccati) e ha già steso la prima delle sei “Memorie” (1922, 1937, due nel 1941, 1989, 1993, edite in Italia dalla Queriniana con il titolo “Lucia racconta Fatima”, a cura di António Maria Martins) dedicate ai fatti della Cova da Iria e alle rivelazioni.

La Russia, la consacrazione e il Cuore Immacolato

Rivelazioni che, a ben vedere - una volta rese note - palesano intrecci con drammi del XX secolo: dalle guerre mondiali alla parabola della Russia sovietica.

Sino a questo momento, fissato in una lettera al confessore, il gesuita José Bernardo Gonçalves, non si trova alcun riferimento pubblico o privato alla Russia e al comunismo, ma proprio nel febbraio precedente, peggiorate le condizioni di ortodossi e cattolici, congelate le trattative segrete che la Santa Sede aveva provato a tessere con i sovietici, Pio XI pubblicamente aveva chiesto a tutto il mondo cristiano una «crociata di preghiera per la Russia».

Tra le istruzioni che alla fine del maggio ‘30 Lúcia afferma di aver ricevuto dal cielo - preceduta da un «se non mi sbaglio» - ecco la promessa divina di «porre fine alla persecuzione in Russia se il Santo Padre avesse, insieme a tutti i vescovi del mondo, compiuto un solenne e pubblico atto di riparazione e di consacrazione della Russia ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria».

In ogni caso, come ha osservato Barreto nel saggio citato, «le istruzioni celesti ricevute da Lúcia nel ‘30 non ottennero una grande attenzione dal vescovo di Leiria fino al ‘36, quando il Fronte Popolare prese il potere nella vicina Spagna».

E proprio in quel periodo Lúcia accettò la proposta del suo confessore di insistere con il vescovo e il Vaticano sul tema della «consacrazione della Russia», pur rinnovando per scritto il timore di «essersi lasciata illudere dall’immaginazione», o da qualche «illusione diabolica», come scrisse in due lettere del 18 maggio e 5 giugno 1936.

L’anno dopo, imperversando la guerra civile spagnola, il vescovo di Leiria mette a conoscenza Papa Ratti delle richieste celesti a Lúcia circa la «consacrazione della Russia ai Sacri Cuori di Gesù e Maria» da effettuarsi insieme a «tutti i vescovi del mondo cattolico», e l’approvazione papale della devozione dei «primi sabati», come condizioni per la fine della persecuzione religiosa in Russia.

Il Pontefice non risponde a questa richiesta (come non rispose ad una analoga richiesta di un’altra veggente portoghese, Alexandrina da Costa, ai tempi screditata e poi beatificata da Giovanni Paolo II).

«Quanto alla consacrazione della Russia al Cuore immacolato di Maria, non è stata fatta nel mese di maggio come lei si aspettava. Si farà certamente, ma non subito», così Lúcia il 15 giugno del ’40 a padre Gonçalves.

Nel frattempo successore di Pio XI è Papa Pacelli.

Obbedendo al vescovo di Leiria e di Gurza, Lúcia gli scrive nell’ottobre ’40 collocando per la prima volta la richiesta celeste di consacrazione della Russia nel 1917, come parte del segreto da lei custodito dal 13 luglio di quell’anno (lettera che sarà resa nota pubblicamente solo negli anni ’70).

Le Memorie di suor Lucia e la divulgazione del segreto

Nell’estate del ’41 mentre è in corso l’invasione dell’Urss da parte della Germania, il vescovo di Leiria ordina a Lúcia di redigere una nuova memoria sulla guerra e la Russia.

E a questo testo - completato nell’ottobre ’41 - Lúcia affida la versione definitiva delle due prime parti del segreto (la terza parte, redatta nel ’44 e inviata a Roma nel ’57, sarebbe stata divulgata da Giovanni Paolo II nel 2000) che Pio XII rende pubbliche nel ’42, la visione di un pezzo di inferno («un grande mare di fuoco» con immersi «i demoni e le anime») e il messaggio della Vergine sulla consacrazione della Russia («se ascolterete le mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni. »).

Nel frattempo il testo del “segreto”, integro, per sunto, stralci, con riferimenti alla Russia alterati o tagliati, gira per il mondo.

È Pio XII che il 31 ottobre ‘42, data delle nozze d’argento delle apparizioni e della sua consacrazione episcopale, con un radiomessaggio consacra il «genere umano» al Cuore immacolato di Maria, invocata con il titolo di “Regina della pace” (come aveva fatto Benedetto XV).

In questa preghiera il Papa si allontanava dalla richiesta precisa della Vergine, ma faceva allusioni alla devozione mariana dei russi «popoli separati dall’errore e la discordia», e alla loro auspicata ricongiunzione «all’unico gregge di Cristo, sotto un unico, vero pastore».

Nello stesso testo anche però un riferimento all’intervento celeste grazie al quale la «nave dello stato portoghese persasi nella tormenta anti-cristiana e anti-nazionale» aveva ritrovato «il filo delle sue più belle tradizioni che la rendevano una nazione fedelissima» e persino un omaggio anche alla classe politica del cambiamento, definita «uno strumento della Provvidenza».

Da non dimenticare che Paolo VI alla chiusura della terza sessione del Vaticano II avrebbe fatto riferimento a questa consacrazione del predecessore inviando con una missione la simbolica rosa d’oro al santuario della Madonna di Fatima.

Le interpretazioni teologiche

Non tutti però manifestano in quel periodo entusiasmi così accesi.

Anzi già dalla fine della guerra, Fatima occupa discussioni fra teologi, avviate da Edouard Dhanis, il gesuita belga che ne ha diviso la storia in due parti - una vecchia sulle testimonianze raccolte nel 1917, una nuova sul corpus originale integrato con i nuovi dati contenuti nelle “memorie” - scrivendo già nel ’44: «Siamo portati a credere che, nel corso degli anni, alcuni eventi esterni e certe esperienze spirituali di Lúcia abbiano arricchito il contenuto originale del segreto».

Senza porre in causa la sincerità della veggente, Dhanis osservava che «il modo poco oggettivo in cui nel segreto erano state descritte le cause che avevano provocato la Guerra [mondiale] poteva solo essere spiegato dalla influenza che la Guerra civile spagnola aveva avuto sul pensiero di Lúcia».

In effetti, il segreto imputava alla Russia tutta la responsabilità per le guerre e le persecuzioni verso la Chiesa, seppure all’interno di una concezione non storica e apocalittica di questi flagelli come punizione divina per i peccati del mondo.

Le tesi di Dhanis poi rettore della Pontificia Università Gregoriana, sarebbero state duramente dibattute negli ambienti vicini a Fatima costringendolo a toni più concilianti.

Lui, membro sino alla morte della Commissione teologica internazionale, a fare da apripista per altri teologi come nel suo caso accusati dai tradizionalisti di essere «nemici di Fatima».

Il ruolo della Chiesa nell’interpretazione

Credo che il segreto di Fatima sia uno scenario aperto sul mondo intero e credo anche che l'interpretazione del Segreto spetti alla Chiesa perché Maria lo ha rivelato all'interno di essa.

La stessa Suor Lucia ha detto ed espresso chiaramente la convinzione che lei si è fatta portavoce di questo segreto ma che l'interpretazione di questo messaggio spetta alla Chiesa.

Suor Lucia scrive: "Vi chiedo perciò di non fissarvi sulla povertà e sull'ignoranza dello strumento di cui Dio si serve, perché Lui ha l'abitudine di scegliere strumenti poveri e inutili per realizzare le opere della sua potenza, scienza e sapienza. Questa sarà una prova in più che Lui vi dà che l'opera è Sua e non mia". (Suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato, Scritti e ricordi nel Centenario delle apparizioni di Nostra Signora di Fatima, Libreria Editrice Vaticana, p. 20)

Gli Scritti e i Ricordi di Suor Lucia è un testo di estrema bellezza e allo stesso tempo di tenera semplicità in cui traspare un'anima veramente innamorata di Dio e di Maria.

La consacrazione del 25 marzo 2022

E sicuramente il messaggio di Fatima è risuonato nell’atto di consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria fatta da papa Francesco in San Pietro il 25 marzo 2022.

In una successiva rivelazione privata a suor Lucia, avvenuta il 13 giugno 1929 nel monastero di Tuy, la Madonna aveva detto che “è giunto il momento in cui Dio chiede al Santo Padre che faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo in questo modo di salvarla”.

Nell’atto solenne Papa Francesco ha pronunciato le seguenti parole: “Noi, dunque, Madre di Dio e nostra, solennemente affidiamo e consacriamo al tuo Cuore immacolato noi stessi, la Chiesa e l’umanità intera, in modo speciale la Russia e l’Ucraina. Accogli questo nostro atto che compiamo con fiducia e amore, fa’ che cessi la guerra, provvedi al mondo la pace. Il sì scaturito dal tuo Cuore aprì le porte della storia al Principe della pace; confidiamo che ancora, per mezzo del tuo Cuore, la pace verrà. A te dunque consacriamo l’avvenire dell’intera famiglia umana, le necessità e le attese dei popoli, le angosce e le speranze del mondo”.

Solenne atto, si diceva, a cui l’umanità attanagliata dalla paura, dinanzi alle immagini che arrivano dall’Ucraina, in questo tempo di guerra - un’ennesima carneficina insensata - ha assistito “in diretta” collegata da tv e vari mezzi tecnologici.

E che per molti credenti ha avuto soprattutto l’effetto di spingere ulteriormente alla preghiera e alla meditazione, tornando a riflettere su quanto è accaduto a Fatima più di un secolo fa.

Perché Dio sceglie i piccoli

Che ci pone un altro, appassionante tema. Perché Dio sceglie soprattutto i piccoli, i semplici, per rivelare i Suoi messaggi più importanti? Per rivelare il Suo volto d’amore e di misericordia?

Sottolinea questa realtà monsignor Camisasca e offre una risposta chiara e capace di aiutarci a sovvertire tutte le nostre logiche umane che spesso non sciolgono i nodi veri dell’esistenza: “Scegliendo di manifestarsi attraverso i piccoli, Dio rivela la sua delicatezza nei confronti delle sue creature, e, allo stesso tempo, la stima e il valore che attribuisce alla loro libertà.

Egli, che ha creato l’essere umano a sua immagine, non volendo forzarlo, gli propone la verità con umili mezzi.

Perciò decide di servirsi di persone che apparentemente non hanno alcuna caratteristica che possa distinguerle dalle altre.

Così, Dio sceglie i piccoli perché appaia chiaramente che tutto ciò che essi dicono e fanno viene da Lui.

Dio non ha bisogno di discorsi sapienti, per usare l’espressione di san Paolo (cfr. 1Cor 2,1): ha bisogno semplicemente della testimonianza di cuori innamorati”.

Come i tre piccoli, immensi cuori di Giacinta, Francesco e Lucia.

Certamente non spetta a noi dare delle soluzioni o delle semplici risposte, tuttavia agli occhi di un credente non può sfuggire il ruolo fondamentale che la Madre di Dio, la Theotókos ha avuto nel corso della storia: già alle nozze di Cana Ella ha ottenuto dalla Misericordia del Figlio Gesù il primo miracolo che Egli ha compiuto.

Il Santuario di Fatima e la memoria delle apparizioni

Il Santuario di Fatima è uno dei più grandi santuari religiosi d'Europa dopo Lourdes, e si erge dove ai tre pastorelli nel 1917 apparve la Madonna.

Il 13 maggio 2017, nel centesimo anniversario della prima apparizione della “Signora” ai tre pastorelli, Papa Francesco, di fronte ad una folla immensa di pellegrini provenienti da tutto il mondo nella spianata del Santuario di Fatima, iscrive solennemente i piccoli veggenti Francesco e Giacinta Marto nell’Albo dei Santi.

Le apparizioni della Madonna a Lucia, Giacinta e Francesco, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, continuano così a essere ricordate attraverso la preghiera, la catechesi, la ricerca storica e la lettura di opere rivolte a pubblici diversi.

Scheda del volume

ElementoInformazione
Titolo tematicoFatima libro di Francesco
Autore indicatoFrancesco Domina
Autrice del volume sulle apparizioniMARILENA CARRARO, giovane insegnante padovana, appartiene alla congregazione delle suore Terziarie francescane elisabettine.
ContenutiApparizioni della Madonna a Lucia, Giacinta e Francesco, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917.
Materiali integrativiIl libro è integrato da un esaustivo glossario che aiuta il lettore per approfondimenti e ricerche e dalle note biografiche.
Sezione illustrataCompleta il volume una sezione illustrata di 8 pagine a colori.
Pagine168
Data di uscita01-01-2008

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