La Falanghina di Abbazia di Crapolla trova la sua espressione più riconoscibile nel Poizzo, un vino bianco Campania IGT prodotto con Falanghina, Fiano e Moscato a Vico Equense, nella Penisola Sorrentina. Le uve crescono a 300 metri sul livello del mare, su terreni sabbiosi di natura vulcanica, e danno origine a un bianco fresco, aromatico e sapido, caratterizzato dall’influenza marina e dalla mineralità del luogo.
Il Poizzo nasce da uve Falanghina, Fiano e Moscato cresciute a Vico Equense, su terreni sabbiosi di natura vulcanica a trecento metri sul livello del mare e coltivate con concimi organici e trattamenti biologici. Le uve sono sottoposte a fermentazione a bassa temperatura in serbatoi di acciaio inox. Il vino affina in serbatoi per 4/5 mesi.
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Produttore | Abbazia di Crapolla |
| Denominazione | Campania IGT |
| Vitigno | Falanghina, Fiano e Moscato |
| Gradazione | 13,0% Vol. |
| Formato | Standard (0.75 lt) |
| Altitudine | 300 metri sul livello del mare |
| Affinamento | 4/5 mesi in serbatoi |

Abbazia di Crapolla e la sua storia
Abbazia di Crapolla sorge presso Vico Equense, sull’antica Grancia benedettina, letteralmente ”granaio”, cioè magazzino produttivo, risalente al XII secolo, afferente al complesso monastico originario in Massa Lubrense. La grancia era un opificio di proprietà dell'abbazia di Crapolla di Massa Lubrense, di cui è rimasta una minima traccia nella cappella dedicata a San Pietro.
La storia di Crapolla attraversa i secoli perché si dice fosse la grancia dell’abbazia madre di Vico tra l’XI e il XII secolo. Oggi è sede dell’azienda vinicola fondata nel 2007 da Fulvio Alifano, che nella vita fa il medico, e Giuseppe Cuticini, che nella vita è imprenditore.
Appassionati di vino, 12 anni fa Fulvio e Giuseppe hanno acquistato la grancia e, aiutati prima da Luigi Moio e poi dal suo allievo Arturo Erbaggio, hanno dato vita al loro progetto nonostante numerose difficoltà incontrate, legate per lo più a vincoli paesaggistici e architettonici del posto. Nel realizzare il suo progetto incontra molti ostacoli, dalla terra che il proprietario non voleva vendere, a vincoli paesaggistici e architettonici, la grancia era un rudere, ora rinata.
Il vigneto è stato rivitalizzato nel 2007 da Fulvio Alifano e Giuseppe Puttini, per preservarne il patrimonio storico, valorizzare lo spettacolare territorio e produrre vini qualitativi. Fulvio Alifano giunge in questo posto e se ne innamora perdutamente. Grande appassionato di vini, intuisce che questo paradiso è il luogo d’elezione per il suo sogno: produrre vino.
Scopre un documento che attesta che nel 1520 qui si faceva vino. Preservare la ricca storia del vigneto per noi è più di una passione: è una missione di famiglia.
Il territorio della Falanghina di Abbazia di Crapolla
La cantina Abbazia di Crapolla si trova a Vico Equense ed è stata fondata nel 2007 da Fulvio Fulvio Alifano e Giuseppe Cuticini, professionisti in altro settore e appassionati da sempre di vino. I due ettari di vigneti si trovano a 300 metri di altitudine e sono condotti con metodo biologico.
Penisola Sorrentina, Monti Lattari: dove secoli fa monaci benedettini costruirono una Grancia, letteralmente "granaio", cioè una fattoria afferente, entro un giorno di cammino, all'Abbazia di Crapolla, i cui resti consumati dal tempo s'intravedono tutt'oggi ai bordi del fiordo omonimo.
Siamo a metà strada tra cielo e mare: a 300 mt di altitudine, su un golfo tra i più famosi al mondo, alle pendici del Monte Faito e con alle spalle il Vesuvio, il vulcano per eccellenza. Siamo a 300 metri di altitudine, su terreni sabbiosi, ghiaiosi con substrato calcareo e sedimenti vulcanici.
I due ettari vitati con densità di 8000 ceppi/ha godono di un terroir assolutamente irripetibile altrove: altitudine, irraggiamento e influenza marina qui donano ai terreni una perfetta umidità controllata consentendo processi maturativi per Fiano e Falanghina più lenti rispetto alle corrispondenti "cugine" coltivate in Irpinia.
Di qui la notevole acidità, i sentori minerali e le preziosità fruttate divenute marchio di fabbrica in Abbazia di Crapolla. Questo equilibrio dà ai vini acidità vibrante, note minerali e profili fruttati netti, elementi che rendono riconoscibile la cantina nel panorama dei vini campani.

Coltivazione delle vigne
Le vigne dell’Abbazia di Crapolla sono state impiantate nel 2007 e si ergono a 300 metri sul livello del mare, sopra le spiagge dei lidi più belli di Vico e dintorni come il Bikini. L’allevamento è a spalliera e qualche pergola vesuviana viene utilizzata per il Sabato, unica uva locale da tavola, grande e violacea, rara e particolare.
Qui Fiano, Falanghina, uva Sabato, autoctona su piede franco, Moscato e, incredibilmente, Pinot Noir sono allevate a spalliera con potatura a Guyot. La produzione include le varietà Fiano, Falanghina, Pinot, uva di Sabato, Montepulciano.
Oltre al Sabato, non ci sono vitigni autoctoni perché Vico sconta la pecca di non avere un terreno molto vocato al vino. È per questo che troviamo nelle terre di Vico Pinot e Montepulciano per i rossi, mentre per i bianchi Moscato, Fiano e Falanghina.
Le vigne, però, hanno un’alta densità di ceppi per ettaro e, dunque, poche produzioni per pianta. A ciò si aggiunge una vendemmia tardiva e una forte escursione termica che rendono ancora più complessa la lavorazione.
Ora et labora è diventato un mantra anche per chi lavora qui, nella tranquillità di questo posto unico dove si rispetta la biodiversità seguendo il regime biologico. La tecnologia, all'avanguardia, è entrata dove è stato possibile, data la struttura dei luoghi: parlare qui di arte enoica "eroica" non è quindi fuori luogo.
| Elemento agronomico | Dato |
|---|---|
| Ettari vitati | 2 |
| Altezza media | 300 metri sul livello del mare |
| Composizione del terreno | vulcanico sabbioso |
| Esposizione vigne | est-ovest |
| Epoca di impianto delle vigne | 2007 |
| Lavorazione del terreno | manuale |
| Concimi | organici |
| Trattamenti | biologici |
| Produzione per pianta | 1-1.5 kg |
| Lieviti | aggiunti |
Falanghina, Fiano e Moscato nel Poizzo
Il Poizzo è un blend di Fiano e Falanghina, ma con il tocco in più del Moscato che lo rende più profumato e impertinente del Sireo. Poizzo: un bianco con una piacevole bevibilità, ideale per chi cerca equilibrio e aromaticità.
Il Poizzo 2017 è un Campania IGT ottenuto da Falanghina, Fiano e Moscato. La combinazione dei tre vitigni unisce la componente fresca e sapida della Falanghina, la struttura e la capacità evolutiva del Fiano e il contributo aromatico del Moscato.
La Falanghina di Abbazia di Crapolla si distingue quindi per un profilo in cui freschezza, mineralità e profumi fruttati si integrano con l’impronta aromatica del Moscato. Il risultato è un vino bianco di forte identità territoriale, ma anche immediato e versatile a tavola.
Vinificazione e affinamento
Le uve sono sottoposte a fermentazione a bassa temperatura in serbatoi di acciaio inox. Il vino affina in serbatoi per 4/5 mesi.
La produzione nasce da una gestione attenta e artigianale, in una piccola azienda dove ogni fase viene seguita con cura. È proprio questo approccio a valorizzare la precisione stilistica delle etichette, dal Sireo Bianco ai rossi a base di Pinot Noir, passando per il Poizzo Bianco dal carattere più morbido e immediato.
L’attenzione minuziosa in ogni fase della filiera, interamente gestita, è legata alle piccole dimensioni aziendali. Appena 2 ettari vitati, con una produzione di circa 10.000 bottiglie.
Profilo del vino
I vini di questa cantina esprimono freschezza, sapidità e una distinta identità mediterranea. I vini della cantina si distinguono per uno stile riconoscibile, elegante e gastronomico, perfetto per chi cerca bottiglie versatili e dotate di forte personalità.
Il terroir di mare, altitudine e mineralità contribuisce a una maturazione lenta e regolare. Questo equilibrio dà ai vini acidità vibrante, note minerali e profili fruttati netti, elementi che rendono riconoscibile la cantina nel panorama dei vini campani.
Il Sireo è un blend di Fiano e Falanghina, elegante e delicato, profumato ma discreto. Sireo, blend di Fiano e Falanghina, profuma di erbe aromatiche, agrumi. Al sorso è sapido, fresco, coinvolgente fino al lungo finale.
Rispetto al Sireo, il Poizzo presenta un’impronta più aromatica grazie alla presenza del Moscato. Il Poizzo è sempre un blend di Fiano e Falanghina, ma con il tocco in più del Moscato che lo rende più profumato e impertinente del Sireo.
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Gli altri vini di Abbazia di Crapolla
I cavalli di battaglia dell’Abbazia di Crapolla sono quattro. Sireo e Poizzo per i bianchi, Nireo e Sabato per i rossi.
Il Nireo è Pinot in purezza, il Sabato è, invece, Pinot, Montepulciano e Sabato. Entrambi leggeri e accostabili perfettamente alle tavole della costiera, imbandite con latticini e salumi freschi, piuttosto che con carni importanti.
Nireo: Pinot Noir campano dal profilo fine, elegante e versatile. Sabato: rosso Campania IGP che richiama la tradizione degli antichi uvaggi contadini.
Abbinamenti gastronomici
La vocazione gastronomica della cantina è uno dei suoi tratti più interessanti. I bianchi si abbinano molto bene a piatti di pesce, antipasti di mare, primi delicati e preparazioni in cui freschezza e sapidità fanno la differenza.
Il Poizzo può accompagnare la cucina della Costiera Sorrentina e le preparazioni mediterranee in cui siano importanti profumi, equilibrio e freschezza. La sua componente aromatica lo rende adatto anche a piatti delicati nei quali il vino non deve coprire gli ingredienti.
I rossi, in particolare il Pinot Noir, accompagnano con finezza pesci strutturati, zuppe di pesce e piatti mediterranei dai sapori pieni. Entrambi i rossi sono leggeri e accostabili perfettamente alle tavole della costiera, imbandite con latticini e salumi freschi, piuttosto che con carni importanti.
L’identità di una piccola cantina campana
La sede della cantina è fondata su una grancia XII secolo. Il luogo conserva il legame tra la storia benedettina, la cultura agricola della Penisola Sorrentina e una viticoltura condotta in condizioni complesse.
Di battaglie per la loro azienda ne hanno fatte e ne fanno ancora, ma la voglia di far conoscere i frutti del loro impegno vince su tutto. Perché davanti alla passione nessuno può nulla. Soprattutto se questa passione si chiama vino.
Un vecchio proverbio diceva che “il fiore che nasce nelle avversità è il più raro e il più bello di tutti”. Applicato al vino, diventa un piccolo miracolo.
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