Escursione tra le rovine dell’eremo vicino a Rieti: il percorso da Roccantica al Revotano

L’escursione tra le rovine dell’eremo di San Leonardo, la dolina carsica del Revotano e il Fosso Galantina è un itinerario storico-naturalistico nel territorio di Roccantica, in provincia di Rieti. Il percorso attraversa boschi, sentieri rupestri, resti di un antico mulino e luoghi di culto legati alla tradizione eremitica della Sabina.

L’itinerario è generalmente considerato di media difficoltà, con circa 8 km di sviluppo, 200 metri di dislivello complessivo e una durata indicativa di 6 ore, escluse le soste. Non sono presenti passaggi esposti, ma alcuni tratti ripidi, il terreno roccioso e la possibile presenza di fango o umidità richiedono scarpe da trekking con buon grip e passo sicuro.

Roccantica Revotano eremo San Leonardo

Un itinerario tra natura, storia e spiritualità

Il cammino degli eremiti conduce alla scoperta dell’eremo di San Leonardo e dell’eremo di San Michele Arcangelo, situati tra il territorio di Roccantica e quello di Monte San Giovanni in Sabina. Il percorso si sviluppa nel bosco considerato sacro dall’antico popolo dei Sabini, che venerava la dea Vacuna, divinità delle acque e dei boschi.

Il bosco è stato considerato sacro anche dai cristiani, poiché alcuni eremiti decisero di rifugiarsi in questi luoghi per ricercare il silenzio e la meditazione. Entrambi gli eremi si trovano lungo il passaggio naturale che conduceva, e conduce tutt’ora, alla valle Reatina attraverso il valico del Tancia, motivo per cui erano molto frequentati.

L’escursione permette di unire geologia, storia, archeologia e devozione in un’unica giornata. L’ambiente cambia progressivamente, passando dal borgo medievale al fitto bosco, dai tratti panoramici alle cavità naturali e agli edifici rupestri incastonati nella roccia.

Il punto di partenza a Roccantica

La partenza è situata in prossimità della chiesetta gotica di San Valentino, nell’omonima piazza alla base del paese, nota anche per il Sacrario ai caduti del borgo e per la torre con l’orologio. Il percorso parte dal comune di Roccantica, borgo in provincia di Rieti di 500 abitanti.

Dal caratteristico borgo medievale ci si inoltra nel variopinto bosco di lecci, ginepri, corbezzoli, querce e faggi, costeggiando la famosa dolina carsica del Revotano. L’itinerario segue inizialmente il sentiero 1, chiamato “Anello dell’eremo di San Leonardo”, e prosegue poi sul sentiero 2, noto come Via degli eremi.

Il percorso verso l’eremo di San Leonardo

Raggiunto un bivio, si intraprende una sterrata in discesa sulla destra per evitare di ritornare in paese. Il percorso si trasforma in mulattiera, che consente di raggiungere un prato erboso. Si scende ancora fino a raggiungere il fosso di Fonte Regna.

Superato quest’ultimo si continua sul sentiero che scende ancora sulla destra per poi risalire fino ad un bivio e scendere di nuovo per arrivare al Fosso Galantina lungo un percorso ricco di vegetazione. Si risale sulla sinistra il Fosso e si vedono i ruderi di un vecchio mulino.

Da qui si risale fino ad una diramazione che conduce sulla destra all’eremo. L’eremo rupestre risale all’VIII-IX secolo, epoca in cui era fortissima la spinta al romitaggio ascetico propugnata da Leonardo da Noblac.

Ruderi eremo San Leonardo Roccantica

Le rovine dell’eremo rupestre

L’eremo di San Leonardo è un gioiello tra le montagne, formato da due stanzette scavate nella roccia: una di abitazione ed una dedicata alla preghiera. Sono presenti anche una polla d’acqua che misteriosamente mantiene sempre lo stesso livello e un piccolo forno.

L’edificio è incassato nella roccia a picco sulla valle sottostante. I magnifici resti dell’eremo costituiscono un piccolo gioiello di architettura rupestre, luogo di pace e contemplazione, che domina la vallata sottostante.

Alle pareti sono ancora visibili affreschi molto successivi raffiguranti San Leonardo e Santa Caterina, riconducibili a Jacomo-Jacopo da Roccantica, “ragazzo di bottega” del Coleberti. Gli affreschi del 1450 ad opera del pittore Jacopo da Roccantica ritraggono San Leonardo e Santa Caterina d’Alessandria.

La descrizione dell’eremo evidenzia la semplicità dell’insediamento e il rapporto diretto tra architettura, roccia e ambiente naturale. Le piccole stanze, il luogo di preghiera, la polla d’acqua e gli affreschi raccontano una forma di vita religiosa fondata sull’isolamento e sulla contemplazione.

La dolina carsica del Revotano

Il Revotano è l’elemento geologico più maestoso del percorso. Questa enorme dolina carsica, tra le più grandi del Lazio, con le sue pareti verticali e il fondo rigoglioso, ha un diametro di circa 250 metri e una profondità di oltre 100 metri.

La dolina appare come un mondo perduto che lascia senza fiato. L’escursione consente di osservare l’imponente depressione carsica e di raggiungere punti panoramici dai quali si può cogliere la struttura del fenomeno geologico e il contrasto tra le pareti rocciose e la vegetazione del fondo.

Il percorso prevede anche una discesa guidata all’interno dell’imponente dolina del Revotano. Questo tratto richiede particolare attenzione, soprattutto quando il terreno è umido o scivoloso.

Il Fosso Galantina e i resti dell’antico mulino

Dal Revotano si discende lungo l’alveo del torrente di Galantina, dove si trovano i resti di un antico mulino ad acqua. La discesa verso il Fosso di Galantina conduce inoltre alla sua famosa cascatella.

I resti dell’antica mola testimoniano il passato operoso del territorio. La presenza del corso d’acqua, della cascata e delle strutture legate alla lavorazione rende questo tratto particolarmente significativo dal punto di vista paesaggistico e storico.

Durante il percorso è possibile osservare il passaggio dalla vegetazione del bosco agli ambienti più umidi del fosso. L’attraversamento del Galantina può risultare scivoloso in inverno o dopo le piogge, pertanto è necessario procedere con cautela.

Cascata Fosso Galantina Roccantica

Dall’eremo di San Leonardo all’eremo di San Michele

Lasciato l’eremo di San Leonardo si risale sulla sinistra fino all’incrocio tra il sentiero 1, a sinistra, che permette di tornare in paese, e il sentiero 2, a destra, che permette di raggiungere l’eremo di San Michele.

Si arriva su un’altra sterrata che risale verso sinistra. Dopo circa 500 metri, la si abbandona per intraprendere un sentiero che prosegue a mezzacosta, tralasciando sulla sinistra il percorso in direzione del Casale Cerreta.

Proseguendo lungo il sentiero, all’altezza di una diramazione con indicazioni si gira a sinistra e si sale costeggiando una parete calcarea. Si giunge così alla Grotta di San Michele, chiusa da una cancellata che comunque permette di osservare gli affreschi medioevali.

L’eremo di San Michele Arcangelo

Il secondo eremo da visitare è quello di San Michele Arcangelo, anch’esso incastonato in una grotta. Il piccolo e suggestivo santuario era già tempio dedicato alla dea Sabina e poi eremo dei primi monaci cristiani.

L’Eremo di San Michele Arcangelo, situato in località Coste Lignano nella Valle Avanzana, è una cavità naturale ampliata dall’uomo. È nominato nel manoscritto del Seicento di Ippolito Tabulazzi, che indica la Valle Avanzana come uno dei luoghi sacri dei Sabini.

Il santuario nasce dalle rovine di un tempio pagano dedicato alla dea Sabina e successivamente fu abitato da monaci cristiani. Gli storici lo collocano nel IV secolo, con dimore rupestri ed una chiesetta dove sono ancora riconoscibili l’altare e gli affreschi sulle pareti della grotta che raffigurano la Madonna e San Michele Arcangelo.

Si raggiunge attraverso un sentiero abbastanza facile e ben segnalato, in una piacevole passeggiata tra boschi di querce e castagni. All’imbocco del sentiero pedonale si trova una piccola area attrezzata.

Gli ambienti esterni della grotta

La costruzione principale è contornata da resti di altri edifici, dove probabilmente dimoravano i monaci eremiti. Sulla destra si nota un piccolo anfratto ricavato nella roccia.

Nel pianoro che introduce alla chiesa rupestre, sulla parte sinistra della parete rocciosa, si nota l’imposta di un arco, ora non più esistente o forse mai realizzato. Si notano anche tracce di un muro avanzato, ora non più esistente.

Una facciata rustica chiude l’ingresso della grotta. Ai lati della porta si trovano due finestrelle devozionali, che consentivano ai pellegrini di venerare l’immagine devozionale anche quando l’eremo era chiuso.

Sopra si apre una terza finestra, che dà luce all’interno e su cui era posta una campana, oggi non più in loco. A fianco dell’ingresso, sulla sinistra, un’apertura introduce a un ambiente di cui si ignora la funzione.

L’interno e gli affreschi dell’eremo

All’interno dell’ambiente, caratterizzato da una notevole elevazione, c’è un piccolo altare in muratura protetto da una trasanna sostenuta da pali di legno. È ornato da un affresco che raffigura la Madonna col Bambino, circondata da una cortina di nuvole.

Di fianco è raffigurato San Michele Arcangelo, purtroppo perso nella parte superiore, che nella consueta iconografia è vestito da guerriero, pesa le anime e con la lancia trafigge il demonio; sullo sfondo è raffigurato un panorama con alte montagne.

L’ingenua raffigurazione, opera di un artista povero di mezzi, risale presumibilmente alla fine del XVII secolo. A tale periodo si può far risalire anche la costruzione dell’altare, ma in mancanza di fonti non se ne può avere certezza.

L’immagine è tutt’oggi oggetto di venerazione, come mostra la presenza di alcuni ex voto. Sopra l’altare si trova anche una teca di vetro con dentro ossa umane.

Dietro l’altare la grotta prosegue e sulla parete di fondo rimangono tracce di una più antica decorazione a fresco, presumibilmente dell’inizio del XVI secolo. Rimane ben visibile un’aggraziata Madonna col Bambino, protetta da una sporgenza su cui è raffigurata la colomba dello Spirito Santo.

Le altre immagini affrescate non sono più riconoscibili, rovinate dallo stillicidio della grotta, che inizia a mostrare la formazione di stalattiti e stalagmiti. Lungo la parete destra si trova un altro altare, con un nicchione scavato nella roccia che conserva tracce di affreschi non più riconoscibili.

Interno grotta San Michele affreschi

Le Pozze del Diavolo e la Valle del Galantina

Nei pressi di Monte San Giovanni in Sabina, lungo il corso del torrente Galantina, si trovano le Pozze del Diavolo. Si tratta di una piscina naturale nella quale si getta la cascatella del fiume.

Acqua verde smeraldo e boschi rigogliosi definiscono questo posto, un angolo di paradiso lontano dal caos della città. Una delle pozze si trova a monte della cascata e l’altra a valle.

Il sentiero parte dal Valico del Tancia e dalla storica Osteria del Tancia, di origine medievale. Da qui un ponticello permette di attraversare il Torrente Galantina, seguendo poi il letto del torrente fino alle Pozze del Diavolo.

Tornando indietro verso il ponticello si prende il Sentiero degli Eremi, che raggiunge l’eremo di San Michele. Questo itinerario può essere considerato un’alternativa o un’estensione del percorso tra i luoghi eremitici della Sabina.

Caratteristiche tecniche del percorso

CaratteristicaDato
Lunghezza totale8 km complessivi circa
Dislivello totale200 m circa
Quota massima550 m s.l.m. circa
Quota minima370 m s.l.m. circa
Tempo complessivo6 ore circa, escluse le soste
Pendenza media+19%
Pendenza massima60%, in brevi tratti
DifficoltàMedia
Scala escursionisticaE, con brevi tratti T

Un’altra variante ad anello nei pressi di Roccantica misura 7,7 km, richiede circa 2 ore e 59 minuti e presenta 412 metri di salita e 410 metri di discesa. Il percorso è un saliscendi molto divertente ed appagante, fatto con bambini di 8 e 10 anni.

La variante passa accanto a una falesia famosa tra gli arrampicatori, attraversa le rovine dell’eremo di San Leonardo e offre infine un bellissimo scorcio sopra la dolina carsica del Revotano.

Difficoltà e condizioni del terreno

L’escursione è accessibile a quanti siano abituati ad escursioni di bassa montagna in inverno, con le sue imprevedibilità del meteo e del clima, ed è adatta anche ai ragazzi ma solo se allenati ad una passeggiata con salite costanti e ripide discese e dotati di un minimo di attrezzatura per un’escursione in montagna.

Il percorso si snoda quasi tutto nel bosco ma presenta alcuni tratti ripidi che richiedono attenzione. In inverno il fondo potrebbe risultare particolarmente umido e scivoloso, specialmente durante l’attraversata del Fosso Galantina e lungo la discesa tecnica per raggiungere l’interno della dolina del Revotano.

Il percorso outdoor è perlopiù costituito da sentieri tracciati, classificabili quindi come prevalentemente Escursionistico (E), con brevi tratti Turistici (T). Non sono presenti passaggi esposti, ma il terreno boscoso e roccioso potrebbe presentare tratti fangosi o resi scivolosi dall’umidità della stagione.

Di volta in volta, direttamente sul posto, vengono valutate le condizioni ambientali e meteorologiche per proseguire l’escursione in completa sicurezza. L’imprevedibilità del clima, situazioni inaspettate o cambiamenti recenti nel territorio possono rendere necessarie deviazioni o itinerari alternativi.

Quando andare

La primavera, tra aprile e giugno, è generalmente il periodo più favorevole per osservare cascate e corsi d’acqua, grazie alla maggiore portata alimentata dallo scioglimento delle nevi degli Appennini. In questa stagione il paesaggio offre inoltre una vegetazione particolarmente rigogliosa.

Anche l’autunno, tra settembre e ottobre, offre condizioni piacevoli per camminare e permette di osservare i colori del bosco. In estate alcune cascate minori possono avere una portata ridotta, mentre in inverno sono possibili escursioni sui sentieri a quota più bassa, con un equipaggiamento adeguato alle temperature e all’umidità.

Abbigliamento e attrezzatura

Scarponcini o scarpe da trekking sono indispensabili. È necessario portare con sé un capo impermeabile da indossare in caso di pioggia e un abbigliamento a strati idoneo alla stagione.

Si raccomanda di portare una giusta dose di liquidi, circa 1,5 litri di acqua, oltre a snack energetici e frutta secca. Sono utili anche i bastoncini da escursionismo, che agevolano lo sforzo e scaricano parte della stanchezza delle gambe su spalle e braccia.

Per le escursioni invernali è consigliabile avere nello zaino una maglia di ricambio, una protezione per il sole, occhiali e crema solare, uno scaldacollo, un cappello di pile o lana, guanti caldi e un piumino leggero o un’equivalente giacca calda.

È inoltre consigliabile lasciare in automobile un cambio di maglia e di scarpe, soprattutto in caso di tempo incerto o di terreno bagnato. Uno zaino di dimensioni adeguate deve contenere l’abbigliamento aggiuntivo e l’equipaggiamento necessario.

Indicazioni per la sicurezza

Le condizioni del percorso possono cambiare in base al meteo, all’umidità del terreno e all’accessibilità dei luoghi. Le deviazioni o le modifiche all’anello possono essere valutate sul momento per ragioni di sicurezza o di logistica.

Il programma può subire annullamenti o variazioni a causa di avverse condizioni atmosferiche. È quindi utile controllare le previsioni nelle ore precedenti l’escursione.

I tempi previsti di percorrenza possono aumentare in presenza di rallentamenti, di un gruppo non omogeneo o di partecipanti che procedano più lentamente rispetto ai tempi medi. Le decisioni relative alla prosecuzione dell’itinerario spettano agli accompagnatori, in base alle condizioni dei luoghi e alla capacità dei partecipanti.

Altri itinerari naturalistici nella provincia di Rieti

La provincia di Rieti offre una diversa selezione di itinerari escursionistici, dalle passeggiate facili alle ascensioni più impegnative. La rete di sentieri permette di esplorare cascate, montagne, vallate fluviali, laghi e luoghi di interesse storico e religioso.

  • La Vallocchie Waterfall - Castel di Tora è un percorso facile di circa 3 miglia, adatto anche alle famiglie.
  • Il circuito Monte Tancia Summit - Pozze del Diavolo Waterfall è un itinerario più impegnativo.
  • La Sella di Leonessa offre panorami montani e ambienti di quota.
  • I laghi della Duchessa, Lungo e Ripasottile aggiungono ulteriori mete naturalistiche.
  • La Via di Francesco e i Santuari Francescani uniscono paesaggio, spiritualità e storia.
  • Il Monte Terminillo propone un anello di 15 km tra faggete e panorami spettacolari.
  • Il percorso da Forca Canapine al Monte Utero e ai Pantani di Accumoli attraversa un’area naturalistica tutelata come Sito di Interesse Comunitario.

La comunità escursionistica valuta positivamente l’esperienza di cammino nel territorio reatino, apprezzando la varietà dei paesaggi, dai rilievi montuosi alle tranquille vallate fluviali, e la possibilità di scoprire cascate nascoste e siti storici.

Escursione alle Gole dell'Infernaccio ed Eremo di San Leonardo

Il valore storico del cammino degli eremiti

L’eremo di San Leonardo e quello di San Michele rappresentano due forme diverse ma complementari di spiritualità rupestre. Il primo conserva il carattere raccolto di un piccolo romitorio scavato nella roccia, mentre il secondo unisce la cavità naturale alla memoria di un antico luogo di culto sabino.

Ogni anno, una domenica di maggio, viene organizzata un’escursione aperta a tutti per raggiungere l’eremo di San Leonardo, che si conclude con una degustazione dei prodotti tipici del luogo. Anche per l’eremo di San Michele viene organizzata un’escursione annuale, aperta ai cittadini e ai visitatori.

Il cammino non è quindi soltanto un percorso nel bosco, ma un attraversamento di paesaggi e memorie: il borgo di Roccantica, le leggende locali, la dolina del Revotano, il Fosso Galantina, le antiche attività del mulino e le grotte in cui la ricerca del silenzio ha lasciato tracce di fede e di vita quotidiana.

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