L’Eremo dei Romiti è un rifugio immerso nella natura incontaminata nel cuore delle Dolomiti, situato a Domegge di Cadore tra l’Antelao, le Marmarole e gli Spalti di Toro. Il complesso si trova sulla sommità del Monte Froppa, a quota 1167 metri, e rappresenta l’unico convento documentato nella storia del Cadore.
Il bando di gara del Comune di Domegge di Cadore prevedeva l’affidamento in locazione del rifugio e delle relative pertinenze per l’esercizio di attività di somministrazione di alimenti e bevande e di attività ricettiva. La scadenza per la presentazione delle domande all’Ufficio Protocollo del Comune di Domegge di Cadore era fissata all’11 marzo 2020 alle ore 12.00, secondo le modalità riportate nel bando.
Dove si trova l’Eremo dei Romiti
L’Eremo dei Romiti è collocato in località Romiti, a quota 1167 metri sul Monte Froppa, nel comune di Domegge di Cadore (BL). È un balcone panoramico sulle Dolomiti del Cadore e offre una vista sulle montagne comprese tra l’Antelao, le Marmarole e gli Spalti di Toro.
Le Dolomiti offrono un panorama magnifico: montagne fatte di pareti di roccia, ghiacciai, sistemi carsici, guglie altissime, torri e pinnacoli; montagne plasmate dagli agenti atmosferici, dove s’incrociano la cultura italiana, quella tedesca e quella della comunità autoctona ladina.

Il luogo conserva un’atmosfera raccolta e autentica. All’interno, attorno al camino, ci sono panche e molti libri che si possono leggere contemplando il panorama visibile dalla finestra.
L’Eremo dei Romiti è un luogo con un’anima. Un’anima donata dai due gestori, moglie e marito, che lo hanno preso in gestione, dove l’autenticità e il vero amore per il territorio sono i valori fondanti.
La storia dell’unico convento del Cadore
L’Eremo dei Romiti, situato sulla sommità del Monte Froppa, è stato l’unico convento esistito in Cadore. Fu costruito tra il 1720 e il 1721, dopo che il frate Giovanni Maria Pinazza di Domegge di Cadore vi si stabilì insieme ad alcuni compaesani e a frati provenienti dalle località limitrofe quali Lorenzago, Auronzo e Pelos.
Fondatore del convento fu Giovanni Maria Pinazza, nato il 25 dicembre 1688, giovane di Domegge di Cadore che, dalla chiesa della Molinà, chiese l’autorizzazione all’allora pievano di Pieve di Cadore per costruire una piccola cella dove ritirarsi da eremita in cima al Monte Froppa.
La chiesa venne costruita quattro anni dopo grazie alle donazioni di privati cittadini e fu dedicata a San Giovanni Battista. Venticinque frati abitarono l’eremo in novant’anni di attività, fino all’editto napoleonico che ne decretò la chiusura.
I religiosi facevano parte del Terzo Ordine Francescano: erano frati minori, penitenti e laici, chiamati anche “dei Romiti”, cioè eremiti. Vivevano di povertà e preghiera, coltivavano soprattutto patate e mendicavano ciò di cui avevano bisogno.
Erano inoltre famosi nella zona per la produzione di miele. Seguivano con dedizione i severi precetti dell’ordine, descritti nella “costituzione di regole interne”, che illustrava in modo dettagliato le norme da seguire all’interno della casa e i rapporti con la comunità.
La chiusura dell’eremo
Giovanni Maria Pinazza morì nel 1755 e le sue spoglie furono riportate dai confratelli alla chiesa della Molinà.
L’eremo fu abbandonato il 20 aprile 1810 per decreto dell’imperatore francese Napoleone Bonaparte, che imponeva la chiusura dei monasteri religiosi in tutta Europa.
Il convento fu soppresso dapprima dalla Repubblica di Venezia e poi definitivamente da Napoleone nel 1810.
Il restauro e la trasformazione in rifugio
Nel 2009 il monastero venne restaurato dal Comune di Domegge di Cadore grazie ai contributi Interreg. Il rifugio fu ricavato dal recupero dei ruderi dell’unico “romitorio” documentato in Cadore.
Per la chiesa, i lavori di rifacimento del tetto iniziarono nel 2014, mentre il restauro della parte interna è iniziato nel 2023.
Il Rifugio “Eremo dei Romiti” è stato aperto il 3 ottobre 2009, poco più di dieci anni prima della pubblicazione del bando per la ricerca di nuovi gestori.
La struttura del rifugio
Il rifugio dispone di 25 posti letto e di 4 posti di emergenza su tavolato, ma non dispone di un ricovero di fortuna.
I bagni sono dotati di 6 docce con acqua calda. La struttura comprende le pertinenze necessarie allo svolgimento dell’attività ricettiva e di somministrazione di alimenti e bevande.
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Località | Romiti, Monte Froppa |
| Comune | Domegge di Cadore (BL) |
| Quota | 1167 metri |
| Posti letto | 25 |
| Posti di emergenza | 4 su tavolato |
| Docce | 6 con acqua calda |
| Attività previste dal bando | Somministrazione di alimenti e bevande e attività ricettiva |
Il bando per la gestione dell’Eremo dei Romiti
Il rifugio alpino “Eremo dei Romiti” di Monte Froppa, sulle Dolomiti del Cadore, cercava nuovi gestori. Il bando di gara era stato indetto dal Comune di Domegge di Cadore (BL) ed era disponibile sul sito comunale.
Il bando prevedeva l’affidamento in locazione del rifugio con le relative pertinenze, per l’esercizio di attività di somministrazione di alimenti e bevande e attività ricettiva.
La scadenza per la presentazione delle domande da parte degli interessati all’Ufficio Protocollo del Comune di Domegge di Cadore, secondo le modalità riportate nel bando, era fissata per l’11 marzo 2020 alle ore 12.00.
Accessibilità in autunno e in inverno
Il nuovo gestore avrebbe dovuto considerare anche la gestione dell’accesso durante la stagione invernale. Nelle stagioni autunnali e invernali, in caso di abbondanti nevicate, potrebbe non essere possibile salire fino al rifugio con un fuoristrada.
In tali occasioni la struttura risulta raggiungibile soltanto con il gatto delle nevi o con una motoslitta. Il Comune di Domegge non si assume infatti alcun obbligo di pulizia e sgombero della neve dalla strada di accesso al rifugio, a partire dall’incrocio con la strada comunale Vallesella-Lorenzago, in località Navare.
Il nuovo gestore avrebbe dunque dovuto valutare la disponibilità di tali mezzi e la possibilità di mantenere aperto il rifugio anche in inverno.
Come raggiungere l’Eremo dei Romiti
L’Eremo dei Romiti è raggiungibile a piedi tramite un sentiero che parte dalla località Navare. È possibile arrivare anche con un fuoristrada, previa autorizzazione.
In questo caso è necessario percorrere la strada Malauchie-Romiti, che parte dalla strada comunale Vallesella-Lorenzago, sempre in località Navare. Il transito lungo tale strada è regolamentato dalla legge regionale 14/92.
Da Domegge di Cadore si seguono in automobile le indicazioni per i rifugi Padova, Cercenà ed Eremo dei Romiti. Si scende al lago e si attraversa il ponte di Domegge.
Si lasciano alle spalle le deviazioni per i rifugi Padova e Cercenà e si prosegue dritti per 200 metri. L’auto si parcheggia nel parcheggio di fronte al lavatoio coperto.

Il sentiero 347 CAI e la Via Crucis
Dal parcheggio si segue la strada sterrata. Si attraversa un ruscello su una passerella e, dopo circa 100 metri, sulla destra si sviluppa il sentiero 347 CAI che porta all’eremo.
Il percorso nel bosco corrisponde al sentiero della “Via Crucis”, che rappresenta la via più frequentata e più caratteristica, candidata al Catalogo dei Cammini dei Religiosi.
Lungo il percorso sono state installate 15 stazioni della Via Crucis in legno intagliato e decorato. Vicino al rifugio si incontra inoltre un meraviglioso capitello in muratura con affreschi.
Durata e difficoltà del percorso
Il sentiero sale piacevolmente nel bosco, coprendo un dislivello di circa 500 metri e permettendo di raggiungere il rifugio in un’ora circa.
Per le famiglie con bambini il percorso può richiedere un’ora e mezza. In alternativa al sentiero si può proseguire lungo la strada silvo-pastorale.
Il sentiero e la strada sono percorribili d’estate a piedi o in mountain bike, mentre d’inverno, neve permettendo, si possono affrontare a piedi o con le ciaspole.
EREMO DEI ROMITI e SENTIERO DELL'ORSO: Giro ad Anello da LAGO DI CENTRO CADORE | DOLOMITI BELLUNESI
L’Eremo dei Romiti come destinazione escursionistica
L’Eremo dei Romiti è oggi una tappa del Cammino delle Dolomiti e una destinazione particolarmente apprezzata dagli amanti delle escursioni invernali con le ciaspole.
Il percorso è ideale in inverno anche quando non c’è neve. Durante la salita, il bosco, le stazioni della Via Crucis e il panorama rendono l’itinerario adatto a chi cerca un’esperienza naturalistica e culturale.
La posizione consente di vivere il paesaggio dolomitico in un contesto appartato, tra sentieri, boschi e vedute sulle principali montagne del Cadore.
Domegge di Cadore e il contesto territoriale
Nella zona di Domegge di Cadore sono stati rinvenuti numerosi reperti dell’età del Bronzo. Le origini dell’abitato affondano tuttavia nell’epoca romana, quando era un avamposto dell’Impero al quale fu dato il nome di Dumilia.
Il primo documento storico risale al 1328 e vi compaiono i nomi di cinque sindaci dei cinque borghi che compongono l’odierno Comune di Domegge.
All’inizio del XX secolo, Domegge, come tutta l’Italia, fu interessata dai fenomeni migratori. Un improvviso miglioramento si ebbe nella seconda metà del XX secolo grazie allo sviluppo, nel Cadore, dell’industria dell’occhiale.
Lo sviluppo dell’industria dell’occhiale causò tuttavia l’abbandono dell’attività silvo-agro-pastorale.
Musica, natura e formazione all’Eremo dei Romiti
L’Eremo dei Romiti è stato anche scelto come sede di attività formative dedicate alla musica in alta quota. L’Academy Gli Echi della Natura propone un percorso che unisce perfezionamento tecnico, formazione trasversale, natura e comunità.
Dal 2019, l’Academy Gli Echi della Natura sperimenta nuovi formati di formazione artistica in contesti naturali, urbani e sociali, generando esperienze trasformative per giovani musicisti e comunità locali.
Nel programma erano previste lezioni intense, laboratori innovativi immersi nella natura e opportunità dedicate ai giovani talenti della musica.
Masterclass di violino in quota
La Masterclass in quota con Corinna Canzian era programmata dal 2 al 5 settembre 2025 presso l’Eremo dei Romiti.
Si trattava di una full immersion dedicata a giovani violinisti e studenti di musica con la violinista Corinna Canzian, docente ospite dell’Hochschule di Lucerna, dell’Accademia Chigiana di Siena e del Conservatorio di Milano.
Il programma prevedeva lezioni individuali di perfezionamento e diversi laboratori collettivi per aiutare i giovani a conoscere le strategie e gli strumenti necessari a iniziare la propria carriera nel mondo del lavoro e a gestire al meglio l’ansia da prestazione, o più tecnicamente la paura del palcoscenico.
L’esperienza era pensata anche come un’occasione per stare in ascolto in mezzo alla natura, ritrovare il proprio equilibrio e rigenerarsi prima dell’inizio delle attività scolastiche ordinarie.
Il concerto finale degli studenti era aperto al pubblico e si sarebbe tenuto il 5 settembre in tarda mattinata.
Nella quota di partecipazione era incluso anche il soggiorno, con vitto e alloggio presso l’Eremo dei Romiti, ed era prevista una tariffa agevolata per i residenti in provincia di Belluno o per gli studenti delle scuole musicali bellunesi.
Erano disponibili solo 6 posti effettivi, con la possibilità di essere inseriti in una lista d’attesa o di partecipare anche come uditori.
Il contest “Mi Metto in Gioco 2025”
Il concorso “Mi Metto in Gioco 2025”, promosso nell’ambito dell’Academy, premiava i giovani talenti musicali con un nuovo riconoscimento: il Premio “The Best of Eremo dei Romiti”.
Il premio era rivolto in particolare a giovani pianisti, con priorità ai partecipanti della provincia di Belluno, che avrebbero dovuto presentare un programma libero a scelta tramite videoregistrazione entro il 4 agosto 2025.
I vincitori selezionati avrebbero avuto accesso a una masterclass gratuita di pianoforte con la pianista Sabrina Comin, docente i cui allievi comprendono diversi vincitori di concorsi nazionali e internazionali.
Era inoltre prevista una masterclass gratuita di musica da camera in duo violino-pianoforte con Corinna Canzian e Sabrina Comin.
Il programma comprendeva infine un’esibizione esclusiva in quota il 5 settembre 2025 all’Eremo dei Romiti, dove per l’occasione sarebbe stato trasportato un pianoforte a coda in elicottero.
Il regolamento era disponibile sul sito ufficiale.
Un luogo di natura, storia e comunità
L’Eremo dei Romiti riunisce in un unico luogo la memoria dell’antico convento, il paesaggio dolomitico, l’escursionismo e la possibilità di soggiornare in una struttura ricavata dal recupero dei ruderi storici.
L’esperienza combina accoglienza, calore e sapori tipici con la possibilità di osservare le montagne, camminare lungo la Via Crucis e vivere il rifugio in ogni stagione, compatibilmente con le condizioni del percorso e della strada di accesso.
Per tutte le iniziative dell’Academy, le donazioni effettuate erano fiscalmente detraibili e veniva rilasciato un documento valido per la dichiarazione dei redditi contestualmente all’invio del proprio nominativo e del codice fiscale.
Il crowdfunding, attivo fino alla fine di dicembre 2025, garantiva un’impronta di solidarietà e sostenibilità al progetto, permettendo di raggiungere traguardi sempre più importanti nell’evoluzione di un nuovo tessuto sociale e culturale.