L’altare più legato alla pietà popolare nel Duomo di Caltagirone è quello che conserva la statua lignea del Cristo morto, portata solennemente in processione insieme alla statua dell’Addolorata durante il Venerdì Santo. La Basilica Cattedrale di San Giuliano è il principale luogo di culto della città e custodisce un patrimonio artistico e religioso che comprende altari laterali, affreschi, stucchi, la cupola decorata con ceramica locale e una struttura interna a tre navate.
Nel 1816, anno di erezione del Vescovado a Caltagirone, la chiesa di San Giuliano divenne cattedrale, cioè la chiesa principale presso cui è posta la cattedra, il seggio da cui il vescovo esercita il suo ruolo di maestro e di sommo sacerdote della Diocesi calatina. Il 12 settembre 1816 papa Pio VII con la bolla pontificia Romanus Pontifex eresse la diocesi di Caltagirone ed elevò la chiesa di San Giuliano a cattedrale.

L’altare del Cristo morto
Tra gli altari laterali, particolarmente caro alla pietà popolare è quello che conserva la statua lignea del Cristo morto che, assieme alla statua dell’Addolorata, il Venerdì Santo è portato solennemente in processione con fervore e religioso silenzio per le vie della città. Nella chiesa che si riunisce attorno al Vescovo continua il culto istituito da Cristo.
La devozione legata a questo altare si inserisce nella vita religiosa della Cattedrale e nelle tradizioni della città. La processione del Venerdì Santo collega lo spazio liturgico dell’altare con le vie di Caltagirone, attraverso una partecipazione caratterizzata da fervore e religioso silenzio.
La Cattedrale di San Giuliano
Già agli inizi del 1300, la chiesa di San Giuliano era tra le più ricche della città. Edificata in epoca normanna ed intitolata al santo inviato dall’apostolo Pietro in Normandia, fu gravemente danneggiata durante i terremoti del 1542 e del 1693; oggi, alcuni resti dell’antica chiesa sono conservati presso il Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone.
La chiesa di San Giuliano, secondo la tradizione, è stata edificata in epoca normanna. Il tempio che subì il sisma del 1542 tuttavia viene datato al 1282, in piena età aragonese, grazie all'iscrizione che era posta sull'architrave d'ingresso, dove venne riportato anche il nome dell'architetto, tal Magister Gofredus.
Forse in questa data avvenne una delle prime riedificazioni: altre ricostruzioni avvennero dopo il sisma del 1542 e dopo il sisma del 1693. Contestualmente la collegiata di San Giacomo Maggiore fu insignita del titolo di basilica.
Facciata, cupola e torre campanaria
Il prospetto principale, realizzato agli inizi del novecento in stile liberty floreale, sacrificato dalle successive costruzioni di rimpetto, è dominato dalla splendida e imponente cupola rivestita recentemente di ceramica locale e dalla torre campanaria che raggiunge i 48 metri di altezza. La facciata, realizzata agli inizi del novecento in stile liberty floreale, è dominata dalla splendida e imponente cupola rivestita recentemente di ceramica locale e dalla torre campanaria che raggiunge i 48 metri di altezza.
Il prospetto fu progettato dall'architetto Saverio Fragapane nel 1908-13. La presenza della ceramica locale sulla cupola richiama una delle caratteristiche artistiche più riconoscibili di Caltagirone.

L’interno a tre navate
L’interno della chiesa è a tre navate. La volta è arricchita da una serie di affreschi, opera del pittore Giuseppe Vaccaro e datate 1862, che sviluppano il tema del passaggio dall’antico veterotestamentario al nuovo culto istituito da Cristo e affidato alla Chiesa.
La volta è arricchita da una serie di affreschi, opera del pittore Giuseppe Vaccaro del 1862, che sviluppano il tema del passaggio dall’antico veterotestamentario al nuovo culto istituito da Cristo e affidato alla Chiesa. Il programma decorativo accompagna il visitatore dall’ingresso verso il presbiterio attraverso episodi biblici e riferimenti al fondamento della liturgia cristiana.
Gli affreschi della volta
A partire dall’ingresso si succedono il sacrificio di Abele, di Noè, lincontro di Abramo con la prefigurazione di Cristo, Melchisedech, il castigo di Datan e Core che contestavano l’autorità di Mosè ed Aronne e il trasporto dell’Arca nel tempio di Gerusalemme.
Il racconto si interrompe con l’arco trionfale, su cui è un pregevole stucco con la rappresentazione allegorica della religione cristiana coronata dal triregno e con in mano l’ostensorio eucaristico e la croce e la scritta in latino: Et antiquumdocumentum novo cedatritui;
Sull'arco trionfale decorato con una cortina drappeggiata, culmina un pregevole stucco con la rappresentazione allegorica della Religione Cristiana coronata dal triregno e raffigurata con in mano l'ostensorio eucaristico e la croce, accompagnata una coppia di putti.
Nel transetto altre due scene: la distruzione del tempio di Gerusalemme, vera fine del culto antico e la consegna delle chiavi a Pietro, chiamato a continuare la missione di Cristo; nella volta del presbiterio il momento fondante del nuovo culto, l’istituzione dell’Eucaristia con una raffigurazione che si ispira all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci.

Il significato del programma iconografico
Gli episodi rappresentati nella volta sviluppano il tema del passaggio dall’antico veterotestamentario al nuovo culto istituito da Cristo e affidato alla Chiesa. Il sacrificio di Abele, quello di Noè, l’incontro di Abramo con la prefigurazione di Cristo e la figura di Melchisedech introducono una sequenza di immagini riferite alla preparazione del nuovo culto.
Il castigo di Datan e Core, che contestavano l’autorità di Mosè ed Aronne, e il trasporto dell’Arca nel tempio di Gerusalemme proseguono il racconto dell’antico culto. La distruzione del tempio di Gerusalemme rappresenta la vera fine del culto antico, mentre la consegna delle chiavi a Pietro richiama la missione affidata all’apostolo.
La scena dell’istituzione dell’Eucaristia, collocata nella volta del presbiterio e ispirata all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, costituisce il momento fondante del nuovo culto. L’altare del Cristo morto, con la sua funzione devozionale e processionale, si colloca in questo spazio più ampio di memoria cristiana e di partecipazione liturgica.
Informazioni per la visita
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Nome | Basilica Cattedrale di San Giuliano |
| Indirizzo | Via Duomo, 1, 95041 Caltagirone - Catania |
| Orario di apertura | Aperto tutti i giorni 8.30-12.00 16.30-19.30 |
| Biglietti | Gratuito |
| Diocesi | Diocesi di Caltagirone |
| Parrocchia | Parrocchia di San Giuliano |
| Campanile | 48 metri di altezza |
Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura. Ogni prima domenica del mese, i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali sono gratuiti.
La Cattedrale si trova a Caltagirone, in provincia di Catania, ed è inserita nella Regione Ecclesiastica Sicilia. La chiesa parrocchiale è collegata alla Diocesi di Caltagirone e alla Parrocchia di San Giuliano.
La vita liturgica della Cattedrale
La Cattedrale è la chiesa principale presso cui è posta la cattedra, il seggio da cui il vescovo esercita il suo ruolo di maestro e di sommo sacerdote della Diocesi calatina. Nella chiesa che si riunisce attorno al Vescovo continua il culto istituito da Cristo.
La dimensione liturgica convive con la devozione popolare legata agli altari laterali, in particolare con quella rivolta alla statua lignea del Cristo morto. La processione del Venerdì Santo, insieme alla statua dell’Addolorata, rappresenta uno dei momenti più intensi del rapporto tra la Cattedrale, la comunità e le tradizioni religiose cittadine.
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