Ufficio Pellegrinaggi Monte Athos: elenco dei monasteri e informazioni per visitarli

Il Monte Athos comprende 20 monasteri e annessi minori (skites) in attività, oltre a eremi (keliá) abitati da asceti. Da più di un millennio su questa isolata penisola si pratica un’ininterrotta attività spirituale, in una repubblica monastica semi-autonoma che segue ancora il calendario giuliano.

L’accesso è riservato esclusivamente agli uomini, è soggetto al permesso speciale chiamato diamonitirion e richiede la prenotazione anticipata sia dell’ingresso sia dell’ospitalità nei monasteri. Il soggiorno ordinario dura quattro giorni e può essere esteso, mentre gli spostamenti tra i monasteri avvengono in traghetto, autobus, veicoli monastici o a piedi.

Elenco dei venti monasteri del Monte Athos

I venti monasteri del Monte Athos ospitano oltre 1.500 monaci, la maggior parte greci, ad eccezione di quelli del monastero serbo di Chilandari, di quello bulgaro di Zografou e di quello russo di Sveti Panteleimon.

NumeroMonasteroTradizione indicata nel materiale
1Megistis LavrasMonastero del Monte Athos
2VatopediMonastero del Monte Athos
3IvìronMonastero del Monte Athos
4HilandariouMonastero serbo
5DionysiouMonastero del Monte Athos
6KoutoumousionMonastero del Monte Athos
7XiropotamouMonastero del Monte Athos
8PantokratorasMonastero del Monte Athos
9XenophontosMonastero del Monte Athos
10DochiariouMonastero del Monte Athos
11KarakalouMonastero del Monte Athos
12PhilotheouMonastero del Monte Athos
13SimonopetraMonastero del Monte Athos
14Agíou PavlouMonastero del Monte Athos
15StavronikitaMonastero del Monte Athos
16GregoriouMonastero del Monte Athos
17EsfigmenouMonastero del Monte Athos
18Agíou PanteleimonosMonastero russo
19Simonos PetraMonastero del Monte Athos
20Agías Triádos-KavsokalyvíonMonastero del Monte Athos

Nel materiale i nomi di alcuni monasteri compaiono con grafie diverse, come Pantokratoros e Pantokratoras, Sveti Panteleimon e Panteleimonos, Simonopetra e Simonos Petra, oppure Xiropotamou e Xeropotamou.

I monasteri visitabili durante il pellegrinaggio

I quattro monasteri dove ho potuto soggiornare sono Pantokratoros, Sveti Panteleimon, Philoteou e Simonos Petra. Negli spostamenti tra un monastero e l’altro, ho visitato anche quelli di Stavronikita, Xeropotamou, Koutoumousion, Iviron, Gregoriou.

Da Ierissos/Nea Roda i visitatori si imbarcano sul caicco che li accompagna nella parte sinistra dell’Aghion Oros per visitare i Monasteri di Hilandariou, Esfigmenou, Vatopedi, Pantokratoras, Stavronikitas, Ivìron, Megistis Lavras.

Da Ouranoupolis parte un’altra imbarcazione che giunge nella parte destra e ferma ai monasteri Dochiariou, Xenofontos, Panteleimonos, Grigoriou, Dionisiou, Aghiou Pavlou; per gli altri monasteri i visitatori devono scendere al porto di Daphne.

Elenco dei monasteri del Monte Athos

Monasteri sulla costa occidentale e orientale

Il traghetto da Ouranoupolis prosegue per gli altri scali della costa occidentale e può perciò usufruirne chi volesse soggiornare in uno dei monasteri qui situati.

Da Dafní, due imbarcazioni al giorno servono i monasteri della costa occidentale, come il Dionysíou, il Símonos Pétras, l’Agíou Pávlou e l’Agías Triádos-Kavsokalyvíon.

Il traghetto sosta presso diversi monasteri prima di raggiungere Dafní. Qui un autobus prosegue per il capoluogo amministrativo, Karyés; in alternativa, si può cambiare imbarcazione per raggiungere i monasteri situati più avanti lungo la costa.

Da Ierissos/Nea Roda il percorso in caicco interessa invece la parte sinistra della penisola e permette di raggiungere Hilandariou, Esfigmenou, Vatopedi, Pantokratoras, Stavronikitas, Ivìron e Megistis Lavras.

Le caratteristiche dei monasteri principali

Monastero di Sveti Panteleimon

Dei monasteri in cui ho soggiornato, quello che per dimensioni più colpisce, è Sveti Panteleimon, posizionato proprio sul mare.

È il monastero russo e pare che Mosca sia intervenuta con cospicui finanziamenti. L’atmosfera da “Cremlino” è palpabile e le regole richiamate con maggior continuità.

Ma è anche quello in cui ho trovato meno il senso di tranquillità e lontananza dal mondo, invece provati in altri. Soprattutto, dagli enormi casamenti emana un senso di freddezza e poca spiritualità.

Monastero di Philotheou

Nel monastero di Philoteou, invece, ho davvero percepito un senso di pace, con orti e giardini molto curati in cui trascorrere momenti di tranquillità e riflessione all’ombra di un tiglio, con lo spettacolo del mare giù in basso.

I monasteri minori sono i migliori per meditare.

Monastero di Simonos Petra

Dal punto di vista spettacolare, Simonos Petra è senz’altro imbattibile. Vi si giunge dopo una salita che mette a dura prova, ma l’arrivo in questa sorta di “nido d’aquila” vale davvero.

Oltretutto, offre una vista privilegiata proprio del Monte Athos.

Monastero di Stavronikita

Il monastero più piccolo, quello di Stavronikita emerge da tutto questo blu. Ospita un’antica icona di San Nicola e famosi affreschi di Teofane di Creta.

Quando arriviamo, il monaco esce dall’ingresso sorridente: “Welcome”, ci dice in un inglese perfetto. E appoggia un vassoio con due bicchieri d’acqua fresca, alcuni dolcetti, loukum, e due bicchierini di tsipuro, un distillato all’anice anche se sono appena le undici di mattina.

Sopra di noi le fresche foglie di vite, davanti a noi il mare. Già ora so che è un momento che non dimenticherò mai.

Monastero di Iviron

Mentre vi trovate a Karyés, non mancate di visitare il Prótaton, la basilica del X secolo di fronte alla Sacra Epistasia, l’organo politico e amministrativo del Monte Athos.

Fra i suoi tesori vi sono alcuni dipinti di Manuel Panselinos, il maestro della cosiddetta “scuola macedone”.

Monastero di Pantokrator

Il monastero di Pantokrator è uno dei monasteri visitati durante gli spostamenti e compare tra le mete raggiungibili lungo la costa orientale della penisola.

Monaco atonita durante i lavori di cura del Monastero Pantokrator.

Monasteri di Dionysiou, Gregoriou e Xeropotamou

Uno dietro l’altro, scorrono i monasteri della parte settentrionale della penisola affacciati sul mare: lassù, ecco Xeropotamou, poi le cupole tipicamente a bulbo di Panteleimonos. E ancora Xenophontos, Dochiarion e, ultimo, l’arsanas, il molo, da cui si sale a Zographou.

Il monastero di Osiou Grigoriou visto dal mare.

Il Monte Athos e la Repubblica monastica

Il Monte Athos, conosciuto anche come “la Montagna Sacra”, è molto più di una semplice destinazione geografica: è un luogo fuori dal tempo, una repubblica monastica ortodossa situata nella terza “gamba” della penisola Calcidica, nel nord della Grecia.

Il vastissimo sito, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, fa formalmente parte della Grecia, ma dal punto di vista ecclesiastico ricade sotto la giurisdizione del Patriarcato Ortodosso di Costantinopoli.

Ciò che rende questo luogo ancora più unico è il suo status di autonomia: è una vera e propria “repubblica religiosa” governata da un consiglio monastico, sotto la supervisione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli.

Nonostante sia parte integrante dello Stato greco, ha regole proprie, anche in materia di immigrazione e accesso.

La parte settentrionale del territorio è occupata da una fitta foresta, mentre quella meridionale è dominata dalla vetta spoglia e torreggiante del Monte Athos, alta 2033 metri.

Poiché non vi sono industrie e non è consentita la caccia, si tratta praticamente di una riserva naturale.

Il Monte Athos non è un luogo da visitare. È un luogo da vivere.

Chi può entrare nel Monte Athos

L’accesso al Monte Athos è consentito solo agli uomini, secondo la legge dell’avaton. In nessun caso è consentito l’accesso alle donne.

La Montagna Sacra è considerata quindi il Giardino della Vergine ed è consacrata esclusivamente a lei, dunque proibita a tutte le altre donne.

L’accesso è inoltre controllato e limitato: ogni giorno sono ammessi solo 10 visitatori non ortodossi e 100 ortodossi, quindi è fondamentale muoversi con largo anticipo.

I minori di 18 anni devono essere accompagnati dal padre oppure, se viaggiano in gruppo con una guida o altro accompagnatore, devono esibire il permesso scritto del genitore.

I membri del clero necessitano di un permesso scritto rilasciato dal Patriarcato Ecumenico di Constantinopoli. Gli ecclesiastici stranieri di qualsiasi religione, non ortodossa, che intendono visitare M.Athos, oltre a quanto richiesto nel paragrafo 3, devono avere anche l’approvazione del Patriarcato Ecumenico.

Il diamonitirion e l’Ufficio Pellegrinaggi

Il permesso, chiamato diamonitirion, va richiesto con grande anticipo, ma non vengono prese prenotazioni con più di sei mesi di anticipo.

Le prenotazioni per la visita richiedono un anticipo anche di sei mesi in estate e durante le vacanze ortodosse, mentre negli altri periodi ottenere i permessi è più semplice.

Va indicato esattamente il giorno d’ingresso e se l’ingresso sarà da Ouranoupoli o Ierissos. Prima di completare la prenotazione vi verranno chiesti anche i documenti, la religione e il motivo della visita che può essere spirituale o di studio.

Per ottenerlo vanno forniti nome, cognome, data di nascita, numero di passaporto e professione almeno 2 mesi prima.

Comunicate via e-mail o per fax le date che vi saranno più comode per la visita e inviate una copia del passaporto all’Ufficio Pellegrinaggi al Monte Athos, con sede a Thessaloníki, che vi comunicherà quando potrete ritirare l’autorizzazione.

Il diamonitirion va poi ritirato personalmente dagli interessati dietro presentazione del passaporto all’arrivo a Ouranoupolis.

Il diamonitirion vale per quattro giorni, cioè tre notti, e può essere esteso per altri due giorni a Karyés.

Il costo del permesso di accesso è di 35,00€ per gli stranieri, 18,00€ gli studenti fino a 27 anni, pasti e soggiorno gratuiti, con donazioni accettate.

Gli studenti pagano €10, i fedeli ortodossi €25, tutti gli altri visitatori €30; l’ingresso gratuito viene concesso caso per caso a persone in evidente stato di povertà, agli infermi e a situazioni analoghe.

Le informazioni amministrative e le tariffe possono variare; è quindi necessario verificare i requisiti direttamente con l’Ufficio Pellegrinaggi prima della partenza.

Ritiro del permesso a Ouranoupoli

A Ouranoúpoli, il piccolo Ufficio Pellegrinaggi si trova sul lato destro della strada guardando il mare, subito prima della stazione di servizio Jet Oil.

Lo individuerete dalla bandiera bizantina nera e gialla.

Recatevi sul posto con ampio anticipo rispetto all’ora di partenza della barca, in modo da evitare lunghe code.

Mostrate il vostro passaporto e la conferma della prenotazione e i funzionari vi rilasceranno un diamonitirion valido per tre notti di permanenza, cioè quattro giorni.

Gli uffici di Aghion Oros a Ouranoupolis, sulla destra del porto, consegneranno il permesso di soggiorno dietro presentazione di un documento d’identità valido entro le ore 09.00 prima della partenza del battello.

A Ierissos il permesso deve essere ritirato entro le ore 08.00 prima della partenza del battello.

Il permesso riporta dati anagrafici, un codice personale, data e durata del soggiorno con possibilità di estensione da richiedere al Sacro Provveditorato di Kariès.

Prenotazione dell’alloggio nei monasteri

Altro passo da compiere al momento della prenotazione è contattare i monasteri presso i quali si desidera soggiornare per avere certezza vi sia disponibilità di posti.

Il secondo passo è telefonare ai singoli monasteri prima della visita e prenotare una sistemazione per le notti in cui si prevede di fermarsi; in alcuni monasteri non è gradito che ci si presenti senza prenotazione.

Alloggio: i monasteri vanno contattati con grande anticipo, mesi, considerando anche che non sono alberghi.

In genere il metodo preferito è il fax, visto il ritmo dei templi e per non disturbare troppo, magari facendo telefonata di conferma dopo 48 ore.

La cosa importante è non ridursi all’ultimo momento e pianificare per tempo.

Presso i monasteri si pernotta e si consumano i pasti gratuitamente, in genere per una notte.

Ogni monastero ha regole, disponibilità e ritmi propri, e spesso si comunica solo in greco o con difficoltà in inglese.

Come arrivare al Monte Athos

È possibile raggiungere Ierissos, Nea Roda e Ouranoupolis con la propria auto lasciandola in loco o in autobus.

Il percorso è di circa 150 km e dura circa 3 ore.

Il bus che collega Salonicco, Halkidiki Station, non lontano dall’aeroporto, con la penisola Calcidica, impiega circa 2 ore e mezza per arrivare ad Ouranopolis.

Da Salonicco ad Ouranoupolis partono autobus tutti i giorni alle ore 06.00, con coincidenza con la partenza del battello per Daphne; dalle 08.30 alle 16.30 partono ogni 2 ore, con ultimo autobus alle 17.30.

Ouranopolis è anche l’ultima tappa prima di accedere al Monte Athos e molti la scelgono come base per una o due notti prima di iniziare l’avventura.

Il traghetto da Ouranoupoli a Daphne

Da Ouranoupoli il traghetto impiega altre 2 ore per giungere al porticciolo di Daphne.

Da Ouranoupoli parte un’altra imbarcazione che giunge nella parte destra e ferma ai monasteri Dochiariou, Xenofontos, Panteleimonos, Grigoriou, Dionisiou, Aghiou Pavlou.

Da Ouranoupoli a Daphne la partenza indicata è alle 09.45 e la traversata dura 2 ore.

Da Daphne un autobus prosegue per Karyés, il capoluogo amministrativo, mentre in alternativa si può cambiare imbarcazione per raggiungere i monasteri situati più avanti lungo la costa.

A Daphne si trovano i pullmini che in 30-45 minuti portano a Karyes.

Da Daphne a Ouranoupolis la partenza indicata è alle 12.00, con arrivo a Ouranoupolis alle 14.00.

L’accesso da Ierissos

Solo in estate è attivo un servizio traghetti anche da Ierissos.

L’itinerario di Ierissos è attivo solo in estate.

Da Ierissos/Nea Roda i visitatori si imbarcano sul caicco che li accompagna nella parte sinistra dell’Aghion Oros per visitare i Monasteri di Hilandariou, Esfigmenou, Vatopedi, Pantokratoras, Stavronikitas, Ivìron, Megistis Lavras.

Per gli altri monasteri si scende al monastero Ivìron, dopo circa 3 ore in caicco, da lì a Kariès in mezz’ora di autobus e quindi agli altri monasteri che si desiderano visitare.

Spostarsi tra i monasteri

Nella zona è possibile spostarsi con i veicoli dei monasteri, gli autobus e le imbarcazioni locali, ma muoversi a piedi è il modo migliore per immergersi nell’atmosfera serena di questi luoghi.

La maggior parte degli spostamenti tra i monasteri del Monte Athos è consistita in camminate di due o anche più ore per sentieri pietrosi, spesso in salita, ma pure discese altrettanto impegnative.

Solo in estate è attivo un servizio traghetti anche da Ierissos.

In altri casi invece, data la collocazione dei monasteri dove avevo prenotato l’ospitalità su entrambi i lati della penisola, sono dovuto tornare a Karyes o a Daphni, come nell’ultimo caso, per prendere il traghetto che proseguiva per lo scalo in corrispondenza del monastero.

È consigliabile un bagaglio ridotto all’indispensabile e scarpe da trekking, magari anche racchette da trekking o un bastone.

I sentieri si snodano attraverso tranquille foreste secolari, dove gli unici suoni che si odono sono il fruscio delle foglie, il cinguettio degli uccelli e, di tanto in tanto, la voce di un monaco che procede recitando le sue preghiere.

La primavera, quando sbocciano i fiori, è un periodo particolarmente bello per una visita.

Accoglienza e vita nei monasteri

Vicino ad ogni monastero, la prima cosa che il visitatore può osservare è che i monasteri somigliano a grandi fortezze, quasi come quelle del medioevo.

Il motivo che spinse i monaci a compiere questo tipo di costruzioni fu la necessità di difesa contro i molti e vari nemici che tentarono di conquistare e saccheggiare Aghion Oros nel corso dei secoli, tra pirati, Franchi e Catalani.

Le porte di accesso si chiudono con pesanti porte di legno rivestite internamente con lunghe lame metalliche ed esternamente da grandi placche di ferro.

Tra le due porte si trova una piccola cella dove i visitatori incontrano il Piloròs, che chiude le porte al tramonto e le apre all’alba oltre a sorvegliare le residenze dei visitatori e condurli alla foresteria, l’Archontariki.

All’arrivo al monastero, si viene accolti da un monaco, l’arkontariki, che offre a seconda dei casi caffè greco, i tipici lokumi, ouzo o semplice acqua.

Qui i visitatori incontrano l’Archontaris che offre loro acqua, caffè, tsìpouro, aperitivo tradizionale tipo la vinaccia, ed un dolcetto loukoumi.

Dopo la firma del Registro l’aiuto-Archontaris, il Pararchontaris, guida i visitatori alle loro camere per un riposo.

Dopo avere controllato il diamonitirion e un documento, il monaco accompagna nella foresteria, dove si viene alloggiati in camerate con servizi comuni.

Regole, funzioni religiose e pasti

All’interno del monastero vigono regole abbastanza rigide alle quali occorre attenersi, con orari stabiliti per le funzioni religiose e i pranzi.

Il comportamento deve essere decoroso sotto tutti gli aspetti e conforme alla santità del luogo.

Vestitevi in maniera adeguata, almeno nei monasteri niente pantaloni corti e canottiere, e, se è consentito, perché ogni monastero ha regole sue per quanto riguarda i non ortodossi, partecipate almeno un po’ alla vita del monastero.

La celebrazione della funzione dura circa un’ora. È un rituale che si basa soprattutto su letture sacre salmodiate in cui i monaci si alternano.

La vita nei monasteri è scandita dalle funzioni religiose.

I monaci si svegliano nella notte, per la preghiera.

La mattina presto, alle 04.00 circa, i visitatori raggiungono il katholikon per seguire la Santa Messa quindi alle 08.00 la colazione.

Nel pomeriggio, alle 16.00 circa, si scende nel grande cortile; al centro il katholikon è la chiesa principale di ogni monastero.

All’interno della chiesa principale i visitatori possono seguire il Vespro, Esperinòs.

Al termine della funzione, i monaci con i pellegrini e gli ospiti al seguito si infilano nel refettorio.

Il pranzo si tiene intorno alle 11 e la cena intorno alle 17.

Anche per i pasti è prevista una procedura consolidata: il monaco responsabile recita una breve preghiera e poi con un colpetto sul bicchiere dà il via al pasto.

Il cibo viene consumato in non più di un quarto d’ora, in quanto considerato nulla più che una perdita di tempo, in assoluto silenzio e mentre un monaco legge le sacre scritture.

Si mangia assieme nei refettori, alcuni bellissimi, e tutto dura circa 10-15 minuti mentre un monaco legge un brano del Vangelo.

Al termine si esce velocemente, anche se non si è finito di mangiare.

Il cibo nei monasteri

La dieta dei monaci è generalmente sobria, la carne manca del tutto e la cena è composta da legumi, pasta, verdure, olive, alcune volte un pò di olio, pesce e frutta.

I pasti, due al giorno, sono rigorosamente vegetariani e si consumano in silenzio, seguendo i ritmi liturgici.

I monaci mangiano poco, ma ciò che servono è genuino, cucinato con ingredienti del luogo, spesso coltivati nei giardini del monastero.

Niente carne, niente alcolici, tranne un po’ di vino rosso in occasioni speciali, niente sprechi.

Ottimo il pane tradizionale ed il vino accompagna tutti i pasti.

Il cibo è uno dei punti più dolenti della permanenza nei monasteri dell’Athos: scarso, poco invitante e in uno solo dei monasteri in cui sono stato ospite accompagnato da un bicchiere di vino.

Durante la consumazione da un pulpito il Lettore, Anagnòstis, legge diversi passi e prediche.

La vita dei visitatori non ortodossi

Ai non ortodossi non è consentito accedere all’area principale in cui viene celebrata la funzione, ma devono restare in quella più esterna e in alcuni monasteri devono recarsi a mangiare quando hanno terminato i pellegrini di culto ortodosso.

I visitatori sono invitati, ma non obbligati, a partecipare alla vita monastica, nel rispetto delle regole e della sacralità del luogo.

Quindi i visitatori tornano al katholikon dove li attende il Vimatàris, preposto all’Altare, che estrae le Sante Ceneri dell’archivio del monastero e le espone sull’Altare Sacro per la prosternazione.

Il resto della giornata è libero ascoltando le storie, le esperienze e i consigli dei monaci.

Comportamento, fotografie e navigazione

Al Monte Athos è proibito filmare; è permesso soltanto fotografare a condizione che non si faccia uso di flash o supporti e treppiedi.

Alle barche che navigano intorno al Monte Athos e che hanno donne a bordo non è permesso di passare a una distanza dalla costa inferiore ai 500 metri.

I proprietari di imbarcazioni che non si attengono a quanto suddetto sono soggetti alle previste sanzioni per aver violato la legge relativa all’inaccessibilità del Monte Athos.

Inoltre è vietato l’uso di altoparlanti sulle imbarcazioni ad un volume udibile nell’area santa e che possa recare disturbo alla sua pace e santità.

I gruppi non possono visitare Monte Athos più di una volta alla settimana.

Le barche che effettuano la linea Ouranoupolis-Daphne non possono incontrarsi con altre imbarcazioni da crociera che cambiano passeggeri e soprattutto se trasportano donne.

Perché visitare i monasteri del Monte Athos

Visitare il Monte Athos significa spogliarsi di tutto ciò che è superfluo. È un’esperienza forte, intensa, che non lascia spazio alla superficialità.

Non ci sono hotel, spa o comfort moderni. C’è la pietra dei monasteri, l’odore dell’incenso, il ritmo lento delle giornate monastiche.

E soprattutto c’è il silenzio: un silenzio vivo, che parla all’anima.

Non serve essere credenti per apprezzare Athos. Serve solo il desiderio di riconnettersi con qualcosa di più grande.

È un luogo che invita al raccoglimento, alla riflessione, alla lentezza.

Molti lo scelgono come pellegrinaggio spirituale, altri come viaggio interiore.

Ma tutti, in un modo o nell’altro, ne escono trasformati.

L’esperienza è particolare e, a prescindere dalle proprie convinzioni religiose, mi sento di consigliarla.

Specie a chi ama camminare in quasi assoluta solitudine circondato solo dalla natura, anche se spesso si tratta di sentieri impervi.

Ma, soprattutto, a chi desidera conoscere più a fondo sè stesso.

Alternative per vedere il Monte Athos dal mare

Se siete in viaggio in Grecia ma non avete riservato il vostro accesso al Monte Athos, potete valutare alcune escursioni da Ouranopolis per vedere i monasteri dal mare.

Alle barche con donne a bordo non è permesso avvicinarsi alla costa oltre il limite stabilito, ma la navigazione consente comunque di osservare molti monasteri affacciati sul mare.

  • Da Ouranopolis: tour di 3 ore, crociera della penisola del Monte Athos.
  • Da Ouranopolis: crociera sul Monte Athos con visita all’isola di Ammouliani, durata 5 ore.
  • Da Ouranopolis: tour panoramico del Monte Athos con barca dal fondo di vetro, durata 3 ore.

Navigando lungo il Monte Athos, Grecia ⛴️ | 20 monasteri e 1000 anni senza donne!

Quando mi sono imbarcato a Daphne sul traghetto per Ouranopolis, ultimo passo di questo viaggio che mi sento di definire avventura, tra i tanti volti ne ho scorto alcuni già incontrati nei monasteri o lungo i cammini.

In ogni tappa non mancano altri pellegrini e visitatori che si imbarcano, giunti alla fine dell’esperienza.

Un viaggio nei monasteri del Monte Athos necessita quindi di pianificazione e grande preparazione, sia fisica che spirituale.

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