I sette doni dello Spirito Santo sono la sapienza, l’intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà e il timore di Dio. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, sono disposizioni permanenti che rendono l’uomo docile a seguire le mozioni dello Spirito Santo.
Essi appartengono nella loro pienezza a Cristo, Figlio di Davide, completano e portano alla perfezione le virtù di coloro che li ricevono e rendono i fedeli docili ad obbedire con prontezza alle ispirazioni divine. I doni vengono ricevuti nel Battesimo e sono rafforzati nel sacramento della Confermazione, o Cresima, ma devono essere coltivati attraverso la preghiera, la vita sacramentale e la pratica del Vangelo.
Che cosa sono i doni dello Spirito Santo
La vita morale dei cristiani è sorretta dai doni dello Spirito Santo. Essi sono disposizioni permanenti che rendono l’uomo docile a seguire le mozioni dello Spirito Santo.
I doni dello Spirito Santo qualificano il rapporto dell’uomo con il suo Creatore, mettendolo in sintonia con Dio e portandolo a desiderare quello che Dio desidera. Essi si innestano sulla vocazione del cristiano alla santità e, in questo cammino, agevolano la pratica delle virtù teologali, cioè fede, speranza e carità, e delle virtù morali, cioè prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.
I doni dello Spirito Santo non equivalgono al puro esercizio della virtù. Mentre l’esercizio delle virtù comporta sforzo, i doni vengono da Dio e sospingono la vita spirituale, rendendone più docile e pronto il movimento.
Appartengono nella loro pienezza a Cristo, Figlio di Davide. Completano e portano alla perfezione le virtù di coloro che li ricevono.

Quali sono i sette doni dello Spirito Santo
| Dono | Significato essenziale |
|---|---|
| Sapienza | Permette di gustare interiormente le realtà di Dio e di guardare il mondo con i suoi occhi. |
| Intelletto | Aiuta a comprendere in profondità le verità della fede e il mistero della Rivelazione. |
| Consiglio | Guida il discernimento e aiuta a riconoscere la volontà di Dio nelle situazioni concrete. |
| Fortezza | Rafforza la volontà per affrontare difficoltà, tentazioni e persecuzioni. |
| Scienza | Insegna a conoscere e giudicare le realtà create alla luce del piano di Dio. |
| Pietà | Fa vivere Dio come Padre e gli altri come fratelli e sorelle. |
| Timore di Dio | È rispetto reverenziale verso Dio e determinazione a evitare il peccato. |
Il fondamento biblico dei sette doni
Dei doni dello Spirito parla Isaia, presentando i doni che lo Spirito concederà al Messia: “Lo Spirito dell’Eterno riposerà su di lui: Spirito di sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di forza, Spirito di conoscenza e di timore dell’Eterno” (Isaia 11:2).
Questi doni, menzionati in Isaia 11:2-3, erano attributi del Messia promesso e vengono trasmessi ai cristiani per renderli sempre più simili a Cristo.
Gesù, nella sinagoga di Nazaret, riferisce a sé la profezia di Isaia e ne annuncia il compimento: lo Spirito Santo è su di lui per realizzare la missione della liberazione degli uomini.
Riferimento Biblico: “Lo Spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione, mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri” (Isaia 61:1).
Gesù stesso, nella sinagoga di Nazareth, annuncerà il compimento della profezia di Isaia e invocherà su di sé lo Spirito Santo (Lc 4,16-21).
Perché nella tradizione cristiana i doni sono sette
Il numero sette nella Bibbia simboleggia perfezione e completezza. Il sette è solo uno dei numeri simbolici che ricorrono nella Bibbia.
- Dio creò il mondo in sette giorni (Genesi 2:2).
- Nella Chiesa ci sono sette sacramenti.
- La tradizione cristiana parla di sette virtù cardinali e teologali.
- L’Apocalisse presenta sette lettere alle Chiese (Apocalisse 2-3).
I doni dello Spirito Santo sono sette perché il numero sette in molte culture antiche, compresa quella ebraica, simboleggiava la perfezione e la completezza.
Il numero sette non significa che non esistono altri doni oltre a questi, ma esprime la pienezza del dono, frutto della presenza dello Spirito.
Il testo ebraico di Isaia parla di sei doni: sapienza, intelligenza, consiglio, fortezza, conoscenza e timore del Signore; la versione greca dei LXX e la versione latina della Volgata enunciano invece sette doni, introducendo la “pietà”.
Si tratta di una interpretazione di Isaia 11, in cui il timore del Signore, ripetuto in questo versetto dopo essere stato menzionato nel versetto precedente, viene tradotto con un termine alternativo, pietà.
Quando si ricevono i doni dello Spirito Santo
I doni dello Spirito Santo vengono ricevuti nel Battesimo e sono rafforzati nel sacramento della Confermazione, o Cresima.
Ciascuno riceve lo Spirito Santo con l’imposizione delle mani durante il Battesimo, e il Sacramento della Confermazione, o Cresima, rinforza in noi i doni dello Spirito Santo.
Il Sacramento della Confermazione, tra i suoi effetti, “aumenta in noi i doni dello Spirito Santo”.
Per portarli a piena maturazione, il cristiano deve invocare lo Spirito Santo e vivere una vita di preghiera e sacramenti. Cresceranno se noi vivremo nella grazia e invocheremo sempre il suo aiuto.
Ma per avere i doni dello Spirito Santo l’uomo deve invocarli incessantemente su di sé con le preghiere e vivendo il Vangelo quotidianamente. In una parola, è coltivando i doni dello Spirito Santo che essi discendono su di noi e seguitano ad alimentare la nostra esistenza.
Riferimento Biblico: “Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra” (Atti 1:8).
1. Il dono della sapienza
“Il principio della sapienza è il timore del Signore” (Proverbi 9:10).
Che cos’è la sapienza
La sapienza è il dono che ci permette di vedere il mondo con gli occhi di Dio, comprendendo la realtà oltre l’apparenza.
La sapienza è il gusto delle cose di Dio. La parola “sapienza” deriva, infatti, dal latino “sapere”: “avere sapore, essere gustoso”.
Tra i sette doni dello Spirito Santo, la sapienza consente di comprendere le realtà soprannaturali, permette di conoscere tutto quello che è stato creato da Dio e di contemplare Dio stesso.
La sapienza ci conduce a una conoscenza saporosa ed esperienziale, che riempie l’anima del gusto interiore per le cose di Dio.
La sapienza ci aiuta a distinguere il bene dal male. Dio la concede a quanti la chiedono con la preghiera con cuore libero e sincero.
Questo dono è concesso solo all’uomo la cui volontà è retta. “La sapienza non entra in un’anima che compie il male né abita in un corpo oppresso dal peccato” (Sap 1,4).
L’uomo sapiente trova nel Vangelo il suo diletto e nel praticarlo la sua vera gioia. Ama tutti senza distinzione, vede con gli occhi di Dio e ama con il suo amore.
Per San Tommaso la sapienza era inscindibile dalla carità: per lui la sapienza si alimenta della contemplazione, della vita mistica e dell’esperienza di Dio, ma solo la carità eleva la nostra capacità di amare alla spiritualità indispensabile per amare Dio.
Come si coltiva la sapienza
- Meditando la Parola di Dio.
- Affidandosi alla provvidenza divina.
- Cercando il bene spirituale prima di quello materiale.
2. Il dono dell’intelletto
“Aprì loro la mente per comprendere le Scritture” (Luca 24:45).
Che cos’è l’intelletto
Il dono dell’intelletto è la capacità di comprendere le verità della fede in profondità, non solo a livello intellettuale, ma con il cuore.
Lo Spirito d’intelletto è lo Spirito del ricordo della Parola del Signore e conduce verso la verità tutta intera.
Esso ci fa conoscere il Signore e ci dà la capacità di leggere dentro il mistero che ogni giorno ci avvolge, perché il suo Santo Spirito viene nella nostra mente e illumina il nostro cuore.
Se la sapienza ci eleva alla piena consapevolezza dell’amore per Dio, l’intelletto ci permette di comprendere le verità della fede, il mistero della Rivelazione e la stessa realtà divina.
Non si tratta di una comprensione solo razionale, ma piuttosto di un’intelligenza del cuore che si pone al servizio della fede.
Il dono dell’intelletto perfeziona la virtù teologale della fede e apre alla conoscenza delle Sacre Scritture.
Ci permette di vivere la sinfonia della fede, contemplando l’insieme della Rivelazione come una grande armonia.
Per Sant’Agostino Dio illumina l’intelletto umano, dove sono custodite le idee, elevando il pensiero dell’uomo oltre i suoi limiti naturali.
Condizione necessaria per il dono dell’intelletto è la purezza del cuore: un cuore puro è un cuore sincero, libero da ogni male.
Come si coltiva l’intelletto
- Studiando la Bibbia e il Catechismo.
- Partecipando a momenti di adorazione e contemplazione.
- Chiedendo allo Spirito Santo di illuminare il nostro cammino.
3. Il dono del consiglio
“Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare” (Salmo 32:8).
Che cos’è il consiglio
Il consiglio è il dono che ci aiuta a discernere la volontà di Dio nelle situazioni della vita.
Il dono del consiglio agisce sull’intelligenza dell’uomo illuminandolo nelle scelte morali, permettendogli di comprendere la prospettiva di Dio e aiutandolo a scegliere tra bene e male, vero e falso.
Il consiglio ci aiuta a discernere ciò che è giusto da ciò che è ingiusto, ciò che conviene alla nostra vita da ciò che non conviene.
Ci evita di fare scelte sbagliate, dannose e poco buone, e ci indica la via della salvezza.
Il dono del consiglio perfeziona la virtù della prudenza e il discernimento umano.
Ci aiuta a pensare secondo la logica divina e ci permette di conoscere prontamente la volontà di Dio, così come le vie adeguate per abbracciarla.
Il consiglio permette di riconoscere la volontà di Dio nelle situazioni della vita e di compiere le scelte più giuste per essere in comunione con Lui.
Come si coltiva il consiglio
- Chiedendo guida spirituale a un sacerdote o a un direttore spirituale.
- Pregando prima di prendere decisioni importanti.
- Ascoltando con attenzione la voce dello Spirito Santo.
4. Il dono della fortezza
“Sii forte e coraggioso; non temere e non spaventarti, perché il Signore, tuo Dio, è con te” (Giosuè 1:9).
Che cos’è la fortezza
La fortezza è il dono che ci aiuta a superare le difficoltà, le tentazioni e le persecuzioni.
Lo Spirito della fortezza è quel dono con il quale il Signore viene in aiuto alla nostra debolezza, irrobustendo la nostra volontà.
Tale dono ci aiuta a superare la tentazione che ogni giorno vuole allontanarci da Lui.
Con questo dono lo Spirito Santo ci dona la forza di essere sempre fedeli a Dio anche quando è difficile farlo.
La fortezza rende l’uomo fermo nella sua fede, coraggioso, forte e costante anche davanti agli ostacoli più insormontabili, alle persecuzioni e alle minacce.
È grazie a questo dono dello Spirito Santo che possiamo difenderci dal maligno e dai suoi attacchi, coltivando la virtù della fortezza, che ci permette di fare il bene e combattere il male nonostante la nostra fragilità.
Il dono della fortezza rafforza la volontà oltre le sue capacità naturali, per poter praticare le virtù in grado eroico e superare ogni tipo di ostacolo.
Perfeziona la virtù cardinale della fortezza e, allo stesso tempo, perfeziona la virtù teologale della speranza.
Come si coltiva la fortezza
- Rimanendo fedeli a Dio anche nei momenti difficili.
- Testimoniando la fede con coraggio.
- Non scoraggiandosi davanti alle prove.
5. Il dono della scienza
“Il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca escono scienza e prudenza” (Proverbi 2:6).
Che cos’è la scienza
La scienza è la capacità di vedere il mondo con gli occhi della fede, riconoscendo la presenza di Dio nella creazione.
Questo dono ci dona la conoscenza del vero valore delle creature in rapporto col Creatore.
Grazie alla scienza impariamo a conoscere e giudicare le cose create e ad amare Dio attraverso il mondo da Lui ideato.
La scienza ci rivela il pensiero di Dio che vive attraverso di noi, nella nostra intelligenza e conoscenza.
Come il dono dell’intelletto, perfeziona anch’esso la virtù teologale della fede.
Ci permette di conoscere le cose create, il cuore dell’uomo e la storia umana con un’intuizione penetrante.
Non si tratta semplicemente di un dono di profezia, ma del dono di apprezzare le tracce di Dio in tutto.
In Dio riponiamo la nostra fiducia e siamo capaci di amare Dio e il mondo intero.
Sarà questo grande amore verso Dio e i fratelli a farci sentire ogni giorno il desiderio di salvare tutti.
Come si coltiva la scienza
- Riconoscendo la bellezza del creato come dono di Dio.
- Usando le conoscenze scientifiche per il bene dell’uomo.
- Valutando ogni cosa secondo il piano di Dio.
6. Il dono della pietà
“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Matteo 5:7).
Che cos’è la pietà
La pietà è il dono che ci fa sentire Dio come Padre amorevole e ci spinge ad amare gli altri come fratelli.
Con questo dono amiamo Dio come nostro Padre e viviamo da figli di Dio nella carità, avendo un solo desiderio: “fare la volontà del Padre nostro che è nei cieli”.
La pietà determina il nostro atteggiamento nei confronti degli altri, in quanto nostri fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre.
Grazie ad essa comprendiamo l’amore di Dio Padre, il conforto della preghiera e la venerazione per Dio e i santi.
Il dono della pietà perfeziona la virtù della giustizia e della religione e infonde un profondo affetto filiale verso Dio, con un sentimento di fraternità verso tutti gli uomini.
Il dono della pietà introduce l’esercizio della preghiera nell’esperienza mistica.
Come si coltiva la pietà
- Coltivando la preghiera personale.
- Avvicinandosi ai sacramenti con cuore sincero.
- Praticando opere di misericordia.
7. Il dono del timore di Dio
“Temete il Signore, voi suoi santi, poiché nulla manca a quelli che lo temono” (Salmo 34:10).
Che cos’è il timore di Dio
Il timore di Dio non è paura, ma rispetto e reverenza verso Dio, riconoscendo la sua grandezza.
Lo Spirito del timore di Dio non è la paura di Dio, ma è il grande amore verso di Lui che ci impedisce di offenderlo.
Il timore di Dio ci aiuta a vivere nella grazia e nella sua amicizia.
Questo dono ci pone nel giusto atteggiamento di rispetto e sottomissione di fronte a Dio, ci insegna a metterci in rapporto con la sua grandezza e a riconoscere la sua potenza con rispetto, vivendo ogni istante della nostra vita consapevoli del suo sguardo.
Non si tratta solo di temerlo, quanto di voler essere all’altezza delle sue aspettative e renderlo fiero di noi, come un figlio che vuole rendere orgoglioso suo padre.
Il timore di Dio perfeziona la virtù dell’umiltà e concede un profondo senso reverenziale verso la maestà di Dio.
Ci fa raggiungere la consapevolezza della nostra piccolezza e della necessità della grazia, così come una ferma determinazione a evitare il peccato.
Come si coltiva il timore di Dio
- Vivendo ogni giorno come un dono di Dio.
- Evitando il peccato per amore di Dio.
- Coltivando l’umiltà.
Doni dello Spirito, virtù e frutti
I doni dello Spirito Santo completano e portano alla perfezione le virtù di coloro che li ricevono.
La tradizione teologica ha spesso messo in correlazione i singoli doni con le singole virtù. Ad esempio, il dono del timore in corrispondenza con la virtù della temperanza e il dono della sapienza con la virtù della carità.
In realtà ogni singolo dono facilita l’esercizio di tutte le virtù, che ne escono fortemente rafforzate.
I frutti dello Spirito sono perfezioni che lo Spirito Santo plasma in noi come primizie della gloria eterna.
La tradizione della Chiesa ne enumera dodici: amore, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benevolenza, mitezza, fedeltà, modestia, continenza e castità.
Oltre ai sette doni dello Spirito Santo San Paolo enumera anche i frutti dello Spirito Santo: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge” (Galati 5:22-23).
Lo Spirito Santo nella vita della Chiesa
I cristiani considerano lo Spirito Santo la Terza Persona della Santissima Trinità.
Così come il Padre e il Figlio, anche lo Spirito Santo è totalmente Dio e procede congiuntamente dalle altre due Persone, laddove il verbo procedere significa “derivare rimanendo eguali e coeterni”.
Nessuno dei tre è stato creato prima o ha generato gli altri. Dunque lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, ma senza che sussista tra di essi nessuna implicazione temporale e nessuna priorità.
Così recita il Credo: “Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio, e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti”.
La dottrina dello Spirito Santo e, più in generale, la scienza che studia le sostanze spirituali prende il nome di Pneumatologia, dal greco πνεῦμα, pneuma, spirito, e λόγος, logos, discorso, studio.
Il termine Spirito Santo, ruah haQodesh, veniva già usato nella cultura ebraica per indicare la potenza divina che animava i profeti e gli uomini toccati da Dio.
All’inizio della Genesi leggiamo: “In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”.
Lo Spirito di Dio è presente nel mondo fin dalla sua creazione, anzi, della creazione è parte integrante nella funzione creante, ma anche di costante rinnovamento, poiché lo Spirito di Dio crea la vita nella funzione generante.
Lo Spirito di Dio ha operato fin dalle origini nella storia di Israele, fin dai primi profeti nella funzione conducente, fino a Gesù, che, concepito per opera dello Spirito Santo, dallo Spirito di Dio è stato colmato con il Battesimo e nello Spirito di Dio ha predicato e portato avanti la sua missione.
I simboli biblici dello Spirito Santo
I simboli dello Spirito Santo nella Bibbia sono molti e indicano in che modo esso discende nel mondo.
- L’acqua, simbolo di vita, da quando Mosè, percuotendo la roccia con il suo bastone, la fece scaturire per dissetare il suo popolo, fino al Battesimo e alla sua promessa di speranza e salvezza.
- Il fuoco, che nel giorno di Pentecoste discende su Maria e gli Apostoli rendendoli capaci di diffondere la Parola nel mondo.
- La nube luminosa, come apparve lo Spirito Santo a Mosè sul monte Sinai, ma anche durante l’Annunciazione a Maria, nella Trasfigurazione di Cristo e nell’Ascensione.
- La colomba, che discese dal cielo durante il Battesimo di Gesù (Mt 3,16).
La Pentecoste
I sette doni nel catechismo per bambini e cresimandi
I doni dello Spirito Santo sono regali che Lui ci fa per conformarci a Cristo.
Li riceviamo con il Sacramento della Cresima. Sono come piccoli granelli seminati nel nostro cuore.
A noi spetta il compito di farli crescere e di non eliminarli dal nostro cuore con il peccato.
Cresceranno se noi vivremo nella grazia e invocheremo sempre il suo aiuto.
Per spiegare i doni ai ragazzi si possono utilizzare esempi vicini alla loro vita, esperienze concrete, giochi, racconti, simboli, discussioni singole e di gruppo.
Una metafora adatta ai ragazzi presenta i sette doni come applicazioni per la vita: ogni bambino alla nascita è come uno smartphone, ha mille potenzialità ma per metterle in atto gli serve una spinta in più, deve scaricarsi delle App.
Con la Cresima noi cristiani scarichiamo sette App portentose, i sette doni dello Spirito Santo.
Un’altra attività presenta i sette doni attraverso la metafora del veliero, con sette esperienze concrete, giochi e simboli associati a ogni dono.
Si possono anche preparare sette scatole, ricoprendole con carta colorata e scrivendoci sopra il dono. I ragazzi possono poi portare le scatole all’altare nella Messa della loro Confermazione.
Un percorso a risposta multipla può essere utilizzato per un incontro di catechesi con i cresimandi, per scoprire due doni dello Spirito Santo: quello della pietà e quello del timor di Dio.
Si possono presentare ai ragazzi una serie di situazioni in cui hanno bisogno di un particolare dono dello Spirito, collocando i nomi dei doni in punti diversi della stanza e chiedendo loro di raggiungere il dono che pensano possa assisterli in quella situazione.
Il gioco può essere eseguito anche senza correre, semplicemente elencando le situazioni e facendo dire ai ragazzi il dono di cui c’è bisogno per alzata di mano.
Potrebbe essere utile in quest’incontro presentare brevemente i doni, anticipando la catechesi.
Preghiera per chiedere i doni dello Spirito Santo
Vergine Maria, Madre della Redenzione, tu che sei la Sposa dello Spirito Santo, aiutaci a far crescere nel nostro cuore questi doni ricevuti affinché portino frutti copiosi di bene.
Prega per noi affinché mai il male entri nel nostro cuore. Noi ti amiamo, prendici per mano e guidaci in questo cammino.
A mano desta, sappiamo che la vera forza viene dallo Spirito. I suoi doni ci guidano, ci proteggono e ci illuminano nel nostro cammino di fede.