Don Graziano Cesarini è il parroco della comunità di San Michele Arcangelo a Macerata Feltria, una presenza spirituale e pastorale al centro della vita religiosa e civile del paese. La sua attività emerge soprattutto nei momenti più difficili, quando la comunità si raccoglie nella preghiera e trova nella chiesa un luogo di vicinanza, solidarietà e conforto.
Il parroco ha riunito centinaia di persone durante la veglia per Andrea Dini, il sedicenne vittima di un grave incidente durante una prova del circuito regionale Uisp di motocross a Ponzano di Fermo, e ha officiato le esequie di Yuri Diotallevi, il giovane di Macerata Feltria morto in un incidente stradale.
Don Graziano Cesarini e la comunità di San Michele Arcangelo
La città e la comunità parrocchiale di San Michele Arcangelo si sono riunite anche ieri sera per il giovanissimo centauro che domenica pomeriggio è rimasto vittima di un grave incidente durante una prova del circuito regionale Uisp di motocross a Ponzano di Fermo. Dal giorno del ricovero nell’ospedale regionale Torrette di Ancona, le condizioni di A.D., 16 anni, restano stazionarie e molto gravi.
Gli amici tifano tutti per lui, una giovanissima promessa del motocross. Sperano che le terapie a cui è sottoposto il giovane possano sortire i risultati sperati. In seguito alla caduta sul circuito di Ponzano, il minorenne ha perso conoscenza.
Il parroco don Graziano Cesarini ha riunito centinaia di coetanei nella chiesa di San Michele Arcangelo e attende con trepidazione ulteriori notizie. Lunedì sera erano circa 200 le persone nella veglia di preghiera e «finché il suo cuore continuerà a battere le speranze di tutti possono restare ancora vive» ha detto il parroco.

Soprattutto sui social si susseguono gli appelli e gli inviti a partecipare alla veglia e anche chi è lontano non fa mancare la propria vicinanza allo sfortunato giovane. Ieri pomeriggio scriveva Eleonora: «Forza piccolo grande campione, non mollare vinci anche questa gara».
Emanuele lo incita: «Dai forza non mollare». Incoraggiamenti dal Team Lucini Racing: «Non mollare, siamo tutti con te».
Il funerale di Yuri Diotallevi
C'era solo il rumore delle auto che, di tanto in tanto, transitavano lungo la strada che corre poco sotto la chiesa a interrompere il silenzio sceso su Macerata Feltria mentre il paese salutava per l'ultima volta Yuri Diotallevi, ragazzo del posto morto mercoledì sera a causa di un incidente stradale a pochi metri da casa.
Amici, conoscenti, parenti o anche solo residenti della zona: tutti sono accorsi stringersi in un abraccio attorno al feretro del diciannovenne e alla sua famiglia. La chiesa di San Michele Arcangelo, in cui monsignor Graziano Cesarini, parroco locale, ha officiato il funerale non riusciva a contenere neanche metà dei presenti che ne affollavano anche gli scalini e il piazzale antistante, dove era stato installato un altoparlante per raggiungere tutti, ha affermato Don Graziano, durante la funzione.
Presenti al funerale anche i colleghi di lavoro del padre del giovane, rappresentanti dell’Avis e dell’Asd Olympia Macerata Feltria, i compagni di battuta dell’Arcicaccia Sassocorvaro e Auditore, ma, soprattutto i suoi amici di una vita.
All’uscita dalla chiesa, il feretro è stato accolto dai presenti con un applauso e Yuri è ora sepolto al cimitero di Mercatale.
Le parole rivolte a don Graziano Cesarini
Il 24 giugno 2023, a Macerata Feltria, le parole rivolte a don Graziano Cesarini hanno descritto un sacerdote capace di vivere la propria missione con fermezza, autenticità e coraggio. «Voi valete di più».
Sono parole che incoraggiano e invitano, o meglio comandano: «Non abbiate paura» (è un imperativo!). Mentre la prima parte del discorso missionario di Gesù ha il tono dell’esortazione, questa seconda parte, che abbiamo ascoltato or ora, è imperniata su tre imperativi (aoristo) che si possono tradurre così: «Che non incominciate ad avere paura!».
I discepoli stavano facendo i primi passi e già il Maestro li stava inviando in missione. La prima cosa che veniva loro in cuore erano le paure. È umano avere paura: paura della persecuzione, paura della derisione, paura - una paura che abbiamo anche noi - dell’incoerenza nel sentire discordanza tra quello che si dice (la testimonianza evangelica) e quello che si fa: questo fa soffrire e qualche volta frena nel dire le parole di Gesù.
«Non incominciare ad avere paura», ripete Gesù. Questa sera sono qui con voi per fare festa ad un presbitero che non ha avuto paura, che non ha paura di parlare. Quando uno parla può essere riconosciuto come maestro, ma può essere anche rifiutato, può accontentare e può scontentare.
Un sacerdote autentico e senza paura
Però don Graziano si è messo davanti a Dio. Qui avete un prete che non ha paura di essere se stesso. Tutto d’un pezzo. Un prete che non ha paura di essere spirituale, col rischio di apparire d’altri tempi.
Si è messo davanti a Dio. Qui avete un prete che non ha paura di riconoscere Gesù Cristo davanti a tutti, perché Gesù Cristo gli basta, anche se questo prete può apparire poco umano.
Con l’età arrivano gli acciacchi, tuttavia questo prete ha il coraggio di rimanere sulla breccia. C’è, però, un tempo per prendere e un tempo per lasciare, un tempo per seminare e un tempo per raccogliere, un tempo per parlare e un tempo per tacere - riecheggia il libro del Qoelet: Dio solo resta.
Cosa dice quel prete che si è messo davanti a Dio? «Sei tu, Signore, l’unico mio bene» (Sal 16,2). Ed è pronto a tutto.
La fede davanti alla sofferenza
«Nulla accade senza che ci sia il Padre» (cfr. Mt 10,29). Abbiamo sentito leggere così, parlando dei passerotti dei quali il Signore si prende cura, dei capelli del capo che non cadono a terra senza il volere del Padre.
Però vediamo tante cose non belle che accadono… «Sei tu, Signore, che le vuoi?». La traduzione esatta sarebbe: «Nemmeno un passerotto cadrà a terra senza che ci sia il Padre accanto a lui».
Pensiamo alle persone che sono nella prova, i bambini che vengono violati, i migranti che si inabissano nel mare. Tutto questo non accade senza il Padre, senza che ci sia il Padre accanto a loro nel mistero della sofferenza.
Capita spesso di usare il proverbio: «Non cade foglia che Dio non voglia». No. Nulla accade senza che il Padre sia accanto a te, pronto a raccoglierti.
Anche per i distacchi, l’oblio, la solitudine, se il cuore è innamorato, non c’è nulla da temere. Dico a mio fratello, monsignor Graziano: «Non avere paura. Tu vali di più, perché il tuo cuore è innamorato del Signore.
Tutto passa, tutto può crollare, ma il Signore non passa. Il Signore rimane sempre». Così sia.
Le esequie di Andrea Dini
Più di mille persone per l’ultimo saluto ad Andrea Dini, 16 anni, il centauro della Team Fix rimasto vittima di un incidente in gara sul circuito di Ponzano di Fermo.
Una cerimonia straziante nella piccola chiesa di San Michele Arcangelo, a cui hanno assistito centinaia di giovani motociclisti arrivati da tutte le Marche e dalla vicina Romagna e dove, sull'altare, spiccava la moto di Andrea.
Nel giorno dell’addio, dopo la camera ardente allestita a Santa Chiara, è stato monsignor Andrea Turazzi, vescovo di San Marino-Montefeltro a concelebrare la messa insieme al parroco don Graziano Cesarini.

Una cerimonia molto toccante in un silenzio surreale e che ha visto lo stesso don Graziano interrempersi più volte per la commozione, tanto era difficile controllare le emozioni di fronte alla tragedia arrivata dopo giorni di alterne speranze per le sorti del centauro, deceduto dopo 5 giorni di agonia.
Parole di conforto e di consolazione per tutti, riprendendo il passo della resurrezione di Lazzaro, sono state espresse da monsignor Turazzi.
L’apice dell’intensità delle emozioni è arrivato al termine delle esequie quando i compagni di squadra della Team Fix di Federico Agostini hanno accompagnato in moto la salma fino al cimitero, facendo rombare tutti insieme per l’ultima volta le motociclette insieme a quella personale numero 7 di Andrea.
| Persona | Evento | Ruolo di don Graziano Cesarini |
|---|---|---|
| A.D. | Incidente durante una prova di motocross a Ponzano di Fermo | Ha riunito la comunità nella veglia di preghiera |
| Yuri Diotallevi | Funerale dopo un incidente stradale | Ha officiato il funerale nella chiesa di San Michele Arcangelo |
| Andrea Dini | Esequie dopo l’incidente in gara | Ha concelebrato la messa con monsignor Andrea Turazzi |