Distanza da Occimiano all’Abbazia di Vezzolano

La distanza da Occimiano all’Abbazia di Vezzolano non è indicata direttamente nel materiale disponibile, mentre sono riportate le distanze dell’abbazia dai principali centri della zona: Torino dista 40 km, Asti 30 km e Milano 140 km.

L’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano si trova nel comune di Albugnano, nelle colline del Basso Monferrato, e da Albugnano è collegata da una strada di circa 3 km. Il complesso è raggiungibile in auto oppure a piedi, attraverso itinerari collinari che attraversano vigne, frutteti, boschi e strade secondarie.

Dove si trova l’Abbazia di Vezzolano

La Canonica di Vezzolano è nelle colline del Basso Monferrato, in comune di Albugnano, cui lo collega una strada di circa 3 Km. Albugnano è raggiungibile in auto.

Tra le colline vitivinicole dell’Astigiano, nell’incantevole e ovattata atmosfera di Albugnano, abitato noto come “la terrazza del Monferrato” per l’eccezionale posizione panoramica in cui si trova, poco distante dal centro storico e dalla pieve di San Pietro, sorge l’abbazia medievale di Santa Maria di Vezzolano, straordinario esemplare di romanico piemontese di elevato valore storico-artistico, molto ben conservato nella sua composizione planivolumentrica e decorativa che accoglie turisti da tutto il mondo nonostante non sia raggiungibile se non con una piacevole passeggiata di circa un chilometro dall’ultima fermata di autobus, oppure in auto.

L’Abbazia di Vezzolano si trova a poco più di un chilometro da Albugnano, il paese noto come “Balcone del Monferrato” in quanto punto più alto del territorio, ed ha una storia millenaria che, come tutte le storie di lunga data, sconfina nella leggenda.

Abbazia di Vezzolano tra colline del Monferrato

Come raggiungere Vezzolano da Occimiano

Da qualunque parte si arrivi, lasciata la strada principale, ci si tuffa in un mondo di curve, campi e colline che si alternano al verde dei boschi. Si inciampa presto nel fascino delle colline astigiane con i loro profumi e un paesaggio unico.

L’intero tragitto da Torino ad Albugnano si svolge in uno scenario paesaggistico di notevole pregio. Si attraversa la collina torinese, ricca di notevoli scorci panoramici, e numerosi insediamenti degni di sosta.

La Canonica è raggiungibile anche a piedi: è parte del Cammino di Don Bosco e si trova a circa metà strada del cammino della Superga Crea. È meta di escursioni, attraverso diversi itinerari provenienti dal Lago di Arignano, da Castelnuovo don Bosco, da Cerreto/Passerano Marmorito.

Le indicazioni disponibili descrivono soprattutto l’itinerario escursionistico da Castelnuovo Don Bosco all’Abbazia di Vezzolano, utile per chi desidera completare l’ultimo tratto a piedi dopo aver raggiunto la zona in auto.

Itinerario a piedi da Castelnuovo Don Bosco all’Abbazia

Si parte poco dopo Castelnuovo Don Bosco lungo la SP16, direzione Berzano, all’altezza della piccola e deliziosa chiesetta romanica dedicata a Sant’Eusebio. Proprio accanto all’edificio del XII secolo inizia l’itinerario, ben indicato da un pannello.

Il primo tratto sale in modo ripido lungo una sterrata incassata in trincea, così da guadagnare rapidamente la cresta della collina dove si apre la vista a destra in direzione di Castelnuovo Don Bosco. Si prosegue quindi con continui saliscendi su una sterrata più aperta ed ariosa, mantenendosi sempre appena sotto il filo del crinale, e puntando a nord, guidati dai cartelli bianco/rossi 101 e da quelli della ciclopista.

CaratteristicaInformazione
PartenzaPoco dopo Castelnuovo Don Bosco, lungo la SP16
ArrivoAbbazia di Santa Maria di Vezzolano
Distanza5,5 km solo andata
Tempo necessario1,30 ora solo andata
Dislivello+250 metri -100 metri solo andata (non continuativi)
Quota di partenza306 metri
Quota di arrivo415 metri
Tipo di percorsolineare andata/ritorno su sterrata, sentiero e asfalto
Periodo consigliatoprimavera, autunno, inverni poco nevosi

Prima parte del percorso

Dopo un primo tratto di vigneti e campi aperti si giunge in prossimità di alcune case e della strada asfaltata. La si prende verso destra tornando così leggermente indietro (cartello marrone all’incrocio).

Quando la strada diventa sterrata si va a destra, passando in mezzo alle vigne e risalendo la cresta sotto cui si è appena passati, arrivando così alla chiesetta di Santa Maria di Cornareto, piccolo edificio sacro che sorge in punta ad un poggio panoramico, citata in alcuni documenti del 1298.

La vista spazia tutto attorno invitando ad una pausa meditativa, mentre è già visibile su di un’altura seguente la terza chiesa dell’itinerario. Da Santa Maria si torna indietro per la via appena percorsa fino a tornare al gruppo di case che vanno ora costeggiate, mantenendole alla propria destra.

Santa Maria di Cornareto e San Michele Arcangelo

Un brevissimo rettilineo porta al bivio che farà risalire alla chiesa di San Michele Arcangelo, la cui struttura attuale è del 1700 ma che sorge su un preesistente edificio già documentato nel 1205.

Dopo aver ammirato l’edificio ed il panorama, si torna nuovamente indietro fino al bivio appena lasciato per proseguire con qualche saliscendi, passando accanto ad un altro gruppo di case e tornando per breve tempo su asfalto.

Ci si trova sulla cima di un colle da cui è possibile vedere, alle spalle, le due chiese appena visitate e, davanti, la meta con il complesso di Vezzolano.

Chiesette romaniche lungo il percorso Vezzolano

Ultimo tratto verso l’abbazia

Si scende fino ad un pilone dove si abbandona del tutto la strada per percorrere un sentiero sulla destra. Dopo una breve discesa si affronta una ripida salita che porta, passando in un bosco, su un colletto.

Si segue la segnaletica verso destra e, con una larga curva, si scende verso la meta che merita certamente una visita più approfondita: l’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano, risalente al 1095.

Dati pratici per l’escursione

Per chi: bambini dai 6 anni, non adatto ai passeggini (bambini piccoli portati a spalla con zaino portabimbo).

Il percorso è lineare e può essere effettuato come andata e ritorno. Il fondo alterna sterrata, sentiero e asfalto, con tratti di salita e discesa che non si susseguono in modo continuativo.

Quando: primavera, autunno, inverni poco nevosi.

Note Da evitare dopo giornate di pioggia intensa per il fango tenace ed per un tratto finale dove il sentiero si incanala e potrebbe trasformarsi in un rio. A inizio stagione è facile trovare rovi lungo il sentiero, meglio aver un bastone per scostarli.

Il percorso degli antichi frutteti

Poco dislivello, 2 km di lunghezza per un’ora (scarsa) di passeggiata. Nelle vicinanze dell’abbazia di Vezzolano c’è spazio anche per respirare la natura o farsi venire il giusto appetito prima di mettere le gambe sotto al tavolo.

Il percorso degli antichi frutteti è una di queste proposte, assolutamente alla portata di tutti: partite dall’abbazia di Albugnano raggiungendo il frutteto dell’azienda agricola sperimentale del Cnr in cui vengono coltivate piante officinali e frutta, tra cui antiche varietà di pere e mele.

Camminate in discesa fino a un secondo frutteto e a un grande prato con una meravigliosa quercia, da cui si gode di un’inusuale vista su complesso abbaziale; da qui chiudete l’anello in leggera salita passando per l’antico meleto fondato dai monaci.

Cosa vedere all’Abbazia di Vezzolano

La struttura mescola sapientemente elementi romanici ad innovativi elementi gotici; assai interessante è il pontile su colonnine (jubè) che divide la navata centrale, caratterizzato da bassorilievi policromi risalenti probabilmente alla seconda metà del XIII secolo.

Il chiostro, ben conservato, custodisce capitelli scolpiti e un bel ciclo di affreschi del XIV secolo. Questa la storia, ma stando ad alcune voci popolari il sito esisteva già nell’ VIII secolo come cappella di uno scomparso castello.

Facciata e campanile

Pochi passi in discesa su uno stradello ombreggiato dai cipressi e sarete a fianco del campanile e al cospetto della facciata della chiesa che sorge in un luogo abitato fin dall’antichità.

La chiesa conserva la bellissima facciata romanica in cotto e arenaria, eretta in stile lombardo nel XII secolo e rielaborata nel XIII; sul fianco le fa da scudiero un robusto campanile romanico, ornato di archetti intrecciati.

Realizzata in mattoni e fasce di pietra arenaria, è riccamente decorata. Presenta tre diversi ordini di colonne e una scultura della Madonna, alla quale è dedicata la costruzione, all’interno della lunetta del portale.

Interno della chiesa e pontile

L’interno è a due navate divise da pilastri che sorreggono archi acuti e volte a crociera. Decisamente straordinario è l’ambone, sorretto da cinque archi ogivali e abbellito da un bassorilievo a due ordini che raffigura, nella parte inferiore, i 35 patriarchi antenati di Maria e, nella parte superiore, la deposizione del corpo di Maria, la sua Assunzione e il suo Trionfo in cielo, oltre ai simboli evangelici.

Il pontile è la vera perla dell’Abbazia: un raro e meraviglioso tramezzo che accoglie chi varca la soglia della canonica con sculture che conservano ancora tracce dei loro colori originari, compreso il blu ottenuto dall’allora pregiatissimo lapislazzulo proveniente dal Caucaso.

Sull’altare si può ammirare un trittico gotico in terracotta policroma.

Chiostro e affreschi

Dalla raccolta chiesa si passa al chiostro, armonioso e suggestivo, con i notevoli resti di affreschi dei secoli XIII-XIV che rappresentano Cristo fra i simboli degli Evangelisti, l’adorazione dei magi e la leggenda di Carlo Magno e degli scheletri usciti dal sepolcro.

Il chiostro dell’Abbazia di Vezzolano, pur recando i segni di interventi risalenti a diverse epoche, è tra quelli meglio conservati di tutto il Piemonte e custodisce un gradevole giardino interno.

Non solo: qui si possono anche ammirare capitelli scolpiti e un ciclo di affreschi trecenteschi che offrono una rappresentazione del Contrasto dei tre vivi e dei tre morti, tipico soggetto dell’iconografia della Morte diffuso nell’arte medievale.

Nell’angolo adiacente all’ingresso del chiostro si trova l’ingresso alla sala capitolare.

Chiostro medievale Abbazia di Vezzolano affreschi

Storia e leggenda dell’abbazia

L’abbazia viene infatti citata per la prima volta in un atto d’investitura del 1095 facendo supporre che sia nata come cappella di un castello, forse utilizzando anche i resti di una villa rustica romana.

Per avere le prime documentazioni storiche certe, però, dobbiamo aspettare il 1095: un documento di quell’anno riporta infatti che due ecclesiastici, Theolodulus ed Egidius, ricevettero in dono da alcuni nobili una chiesa dedicata a Santa Maria, con l’impegno da parte loro di creare una comunità religiosa.

Dell’edificio preesistente, però, non sappiamo nulla e la struttura che possiamo ammirare oggi risale alla seconda metà del XII secolo.

Una leggenda, infatti, la vuole fondata nientemeno che da Carlo Magno che, nell’anno 774, si trovava a caccia nei boschi di Albugnano. La vista di una macabra danza di scheletri gli provocò una inopportuna crisi epilettica, ma, guarito grazie all’intercessione della Madonna, l’imperatore provvide alla costruzione dell’Abbazia.

La leggenda narra che nel 773, mentre l’imperatore partecipava a una battuta di caccia tra questi boschi, incontrò tre scheletri che lo terrorizzarono e dai quali si salvò solo grazie all’intervento di un eremita che lo invitò a rivolgersi a Maria Vergine con alcune preghiere… E fu così che, scampato al pericolo, volle la costruzione della chiesa abbaziale.

Il lunistizio e l’astronomia medievale

In epoca medievale vi era un forte legame tra architettura ed astronomia. Si cercava un accordo tra l’orientamento del sole e degli astri con l’orientamento degli edifici, per creare un’armonia tra cielo e terra.

Sulla base di questa filosofia pare che l’orientamento dell’Abbazia di Vezzolano sia nato da un riferimento particolare: quello del lunistizio maggiore, ovvero il giorno nel quale la luna sorge nel punto dell’orizzonte orientale più a nord in assoluto rispetto all’orizzonte locale.

Questo fenomeno di verifica ogni due anni e mezzo: per vedere se davvero i raggi della luna attraversano la navata centrale con precisione durante il lunistizio si dovrà aspettare il prossimo lunistizio maggiore, il 1 maggio del 2025.

Due volte l’anno inoltre, al tramonto, i raggi del sole attraversano la bifora della facciata illuminando le due figure della bifora dell’abside che rappresentano l’Annunciazione.

Il rapporto tra architettura e astri è approfondito in una mostra permanente all’interno dell’Abbazia, “La luna, la Vergine e l’astronomia medievale”.

L’Abbazia ospita la mostra “La Luna, la Vergine e l’astronomia medievale”.

Informazioni per la visita

L’ingresso all’Abbazia è gratuito. Gli orari di apertura potrebbero variare rispetto a quanto indicato. Prima di organizzare la propria visita, consigliamo di consultare il sito della Canonica di Vezzolano.

Il piccolo parcheggio raccoglie un numero contenuto di auto e si trova proprio al termine della strada; più avanti si può certamente andare, ma solo passeggiando tra le vigne e i boschi, sui sentieri e i tratturi che collegano i colli circostanti.

Santa Maria di Vezzolano è un luogo di grande suggestione, che concilia l’animo e accompagna la riflessione immergendosi nell’armonia delle forme e lasciandosi avvolgere da un paesaggio antropizzato con cura e devozione di chi coltiva amorevolmente la propria terra.

Ritorno e alternative di collegamento

Il ritorno si effettua sulla via dell’andata, oppure (ma solo in periodo scolastico) è possibile proseguire su asfalto per Albugnano (1,7 km) e quindi utilizzare l’autobus della linea Chieri-Castelnuovo delle 14.50.

Da Castelnuovo Don Bosco, eccetto in periodo scolastico e con orari poco indicati ad una gita di piacere, non è previsto alcun collegamento con Albugnano pertanto per raggiungere la località puoi andare a piedi per 5,6 km passando per Strada Provinciale 33/SP33 oppure puoi richiedere un taxi con percorrenza ci circa 10 min e arrivare ad Albugnano.

A questo punto puoi scegliere se farti condurre fino all’ingresso dell’abbazia oppure farti una deliziosa passeggiata nel verde per raggiungerla.

Arrivati in paese nei pressi dell’antica Pieve di San Pietro, oggi chiesa cimiteriale, devi imboccare il percorso in discesa all’incrocio con indicata direzione per l’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano: una passeggiata di circa 10-15 minuti ti condurrà sul posto.

Altri itinerari verso Vezzolano

Il Cammino Alto da Sciolze presegue con modesti saliscendi fino a Cinzano. In borgata la Pra c’è la casa natale di Luigi Comollo con cui, durante gli anni di studio, Giovanni Bosco strinse una forte amicizia. Da Cinzano si perde rapidamente quota per risalire verso Vezzolano.

Da Sciolze all’Abbazia di Vezzolano il percorso misura 11,9 km e presenta una difficoltà a piedi media.

Uno di questi è il sentiero del Malvasia, percorso che si snoda tra le vigne da Colle Don Bosco a Vezzolano. Il percorso Superga - Crea vede invece Vezzolano a metà del cammino, lungo circa 70 km.

Entrambi i percorsi permettono di apprezzare anche diverse altre chiese di epoca romanica, unendo bellezze architettoniche a un paesaggio indimenticabile.

Luoghi da visitare nei dintorni

Albugnano

Una visita all’Abbazia di Vezzolano non può prescindere da una tappa ad Albugnano, ad appena 3 km di distanza. Noto come il “Balcone del Monferrato”, Albugnano sorge sul colle più alto del territorio monferrino e il suo belvedere regala una vista impagabile sulle colline circostanti e l’arco alpino.

Castelnuovo Don Bosco

Ad appena 10 minuti dall’Abbazia si trova Castelnuovo Don Bosco, noto per aver dato i natali al Santo Giovanni Bosco. Qui si possono visitare: la casa nella quale visse fino all’età di 16 anni, il santuario e il Museo Missionario Salesiano.

Cocconato

Dal Balcone del Monferrato alla Riviera del Monferrato, ecco un altro paese imperdibile: anche qui la vista panoramica sulle colline monferrine è splendida.

Il centro storico di Cocconato, con le sue stradine che si inerpicano fino alla maestosa parrocchiale, è molto particolare e ricco di fascino.

Paesaggio e frutteti

Dalla metà di giugno, il percorso per arrivare all’Abbazia può essere ancor più suggestivo: lungo le colline tra Albugnano e il vicino Colle Don Bosco il paesaggio si colora di viola, per la fioritura dei campi di lavanda.

Il frutteto è stato realizzato all’interno di un più ampio progetto di salvaguardia del patrimonio rurale. Visibile dall’esterno, percorrendo il sentiero che porta all’ingresso dell’Abbazia, il giardino non è però attualmente visitabile.

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