Silvio Berlusconi citò pubblicamente un testo dedicato all’amore per gli animali, presentandolo come un brano di Madre Teresa di Calcutta. La citazione concludeva con l’idea che, se impariamo ad amare gli animali come meritano, saremo molto vicini a Dio.
Il testo circolato in quell’occasione non è però la poesia “Ama la vita”, spesso associata a Madre Teresa di Calcutta, ma una composizione sulle ragioni per amare e proteggere gli animali. Berlusconi la definì una scoperta recente e invitò ad adottare cani e gatti abbandonati.
La citazione di Berlusconi sull’amore per gli animali
Se impariamo ad amare gli animali “come meritano, saremo molto vicini a Dio”. Lo dice Silvio Berlusconi, durante un collegamento telefonico con un club Forza Silvio di Roma, citando un brano di Madre Teresa di Calcutta “scoperto questa notte, una cosa che mi è piaciuta moltissimo” ed invitando ad adottare cani e gatti abbandonati.
L’amore verso gli animali è un tema che continua ad affascinare Silviio Berlusconi soprattutto da quando nella sua vita è entrato il barboncino Dudù.
“Perché amare gli animali? - sottolinea Berlusconi iniziando la citazione - perché ti danno tutto senza chiedere niente, perché contro il potere dell’uomo con le armi sono indifesi, perché sono eterni bambini, perché non sanno cosa è l’odio né la guerra.
Perché non conoscono il denaro e si consolano solo con un posto dove rifugiarsi dal freddo. Perché si fanno capire senza proferire parola, perché il loro sguardo è puro come la loro anima.
Perché non conoscono l’invidia né il rancore, perché il perdono è ancora naturale in loro. Perché sanno amare con lealtà e fedeltà, perché vivono senza avere una lussuosa dimora.
Perché non comprano l’amore, semplicemente lo aspettano e perché sono compagni, eterni amici che niente potrà separare, perché sono vivi. Per questo e per altre mille cose meritano il nostro amore, se impariamo ad amarli come meritano saremo molto vicini a Dio”.
Il testo dedicato agli animali
Il testo insiste sulla vulnerabilità degli animali davanti alla violenza umana e sulla loro dipendenza da cure, protezione e accoglienza. L’argomentazione procede attraverso una serie di motivi introdotti dalla ripetizione di “Perché”, trasformando la citazione in una sorta di elenco morale.
- Perché ti danno tutto, senza chiedere niente.
- Perchè contro il potere dell’uomo con le armi sono indifesi.
- Perché sono eterni bambini, perché non sanno cos’è l’odio nè la guerra.
- Perchè non conoscono il denaro e si consolano solamente con un posto dove rifugiarsi dal freddo.
- Perché si fanno capire senza proferire parola, perché il loro sguardo è puro come la loro anima.
- Perché non conoscono né l’invidia né il rancore, perché il perdono è ancora naturale in loro.
- Perchè vivono senza avere una lussuosa dimora.
- Perché non comprano l’amore, semplicemente lo aspettano.
- Perché sono nostri compagni, eterni amici che niente potrà separare.
- Perché sono vivi.
Per questo e altre mille cose meritano il nostro amore. Se impariamo ad amarli come meritano saremmo molto vicini a Dio.
Il rapporto tra Berlusconi, la citazione e Madre Teresa
La citazione fu attribuita a Madre Teresa di Calcutta nel corso dell’intervento di Berlusconi. Nel materiale circolato, tuttavia, il testo sugli animali è distinto da “Ama la vita”, la poesia-preghiera che viene più frequentemente associata alla religiosa.
Il 26 agosto 1910 nasceva Madre Teresa di Calcutta. La ricordiamo con questo meraviglioso inno alla vita “Ama la vita”.
Madre Teresa di Calcutta ci offre un messaggio importante e semplice. Ama la Vita, una poesia che è un inno a vivere e a godere della vita, malgrado le difficoltà che la stessa ci pone.
“Ama la vita così com’è. Amala pienamente, senza pretese”.
“Ama la vita”: il testo attribuito a Madre Teresa
“Ama la vita” di Madre Teresa di Calcutta
Ama la vita così com’è. Amala pienamente, senza pretese; amala quando ti amano o quando ti odiano, amala quando nessuno ti capisce, o quando tutti ti comprendono.
Amala quando tutti ti abbandonano, o quando ti esaltano come un re. Amala quando ti rubano tutto, o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso o quando sembra non averlo nemmeno un po’. Amala nella piena felicità, o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte, o quando ti senti debole. Amala quando hai paura, o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri e le enormi soddisfazioni; amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe, amala anche se non è come la vorresti. Amala ogni volta che nasci ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore. Non vivere mai senza vita!
Il significato di “Ama la vita”
Madre Teresa di Calcutta, nata il 26 agosto 1910 a Skopje, Vilayet del Kosovo, parla di vita, di gioia, di speranza, di resilienza, di pace, per combattere quel male e quella rabbia che cova nel nostro presente.
Se lei ha vissuto e toccato con mano il dolore e la povertà, noi oggi viviamo in momento di instabilità, di crisi e di conflitto. Le nostre vite sono cambiate e la nostra quotidianità ha dovuto trovare un’altra direzione.
Nella sua “Ama la vita”, bellissima poesia-preghiera, Madre Teresa di Calcutta vuole esortarci ad apprezzare ciò che abbiamo per vivere appieno e con gratitudine la nostra vita.
Gli insegnamenti di Madre Teresa di Calcutta sono sempre stati pieni di saggezza e di amore. nella poesia “Ama la vita”, il Premio Nobel per la Pace ci insegna la gratitudine.
Ci spiega che dobbiamo considerare la vita un dono, qualcosa di unico e straordinario. Dobbiamo imparare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo, tutti i momenti che la vita ci riserva, che siano belli o brutti.
Bisogna amare la vita quando abbiamo coraggio, quando abbiamo paura e per tutte le cose positive che vediamo, anche le più piccole. Non c’è spazio per l’oscurità, per il disagio, per la negatività.
La biografia di Madre Teresa di Calcutta
Detto da Madre Teresa che ha incontrato e conosciuto il peggio, la miseria, la fame, la malattia possiamo fidarci.
Madre Teresa di Calcutta Agnes Bojaxhiu - questo il vero nome di Madre Teresa di Calcutta - è nata nella ex Jugoslavia.
Entrata, nel 1929, fra le Suore di Nostra Signora di Loreto, cambiò il nome in Teresa, come la santa di Lisieux.
Il 10 settembre 1946 percepì la chiamata al servizio dei poveri, che si concretizzò - dopo i necessari permessi vaticani - con la fondazione delle Sorelle Missionarie della Carità.
Fra i moltissimi premi che ha ricevuto, ci sono il Templeton (1973), il Balzan (1978) e il Nobel per la pace (1979).
Povertà, guerra e responsabilità
Tutti noi incontriamo delle difficoltà e facciamo attenzione anche serie. Non va mai trascurato cosa sono costrette ad affrontare molte persone, molte famiglie.
Povertà, guerra, malattie che purtroppo sono in assoluto l’inferno. Malgrado, questo bisogna sempre reagire.
Anzi, i più fortunati che non si trovano tra gli inferi dovrebbero far maggior tesoro del dono che ci ha lasciato Madre Teresa di Calcutta.

Nel rapporto tra Berlusconi e il testo attribuito a Madre Teresa emergono quindi due temi collegati ma distinti: da una parte la difesa degli animali, rappresentati come esseri indifesi, fedeli e incapaci di odio; dall’altra l’invito ad amare la vita in ogni condizione, anche nei momenti di solitudine, paura, debolezza e sofferenza.