Discorso biblico sui sorveglianti dei Testimoni di Geova

I sorveglianti cristiani devono soddisfare in misura ragionevole i requisiti biblici relativi alla maturità spirituale, alla condotta morale, alla capacità di insegnare, all’umiltà e alla disponibilità a servire gli altri. Devono essere uomini esemplari nella congregazione, capaci di prendersi cura amorevolmente dei fratelli, di aiutare chi è spiritualmente malato, di addestrare altri e di mantenere la congregazione pura dal punto di vista morale.

Secondo la spiegazione biblica, i sorveglianti vengono nominati dallo spirito di Dio perché le nomine si basano sulle Scritture ispirate e vengono fatte dopo preghiera per ricevere la guida dello spirito santo. Atti 20:28 ricorda agli anziani che devono prestare attenzione a sé stessi e a tutto il gregge, “nel quale lo spirito santo vi ha nominati sorveglianti”.

Quali requisiti devono soddisfare i sorveglianti cristiani?

Le Scritture indicano i requisiti necessari per gli uomini che ricevono incarichi di responsabilità nella congregazione. Paolo e Barnaba, che erano sorveglianti viaggianti, nominavano anziani nelle congregazioni; oggi i sorveglianti di circoscrizione fanno lo stesso: pregano per ricevere lo spirito santo e si attengono strettamente alle Scritture ispirate, dove vengono indicati i requisiti necessari.

A Tito viene affidato l’incarico di visitare diverse congregazioni e di fare nomine di anziani. Le qualità richieste non sono quindi stabilite in base a preferenze personali, capacità professionali o posizione sociale, ma secondo i princìpi contenuti nella Parola di Dio.

  • Maturità spirituale: il sorvegliante deve conoscere e applicare i princìpi biblici.
  • Condotta esemplare: deve essere irreprensibile nella vita privata, familiare e congregazionale.
  • Capacità di insegnare: deve saper spiegare la Bibbia in modo chiaro e utile.
  • Equilibrio e discernimento: deve saper giudicare le situazioni con saggezza.
  • Autocontrollo: deve evitare atteggiamenti impulsivi, duri o autoritari.
  • Umiltà: deve considerarsi un servitore di Dio e dei fratelli.
  • Amore: deve interessarsi sinceramente del benessere spirituale di ciascun componente della congregazione.
  • Disponibilità: deve essere pronto a impiegare tempo ed energie per svolgere le proprie responsabilità.

Il sorvegliante non riceve un incarico per esercitare potere sugli altri. La Bibbia descrive i sorveglianti come persone che servono altri, perché il loro compito consiste nel rafforzare la fede, proteggere la congregazione, insegnare la verità e aiutare i fratelli a continuare a camminare in modo degno di Dio.

A chi appartiene la congregazione?

La congregazione appartiene a Dio. I sorveglianti non sono proprietari della congregazione e non possono trattare i fratelli come se fossero di loro proprietà. Il prezzo è stato pagato con il sangue di Gesù Cristo, che ha dato la sua vita per acquistare la congregazione.

Questa verità determina il modo in cui gli anziani devono considerare il loro incarico. Essi hanno la responsabilità di prendersi cura di persone che appartengono a Geova e che sono state acquistate mediante il sacrificio di Cristo.

Per questo i sorveglianti devono rimanere umili. L’umiltà impedisce loro di abusare dell’autorità, di esigere privilegi personali o di considerarsi superiori agli altri. Il sorvegliante umile ricorda che anche lui è una pecora del gregge e che deve rendere conto a Geova del modo in cui tratta i fratelli.

Perché i sorveglianti devono essere umili?

Gesù insegnò ai suoi seguaci l’umiltà dando l’esempio. Sebbene avesse una posizione elevata, non pretese di essere servito, ma servì gli altri. L’umiltà cristiana si manifesta quindi nella disponibilità a compiere lavori utili, nell’ascolto, nella pazienza e nella volontà di mettere gli interessi degli altri davanti ai propri.

Dato che aveva grande rispetto per Geova, il governatore Neemia non abusava dell’autorità che aveva sul popolo di Dio e non esigeva nemmeno quello che gli spettava. Il suo esempio dimostra che una persona può avere responsabilità importanti senza diventare esigente o autoritaria.

Gli anziani devono evitare di esercitare il dominio sulla fede degli altri. Devono guidare mediante l’insegnamento biblico, l’esempio personale e l’incoraggiamento, non mediante la pressione, la paura o l’umiliazione.

Qual è il modo migliore in cui gli anziani possono insegnare?

Il modo migliore in cui gli anziani possono insegnare ad altri è dare il buon esempio. Paolo esortò Timoteo a essere “un esempio per i fedeli nel parlare, nella condotta, nell’amore, nella fede e nella castità”. Pietro esortò gli anziani a pascere il gregge di Dio, non dominando su quelli che sono affidati alla loro cura, ma diventando esempi per il gregge.

L’insegnamento efficace comprende sia le parole sia la condotta. Un anziano insegna quando prepara con cura i discorsi, quando conduce uno studio biblico, quando aiuta un fratello a svolgere il ministero e quando affronta con equilibrio una difficoltà congregazionale.

Gesù non si limitò a dare istruzioni teoriche. Prima di mandare i 12 apostoli a predicare, li addestrò e diede loro precise istruzioni. Prima di mandare i 70 discepoli a predicare, diede loro indicazioni pratiche sul modo di svolgere l’opera.

Gli anziani devono imitare questo metodo. Devono spiegare cosa fare, mostrare come farlo, permettere agli altri di esercitarsi e poi offrire incoraggiamento e consigli utili.

Quale responsabilità hanno gli anziani quando insegnano?

Gli anziani hanno la responsabilità di trasmettere fedelmente gli insegnamenti biblici e di aiutare i fratelli ad applicarli nella vita quotidiana. Non devono presentare opinioni personali come se fossero comandamenti di Dio.

Devono inoltre considerare le istruzioni che vengono dallo “schiavo fedele e saggio” con rispetto e cooperazione. La loro responsabilità è comprendere le direttive basate sulle Scritture e metterle in pratica nell’interesse della congregazione.

L’insegnamento degli anziani deve rafforzare la fede, la coscienza e l’amore per Geova. Non dovrebbe produrre un clima di paura, pressione o dipendenza dall’uomo. Il fine è aiutare ciascun cristiano a sviluppare una relazione personale con Dio e a prendere decisioni conformi ai princìpi biblici.

In che modo i pastori cristiani si interessano di ciascun componente della congregazione?

I pastori cristiani si interessano amorevolmente di ciascun componente della congregazione conoscendo le sue circostanze, ascoltando con attenzione e offrendo aiuto al momento opportuno. Non si limitano a occuparsi delle attività organizzative, ma prestano attenzione alle persone.

L’apostolo Paolo ricordò agli anziani di Efeso quello che aveva fatto per loro negli anni, e loro ricambiarono il suo amore e il suo affetto. Paolo aveva servito con umiltà, aveva insegnato pubblicamente e di casa in casa e aveva continuato ad ammonire ciascuno con lacrime.

Questo esempio mostra che la cura pastorale richiede tempo, perseveranza e interesse personale. Gli anziani devono cercare di conoscere i fratelli non solo quando sorgono problemi, ma anche quando tutto sembra procedere normalmente.

  • Visitano i fratelli che hanno bisogno di incoraggiamento.
  • Ascoltano chi sta affrontando difficoltà spirituali, familiari o emotive.
  • Aiutano i nuovi interessati a crescere nella fede.
  • Rafforzano gli anziani, i giovani e le famiglie.
  • Prestano particolare attenzione a chi è scoraggiato o isolato.
  • Usano la Bibbia per consolare, correggere e incoraggiare.

In che modo gli anziani aiutano chi è spiritualmente malato?

Gli anziani aiutano chi è spiritualmente malato visitandolo, ascoltandolo con pazienza e usando la Parola di Dio per ristabilirlo. Il loro obiettivo non è semplicemente individuare l’errore, ma aiutare la persona a recuperare la salute spirituale.

Devono distinguere tra chi ha commesso un errore grave, chi è spiritualmente debole, chi è scoraggiato e chi ha bisogno di maggiore addestramento. Le diverse situazioni richiedono tatto, pazienza e discernimento.

Un anziano amorevole non umilia chi chiede aiuto. Cerca invece di comprendere le cause del problema, mostra come applicare i princìpi biblici e incoraggia la persona a fare passi concreti.

La cura pastorale deve riflettere la mitezza e la misericordia cristiana. L’obiettivo della disciplina biblica è proteggere la congregazione e aiutare il peccatore a ristabilire una buona relazione con Geova, non soddisfare il desiderio umano di condannare.

Perché gli anziani devono mantenere pura la congregazione?

Gli anziani devono fare di tutto per mantenere la congregazione pura dal punto di vista morale perché la congregazione appartiene a Geova e deve riflettere le sue norme. La purezza morale protegge il buon nome di Dio, salvaguarda i fratelli e contribuisce a mantenere un ambiente spiritualmente sano.

La responsabilità di proteggere la congregazione non deve però essere svolta con durezza, sospetto o spirito punitivo. Gli anziani devono agire sulla base di prove, dei princìpi biblici e delle procedure stabilite, mostrando equilibrio e imparzialità.

Quando si verifica una condotta grave, gli anziani devono intervenire con fermezza e amore. Devono proteggere la congregazione dalle influenze dannose e, allo stesso tempo, aiutare il trasgressore a comprendere la gravità della sua condotta.

Quale addestramento devono dare gli anziani?

Gli anziani devono addestrare altri perché la congregazione abbia fratelli capaci di assumere responsabilità e perché l’opera cristiana possa continuare. Paolo disse a Timoteo: “Le cose che hai udito da me ... affidale a uomini fedeli, che a loro volta saranno qualificati per insegnare ad altri”.

L’addestramento deve essere pratico, progressivo e personalizzato. Non basta assegnare un compito; occorre spiegare la responsabilità, mostrare il metodo, osservare lo svolgimento e offrire consigli.

  1. Individuare fratelli spiritualmente qualificati.
  2. Spiegare chiaramente il compito da svolgere.
  3. Mostrare personalmente come assolvere l’incarico.
  4. Permettere al fratello di esercitarsi.
  5. Dare consigli specifici e incoraggiamento.
  6. Affidare gradualmente ulteriori responsabilità.

Gesù addestrò i 12 apostoli prima di mandarli a predicare e diede precise istruzioni ai 70 discepoli. Gli anziani possono seguire lo stesso modello, preparando altri non solo a svolgere incarichi, ma anche a prendersi cura delle persone.

Cosa può aiutare gli anziani ad assolvere le loro numerose responsabilità?

Gli anziani possono assolvere le loro numerose responsabilità confidando in Geova, pregando per ricevere discernimento e gettando su di lui ogni preoccupazione. Devono ricordare che non possono portare da soli tutto il peso della congregazione.

Il re Salomone pregò Geova per avere il discernimento necessario per giudicare il popolo. Il re Giosafat nominò giudici nelle città di Giuda e li rassicurò che Geova sarebbe stato con loro mentre assolvevano quella gravosa responsabilità.

Questi esempi mostrano l’importanza della preghiera, della fiducia in Geova e della collaborazione tra uomini spirituali. Gli anziani devono consultare la Bibbia, pregare prima di prendere decisioni importanti e lavorare insieme in modo rispettoso.

Devono inoltre riconoscere i propri limiti. Un anziano non deve pensare di dover risolvere ogni problema da solo o di avere sempre la risposta immediata. Può chiedere aiuto agli altri anziani, consultare le Scritture e attendere di avere una comprensione equilibrata della situazione.

Quali requisiti devono soddisfare i servitori di ministero?

I servitori di ministero devono essere uomini affidabili, spiritualmente equilibrati e rispettati dalla congregazione. Anche se le loro responsabilità sono diverse da quelle degli anziani, devono essere esempi di fede, condotta cristiana e disponibilità.

  • Devono avere una buona reputazione.
  • Devono essere onesti e degni di fiducia.
  • Devono essere seri e rispettosi.
  • Devono avere una buona coscienza.
  • Devono essere leali agli insegnamenti biblici.
  • Devono dimostrare nella vita di essere spiritualmente maturi.
  • Devono svolgere con diligenza gli incarichi ricevuti.
  • Devono essere collaborativi e pronti ad aiutare.

I servitori di ministero possono occuparsi di molte necessità pratiche della congregazione, contribuendo così a permettere agli anziani di concentrarsi maggiormente sull’insegnamento e sulla cura pastorale.

Il loro servizio non è di minore valore agli occhi di Geova. Ogni incarico svolto con amore contribuisce al buon funzionamento della congregazione e al benessere dei fratelli.

Perché si può dire che i sorveglianti vengono nominati dallo spirito di Dio?

Si può dire che i sorveglianti vengono nominati dallo spirito di Dio perché le Scritture ispirate dallo spirito santo stabiliscono i requisiti necessari e perché gli uomini incaricati cercano la guida dello spirito mediante la preghiera.

In Atti 13:2-5 lo spirito santo indicò Barnaba e Saulo per l’opera alla quale erano stati chiamati. In Atti 14:23 Paolo e Barnaba nominarono anziani nelle congregazioni. In Tito 1:1, 5, Tito ricevette l’incarico di visitare diverse congregazioni e di fare nomine di anziani.

Il ruolo dello spirito santo non significa che ogni decisione umana sia automaticamente infallibile. Significa che il modello biblico, i requisiti spirituali e la responsabilità di nominare uomini qualificati derivano dalla guida contenuta nella Parola di Dio.

Quando gli anziani esaminano con serietà le qualifiche bibliche, pregano per avere discernimento e cercano di essere imparziali, mostrano rispetto per la guida dello spirito santo.

Quale atteggiamento devono avere i sorveglianti verso le istruzioni ricevute?

I sorveglianti cristiani devono considerare le istruzioni che vengono dallo “schiavo fedele e saggio” con rispetto, cooperazione e spirito di unità. Devono esaminarle alla luce delle Scritture e applicarle in modo diligente nell’interesse della congregazione.

La loro collaborazione non dovrebbe essere meccanica o motivata dal desiderio di evitare critiche. Dovrebbe derivare dal riconoscimento che la congregazione ha bisogno di una guida coordinata e che gli anziani hanno il compito di promuovere ordine, pace e unità.

Gli anziani devono anche spiegare le istruzioni alla congregazione con chiarezza, evitando di aggiungere opinioni personali o di presentare preferenze individuali come regole universali.

Come dovrebbe considerare la congregazione i sorveglianti fedeli?

La congregazione dovrebbe considerare i sorveglianti fedeli con rispetto, amore e cooperazione. Paolo esortò i cristiani a mostrare considerazione per quelli che lavorano duramente tra loro, li presiedono nel Signore e li ammoniscono.

Gli anziani che presiedono bene devono essere considerati degni di doppio onore, specialmente quelli che lavorano duramente nel parlare e nell’insegnare. La congregazione deve anche ricordare quelli che prendono la direttiva, imitare la loro fede e ubbidire in modo rispettoso alle disposizioni bibliche.

Gli anziani di Efeso non esitarono a manifestare il loro affetto all’apostolo Paolo. Quando Paolo partì, tutti scoppiarono in un gran pianto, lo abbracciarono e lo baciarono teneramente. Anche i fratelli di Roma percorsero circa 65 chilometri per andare incontro a Paolo al Foro Appio, e questo lo incoraggiò moltissimo.

Questi esempi mostrano che l’affetto e l’apprezzamento possono rafforzare molto i sorveglianti. La congregazione può incoraggiarli collaborando alle disposizioni, rispettando il loro tempo, pregando per loro e mostrando gratitudine per il lavoro che svolgono.

I sorveglianti viaggianti come compagni d’opera

Nella congregazione cristiana del I secolo c’erano sorveglianti viaggianti che visitavano le congregazioni per edificarle. Non cercavano di ottenere un guadagno personale, ma si prodigavano per aiutare i componenti delle congregazioni a continuare a camminare in modo degno di Dio.

Anche oggi le congregazioni dei Testimoni di Geova si avvalgono dell’aiuto di sorveglianti viaggianti. Questi uomini hanno molti anni di esperienza nelle attività di predicazione dei Testimoni di Geova e come sorveglianti.

Si sono resi liberi dal lavoro secolare e da responsabilità familiari per poter intraprendere il ministero a tempo pieno. Se sono sposati, di solito anche la moglie svolge il ministero a tempo pieno col marito.

Il servizio del sorvegliante di circoscrizione

Al sorvegliante di circoscrizione è affidata la responsabilità di una circoscrizione, formata da 18 a 25 congregazioni. Egli visita ogni congregazione della circoscrizione circa due volte l’anno, e dopo due o tre anni viene assegnato a un’altra circoscrizione.

In questo modo le congregazioni possono valersi dell’esperienza e delle capacità di vari sorveglianti di circoscrizione. Il sorvegliante di circoscrizione esamina la condizione spirituale della congregazione e l’attività da essa svolta.

Pronuncia vari discorsi alla congregazione e si raduna anche con gli anziani e i servitori di ministero per vedere come possono migliorare il servizio che rendono alla congregazione.

Durante la settimana sia lui che la moglie, se è sposato, accompagnano i Testimoni locali nel ministero di casa in casa per aiutarli a migliorarne la qualità. Sia lui che la moglie visitano anche nuovi interessati per incoraggiarli nella fede.

Il servizio del sorvegliante di distretto

Il sorvegliante di distretto ha analoghe qualità spirituali e un simile bagaglio di esperienza. Viaggia da una circoscrizione all’altra, prestando servizio ogni settimana alle assemblee di circoscrizione.

Sia lui che sua moglie partecipano al ministero di campo con i Testimoni in una delle congregazioni della circoscrizione che egli visita. Egli soprintende ai preparativi finali dell’assemblea di circoscrizione e pronuncia vari discorsi durante l’assemblea, incluso il discorso pubblico.

Terminata la visita a una congregazione o a una circoscrizione, i sorveglianti viaggianti si recano nella successiva, seguendo lo stesso programma finché, in un periodo di circa sei mesi, tutte le congregazioni o le circoscrizioni non sono state visitate, dopo di che ricominciano daccapo.

Assemblea cristiana con sorvegliante biblico

Lo spirito di abnegazione dei sorveglianti viaggianti

In molti paesi i sorveglianti viaggianti si spostano in automobile o con i mezzi pubblici. In altri paesi forse devono usare la bicicletta o andare a piedi.

Questo servizio richiede uno spirito di abnegazione. I sorveglianti viaggianti e le rispettive mogli sono decisi a servire le congregazioni senza porre su di esse un costoso peso.

La loro attività dimostra che il servizio cristiano richiede flessibilità, perseveranza e disponibilità a mettere gli interessi spirituali al primo posto. Il loro esempio può incoraggiare altri fratelli a rendersi disponibili per ulteriori responsabilità.

Un esempio di perseveranza nel servizio cristiano

Durante tutto questo lungo periodo di tempo, in circostanze favorevoli e sfavorevoli, Geova è stato la mia forza e il mio cantico, il mio sostegno e la ragione della gioia del mio cuore.

Ho sempre voluto lodare il mio Creatore, anche quando ero un giovane studente di legge venticinquenne ad Atene, in Grecia, nel 1920. Ero principalmente un letterato, un poeta, e com’ero felice di lodare Dio, il Creatore, coi miei cantici!

Un amico che era solito leggere le mie poesie mi chiese all’improvviso: “Ebbene, credi in Dio? Allora insegna anche a me a credere”. Dopo aver pensato un po’ a quella domanda, risposi: “Dubito di conoscere Dio”.

Quella domanda mi fece capire che dovevo conoscere Dio, la sua volontà e il suo proposito per l’uomo. Non passò dunque molto tempo prima che mi dedicassi a cercare accurata conoscenza.

Riconoscendo che insegnavano la verità dalla Bibbia, mi associai a loro senza perdere tempo, e cominciai a servire Dio con accurata conoscenza.

Discorsi biblici e incarichi di sorveglianza

Nel 1922 La Torre di Guardia stampò il poderoso discorso del presidente della Società, pronunciato al congresso di Cedar Point, nell’Ohio, che terminava con l’esortazione: “Annunciate, annunciate, annunciate il Re e il suo regno”.

Nutrivo il desiderio di partecipare ad annunciare il regno di Dio, e in seguito ebbi il privilegio, con la nomina della congregazione, di essere il primo nel nostro gruppo a fare discorsi biblici pubblici nelle province della Grecia.

Dopo non molto tempo, con la forza di Geova, servivo come primo “pellegrino” in Grecia, cioè come rappresentante viaggiante della Società Torre di Guardia.

Geova fu la mia forza e il mio cantico, recandomi grande gioia malgrado il fatto che ci fossero molti oppositori della buona notizia del Regno di Dio, persone che chiamavano la polizia per ostacolare i nostri sforzi di insegnare la Bibbia.

Perseverare nelle prove

Nel 1925 la condizione della mia salute mi obbligò a interrompere l’opera di “pellegrino”. Sperai che Geova mi rinnovasse le forze, sapendo che è scritto: “Si stancano e si affaticano i ragazzi, ma a coloro che sperano in Lui il Signore rinnovella le forze”.

Col tempo mi rimisi in forza ed ebbi molti altri privilegi nel servizio di Geova. Quando la Grecia venne a trovarsi sotto il regime dittatoriale nel 1936, partecipai a un’insolita esperienza, insieme ad altri Testimoni.

Le autorità chiusero la nostra sala d’adunanza ad Atene e anche la sede filiale della Società. Quasi tutti i Testimoni di Geova ad Atene furono arrestati e condotti in prigione, dove vennero tenuti per circa un mese.

Le autorità ci chiesero di rinnegare le nostre credenze bibliche; ma non avremmo fatto questo.

Sebbene i discorsi biblici pubblici all’aperto fossero proibiti, come sorvegliante di congregazione ebbi occasione di fare discorsi sul regno di Dio a gruppi in case private di Atene.

Al processo fui condannato a due anni di prigione. Questa condanna alla prigione fu un’esperienza piuttosto nuova nella mia carriera cristiana, ma quanto si dimostrò preziosa!

Sì, ci furono sofferenze corporali mentre fui detenuto in tre diverse prigioni, ma che allegrezza di spirito! Benché non fosse sempre facile addormentarsi sul pavimento di cemento, durante il giorno avevo spesso occasione di predicare.

La condanna alla prigione di due anni, comunque, fu ridotta a sei mesi; così presto fui di nuovo accanto ai miei diletti fratelli.

I sei mesi trascorsi in prigione mi diedero anche modo di accrescere la mia conoscenza della lingua inglese, così che, quando fui liberato, ero meglio preparato a servire nella sede filiale della Società, nel reparto traduzione.

La predicazione e l’addestramento dei cristiani

Negli anni ’30 l’obiettivo del ministero svolto dai Testimoni di Geova era quello di portare il messaggio del Regno al maggior numero di persone possibile.

Alcuni di loro, se vedevano che c’era un interesse particolare, potevano stare alzati quasi tutta la notte per spiegare le verità bibliche e rispondere alle domande di chi era affamato spiritualmente.

La loro opera consisteva nell’informare la gente, nel seminare i semi della verità del Regno.

Questa attività richiedeva organizzazione, addestramento e sorveglianza. I fratelli che assumevano la guida dovevano aiutare i proclamatori a migliorare il modo di insegnare, organizzare gli spostamenti e raggiungere persone che vivevano in territori isolati.

Il 31 marzo 1936, per trovare coloro che vivevano negli allevamenti di ovini e bovini sparsi all’interno, Arthur Willis e Bill Newlands partirono per un viaggio di quasi 20.000 chilometri.

Per gran parte del viaggio non c’erano strade, solo sentieri battuti attraverso il deserto con il suo calore opprimente e le sue spaventose tempeste di polvere.

Ma andarono avanti. Ovunque venisse mostrato un po’ di interesse, facevano sentire i dischi con i discorsi biblici e lasciavano pubblicazioni.

Questi esempi mostrano che il servizio di sorveglianza e l’opera di predicazione richiedono perseveranza, capacità organizzativa e sincero interesse per le persone.

Coraggio e prudenza nel ministero

Non vollero rinunciare alla loro fede e smettere di predicare, migliaia di Testimoni di Geova in Austria, Belgio, Francia, Germania e Paesi Bassi vennero imprigionati o inviati nei campi di concentramento nazisti, dove era all’ordine del giorno un trattamento brutale.

Quelli che non erano ancora in prigione continuavano a svolgere il ministero con cautela. Spesso predicavano solo con la Bibbia e offrivano altre pubblicazioni soltanto quando facevano visite ulteriori agli interessati.

Ma non erano affatto timorosi nel dare testimonianza. La loro prudenza non derivava da codardia, ma dal desiderio di proteggere i fratelli e continuare l’opera.

In quel periodo della storia, in cui intere popolazioni venivano allontanate dalle loro case a motivo della guerra, i Testimoni di Geova sapevano che la gente aveva estremo bisogno del confortante messaggio che si trova solo nella Parola di Dio, e intrepidamente lo portavano ad altri.

Una lettera della filiale ricordò ai fratelli che in varie occasioni Gesù aveva agito con cautela di fronte agli oppositori. Perciò, quando incontravano qualcuno ostile, prendevano con cura nota dell’indirizzo affinché in futuro si potessero prendere particolari precauzioni nel lavorare quel territorio.

Le qualità essenziali di un sorvegliante cristiano

Il sorvegliante cristiano deve unire fermezza e mitezza, coraggio e prudenza, capacità di dirigere e disponibilità a servire. Deve proteggere la congregazione senza diventare duro, correggere senza umiliare e insegnare senza imporsi.

Deve essere fedele alle Scritture, rispettoso delle istruzioni ricevute e pronto a collaborare con gli altri anziani. Deve ricordare che l’autorità cristiana non è un privilegio personale, ma una responsabilità affidata da Geova.

Deve inoltre mostrare amore concreto. L’amore non consiste soltanto nel pronunciare discorsi incoraggianti, ma anche nel visitare chi soffre, aiutare chi è debole, addestrare i giovani, sostenere le famiglie e proteggere la congregazione dai pericoli spirituali.

Quando un sorvegliante agisce con umiltà, insegna con l’esempio, si affida a Geova e si interessa sinceramente delle persone, contribuisce a edificare una congregazione unita, pura e spiritualmente forte.

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