Diocesi cattoliche greche: organizzazione, territori e sfide pastorali

La Chiesa cattolica in Grecia è una minoranza religiosa articolata in arcidiocesi, diocesi, vicariati e amministrazioni apostoliche, con comunità distribuite soprattutto ad Atene, nelle isole Cicladi, nelle isole Ionie, a Creta, nel Dodecaneso e in altre città del continente.

La comunità cattolica greca si divide in quattro grandi arcivescovadi: Atene, Corfù, isola di Santorini (che comprende la grande diocesi dell’isola di Creta) nonché isole Cicladi e Mar Egeo. La Gerarchia cattolica (Conferenza dei Vescovi) annovera sei membri.

La presenza cattolica in Grecia

La Grecia è un paese con una superficie di 132.000 km quadrati. La popolazione è di circa 11 milioni di abitanti. La religione principale è quella cristiano-ortodossa (circa il 95% della popolazione) e la chiesa principale, in base all’Articolo 3 della Costituzione greca, è “la Chiesta orientale ortodossa” che e’ la Chiesa ufficiale di Stato.

C’e’ una minoranza musulmana di circa’ 150.000 persone a Thraki (verso il confine con la Turchia), una piccola minoranza ebrea e vaire denominazioni protestanti. Numerose sette di origine americana si stanno diffondendo rapidamente.

I Greci cattolici - tra le 45.000 e le 50.000 unità (0,5% della popolazione) sono una minoranza religiosa e non etnica. Cattolici ed ortodossi condividono nomi e cognomi comuni, così come tradizioni, in particolare nelle isole.

Il contributo dei Cattolici romani alla letteratura neo-ellenica durante gli ultimi secoli non è di poco conto. I cattolici stranieri residenti in Grecia sono piu’ di 100.000.

Sono per lo piu’ donne in matrimoni misti, che hanno sposato lavoratori o studenti greci all’estero. Il turismo e’ un altro fattore che contribuisce ai matrimoni misti.

I cattolici polacchi che risiedono in Grecia sono circa 60.000. I filippini cattolici in Grecia sono circa 45.000. Il totale dei fedeli è di 200.000.

La maggioranza dei cattolici, sfortunatamente, vive ad Atene, una citta’ di circa 4 milioni di abitanti. Un gran numero di cattolici vive nelle Cicladi, a Syros (8.000) e Tinos (3.000) che hanno villaggi e parrocchie interamente cattolici.

Ci sono cattolici a Corfu, Patrasso, Tessalonica, Kavala, Volos e isole piu’ distanti come Rodi, Kos, Creta, Nasso, Santorini, Samo, Chios, Cefalonia, Zacinto ecc.

C’è una chiesa cattolica a Nafplion, un’altra a Aspra Spitia (vicino all’industria dell’alluminio in Grecia), che puo’ tornare utile per i turisti cattolici che visitano la Grecia sulla via per Micene, Epidauro, il Peloponneso, Delfi e la Beozia.

Oltre ai cattolici romani che rappresentano la maggioranza dei fedeli, ve ne sono circa 3000 di rito bizantino e alcune centinaia di cattolici armeni.

Una Chiesa dispersa tra isole e città

Vi sono difficolta’ derivate dal fatto che i cattolici che non vivono a Atene sono dispersi per tutto il paese (matrimoni misti, radunare i bambini per il catechismo, gruppi sparsi di adolescenti e giovani e altre difficolta’ per la comunita’ ecclesiastica).

Questa diaspora, anche nelle citta’ piu’ grandi, rende l’opera pastorale dei parroci e dei religiosi molto difficoltosa. Il problema si è inasprito negli ultimi due decenni a causa della diminuzione del numero dei parroci e dei religiosi.

Cartina delle diocesi cattoliche greche

La comunità cattolica greca si divide in quattro grandi arcivescovadi: Atene, Corfù, isola di Santorini (che comprende la grande diocesi dell’isola di Creta) nonché isole Cicladi e Mar Egeo.

Quest’ultimo comprende in tutto otto isole: Naxos, Tinos, Mikonos, Andros e Paros, più Chio, Samo e Lesbo.

Le diocesi e le circoscrizioni cattoliche

CircoscrizioneSedeTerritorio o caratteristicaDati disponibili
Diocesi di CretaCandiaIsola di Creta; rito latino3 parrocchie, 4.500 battezzati
Arcidiocesi di Corfù, Zante e CefaloniaCorfùIsole Ionie ed Epiro3 parrocchie, 3.480 battezzati
Arcidiocesi romano-cattolica di RodiRodiDodecanesoSede vacante, amministratore apostolico
Arcidiocesi delle isole Cicladi e del Mar EgeoNaxos e TinosNaxos, Tinos, Mikonos, Andros, Paros, Chio, Samo e LesboTerritorio insulare molto disperso

La Diocesi di Creta

La Diocesi di Creta (o Candia o La Canea) (greco: Καθολική Επισκοπή Κρήτης; latino: Dioecesis Candiensis) è una sede della Chiesa cattolica in Grecia suffraganea dell'Arcidiocesi di Nasso.

Dal 1952 l'amministrazione ad nutum Sanctae Sedis della diocesi è affidata ai vescovi della Diocesi di Sira. La diocesi estende la sua giurisdizione sui fedeli cattolici di rito latino dell'isola di Creta in Grecia.

Sede vescovile è la città di Candia. A La Canea si trova la cattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria.

Il territorio è suddiviso in 3 parrocchie: oltre alla cattedrale vi sono le parrocchie di San Giovanni Battista a Candia e di Sant'Antonio di Padova a Retimo.

Origini storiche della diocesi di Creta

La presenza cattolica latina nell'isola di Creta inizia con l'occupazione veneziana, iniziata nel 1209 e completata nel 1212. Risale al 1213 circa l'erezione dell'arcidiocesi di Candia.

Successivamente furono erette nell'isola altre 10 diocesi di rito latino, fra le quali Cidonia, con sede a La Canea. Dal 1302 al 1314 la sede di Candia fu unita alla sede patriarcale di Costantinopoli.

Secondo il rapporto presentato a Roma dall'arcivescovo Tommaso Contarini nel 1601, in occasione della visita ad limina, la provincia ecclesiastica di Candia comprendeva sette diocesi suffraganee, tre con sede in città fortificate, ossia Canea, Retimo e Setea, e quattro diocesi rurali, Gerapitna, Chirone, Milopotamo e Cisamo.

La chiesa cattedrale era dedicata a San Tito, con 14 canonicati. In seguito all'occupazione turca dell'isola nel 1669 tutte le diocesi latine rimasero vacanti.

Dopo l'indipendenza della Grecia dall'impero ottomano, dal 19 agosto 1834 ai vescovi di Sira, in qualità di delegati apostolici, fu affidata la cura pastorale dei pochi cattolici latini della nuova nazione, il cui territorio, dal punto di vista ecclesiastico, fu ricavato dal Vicariato apostolico di Costantinopoli (oggi Vicariato apostolico di Istanbul).

Il medesimo vescovo provvedeva anche ai cattolici di Creta. La diocesi fu restaurata da papa Pio IX in forza del breve Arcano divinae del 28 agosto 1874 con il nome di diocesi di Creta, rendendola suffraganea dell'Arcidiocesi di Smirne.

Sede della nuova diocesi, affidata alle cure dei frati cappuccini, fu la città di La Canea. Nel 1890 furono censiti in tutta l'isola 600 fedeli cattolici; erano 300 a metà Ottocento.

Dal 1939 al 1952 la sede fu governata da amministratori apostolici senza carattere episcopale. Dal 1952 è affidata in amministrazione ad nutum Sanctae Sedis al vescovo di Sira e di Santorino.

Il 27 settembre 1974 con il decreto Quo facilius della Congregazione per le Chiese orientali la diocesi è stata trasferita dalla provincia ecclesiastica di Smirne a quella di Nasso.

Dati della Diocesi di Creta

  • Chiesa latina.
  • Amministratore apostolico: Georgios Altouvas.
  • Titolare: sede vacante.
  • Parrocchie: 3.
  • Presbiteri: 1 di cui 1 secolari.
  • Religiosi: 1.
  • Popolazione: 510.000 abitanti.
  • Superficie: 8.393 km².
  • Bat­tezzati: 4.500, pari allo 0,9% del totale.
  • Sede: Candia.
  • Suffraganea dell'Arcidiocesi di Nasso.
  • Rito: romano.
  • Cattedrale: Assunzione della Beata Vergine Maria.

L’Arcidiocesi di Corfù, Zante e Cefalonia

L'Arcidiocesi di Corfù, Zante e Cefalonia (greco: Αρχιεπισκοπή Κερκύρας, Ζακύνθου, και Κεφαλληνίας; in latino Archidioecesis Corcyrensis, Zacynthiensis et Cephaloniensis) è una sede metropolitana senza suffraganee della Chiesa cattolica in Grecia.

Dal 1992 l'arcivescovo è anche amministratore apostolico sede vacante del Vicariato apostolico di Salonicco. L'arcidiocesi estende la sua giurisdizione sui fedeli cattolici di rito latino delle Isole Ionie, ed in particolare di Corfù, Zante, Cefalonia, Leucade, Itaca, e della regione dell'Epiro in Grecia.

Sede arcivescovile è la città di Corfù, dove si trova la Cattedrale metropolitana dei Santi Giacomo e Cristoforo. A Zante sorge la Cattedrale di San Marco.

Il territorio è suddiviso in 3 parrocchie: Santi Giacomo e Cristoforo a Corfù, San Marco a Zante e San Nicola a Argostoli.

A Prevesa si trova la chiesa di Sant'Andrea e a Giannina quella dedicata alla Sacra Famiglia.

Cattedrale cattolica dei Santi Giacomo e Cristoforo

Storia delle sedi delle Isole Ionie

L'Arcidiocesi di rito latino di Corfù e le Diocesi di Zante e Cefalonia furono erette nel XIII secolo, quando entrarono in possesso degli Angioini (Corfù e Cefalonia) e di Venezia (Zante).

Le date di erezione sono abbastanza incerte e quelle citate dalle fonti sono posteriori all'elezione del primo vescovo. Zante e Cefalonia, originariamente suffraganee dell'Arcidiocesi di Corinto, furono unite nel 1222.

Divennero poi immediatamente soggette alla Santa Sede, ma in un anno imprecisato fra il 1625 e il 1695 entrarono a far parte della provincia ecclesiastica dell'Arcidiocesi di Corfù.

Secondo altre fonti le diocesi erano già suffraganee di Corfù dal 1386. La primitiva cattedrale di Corfù si trovava nella fortezza della città ed era dedicata ai santi Pietro e Paolo; fu distrutta alla fine dell'occupazione veneziana dell'isola.

L'odierna cattedrale fu consacrata il 31 dicembre 1553 dall'arcivescovo Giacomo Cocco e ricostruita dalle fondamenta all'epoca dell'arcivescovo Carlo Labia.

Il 3 giugno 1919 in forza del breve Cum ex Apostolico di papa Benedetto XV le tre sedi furono unite. Da allora la sede metropolitana è priva di suffraganee.

Il 10 marzo 1926 in virtù del breve Quae rei sacrae di papa Pio XI ha acquisito dall'arcidiocesi di Durazzo il territorio corrispondente all'attuale regione greca dell'Epiro.

Il terremoto del 1953, che devastò l'Isola di Zante, distrussero, tra le altre cose, anche la cattedrale di San Marco, costruita nel 1747 su una precedente con lo stesso nome, e il palazzo episcopale, che ospitava una notevole pinacoteca e un ricco archivio storico.

Dal 1992 l'arcivescovo è anche amministratore apostolico sede vacante del Vicariato apostolico di Salonicco.

Dati dell’Arcidiocesi di Corfù, Zante e Cefalonia

  • Chiesa latina.
  • Titolare: sede vacante.
  • Parrocchie: 3.
  • Presbiteri: 5 di cui 3 secolari e 2 regolari.
  • Religiosi: 2.
  • Religiose: 7.
  • Diaconi: 1.
  • Popolazione: 119.500 abitanti.
  • Superficie: 11.510 km².
  • Bat­tezzati: 3.480, pari al 2,9% del totale.
  • Sede: Corfù.
  • Diocesi suffraganee: nessuna.
  • Rito: romano.
  • Cattedrali: Santi Giacomo e Cristoforo a Corfù, San Marco a Zante e Cefalonia.

L’Arcidiocesi di Rodi

L’Arcidiocesi romano-cattolica di Rodi e’ un Arcidiocesi della Chiesa Cattolica in Grecia.

Si tratta di una sede vacante gestita da un amministratore apostolico che è l’Arcivescovo di Atene. La gestione quotidiana dell’Arcidiocesi è responsabilità del Vicario Generale che è un Padre francescano della Custodia di Terra Santa.

Le isole Cicladi e il Mar Egeo

Da 17 anni Nikolaos Printezis è il titolare di questo arcidiocesi enorme, non tanto territorialmente, ma quanto a distanze e difficoltà di comunicazioni, specie nei periodi invernali quando raggiungerne tutti gli anfratti con i traghetti di linea è davvero arduo.

Quest’ultimo comprende in tutto otto isole: Naxos, Tinos, Mikonos, Andros e Paros, più Chio, Samo e Lesbo. Dalla bizantina chiesa di Naxos della Madonna della Consolazione, dove ha sede l'arcivescovado, Printezis dice: «Alla basilica di Naxos si contano 60mila visitatori.

Certo, non tutti sono fedeli, molti sono solo turisti; ma ci sono anche tanti cattolici che, affezionati alla Grecia e alle sue isole, vengono a sposarsi qui, in estate, aumentando enormemente il nostro lavoro».

Una circoscrizione cattolica di frontiera

«Fino a quindici anni fa», afferma l’arcivescovo «in tutta la Grecia si potevano contare non più di 50mila cattolici. Oggi, a causa della grande immigrazione di albanesi e filippini che vengono a cercar lavoro da noi, siamo arrivati a 300mila anime.

E le nostre possibilità di accoglienza sono invariate, con il numero dei sacerdoti che diminuisce. Non riusciamo cioè a servire tutti i fedeli posti sotto la nostra cura, e questo soprattutto in estate quando arrivano i turisti e i greci emigrati all’estero tornano a casa».

L’arcivescovo e i pochi parroci presenti si dividono così l’enorme lavoro, coadiuvati da alcuni laici, ma le condizioni sono difficili: le chiese sono tra loro assai distant, le imbarcazioni di collegamento sono lente e non sempre in orario, le comunità non godono nemmeno dell’appoggio logistico di una sede a cui fare riferimento certo e l’età media del clero è piuttosto avanzata.

«Come possiamo assicurare in questi casi un’adeguata preparazione ai sacramenti?», si chiede, preoccupato, l’arcivescovo.

«Chi vive a Roma, ha difficoltà a immaginare la nostra vita pastorale», dichiara Pritzenis. «Non considerano che noi siamo in tutto e per tutto una chiesa di frontiera, coi mille problemi di essere una minoranza in Grecia.

Nessuno ci aiuta: il governo greco, poiché siamo cattolici romani, ci dice dicono di rivolgerci a Roma, ma per Roma siamo piccoli, non siamo in un Paese in guerra e quindi non necessitiamo protezione».

Togliere di mezzo la specificazione “romana” sarebbe, ammette Pritzenis, un bell’aiuto in termini diplomatici.

Immigrazione, sacramenti e nuove comunità

I nuovi immigrati, albanesi soprattutto, sono la sfida attuale della Chiesa cattolica greca. Si tratta di un numero enorme di persone, che di fatto ha riportato il cattolciesimo in molte isole.

«Sono cattolici per tradizione familiare, ma la verità è che spesso non hanno mai ricevuto neppure i primi sacramenti», spiega l’arcivescovo, «né hanno un’adeguata preparazione di catechismo».

Sull’isola di Samo, continua, «ho di recente amministrato un battesimo a un tavolo di ristorante, perché nella città di Karlovassi non c'è neppure una sala dove incontrare con la comunità che oggi conta cinquanta famiglie».

Ancora a Samo, isola a tre chilometri dalle coste turche e con una grande presenza anche di musulmani, dove i fedeli cattolici sono in forte crescita, il sacerdote è riuscito a ripristinare una chiesa: quella della capitale Vathy.

Un accordo legale con scambi di proprietà tra l’arcivescovato e le due famiglie che avevano acquistato il monastero dai padri missionari dell’Africa, partiti dall’isola nel 1970, ha fatto il miracolo.

Le difficoltà dei collegamenti marittimi

Arrivare lì è più di una notte di navigazione, con i venti buoni e il mare tranquillo, dall’isola di Tinos, dove l’arcivescovo risiede con maggiore stabilità perché lì si trova una grande comunità cattolica ceh conta 23 parrocchie.

Nikolaos si reca a Samos ogni quindici giorni per assicurare almeno due Messe al mese. «Faccio appena in tempo a dare la benedizione e sono già sulla nave di ritorno.

Gli orari dei traghetti greci cambiano con le condizioni meteorologiche, non si può far programmi».

Printezis ha intrapreso ben 1900 viaagi per mare, via traghetto, su è giù per l'arcipelago: «Nessuno sulle isole greche mi conosce meglio degli equipaggi dei battelli» sdrammatizza, ma la sua verve nel raccontare una vita da marinaio non nasconde la tensione continua che porta con sé per non riuscire ad aiutare tutto il proprio gregge.

Le unioni pastorali

Per questo il presule, che è certo un uomo di azione e autenticamente greco nella sua determinazione, è deciso a creare quelle che chiama le "unioni pastorali".

Ovvero sei responsabili centrali di parrocchie tanti quanti sono i parroci giovani oggi disponibili, aiutati dagli altri che per motivi di salute o di età non possono sostenere un tale carico di lavoro e di viaggi.

Un’unione pastorale sarà composta da Naxos, Paros, Mikonos e Samo: la rotta del traghetto non è secondaria nella scelta della fratellanza tra isole.

Matrimoni misti tra cattolici e ortodossi

Riuscisse anche a vedere soluzioni accettabili per i matrimoni misti tra cattolici e ortodossi greci potrebbe quasi tirare per un po’ i remi in barca, più tranquillo.

«In fondo ci sono solo piccole differenze di rito alla base di un uguale credo», dice, «ma i greci vogliono comunque celebrare due matrimoni, oppure si finisce per rinunciare a quello cattolico, o ci si riduce a un semplice riconoscimento del fatto che uno dei due sposi è un cattolico».

La dimensione umana della missione pastorale

La bonomia con cui l’arcivescovo racconta le "avventure" di mare, la semplicità con cui si affida alla Provvidenza, la fantasia nel cercare soluzioni nuove per le sue parrocchie in rapido cambiamento sono una prova della dedizione alla missione pastorale di questo pastore.

Un uomo nato nell’isola di Syros, l’isola cattolica greca per eccellenza, quasi 70 anni fa e cresciuto in un’antica comunità con regole rigide, traghettato, è proprio il caso, non più giovane in età in una chiesa in espansione fatta di immigrati spesso cattolici solo nella loro speranza, ma senza nessun documento ad attestarlo e nessuna educazione a garantirlo, dimostra il grande coraggio che può esser dato solo da una fede inossidabile.

Ci saluta con una frase: «Un segno di speranza che mi rincuora, è la guida di un Papa che viene da anni di presidenza della Congregazione per la Dottrina della Fede».

tags: #diocesi #cattolicge #grecge