Da Cravasca al Santuario di Cussanio

Il Santuario di Cussanio, nella frazione di Fossano, è un luogo di fede mariana sorto sul luogo delle apparizioni della Madonna al pastore sordomuto Bartolomeo Coppa, avvenute secondo la tradizione nel maggio 1521. La Vergine gli restituì la parola e gli affidò il compito di esortare i Fossanesi alla penitenza; dopo una devastante pestilenza, la popolazione interpretò la cessazione del contagio come risposta alla preghiera e fece costruire una cappella nel luogo del prodigio.

Oggi Cussanio è una meta di pellegrinaggio, arte e raccoglimento nel verde della pianura cuneese. Il complesso comprende il santuario dalla facciata granitica, la cupola ottagonale, il convento, il viale alberato, gli ambienti degli ex voto e un ampio parco.

Il cammino da Cravasca a Cussanio

Il percorso verso Cussanio si inserisce nella tradizione dei pellegrinaggi che conducono i fedeli alla casa di Maria, Madre della Divina Provvidenza. Ritrovarsi ancora una volta insieme, in cammino verso Cussanio, aiuta, ogni anno, a rinnovare la speranza di un nuovo percorso esistenziale, per rivedere i propri propositi, per innalzare lo sguardo in alto verso il cielo in cerca di un aiuto materno, affinché conduca e sorregga ciascuno tra le scelte e le difficoltà, che immancabilmente emergono nella vita quotidiana.

Il Santuario si trova a pochi minuti da Fossano, nel verde della campagna cuneese, ed è raggiungibile attraversando una zona fresca e molto alberata. Lo scenografico viale di ingresso a doppia fila di carpini offre una visuale sull’austero complesso e accompagna il visitatore verso la chiesa.

Viale alberato verso Santuario di Cussanio

Il mettersi in cammino, anche fisicamente, sarà uno degli elementi centrali del pellegrinaggio e occasione di preghiera, amicizia, ascolto e fraternità. I pellegrinaggi possono essere vissuti a piedi, in bicicletta, in autobus o attraverso visite individuali e familiari.

Le apparizioni del 1521

Nella località dove ora sorge il Santuario, era solito condurre le bestie al pascolo un povero sordomuto di volgare aspetto e bassa statura, vestito con un rozzo saio. Nessuno si curava di lui ma l’ 8 maggio del 1521 Bartolomeo vide venirgli incontro una Signora vestita di bianco, che si accostò a lui con affetto materno e benedicendolo gli donò la parola.

Gli disse poi di recarsi in Fossano ad annunciare la giustizia di Dio e ad avvisare che ci sarebbero stati grandi flagelli sen non si faceva penitenza . Ciò detto la Signora scomparve e Bartolomeo corse a raccontare l’avvenimento.

Secondo le fonti, nel giugno del 1521 una «dona vestita di bianco qual si crede fosse la Vergine Maria» apparve più volte al povero pastore Bartolomeo Coppa, muto fin dalla nascita. Dopo averlo guarito, la Madonna gli avrebbe raccomandato di esortare i Fossanesi a fare penitenza.

I suoi conoscenti udendolo parlare rimasero sconvolti e i più buoni lo spinsero a compiere la missione che gli era stata affidata. Bartolomeo così si recò per le vie della città a farsi proclamatore di penitenza e ad inviare i cristiani a lasciare la via del peccato, minacciando i castighi di Dio.

Ma non fu ascoltato ed egli avvilito, stanco ed affamato dopo tre giorni, ritornò sul luogo del prodigio e qui cadde addormentato al suolo. Ed è qui che si compì un nuovo prodigio.

La seconda apparizione e i tre pani

La Signora, che non abbandona i suoi fedeli, gli apparve una seconda volta non più vestita di bianco ma vestita di azzurro, gli donò del pane, ripetè il comando della prima volta e sparì.

Bartolomeo svegliandosi trovò il cibo e rese grazie alla divina benefattrice. Portò parte del pane al suo padrone e a quelli del vicinato e ricordò a loro le minacce del signore. Ma nuovamente non fu creduto.

Al centro del maestoso altar maggiore, inquadrata da una ricca cornice dorata, sta la tela dipinta dal fiammingo Giovanni Claret nel 1656. L’opera rappresenta La Madonna con Bartolomeo Coppa: si tratta della seconda apparizione dove la Vergine Maria è rappresentata nell’atto di donare i tre pani al pastore.

Madonna di Cussanio e tre pani

La tela trae ispirazione dall’incisione realizzata da Giovenale Boetto nel 1642 e largamente diffusa tra i devoti. Del Boetto è la prima incisione su “La Madonna di Cussanio” (1642) dedicata dai padri Agostiniani al vescovo fossanese Federico Sandri Trotti.

La peste e il voto dei Fossanesi

Dopo appena sei mesi, nell’ottobre dello stesso anno, un’orrenda pestilenza scoppiò in Fossano e nei dintorni. Migliaia di vittime e desolazione, morte e tristezza, ricordarono ai fossanesi le parole del povero Bartolomeo, che aveva preannunciato questi castighi.

La feroce pestilenza che devastò il territorio di lì a poco, fu interpretata come un castigo inflitto per l’indifferenza al richiamo di Maria. Decisero allora di seguire le sue parole e la peste si placò.

I Fossanesi decisero allora di recarsi in processione sul luogo delle apparizioni e subito la peste cessò. Come ringraziamento, sul luogo venne costruita una cappella, di lì in poi più volte ristrutturata.

Allora a ricordo del fatto prodigioso fecero erigere sul luogo dell’Apparizione della Madonna un cappelletta, dedicandola alla Regina del Cielo. Così negli anni iniziò il risveglio della devozione verso la Madre di Dio e iniziarono i pellegrinaggi alla cappella.

Processione dei Fossanesi verso Cussanio

Dalla cappella al convento agostiniano

Desideravano però che la cappella fosse meglio servita ed officiata. Nel 1617 gli Agostiniani di Genova e il loro Padre Angelo Gallarati invitati dal vescovo dell’epoca, iniziarono a costruire il loro convento a Cussanio.

Il forte rilancio del culto mariano in epoca di controriforma portò a Cussanio i padri Agostiniani, che nel 1617 ingrandirono la cappella, vi aggiunsero il convento e nuovi edifici progettati da Giovenale Boetto.

La ricostruzione della cappella e del convento venne affidata nel 1623 al giovane architetto Giovenale Boetto. I lavori di ampliamento della chiesa e per l’erezione di un convento furono affidati all’architetto fossanese Giovenale Boetto e ad Alessandro Thesauro.

Nel 1634 la Cappella era ormai troppo piccola per le esigenze e si decise di ampliarla e abbellirla con pitture. A quest’immagine quasi fotografica, si rifarà Giovanni Claret che nel 1656 firma e data la pala dell’altare maggiore “La Madonna del Miracolo”.

Le opere d’arte del Seicento e del Settecento

Al Claret vennero commissionati altri due quadri: la pala dell’altare laterale a destra dell’ingresso, raffigurante “La Madonna col Bambino e i santi Giuseppe e Agostino (firmata e datata 1657) e la tela con La Madonna del Suffragio e san Nicola da Tolentino.

Tra il 1710 e il 1713 venne scolpito il coro ligneo ancor oggi visibile e nel 1715 la ricca cornice marmorea del quadro dell’altare maggiore. Alle spalle dall’altar maggiore è collocato il pregevole coro ligneo, scolpito tra 1710 e 1713.

All’interno della sacrestia ha trovato posto la tela con la Madonna del Suffragio e San Nicola da Tolentino, dipinta da Giovanni Claret e un tempo collocata in chiesa, nella cappella di sinistra.

Cogli abbellimenti gli Agostiniani promossero il culto alla Vergine e Cussanio diventò centro di devozione e di opere di santificazione.

La soppressione napoleonica e l’abbandono

Nel 1802 arrivò l’anno buio per i conventi. Il Piemonte era caduto in mano ai Repubblicani Francesi che miravano alla distruzione degli ordini religiosi.

Tutti in conventi furono chiusi e i monaci e le monache si dispersero. Il Convento di Cussanio fu sgombrato e messo all’asta pubblica e la Chiesa fu spogliata di ogni oggetto prezioso e quasi ridotta alle sole pareti.

In epoca napoleonica, il convento fu chiuso e il santuario abbandonato. La devozione, tuttavia, non scomparve e il luogo sarebbe rinato nella seconda metà dell’Ottocento.

La rinascita di Cussanio nel XIX secolo

Nel Concistoro del 24 novembre 1871 fu nominato vescovo di Fossano Mons. Emiliano Manacorda. Egli prese a cuore la situazione del convento e della Chiesa di Cussanio e si iniziò a progettare il Santuario.

Si diede il compito all’Ing. Can. Giuseppe Magni di studiare e presentare un disegno completo, tenendo conto dello stile del secolo in cui avvenne l’apparizione. Nel 1876, per volere del vescovo Emiliano Manacorda, amico di san Giovanni Bosco, iniziò la rinascita.

Il progetto in stile eclettico si deve all’architetto Giuseppe Magni, vicario generale della diocesi di Novara. Nel 1875 per festeggiare il nuovo Santuario dedicato alla Madre della Divina Provvidenza vi furono grandi festeggiamenti.

In seguito nel 1877 Mons. Vescovo fece innalzare l’altare maggiore, dove spiccano le quattro colonne in marmo nero a forma di spirale che ricordano quelle della Confessione di San Pietro nel primo tempio della cristianità.

Nel 1879 si erigeva l’attuale facciata ricca di colonne, lesene e architravi di granito rosso di Baveno e sormontata dal gruppo marmoreo rappresentante la Vergine col muto Bartolomeo.

Nel 1883 furono collocate le statue del Beato Ancina e del Beato Oddino Barotti ai lati della Madonna in facciata.

La facciata e l’architettura del santuario

Il rosso del mattone e del granito ben contrasta con la copertura in rame dell’ardita cupola ottagonale e con le bianche statue in marmo di Carrara, poste a coronamento della facciata, raffiguranti la Vergine con Bartolomeo Coppa, il beato Ancina e il beato Oddino Barotto.

Il santuario dalla bella facciata granitica e dall’ardita cupola ottagonale, sormontata da un angelo in bronzo ricorda due apparizioni della Madonna.

L’interno a croce latina, con sette altari in marmo, venne decorato dal pittore “fidato” di Don Bosco, Giuseppe Rollini. Il programma iconografico è accentrato sul nuovo titolo dedicato alla Madonna di Cussanio.

Facciata e cupola del Santuario di Cussanio

La decorazione interna e il ciclo pittorico

Oltre ai luminosi riquadri a tempera delle volte sono sue le pale del beato Oddino (1893), di San Giuseppe (1886) e il quadro d’altare del beato Ancina (1892).

Sopra l’altare maggiore vi è “La Madonna della Provvidenza soccorritrice dei fossanesi” (1885). Ai fianchi del presbiterio “La Natività” e la “Crocifissione”.

Lungo la navata sono raffigurati: “L’Apparizione a Bartolomeo Coppa” e “La peste e il voto dei Fossanesi”, sopra la tribuna.

La cupola è suddivisa in otto spicchi in cui si alternano a figure angeliche, L’incoronazione di Maria, San Giuseppe, San Giovenale col beato Ancina, il beato Oddino col beato Bartolomeo, Sant’Anna con San Gioachino e nei pennacchi, gli imponenti Profeti.

Il racconto pittorico fu affidato a Giuseppe Rollini, artista di fiducia di don Bosco. A lui si devono i quadri del beato Oddino e del beato Ancina, ma soprattutto gli affreschi delle volte: L’apparizione a Bartolomeo Coppa, La peste e il voto dei Fossanesi, le scene evangeliche, angeli e profeti che si stagliano su un fondo oro a finto mosaico.

Oltre al Rollini è presente Tommaso Lorenzone, il pittore della pala dell’altare maggiore dell’Ausiliatrice, icona ufficiale di questo nuovo culto con un quadro raffigurante il Sacro Cuore.

Di grande pregio sono le tele dipinte dai principali artisti attivi in Piemonte tra Sei e Settecento: a destra, la bella Madonna con il Bambino tra i santi Giuseppe e Agostino, dipinta nel 1657 da Giovanni Claret, autore anche della tela dell’altar maggiore; a sinistra, La Madonna con Bambino e San Francesco di Sales, attribuita a Claudio Beaumont.

Il monumento a Monsignor Manacorda

A Monsignor Manacorda venne innalzato all’interno del Santuario il monumento funebre col busto scolpito dallo scultore torinese Gaetano Cellini(1912) e più tardi vennero trasportate qui le spoglie.

La chiesa ospita anche il monumento a Monsignor Manacorda, con il busto ritratto scolpito dal torinese Gaetano Cellini nel 1912. In questi ambienti sono anche esposti una toccante Crocifissione di Mario Caffaro Rore e il ritratto di Monsignor Manacorda, principale protagonista della rinascita di questo luogo di Fede.

Gli ex voto e la devozione popolare

La devozione al Santuario è testimoniata dalle molte tavolette votive appese alle pareti dell’ambulacro con ex-voto a stampa di buona qualità, molti ricami, oleografie riproducesti il quadro del Claret ed ex-voto dipinti su latta, di produzione locale e torinese.

Il corridoio posto a lato della chiesa e alcuni spazi del convento ospitano i numerosi ex voto, donati al santuario dai fedeli lungo secoli e secoli di devozione.

Il corridoio posto a lato della chiesa e alcuni spazi del convento ospitano numerosi ex voto, testimonianza di secoli e secoli di devozione. Le tavolette, i dipinti, i ricami e le oleografie raccontano la continuità del rapporto tra il santuario e i suoi fedeli.

La Madonna della Cintura

Attualmente a Cussanio si celebrano due feste, una legata al culto della Madonna della Cintura e una alla Madonna della Provvidenza. Gli Agostiniani portarono a Cussanio il culto alla Madonna alla Cintura la cui devozione, secondo la tradizione agostiniana, nacque dal desiderio di Santa Monica, madre di Sant’Agostino, di imitare Maria anche nel modo di vestire.

Monica infatti avrebbe chiesto alla Madonna di farle conoscere quale era il Suo abbigliamento durante la Sua vedovanza e, soprattutto, come vestiva dopo l’ascesa al cielo di Gesù.

La Vergine, accontentandola, le apparve letteralmente coperta da un’ampia veste di stoffa dozzinale, dal taglio semplice e di colore molto scuro, ossia in un abito totalmente dimesso e decisamente penitenziale.

Tale veste era stretta in vita da una rozza cintura in pelle che scendeva quasi fino a terra. Maria, slacciatasi la cintura, la porse a Monica raccomandandosi di portarla sempre e le chiese di invitare tutti coloro che desideravano il Suo particolare patrocinio ad indossarla.

Fra i primi che approfittarono dell’opportunità troviamo Sant’Agostino, il figlio di Monica e, poco per volta, la cintura divenne uno dei tratti distintivi dell’ordine degli Agostiniani e di quanti hanno regole di vita che traggono spunto da Sant’Agostino.

La Madonna della Divina Provvidenza

La Madonna a cui è dedicato il Santuario è la Madonna della Provvidenza. La devozione alla Madonna della divina Provvidenza risale al 1732, quando il popolo romano cominciò a venerarne la bella effigie nella chiesa di San Carlo ai Catinari.

Nel 1744 Benedetto XIV concesse alla Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo (Barnabiti) una messa della beata Vergine Maria, "madre della divina Provvidenza" da celebrarsi il sabato che precede la terza domenica di novembre e l'istituzione di una confraternita.

Da allora, numerosi pontefici, da Pio VII a Giovanni Paolo II, hanno voluto recare personalmente alla Madonna della Provvidenza l'omaggio della loro pietà. È noto poi che numerosi Santi e Beati hanno messo sotto la sua protezione molte opere di beneficenza.

Sotto questo titolo si onora la missione che Dio, la cui provvidenza tutto dispone secondo un disegno di amore, affidò alla beata Vergine affinché fosse:

  • benignissima Madre di Cristo; per la provvidenza divina che si è dispiegata nell'economia della salvezza, la beata Vergine Maria ha generato il Salvatore del mondo;
  • provvida madre degli uomini, che Cristo Gesù le ha affidato dalla croce;
  • dispensatrice di grazia; colei che a Cana di Galilea pregò il Figlio in favore degli sposi, ora, assisa alla destra del Figlio, veglia sulla Chiesa che lotta, che soffre, che spera.

La beata Vergine è chiamata "madre della divina Provvidenza", perché da Dio ci è stata data come premurosa madre, che ci procura con la sua intercessione i beni del cielo.

Come Dio non può dimenticarsi del suo popolo e che proprio come una madre lo consola, così la Madonna ha compassione di noi, intercede per noi, ci ricolma di consolazione.

I fedeli sorretti dal patrocinio di una Madre così sublime, trovano grazia e sono aiutati al momento opportuno e cercando, secondo il comando del Signore, anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, sperimentano in ogni circostanza della vita la provvidenza del Padre.

Il mese di maggio e le celebrazioni

Si celebra l’8 maggio a Cussanio l’Apparizione a della Madonna a Bartolomeo Coppa. Il mese di maggio è alle porte. Un tempo ricco di momenti celebrativi, di preghiera, di devozione e affetto, che i fedeli della diocesi di Cuneo-Fossano e dintorni rivolgono alla Madonna, venerata al Santuario di Cussanio come Madre della Divina Provvidenza, loro patrona.

Il programma dei pellegrinaggi delle varie parrocchie è già stato fissato da tempo; come di consueto il mese mariano inizia al 30 aprile con la celebrazione dedicata al mondo del lavoro, e si concluderà con i parrocchiani di Salice, San Lorenzo e Cussanio nell’ultima serata di maggio.

Durante il mese, oltre ai pellegrinaggi parrocchiali, si alterneranno alcuni momenti particolari dedicati alla preghiera di guarigione (1° maggio), agli anniversari della prima e seconda apparizione mariana (l’8 e l’11 maggio) alla benedizione della famiglia e degli anziani e malati (rispettivamente le domeniche 17 e 24 maggio), ed una serata incentrata sull’adorazione eucaristica per le vocazioni (giovedì 21 maggio).

Appuntamenti principali

DataAppuntamento
Giovedì 30 aprileAlle 18,30, inaugurazione pellegrinaggi con il mondo del lavoro.
Venerdì 1° maggioAlle 21, preghiera di guarigione.
Venerdì 8 maggioAnniversario della prima apparizione, solennità della Madre della divina Provvidenza patrona della diocesi di Cuneo-Fossano.
Lunedì 11 maggioAnniversario della seconda apparizione, messe per benefattori vivi e defunti.
Domenica 17 maggioAlle 15,30, benedizione della famiglia.
Giovedì 21 maggioAlle 21, adorazione eucaristica per le vocazioni.
Domenica 24 maggioAlle 14,30, benedizione dei malati e degli anziani.
Domenica 31 maggioAlle 21, Salice, San Lorenzo, Cussanio con solenne celebrazione di chiusura.

Venerdì 8 maggio, anniversario della prima apparizione, solennità della Madre della divina Provvidenza patrona della diocesi di Cuneo-Fossano, messe per benefattori vivi e defunti. Alle 19, Eucaristia presieduta dal vescovo Piero Delbosco.

Pellegrinaggi parrocchiali

  • Venerdì 1° maggio: alle 9,30 Murazzo, Maddalene, Gerbo, Piovani, San Vittore; alle 15,30 parrocchia dei Salesiani di Cuneo.
  • Sabato 2 maggio: alle 19 San Biagio e Roata Chiusani.
  • Domenica 3 maggio: alle 9,30 Salmour, Sant’Antonino, Loreto.
  • Sabato 9 maggio: alle 19 Genola, Levaldigi, Sant’Antonio Baligio.
  • Domenica 10 maggio: alle 9,30 Cervere, Grinzano, Montarossa; alle 11 Bricco, Loreto, Veglia, Cappellazzo.
  • Sabato 16 maggio: alle 19 Sant’Antonio Abate, San Bernardo, San Sebastiano, San Martino; alle 21 Cattedrale e San Filippo.
  • Domenica 17 maggio: alle 9,30 Villafalletto, Monsola, Termine, Vottignasco, Gerbola, Tetti Roccia; alle 11 Marene.
  • Sabato 23 maggio: alle 19 Spirito Santo, Tagliata, Boschetti.
  • Domenica 31 maggio: alle 11 Centallo e Mellea; alle 21 Salice, San Lorenzo, Cussanio con solenne celebrazione di chiusura.

Orari delle messe

L’orario delle messe durante il mese di maggio è il seguente: feriale 6,30 - 7 e 19 prefestivo 19 festivo 7 - 8 - 9,30 - 11 - 17,30.

GiornoOrario ordinarioOrario nel mese di maggio
Feriale18.306.30 - 7.00 - 19.00
Prefestivo18.3019.00
Festivo09.30 - 11.00 - 17.307.00 - 8.00 - 9.30 - 11.00 - 17.30

Il pellegrinaggio a piedi e in bicicletta

Il 1 maggio 2025 tutta la comunità dei Salesiani di Cuneo vuole mettersi in cammino verso la casa di Maria, Madre della Divina Provvidenza, patrona della nostra Diocesi, per lucrare il dono dell’indulgenza giubilare e vivere una splendida giornata di famiglia.

Abbiamo pensato per questo a tragitti differenziati per lunghezza: uno base di 16 km in pianura per tutti, uno ancora più breve di 4 km e quello più lungo di 34 km solo per esperti camminatori.

ModalitàPercorsoPartenza
A piedi da Centallo16 KM SU STRADE DI CAMPAGNAAlle ore 8.20 puntuali dalla stazione FS di Centallo
A piedi da Fossano4 KM SU STRADAAlle ore 11.45 puntuali dalla stazione FS di Fossano
In autobus da CuneoTrasporto in autobusAlle ore 10.30 puntuali dal nostro oratorio
A piedi da Cuneo34 KM PER ESPERTI CAMMINATORIAlle ore 3.00 puntuali dal nostro oratorio
In bici da Cuneo35 KM PER ESPERTI CICLISTIAlle ore 9.00 puntuali dal nostro oratorio

Per chi non cammina è possibile ugualmente vivere il pellegrinaggio in autobus. L’associazione “Cammino di Sant’Anna” sarà presente lungo il percorso per offrire durante le tappe e all’arrivo un piccolo ristoro.

Ore 12.00: Rosario in Santuario (per chi giunto con bus o in bici) Ore 12.45: sul piazzale ritrovo di tutti i pellegrini e preghiera dell’Angelus a Maria Ore 13.00: pranzo (al sacco nei prati attorno al santuario o al ristorante “Il giardino dei Tigli”) tempo libero, gelato, gioco, riposo nei prati e possibilità di confessioni Ore 15.00: stand a scelta per ascoltare una “testimonianza di speranza” Ore 16.00: Santa Messa finale in Santuario e rientro a casa.

Inaugurazione dei pellegrinaggi al Santuario di Cussanio

Il santuario come luogo di visita e raccoglimento

La tappa al santuario, sia nei pellegrinaggi che nelle visite individuali o di famiglia, ha momenti fissi di grande spiritualità: nella cappella delle confessioni, nella messa con canti, nella preghiera e nel raccoglimento.

Circondato da un ampio e fresco parco, Cussanio offre inoltre la possibilità di ristoro e relax all’aria aperta. Lo splendido viale alberato del Santuario di Cussanio è oggi percorso, soprattutto nei mesi di maggio e giugno, dai fedeli in pellegrinaggio.

Il Santuario è stato oggetto di un importante intervento di restauro e adeguamento liturgico che ha illuminato sotto nuova luce l'edificio in occasione del V centenario dell'apparizione della Madonna al pastore Bartolomeo Coppa.

Informazioni per la visita

SANTUARIO MADONNA DELLA DIVINA PROVVIDENZA - FOSSANO FRAZ. CUSSANIO A pochi minuti da Fossano, nel verde della campagna cuneese, sorge il Santuario di Cussanio, luogo di fede mariana, meta di pellegrinaggio e oasi di pace in mezzo alla natura.

Orari Tutti i giorni dalle 8.00 alle 12.00, dalle 14.00 alle 19.00. Prima di partire verifica l'apertura contattando i riferimenti indicati.

SANTUARIO MADONNA DELLA DIVINA PROVVIDENZA - FOSSANO Piazza Madonna Della Provvidenza, 9 Frazione Cussanio Fossano.

Il santuario unisce la memoria delle apparizioni, la storia degli Agostiniani, la rinascita ottocentesca, il patrimonio artistico e la pratica viva dei pellegrinaggi. Da Cravasca a Cussanio, il cammino conduce quindi verso un luogo in cui fede, arte, natura e devozione popolare continuano a incontrarsi.

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