La Parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria è la chiesa Cattedrale di La Storta, a Roma, nella Diocesi di Porto-Santa Rufina. Si trova in Via del Cenacolo 45 e rappresenta per la comunità cristiana un luogo di preghiera, celebrazione, formazione, accoglienza e carità.
La contemplazione del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria muove dalla presa d’atto del mistero di un Dio che non teme di confrontarsi con tutto l’umano e di entrare con categorie umane nella storia degli uomini. È questo il significato profondo dell’Incarnazione del Verbo eterno di Dio. Allora il Cuore è garanzia dell’autenticità della sua reale umanità.
< h2>La sede e l’identità della parrocchiaLa chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria si trova a La Storta, nel territorio di Roma, e appartiene alla Regione Ecclesiastica Lazio e alla Diocesi di Porto-Santa Rufina. La parrocchia è intitolata ai Sacri Cuori di Gesù e Maria.
La nostra parrocchia Cattedrale è diventata l’ultima sosta di questo lungo pellegrinaggio e la comunità cristiana de la Storta ha ereditato dalla storia l’antica vocazione dell’accoglienza e del passaggio.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Denominazione | Chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria |
| Località | La Storta, Roma |
| Indirizzo | Via Del Cenacolo, 45 - La Storta, Roma (RM) |
| Diocesi | Diocesi di Porto - Santa Rufina |
| Regione ecclesiastica | Regione Ecclesiastica Lazio |
| Qualifica | Parrocchia Cattedrale |

Il significato dei Sacri Cuori
E quando si parla di umanità del Figlio di Dio si parla della concretezza della sua Presenza, storica per circa trentatré anni in Palestina, sacramentale ormai per ogni tempo. Come scrive san Leone Magno: “Ciò che era visibile nel nostro Salvatore è passato nei suoi sacramenti” (Sermone 74). Soprattutto nel Santissimo Sacramento!
Da qui il nesso inscindibile tra Eucaristia e Sacro Cuore, tra le due divine realtà vi è perfetta corrispondenza, grazie all’unità della storia di salvezza che trova nell’opera di Cristo, culminata nel mistero pasquale, la sua massima espressione: «Il nostro Dio ha un cuore. Anzi un cuore di carne, si è fatto carne proprio per poter soffrire con noi ed essere con noi nelle nostre sofferenze» (Benedetto XVI).
E risorgendo ha aperto dimensioni infinite di vita per noi mortali. E in tutto ciò Maria Santissima ha un ruolo fondamentale, col suo amore fedele che sempre orienta a Cristo. Con questa consapevolezza è il caso di esclamare: “Onore ai Sacri Cuori di Gesù e Maria!”.
La festa dei Sacri Cuori
Da qui la festa che li celebra. Allora, anche nella nostra comunità cristiana si sta cercando di uscire da quella che chiamano “sindrome della capanna” causata dalla pandemia da coronavirus e nel tentativo di ritrovare il gusto di stare insieme e guardarsi negli occhi: ecco la 5ª Festa dei Sacri Cuori.
Chiaramente non è ancora possibile organizzarla con grande partecipazione di popolo, tuttavia abbiamo suggerito alcune iniziative per onorare i santissimi Patroni cui è intitolata la chiesa Cattedrale di La Storta.
Nel Triduo di festa, dall’11 al 13 giugno, comprendente le due grandi solennità dei Sacri Cuori di Gesù e Maria e la domenica, abbiamo vissuto alcuni appuntamenti importanti di preghiera.
L’ottavario “Omaggio ai Sacri Cuori”
Anzitutto un ottavario di preparazione chiamato: “Omaggio ai Sacri Cuori” con l’avvicendarsi, sera dopo sera, dei diversi gruppi parrocchiali che hanno offerto l’omaggio devoto della presenza orante e di un gesto concreto di attenzione ai poveri attraverso l’offerta di viveri.
L’idea ispiratrice è che l’amore di Gesù e della Madonna nei nostri confronti e il nostro amore di risposta si traducono concretamente nella carità per i più bisognosi, memori di quanto dice il Vangelo stesso: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (cfr Mt 25,45).
Così da venerdì 4 a venerdì 11 giugno si sono succeduti nella messa serale delle 18,30 il gruppo giovani col gruppo famiglie, sabato i catechisti assieme ai genitori e i bambini del catechismo, poi l’Unitalsi e il coro parrocchiale, quindi i ministri straordinari della Comunione e la Caritas.
Martedì 8 è stata la volta delle realtà scout: il gruppo Agesci Roma 2 e il Masci Roma 25. Poi, mercoledì 9 giugno, il Rinnovamento nello Spirito e il gruppo P.Pio. Giovedì 10, invece, hanno omaggiato i Sacri Cuori i Consigli pastorale e affari economici.
Infine, venerdì 11 il Comitato festeggiamenti, i Gentiluomini e le Dame dei Sacri Cuori. Con questa carrellata tutte le realtà più significative della parrocchia hanno celebrato l’amore del Signore e quello di Maria Santissima, come in un unico grande atto di devozione e di lode.
Le celebrazioni del Triduo
In particolare venerdì 11 alle ore 17 l’Adorazione eucaristica con l’atto di riparazione alle offese verso il Cuore di Cristo e a seguire la Celebrazione eucaristica. Sabato 12 nella solennità del Cuore Immacolato di Maria, c’è stata la recita del Rosario meditato e la santa Messa in suo onore.
A seguire, alle ore 20 una cena comunitaria (porchetta-party) con l’animazione della serata a cura dei diversi partecipanti che hanno proposto momenti d’intrattenimenti quali canzoni, balli, scenette comiche e altro.
La domenica abbiamo celebrato il compimento della festa con la glorificazione di Dio nelle sante Messe del giorno del Signore e con la possibilità di vivere consapevolmente la dimensione familiare.

La vita liturgica e la preghiera
Ogni Venerdì, ore 17,00 - 18,00, ed il Primo Venerdì di ogni mese per il Sacro Cuore di Gesù, dalle ore 10,00 alle ore 18,00 in Cattedrale.
La preghiera comunitaria comprende l’Adorazione eucaristica, la celebrazione della santa Messa, la recita del Rosario e gli appuntamenti legati alle solennità dell’anno liturgico.
Nel calendario parrocchiale sono presenti anche appuntamenti dedicati ai gruppi e agli organismi della comunità, tra cui la recita del Rosario col gruppo “P.Pio”, il consiglio pastorale parrocchiale di programmazione e gli incontri del gruppo famiglie.
La formazione cristiana e l’emergenza educativa
«Educare non è mai stato facile, e oggi sembra diventare sempre più difficile. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutti coloro che hanno dirette responsabilità educative. Si parla perciò di una grande "emergenza educativa", confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita».
Così, scriveva nel 2008 Papa Benedetto XVI, parole che certamente possiamo condividere, soprattutto nella misura in cui assumiamo il compito di educatori. Nell’incontro di mercoledì coi catechisti della parrocchia, che aveva lo scopo principale di programmare il nuovo anno pastorale, è apparso con evidenza quanto travaglio comporta l’impegno educativo.
Da un lato la passione di quanti sentono l’urgenza di tramettere Cristo e il suo stile di vita alle nuove generazioni, dall’altro la consapevolezza di quanto ciò sia difficile. Da qui il rischio di assumere un atteggiamento rassegnato e perdente.
Come se tutto ormai fosse inutile, e fossimo impotenti davanti ad una mentalità sempre più mondana, individualistica e impermeabile al sacro. L’assemblea interdiocesana di questo venerdì ha voluto essere una sorta di elaborazione di un piano sistematico per “prendere il toro per le corna”, senza lasciarsi mettere all’angolo dalla cultura materialista e laicista, tentando di approntare una strategia per tornare protagonisti della nostra proposta culturale e dell’impegno ad educare alla fede.
Certo, il compito sembra al di sopra delle nostre forze e possibilità, ma noi credenti abbiamo un alleato formidabile che è Dio stesso. Egli ha a cuore le sorti dell’umanità volendo condurla ad un approdo di salvezza.
Di qui la necessità di sentirlo presente e coinvolgerlo esplicitamente nella preghiera privata e nel culto pubblico. Nella riflessione in assemblea e nel dibattito successivo siamo partiti da alcune domande che ci sono state poste:
- Come possiamo vivere la sfida educativa entrando nel mistero dell’altro e valorizzando l’unicità di ogni persona, di fronte alla frammentazione della società e alle fragilità dei nostri ambienti formativi?
- Sappiamo davvero ascoltare le domande profonde dei giovani e abbiamo il coraggio di proporre loro mete alte e orizzonti di senso esigenti?
- Come comunità cristiana siamo pronti a percorrere la strada dell’educazione, e, concretamente, quali proposte siamo chiamati a mettere in campo nelle nostre comunità?
Su tutto mi veniva in mente una famosa frase di San Giovanni Bosco, grande educatore di giovani: “L’educazione è questione di cuore”, che interpreto in due modi… Anzitutto, l’educazione come spinta appassionata per il bene dell’altro (banalmente: la persona depressa non educa), perché impari a gestire rettamente la propria libertà.
Ma anche l’educazione come forma concreta dell’amore al prossimo, in essa l’affetto, la fiducia e la relazione umana sono la base fondamentale per trasmettere sapere e valori.
Video-catechismo 1[La Pasqua!]
Il catechismo e l’accoglienza delle famiglie
Le iscrizioni per il catechismo per l'anno 2025-2026 iniziano lunedì 15 settembre. Inizia l'anno catechistico 2025/2026 con la festa dell'accoglienza, sabato 11 ottobre.
La formazione catechistica si inserisce nella vita della comunità insieme alla partecipazione dei genitori, dei bambini e dei catechisti, in un percorso orientato alla trasmissione della fede e alla crescita nella vita cristiana.
Il doposcuola Caritas
Anche quest’anno riparte il servizio di doposcuola Caritas, uno spazio pensato per bambini e ragazzi delle scuole primaria e secondaria che desiderano essere accompagnati nello studio e trovare un ambiente sereno di crescita.
Il servizio offre:
- Supporto nello svolgimento dei compiti scolastici
- Momenti di gioco e socializzazione
Il doposcuola è seguito da volontari che mettono a disposizione tempo e competenze, animati dal desiderio di vivere concretamente i valori del Vangelo: attenzione ai più piccoli, cura delle relazioni, sostegno alle famiglie.
Il servizio si svolge da Lun a Ven 17:00-18:30 nei locali della parrocchia. Il servizio è gratuito e aperto a tutti, con particolare attenzione a chi ha più bisogno.
La Caritas e la solidarietà
La dimensione caritativa è parte integrante della vita della Parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. L’attenzione ai poveri è stata espressa durante la festa patronale attraverso la raccolta di viveri e si rinnova nelle attività ordinarie della comunità.
Abbiamo creato uno spazio dove pubblicheremo:
- richieste di aiuto concreto
- raccolte alimentari e di beni
- necessità urgenti
- opportunità di servizio e volontariato
- iniziative di solidarietà
È il canale per chi desidera dare una mano, anche piccola, a chi ha più bisogno. Un luogo semplice, chiaro e immediato per vivere insieme la carità.
La comunità si ritrova anche in occasioni di prossimità e condivisione, come il pranzo di Natale organizzato dalla Caritas parrocchiale: un momento fatto di volti, storie, ascolto e vicinanza.
Le attività comunitarie e pastorali
La vita della parrocchia comprende gruppi, organismi pastorali, attività per bambini e ragazzi, incontri per le famiglie, iniziative di preghiera e momenti di convivialità. Tra le realtà parrocchiali sono presenti il gruppo giovani, il gruppo famiglie, i catechisti, l’Unitalsi, il coro parrocchiale, i ministri straordinari della Comunione, la Caritas, le realtà scout, il Rinnovamento nello Spirito, il gruppo P.Pio, i Consigli pastorale e per gli affari economici, il Comitato festeggiamenti, i Gentiluomini e le Dame dei Sacri Cuori.
Con la cena del 10 luglio sera si è conclusa felicemente l’esperienza del GREST 2026. Invitati al ristorante tutti gli animatori e dli educatori che hanno seguito le tre settimane di oratorio estivo in parrocchia.
Domenica 7 giugno è stata festa per la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, per cui nella nostra chiesa Cattedrale, dopo La S. Messa delle 18,30, si è tenuta la tradizionale processione che è terminata con la benedizione eucaristica.
La primavera si è aperta con un pellegrinaggio organizzato dal nostro parroco don Giuseppe, verso una meta perfetta per chi vuole passare una giornata fuori Roma, tra passeggiate, viste panoramiche e soste per un caffè: Castel sant’Elia e Civita Castellana.
La nostra parrocchia dal 12 al 14 giugno ha festeggiato la 10^ edizione della Solennità dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.
Il cammino dei pellegrini e l’accoglienza
Accenni di storia sul cammino dei pellegrini sulla via Francigena verso la sede di Pietro a Roma. La nostra parrocchia Cattedrale è diventata l’ultima sosta di questo lungo pellegrinaggio e la comunità cristiana de la Storta ha ereditato dalla storia l’antica vocazione dell’accoglienza e del passaggio.
Questa vocazione si collega alla vita ordinaria della comunità, nella quale la celebrazione liturgica, la formazione, la solidarietà e la convivialità concorrono a costruire uno spazio di incontro e di partecipazione.

Il parroco e la comunità
La vita pastorale della parrocchia è accompagnata da don Giuseppe Colaci, parroco. La sua riflessione sulla formazione cristiana sottolinea la responsabilità educativa della comunità e il valore della relazione personale.
Buona domenica Don Giuseppe.
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