Cristina Donadio, attrice teatrale napoletana conosciuta al grande pubblico grazie al ruolo di Scianel nella serie Gomorra, ha trascorso tre ore con gli alunni del Suor Orsola Benincasa per condividere con loro pensieri ed interrogativi sul fenomeno criminalità a Napoli. L'interprete ha partecipato al ciclo di seminari promossi dal docente di Storia delle mafie, Isaia Sales, e ha chiacchierato con gli alunni rispondendo alle domande di Simona Melorio.
Presente anche il rettore Lucio D'Alessandro insieme a Rosario Esposito La Rossa, scrittore ed animatore della libreria Marotta e Cafiero, portata nel suo quartiere, Scampia. Entrambi gli ospiti hanno parlato del fenomeno Gomorra e l'attrice ha spiegato chiaramente il proprio punto di vista: «Magari fosse colpa di Gomorra. Basterebbe oscurarla. La realtà purtroppo è molto più complessa».
Cristina Donadio e il confronto con gli studenti
«D'Altronde non mi sembra che 15 stagioni di Don Matteo abbiano fatto nascere una nuova generazione di preti. Le baby gang sono sempre esistite, prima chiamavamo questi ragazzi scugnizzi. Quello che non ci chiediamo è cosa c'è dietro questi ragazzi e cosa li porta incontro alla violenza».
«Sono convinta che invece dell'esercito servirebbero maestri di strada o preti illuminati e personalmente farò di tutto per parlare delle belle esperienze che viviamo a Napoli in questo senso».

Una carriera nata dal teatro
Attrice, autrice e regista partenopea, Cristina Donadio ha una carriera lunghissima che comincia dal teatro negli Anni Settanta, muovendo poi i suoi passi lungo il cinema, ma incontrando la vera notorietà grazie al ruolo della camorrista Scianel nella serie cult italiana: Gomorra.
Nata a Napoli nel 1960, Cristina Donadio affronta per la prima volta il palcoscenico accanto al grande Nino Taranto, nel 1977. Negli anni a venire, affiancherà anche altri grandi nomi della recitazione partenopea come Eduardo De Filippo e Aldo Giuffrè.
Muove i primi passi sul palcoscenico accanto al grandi maestri del Teatro di Tradizione, da Nino Taranto a Edmo Fenoglio passando per Aldo Giuffrè, Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice. Continua negli anni successivi con una nuova generazione di drammaturghi registi e attori tra cui Annibale Ruccello, Enzo Moscato, Giancarlo Sepe, Mario Martone, Igor Esposito, Andrea de Rosa e Valeria Parrella.
Lavorando a stretto contatto con altre e alte personalità del settore teatrale come Mico Galdieri, Aroldo Tieri, Edmo Fenoglio e l'ottimo Gianni Agus. Gli anni ‘80 la vedono nelle vesti di regista di un particolarissimo teatro di figura e come autrice alla ricerca di personaggi femminili a tinte forti.
Il rapporto con Enzo Moscato e la drammaturgia napoletana
Una delle tue più grandi passioni è il teatro: con Enzo Moscato hai scritto una pagina della nuova drammaturgia napoletana. Com’è nata questa collaborazione e quali sono i tuoi progetti futuri in ambito teatrale?
La nostra collaborazione è nata dopo il grave incidente del 1986, in cui sono morti mio marito e Annibale Ruccello, un grande autore che collaborava assiduamente con Enzo. Le nostre strade si sono incrociate dopo quel lutto, che ci ha unito: io avevo perso mio marito, lui Annibale.
Da quel momento in poi non ci siamo più lasciati. Colgo ogni occasione per ringraziare Moscato, un drammaturgo straordinario a livello mondiale, che mi ha insegnato il senso del teatro.
Abbiamo appena finito a Bologna una retrospettiva a lui dedicata e adesso realizzeremo insieme un nuovo spettacolo per la prossima stagione teatrale: “Festa al Celeste e nubile santuario”, un suo vecchio testo. Essere in scena con lui mi fa sentire a casa.
Intanto, l'incontro con Enzo Moscato e con il Teatro di Frontiera segna un cruciale cambiamento nella sua attività di attrice teatrale, portandola ad affinare risorse e capacità che la renderanno quella grande e significativa interprete che è oggi.
Attrice, autrice e regista
Teatralmente, si cimenta con successo come regista e autrice di un particolarissimo tipo di "teatro di figura". Tanti i titoli che porta in scena: ". E allora mi hanno rinchiusa. "; " Piccola suite in blu minore"; "Il Dolore della guerra"; "Res-Emotion"; "Io, Clitemnestra, il verdetto"; "Città di mare con sirene"; "Transformation"; "Sexton"; ed ". È tutto qui e nulla èancora compiuto. ".
Il teatro rappresenta il nucleo originario della sua ricerca artistica, sviluppata sia attraverso l’interpretazione sia mediante la scrittura, la regia e la costruzione di personaggi femminili complessi.
Principali lavori teatrali
| Anno | Spettacolo | Ruolo o regia |
|---|---|---|
| 2017 | Raccogliere e bruciare | regia di Enzo Moscato |
| 2016 | Bordello di mare con città | regia di Carlo Cerciello |
| 2015 | Butterfly Suite | regia di con Marco Zurzolo |
| 2015 | Dalla parte di Zeno | regia di Andrea Renzi |
| 2014 | Patria Puttana | regia di Enzo Moscato |
| 2014 | Io sono M.M. | Ideatrice, attrice e regista |
| 2013 | Io Clitemnestra, Il verdetto | protagonista e regista insieme a Mario Martone |
| 2011 | Io, Clitemnestra -il verdetto | regia Cristina Donadio e Mario Martone |
| 2008 | Malemare | Ideatrice, regista e attrice |
| 2008 | Transformation | Ideatrice, regista e attrice |
| 2007 | Città di mare con sirene | Ideatrice e regista |
| 2006 | Il Dolore della guerra | Regista e attrice |
| 2006 | Res-Emotion | Regista e attrice |
| 2006 | Io, Clitemnestra, il verdetto | Ideatrice, protagonista e regista |
| 2005 | Piccola suite in blu minore | Autrice e attrice |
| 2005 | …E allora mi hanno rinchiusa… | Ideatrice, attrice, regista |
L’esordio cinematografico
Dal 1978 inizia una carriera parallela nel cinema senza limiti di registro. Dalle intense interpretazioni drammatiche alle surreali ironie si impone sul grande schermo con ruoli di grande impatto.
Già nel 1978, debutta al cinema con la pellicola Nel Regno di Napoli di Werner Schroeter, accanto a Dino Mele e Ida Di Benedetto. A lei, va il ruolo della giovane Vittoria.
Gli incontri di fronte alla cinepresa sono tanti: da Andrea Camilleri a Klaus Kinski, da Werner Shroeter a Antonio Margheriti, da Fabrizio Bentivoglio a Ben Gazzara, da Pasquale Squitieri a Francesco Patierno da Pappi Corsicato a Edoardo De Angelis.
Negli Anni Ottanta, viene diretta da Pasquale Squitieri in Razza selvaggia, passerà poi sotto l'occhio attentissimo della grande Liliana Cavani in La pelle (1981) e davanti all'obiettivo di Vittorio Caprioli per Stangata napoletana (1982).
I primi film
| Anno | Film | Regia |
|---|---|---|
| 1978 | Nel regno di Napoli | Werner Schroeter |
| 1979 | Razza selvaggia | Pasquale Squitieri |
| 1981 | La pelle | Liliana Cavani |
| 1981 | La festa perduta! | Pier Giuseppe Murgia |
| 1981 | Bim bum bam | Aurelio Chiesa |
| 1983 | Stangata napoletana | Vittorio Caprioli |
| 1985 | Commando Leopard | Antonio Margheriti |
| 1985 | La donna delle meraviglie | Alberto Bevilacqua |
| 1986 | Maledetta Euridice | Leandro Lucchetti |
Gli incontri con i registi e la versatilità cinematografica
Molto apprezzata da Pappi Corsicato che la vorrà fortemente in alcune delle sue più celebri produzioni degli Anni Novanta e Duemila (Libera, I buchi neri, I vesuviani, Chimera e nel televisivo Vivi e lascia vivere), sarà spesso diretta anche da Pasquale Marrazzo (Malemare, Asuddelsole) ed Edoardo De Angelis (Perez. e lo splendido Il vizio della speranza), che le affideranno personaggi femminili dalle tinte molto forti, spesso sconfitte dalla vita e disilluse da qualsiasi forma o possibilità di riscatto.
L'apertura alla commedia. Intanto, è la leggerezza di Stefano Incerti e del suo La parrucchiera, a regalarle il miglior ruolo cinematografico che lei abbia finora avuto.
Sebbene il film non spicchi per originalità, la Donario è bravissima e vivace in questa pellicola neo-femminista alla napoletana, nella quale entra prepotentemente in scena con il personaggio di Patrizia, a tratti oscurando altrettanto validi attori come Pina Turco, Stefania Zambrano, il sempre perfetto Massimiliano Gallo e Arturo Muselli.
La parrucchiera le apre la porta della commedia, che prima frequentava molto meno, e le permette di essere diretta da Vincenzo Salemme in Con tutto il cuore.
Sebbene quell'inquietante atmosfera di minaccia che è in grado di creare con il suo solo apparire, eredità lasciatale proprio da Scianel, sembra non abbandonarla mai, nemmeno quando, in una brevissima ma terribile apparizione, buca lo schermo dell'horror italiano A Classic Horror Story di Roberto De Feo e Paolo Strippoli.
Nel 2022, torna al dramma con La cura di Francesco Patierno, in una rilettura della "Peste" di Camus.
Filmografia cinematografica
| Anno | Titolo | Regia |
|---|---|---|
| 2024 | Le Bambine | Valentina e Nicole Bertani |
| 2023 | Nero | Giovanni Esposito |
| 2022 | Global Harmony | Fabio Massa |
| 2022 | Divina Cometa | Mimmo Paladino |
| 2022 | Sposa in rosso | Gianni Costantino |
| 2021 | Lala, un incontro a Bombay | Goutam Ghose |
| 2021 | Stars | Anna Spacio |
| 2021 | Con tutto il cuore | Vincenzo Salemme |
| 2021 | Il peso esatto del vuoto | Vincenzo Pirozzi |
| 2020 | La Cura | Francesco Patierno |
| 2020 | A Classic horror story | Paolo Strippoli, Roberto De Feo |
| 2018 | Applausi | Angelo Calculli |
| 2018 | Il vizio della speranza | Edoardo De Angelis |
| 2017 | L’Eroe | Cristiano Anania |
| 2016 | La Parrucchiera | Stefano Incerti |
| 2015 | Core e sang | Lucio Fiorentino |
| 2015 | Effetto domino | Fabio Massa |
| 2014 | Perez. | Edoardo De Angelis |
| 2013 | Voce ‘e Sirena | Sandro Dionisio |
| 2011 | L’era Legale | Enrico Caria |
| 2001 | Chimera | Pappi Corsicato |
| 2001 | Asuddelsole | Pasquale Marrazzo |
| 2000 | Animali che attraversano la strada | Isabella Sandri |
| 1998 | Rose e pistole | Carla Apuzzo |
| 1997 | Malemare | Pasquale Marrazzo |
| 1997 | I Vesuviani | Pappi Corsicato, Antonietta De Lillo, Antonio Capuano, Stefano Incerti, Mario Martone |
| 1995 | I buchi neri | Pappi Corsicato |
| 1993 | Libera | Pappi Corsicato |
| 1992 | Nessuno | Francesco Calogero |
| 1986 | Maledetta Euridice | Leandro Lucchetti |
| 1985 | Commando Leopard | Antonio Margheriti |
| 1985 | La donna delle meraviglie | Alberto Bevilacqua |
| 1983 | Stangata napoletana | Vittorio Caprioli |
| 1981 | Bim bum bam | Aurelio Chiesa |
| 1981 | La pelle | Liliana Cavani |
| 1981 | La festa perduta! | Pier Giuseppe Murgia |
| 1979 | Razza selvaggia | Pasquale Squitieri |
| 1978 | Nel regno di Napoli | Werner Schroeter |
Il successo internazionale di Scianel
L’artista, famosa per aver interpretato il personaggio di Scianel nella serie tv Gomorra, ha raccontato i primi passi nella recitazione e la fortunata e meritata svolta del suo percorso, avvenuta interpretando un ruolo femminile che l’ha consacrata, a livello internazionale, tra i volti italiani più noti nel mondo dello spettacolo.
Definitiva consacrazione a tutto il grande pubblico arriva con l'interpretazipne di Scianel nella seconda e terza stagione di “Gomorra - La serie” uno dei personaggi più iconici della fortunata serie Sky.
Dopo un buon numero di esperienze televisive con fiction e miniserie, entra nel cast di Gomorra - La serie che la porta alla definitiva notorietà nazionale. Un ruolo da protagonista che la Donadio porta a casa con estrema cura, senza il terrore di apparire grottesca davanti agli occhi degli spettatori.
La sigaretta accesa sempre fra le dita, la voce roca, il capello biondo e un viso dal contorni morbidi ma ampi segna un personaggio che fa la storia della televisione italiana. Raramente, si è vista una protagonista-antagonista così incisiva sui nostri teleschermi.
Il suo personaggio in Gomorra, Scianel, è conosciuto in 190 paesi.
È una bellissima sensazione. Ogni giorno mi arrivano mail da tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Giappone. Anche in strada, passeggiando per Napoli, mi capita di incontrare persone di tante nazionalità che mi riconoscono. Tutto questo è molto gratificante e soprattutto è una grande occasione. È grazie a questa notorietà che mi arrivano offerte di lavoro da molti paesi.

Come Cristina Donadio ha costruito Scianel
A molte attrici accade di essere “inghiottite” dal proprio personaggio, a causa della portata o della notorietà che ricopre. Scianel è una donna che, puntata dopo puntata, è decisiva nello sviluppo della storia. Quale preparazione c’è stata dietro?
Interpretando Scianel avrei rischiato di essere “inghiottita” da alcuni meccanismi propri di questo mestiere, ma grazie alla mia formazione teatrale mi sono posta in una distanza di sicurezza, non solo nel creare il personaggio ma anche nel considerarlo un archetipo e non una camorrista.
Ciò ha dato a questa figura femminile la giusta universalità. Allo stesso tempo ho capito l’importanza del lavorare in altri progetti, continuando la mia carriera teatrale.
Noi attori rischiamo in continuazione di essere sopraffatti dal ruolo che mettiamo in scena: ciò accade soprattutto quando non si ha un background stabile alle spalle. È un peccato essere vittima del proprio personaggio.
Il bello di questo mestiere è considerarsi “uno, nessuno e centomila”, non essere uno e basta.
Le collaborazioni con grandi professionisti
Ha recitato insieme a Sergio Castellitto, Claudia Cardinale e Fabrizio Bentivoglio, solo per citarne alcuni. Quanto è stato formativo per lei, a livello professionale e personale, potersi confrontare con attori di questo calibro?
Per me è fondamentale collaborare con altri professionisti del settore. Per un attore, la curiosità di conoscenza e la condivisione di esperienze dovrebbero essere la molla che spinge sino all’ultimo giorno della carriera.
L’unica pecca del mio percorso artistico è stata quella di aver rinunciato alla collaborazione con Federico Fellini, che mi aveva scelto per un suo film; era un personaggio straordinario e un regista imprevedibile.
Firmai un contratto con lui e recitai sotto la sua regia per un po’ di tempo. In seguito arrivò la proposta di lavorare in “Bim Bum Bam” e fui contenta di accettarla.
Di professionisti come Fellini non ce ne sono più. Avevo solo 19 anni quando ho lasciato il set del suo film e, se dovessi tornare indietro, non ripeterei un errore simile.
Credo che le collaborazioni siano per un attore il pane quotidiano e inoltre penso che rinchiudersi nella propria torre di avorio non serva a nulla.
La presenza scenica
Qui a Musicultura ogni anno si esibiscono cantautori emergenti che hanno da una parte personalità e storie diverse, dall’altra il sogno comune di vivere da protagonisti la scena musicale. In questo periodo, quanto conta la presenza scenica per un artista?
La presenza scenica è fondamentale; non s’impara con l’esperienza, ma bisogna averla dentro e sentirla. È necessario abbassare il freno a mano che abbiamo dentro di noi.
La televisione
Il percorso televisivo di Cristina Donadio comprende fiction, miniserie e serie di grande popolarità. Dopo le prime esperienze, l’interpretazione di Scianel in Gomorra - La serie ha segnato il passaggio alla notorietà nazionale e internazionale.
| Anno | Produzione | Regia |
|---|---|---|
| 2024 | hotel costiera | Adam Bernstein e Giacomo Martelli |
| 2020 | Vivi e lascia vivere | Pappi Corsicato |
| 2017 | Gomorra 3 - La serie | Francesca Comencini e Claudio Cupellini |
| 2015 | Gomorra 2 - La serie | Stefano Sollima |
| 2000 | Linda e il brigadiere | Gianfrancesco Lazotti |
| 1984 | Western di cose nostre | Pino Passalacqua |
| 1979 | La mano sugli occhi | Pino Passalacqua |
Documentari e cortometraggi
| Anno | Titolo | Regia |
|---|---|---|
| 2021 | Così Bracco rifiutò i soldi del Duce | Bruno Oliviero |
| 2021 | I morti non soffrono d'insonnia | Francesco Castellanetta |
| 2020 | La Scelta | Giuseppe Alessio Nuzzo |
| 2007 | Gli occhi di Cristo | Luigi Barbieri |
Lingue
- Inglese (buono)
- Francese (buono)
- Tedesco (buono)