Secondo il Vocabolario Treccani, la cresima è il sacramento che suggella la definitiva appartenenza del battezzato alla Chiesa come corpo mistico. È amministrata dal vescovo e consiste nell’imposizione delle mani e nell’unzione con il santo crisma sulla fronte del fedele.
La Cresima, detta anche Confermazione, completa il percorso dell’iniziazione cristiana insieme al Battesimo e all’Eucaristia. Essa conferma e rafforza la fede ricevuta con il Battesimo e associa il credente in modo più consapevole alla vita della Chiesa e alla missione cristiana.
Che cosa significa “cresima” secondo Treccani
Il termine cresima deriva dal latino tardo chrisma, a sua volta derivato dal greco χρῖσμα, «unzione». Il termine si riferisce propriamente all’unzione con il santo crisma, cioè olio di oliva con balsamo, benedetto il Giovedì Santo.
Il nome consueto della confirmatio è il sacramento che suggella la definitiva appartenenza del battezzato alla Chiesa come corpo mistico e popolo di Dio, detto ora preferibilmente confermazione. La Cresima conferma e rafforza l’impegno di fede assunto al momento del Battesimo, richiedendo una consapevolezza piena e attiva, data la giovane età in cui spesso il primo sacramento viene ricevuto.
Il termine stesso “Cresima”, che deriva dal latino “confirmare”, cioè rendere stabile o rafforzare, sottolinea l’importanza di questo passo nella maturazione spirituale del credente, nel suo pieno risveglio di coscienza.
La Cresima come sacramento della Confermazione
La Cresima è uno dei sette sacramenti della Chiesa cattolica e rappresenta il completamento dell’iniziazione cristiana. Insieme al Battesimo e alla Prima Comunione, essa costituisce un trittico sacro nell’iniziazione cristiana, segnando il completamento del percorso e della formazione del fedele.
Mentre il Battesimo libera dal Peccato originale e accoglie il battezzato come membro del corpo della Chiesa, è solo attraverso la Cresima che tale iniziazione trova compimento. Senza di essa, rimarrebbe un’esperienza incompleta, tanto che, come ha sottolineato Papa Francesco, coloro che hanno ricevuto solo il Battesimo sono “Cristiani a metà”.
La Cresima è un Sacramento fondamentale per la Chiesa cattolica, e un momento cruciale nella vita di un credente, in cui si rafforza il legame con la fede e con la comunità ecclesiale. Ricevere la Cresima significa confermare la propria appartenenza alla Chiesa cattolica.
La sua centralità all’interno della vita di qualsiasi cattolico sta nel fatto che questo sacramento rappresenta un punto di svolta per la propria fede. Si riceve infatti quando il percorso di catechesi è terminato, e con questa tappa si giunge alla conclusione di un percorso spirituale che accompagna gli adolescenti durante i primi anni di vita.
Che cosa accade durante la Cresima
Il sacramento è amministrato dal vescovo e consiste nell’imposizione delle mani e nell’unzione col santo crisma fatta sulla fronte del fedele. Il rito cresimale più antico è l’imposizione delle mani, accompagnata o no da un segno di croce sulla fronte del fedele.
Durante la celebrazione del Sacramento della Cresima, il Vescovo effettua per due volte l’imposizione delle mani, una volta su tutti i presenti, per invocare su di loro l’effusione dello Spirito Santo, e una volta su ciascun cresimando, al momento dell’unzione con il crisma.
Il Vescovo, disegnando con olio profumato il segno della croce sulla fronte del Cresimando, ne sancisce l’avvenuta Confermazione alla cristianità. Durante la Cresima, il vescovo traccia il segno della croce sulla fronte del cresimando con il crisma, pronunciando le parole “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo”.
La formula più antica era: «Ti segno col segno della croce e ti confermo col crisma di salvezza nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo». Oggi è sostituita dalla formula più breve «Ricevi il dono dello Spirito Santo», in latino «Accipe signaculum Spiritus Sancti».
Il ministro della Cresima
Ministro ordinario fin dalle origini ne è il vescovo diocesano, il quale deve amministrare personalmente la confermazione o provvedere che sia amministrata da un altro vescovo. In caso di necessità può concedere la facoltà di amministrarla a uno o più sacerdoti determinati.
Il ministro ordinario della Cresima è quindi il vescovo, anche se in circostanze particolari il sacramento può essere amministrato da un sacerdote autorizzato. La presenza del vescovo richiama il legame tra il cresimando, la comunità locale e la Chiesa universale.
Il significato del crisma
Tra gli elementi utilizzati per la Cresima il principale è il crisma, una miscela di olio e balsamo, consacrata dal vescovo durante la Settimana Santa. È costituito da olio d’oliva profumato con balsamo e benedetto.
Il crisma viene utilizzato già durante il Battesimo, per consacrare il battezzando e segnare il suo ingresso nella vasta famiglia della Chiesa. In quell’occasione viene usato per ungere il capo del battezzando.
Nella Cresima, invece, il sacerdote prende una piccola quantità di crisma con il dito e traccia una croce sulla fronte del cresimando. Questo gesto imprime il Sigillo dello Spirito Santo, che discende su chi lo riceve per conferirgli la forza di essere un “soldato” di Cristo, pronto a testimoniare la fede nel mondo.
L’unzione con il crisma durante la Cresima rappresenta l’arricchimento dello Spirito Santo nel credente e simboleggia l’accettazione totale nella comunità cristiana, il suo rafforzamento nella fede. L’olio santo ha un significato profondo nella tradizione cristiana, in quanto simboleggia la guarigione, la consacrazione e la presenza dello Spirito Santo.
Il termine “cresima” richiama dunque un gesto concreto, l’unzione, ma anche il suo significato spirituale: il credente viene consacrato, rafforzato e segnato dalla presenza dello Spirito Santo.
L’imposizione delle mani e il dono dello Spirito Santo
Il gesto dell’imposizione delle mani durante la Cresima rappresenta la conferma dello Spirito Santo, la presenza divina e l’invio alla missione cristiana. Il Vescovo, imponendo le mani sui cresimandi, simboleggia la trasmissione dello Spirito Santo.
Questo gesto richiama l’evento descritto negli Atti degli Apostoli (Atti 8:14-19), quando gli apostoli imponevano le mani sui nuovi credenti per far discendere su di loro lo Spirito Santo. Ma l’imposizione delle mani è soprattutto un gesto che sottolinea la presenza e l’azione di Dio nella vita del cresimando.
È un segno tangibile della grazia divina che si riversa sulla persona, rafforzandola nella fede e nell’impegno cristiano. Infine, l’imposizione delle mani è anche un atto di invio.
I cresimandi vengono consacrati e incaricati di testimoniare la fede nel mondo, di essere agenti di cambiamento e di speranza nella società. È un momento in cui si sottolinea la responsabilità del credente di essere un discepolo attivo di Cristo, impegnato nella diffusione del Vangelo e nell’amore verso il prossimo.
I sette doni dello Spirito Santo
Durante la Cresima il credente riceve la conferma e il rafforzamento dei doni dello Spirito Santo, ricevuti tramite l’imposizione delle mani durante il Battesimo. Essi sono:
- il Timore di Dio;
- la Sapienza;
- la Scienza;
- l’Intelletto;
- la Fortezza;
- il Consiglio;
- la Pietà.
D. non parla del sacramento della c., bensì dei suoi frutti - i doni dello Spirito Santo - enumerati, conformemente all’uso, secondo Is. 11, 2. Questi ultimi, vero settenario sacro, si ritrovano simbolicamente nei sette alberi d’oro, candelabri, fiammelle, tratti pennelli, insegne, settentrion del primo cielo e lumi tenuti da sette ninfe.
Per accogliere appieno questi doni e coltivarli ogni giorno, è necessario invocarli incessantemente attraverso la preghiera e vivere quotidianamente il Vangelo. È coltivando attivamente i doni dello Spirito Santo che essi discendono su di noi e continuano ad alimentare la nostra vita spirituale.
I principali simboli della Cresima
I simboli della Cresima esprimono l’importanza fondamentale di questo Sacramento. Dal crisma, che simboleggia la presenza dello Spirito Santo, al gesto dell’imposizione delle mani, che trasmette la forza e la missione del credente, ai segni della Cresima, Spirito Santo, Fuoco, Sigillo e Colomba, ognuno di essi riflette un aspetto cruciale della fede cristiana.
Parlando dei simboli per la Cresima dobbiamo distinguere tra i gesti e gli elementi effettivamente impiegati nel corso della cerimonia, come il crisma usato per ungere i cresimandi o l’imposizione delle mani, e i segni della Cresima, quegli elementi simbolici che incarnano il significato più profondo del rito: lo Spirito Santo, il Fuoco, il Sigillo e la Colomba.
| Simbolo | Significato |
|---|---|
| Spirito Santo | Presenza divina che guida, illumina e conforta i fedeli. |
| Fuoco | Purificazione, trasformazione, luce e forza spirituale. |
| Sigillo | Appartenenza a Cristo e alla Chiesa, con responsabilità di testimonianza. |
| Colomba | Presenza dello Spirito Santo, pace, speranza e consolazione. |
| Crisma | Consacrazione, guarigione, rafforzamento nella fede e presenza dello Spirito Santo. |
| Imposizione delle mani | Effusione dello Spirito Santo, grazia divina e invio alla missione cristiana. |
Lo Spirito Santo
Lo Spirito Santo è il dono principale della Cresima. È rappresentato come la terza persona della Trinità e viene invocato affinché discenda sui credenti durante il sacramento.
Lo Spirito Santo simboleggia la presenza divina che guida, illumina e conforta i fedeli nel loro cammino di fede. Durante la Cresima entra nella vita del credente in modo speciale, dandogli forza e coraggio per vivere come seguace di Gesù.
Il fuoco
Il Fuoco è un simbolo di purificazione e trasformazione. Nella Bibbia, il fuoco è associato alla presenza di Dio e alla sua azione purificatrice.
Nella Cresima, il fuoco rappresenta la presenza ardente dello Spirito Santo che accende il cuore dei credenti, purificandoli dai peccati e infondendo in loro la passione per la vita spirituale. Il fuoco simboleggia la luce, rappresenta una guida nel buio ed è in grado di riscaldarci.
Il fuoco cristiano, simbolo della Cresima, rappresenta proprio questo. Ci guida, ci illumina e ci riscalda. Ma ha anche un altro compito importante, che è quello di forgiarci e di unificarci al pensiero di Dio.
Il sigillo
Il Sigillo rappresenta l’appartenenza del credente a Cristo e alla Chiesa. Durante la Cresima, il segno della croce tracciato sulla fronte richiama un’impronta spirituale indelebile.
Questo gesto simboleggia l’impronta spirituale indelebile che conferisce al credente la responsabilità di vivere secondo gli insegnamenti di Cristo e di essere testimone della sua fede nel mondo.
Infine, troviamo il sigillo, simbolo che sancisce l’appartenenza definitiva alla Chiesa Cattolica, dopo i patti stretti tramite il battesimo e la comunione. Il sigillo si riceve durante la Cresima, attraverso una croce che il vescovo disegna, simbolicamente, sulla fronte del Cresimando.
La colomba
Infine la Colomba è un simbolo tradizionale dello Spirito Santo. Essa deriva dal racconto evangelico del Battesimo di Gesù.
Nel Vangelo secondo Matteo, lo Spirito Santo discende su Gesù sotto forma di una colomba dopo il Suo Battesimo nel fiume Giordano. Nella Cresima, la colomba rappresenta la presenza dello Spirito Santo che plana sopra i credenti, portando pace, speranza e consolazione nelle loro vite.
Il simbolo per eccellenza della Cresima è la colomba. Quando si riceve la Cresima ci si prepara ad accogliere lo Spirito Santo, ed il colore bianco della colomba rimanda ad un senso di purezza e tranquillità.
Per rispondere a questa domanda è necessario richiamare un racconto del Diluvio Universale, contenuto nella Genesi. Dopo sette giorni dalla fine della tempesta, Noè mandò in esplorazione una colomba, affinché potesse trovare tracce del ritiro delle acque.
Quando l’animale tornò con in bocca un ramoscello d’ulivo, Noè comprese che le acque si erano ritirate, la terra era tornata abitabile, e la pace tra Dio e gli uomini era sancita.
Il colore della Cresima
Secondo la tradizione cristiana, il colore associato alla Cresima è il rosso. Questo colore ha un significato simbolico profondo.
Rappresenta le lingue di fuoco attraverso cui lo Spirito Santo si manifestò ai discepoli nel giorno di Pentecoste, come narrato negli Atti degli Apostoli. Il rosso simboleggia la presenza vivace e ardente dello Spirito Santo, che dona forza, passione e coraggio ai credenti nel loro cammino di fede.
Pertanto, il colore rosso è spesso utilizzato nei paramenti liturgici, nei nastrini delle bomboniere e nei dettagli delle cerimonie di Cresima, per richiamare il legame speciale con lo Spirito Santo e per celebrare la pienezza della vita cristiana nel mondo.
A quale età si riceve la Cresima
La Cresima, per i ragazzi, segna l’ingresso effettivo nella Comunità cristiana. Rappresenta il completamento del percorso di preparazione ai sacramenti e del cammino catechistico avviato con il rito della Prima Comunione.
In Italia, la Cresima è generalmente celebrata tra gli 11 e i 13 anni, a volte unitamente alla Prima Comunione. Un’altra consuetudine colloca l’età adatta per ricevere questo sacramento tra i 12 e i 14 anni.
Non esiste un’età obbligatoria, ma soltanto ideale, in quanto la decisione finale spetta a chi dovrà ricevere la Cresima. Ricevere la Cresima in età adolescenziale non è obbligatorio, tuttavia è una abitudine molto diffusa.
Un battezzato per ricevere la Cresima necessita di un’adeguata preparazione e dello stato di grazia; nella Chiesa latina deve avere ordinariamente l’età della discrezione.
La Cresima spiegata ai ragazzi
La Cresima è il Sacramento della Chiesa cattolica che segna un passo importante nella nostra crescita spirituale. È il momento in cui confermiamo e rafforziamo la fede che abbiamo ricevuto col Battesimo.
La Cresima è importante perché ci aiuta a diventare adulti nella nostra fede. È un’opportunità per noi di prendere sul serio il nostro impegno cristiano e di diventare membri attivi della Chiesa.
Durante la Cresima, il Vescovo imporrà su di noi le mani e ci ungerà con l’olio sacro chiamato crisma. Questo gesto rappresenta lo Spirito Santo che entra nelle nostre vite in modo speciale, dandoci forza e coraggio per vivere come seguaci di Gesù.
Lo Spirito Santo è il dono di Dio che ci aiuta a capire meglio la nostra fede e ci dà la forza di vivere secondo gli insegnamenti di Gesù. Ci dà anche i doni speciali come la saggezza, la forza e il coraggio di fare la cosa giusta.
Dopo la Cresima, siamo chiamati a essere testimoni di Gesù nel mondo. Questo significa vivere secondo i Suoi insegnamenti e mostrare amore e compassione verso gli altri.
Siamo chiamati a essere “soldati di Cristo”, pronti a difendere la nostra fede e a diffondere il Vangelo ovunque andiamo.
Il ruolo del padrino o della madrina
Nel rito deve essere assistito, per quanto è possibile, dal padrino, uomo o donna. Il ruolo di padrini o madrine e genitori è fondamentale, in quanto sta a loro far comprendere l’importanza di ricevere questo sacramento.
Il padrino o madrina, durante la celebrazione, poggiano la mano sulla spalla del Cresimando, rappresentando quindi una guida spirituale. La loro presenza richiama il sostegno della comunità e l’accompagnamento del cresimando nel cammino di fede.
Perché si fa la Cresima
Ricevere la Cresima significa raggiungere la consapevolezza nella propria fede cristiana. La Cresima è necessaria perché ci permette di raggiungere quella consapevolezza nei confronti della nostra fede in Dio.
Rafforza la nostra cristianità e, come dice Papa Francesco, “la Cresima è dono di Dio e aiuta a vivere da cristiani”. Il suo significato più profondo non consiste soltanto nel completamento di un percorso catechistico, ma nella responsabilità di vivere la fede con maggiore consapevolezza e partecipazione.
La Cresima conferma e rafforza l’impegno di fede assunto al momento del Battesimo e invita il credente a partecipare attivamente alla vita della Chiesa. La persona cresimata è chiamata a testimoniare la fede nel mondo e a vivere l’amore verso il prossimo.
La Cresima e il matrimonio in Chiesa
Se due persone vogliono sposarsi in Chiesa, entrambe devono aver ricevuto il sacramento della Cresima. Questo sottolinea ulteriormente l’importanza e il significato della Cresima nella vita dei cristiani, poiché segna non solo un passo fondamentale nella loro crescita spirituale, ma anche un prerequisito per altri Sacramenti e momenti cruciali della vita religiosa.

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