Coro Sosat alla Cima XII Apostoli: itinerario, vie di arrampicata e contesto alpino

La Cima XII Apostoli si raggiunge dalla Malga Movlina, nel territorio di Stenico, attraverso i sentieri n. 354, 307 e 341, passando dal Rifugio XII Apostoli e dalla parete Nord-Est della cima. L’itinerario descritto combina la Via Coro Sosat, la Variante Pluto e la Variante dei Gatti, con difficoltà comprese tra IV+ e V, un dislivello complessivo di circa 700 metri fino al rifugio e un concatenamento delle vie di circa quattro ore e mezza.

La salita si svolge nelle Dolomiti di Brenta, su roccia generalmente buona e con i tiri più impegnativi caratterizzati da roccia ottima. Le vie sono protette a fix, ma le protezioni rendono obbligate le difficoltà e impediscono quindi l’azzeramento; sulle lunghezze semplici e sulle terrazze occorre inoltre prestare molta attenzione ai sassi instabili.

Dati principali dell’ascensione

VoceDato
Zona montuosaDolomiti di Brenta
Località di partenzaMalga Movlina - Stenico (TN)
Quota di partenza1786 Mt.
Quota di arrivo2697 Mt.
Dislivello totale+701 Mt. per il rifugio +60 Mt. dal rifugio all'attacco +147 Mt. circa ciascuna via (200 lo sviluppo)
Sentieri utilizzatin. 354, 307, 341
Ore di salita1 h. 45' per il rifugio 15' per l'attacco 4 h. 30' il concatenamento delle vie
Ore di discesa30' dalla vetta al rifugio 1 h. 15' dal rifugio a Malga Movlina
EsposizioneNord
DifficoltàIV+, V
Giudizio sull’ascensioneBella
Data di uscita25/06/2006

La parete e le caratteristiche dell’arrampicata

La parete interessata è la Parete Nord-Est della Cima XII Apostoli. La guida sulle dolomiti di Brenta scritta da Ettore Castiglioni e pubblicata nel 1977 dal CAI-TCI indica la cima XII Apostoli come un conglomerato di roccia marcia.

Ermanno Salvaterra, gestore del rifugio che prende il nome dall'omonima cima, ha invece individuato una zona di roccia molto consistente e su di essa ha tracciato 4 vie belle e tecniche, tutte protette a fix. L'arrampicatore non potrà fare a meno di notare che le protezioni garantiscono una totale sicurezza della progressione, ma allo stesso tempo lasciano obbligate le difficoltà, impedendo quindi l'azzeramento.

La roccia in via è generalmente buona tranne le prime lunghezze dove occorre prestare un poco di attenzione a dove si mettono le mani. I tiri con maggiori difficoltà hanno roccia ottima.

La brevità di queste linee di salita, le rende ottime, come nel nostro caso a giornate di tempo prettamente incerto. In questo modo potrete scegliere se salire in vetta dopo la prima via, oppure, come abbiamo fatto noi, calarsi in doppia e percorrerne un'altra.

Avvicinamento da Malga Movlina

Da Stenico (TN) percorrere la strada che conduce al Ponte del Lisan (606 Mt.) dove ci si immette nella Val D'Algone. Per circa 7 Km. risalire la valle (strada asfaltata) sino a raggiungere l'Albergo-Ristorante "Brenta".

Per proseguire è necessario munirsi, mediante l'apposito distributore automatico, di un permesso di circolazione (costo 2,50 Euro). Questo permesso consente di percorrere altri 7 Km. di strada sterrata sino a raggiungere un parcheggio situato nei pressi della Malga Movlina (1786 Mt.).

Dalla malga proseguire a piedi lungo l'evidente sentiero n. 354 sino a raggiungere il Passo Bregn de l'Ors (palina). Qui imboccare a destra il sentiero n. 307 che attraversa e risale la Val di Nardis.

Prima di giungere al Rifugio si percorre la "Scala Santa" ovvero un piccolo tratto attrezzato. I sentieri che conducono al rifugio sono molto evidenti e ben segnalati.

Il soprannome è dato dalla pendenza di questo sentiero, in alcuni tratti attrezzato con corde fisse e scalini artificiali che sale ripido alla gola e termina sul ghiaione. Nel tratto finale del sentiero c’è una statuetta della Madonna dedicata a Maria Salvaterra, l’indimenticabile nonna del Brenta, che gestiva il rifugio Fratelli Garbari.

Poi il sentiero sale sui ghiaioni e sulle balze rocciose sino al rifugio, di proprietà della Sat, gestito dalla guida alpina Aldo Turri di Pinzolo.

Sentiero Scala Santa Rifugio XII Apostoli

Dal Rifugio XII Apostoli agli attacchi

Dopo aver raggiunto il rifugio, proseguire lungo il sentiero n. 341 sino a quando questo si avvicina alla parete Nord-Est della Cima XII Apostoli. Qui si stacca una piccola traccia che porta agli attacchi (bolli bianchi cerchiati di rosso con all'interno il nome delle vie).

Il sentiero che conduce all'attacco è per buona parte evidente poi diviene una debole traccia. Al rifugio c'è una fontana.

Due dei quattro itinerari che solcano la parete partono da questo punto e continuano oltre la larga cengia erbosa soprastante (via Sosat e via Teresona); mentre gli altri due partono in corrispondenza della cengia (varianti Pluto e Gatti).

Il punto di partenza della Via Sosat è indicato da un bollo bianco cerchiato di rosso; dalla cengia erbosa si raggiungono invece, procedendo verso sinistra, la Variante Pluto e successivamente la Variante dei Gatti.

Via Coro Sosat

Primo tiro. Dall'attacco salire verticalmente le placche sino a portarsi sotto dei salti verticali che si vincono facilmente. 35 Mt., III, IV, 4 fix.

Secondo tiro. Dalla sosta salire lungo il filo dello spigolo sino a raggiungere la sosta attrezzata. 20 Mt., IV, III, 3 fix.

Risalire per qualche metro il terreno erboso sino alla base della parete, indi procedere verso sinistra per circa 40 Mt. sino a raggiungere la placca grigia dove un bollo bianco cerchiato di rosso indica il proseguimento della Via Sosat.

Terzo tiro. Salire la bella placca lavorata sfruttando dei piccoli buchi e delle lame sino a giungere in sosta. 35 Mt., IV, V, 5 fix.

Quarto tiro. Dalla sosta spostarsi a sinistra e salire la placca giallastra. Proseguire poi lungo il filo dello spigolo. Le difficoltà calano man mano che ci si avvicina alla sosta. 20 Mt., V, IV, III, 2 fix.

Effettuare una calata e raggiungere nuovamente la cengia erbosa. Poco più a sinistra attacca la via Pluto.

Arrampicata sulla Via Coro Sosat

Variante Pluto

Primo tiro. Salire la placca verticale stando attenti a non entrare nel camino che corre a sinistra della stessa sino a raggiungere la sosta. 35 Mt. IV+, 4 fix.

Secondo tiro. Salire la placca sovrastante portandosi poi verso destra in direzione della sosta (la stessa della via Sosat). 25 Mt., IV+, IV, 4 fix.

Effettuare una calata e raggiungere nuovamente la cengia erbosa. Ancora più a sinistra attacca la via dei Gatti.

Variante dei Gatti

Primo tiro. Rimontare le facili rocce sino a raggiungere una placca. Salirla sino a giungere in sosta. 35 Mt., IV+, 1 passo di V, 3 fix.

Secondo tiro. Proseguire rimontando lo spigolo. 20 Mt., IV, III, 4 fix.

Dalla sosta proseguire per terreno erboso fin poco sotto la vetta. Eventualmente con un ulteriore tiro di corda. Poi per semplici rocce raggiungere la vetta.

Variante dei Gatti Cima XII Apostoli

Concatenamento delle vie

Noi abbiamo percorso tre delle quattro vie. La via non percorsa è la Teresona e presenta difficoltà massime di III+.

La sequenza della salita consente di combinare la Via Sosat, la Variante Pluto e la Variante dei Gatti, utilizzando le calate per tornare alla cengia erbosa tra un itinerario e l’altro. La scelta può essere adattata alle condizioni meteorologiche e alle energie disponibili.

I tiri sono brevi, ma il concatenamento richiede comunque attenzione nella gestione delle soste, delle calate e degli spostamenti sulla cengia e sul terreno erboso.

Discesa dalla Cima XII Apostoli

La discesa avviene per la cresta Sud lungo la via Normale. In corrispondenza di un grosso camino c'è un bollo rosso con all'interno un fix e una maglia rapida per la calata in doppia.

Viste le basse difficoltà (II) è possibile scendere arrampicando. Giunti al passo dei XII Apostoli si ritorna al rifugio mediante il sentiero 341 abbandonato durante la salita.

Dal rifugio al parcheggio si effettua a ritroso il sentiero percorso durante la salita. I tempi indicati sono di 30' dalla vetta al rifugio e di 1 h. 15' dal rifugio a Malga Movlina.

Materiale e sicurezza

Portate dei cordini per le soste. Inutili friend, dadi e chiodi.

La dotazione richiesta comprende il normale materiale per arrampicata su roccia. Le vie sono protette a fix, ma la protezione non elimina la necessità di arrampicare le difficoltà indicate.

Prestare molta attenzione ai sassi instabili sulle lunghezze semplici e sulle varie terrazze.

La giornata descritta era nuvolosa. Con il trascorrere delle ore il tempo si è poi stabilizzato ma mentre raggiungevamo la vetta ha iniziato a piovere, per poi smettere subito dopo.

Il Rifugio XII Apostoli e la memoria della montagna

Il Rifugio XII Apostoli, situato a 2487 Mt., è il principale punto di appoggio dell’itinerario. La zona è legata non soltanto all’escursionismo e all’arrampicata, ma anche alla memoria degli alpinisti caduti in montagna.

Da più di trent’anni, l’ultima domenica di luglio, i coristi della SOSAT raggiungono il rifugio XII Apostoli (m 2489) nelle Dolomiti del Brenta, per partecipare, assieme a centinaia d’escursionisti alpinisti, ad una cerimonia in ricordo dei caduti in montagna.

Il rito si svolge all’interno di una chiesetta interamente scavata nella roccia. Il coro SOSAT occupa un ruolo centrale in questa giornata di luglio, alternando momenti di grande intensità emotiva all’interno della chiesetta, a momenti di festa e allegria all’interno del rifugio.

L’ultima domenica di luglio è, per il mondo dell’alpinismo trentino, dedicata, dal 1953, al ricordo dei caduti della montagna. Un evento che ha per teatro il rifugio fratelli Garbari ai XII Apostoli a 2500 metri nell’alta val di Nardis, nel cuore del Gruppo Brenta.

Chiesetta scavata nella dolomia XII Apostoli

La chiesetta nella dolomia

Lassù c’è alla base della cima XII Apostoli, una grotta, costruita fra il 1951 ed il 1952, che è una chiesetta con l’abside a forma di croce che domina le vallate e le vette del Brenta.

La chiesetta alla base della Cima XII Apostoli, alla quota di 2.500 metri fu realizzata da un comitato guidato da Don Bruno Nicolini, scomparso nell’agosto del 2012, tra il 1951 e 1952. La chiesa è una grotta con la grande abside a forma di croce che domina l’alta Valle di Nardis.

Fu in seguito ad una tragedia avvenuta l’ultima domenica di luglio del 1950 che sconvolse il mondo alpinistico trentino, nacque l’iniziativa, al fine di creare un luogo di preghiera, riflessione e monito.

Il 26 luglio del 1950 quattro giovani studenti universitari trentini Giuseppe Fiorilla, Maria Rita Franceschini, Vittorio Conci e Mauretta Lumini passarono al rifugio ai XII Apostoli per raggiungere successivamente, attraversando la Vedretta dei Camosci, il rifugio Alberto e Maria ai Brentei.

Ai Brentei non giunsero mai, caddero in un crepaccio della Vedretta dei Camosci. Rimasero nel buco di ghiaccio doloranti per la caduta per due giorni e Giuseppe, Maria Rita e Vittorio non resistettero.

Mauretta Lumini sopravvisse. La ragazza vide i suoi compagni passare lentamente ed inesorabilmente dalla vita alla morte.

Per caso la Lumini venne ritrovata. I suoi lamenti vennero uditi da due escursionisti, che attivarono i soccorsi dal rifugio ai Brentei.

Nell’autunno del 1952 la chiesa venne ultimata e dal luglio 1953 il mondo alpinistico trentino l’ultima domenica del mese di mezzo dell’estate, si raduna lassù per ricordare i suoi caduti.

Il Coro della SOSAT al Rifugio XII Apostoli

Come avviene da 55 anni, il Coro della Sosat partecipa alla cerimonia in ricordo dei caduti della montagna. Poco distante dal rifugio, nel 1951-52, venne costruita una chiesetta, dove si svolgerà la celebrazione, una grotta scavata nella dolomia alla base della cima XII Apostoli.

In 65 anni le pareti di dolomia si sono riempite di lapidi - sono oltre 210 - a ricordo di chi ha lasciato la vita in montagna. Oggi vi è un comitato che organizza la collocazione delle nuove lapidi, che vengono posizionate dal gestore del rifugio.

Così negli anni e grazie alla partecipazione del Coro della Sosat, l’ultima domenica di luglio è, per il popolo delle Terre Alte, la giornata della commozione e del ricordo.

Al termine della celebrazione eucaristica i coristi della Sosat presenti canteranno alcune canzoni più conosciute del repertorio popolare, cui tutti potranno unire la propria voce.

Il Coro della SOSAT partecipa stabilmente dal 1963, accompagnando la celebrazione con canti liturgici e poi esibendosi all’aperto per gli alpinisti presenti. È un evento che non è solo musicale: è un rito collettivo, un pellegrinaggio, un momento di silenzio e amicizia.

Il significato del luogo

La salita al rifugio è una escursione che si trasforma in pellegrinaggio, con alpinisti ed escursionisti che salgono assorti nei ricordi di amici e parenti caduti in montagna.

La giornata è dedicata agli alpinisti che hanno perso la vita in montagna. Il Coro esegue brani che portano con sé un forte valore simbolico, che evocano ricordi e emozioni condivise.

Una tradizione che unisce generazioni: Don Giorgio Dall’Oglio, parroco mantovano, celebra la Messa da quasi mezzo secolo, e il Coro della SOSAT ha raggiunto nel 2026 i 100 anni di storia, rendendo la ricorrenza ancora più significativa.

Momento di ricordo concreto: Ogni anno vengono aggiunte nuove lapidi nella chiesetta per ricordare gli alpinisti scomparsi, un gesto che rafforza il senso di comunità e memoria.

tags: #coro #sosat #12 #apostoli