Il 30 agosto 2019, al termine delle esequie del cardinale Achille Silvestrini, Papa Francesco ha incontrato brevemente il premier incaricato Giuseppe Conte nella sacrestia della Basilica vaticana e gli ha donato un rosario.
L’incontro è avvenuto in un clima cordiale, dopo il rito funebre presieduto dal Pontefice. Con lui il Papa ha ricordato con affetto la figura del cardinale scomparso, mentre il presidente del Consiglio partecipava alle esequie durante una pausa dalle consultazioni per la formazione del secondo governo Conte.
Il dono del rosario dopo le esequie del cardinale Silvestrini
Pochi minuti assieme, un paio di fotografie di rito e il dono di un rosario da parte del pontefice. L’incontro è avvenuto nella sacrestia al termine del rito funebre.
Il Papa ha presieduto il rito dell’ultima «commendatio e della valedictio». La messa è stata celebrata dal vice-decano del Collegio cardinalizio Giovanni Battista Re.
Hanno concelebrato venti porporati, tra i quali il segretario di Stato, Pietro Parolin, ventiquattro presuli - tra i quali l’arcivescovo Jan Romeo Pawlowski, delegato per le Rappresentanze pontificie - e numerosi prelati e sacerdoti, anche appartenenti alle Chiese orientali.
Con i membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, erano gli arcivescovi Edgar Peña Parra, sostituto della Segreteria di Stato, e Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, e monsignor Joseph Murphy, capo del Protocollo.
Al rito, diretto dai cerimonieri pontifici, ha assistito l’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa pontificia.
Il rapporto tra Giuseppe Conte e il cardinale Achille Silvestrini
Giuseppe Conte era stato il suo pupillo a Villa Nazareth e nel pomeriggio, in una pausa dalle consultazioni, è uscito da Palazzo Chigi per prendere parte alle esequie del porporato nella Basilica vaticana.
Il cardinale Achille Silvestrini era un diplomatico di lungo corso, deceduto il giorno precedente a 95 anni. Il prelato aveva grandi rapporti con Villa Nazareth, la struttura dedicata agli studenti frequentata in gioventù anche da Conte.
«Con lui il Papa ha ricordato con affetto la figura del cardinale scomparso» ha riferito Matteo Bruni, il portavoce vaticano.
Non è stato un endorsement, ripetono in Vaticano. L’incontro aveva dunque un carattere breve e legato soprattutto alla partecipazione di Conte alle esequie del cardinale, pochi giorni prima della nascita del secondo governo del premier.
Gli incontri precedenti tra Papa Francesco e Giuseppe Conte
Non è la prima volta che il Pontefice riceve il Premier in udienza. In precedenza infatti si erano già incontrati due volte.
La prima udienza in Vaticano era avvenuta il 15 dicembre 2018, 45 minuti di colloqui per un confronto su diseguaglianze sociali, migrazioni, ambiente e pace.
Il 15 dicembre del 2018, Conte era stato invitato da Bergoglio in Vaticano, per un confronto su diseguaglianze sociali, migrazioni, ambiente e pace.
Il 30 agosto del 2019, poco prima dell’inizio del secondo governo Conte, il Papa e Bergoglio si erano incontrati a margine delle esequie del cardinale Achille Silvestrini.
Il Papa, ricorda il sito Il Sismografo, ha già incontrato il premier Conte prima di diventare presidente del Consiglio dei ministri, nel giugno del 2016.
In quell’occasione, Bergoglio, si era recato in visita pastorale a Villa Nazareth, a Roma, il collegio per la formazione universitaria frequentato da Conte durante gli anni degli studi nella Capitale.
La successiva udienza privata durante l’emergenza Coronavirus
Un altro incontro tra i due si è svolto in seguito, durante l’emergenza Coronavirus. Papa Francesco ha ricevuto il Premier Giuseppe Conte in un’udienza privata nella sala della biblioteca del Palazzo Apostolico in Vaticano.
A dare la notizia dell’incontro tra il Pontefice e il presidente del Consiglio è stata la Sala Stampa della Santa Sede. Il colloquio si è svolto nella Biblioteca del Palazzo Apostolico.
In piena allerta pandemia il Premier italiano oltrepassa il Tevere e va in udienza dal Pontefice. Dopo la benedizione planetaria nella piazza San Pietro deserta, il Papa riceve Giuseppe Conte, in forma privata.
Al centro del colloquio nella Biblioteca del Palazzo apostolico vaticano - che si è svolto a distanze di sicurezza - ci sarebbe la situazione nazionale del Coronavirus e delle misure per fronteggiarlo.
Non è noto il contenuto del dialogo avvenuto questa mattina tra il Papa e il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giuseppe Conte, che ha incontrato il Pontefice in udienza privata.
Il contenuto integrale dell’udienza rimane comunque riservato. Non è noto il contenuto del dialogo.
La preoccupazione per i più deboli
L’oggetto della discussione è stata ovviamente l’emergenza Coronavirus, che sta toccando da vicino anche il Santo Padre e la Chiesa.
Francesco sta seguendo costantemente, con apprensione, l’evolversi dell’emergenza, a livello mondiale e in particolare italiano. Oltre che per gli aspetti sanitari generali, il Papa è fortemente preoccupato per le persone più bisognose, che in questo stato di quarantena di massa rischiano di essere ulteriormente abbandonate nelle loro difficoltà.
In mattinata il Santo Padre aveva aperto la messa a Santa Marta, rivolgendo il suo pensiero ai più deboli: «Preghiamo oggi per tanta gente che non riesce a reagire e rimane spaventata per questa pandemia. Il signore li aiuti ad alzarsi e a reagire per il bene di tutta la società e di tutta la comunità».
Un concetto ribadito anche nell’incontro con Giuseppe Conte, stando a quanto dichiarato da Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita: «Il Papa mi ha confidato la sua doppia preoccupazione: nel presente come aiutare i più deboli, per il futuro in che modo uscire rafforzati nella solidarietà, perchè da questa crisi emerga una maggiore fraternità a livello globale».
Non è dunque difficile ipotizzare che nel corso dell’udienza si sia parlato della difficile situazione non solo italiana e che Francesco abbia potuto raccomandare una speciale attenzione alle fasce più disagiate della popolazione.
Il sostegno ai governanti e alle persone fragili
Il Papa conferma così il sostegno spirituale a quanti si trovano in questo momento delicato a dover guidare le diverse nazioni.
Il 12 marzo scorso, ad esempio, all’inizio della Messa da Santa Marta, aveva esortato: «Preghiamo per i nostri governanti che devono prendere la decisione su queste misure: che si sentano accompagnati dalla preghiera del popolo».
Il suo pensiero, dunque, era andato a chi tiene le redini della cosa pubblica e deve fare scelte difficili e anche impopolari.
Francesco aveva fatto già arrivare il suo sostegno a quanto stanno facendo le autorità, e più volte in questi giorni ha evidenziato la loro difficile missione di dover prendere anche misure non facili per il bene di tutti.
Il Vescovo di Roma accoglie il Presidente del Consiglio in un clima molto cordiale. Francesco aveva fatto già arrivare il suo sostegno a quanto stanno facendo le autorità.
Nel corso di un recente incontro con Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, il Pontefice ha voluto ringraziare i tanti volontari che in questi giorni di pandemia continuano a prestare aiuto agli ultimi, e anzi, in alcuni casi hanno intensificato la loro opera di assistenza «ai poveri, ai senza dimora, agli anziani e a tutte le persone fragili».
La vicinanza della Santa Sede all’Italia
Un incontro a sorpresa, quella di Papa Francesco con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in udienza privata in Vaticano nella mattina di lunedì.
Nessun testo su quanto detto tra i due, solo delle foto (forse un po' troppo vicini, ma certamente con precauzioni più che sufficienti).
L’incontro avviene a tre giorni dalla preghiera “mondiale” di Francesco in Piazza San Pietro, ma certamente ha il significato di vicinanza particolare della Santa Sede alla “cara Nazione Italiana” come usa il gergo diplomatico vaticano.
Una vicinanza che si concretizza con aiuti , donazioni (come i ventilatori donati dell'Elemosineria) e il lavoro della Chiesa Italiana sul territorio attraverso la rete della Caritas, braccio caritatevole della Cei.
Il tema: la povertà causata dal coronavirus, divenuta oggetto di preghiera dell’omelia che il Pontefice ha pronunciato venerdì scorso in piazza San Pietro.
Un incontro nel quale Conte ha voluto mostrare al Santo Padre i provvedimenti presi dal governo, raccontare ciò che intende ancora fare il governo anche con il prossimo decreto.
Conte intende seguire le indicazioni del mondo cattolico: aiutare chi soffre la fame, le persone disoccupate e le famiglie in difficoltà.
La vita del Papa durante la pandemia
Dentro le mura leonine i casi di coronavirus sono sei in tutto, tra cui un prelato che frequenta Santa Marta, ma il Papa è risultato negativo ai tamponi.
Bergoglio in questi giorni sta seguendo da vicino le vicende legate alla pandemia del coronavirus: a Santa Marta vive senza entrare in contatto con gli altri ospiti della residenza, ma continua a vedere gente mantenendosi a distanza di sicurezza.
Francesco è circondato da un cordone serrato anti-contagio. Da tempo consuma i pasti da solo nella sua stanza: il cibo glielo portano i segretari.
Però continua a lavorare e a incontrare persone in privato, con il suo staff munito di prodotti disinfettanti.
Sabato c’è stato l’appuntamento con la sindaca di Roma Virginia Raggi: con lei si è parlato della condizione dei poveri, delle periferie e soprattutto degli anziani, soggetti deboli che rischiano di pagare doppiamente l'emergenza coronavirus.
Nei giorni scorsi ha anche incontrato la sindaca di Roma Virginia Raggi.
Dall'inizio della pandemia celebra la messa tutte le mattine da solo e viene trasmessa per oltre mezz'ora in diretta dall'attivissima Vatican News e ripresa da TV2000, televisione della Cei, e da qualche giorno anche da Rai Uno alle 7,00 di mattina.
La preghiera per la pace e l’aiuto umanitario
L'Italia è forse in cima ai pensieri della santa Sede, anche perché è la nazione più colpita ad oggi, ma lo sguardo è sul mondo intero.
All'Angelus in piazza San Pietro di domenica il Papa ha chiesto che si fermi «ogni ostilità bellica», perché «i conflitti non si risolvono attraverso la guerra» e il Covid-19 «non conosce frontiere».
Francesco ha ripresa l'appello del segretario dell'Onu per un «cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo».
Una delle preoccupazioni del Papa è che si creino corridoi per l’aiuto umanitario per aiutare i più vulnerabili.
Di questo ne ha accennato anche quattro giorni fa durante un incontro con il presidente di Sant'Egidio Marco Impagliazzo, chiedendo circa il progetto a favore di una ventina di donne afghane di uscire dal campo di Lesbo per aiutare, con un piccolo stipendio, gli anziani greci della cittadina che sono in difficoltà.
Il primo incontro ufficiale e il dono della Divina Commedia
Sabato mattina Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano il premier Giuseppe Conte. Dopo l’incontro, durato mezz’ora, c’è stato lo scambio di doni e nel prendere congedo, prima di salutarlo, il presidente del Consiglio ha ricordato a Francesco che «lunedì è il suo genetliaco».
Anticipando, così, i suoi auguri. Infatti il 17 dicembre, il Pontefice, compirà 82 anni.
Dopo il colloquio - in cui è probabile ci sia stato uno scambio di opinioni sia su temi internazionali che sulla situazione italiana, ultimamente segnata dallo scontro sull’accoglienza ai migranti - Conte ha fatto dono al Pontefice di tre volumi di un’antica edizione della Divina Commedia di Dante Alighieri, illustrata, con il commento di Niccolò Tommaseo.
L’incontro nella sala della Biblioteca dell’appartamento papale, nel Palazzo Apostolico Vaticano, è stato particolarmente cordiale.
Il premier Conte è stato accompagnato in Vaticano dall’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Pietro Sebastiani.
A dare notizia della visita, la sala stampa della Santa Sede che ha anche precisato che quella di oggi è stata una visita di prassi: all’inizio del mandato di ogni presidente del Consiglio viene inoltrata in Vaticano la richiesta di udienza.
Così come è avvenuto anche per i precedenti premier.
