Confessioni di Sofia Gucci: carriera, scelte e vita privata

Sofia Gucci, poi indicata anche come Sofia Cucci, è un’attrice pornografica italiana di origine rumena che ha iniziato il proprio percorso nel settore per curiosità e divertimento, senza pensare inizialmente a costruire una carriera. Il suo primo film fu “Dirty dance”, diretto da Renzo Reggi, e la pellicola ottenne un notevole successo commerciale per l’epoca.

Nel corso delle interviste, Sofia ha raccontato il rapporto con il lavoro, la famiglia, la notorietà, le relazioni sentimentali, il futuro e i cambiamenti provocati da internet nell’industria pornografica. Il suo racconto restituisce il profilo di una donna determinata, consapevole dei rischi della professione e intenzionata a lasciare il settore prima di sentirsi fuori posto.

Origini e trasferimento in Italia

Sofia nasce il 9 giugno 1986 a Timișoara (in Romania) e si trasferisce in Italia all’età di 10 anni abitando tra Gallipoli e Napoli.

Sono arrivata con i miei genitori a 15 anni, cioè dieci anni fa. La prima volta sono venuta a Lecce, per due anni, i più belli della mia vita. Sono cresciuta molto, ho imparato la cultura italiana e mi sono innamorata per questo di voi.

Io sono nata a Hunedoara, vicino a Timisoara. Lì ho mia mamma, mio papà e i miei fratellini. Ci torno una o due volte all’anno, a volte vengono anche loro.

Da quando sono piccola ho sempre amato l’Italia, dal primo giorno che ho saputo leggere e guardare le telenovelas in tv. E poi noi rumeni siamo i veri cugini degli italiani.

Sapevo già questa lingua prima di venire in Italia, anche se non perfettamente. E quando sono venuta in tre mesi ho imparato l’italiano e in due il napoletano, che è più simile alla nostra lingua.

Tantissime cose. Il calore delle persone, la cucina, di cui sono molto appassionata, e infatti so cucinare solo italiano, non rumeno.

Mi trovo bene dappertutto perché mi so adeguare. Ogni zona ha il modo suo di vivere e di fare ed è giusto che quando vai a casa di altre persone devi adeguarti alle loro regole e non loro a te.

Il nome d’arte e l’identità pubblica

Questa sera AUTRESEX intervista una delle pornostar italiane più quotate e di successo, SOFIA CUCCI (non più “Gucci”, come l’è stato richiesto dalla nota casa di moda).

L’attrice si “confessa”. Ospite speciale del Club 106 di Scanzano Jonico di ANTONIO GRASSO Scanzano Jonico Dolce. Affabile. Praticamente alla mano. Nonostante il successo e la notorietà non si dà arie.

Più che con una star del cinema a luci rosse sembra di parlare con la classica “ragazza della porta accanto”. Al punto da darci subito del tu.

Sofia Gucci (e non più “Gucci”, così come richiesto dall’omonima casa di moda ndr).

L’inizio della carriera

Nel 2006 debutta come attrice pornografica nel film porno “Dirty dance” diretto dal regista Renzo Reggi.

Ne avevo 19 e ho fatto il primo film per curiosità e divertimento, senza pensare alla carriera. Quando uscì in videoteca fu un successo, il più venduto in Italia di quell’anno.

Per caso. E per curiosità. Tutto è cominciato parlando con un amico che conosceva dei produttori. Decisi, così, di mandare qualche foto di un book ad uno di questi. Nemmeno il tempo di inviargliele che me lo trovai sotto casa con una proposta di lavoro.

La prima persona è stata un amico, che poi è diventato anche il mio produttore.

Quanto alla reazione dei miei familiari, la definirei nella norma. Nel senso che non hanno fatto certo salti di gioia, ma nemmeno si sono strappati i capelli. Né mi hanno ostacolato nel mio percorso.

Con mia madre, poi, ho sempre avuto un ottimo rapporto. Da amica più che di madre. Per cui, non ci sono stati grossi problemi, fortunatamente.

Rifarei tutto quello che ho fatto, fino alle ultimo.

Il rapporto con il lavoro

Faccio porno perché mi piace. Sul set godo davvero.

Si, sennò non l’avrei fatto. Mai e poi mai. Io sono fatta così: se una cosa non mi piace non la faccio. Le cose fatte di “peso” non le sopporto proprio.

E’ sbagliato fare qualunque cosa solo per i soldi e non anche per il piacere. Io, francamente, starei male con me stessa. Non ci riuscirei. Per questo dico prima il piacere e poi tutto il resto.

In termini economici, reputi i tuoi introiti adeguati alla difficoltà del tuo lavoro? Non mi lamento, specie se mi guardo intorno.

La sua idea della professione è legata quindi alla possibilità di svolgere un’attività che sente coerente con la propria personalità, senza accettare incarichi vissuti come obblighi o come semplici strumenti per ottenere denaro.

Il lavoro sul set

Descrivi brevemente una tua giornata sul set. Faticosa, talmente faticosa che mi stanco solo a parlarne. L’utente finale vede solo i 20-30 minuti più belli e divertenti ma un set può durare anche 10-12 ore.

Quando fai sesso sul set c’è poco da recitare, meglio lasciarsi andare. Una mia caratteristica è lo “squirting”, se recitassi difficilmente lo raggiungerei.

No, quelli li usano gli attori.

Il lavoro davanti alla cinepresa viene descritto come molto più lungo e impegnativo rispetto alla durata del prodotto finale. La differenza tra le ore trascorse sul set e i pochi minuti mostrati al pubblico è uno degli aspetti meno visibili della professione.

Film, collaborazioni e attività nel settore

Ha lavorato con tante icone dell’hard come Franco Trentalance, Rocco Siffredi, Milly D’Abbraccio, Fernando Vitale e Vittoria Risi.

Nel corso della carriera ha ricordato in modo particolare “Lethal Body”.

Un po’ a tutti, in verità. Anche se uno, in particolare, lo ricorderò sempre. Sto parlando di “Lethal Body”. Lo girammo a Budapest, nel 2010, sotto una pioggia battente. Pazzesco.

L’attore più bravo con cui hai lavorato? Sono due i miei preferiti, Franco Trentalance, che è un bravissimo ragazzo e un grandissimo professionista, e anche molto intelligente: guardo anche quello, sennò non attacca.

E poi c’è un ragazzo che si chiama Denis Marti, molto conosciuto.

E le più brave attrici, esclusa te? L’unica che rappresenta l’Italia, anche se da un po’ non lavora per sua scelta, è Bambola, per me una delle migliori sia nel sesso sia come recitazione nel porno.

Preferisco essere me stessa.

Internet e trasformazione dell’industria pornografica

Reputi internet un bene o un male per l’industria pornografica? Dipende.

In generale la vecchia industria “adult” è stata distrutta, videocassette, cinema e dvd, non esistono proprio più.

Prima si giravano film più costosi ed impegnativi, con trama e recitazione che gratificavano di più le attrici. Ma il grosso del guadagno era delle case di produzione da cui si dipendeva, internet è diventato l’unico canale distributivo e ha dato la possibilità a tutti/tutte di autoprodursi e non dipendere più da nessuno.

Il problema è con i siti “free” come youporn e simili, rovinano il mercato oltre a rendere accessibile il porno ai minorenni…cosa orrenda.

Oggi il modello di lavoro è cambiato rispetto all’epoca delle videoteche, dei cinema e dei DVD. La distribuzione online ha ridotto il ruolo delle case di produzione, ma ha anche creato nuove possibilità di autoproduzione.

Internet ha rovinato il mercato dell’hard come dvd, perciò preferisco autovendermi a farmi vendere dagli altri.

Il prossimo step quale sarà? Continuare a girare nei locali e fare film, visto che ho aperto anche il mio sito e non lavoro più per le case di produzione.

Spettacoli dal vivo e cinema non hard

Preferisci gli show dal vivo sul palco oppure l’atmosfera del set? Tutti e due, visto che li faccio tutti e due! Altrimenti ne sceglierei uno solo. Quando non mi piace una cosa, non la faccio.

Ha avuto anche qualche esperienza con il cinema non hard.

Per me sono sciocchezze, non è che vivo nel mondo delle favole. Vivo nel mondo dell’hard, mi piace quest’ambiente e amo il mio lavoro, però ho fatto qualcosina per divertimento…

Sempre roba sexy, anche una scena di sesso con Gabriel Garko per la serie Il peccato e la vergogna.

Com’è stato? Una bella esperienza. Lui se l’è creduta? Devi chiederlo a lui non a me!

E poi ho fatto la fiction sulla storia di Moana Pozzi con Violante Placido. Mi piacerebbe lavorare ancora con lei perché è una bellissima persona, una grande professionista e una grande attrice.

Notorietà e rapporto con il pubblico

Sei una star, quindi sei famosa. La gente ti riconosce per strada? Più che la gente…gli uomini. Dai 16 ai 60 mi conoscono quasi tutti.

A volte mi ferma qualche donna che mi dice: “sei la pornostar preferita di mio marito ma quel pirla si vergogna…vuoi fare una foto con lui?”

Nei suoi vari profili social è seguita da più di 200.000 contatti.

Il rapporto con il pubblico viene raccontato come una forma quotidiana di riconoscimento, particolarmente frequente tra gli uomini, ma non limitata a loro. La notorietà si manifesta anche in situazioni informali e attraverso richieste di fotografie.

Amicizie e ambiente professionale

Ti capita di rado? No, forse perché io vado d’accordo con tutti: mi faccio rispettare e voler bene. Sono due cose molto diverse. E molto importanti entrambe.

A volte c’è anche amicizia, però falsa, invece questa con Lino è un’amicizia vera. Quelle vere le puoi contare sulle dita di una mano.

Hai amicizie anche tra le colleghe? Zero. C’è, però, rispetto e conoscenza.

C’è anche invidia? Da parte mia no, perché io guardo me stessa e non gli altri, ho un carattere che mi porta ad accontentarmi di quello che faccio io.

Chi è invidioso vorrebbe qualcosa da qualcun altro, per fortuna ho questo carattere che non mi fa interessare a niente delle altre persone.

Posso apprezzare qualcosa di bello, di buono, da prendere come esempio, però invidiare non è una cosa per me.

Relazioni sentimentali e gelosia

Quanto è difficile mantenere una relazione con qualcuno che non appartenga al mondo del porno? E’ difficile, molto difficile. Anche se il compagno lavora nello stesso settore. Il problema della gelosia è sempre dietro l’angolo.

Certo, e secondo me è anche più vero rispetto a qualcuno che non fa il mio lavoro. Non ci vuole solo intelligenza, ci vogliono complicità, fiducia e parlare tanto.

Affrontare i problemi e dire ciò che si pensa e ciò che si vuole, altrimenti il rapporto si rovina.

A parti invertite saresti gelosa? No perché se do tutto al mio uomo non ho paura di niente. E quando avrò un uomo al mio fianco vorrò che sia sincero con me.

E se avrà bisogno di sentire un’altra donna non mi arrabbierò, perché il mondo è fatto di non compatibili e di compatibili.

Tutti sogniamo di trovare l’uomo giusto la prima volta e di viverci tutta la vita, ma non sempre è possibile.

Ma chi fa il tuo lavoro può avere un legame vero o sarà sempre forzato? Certo, e secondo me è anche più vero rispetto a qualcuno che non fa il mio lavoro.

Per preferenza personale, Sofia dichiara di non cercare in un uomo soltanto l’aspetto esteriore.

Ma che uomo vuole la Gucci? “Bello dentro più che fuori e che mi faccia sentire donna in ogni senso”, ma per ora non lo cerca.

Non mi interessa dov’è nato, m’interessa come si comporta con me e quanto riesce a farmi sentire donna, in tutti i modi.

Lo hai trovato? Per adesso no perché non lo cerco e sto bene da sola.

Orientamento e vita privata

Sulla tua pagina Wiki sei definita bisessuale; nella vita di tutti i giorni, preferisce gli uomini, le donne o mantieni un orientamento misto? Perché?

Ma non l’ho fatta io quella pagina. Con una donna, se bella e femminile, ci gioco molto volentieri ma senza un uomo non è mai sesso vero. Diciamo che sono vagamente bisex.

Le dichiarazioni riportate descrivono quindi un orientamento vissuto in modo non rigido, con una preferenza per i rapporti con gli uomini.

Immagine, forma fisica e chirurgia

I requisiti fisici di una porno star sono estremamente alti: cosa fai per mantenerti in forma? Poco o niente. Un po’ di Judo e il pattinaggio ma per piacere personale, non per tenermi in forma.

E mi piace tanto la pasta…in tutte le salse.

Quando hai capito di essere bella? Non mi reputo bella, mi reputo una persona semplice, è meglio che siano gli altri a dire se sei bella o no.

Mi sento una bella persona come carattere, dentro, a volte è più importante. Se sei bello fuori e vuoto dentro, sei brutto.

E nella mia vita voglio un uomo che sia bello dentro e non fuori.

A limite c’è la chirurgia, che ne pensi? All’inizio ero contraria, però se una persona si ritocca qualcosa e sta bene con se stessa è meglio farlo, perché guadagna fiducia.

Prime esperienze e sessualità

Ricordi quando l’hai fatto la prima volta? A 15 anni, e non mi entusiasmò. Lui era un coetaneo ed era più imbranato di me.

E’ vero che infine è sempre la donna che riesce a dare più piacere alla donna stessa? Non so, non a me. Il piacere completo lo raggiungo con un uomo.

Torni a casa; sfibrata da una giornata di lavoro, il tuo compagno ha voglia di te… Lo accontenti o cerchi di ucciderlo?

Se a casa c’è un compagno ad aspettarmi è più probabile che sia io a saltargli addosso io. Deve essere lui ad accontentare me.

Famiglia ed educazione sessuale

L’hard su Internet è una forma di educazione sessuale per un ragazzino, forse l’unica che è rimasta? Soprattutto, anche perché i genitori non parlano con i figli di queste cose ed è la cosa più sbagliata.

Non bisogna avere vergogna di parlare con i propri figli. Ok, non è facile, ma bisogna trovare il modo.

Con mia madre ho un rapporto di amicizia, le ho detto dal primo giorno in cui ho fatto sesso e oggi sa che faccio il porno.

E tuo padre? Uguale.

Il tema dell’educazione sessuale viene quindi collegato alla necessità di un dialogo familiare aperto, senza affidare ai contenuti pornografici il compito di sostituire una comunicazione educativa.

Religione e giudizio degli altri

Quanto pesa l’aspetto religioso? Sono una persona molto credente ma secondo me Dio non guarda il corpo, che va seppellito, guarda l’anima, che se la porta in cielo.

Inutile che vai casa e chiesa e poi ci sono tanti preti che se ne approfittano. Perciò preferisco fare il mio lavoro, essere una peccatrice e poi sarà Dio a giudicarmi se vado bene o no.

È facile giudicare gli altri ma non se stessi.

C’è tempo anche per parlare di educazione sessuale, “c’è rimasto solo il porno perché i genitori non parlano con i figli” e di religione, “sono credente ma anche una peccatrice e sarà Dio a giudicarmi, non le persone”.

Durata della carriera e ritiro

Quanto può durare la carriera di una porno attrice? Cosa vorresti fare dopo? L’eta si è allungata, uno dei generi più apprezzati in internet è quello delle Milf, termine che indica le donne, spesso bellissime tra i 40 e 50 anni.

Il giusto sarebbe farla durare finché ci si diverte. Io ho già pianificato il mio ritiro, tra 3 anni…. vorrei lasciare un bel ricordo di me. Dopo farò la mamma.

Hai detto che la carriera di una pornostar è come quella di un calciatore, si smette presto.

È giusto, si comincia presto e si smette presto perché per stare sul palco una donna dev’essere apprezzata dal pubblico e non fischiata.

Perciò deve fare questo lavoro finché sta bene con se stessa.

Meglio lasciare un bel ricordo che arrivare al punto che la gente dica ‘guarda quella!’.

Fino a quando crede di continuare a far parte di questo mondo? Fino allo scoccare dei 30 anni. Questo è il “limite” che mi son posta.

Ciò non vieta, però, una possibile anticipazione. Anzi. Una cosa è certa: non appena dovessi sentire gli stimoli venire meno non ci penserò due volte a smettere.

Perché me ne voglio uscire a testa alta. Ed essere ricordata per quello che ho fatto e non come quella che a 40 (o giù di lì) è ancora sulla scena.

Progetti dopo il porno

Non fa troppi progetti per il futuro ma alla fine svela il suo sogno: aprire un ristorante napoletano, “so cucinare qualsiasi cosa”, ci risiamo con i fornelli.

Infatti il mio sogno è aprire un ristorante napoletano, la cucina che preferisco. Ho un grande amore per il popolo napoletano.

Hai detto, in una recente intervista, che “Per il futuro penso di aprire un ristorante o a un negozio di scarpe”? Confermi?

Si, confermo. Mi piacerebbe aprire un ristorante, visto che adoro la cucina napoletana. Perché no. O, magari, tutte e due (ristorante e negozio di scarpe ndr). Vedremo.

Quando smetterai cosa vorrai fare? Non sono una persona che sogna, vivo al momento quello che viene.

Perciò non lo so, l’importante è avere il lavoro e la salute, se hai questo poi potrai decidere cosa vuoi fare.

Per adesso mi godo il mio lavoro.

Nel tempo libero cosa ti piace fare? Passeggiare, riposare e poi la mia passione, cucinare. Cucino spesso per i miei amici.

Produzione indipendente e ambizioni professionali

Il suo rapporto con l’autonomia professionale si è rafforzato con la produzione indipendente e con la scelta di non dipendere esclusivamente dalle case di produzione.

Continuare a girare nei locali e fare film, visto che ho aperto anche il mio sito e non lavoro più per le case di produzione.

Perché? Internet ha rovinato il mercato dell’hard come dvd, perciò preferisco autovendermi a farmi vendere dagli altri.

Ti interessa diventare una regista? Non voglio fare la regista, voglio fare l’attrice. So tenere la telecamera in mano ma non è il mio compito.

Uno deve fare quello che sa fare. Non puoi nascere pornostar e diventare dj, come fanno tante che non vengono più chiamate.

Meglio ritirarsi e fare più bella figura che diventare qualcosa che non sei.

Progetti a medio- breve termine? Il mio primo film da produttrice, con protagonista la brava e promettente Martina Gold.

Rapporto con l’estero e con gli Stati Uniti

Che ne pensi dell’hard statunitense? È molto più avanti del nostro, anche se non ci ho mai lavorato.

Mi piacerebbe, mi è stato proposto, ma per lavorare lì devi parlare molto bene l’inglese e visto che non sono capace non posso buttarmi.

Non sei capace o non vuoi? Impari una cosa velocemente quando sei appassionata. Se devi impararla solo per lavoro non è facile.

L’italiano l’ho imparato in tre mesi perché lo desideravo, l’inglese chi se ne frega!

Oggi fuori dall’Italia ci vivresti? Certo, a casa mia in Romania.

Come sta la Romania oggi? I prezzi sono troppo alti e le persone vengono pagate una miseria.

Bisogna bilanciare il livello di vita, se la spesa costa 100 euro a settimana non puoi pagare uno stipendio mensile di 200.

Personalità e autorappresentazione

Sofia Gucci è ENFP e Enneagramma Tipo 6w5.

Sofia Gucci, come un ENFP, tende ad essere idealista e avere alte aspettative. Possono rimanere delusi quando la realtà non incontra i loro ideali.

Le persone di questo tipo preferiscono vivere nel momento presente e seguire il flusso. Ricondurle in un concetto di aspettative potrebbe non essere la migliore opzione per la loro crescita e maturità.

Gli ENFP sono incoraggianti per natura e sono sempre alla ricerca di modi per aiutare gli altri. Sono anche impulsivi e amanti del divertimento, e amano nuove esperienze.

Non giudicano le persone in base alle loro differenze. Grazie al loro carattere ottimista e impulsivo, potrebbero piacere esplorare l’ignoto in compagnia di amici divertenti e estranei.

Si può dire che la loro gioia sia contagiosa, persino per i membri più conservatori del gruppo.

Per loro, la novità è un piacere incomparabile che non abbandonerebbero mai. Non temono di accettare pensieri grandi ed estranei e trasformarli in realtà.

Sofia Gucci è un tipo di personalità Sei dell’Enneagramma con un’ala Cinque o 6w5.

I 6w5 sono persone più introverse, autocontrolate e intellettuali rispetto ai Settimi. Sono di solito i sapientoni che sembrano avere tutto sotto controllo in un gruppo.

Il loro amore per la privacy può talvolta sembrare distante con l’influenza di questo sistema di orientamento interno chiamato “L’Ala Cinque”.

Presenza nei media

Oltre al suo lavoro nell’industria dell’intrattenimento per adulti, Gucci si è anche cimentata nei media mainstream.

È apparsa in vari programmi televisivi italiani, tra cui “Domenica Cinque” e “Amici di Maria De Filippi”.

Gucci ha anche scritto un libro chiamato “Sofia Gucci: Confessioni di una pornostar”, che racconta la sua vita e le sue esperienze nell’industria per adulti.

Nel complesso, Sofia Gucci si è fatta un nome come una nota interprete per adulti di successo e personaggio dei media.

Ha accumulato un significativo seguito e ha ricevuto vari premi, tra cui il premio Hot d’Or per la Miglior Starlett Europea nel 2009.

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