Concerto ecumenico dei Santi Apostoli a Verona: storia, significato e repertorio

Il concerto ecumenico nella chiesa dei Santi Apostoli di Verona si inserisce nella lunga attività del Coro Ecumenico di Verona e nelle iniziative del Consiglio delle Chiese Cristiane della città. La chiesa dei SS. Apostoli ha ospitato una liturgia di apertura della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani il 18 gennaio 2014 e un analogo momento liturgico il 18 gennaio 2011.

Il rapporto tra i Santi Apostoli e il percorso ecumenico veronese è documentato anche dal concerto “La polifonia del popolo di Dio”, tenuto il 25 gennaio 2009 nella Chiesa dei SS. Apostoli, e dalla celebrazione ecumenica della Parola di Dio organizzata il 18 gennaio 2007 nella Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

Il significato del concerto ecumenico

Il Consiglio delle Chiese Cristiane di Verona, nato circa vent’anni fa al tempo del vescovo Flavio Roberto Carraro, è un organismo che riunisce tutte le Chiese Cristiane presenti nella città: la Chiesa Cattolica, la Chiesa Valdese, la Chiesa Luterana, la Chiesa Ortodossa Romena e la Chiesa Ortodossa Russa.

L’obiettivo è quello di realizzare, anche a livello locale, ciò che viene fatto a livello nazionale e internazionale riguardo alla conoscenza e al dialogo fra le varie confessioni cristiane. Uno degli aspetti qualificanti è la preparazione condivisa della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, che si tiene, naturalmente anche a Verona, ogni anno dal 18 al 25 gennaio.

All’interno di questa realtà è nato nel 2006 il Coro Ecumenico, che riunisce cantori delle varie confessioni cristiane in un repertorio di canti condivisi, perché la qualità e la quantità dei contenuti condivisibili degli stessi è assolutamente ricca e importante: il Credo, le preghiere - a cominciare dal Padre Nostro - e ogni canto ad estrazione biblica.

Chiesa dei Santi Apostoli Verona

Il Coro Ecumenico di Verona

In passato sono stato membro del Consiglio delle Chiese, quale rappresentante della Chiesa Valdese. Sono poi il fondatore e il direttore del Coro Ecumenico perché l’ecumenismo, per me, si realizza facilmente nell’esercizio della mia professione di musicista.

Il coro riunisce persone appartenenti a diverse tradizioni cristiane e costruisce attraverso la musica uno spazio di ascolto, preghiera e condivisione. La sua attività comprende concerti, celebrazioni ecumeniche, partecipazioni liturgiche e programmi dedicati alla Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

La musica ha una grande forza di aggregazione nella spiritualità. Quando si fa musica e canto, insieme avviene una straordinaria condivisione; il linguaggio musicale è universale ed è certamente di grande aiuto per unire persone e percepire insieme quel senso di fratellanza/sororità che è profondamente umano e divino insieme.

“La polifonia del popolo di Dio”

Il concerto che abbiamo realizzato in San Pio X - e che faremo ancora a Molina di Fumane - è nato dalla frequentazione assidua del repertorio dei canti di Taizé, che da sempre fa parte della nostra programmazione corale.

La novità di questo progetto è quella di coinvolgere alcuni strumentisti dell’Orchestra dell’Università di Verona, con i quali abbiamo potuto realizzare quello che si fa abitualmente a Taizé, ossia un accompagnamento dei canti con varianti strumentali che impreziosiscono e che arricchiscono l’ascolto.

Nei nostri concerti sottolineiamo la “polifonia” del popolo di Dio giocando ovviamente su un doppio significato. Da un lato, abbiamo la sovrapposizione delle voci che realizzano melodie diverse che si armonizzano fra loro: ed è l’aspetto musicale che caratterizza ogni coro.

Dall’altro, abbiamo l’incontro di persone diverse per appartenenze confessionali e tradizioni, che, nella comune fede in Cristo Signore, trovano un punto d’incrocio fondamentale che consente di superare ogni barriera, anche di carattere teologico-dottrinale.

Il repertorio di Taizé

La scelta deriva dalla grande tradizione ecumenica della Comunità di Taizé, che da oltre 80 anni rappresenta un modello originale di testimonianza e di dialogo tra le Chiese, con particolare attenzione all’aspetto liturgico, nel quale, naturalmente, trova ampio spazio la musica.

Si tratta di canti composti già parecchi decenni fa da alcuni compositori - in particolare Jacques Berthier - che hanno saputo unire la vocazione liturgica e di preghiera della Comunità con una competenza musicale assolutamente evidente: il risultato è un canto polifonico molto espressivo e spiritualmente incisivo, una vera e propria preghiera resa col canto, molto duttile sul piano musicale, perché si presta non solo alla ripetizione meditativa, ma anche a varianti prodotte da inserti strumentali elastici, nel senso che più strumenti possono realizzare diverse varianti, realizzando un prodotto musicale molto efficace.

Si tratta di modalità che “danno le ali” allo spirito della preghiera. Il repertorio di Taizé è ormai noto e stabilizzato da decenni, anche perché si tratta di canti, di per sé, molto semplici da eseguire, anche se, ripeto, molto efficaci per l’effetto espressivo e per lo spirito di preghiera a loro connaturato.

Si possono senz’altro definire ecumenici sia perché - anche nelle nostre esecuzioni - coinvolgono cantori delle maggiori confessioni cristiane, sia per la scelta dei testi, totalmente condivisi da tutte le confessioni: sono i testi della fede e delle preghiere radicati nella stessa Parola biblica.

I temi spirituali dei canti

Nel nostro programma partiamo dalla constatazione della sofferenza umana e del turbamento, come nel famosissimo Nada te turbe. Siamo consapevoli che la nostra vita è un cammino a volte molto difficile, in alcuni momenti davvero oscuro, eppure nella fede riconosciamo la luce, la presenza divina nella nostra vita, e questo ci dà forza.

Ascoltiamo, ad esempio, De noche e In questa oscurità. Un altro aspetto veramente fondamentale è l’invocazione della pace, un’invocazione sempre più forte in questo momento tragico che stiamo vivendo nella storia dell’umanità.

Perciò proponiamo Dona la pace Signore e Dona nobis pacem cordium. Infine, il nostro programma giunge alla lode e al giubilo, con canti come Esultate in Dio e Jubilate Alleluia.

Momento del programmaCanti
Sofferenza e turbamentoNada te turbe
Luce e presenza divinaDe noche; In questa oscurità
Invocazione della paceDona la pace Signore; Dona nobis pacem cordium
Lode e giubiloEsultate in Dio; Jubilate Alleluia

La preghiera del Padre Nostro nelle diverse tradizioni

Giovedì 31 gennaio il Coro ha cantato nell’ambito della rassegna "La fede nel segno della bellezza" al Seminario di Verona. Il tema è stato la preghiera del "Padre nostro", che il Coro interpreta secondo varie tradizioni: medievale ("Pater noster" gregoriano), luterana, ortodossa (Bortniansky, Ciaikowsky, Kedrov), cattolica (Liszt, Duruflè).

Un programma dedicato allo stesso tema fu presentato il 12 maggio 2013 nella Sala Morone del Convento di San Bernardino, in occasione della festa dell’Ascensione.

  • Anonimo medievale, Pater Noster;
  • Liturgia ortodossa romena, Tatǎl Nostru;
  • Anonimo del XVIII secolo, Padre Nostro luterano;
  • D. Bortniansky, Otche Nash;
  • P. Ciaikowsky, Otche Nash;
  • N. Kedrov, Otche Nash;
  • F. Liszt, Pater Noster;
  • M. Duruflé, Notre Père.

Il tema della preghiera comune permette di accostare repertori differenti senza cancellare le identità confessionali. La varietà delle lingue, degli stili e delle forme musicali diventa così una rappresentazione concreta della pluralità presente nel cristianesimo.

Il concerto del 20 gennaio 2013

Domenica 20 gennaio 2013, nella Chiesa di S. Francesco all’Arsenale (viale della Repubblica 9, Verona) si è tenuto un concerto nell’ambito della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, organizzato dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Verona.

Accanto al Coro Ecumenico il pubblico (che ha riempito la chiesa) ha potuto apprezzare il coro della Chiesa Ortodossa Russa e il Coro Ganaense della Chiesa Metodista.

Il programma comprendeva la preghiera del “Padre nostro” secondo diverse tradizioni e la cantata Der Herr ist mit mir di Dietrich Buxtehude, basata sulle parole del Salmo 117/118.

L’esecuzione della Cantata è affidata ad un flauto concertante, organo, quattro cantori solisti e Coro. Il programma sarà replicato domenica 12 maggio 2013 (festa dell’Ascensione) in una chiesa del centro storico di Verona.

Il concerto nella chiesa dei Santi Apostoli

Il 25 gennaio 2009, nella Chiesa dei SS.Apostoli di Verona, il Coro ha presentato il concerto “La polifonia del popolo di Dio”. L’appuntamento apparteneva a una stagione di iniziative che comprendeva celebrazioni ecumeniche, concerti e momenti di dialogo tra le diverse Chiese cristiane.

La chiesa dei Santi Apostoli è stata inoltre uno dei luoghi veronesi coinvolti nella Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Nel gennaio 2011 il Coro ha partecipato all’apertura della Settimana il 18 gennaio nella Chiesa dei SS. Apostoli a Verona.

Nel gennaio 2014 ha partecipato alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, organizzata a Verona dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Verona, cantando alcuni pezzi nella liturgia di inaugurazione, sabato 18 gennaio, nella Chiesa dei SS. Apostoli.

La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

Il mese di gennaio 2011 è stato, come ogni anno, molto intenso per il Coro Ecumenico di Verona, chiamato a testimoniare la propria vocazione nell'ambito della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani.

Il Coro ha tenuto due concerti, il 15 gennaio nella Parrocchiale di Sona e il 22 nella Chiesa di S. Francesco all'Arsenale, a Verona. Inoltre ha partecipato a due momenti liturgici, in occasione dell'apertura della Settimana (18 gennaio) nella Chiesa dei SS. Apostoli a Verona, e in occasione della chiusura (25 gennaio) nella Chiesa di S. Martino a Negrar.

Il programma comprendeva un repertorio vario, dal Medioevo alla musica del '900 e ai canti di Taizè, presentato con la consueta abitudine "polifonica", cioè nell'alternanza di più voci di lettori; le presentazioni hanno evidenziato i contenuti del repertorio scelto, che esprime vari temi liturgici mediante le tradizioni musicali delle varie confessioni cristiane.

Le liturgie ecumeniche erano quest'anno incentrate sul versetto di Atti 2, 42: "Uniti nell'insegnamento degli apostoli, nela comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera". Sono stati, per il Coro, momenti intensi di partecipazione, tra l'altro condivisa con i cori delle due parrocchie ospitanti.

Concerti ed eventi ecumenici a Verona

Il percorso del Coro Ecumenico comprende numerosi appuntamenti realizzati a Verona e in altri centri del territorio. Nel 2007 si ricordano il concerto al S. Salvatore Vecchio del 15 gennaio, la celebrazione ecumenica della Parola di Dio a S. Pietro Martire del 18 gennaio, il concerto nella Cappella dell’Istituto delle Suore Orsoline del 26 maggio, la liturgia luterana a S. Pietro Martire del 30 settembre e il concerto nella Chiesa Valdese del 20 ottobre.

Nel 2007 il Coro ha inoltre partecipato al Meeting “Insieme per l’Europa”, organizzato il 19 maggio nella Sala Convegni della Banca Popolare di Verona, e al concerto “Ecumenicondivisione”, tenuto il 24 novembre nella chiesa di Santa Maria Assunta.

Nel 2008 il calendario ha compreso la celebrazione ecumenica “Veglia di preghiera con i giovani di Verona” a S. Zeno il 25 gennaio, la Giornata del dialogo ebraico-cristiano al Teatro Stimmate il 3 febbraio, il concerto di Natale nella chiesa di S. Giovanni in Foro il 13 dicembre e ulteriori concerti dedicati a “La polifonia del popolo di Dio”.

Nel 2009, oltre all’appuntamento del 25 gennaio nella Chiesa dei SS.Apostoli, il Coro ha presentato lo stesso progetto a Isola della Scala, a Poiano di Valpantena e a Rovereto, mentre a Verona ha tenuto il concerto di Natale nella chiesa di S. Stefano il 18 dicembre.

Nel 2010 si ricordano la testimonianza con canti nell’Abbazia di Maguzzano, il concerto di testimonianza ecumenica nella chiesa di S. Nicolò all’Arena, il concerto di Pasqua nella chiesa di S. Francesco, il concerto corale nella Chiesa Valdese, il dialogo cristiano-islamico nella Moschea Islamica e il concerto “La polifonia del popolo di Dio” nella chiesa parrocchiale di S. Massimo.

Nel 2012 il Coro ha tenuto un concerto ecumenico nella chiesa di S. Stefano il 22 gennaio, il concerto “Il canto si fa preghiera comune” nella chiesa di S. Massimo il 23 gennaio e un ulteriore concerto ecumenico nella Chiesa Valdese il 19 giugno.

Nel 2013 sono seguiti il concerto ecumenico nella chiesa di S. Francesco il 20 gennaio, il concerto al Seminario Maggiore del 31 gennaio e il concerto per la festa dell’Ascensione nella Sala Morone del Convento di San Bernardino il 12 maggio.

Il programma del 2014

Sabato 14 dicembre 2013 il Coro ha tenuto il tradizionale concerto di Natale nella Chiesa della Madonnina a San Giovanni Lupatoto (VR). Nel gennaio 2014 ha partecipato alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, organizzata a Verona dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Verona, cantando alcuni pezzi nella liturgia di inaugurazione, sabato 18 gennaio, nella Chiesa dei SS. Apostoli, e tenendo poi un concerto nella Chiesa di S. Maria Maggiore a Bussolengo (VR) domenica 19 gennaio.

In questa ultima occasione il Coro ha cantato un programma che comprendeva musiche della tradizione ebraica, delle singole tradizioni confessionali (cattolica, protestante ed ortodossa) ed inoltre un repertorio specificamente preparato per la condivisione ecumenica, come è il caso dei canti composti per la Comunità di Taizé e quelli preparati per l'Assemblea mondiale del CEC.

In questo modo abbiamo potuto testimoniare in modo fraterno i vari aspetti della fede comune: la gioia dello stare insieme, la confessione di peccato, la lode, la celebrazione della santità di Dio, la preghiera per la pace.

Dopo i concerti di Bussolengo (19 gennaio 2014) e di Verona (20 marzo), il Coro ha eseguito il concerto del 14 giugno 2014, nella Pieve di San Giorgio in Valpolicella.

La Misa Criolla e l’apertura alle tradizioni musicali

La Misa Criolla del compositore argentino Ariel Ramírez (1921-2010) è una composizione che utilizza i testi dell'Ordinarium Missae, in lingua spagnola, rivestendoli di ritmi e colori che sono tipici della tradizione popolare sudamericana.

Si tratta di una messa creola e con questo aggettivo si intende originariamente l'incontro tra cultura europea e cultura indigena del Sudamerica. Per un coro amatoriale, questa bellissima opera è una straordinaria occasione di formazione musicale.

La relativa semplicità delle parti vocali si inserisce in un contesto di strepitosa vitalità ritmica o, in altri momenti, in situazioni di intenso, struggente lirismo. La musica utilizza una scrittura classica corale a quattro parti, con due voci soliste e un gruppo strumentale caratterizzato da strumenti a percussione, tastiera e chitarra.

La Misa Criolla si svolge nelle cinque tradizionali sezioni dell'ordine liturgico, che ha una grande valenza ecumenica in quanto si tratta di testi che sono accettati dalla teologia delle tre grandi confessioni cristiane, la cattolica, la protestante e l'ortodossa.

L'uso della lingua spagnola, al posto della lingua ecclesiastica latina, avvicina quest'opera alla sensibilità moderna, affermata inizialmente in ambito protestante e sancita, proprio negli stessi anni della composizione di Ramirez, dalla riforma liturgica cattolica, decisa dal Concilio Vaticano II.

E infatti, figlia del Concilio può a ben ragione considerarsi questa composizione musicale, realizzata nel 1964 e basata sulla traduzione del testo liturgico eseguita dalla Commissione Episcopale del Sudamerica in seguito alle indicazioni del Concilio stesso.

Le cinque sezioni della Misa Criolla

  • Il Kyrie (“Señor, ten piedad de nosotros”) utilizza gli stilemi di canti popolari del Nord dell'Argentina, la vidala e la baguala.
  • Il vivacissimo Gloria (“Gloria a Dios en las alturas”) utilizza il ritmo antico del carnavalito, alternato ad una sezione centrale contrastante.
  • Nel Credo (“Creo en Dios, Padre Todopoderoso”), il ritmo della chacarera trunca evoca origini andine.
  • Il festoso Carnaval cochabambino accompagna le parole bibliche del Sanctus, Osanna et Benedictus.
  • L’opera si conclude con i toni sommessi e suggestivi dell’Agnus Dei (“Cordero de Dios”), in Estilo pampeano.

Gli ultimi concerti del Coro, prima della pausa estiva, sono stati tenuti ad Arco (Trento) il 13 marzo, a Verona, nella bellissima Chiesa di S.Lorenzo, il 15 maggio e a Mozzecane (Verona), il 22 maggio: in questo ultimo caso il Coro è stato invitato a partecipare ad una Rassegna corale organizzata dal Coro di quella Parrocchia.

In tutte queste occasioni il Coro Ecumenico ha testimoniato il proprio impegno di condivisione e fraternità con un repertorio vario e accurato. Ma dal primo lunedì di settembre sono riprese le prove regolari settimanali; in programma, per i prossimi concerti, accanto alla ripresa di pezzi del repertorio già eseguito, lo studio e l'esecuzione della "Misa Criolla" di Ramirez.

Il contributo di Père Aimé Duval

Père Aimé Duval (1918-1984), è stato sacerdote gesuita, ed è divenuto molto noto negli anni Cinquanta del secolo scorso come cantautore di canzoni di ispirazione cristiana.

Ebbe molto successo, perché propose un modo completamente nuovo di avvicinarsi alla musica da parte di un ecclesiastico, in un’epoca che ancora precedeva - ma già preparava - il Concilio Vaticano II.

Le sue canzoni erano cantate da lui stesso, con naturalezza e con un semplice accompagnamento di chitarra. Lo stile era simile a quello dei grandi cantautori francesi dell’epoca, quelli che poi hanno ispirato i nostri De Andrè, Tenco, Paoli.

La sua fede e il suo stile ecumenico ci ricordano un suo contemporaneo, padre David Maria Turoldo, sacerdote, monaco e poeta italiano. I testi di Duval - radicati nella Parola - hanno, tuttora, una forte valenza ecumenica e universale.

Ricordavo i suoi canti da vecchi dischi in vinile della mia infanzia: così ho realizzato inedite versioni per voce, coro e strumenti. In questo Concerto eseguiamo Seigneur mon ami, ma abbiamo preparato - ed eseguiremo presto - anche Le Seigneur reviendra.

Un repertorio tra confessioni, epoche e culture

Il repertorio del Coro comprende musiche medievali, rinascimentali, barocche, romantiche e contemporanee, insieme a canti liturgici e brani provenienti da diverse tradizioni cristiane. La scelta dei programmi non mira soltanto alla varietà stilistica, ma mette in evidenza i contenuti condivisi della fede.

La polifonia, in questo contesto, non indica soltanto una tecnica compositiva. Le voci che procedono insieme senza essere identiche rappresentano l’incontro di comunità differenti, mentre la comune armonia esprime la possibilità di una relazione costruita attraverso l’ascolto.

Il concerto ecumenico dei Santi Apostoli a Verona appartiene quindi a una storia più ampia, nella quale la musica diventa celebrazione, testimonianza e strumento di dialogo tra la Chiesa Cattolica, la Chiesa Valdese, la Chiesa Luterana, la Chiesa Ortodossa Romena e la Chiesa Ortodossa Russa.

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