La distanza tra Grottazzolina e l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra è adatta a una gita in bicicletta di difficoltà media, con fondo prevalentemente asfaltato e partenza situata accanto a un parcheggio. Il percorso richiede una buona preparazione fisica, ma è indicato per ciclisti di ogni livello.
L’itinerario conduce dalla zona di Grottazzolina alla Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, nel territorio di Urbisaglia e Tolentino, dove si trovano l’abbazia cistercense, sentieri naturalistici, il lago Le Vene e importanti testimonianze archeologiche legate all’antica città romana di Urbs Salvia.
La distanza esatta dipende dal tracciato scelto e dal punto di partenza a Grottazzolina, mentre il percorso ciclistico descritto è classificato come moderato, con superfici per lo più asfaltate e un livello di difficoltà indicato come medio.
Caratteristiche del percorso in bicicletta
Moderate bike ride. Good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
The starting point of the route is right next to a parking lot.
Il percorso attraversa aree protette, perciò è necessario verificare le norme locali applicabili lungo il tracciato. In alcuni punti della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, nella stagione appropriata, è possibile osservare la nidificazione dei limicoli e di altri uccelli acquatici.
Last updated: July 25, 2024.
La pianificazione del percorso è stata effettuata tramite komoot.
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Tipo di itinerario | Percorso ciclistico |
| Difficoltà | Media |
| Condizione fisica | È richiesta una buona preparazione fisica |
| Fondo | Prevalentemente asfaltato |
| Idoneità | Adatto a tutti i livelli di esperienza |
| Partenza | Accanto a un parcheggio |
Arrivo: l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra
L’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, fondata nel 1142 dai Cistercensi di Milano, unisce austerità romanica e semplicità cistercense: tre navate, capitelli unici, chiostro e pozzo ottagonale. Oggi è cuore della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra.
Il monastero fu fondato nel 1142 da Guarnerio II, duca di Spoleto e marchese d’Ancona, forse sul sito di un precedente monastero benedettino del 1098.
Dalla sua fondazione, l’Abbazia conobbe tre secoli di splendore grazie a numerose vocazioni e a generosi lasciti, fino al saccheggio del chiostro e della chiesa operato da Braccio da Montone nel 1422.
Privata d’autonomia, passò a cardinali commendatari - che restaurarono chiostro e navate - quindi ai Gesuiti, che vi eressero magazzini, stalle e case coloniche.
Nel 1773 la nobile famiglia Giustiniani Bandini acquistò il complesso, aggiungendo sul lato sud un elegante palazzo neoclassico e dando vita a un giardino all’inglese con lecci secolari.
Alla loro estinzione, nel 1918, il patrimonio di 1.800 ettari fu affidato a una fondazione agraria che, nel 1985, istituì la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra; nello stesso anno i Cistercensi fecero ritorno per restaurare la vita monastica, fino alla loro ultima partenza nel 2018.

La chiesa e gli ambienti del monastero
La chiesa, a tre navate e pianta a croce latina, conserva ancora capitelli unici, due rosoni e affreschi tre-quattrocenteschi, mentre le volte a crociera furono sostituite da capriate lignee.
Nel refettorio dei conversi spiccano sette colonne riciclate da Urbs Salvia; al centro del chiostro quadrato si trova un pozzo ottagonale che alimenta una cisterna sotterranea.
Tra gli altri ambienti di rilievo si trovano il cellarium, utilizzato come magazzino e dormitorio dei conversi, la sala delle oliere con canali di drenaggio, le grotte-cantine sotto la chiesa e la raccolta di reperti archeologici provenienti da Urbs Salvia.
L’ingresso del monastero è accanto alla chiesa: arrivando dall’area del parcheggio si incontra prima la porta dell’abbazia.
La visita dura dai 30 ai 45 minuti e prevede il pagamento di un biglietto di 5 euro a persona, oppure di 12 euro scegliendo l’offerta combinata con il vicino parco archeologico di Urbs Salvia a Urbisaglia.
Pagato il biglietto si accede al chiostro dell’abbazia, dove al centro si trova un pozzo, sotto il quale c’era una cisterna, da cui i monaci cistercensi attingevano l’acqua.
La prima tappa del percorso è il refettorio dei conversi, religiosi laici che si occupavano del lavoro manuale, come la coltivazione dei campi, l’allevamento dei bovini e delle pecore e la bonifica delle paludi.
Dal refettorio dei conversi si raggiunge un grande giardino in stile inglese, con alle spalle Palazzo Giustiniani Bandini, residenza della nobile famiglia di Camerino che entrò in possesso dell’abbazia alla fine del Settecento, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù.
Il palazzo in stile neoclassico fu realizzato nei primi anni dell’Ottocento su disegno di Ireneo Aleandri, lo stesso architetto che a Macerata ha progettato lo Sferisterio.
Il percorso prevede poi il ritorno nel chiostro e la visita alla Sala del Capitolo, dove i monaci erano soliti riunirsi al mattino per la lettura del martirologio e di un capitolo della Regola di San Benedetto.
In questa sala i cistercensi si radunavano anche per eleggere e seppellire gli abati, commemorare i defunti e discutere delle questioni legate alla vita del monastero.
Un piccolo corridoio conduce alle grotte sotterranee dell’abbazia di Fiastra. Al loro interno è ospitato il Museo del Vino, una piccola sala accessibile gratuitamente, dove sono esposti gli strumenti utilizzati in passato dai contadini del luogo per produrre il vino, tra cui le botti di rovere.
Nel chiostro si trovano anche il capitello ionico e la sala delle oliere. Il capitello conferma che per la costruzione dell’abbazia sono state usate le rovine dell’antico centro romano di Urbs Salvia.
La sala delle oliere ospita alcuni reperti archeologici dell’area rinvenuti durante gli scavi che hanno portato alla luce Urbs Salvia. La raccolta è costituita soprattutto da documenti epigrafici, ma comprende anche i ritratti dell’imperatore romano Augusto e del figlio Druso maggiore.
In passato, questa sala era adibita alla conservazione dell’olio d’oliva prodotto dai monaci, motivo per cui conserva il nome attuale.
La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra
“Ora et Labora”, “Cruce et aratro”: queste sono le regole fondamentali che hanno sempre ispirato il lavoro dei Cistercensi nell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.
Un’attività che, nel corso di centinaia di anni, ha creato un patrimonio inestimabile e ha aggiunto ulteriore valore a questo territorio.
La Riserva Naturale di Fiastra è stata istituita per salvaguardare le terre appartenute ai Cistercensi e modellate nel corso dei secoli.
Qui è ancora possibile vivere un ambiente piacevole e ospitale, capace di trasmettere l’immagine di un rapporto armonioso tra gli esseri umani e la natura.
La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra si estende per circa 1.800 ettari nel territorio dei comuni di Tolentino e Urbisaglia.
Con lo scopo di proteggere l’ambiente circostante, nel 1984 è nata la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, che abbraccia un’area di 1.800 ettari: un territorio ricco di campi coltivati, vegetazione e fauna protetta, con due corsi d’acqua e un lago.
La Fondazione Giustiniani-Bandini, proprietaria del territorio e responsabile della gestione della Riserva Naturale, lavora per migliorare i servizi e le strutture, tutelando l’ambiente e le importanti testimonianze storico-architettoniche del passato.
Oltre ai prati ordinati e curati, ai percorsi naturalistici di lunga percorrenza, al bosco e alla magnifica abbazia cistercense, la Riserva Naturale dell’Abbazia di Fiastra offre il Museo della Civiltà Contadina, la Raccolta Archeologica e il Museo del Vino.

La Riserva conserva un patrimonio prezioso da vivere nel suo insieme, ma anche da proteggere e tramandare alle generazioni future.
Famiglie distese su immensi prati verdi, occhi curiosi all’interno di un chiostro medievale e pellegrini moderni a cavallo sono immagini caratteristiche dell’Abbadia di Fiastra, la riserva naturale in provincia di Macerata famosa per ospitare l’abbazia di Chiaravalle di Fiastra del XII secolo.
Il centro abitato di Abbadia di Fiastra lega il suo nome all’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, una delle abbazie cistercensi meglio conservate in Italia.
Qui l’ideale benedettino di lavoro e preghiera, oltre a diventare concreto e visibile attraverso un linguaggio architettonico di rara bellezza, ha segnato profondamente anche la storia del territorio, arricchendola di preziose e interessanti testimonianze.
Sentieri e percorsi nella Riserva
Alle spalle dell’abbazia, nella restante area del parco, si sviluppa una fitta rete di sentieri.
Le indicazioni di ciascun percorso, con nome e chilometri da percorrere, sono segnalate sui cartelli posti nelle immediate vicinanze della chiesa.
Ci sono cammini adatti a tutti, sia per le persone più allenate sia per chi è alla ricerca di un trekking semplice da fare in compagnia dei propri bambini.
| Percorso | Lunghezza | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Il bosco e il fiume | 585 m | Percorso ad anello molto semplice |
| Il lago Le Vene | 3.700 m | Percorso facile, con tratto lungo il lago e rientro nel bosco |
| La Selva | 1.200 m | Percorso interamente nel bosco |
| Percorso fluviale | 3.500 m solo andata | Percorso non circolare verso Urbs Salvia |
| Percorso ciclistico | Non indicata | Itinerario dedicato alle biciclette |
| Percorso ippico | Non indicata | Itinerario dedicato alle escursioni a cavallo |
Il bosco e il fiume
Il bosco e il fiume è un trekking ad anello molto semplice, della durata inferiore ai 10 minuti.
Inizia e termina accanto all’area verde che si incontra subito dopo aver superato la chiesa abbaziale, lasciandosi alle spalle i ristoranti La Foresteria e Da Rosa.
È l’ideale per chi ha poco tempo a disposizione e vuole godersi unicamente il piacere di passeggiare all’ombra degli alberi per qualche minuto.
Il lago Le Vene
Il lago Le Vene misura poco meno di 4 chilometri: nel tratto centrale costeggia il lago, che rimane sulla sinistra, mentre sulla via di ritorno compie una breve incursione nel bosco.
Per completarlo sono necessarie circa 1 ora e 20 minuti.
Il grado di difficoltà è facile.
Se si sceglie di fare il percorso Il lago Le Vene in estate, è consigliabile indossare un cappello con visiera e mettere una crema solare di protezione, perché in alcuni punti privi di alberi il sole è intenso.
La Selva
La Selva è lunga poco più di 1 chilometro ed è interamente situata nel bosco, nella sezione orientale del parco.
Ha inizio dalla parte opposta rispetto agli altri sentieri, ad eccezione di quello del bosco, con cui condivide un piccolo tratto.
Per trovarla bisogna dirigersi verso lo spazio del parcheggio, vicino all’area picnic Villamagna.
Il percorso fluviale verso Urbs Salvia
Il percorso fluviale è il trekking più lungo e impegnativo che si può fare ad Abbadia di Fiastra.
Nella segnaletica del parco è indicato con una linea nera e con il nome Urbisaglia, poiché ha come destinazione l’area archeologica di Urbs Salvia.
La distanza di 3.500 metri riportata sulla mappa si riferisce soltanto al tratto di andata, perché questo è l’unico percorso non circolare; la lunghezza complessiva è quindi di 7 chilometri.
Attività da praticare dopo il percorso ciclistico
Passeggiate a cavallo
Le escursioni a cavallo sono gestite dal maneggio Alma, situato all’interno della riserva con due postazioni diverse: una vicina all’inizio del sentiero e la seconda più a nord.
Il percorso ippico comincia dietro il ristorante Da Rosa.
Per molti chilometri condivide lo stesso itinerario del percorso ciclistico, allontanandosi dagli altri trekking.
A circa metà del sentiero, in corrispondenza dell’area archeologica romana di Urbs Salvia, presenta alcuni punti di contatto con il percorso fluviale, per poi seguire nella parte conclusiva la stessa via dei cicloamatori.
Picnic nella Riserva
Le grandi distese verdi intorno all’abbazia di Fiastra sono ideali per organizzare un picnic in famiglia o in coppia.
Le aree designate per il picnic sono due: la prima si chiama Villamagna e si trova vicino alla zona del parcheggio, a pochi passi dall’inizio del percorso La Selva; la seconda è nella parte antistante il bosco del parco e rimane sempre alla destra dell’abbazia.
È comunque possibile allestire il picnic in uno dei due prati più vicini all’abbazia, entrambi alla sinistra del monastero e in prossimità dell’inizio dei sentieri.
Il primo prato si trova praticamente di fronte al complesso religioso, mentre il secondo circonda il trekking ad anello intitolato Il bosco e il fiume.
Servizi e strutture
Un’ampia gamma di servizi permette di trascorrere una giornata piacevole: un punto informazioni dove prenotare visite guidate alla Riserva e scoprire l’intero territorio della provincia di Macerata, un centro visitatori, un’area picnic, una zona Wi-Fi gratuita, un servizio per camper, un centro ippico, il noleggio biciclette, un percorso naturalistico per persone con mobilità ridotta o con disabilità visiva, capanni per il birdwatching, alcuni dei quali facilmente accessibili, numerose panchine in posizioni panoramiche, ampi parcheggi, servizi igienici, bar, ristoranti, pizzerie, negozi di articoli da regalo e diverse tipologie di alloggio.
Sono previsti servizi igienici e parcheggi per auto.
È garantito l’accesso alle persone con disabilità.
Urbs Salvia e i dintorni dell’Abbazia
A breve distanza dall’abbazia si trova il Castello della Rancia, le cui origini risalgono al XII secolo, con funzioni di granaio e fattoria per i monaci cistercensi della vicina abbazia, successivamente trasformato in fortificazione militare dai Da Varano, signori di Camerino.
Il Castello della Rancia è anche sede del museo archeologico.
Nelle vicinanze, all’interno del comune di Urbisaglia, gli appassionati di archeologia possono visitare il Parco Archeologico di Urbs Salvia, una fondamentale testimonianza dell’epoca romana nell’ambito regionale.
Il parco comprende il suggestivo anfiteatro romano, nel quale durante l’estate si svolgono rappresentazioni di teatro antico.
Se rimangono 2-3 ore a disposizione dopo la visita ad Abbadia di Fiastra, si possono scoprire i resti dell’antica città romana di Urbs Salvia.
Il parco archeologico di Urbisaglia è il più grande di tutte le Marche.

L’Abbadia di Fiastra dista circa 3 minuti d’auto dal centro storico di Urbisaglia.
A 10 chilometri sorge Macerata, capoluogo dell’omonima provincia e celebre per il suo Sferisterio, realizzato dallo stesso architetto che ha progettato Palazzo Giustiniani Bandini.
A 15 minuti d’auto da Tolentino sorge la città di Macerata, capoluogo dell’omonima provincia e sede di una delle università più antiche del mondo, fondata nel 1290.
A circa 20 minuti d’auto dall’Abbadia si trova il piccolo paese di San Ginesio, inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia.
A pochi chilometri dall’abbazia di Fiastra si trova Montappone, piccolo centro dal nucleo medievale, riconosciuto a livello mondiale per la produzione del cappello.
Proseguendo verso Tolentino si raggiunge una città ricca di opere d’arte e monumenti di notevole valore, tra cui la Basilica di San Nicola, che conserva la Sala del Cappellone, completamente ricoperta di decorazioni pittoriche risalenti ai primi anni del Trecento.
Andando verso l’interno lungo la strada provinciale si incontra Caldarola con il suo famoso Castello della famiglia Pallotta.
A qualche chilometro di distanza si possono incontrare ampie distese di vigneti dove si coltiva e si produce la rinomata Vernaccia di Serrapetrona, un vino spumante nelle tipologie secco e dolce da degustare con il dessert.
Verso i Monti Sibillini si incontra San Ginesio, Bandiera Arancione e uno dei Borghi più belli d’Italia.
Il centro storico conserva le caratteristiche mura medievali proiettate verso l’alto, munite di torrioni, baluardi e porte castellane.
Nel cuore delle Marche e immerso nel verde del Parco Nazionale dei Monti Sibillini si incontra Sarnano, antico borgo medievale anch’esso Bandiera Arancione e uno dei Borghi più belli d’Italia, dove vivere una vacanza all’insegna del relax e del benessere.
In questo itinerario meritano una visita anche San Severino Marche, Camerino e Treia.
Nella logica di un fine settimana si può prendere in considerazione anche l’escursione alle Lame Rosse di Fiastra, ribattezzate come il Grand Canyon delle Marche.
Come raggiungere l’Abbazia di Fiastra
Per raggiungere l’Abbazia di Fiastra occorre prendere l’uscita della SS77var della Val di Chienti e uscire a “Macerata Ovest”, seguendo la segnaletica turistica marrone “Riserva Naturale Abbadia di Fiastra”.
Dallo svincolo sono necessari meno di 5 minuti d’auto.
L’Abbadia di Fiastra dista circa 3 minuti d’auto dal centro storico di Urbisaglia, 15 minuti d’auto da Macerata e circa 20 minuti da Civitanova Marche, il casello autostradale più vicino dell’A14 e il punto in cui prendere la SS77var.
Si può raggiungere anche tramite autobus di linea, con fermata nei pressi della Riserva.
L’indirizzo è Contrada Abbadia di Fiastra, 62010 Urbisaglia (MC).
Prima della partenza in bicicletta è opportuno controllare le condizioni del tracciato, gli orari di apertura dell’abbazia e le regole di accesso alle aree protette.
Ritorno in MTB - Abbadia di Fiastra e Ciclovia del Fiastrella
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