Djed Spence, il calciatore del Tottenham che appartiene a Gesù

Il calciatore del Tottenham a cui il testo collega una fede profonda in Dio è Djed Spence, terzino destro inglese e musulmano praticante. La sua spiritualità è diventata parte importante della sua storia personale e sportiva, soprattutto dopo la convocazione nella Nazionale inglese.

Spence stesso ha dichiarato al The Sun: "È una benedizione… Sono rimasto sorpreso, davvero, per me è un momento enorme legato alla mia fede". Ora, più che mai consapevole del proprio valore, parla apertamente della sua fede come punto di forza: "Nei momenti più bui ho sempre creduto che Dio fosse al mio fianco… sono grato a Lui".

Djed Spence e il rapporto tra calcio e fede

Dopo una stagione intensa, che lo ha visto protagonista con il Tottenham, Djed Spence si prepara a scrivere una pagina storica: sarà il primo calciatore dichiaratamente musulmano a vestire la maglia della Nazionale inglese. La convocazione - firmata Thomas Tuchel - è stata valida per le gare di qualificazione al Mondiale 2026, contro Andorra e Serbia.

Per Spence, classe 2000, già fresco vincitore dell'Europa League con gli Spurs, una chiamata tra le più emozionanti della sua carriera. Una convocazione carica di significato: oltre all'aspetto sportivo, assume valore come simbolo di inclusione.

La fede di Spence era rimasta a lungo nascosta, anche a causa di alcuni commenti islamofobi che il calciatore aveva ricevuto sul proprio profilo Instagram. "Se ci sono riuscito io, potete farcela anche voi. Non solo i bambini musulmani, ma chiunque, di qualsiasi fede", ha detto Djed Spence.

A marzo era stato Postecoglu, l'allenatore del Tottenham, a parlare del rapporto di Spence con la fede: "Per Sarr e per tutti gli altri giocatori che hanno fede e convinzioni così forti il rapporto tra calcio e religione è una "testimonianza", una prova che sono in grado di fare entrambe le cose, giocare e correre velocemente durante il giorno. Penso che anche Djed se ne stia accorgendo". Il riferimento, in particolare, era al periodo del Ramadan.

Djed Spence con maglia Tottenham

Chi è Djed Spence

Djed Spence è un terzino destro inglese, nato il 9 agosto 2000 da madre keniana e padre giamaicano. Musulmano praticante, ha costruito la sua carriera partendo dal settore giovanile del Fulham, per poi debuttare tra i professionisti con il Middlesbrough nel 2018.

Nella stagione 2019-20 si è imposto come titolare, collezionando 22 presenze e il suo primo gol in Championship. Il salto di qualità è arrivato nel 2021-22 con il prestito al Nottingham Forest: 46 presenze, 3 reti e una serie di riconoscimenti che lo hanno consacrato come uno dei migliori giovani della categoria, tra cui il premio di giocatore e giovane del mese, oltre all'inserimento nella squadra dell'anno.

Sua sorella maggiore, Karla-Simone Spence, è un'attrice britannica affermata, protagonista di film e serie di successo. La ragazza ha infatti recitato nella pellicola cinematografica «Blue Story», nella serie tv francese del 2024 dedicata al «Conte di Montecristo» e in diverse fiction prodotte dalla Bbc.

Il percorso al Tottenham

Nell'estate 2022 è stato acquistato dal Tottenham, dove però ha incontrato difficoltà iniziali. Dopo aver avuto pochi spazi al Tottenham - dove inizialmente era stato etichettato come "acquisto del club" da Antonio Conte - ha affrontato una serie di prestiti (Rennes, Leeds, Genoa), fino a una svolta decisiva che lo ha portato a trionfare con gli Spurs in Europa League.

Seguono esperienze in prestito al Rennes, al Leeds United e al Genoa, che gli hanno permesso di accumulare esperienza internazionale in Ligue 1, Championship e Serie A. Il vero riscatto è arrivato nel 2024-25, con 35 presenze ufficiali e un gol con la maglia degli Spurs, diventando un punto di riferimento sulla fascia destra.

In Premier League ha totalizzato 25 presenze, confermandosi come difensore affidabile e dinamico. Il terzino del Tottenham, reduce da una stagione trionfale e da una difficile esperienza al Genoa, farà la storia con l'Inghilterra nei playoff per il Mondiale.

Dalle difficoltà alla consacrazione

Il percorso che lo ha portato fin qui non è stato semplice. Spence non nasconde le difficoltà superate: "Non ho una lista fisica, ma ho una nota mentale con i nomi di chi dubitava di me… E dimostrargli il contrario è una grande soddisfazione".

La calma olimpica e un approccio alla vita decisamente rilassato sono i tratti distintivi che definiscono Djed Spence, l'esterno inglese del Tottenham - con un passato già in A al Genoa (da gennaio a giugno 2024) - finito prepotentemente nel mirino dell'Inter come rinforzo prioritario per la corsia di destra.

Ai tempi dell'esperienza in Italia, tra le fila dei rossoblù, fu affettuosamente ribattezzato «chill boy», il rilassato. Questo atteggiamento pacifico non è affatto casuale, ma affonda le sue radici nelle origini familiari del giocatore, nato e cresciuto a Londra - il 9 agosto 2000 - ma profondamente legato alla terra dei suoi genitori, la Giamaica.

Da loro, Diop Tehuti Djed-Hotep - questo il suo altisonante nome completo - ha ereditato non solo l'amore per i rasta e per la musica caraibica, ma anche una profonda spiritualità, tanto da essere diventato, circa un anno fa, il primo calciatore di fede musulmana a scendere in campo con la maglia della Nazionale inglese, segnando un traguardo storico.

La maschera di ferro e la stagione della svolta

Oltre al talento artistico e sportivo, in casa Spence non manca affatto una spiccata dose di ironia, dimostrata dal calciatore in occasione di un brutto infortunio avvenuto alla fine di maggio. Dopo aver subito una frattura alla mascella a causa di una violenta gomitata rifilata da Delap, attaccante del Chelsea sanzionato nell'occasione solo con un cartellino giallo, l'esterno di proprietà del Tottenham ha dovuto sottoporsi a un'operazione e indossare una vistosa protezione fino al torneo iridato.

Lungi dal piangersi addosso, Spence ha condiviso sui social il video dello scontro commentandolo con una lunga serie di emoticon che ridono a crepapelle. Quella singolare «maschera di ferro» lo ha reso un personaggio ancora più iconico e visibile durante le sue prestazioni nella rassegna iridata, attirando in modo definitivo le attenzioni dei dirigenti dell'Inter, pronti a scommettere sulle sue qualità.

Il Tottenham Hotspur dovrebbe tenere o vendere Djed Spence?

Pape Matar Sarr e la fede nel Tottenham

Nel rapporto tra il Tottenham, la spiritualità dei calciatori e la pratica religiosa viene citato anche Pape Matar Sarr. Il centrocampista senegalese classe 2002 approda in bianconero dopo l’esperienza in Premier League con il Tottenham, club con cui ha proseguito il suo percorso di crescita nel calcio europeo.

Nato a Thiaroye, in Senegal, il 14 settembre 2002, Sarr muove i primi passi in patria prima di trasferirsi in Francia, al Metz. È proprio con la formazione francese che si mette in evidenza giovanissimo, attirando l’attenzione del Tottenham, che lo acquista nell’estate del 2021 lasciandolo per un’altra stagione in prestito in Ligue 1.

Centrocampista dinamico, dotato di grande struttura fisica e capace di abbinare qualità e intensità nelle due fasi di gioco, Sarr negli anni in Inghilterra accumula esperienza in Premier (oltre 100 le sue presenze in campionato) e nelle competizioni europee, alzando al cielo con gli Spurs l’Europa League 2024/25.

Parallelamente diventa un punto di riferimento della Nazionale senegalese, con cui conquista la Coppa d’Africa nel 2022. Ora per Pape Matar Sarr comincia una nuova avventura, in Italia e con la maglia bianconera.

Un chiarimento sul riferimento a Gesù

Il testo relativo a Nicola Legrottaglie utilizza l’espressione «atleta di Cristo» e parla esplicitamente dell’amore per Gesù e dei valori cristiani. Tuttavia, Legrottaglie è indicato come difensore del Milan e non come calciatore del Tottenham.

Il calciatore del Tottenham descritto nel materiale è invece Djed Spence, la cui fede dichiarata è musulmana e il cui rapporto con Dio viene raccontato anche in relazione al Ramadan. Per questo, il riferimento a un giocatore del Tottenham che «appartiene a Gesù» non corrisponde letteralmente alla vicenda di Spence.

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