La Chiesa della Madonna Addolorata, il cui nome è Chiesa della Beatissima Vergine dei Sette Dolori e Suffragio delle Anime del Purgatorio, sorge al lato dell'incrocio a T della strada proveniente da Leonessa con quella che si dirige da un lato a Monteleone di Spoleto e dall'altro verso la Chiesa di Santa Maria De Equo. È stata eretta verso la metà del XVIII secolo dai Reverendi Don Filippo e Don Biagio Peroni (ordinati zio e nipote), per sovvenire alla penuria di spazio dell'allora unica chiesa del posto, dedicata a Sant'Antonio.
Il santuario è dedicato alla Madonna Addolorata e conserva elementi architettonici, opere d'arte e testimonianze della devozione locale stratificatisi tra il XVIII e il XX secolo. La facciata, il campanile, la pianta interna, gli altari e le tele documentano le trasformazioni subite dall'edificio, compresi i restauri successivi ai danni del terremoto del 1979.

Origine e dedicazione della chiesa
La chiesa nacque nella seconda metà del Settecento per rispondere alla necessità di disporre di un ulteriore spazio destinato al culto, poiché l'unica chiesa del luogo era allora dedicata a Sant'Antonio. La nuova costruzione fu promossa dai reverendi Don Filippo e Don Biagio Peroni, zio e nipote ordinati sacerdoti, e venne intitolata alla Beatissima Vergine dei Sette Dolori e al Suffragio delle Anime del Purgatorio.
La dedicazione collega due temi centrali della spiritualità dell'edificio: il dolore della Vergine ai piedi della Passione di Cristo e la preghiera per le anime del Purgatorio. Questa doppia intitolazione trova riscontro nella principale immagine conservata nella chiesa, la Madonna Addolorata con le anime del Purgatorio.
La posizione e l'assetto esterno
La Chiesa della Madonna Addolorata sorge lungo un importante punto di passaggio locale, all'incrocio a T della strada proveniente da Leonessa con la viabilità diretta verso Monteleone di Spoleto, da un lato, e verso la Chiesa di Santa Maria De Equo, dall'altro. La posizione inserisce l'edificio nel sistema storico e religioso del territorio, in rapporto con le strade e con gli altri luoghi di culto circostanti.
La facciata
La facciata è frutto di una serie di trasformazioni, che si concentra soprattutto tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Si presenta come un tempo con quattro lesene che sostengono un grande frontone; nel fregio corre l'iscrizione "MATER DOLOROSA ORA PRO NOBIS".
Le quattro lesene organizzano verticalmente il prospetto e sostengono il grande frontone, conferendo alla facciata un'impostazione ordinata e monumentale. L'iscrizione latina, “Mater Dolorosa ora pro nobis”, richiama direttamente la dedicazione mariana dell'edificio e invoca la preghiera della Vergine Addolorata.
Il portale e i simboli della Passione
Nel piccolo timpano sul portale d'ingresso sono scolpiti a rilievo i simboli dell'Addolorata (cuore trafitto da una spada) e della Passione di Cristo (corona di spine e tre chiodi). Il cuore trafitto dalla spada è uno degli attributi più riconoscibili della Madonna dei Sette Dolori e visualizza il dolore materno di Maria davanti alla sofferenza e alla morte di Gesù.
La corona di spine e i tre chiodi completano il programma simbolico del portale, collegando la devozione alla Madonna Addolorata agli strumenti della Passione di Cristo. Il portale introduce quindi a uno spazio nel quale il tema del dolore mariano è rappresentato sia nell'architettura sia nelle opere d'arte.
Le iscrizioni commemorative e il campanile
Un'iscrizione del 1919, apposta sulla finestra di sinistra, ricorda i sotterranei caduti nella Prima Guerra Mondiale. La memoria dei caduti è così inserita direttamente nel prospetto della chiesa e si affianca alla funzione religiosa dell'edificio.
Sul fondo del lato distrutto della struttura si trova il campanile, costruito nel 1950 in sostituzione del piccolo campanile sul fondo del lato sinistro, una vela con tre archetti giustapposti. Il campanile del 1950 rappresenta quindi una ricostruzione successiva alla perdita della precedente struttura a vela.
La struttura interna
La pianta allungata è divisa in due aree da un arco trasversale. L'odierna copertura spiovente ha un telaio ligneo con pianelle, ma è attestata l'originaria presenza di una volta a botte (realizzata a canne intrecciate), definitivamente perduta dopo i restauri del 1949.
La trasformazione della copertura ha modificato in modo significativo la percezione dello spazio interno. La volta a botte originaria, costruita con canne intrecciate, non è stata conservata e l'attuale copertura spiovente con telaio ligneo e pianelle riflette la fase successiva ai restauri del 1949.
Tra i soggetti ivi dipinti era una Fuga in Egitto, probabilmente facente parte di un ciclo raffigurante i Sette Dolori di Maria. La presenza di questo dipinto collega la decorazione perduta alla tradizione iconografica dei dolori della Vergine, articolata in episodi della vita di Maria e della Passione di Cristo.

L'altare maggiore e le trasformazioni novecentesche
L'altare maggiore, in legno dorato, che fungeva da altare laterale nella Chiesa conventuale di San Francesco, è stato qui collocato dal parroco di Ruscio, mons. Sestilio Silvestri, in sostituzione del vecchio altare settecentesco in muratura, ed è andato distrutto nei lavori di ristrutturazione successivi al terremoto del 1979.
Ha una bella predella recante un motivo floreale riccamente dipinto e in alto un frontone spezzato; il capo altare è dipinto con la scena della Morte di San Giuseppe, in presenza di Gesù e della Vergine Maria. L'altare riuniva quindi una struttura lignea decorata, un motivo floreale nella predella e una rappresentazione della morte di San Giuseppe alla presenza di Cristo e della Vergine.
La distruzione dell'altare nei lavori successivi al terremoto del 1979 costituisce una delle principali perdite subite dall'apparato interno della chiesa. La vicenda dell'altare documenta inoltre il riuso di arredi provenienti da altri edifici religiosi e la successiva sostituzione di elementi storici durante gli interventi di ristrutturazione.
La statua della Madonna Addolorata
Lo spazio centrale è occupato da una moderna statua dell'Addolorata, che negli anni Venti del secolo scorso sostituisce già la pala d'altare della precedente struttura. La statua costituisce il fulcro visivo e devozionale dell'interno, in coerenza con l'intitolazione della chiesa alla Vergine dei Sette Dolori.
La rappresentazione dell'Addolorata è caratterizzata dal tema della sofferenza di Maria, espresso tradizionalmente dal cuore trafitto dalla spada. L'immagine della Vergine si inserisce nel percorso iconografico che comprende i simboli del portale, la pala settecentesca e i dipinti legati ai Sette Dolori di Maria.
Gli arredi e gli affreschi staccati
I candelieri d'ottone sono dono nel 1933 dei rusciari, che fanno incidere i propri nomi sulla base delle suppellettili. Le iscrizioni ricordano il contributo della comunità locale alla conservazione e alla dotazione dell'edificio.
Ai lati, sulla parete di fondo, sono esposti due frammenti di affreschi staccati, appartenenti alla campagna di decorazione settecentesca della chiesa, che ritraggono Sant'Emidio (protettore dai terremoti) e San Filippo Benizi, in contemplazione di un crocifisso.
La presenza di Sant'Emidio assume un particolare rilievo in un edificio segnato da eventi sismici e da successivi lavori di ristrutturazione. San Filippo Benizi è invece rappresentato in atteggiamento di contemplazione davanti al crocifisso, rafforzando il carattere meditativo e devozionale del ciclo pittorico.
La Madonna Addolorata con le anime del Purgatorio
La Madonna Addolorata con l'anime del Purgatorio di scuola romana risale alla metà del XVIII secolo e proviene dal vecchio altare. L'opera appartiene quindi alla fase originaria della chiesa e conserva il tema centrale espresso dalla dedicazione al Suffragio delle Anime del Purgatorio.
Nubi e angeli circondano la Vergine, col petto trafitto da una spada e un'espressione estatica, indicato dall'angelo sottostante che, con l'altra mano, afferra le mani scambiate in preghiera di un'anima purgante. La composizione riunisce la figura della Vergine, gli angeli e l'anima che invoca il suffragio, rendendo visibile il rapporto tra il dolore di Maria e la preghiera per i defunti.
In basso a destra è uno stemma di forma ovoidale con un albero di pere, attestante la committenza Peroni. Lo stemma identifica il legame tra l'opera e la famiglia dei promotori della costruzione della chiesa.

Gli altari laterali e le tele
I settecenteschi altari laterali in stucco, dipinti nel Novecento a oro e finto marmo, sono ornati dalle tele originarie restaurate nel 2001. La decorazione attuale riunisce quindi strutture settecentesche, interventi cromatici novecenteschi e tele sottoposte a restauro nel nuovo millennio.
La pala dell'altare di destra
La pala d'altare di destra ritrae quattro Santi, disposti a formare un cerchio ideale. Dal basso a sinistra: San Giuseppe, con il bastone fiorito, e accanto a Santa da identificarsi; dall'alto a sinistra San Giacomo, col bastone da pellegrino, e Maria Maddalena, con il classico vasetto di unguento.
La disposizione circolare delle figure crea una composizione unitaria, nella quale gli attributi dei santi facilitano il riconoscimento dei personaggi. Il bastone fiorito identifica San Giuseppe, il bastone da pellegrino richiama San Giacomo e il vasetto di unguento costituisce l'attributo tradizionale di Maria Maddalena.
La pala dell'altare di sinistra
La parte di altare di sinistra raffigura, invece, una serie di personaggi disposti secondo uno schema prospettico impostato su tre registri, con una visuale che si allontana dal basso verso l'alto. La costruzione prospettica organizza le figure su livelli sovrapposti e conduce lo sguardo dalla parte inferiore verso quella superiore della composizione.
Lo schema a tre registri differenzia la pala dalle figure disposte secondo un cerchio ideale nell'altare di destra. L'insieme delle due opere contribuisce alla varietà dell'apparato figurativo della chiesa, alternando una composizione circolare e una struttura prospettica ascendente.
Restauri, perdite e conservazione
La facciata è stata interessata da una serie di trasformazioni concentrate soprattutto tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Nel 1949 i restauri determinarono la perdita definitiva della volta a botte realizzata a canne intrecciate e dei dipinti che la decoravano.
Tra i soggetti ivi dipinti era una Fuga in Egitto, probabilmente facente parte di un ciclo raffigurante i Sette Dolori di Maria. Anche l'altare maggiore ligneo, trasferito dalla Chiesa conventuale di San Francesco, è andato distrutto nei lavori di ristrutturazione successivi al terremoto del 1979.
Le tele originarie degli altari laterali sono state restaurate nel 2001. La presenza dei frammenti di affreschi staccati, della pala della Madonna Addolorata e delle tele laterali consente di ricostruire almeno in parte la ricchezza della decorazione storica, nonostante le perdite e le trasformazioni dell'edificio.
Elementi principali della chiesa
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Dedicazione | Chiesa della Beatissima Vergine dei Sette Dolori e Suffragio delle Anime del Purgatorio |
| Costruzione | Verso la metà del XVIII secolo |
| Promotori | Don Filippo e Don Biagio Peroni |
| Facciata | Quattro lesene, grande frontone e iscrizione “MATER DOLOROSA ORA PRO NOBIS” |
| Campanile | Costruito nel 1950 in sostituzione del precedente campanile a vela |
| Pianta | Pianta allungata divisa in due aree da un arco trasversale |
| Copertura originaria | Volta a botte realizzata a canne intrecciate |
| Copertura attuale | Telaio ligneo con pianelle e copertura spiovente |
| Opera principale | Madonna Addolorata con l'anime del Purgatorio di scuola romana |
| Tele degli altari laterali | Tele originarie restaurate nel 2001 |
| Restauri della copertura | La volta a botte è stata definitivamente perduta dopo i restauri del 1949 |
| Interventi dopo il terremoto | Lavori di ristrutturazione successivi al terremoto del 1979 |
Il significato religioso e artistico
L'apparato della chiesa sviluppa un percorso coerente intorno alla figura della Madonna Addolorata. Il cuore trafitto dalla spada sul portale, la statua moderna dell'Addolorata, la pala settecentesca con le anime del Purgatorio, la perduta Fuga in Egitto e il possibile ciclo dei Sette Dolori di Maria appartengono a un unico orizzonte iconografico.
La chiesa conserva inoltre un rapporto diretto con la memoria della comunità. I candelieri donati nel 1933 dai rusciari, con i nomi incisi sulle basi, testimoniano il coinvolgimento dei fedeli; l'iscrizione del 1919 ricorda i caduti della Prima Guerra Mondiale; lo stemma Peroni identifica la committenza della pala della Madonna Addolorata con le anime del Purgatorio.
La presenza di Sant'Emidio, protettore dai terremoti, acquista un valore particolare per la storia dell'edificio, che ha conosciuto restauri e ristrutturazioni dopo il terremoto del 1979. Gli affreschi staccati, le tele restaurate e le strutture architettoniche permettono di leggere la chiesa come il risultato di più fasi storiche, senza separare la funzione liturgica dalla memoria dei cambiamenti subiti.
Luoghi religiosi nelle vicinanze
La chiesa si trova in rapporto con altri luoghi di interesse del territorio di Monteleone di Spoleto. Tra i luoghi vicini sono indicati la Chiesa Santa Caterina, la Torre dell'Orologio, Piazza del Mercato con la sua austera Torre dell'Orologio e la Pieve Santa Maria De Equo.
- Chiesa Santa Caterina, Monteleone di Spoleto, Perugia.
- Torre dell'Orologio, Monteleone di Spoleto, Perugia.
- Piazza del Mercato con la sua austera Torre dell'Orologio, Monteleone di Spoleto, Perugia.
- Pieve Santa Maria De Equo, Monteleone di Spoleto, Perugia.
La posizione lungo la strada proveniente da Leonessa e diretta verso Monteleone di Spoleto e Santa Maria De Equo inserisce la Chiesa della Madonna Addolorata in un itinerario composto da edifici religiosi, architetture civiche e percorsi storici del territorio.
Storia Dell''Apparizione Addolorata Di Castelpetroso
Campagne di tutela
Le campagne storiche indicate per questo luogo comprendono gli anni 2003, 2014, 2016, 2018 e 2020. Queste campagne testimoniano la continuità dell'attenzione rivolta alla conoscenza e alla tutela del complesso.
La conservazione della chiesa riguarda la facciata trasformata nel Novecento, il campanile del 1950, la copertura lignea, i frammenti di affreschi staccati, gli altari laterali in stucco, le tele restaurate e le opere legate alla dedicazione alla Madonna Addolorata.
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