Il Colle del Piccolo Altare è il valico più semplice tra Rima e Macugnaga, raggiungibile da Rima San Giuseppe con una lunga ma tecnicamente facile escursione sulla storica mulattiera gradinata e lastricata fatta costruire da Giulio Axerio, matematico e ingegnere specializzato in mineralogia, nato a Rima.
L’itinerario del sentiero 292 parte da Rima, a 1411 metri, e raggiunge il colle a circa 2627-2630 metri, superando un dislivello di circa 1216-1219 metri in 3 ore e 45 minuti. Dal valico si apre una magnifica vista sul Monte Rosa e il percorso può proseguire verso la Val Quarazza e Macugnaga seguendo l’itinerario B35 fino al Bivacco Lanti.
Dati principali dell’escursione
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Comune di partenza | Rima San Giuseppe |
| Sentiero | 292 |
| Partenza | Rima, 1411 m |
| Arrivo | Colle del Piccolo Altare, circa 2627-2630 m |
| Dislivello | Circa 1216-1219 m |
| Tempo di salita | 3 ore e 45 minuti |
| Difficoltà | E - Escursionisti; alcuni collegamenti verso Macugnaga sono classificati EE |
| Tipologia del terreno | Pascoli, pietraie e resti di mulattiera ottocentesca |
| Periodo consigliato | Estate-autunno |
| Stato del sentiero | Percorribile regolarmente |

Il significato del nome e la posizione del colle
Sebbene comunemente si indichi con l’appellativo di Piccolo Altare il colle, in realtà il nome si riferisce alla vetta che si trova a est dello stesso e che lo sovrasta. Il nome trae origine dal caratteristico masso squadrato, dalla forma di altare appunto, che si trova qualche decina di metri più ad est, in cresta e ben visibile.
Il toponimo Piccolo Altare, Klein-Altar in linguaggio walser, è derivato da una sporgenza rocciosa di forma quasi quadrata sulla quale è infissa una croce in legno. Il colle è situato tra il Corno Piglimò, 2894 metri, a sud-ovest, e la lunga cresta della Cima del Piccolo Altare, 2683 metri, a nord-est.
Da Rima all’Alpe Lanciole di Sotto
Dalla piazzetta della chiesa di Rima, 1411 metri, si attraversa il grazioso paese e si supera il ponte sul torrente Sermenza accostando il Museo Della Vedova. Subito dopo le ultime case, giunti nel lariceto, si lasciano a sinistra gli itinerari 296 per il Colle Mud e 318 per il Monte Tagliaferro. Si prosegue a destra parallelamente al Croso Lanciole.
Attraversando Rima seguiamo prima le indicazioni per il Colle Mud poi cominciamo a trovare i segni del sentiero 292 che è quello per il Colle del Piccolo Altare. Dopo un primo tratto pianeggiante il sentiero sale a svolte tra boschetti fino all’Alpe Lanciole di Sotto e poi all’Alpe Lavazei, 1943 metri.
Passato un ponticello a quota 1505 metri, con possibilità di raccordarsi con il sentiero 291 del Vallè, la salita si fa subito erta. Superata una baita, per stretti tornanti si arriva all’ampia Alpe Lanciole di Sotto, 1710 metri, dopo circa un’ora.
Da Rima, si arriva fino al ponte dietro il paese per attraversare il torrente Sermenza, costeggiandone poi la destra orografica. Arrivati al centro dell’anfiteatro si superano due piccoli ponticelli per seguire il sentiero che risale il versante della montagna tra gli arbusti.
Dall’Alpe Lanciole all’Alpe Lavazei
All’Alpe Lanciole di Sotto si lascia a sinistra il sentiero 294 per il Colle Piglimò e, proseguendo su bel pascolo, si devia a destra e dopo aver superato il torrente Lanciole si giunge all’Alpe Lavazei, 1943 metri, posta sul confine del Parco Naturale Alta Valsesia.
Oltrepassata una baita solitaria si giunge all’Alpe Lanciole di Sotto a quota 1710 metri per proseguire lungo il costone. La vegetazione si fa sempre più rada, fino a quota 1950 metri circa dove si piega verso destra e con un ampio semicerchio si aggira l’Alpeggio Lavazei.
All’Alpe Lavazei c’è un bivio: a destra il sentiero per il rifugio Vallé è “difeso” da una coppia di cani da guardia abbaianti e fortunatamente alla catena. Noi saliamo dritto con un breve tratto di sentiero poco visibile ma guidati dai segni bianco rossi finché il percorso diventa una mulattiera lastricata.
All’Alpe Lavazei si incrociano gli itinerari 292a, 292b e 292c. In questo punto è quindi possibile collegarsi con l’Alpe Brusiccia, il Laghetto Brusiccia o del Toro, l’Alpe Vallezö, l’Alpe Lanciole di Sopra e il rifugio Vallè.
La mulattiera storica verso il colle
Da Lavazei si prende la direzione nord-ovest per salire sulla bella mulattiera lastricata, in parte ancora in buone condizioni, tra pascoli intramezzati da grandi macchie arbustive e pietraie. Sulla destra una traccia di sentiero si collega al rifugio Vallè.
La mulattiera gradinata e lastricata fu fatta costruire da Giulio Axerio, vissuto tra il 1830 e il 1880, matematico e ingegnere specializzato in mineralogia, nato a Rima. Il percorso conserva i resti di una mulattiera ottocentesca, in parte ancora ben conservata.
Il bosco di conifere manca completamente quindi anche se è mattino il Sole picchia forte. La salita è addolcita da numerosi tornanti, prima su erba poi su terreno roccioso, e conduce progressivamente verso l’ambiente più aperto dell’alta montagna.
Lasciandosi le baite sulla destra, si sale in direzione nord sino ad incontrare una bastionata rocciosa che si supera agevolmente. Da quota 2250 metri si devia verso ovest imboccando il vallone che conduce sino al Colle.
La lapide di Tullio Vidoni e l’arrivo al Colle del Piccolo Altare
Durante la salita si passa accanto ad una lapide infissa nella roccia in memoria dell’alpinista borgosesiano Tullio Vidoni, che proprio in questi luoghi perse la vita travolto da una valanga nel 1988.
Il sentiero diventa una mulattiera lastricata che con salita addolcita da numerosi tornanti, prima su erba poi su terreno roccioso, sbuca sul Colle del Piccolo Altare. Il valico si raggiunge dopo circa 2 ore e 15 minuti dall’Alpe Lavazei e dopo circa 3 ore e 45 minuti dalla partenza da Rima.
Qui si trovano il bivacco Axerio, ormai in disuso, e appunto una croce su uno spuntone immediatamente a est del Colle. Nei pressi del colle si trova l’incustodito Ricovero Axerio, modesta costruzione attualmente pressoché inagibile.
Il percorso non presenta difficoltà tecniche particolari nella salita da Rima, ma richiede un buon allenamento per affrontare il dislivello importante e la lunghezza dell’escursione.
Il panorama dal valico
Dal colle, situato tra il Corno Piglimò, 2894 metri, a sud-ovest, e la lunga cresta della Cima del Piccolo Altare, 2683 metri, a nord-est, si ha una magnifica vista sul Monte Rosa.
Dietro la cresta che va dal Corno di Faller alla Punta Grober appaiono le cime più alte del Monte Rosa mentre di fronte il Pizzo Bianco si interpone tra la Cima di Iazzi e lo Strahlhorn.
Il dislivello importante ma fattibile con un medio allenamento ci porterà in alta quota dove potremo ammirare in tutto il suo splendore il Monte Rosa e tutte le sue cime come ad esempio la Punta Giordani, la Piramide Vincent e la Capanna Regina Margherita.

Discesa verso Macugnaga e la Val Quarazza
Scendendo sul lato opposto verso la Val Quarazza, seguendo il segnavia B35 fino al Bivacco Lanti, si arriva dopo lungo cammino alla frazione Borca di Macugnaga. Il collegamento consente di unire l’alta Valsesia con il versante di Macugnaga attraverso un ambiente selvaggio e panoramico.
Al colle ci si collega all’itinerario B35 che porta al Bivacco Lanti e alla Val Quarazza. Poco oltre il Bivacco Lanti si stacca a sinistra un sentiero che porta al Colle del Piccolo Altare, 2627 metri, confinante con il Comune valsesiano di Rima.
L’itinerario proveniente dal versante di Macugnaga è indicato anche con i segnavia B98 e B35. Tutto il percorso è siglato con B98 e B35, basta seguire il segnavia e i cartelli segnaletici.
Accesso dal Lago delle Fate
Al Lago delle Fate, all’inizio della Valle Quarazza, si arriva da Isella seguendo la strada sterrata e lo “Schlittuweg”, il Sentiero delle Slitte, che porta alla frazione di Motta, oppure anche da Fornarelli lungo un sentiero a scalinate.
Dalla diga, proseguendo per la comoda strada, si raggiunge la località Crocette, meglio nota come “Città Morta”, con le testimonianze dell’antica lavorazione dell’oro, a 1460 metri. In salita si percorre poi un bosco di conifere per attraversare il torrente di Caspiana e proseguire in falsopiano fino al ponte sul torrente Quarazza presso il Prà di Lanti.
Si passa sulla sponda opposta della valle e, lasciata a sinistra l’Alpe Piana, 1613 metri, inizia la salita sulla mulattiera militare costruita alla fine degli anni ’20, che con una serie di tornanti porta all’Alpe Schena della Piana.
La vista comprende la parete sud del Pizzo Bianco, la Grober e i Corni di Faller. Quindi, in pendenza più dolce, si raggiunge il Bivacco Emiliano Lanti.
Il tratto tra il Bivacco Lanti e il colle
Fino a questo punto il sentiero può essere considerato E, escursionismo, dopodiché si affronta una pietraia, classificata EE, escursionisti esperti.
Il percorso dal versante di Macugnaga misura complessivamente circa 11 chilometri, con un tempo stimato di 4 ore e 45 minuti, una quota di partenza indicata a 1309 metri, un arrivo a 2627 metri e un dislivello di 1318 metri.
Il tratto finale richiede maggiore attenzione per la presenza della pietraia e per l’ambiente più severo dell’alta quota. La difficoltà complessiva dal Lago delle Fate viene indicata come EE, escursionisti esperti, lunga.
Varianti e collegamenti dalla zona del colle
Traversando invece a sinistra, per il Dosso dei Caproni, si può raggiungere con disagevole percorso privo di traccia, sul versante nord del Corno Piglimò, il Colle del Turlo, 2738 metri, e da qui scendere poi ad Alagna seguendo l’itinerario 207a.
Il collegamento con il Colle del Turlo non è una semplice prosecuzione escursionistica: il percorso è disagevole, privo di traccia e classificato EE. È quindi necessario considerare attentamente la natura del terreno e le condizioni della montagna.
Dal percorso principale sono inoltre disponibili i collegamenti con il sentiero 294 per il Colle Piglimò o di Rima, con il sentiero 296 per il Colle Mud, con il sentiero 291 per il Colle del Vallè e con il sentiero 318 per il Monte Tagliaferro.
- Sentiero 294: Colle Piglimò o di Rima.
- Sentiero 292a: Alpe Lavazei - Alpe Brusiccia.
- Sentiero 292b: Alpe Lavazei - Alpe Lanciole di Sopra.
- Sentiero 292c: Laghetto Brusiccia o del Toro - Alpe Vallezö.
- Sentiero 296: collegamento con il Colle Mud.
- Sentiero 291: collegamento con il Colle del Vallè.
- Sentiero 318: collegamento con il Monte Tagliaferro.
- Itinerario B35: collegamento con il Bivacco Lanti e la Val Quarazza.
Il percorso con gli sci
Il Colle del Piccolo Altare è anche una classica meta di scialpinismo con vista sul Monte Rosa e con una discesa di grande soddisfazione.
Il periodo può comprendere anche l’inizio della stagione, ma soltanto con condizioni di neve stabili. Il pericolo valanghe, di fatto, sussiste solo nella parte finale, oltre i 2100 metri.
Da Rima, si arriva fino al ponte dietro il paese per attraversare il torrente Sermenza, costeggiandone poi la destra orografica. Arrivati al centro dell’anfiteatro si superano due piccoli ponticelli per seguire il sentiero che risale il versante della montagna tra gli arbusti.
Oltrepassata una baita solitaria si giunge all’Alpe Lanciole di Sotto a quota 1710 metri per proseguire lungo il costone. La vegetazione si fa sempre più rada, fino a quota 1950 metri circa dove si piega verso destra e con un ampio semicerchio si aggira l’Alpeggio Lavazei.
Lasciandosi le baite sulla destra, si sale in direzione nord sino ad incontrare una bastionata rocciosa che si supera agevolmente. Da quota 2250 metri si devia verso ovest imboccando il vallone che conduce sino al Colle, dove si trova anche il diroccato e non più agibile Bivacco Axerio.
Per lo scialpinismo sono indicati un arrivo al Colle del Piccolo Altare a 2627 metri e un dislivello di circa 1216 metri. La valutazione delle condizioni nivologiche e del pericolo valanghe deve avere la precedenza sulla praticabilità teorica dell’itinerario.
Colle del PICCOLO ALTARE - da Rima - ValSermenza - Valsesia
Descrizione dell’anello attraverso il rifugio Vallè
Al ritorno si scende fino a quota 2300 metri dove, su un tornante, si trova l’indicazione per il Rifugio Vallé. Per raggiungerlo, e fare così un anello, bisogna attraversare una pietraia mantenendo circa la stessa quota, guidati dai segni bianco-rossi.
Si passa alti sulla conca occupata dal Laghetto del Toro, visibile per parte della discesa, e si sale su erba tra le rocce per una cinquantina di metri fino alla Bocchetta del Laghetto o del Toro.
Qui appare la parte della valle dove si trova il Rifugio Vallé, chiusa a nord-est dal Pizzo Montevecchio. Si scende ripidamente su sentierino segnato fino all’Alpe Vallezzo, da cui con breve salita ci si porta al Rifugio Vallé.
Da qui un cartello indicatore segnala il sentiero 291a e 1 ora e 20 minuti per Rima. La discesa avviene prima più ripidamente passando accanto ad alcune cascate, poi più dolcemente passando per alcuni alpeggi e infine, tenendosi sempre sulla sinistra del torrente di fondovalle, si arriva a Rima.
Indicazioni tecniche e sicurezza
Il sentiero non presenta difficoltà nella salita da Rima, ma la quota raggiunta, il dislivello e la lunghezza richiedono preparazione fisica adeguata. Il terreno alterna mulattiera, pascoli, tratti erbosi, pietraie e roccia.
Vivere ed esperire la montagna richiede prudenza, preparazione ed esperienza. Nessuna attività, anche quella più facile, deve essere data per scontata o improvvisata.
Il periodo consigliato per l’escursione estiva è estate-autunno. Per la salita scialpinistica l’inizio stagione è possibile soltanto con condizioni di neve stabili, valutando in modo specifico il rischio valanghe nel tratto oltre quota 2100 metri.
Il bivacco Axerio è ormai in disuso e non più agibile, quindi non deve essere considerato un punto di appoggio. È necessario affrontare l’itinerario con autonomia sufficiente per alimentazione, acqua, orientamento e gestione dei tempi.
Orientamento e tracce del percorso
Il sentiero 292 è indicato dai segnavia e dai cartelli presenti lungo il percorso. Dopo l’Alpe Lavazei, alcuni brevi tratti possono risultare poco visibili, ma il tracciato è guidato dai segni bianco-rossi fino alla mulattiera lastricata.
Il sentiero è percorribile regolarmente e l’ultimo rilievo del percorso è stato effettuato il 18 luglio 2018. La traccia GPS del sentiero 292 è disponibile in formato standard GPX per navigatori GPS e in formato KMZ.
Per la consultazione cartografica sono indicati la carta escursionistica Valsesia CAI Varallo-Geo4Map, quadrante Nord-Ovest 4, il foglio IGM 30 IV SO Rima San Giuseppe, la carta IGC 10 Monte Rosa, Alagna e Macugnaga, la Carta del Parco Naturale Alta Valsesia e la Guida dei Monti d’Italia - Alpi Biellesi e Valsesiane.
Il contesto di Rima
Rima San Giuseppe conserva un ambiente poco manomesso e rappresenta il punto di partenza naturale per raggiungere il Colle del Piccolo Altare attraverso l’Alta Valsesia.
La frequentazione del paese può aumentare nei periodi di bel tempo, soprattutto durante le domeniche estive, anche per la vicinanza con itinerari noti come la salita al Monte Tagliaferro e per l’interesse verso i paesi della valle.
La piazzetta della chiesa costituisce il riferimento principale per l’avvio dell’escursione. Dopo il ritorno a Rima, il bar della piazzetta della chiesa era abbastanza fornito.