La processione storica di Santa Rita a Salerno è un corteo in abito medievale ispirato al corteo storico di Cascia, pensato per far conoscere la vita, la storia e la fede della Santa e per richiamare ai valori spirituali e morali del suo esempio cristiano.
Il corteo parte da piazza Sant’Agostino e attraversa alcune delle principali strade del centro storico di Salerno, passando anche davanti alla Rettoria di Sant’Antonio Abate e Santa Rita, nella storica chiesetta di via dei Canali. Le celebrazioni religiose comprendono la novena, l’esposizione della reliquia, le Messe e la possibilità di accostarsi al sacramento della confessione.
Processione storica di Santa Rita a Salerno
E’ in programma per sabato 29 maggio alle ore 18.00 a Salerno, partendo da piazza Sant’Agostino, il corteo storico di S. Rita, in abito medievale, sulle orme del corteo storico di Cascia, con l’intento di far conoscere la vita, la storia, la fede della Santa, scuotere le coscienze ad una ripresa dei valori spirituali e morali, tenere la Santa come modello di vita cristiana.
Il corteo percorrerà le seguenti strade: piazza Sant’Agostino, via Masuccio Salernitano, piazza Flavio Gioia, via Velia, corso Vittorio Emanuele, piazza Portanova, via Mercanti, via Duomo, piazza Abate Conforti, via dei Canali, via Dogana Vecchia, largo Campo, via G. Da Procida, via Arechi, via Mercanti, via Duomo, piazza Sant’Agostino.
| Elemento | Indicazione |
|---|---|
| Partenza | piazza Sant’Agostino |
| Orario | ore 18.00 |
| Abbigliamento | abito medievale |
| Riferimento | corteo storico di Cascia |
| Arrivo | piazza Sant’Agostino |

Il percorso del corteo nel centro storico
Il percorso prende avvio da piazza Sant’Agostino e prosegue lungo via Masuccio Salernitano, piazza Flavio Gioia, via Velia e corso Vittorio Emanuele. Dopo il passaggio da piazza Portanova, il corteo percorre via Mercanti e via Duomo, raggiungendo piazza Abate Conforti.
La processione continua quindi lungo via dei Canali, via Dogana Vecchia, largo Campo, via G. Da Procida e via Arechi. Il tragitto ritorna poi in via Mercanti e via Duomo, con conclusione in piazza Sant’Agostino.
La chiesa di Sant’Antonio Abate e Santa Rita
Prosegue con intensa partecipazione di fedeli il programma religioso in onore di Santa Rita da Cascia, organizzato dalla Rettoria Sant’Antonio Abate e Santa Rita nella storica chiesetta di via dei Canali a Salerno.
Le celebrazioni, iniziate lo scorso 13 maggio, si concluderanno mercoledì 22 maggio, giorno liturgico dedicato alla “Santa degli impossibili”. Ogni giorno, alle 10:30 e alle 17:30, viene celebrata la novena, con l’esposizione della reliquia di Santa Rita, a cui i fedeli affidano preoccupazioni, speranze, gioie e impegni quotidiani, nella certezza di sentirsi accompagnati da una testimone concreta e fedele dell’amore di Dio.
Un momento di raccoglimento profondo che, oltre alla preghiera comunitaria, offre ai partecipanti anche la possibilità della confessione, grazie alla presenza di sacerdoti disponibili prima delle celebrazioni.
Come da tradizione, la devozione a Santa Rita richiama ogni anno centinaia di fedeli, che la invocano come intercessora nei momenti più difficili. Anche quest’anno, la comunità salernitana si stringe in preghiera attorno alla figura della Santa di Cascia, segno di speranza e di fede che continua a unire generazioni e a illuminare i cuori.
Novena ed esposizione della reliquia
Al via, da oggi, la novena per Santa Rita, con l'esposizione della Reliquia, presso la chiesetta del centro storico, a Salerno. Fino al 22 maggio, infatti, alle 10.30 e alle 17.30 sono in programma le celebrazioni per affidare le preoccupazioni, le speranze e le gioie alla Santa dei casi impossibili.
Tanti i fedeli che, già stamattina, hanno potuto ricevere i petali delle rose benedette.
Orari delle Messe del 22 maggio
Grande attesa, dunque, per la giornata del 22 maggio, cuore delle celebrazioni, quando nella piccola e suggestiva chiesa salernitana si susseguiranno numerose Sante Messe in onore della Santa.
| Orario | Celebrazione |
|---|---|
| 7:00 | Santa Messa |
| 9:00 | Santa Messa |
| 10:30 | Santa Messa |
| 12:00 | Santa Messa |
| 16:30 | Santa Messa |
| 18:00 | Santa Messa |
| 19:30 | Santa Messa |
Gli orari previsti sono: 7:00 - 9:00 - 10:30 - 12:00 - 16:30 - 18:00 - 19:30, con confessioni disponibili mezz’ora prima di ogni celebrazione.
Orari ordinari della Rettoria di Santa Rita
Luogo di Culto: Rettoria di S. Antonio Abate e S. Rita (R03)
- Messe di Sabato e Prefestivi: ---
- Messe di Domenica e Festivi: ---
- Messe Feriali: Rettoria S. Rita: Giovedì 10.30 (16.30 recita del Rosario e Liturgia della Parola)
- Orario apertura 10-12; 16-18
La vita di Santa Rita da Cascia
Santa Rita nacque intorno l’anno 1381, probabilmente nel mese di ottobre, e morì il 22 maggio 1457. L’anno di nascita e la data di morte vennero accettate ufficialmente da papa Leone XIII quando la proclamò Santa il 24 maggio 1900.
Margherita nasce a Roccaporena, a pochi chilometri da Cascia (Perugia), figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri. Mite e obbediente, Rita a soli sedici anni andò in sposa a Paolo di Ferdinando Mancini, giovane ben disposto, ma di carattere irruento.
L’indole rissosa di Paolo non impedì a Rita, con ardente e tenero amore di sposa, di aiutarlo a cambiare. Ben presto nacquero i gemelli Giacomo Antonio e Paola Maria.
Con una vita semplice, ricca di preghiera e di virtù, tutta dedita alla famiglia, Rita aiutò il marito a convertirsi e a condurre una vita onesta e laboriosa. Questo fu forse il periodo più bello della vita di Rita, ma fu attraversato e spezzato da un tragico evento: l’assassinio del marito, avvenuto in piena notte, presso il mulino di Remolida da Poggiodomo nella valle, sotto le balze di Collegiacone.
Il perdono dopo l’assassinio del marito
Le ultime parole di Paolo, vittima dell’odio tra le fazioni, furono parole d’amore verso Rita e i suoi figli. Rita fu capace di una sconfinata pietà, coerente con il Vangelo di Dio cui era devota, perdonando pienamente chi le stava procurando tanto dolore.
Al contrario i figli, influenzati dall’ambiente circostante, erano propensi e tentati dal desiderio di vendetta. I sentimenti di perdono e di mitezza di Rita non riuscivano a persuadere i ragazzi.
Allora Rita arrivò a pregare Dio per la morte dei figli, piuttosto che saperli macchiati del sangue fraterno: entrambi morirono di malattia in giovane età, a meno di un anno di distanza dalla morte del padre.
Rita ormai sola, e con il cuore straziato da tanto dolore, si adoperò a opere di misericordia e, soprattutto, a gesti di pacificazione della parentela verso gli uccisori del marito, condizione necessaria per essere ammessa in monastero, a coronazione del grande desiderio che Rita serbava in cuore sin da fanciulla.
L’ingresso nel monastero agostiniano
Per ben tre volte bussò alla porta del Monastero Agostiniano di santa Maria Maddalena a Cascia, ma solo nel 1417 fu accolta in quel luogo, ove visse per quarant’anni, servendo Dio ed il prossimo con una generosità gioiosa e attenta ai drammi del suo ambiente e della Chiesa del suo tempo.
La sua esperienza religiosa è legata alla preghiera, alle opere di misericordia, alla pacificazione e alla vicinanza alle persone segnate dal dolore.
La stigmate e gli ultimi anni
La sera di un Venerdì Santo, dopo la tradizionale processione del Cristo Morto, avvenne un prodigio che durò per tutti i suoi ultimi quindici anni di vita: Rita ricevette sulla fronte la stigmate di una delle spine di Cristo, completando così nella sua carne i patimenti di Gesù.
Rita ne sopportò il dolore con gioiosa ed eroica forza. Salvo una breve parentesi, in occasione della visita a Roma per acquistare le indulgenze romane, la ferita rimase aperta sulla fronte di Rita fino al termine della sua vita terrena.
Morì beata il giorno di sabato 22 maggio 1457. Fu venerata come Santa subito dopo la sua morte come è attestato dal sarcofago ligneo e dal Codex Miraculorum, documenti risalenti all’anno della morte.
Le reliquie e le ricognizioni mediche
Dal 18 maggio 1947 le ossa di Santa Rita da Cascia riposano nel Santuario, nell’urna di argento di cristallo eseguita nel 1930.
Ricognizioni mediche effettuate in epoca recente hanno affermato che sulla fronte, a sinistra, vi sono tracce di una piaga ossea aperta (osteomielite). Il piede destro ha segni di una malattia sofferta negli ultimi anni, forse una sciatalgia, mentre la sua statura era di 157 centimetri.
Il viso, le mani ed i piedi sono mummificati, mentre sotto l’abito di suora agostiniana si trova l’intero scheletro.
La rosa, simbolo di Santa Rita
Curiosità: la rosa, il simbolo di Santa Rita per eccellenza
Alla fine dei suoi giorni, malata e costretta a letto, Rita chiese a una sua cugina venuta in visita da Roccaporena, sua città d'origine, di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna.
Era in inverno, ma la cugina la assecondò, pensando delirasse per le sue gravi condizioni di salute. Tornata a casa, tuttavia, la giovane parente trovò con sorpresa e gioia, in mezzo alla neve, una rosa e due fichi e, senza parole, subito tornò a Cascia per portarli a Rita.
Come la rosa, Rita ha saputo fiorire nonostante le spine che la vita le ha riservato, donando il buon profumo di Cristo e sciogliendo il gelido inverno di tanti cuori.
Il prodigio delle rose e dei fichi in inverno è stato reso attendibile da diverse testimonianze raccolte durante il processo per la beatificazione, nel 1626.

La devozione a Santa Rita a Salerno
La presenza della reliquia, la novena, le Messe e la processione storica costituiscono momenti distinti ma collegati della devozione salernitana a Santa Rita da Cascia.
La chiesa di via dei Canali rappresenta un luogo di raccoglimento nel centro storico, mentre il corteo storico porta nelle strade cittadine la memoria della Santa, la sua vicenda familiare, la scelta del perdono e la vita religiosa vissuta nel monastero agostiniano.
La processione come testimonianza di fede
Il corteo storico di S. Rita, in abito medievale, sulle orme del corteo storico di Cascia, nasce con l’intento di far conoscere la vita, la storia e la fede della Santa.
La processione richiama in particolare la sua capacità di trasformare il dolore in perdono, la sofferenza in preghiera e la vita quotidiana in un percorso di fede e di servizio.
Tenere la Santa come modello di vita cristiana significa richiamare i valori spirituali e morali associati alla sua figura e alla sua testimonianza.
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